diplomadi VALERIA ROSSI – Prendo spunto dall’accorato appello apparso in uno dei commenti di ieri: una neo-educatrice, dopo aver tentato disperatamente di trovare qualche campo disposta ad accoglierla per fare un po’ di tirocinio e dopo essersi sentita rispondere più volte “no grazie”, chiede: “Che devo fare? Da dove si comincia? Perché, se chiedo di fare tirocinio, mi guardano come se fossi un’extraterrestre verde?”
Purtroppo è vero, questo problema esiste ed è diffusissimo: ed è uno dei risultati negativi dell’overdose di corsi, diplomi & affini. E’ il risultato… del titolo di un mio vecchio articolo, che recitava: “Ci sono più educatori cinofili che cani?” (se vi interessasse e non l’aveste letto, lo trovate qui).
Perché se non ci sono più educatori cinofili che cani (ma ci arriveremo, andando avanti così…), ci sono sicuramente più educatori cinofili che campi, centri eccetera.
Da qui la difficoltà numero uno nell’accettare nuovi tirocinanti: perché se ne presentano tanti, troppi,  uno sproposito (almeno nelle grandi città) e non è che, anche con tutta la buona volontà del mondo, puoi tenertene una sfilza.
Magari ne accetti uno…due, toh: ma per gli altri non c’è più posto.
Succede perfino nei canili: ormai c’è addirittura un’overdose di volontari, che alla fine vengono rifiutati (un po’ perché sono troppi, ma un po’ anche perché pretendono di arrivare lì e insegnare “come si fa” a gente che magari sta in quel canile da vent’anni… e che non la prende troppo bene. Ma questa è un’altra storia).
E questo è solo il primo punto.

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cane-sedutoIl secondo è che… i corsi vengono pagati (e di solito non poco): quindi la normale reazione di chi ha un campo già avviato, quando gli arriva l’educatore col suo ben diplomino preso rigorosamente da un’altra parte, è quella di dire: “Scusa, ma hai dato i soldi a Tizio e adesso vorresti venire a far pratica da me, gratuitamente? Ma vai a farla da quelli che si son presi i tuoi soldi!”
E perdonatemi se dico che li capisco perfettamente. Perché un conto è amare i cani, pensare soprattutto ai cani, non avere soltanto il business piantato nella zucca… e un altro è averci scritto “giocondo”, su quella stessa zucca.
In altre parole: i campi cinofili che funzionano sono posti dove si lavora: non sono né scuole, né “doposcuola” per gente che è andata altrove a spendere i suoi soldi, ma  adesso pretenderebbe di essere magari seguita e instradata.
Penso che se qualche campo avesse la brillante idea di fare – a pagamento – “corsi pratici per educatori diplomati, ma ancora incapaci di tenere in mano un guinzaglio”, potrebbe arricchirsi (oddio, dipende: se è bravo nella PNL, magari sì. Altrimenti sarebbero capaci di dirgli “ehhhhhhhh ma perché dovrei pagare per aiutarti?”. Senza capire che “aiutare” un istruttore/addestratore/educatore già affermato e “funzionante” significa soprattutto fargli perdere del gran tempo… a meno che non ci si limiti a raccogliere cacche in giro per il campo. Ma non è certo questo che vorrebbe fare il neo-diplomato!).
Quindi, alla domanda “da dove si comincia”… per molti la risposta arriverà in ritardo:  ma si dovebbe cominciare scegliendo   scuole che garantiscano la possibilità di fare sul loro campo il tirocinio necessario (anzi, indispensabile) per poter iniziare a lavorare.
In caso contrario si rischierà sempre di aver buttato via i propri soldi e di dover pure subire l’umiliazione di sentirsi “rifiutati”, con tutto il nostro bel diplomino, da persone che hanno il proprio lavoro da seguire e che non possono sprecare troppo tempo e troppe energie nel seguire gli allievi altrui.

