mercoledì 8 Luglio 2020

Il punteruolo rosso oggi si contrasta con l’aiuto dei cani!

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punteruolo-rossoIl punteruolo rosso delle palme, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier, 1790) è un coleottero curculionide che, nel corso degli ultimi 100 anni dall’Asia è giunto fino alle Antille Olandesi e alla Georgia coinvolgendo la maggior parte delle Nazioni che si affacciano sul Bacino mediterraneo, tra cui la Spagna, comprese le isole Canarie, il Portogallo, la Francia, la Grecia, la Turchia e dal 2004 anche l’Italia.
La diffusione dell’insetto nell’area mediterranea è da correlare soprattutto agli intensi scambi commerciali internazionali di palme giovani e adulte, in particolare di Phoenix canariensis e P. dactylifera tra l’Africa settentrionale, Spagna, Isole Canarie, Francia, Grecia e Italia.
Allo stato attuale, l’insetto ha già provocato la morte di migliaia di palme in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio ed è ormai diffuso anche in Liguria, in Sardegna e nelle regioni adriatiche, dove sui lungomari di diverse località balneari è presente un’alta concentrazione di palme che, una volta attaccate, sono destinate a morire nell’arco di un anno.
I metodi di lotta a disposizione sono insufficienti, e spesso palme infestate, o addirittura già morte, non vengono prontamente abbattute, permettendo così al punteruolo di completare il ciclo biologico, ben protetto all’interno dello stipite. Esistono quindi serie motivazioni per ritenere che quest’insetto esotico possa mettere in dubbio il destino del ricco patrimonio di palme che adornano aree a verde pubblico e privato.
Il contenimento delle infestazioni presenta problemi di non facile soluzione, in particolare quando si tratta d’intervenire in ambito urbano.

punt1Il comportamento da endofita del curculionide, le notevoli dimensioni delle piante colpite, come nel caso delle palme monumentali, e la scarsa o nulla disponibilità di insetticidi autorizzati, rendono inadeguate le attuali possibilità di lotta contro larve e adulti. La principale difficoltà della lotta è connessa alla individuazione delle fasi iniziali delle infestazioni quando ancora gli adulti e le giovani larve sono vulnerabili agli insetticidi; i vari sistemi di monitoraggio finora sperimentati non hanno dato risultati efficaci.
Considerato che l’esame visivo delle palme  non consente di accertare le fasi iniziali dell’infestazione e che anche l’impiego di mezzi acustici e di termocamere non hanno fornito al momento, indicazioni valide, è stato avviato un programma specifico di addestramento di cani (già utilizzati in Israele per le loro notevoli capacità olfattive) al fine di individuare precocemente le infestazioni di tale insetto. Le indagini condotte hanno permesso di verificare l’efficacia dell’olfatto dei cani addestrati presso il centro cinofilo.

Sintesi delle attività effettuate

Il primo cane selezionato per svolgere le attività di individuazione precoce delle palme infestate dal Punteruolo Rosso è stato preso in carico dal conduttore all’età di nove mesi. Il soggetto è un esemplare femmina di Labrador retriever. La scelta del cane è stata effettuata attraverso l’ausilio di test e valutazioni che hanno evidenziato le doti naturali utili al fine dell’impiego previsto: spiccata capacità in ambito di ricerca e una grande motivazione (working ability)
Il conduttore, Marcello Di Salvo, direttore tecnico del Centro Cinofilo CaneEducato, è il referente unico per l’Italia del progetto “Strategies for the eradication and containment of the invasive pests Rhynchophorus ferrugineus Olivier and Paysandisia archon Burmeister” (PALMPROTECT), ci spiega i passaggi più importanti che stanno portando il soggetto ad un’autonomia di lavoro tale da poterlo, nell’arco dei prossimi mesi, rendere operativo nei vari teatri in cui necessiterà il suo contributo.

punt2“In una fase iniziale è stato impostato un percorso di attivazione mentale (ProblemSolving) per far si che il soggetto prendesse visione delle sue potenzialità e sviluppasse al meglio le proprie capacità cognitive, questo percorso è stato portato avanti per circa 35 giorni durante il quale al soggetto venivano proposti giochi creati appositamente per spingere  il cane a cercare e trovare, in maniera autonoma, la soluzione a problemi di crescente difficoltà.
In una fase successiva è iniziato il percorso vero e proprio e le attività di addestramento sono state rivolte alla ricerca del “boccone” e all’impostazione della segnalazione dello stesso. Ogni volta che il soggetto trovava il boccone, opportunamente occultato, veniva premiato e gli veniva concesso una adeguato spazio per la ricompensa (gioco); in questo modo il soggetto ha potuto adeguarsi gradualmente al nuovo contesto sia ambientale che relazionale.
Alla fine di questa prima attività di addestramento, il soggetto ha acquisito le competenze di base per procedere nelle fasi successive, imparando ad utilizzare l’olfatto e ad averne un beneficio in quanto ad ogni soluzione positiva corrispondeva sempre una gratifica.