scuola_eduQuesto circolo vizioso (e piuttosto perverso) ha visto, in alcuni casi, l’escamotage più brillante del west: i neo-diplomati non riescono a lavorare, non sanno dove andare a far pratica, si lamentano perché si accorgono di non avere in mano quel “mestiere” che sognavano?
No problem!  Risolviamo mettendoli ad insegnare nei corsi successivi!
Così i diplomati dell’anno prima (che non hanno mai avuto la possibilità di lavorare neppure con un singolo cane, ad eccezione del proprio – sempre che ce l’abbiano) diventano i docenti dell’anno dopo: e gli allievi continuano ad affluire, quasi sempre ignari del fatto che coloro che gli stanno insegnando non hanno ancora finito di imparare.
Si continuano a sfornare educatori su educatori, in una spirale infinita dalla quale qualcuno, ogni tanto, sporge timidamente il capo chiedendo: “Ma se volessi lavorare davvero con i cani, cosa dovrei fare?”
A volte mi viene da rispondere: “Apriti un pet shop, una toelettatura, una pensione”.
Ma di solito mi limito ad allargare impotentemente le braccia.
La risposta giusta, ovviamente,  sarebbe: “Chiedilo a chi ti ha tenuto il corso e ti ha dato il diploma”… ma sparare sulla croce rossa non è mai bello.

denti6Il fatto è che quello dell’overdose di educatori non è soltanto un problema cinofilo: è anche un problema sociale.
Si illude un’infinità di giovani di poter lavorare, ben sapendo che il lavoro ci sarà per una percentuale infinitesimale di essi.
Ma siccome non ci sono regole, non ci sono limiti e soprattutto non c’è un minimo di coscienza, si gioca sul disperato bisogno di guadagnare (dei giovani, ma non solo) per arricchire le proprie tasche.
Chi se ne accorge troppo tardi, di solito, non riesce ad accettare il suo errore e cerca di riversare la responsabilità su altri.
Il commento della lettrice terminava con questa frase: “Leggendo, non vedo altro che persone che si mettono sul piedistallo“.
Con un po’ di stizza, almeno questa è stata la mia impressione: come se i “cattivi” non fossero stati quelli che le hanno fatto pagare un corso e poi l’hanno lasciata sola, ma quelli che non accettano di fare i “giocondi” della situazione (e quindi, secondo lei, “se la tirano”).
Interpretazione comprensibile, perché a nessuno piace ammettere di aver sbagliato qualcosa: ma non per questo meno sbagliata.
E non è che succeda solo nel settore educativo, eh? Succede anche a chi alleva.
Non avete idea di quante volte mi sono sentita chiamare da persone che mi dicevano: “Scusi, sa… lo so che non ho preso il cane da lei, ma… ho un siberian husky così e cosà, l’ho comprato in un negozio e adesso ho questo problema…”
E si aspettavano che io glielo risolvessi: cosa che a volte provavo pure a fare, perché c’era di mezzo un cane che non ne poteva nulla, se i suoi umani erano degli emeriti imbecilli. Se mi giravano particolarmente le scatole, rispondevo di andare dal negoziante a chiedergli di occuparsi del loro caso: e state pur certi che a quel punto quelli si convincevano che l’emerita stronza fossi io.
Per fortuna, nel caso degli educatori disoccupati, si parla di persone e non ci sono cani di mezzo: quindi non possono venirti gli attacchi di “giocondite acuta” dovuta alla preoccupazione per gli animali.

TQui si ha a che fare con esseri un filino più raziocinanti,  presumibilmente muniti di cervello funzionante.
Ma proprio per questo questi signori non si dovrebbero aspettare che i campi cinofili spalanchino loro le porte, dopo che i soldi li hanno versati in altre tasche: non c’è nessun senso logico… e se ci pensano un attimo se ne renderanno conto anche da soli.
Quindi pestino i piedi con i loro insegnanti; si facciano sentire; lamentino la mancanza di un percorso “post-diploma” che abbia qualche senso pratico.
Hanno il cervello e hanno anche la voce: li usino… ma per prendersela con chi li ha presi per il naso, non con chi non c’entra nulla.
In alternativa, potranno soltanto andare, umilmente e coscienziosamente, di nuovo a scuola: ma pagando (sì, di nuovo) le loro lezioni, e non pensando di fare già chissà quale favore non chiedendo di essere pagati.
Potranno fare, insomma, quello che abbiamo fatto tutti noi “vecchietti” ai tempi in cui non esistevano corsi né diplomi, ma esisteva la voglia di sbattersi, di imparare, di prendersi anche qualche bella girata e di staserne umilmente zittini, perché sapevamo benissimo di non saper fare un accidenti di niente.
E purtroppo c’è un’ultima cosa importante da dire (una cosa che susciterà le solite reazioni inviperite, ma che non si può tacere perché è la pura verità): l’educatore cinofilo neo-diplomato, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha alcuna utilità pratica su nessun campo, perché non sa fare un accidenti di niente.
Magari sa a memoria tutto il condizionamento operante e la prossemica e la centripetazione e così via: ma quando gli metti un guinzaglio in mano, è disinvolto come lo sarei io se mi piazzassero su una pedana a dieci metri di altezza, in piscina, dopo essermi letta un bel librone sui tuffi.
Concludendo: le scuole che non permettono di fare pratica, le scuole senza possibilità di tirocinio, quelle che ti dicono “adesso vai e arrangiati”… non andrebbero neppure prese in considerazione.
Non sono “scuole”, sono operazioni di marketing che portano vantaggi solo a chi la gestisce.
Capirlo prima (informandosi bene prima di pagare) sarebbe fondamentale: scoprirlo dopo è sicuramente triste, lo so… ma non è neppure giusto cercare di dare a qualcun altro una colpa legata solo alla propria ingenuità.

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60 Commenti

  1. Valeria… quest'”attacco” alla formazione cinofila è un po’ gratuito. Fai sempre di tutta un’erba un fascio? Quello dello sbocco professionale, credimi, è un problema MOLTO generalizzato e dare dei truffatori a tutti mi sembra poco corretto. Conosco molte Scuole che fanno SERIA formazione e che “guidano” gli allievi per quanto possibile nel post-corso. Perché non parli dei corso a numero chiuso nelle università, delle difficoltà dei laureati in ingegneria, architettura, economia e commercio…. TUTTI ANDATI IN UNIVERSITA’ FRAUDOLENTI? Ah, già… forse lì non si paga!!!???? Se,se… diciamo anche così. A me questo attacco non piace… ancora una volta sottende ad altro. Conosco Scuole e Scuole, così come docenti e docenti, così come formatori e formatori e… ALLIEVI E ALLIEVI!

    • …@Giuseppe siamo sempre allo stesso punto! Come al solito si criticano SEMPRE altre scuole di pensiero solo per “far bella figura”? Perche’ piuttosto non le citate per nome quelle scuole che nel giro di 2 mesi sei diplomato…per non parlare di quella della DeAgostini????????????????????????????????????????????????
      Quelle si che meriterebbero la chiusura. Non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio (chissa’ se anche stavolta mi eliminerete il commento)

      • Bastiancontrario, se non altro hai un nick adeguato :-). Per sapere quali scuole ti diplomano in due mesi basta guardare le durata dei corsi: non c’è bisogno di far nomi. La scuola della DeAgostini sono stata la prima ad attaccarla, proprio su questo sito, visto che non era stato spiegato bene di cosa si trattava: adesso addirittura ci collaboro, perchè oltre alla parte pratica sul campo (che inizialmente sembrava mancare) OBBLIGA anche gli allievi a fare il tirocinio e mette a loro disposizione i campi in cui poterlo fare. Mi pare che sia un palmo sopra a molte altre più famose e più costose!
        P.S.: quand’è che ti è stato eliminato un commento? Se parli di pollici rossi, quelli non eliminano nulla, ma semplicemente “nascondono” i commenti che hanno ricevuto molti pareri discordanti.
        Quanto a me… se elimino un commento è perché ho bannato l’autore. E siccome tu sei ancora qua, non mi risulta di averti mai bannato.

        • Un attimo io il corso lo sto facendo e la deagostini non mette a disposizione niente come struttura se non quella x cui si devono pagare ulteriori 500 euro x tre fine settimana! X di più questa é una cosa che riguarda enci. Poi che imparo in tre weeks? É dal 2009 che qualcosa faccio con i cani qualcosa so, e dico qualcosa, come possono loro pensare di formare un educatore in 3 fine settimana? Dai x favore

          • In tre weekend infatti non insegnano, ti preparano all’esame di istruttore cinofilo ENCI e basta.

    • Ciao sono Doris, purtroppo ho proprio scelto di frequentaqe il corso di addestratore cinofilo della de agostini. un disastro! Oltre a non darti ore su campo i dvd allegati sono inguardabili. vorrei solo capire se valeria rossi li abbia visionati prima di decidere di collaborare con de agostini x questo corso che costa solo un saccod di soldi x poi essere proprio piantati in mezzo alla strada. Sono stata una stupida.