punt3Raggiunto il primo obiettivo, è iniziata la fase della discriminazione olfattiva nella quale il soggetto è stato condizionato ad effettuare la segnalazione dell’odore  che si designava quale quello da ritrovare.
Utilizzando il sistema dei vasi (contenitori di forma, colore e dimensioni variabili) al ritrovamento dell’oggetto, al cane veniva impostato il comando di segnalazione che corrispondeva con la posizione seduta e veniva premiato aprendo l’involucro contenente il cibo precedentemente segnalato.
La sequenza veniva ripetuta più volte durante una lezione e il vaso contenente l’oggetto veniva cambiato di posizione per evitare che il cane segnalasse dettato dal ricordo del lavoro precedente.
Alla fine di questa fase di addestramento, avendo avuto la conferma che il soggetto avesse compreso il comando del “cerca” vocale e che al ritrovamento del boccone dovesse segnalarlo ponendosi nella posizione di seduto, si è proceduto all’inserimento dell’odore da segnalare, che corrispondeva a tessuti erosi dalle larve del Punteruolo Rosso provenienti da palme infestate.
Il nuovo “odore” è stato introdotto gradualmente nelle attività di ricerca, dapprima aggiungendolo insieme al boccone all’interno di un contenitore di metallo bucherellato per consentire al soggetto di familiarizzare con il nuovo odore.
Il cane veniva gratificato (boccone) solo dopo aver effettuato la segnalazione nella posizione di seduto.
Raggiunti questi obbiettivi si è proceduto all’inserimento della variabile palma: provette-esca contenenti i tessuti erosi della palma, munite di tappo forato per permettere l’emanazione delle sostanze volatili, venivano poste alla base della pianta, in modo da simulare le condizioni di una palma ad uno stadio iniziale di infestazione.


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Contestualmente alle fasi di addestramento sopra illustrate, venivano effettuati test giornalieri che sottoponevano il cane a stimoli di ricerca diversa, abituandolo ad individuare l’odore in ambienti diversi (working conditions).

punt6
Per questo motivo le attività sono state svolte quotidianamente presso il Centro di addestramento e bisettimanalmente presso gli ombrai afferenti alla sezione di Entomologia applicata del Dipartimento GeSa dell’Università di Catania.
A distanza di 8 mesi dall’inizio delle attività Lalla, labrador femmina, è in grado di segnalare l’infestazione all’interno della palma nello stadio iniziale in piena autonomia, giorno per giorno vengono effettuate prove e aumentate le difficoltà ponendo le palme in posizioni e contesti sempre  diversi come chiuderli all’interno di teli oppure ponendoli in batteria una affianco all’altra. Inoltre, positiva è stata l’esperienza acquisita impiegando l’unità cinofila su pedana elevatrice per l’ispezione di palme di notevole altezza.
Tale tecnica, non economicamente sostenibile per i monitoraggi di routine, può trovare applicazione limitatamente alla salvaguardia di palme di particolare valore storico e paesaggistico.

punt7Queste indicazioni, da ritenersi ancora preliminari, incoraggiano comunque ulteriori indagini soprattutto in previsione di un possibile impiego delle unità cinofile nei programmi di quarantena.
Sulla scorta di questi risultati preliminari, che hanno permesso l’individuazione delle modalità più idonee per addestrare i cani alla ricerca delle palme infestate, si prevede di continuare le indagini avviate utilizzando cani addestrati sin da cuccioli esclusivamente allo scopo, cosi come il centro cinofilo CaneEducato sta facendo con la piccola Lola, un golden retriever di 4 mesi.
Tutto questo percorso è documentato da foto e video depositate presso il dipartimento sopra citato e inserito in un programma di sperimentazione, acquisito e valutato dal coordinamento sia Europeo che a livello Italiano dove i referenti sono il dott. Pompeo Suma  e la dott.ssa Alessandra La Pergola.

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1 commento

  1. Ma guarda! Io credevo che addestrassero i cagnoloni solo per trovare droga armi e la salsiccia che cerco di imboscare in valigia quando torno in Giappone. Bravi bau! Interessantissimo!

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