      • Quando mi sono iscritta mi avevano assicurato che la pratica l’avrei fatta e mi avevano anche dato il nome del centro cinofilo (che poi non si è rivelato disposto a fare nulla). Per questo problema mi sono rivolta alla loro assistenza clienti e dopo un paio di lunghe discussioni ho ottenuto la possibilità di fare il mio tirocinio presso una struttura. È già molto più di quello che consentivano altri centri cinofili dove ho chiesto informazioni e ti facevano pagare la parte teorica circa duemila euro e altri mille/millecinquecento 50 ore di pratica + 2 di esame

        • Ciao Irene. Anche a me aveuano promesso di cercarmi una struttura x farmi fare lo stage , però quando é stato il momento mi é. Stato risposto che la struttura la dovevo cercare io .per di più poi é uscita la legge che regolamenta gli stage.. quindi addio ore su campo. Mi piacerebbe poter sentire Valeria Rossi anche x chiederle se ha visionato i due dvd forniti dal corso della de agostini , visto che lei adesso collabora con loro… mi sembra strano che x lei siano idonei. !!

          • Rispondo ed entrambe (il commento di Irene mi era sfuggito, chiedo scusa):
            a) il corso DeAgostini è un (buon) corso teorico, uno dei più completi che ci siano in circolazione, che tratta anche materie solitamente ignorate, come l’anatomia e la fisiologia;
            b) chi ha finito il corso teorico e NON intende diventare “addestratore ENCI” può scegliersi, per il tirocinio pratico, la struttura più vicina/comoda eccetera, anche perché non otterrà alcun riconoscimento ufficiale e quindi può andare un po’ dove gli pare e piace;
            c) chi invece intende diventare addestratore ENCI DOVRA’ andare sui campi scelti a questo scopo (in parte anche dalla sottoscritta, che ha collaborato soprattutto con l’intento di poter proporre campi seri e gestiti da persone serie), dove sarà obbligato anche a seguire il mini-corso pratico di 50 ore (che sono quelle richieste dall’ENCI), PIU’ il tirocinio, perché ovviamente con 50 ore non si può certo dire di aver “imparato la pratica”. Però, dopo le 50 ore e dopo aver superato l’esame, avrà il “patentino” di addestratore ENCI. Che non sappia ancora fare granché è fuori discussione, ma credo che lo stesso possa dirsi per la stragrande maggioranza dei corsi esistenti (e non solo quelli cinofili).
            d) i DVD sono una vera ciofeca, e mi dispiace molto che facciano parte di questo “pacchetto” che, per tutto il resto, è di buona qualità: purtroppo questo è ciò che ha passato l’ENCI… ma so per certo (perché ne sto discutendo da mesi con i responsabili) che quei DVD verranno presto sostituiti da altri più idonei. Quindi questi possono essere considerati un piccolo “omaggio in più”, che si può guardare o cacciare via (personalmente propenderei più per la seconda soluzione ma qua e là qualcosa di interessante lo si trova pure…) senza che questo incida sulla qualità del corso, perché ne arriveranno altri migliori. Ci vuole solo il tempo per farli, perché non è semplicissimo realizzare qualcosa di valido e perché non si vogliono ripetere gli stessi errori.

          • Cara redazione, grazie x la risposta. comunque in quei due dvd di interessante non ci trovo proprio niente anzi se enci lavora ancora con questo metodo non voglio avere nulla a che fare con loro. pensavo si fossero aggiornati! sopratutto x i poveri cani! Dirò di più nei confronti di noi studenti mi sembra anche una bella presa x i fondelli! ! ! Visto che la scuola si paga ,e non poco, avere almeno la decenza di inserire materiale corretto e almeno inerente a quello che prima mi insegnano tramite i libri. A parte poi la sessione su campo che hanno fatto promesse a destra e sinistra ma poi ti lasciano da solo pretendendo che la parte dura, che ogni futuro educatore cinofilo deve fare x forza se vuole imparare cioé le ore di pratica,venga fatta dagli altri educatori i quali x formare un futuro loro collega devono comunque sprecare del loro tempo e x di più gratuitamente! Dovevad essere la scuola ad avere strutture convenzionate x farci fare lo stage.

  2. Una bellissima riflessione sull’inflazione in questo mondo che a mio parere deve prima di tutto essere vissuto interiormente come predisposizione naturale e non come fonte di lucro fine a se stessa.

    Complimenti ancora per la sua capacità di esporre ed analizzare le situazioni.

    Mauro

  3. LE SCUOLE SERIE INVITANO I PROPRI ALLIEVI A CIMENTARSI CON GRADUALITA’. L’ESPERIENZA COMPLETA SEMPRE LA FORMAZIONE! NON LI INVITANO AD ANDARE A CACCIA DI CLIENTI NELL’IMMEDIATO DOPO CORSO MA DI PROCURARSI ESPERIENZE… DI NON VENDERSI SUBITO E DI ATTENDERE QUEL SENSO DI “SICUREZZA” IN CIO’ CHE SI DICE E SI FA. I CORSI SONO PRINCIPALMENTE PER EDUCATORE… SI PARTE DAL BASSO… PER CRESCERE. HO VISTO CORSI IN CUI VI SONO SPAZI PER L’APPROCCIO EDUCATORE-PROPRIETARIO, ESPERIENZE DIRETTE E… NON CREDO PROPRIO CHE QUESTI CORSI SI MERITANO UNA SOLA VIRGOLA DEL TUO ARTICOLO. PERDONAMI MA NON HO DUBBI!!!!!!!!

    • Primo: evitare il maiuscolo, please. La netiquette dice che scrivere in maiuscolo equivale ad urlare, e qui nessuno è sordo.
      Secondo: oltre a quella di usare mille nick diversi, tu hai anche la pessima abitudine di attaccare a testa bassa senza leggere. C’è scritto bello chiaro: “si dovebbe cominciare scegliendo scuole che garantiscano la possibilità di fare sul loro campo il tirocinio necessario (anzi, indispensabile) per poter iniziare a lavorare”.
      Ergo, queste scuole esistono e vengono consigliate. Purtroppo esistono anche quelle “mangiasoldi”, a cui è “dedicato” l’articolo. E ce ne sono fin troppe.
      So bene che tu ti senti il braccio armato dell’APNEC, ma qui non sono stati fatti nomi né sigle: c’è un chiaro invito ad informarsi PRIMA e a cercare di capire se lo sbocco professionale esisterà oppure no.
      Sei fuori tema e fuori contesto, quindi… ultimo avviso: smettila di trollare o verrai bannato, perché sono arcistufa di perder tempo a rispondere ai tuoi attacchi, giustificati, tra l’altro, solo da quella che appare come una lunghissima e foltissima coda di paglia.

  4. Nel centro dove mi sono formata è obbligatorio fare almeno 150 ore di tirocinio dopo aver finito tutto il percorso. Credo che non dovrebbe essere un’eccezione ma la regola.

  5. CHIAMAPLUTO… D’ACCORDISSIMO CON TE! PER QUESTO PARLAVO ANCHE DI allievi e Allievi! Quante persone escono dal percorso scolastico con ottimi insegnanti ma… si perdono o mai interiorizzano, ottimizzano quanto appreso? Mica vedo sta moria di diplomati delle scuole medie superiori o altro?! QUELLO CHE MI DA’ FASTIDIO E’ QUESTO ATTACCO GENERALIZZATO (?). VALERIA, COME BERLUSCONI, MAGARI, TI SENTI DI DOVER SCENDERE IN CAMPO… LA FORMAZIONE CINOFILA HA BISOGNO DI TE? GURDACASO, MAGARI, IN PIEMONTE… UNA SANA CONCORRENZA CON UNA DELLE SCUOLE CINOFILE MAGGIORMENTE CONOSCIUTE (POI E’ APNEC… UN MOTIVO IN PIU’)???? UTILIZZARE QUESTO SPAZIO E LA PENNA PER ATTACCHI DEL GENERE… QUANTI RAGAZZI CHE PUNTUALMENTE FREQUENTANO I TUOI STAGE, CORSI (QUELLI IN CUI SEI OSPITE COME FORMATRICE) TROVANO OCCUPAZIONE?!?

    • Giuseppe, sei vuoi DAVVERO essere bannato, non hai che da paragonarmi un’altra volta a Berlusconi.
      La formazione cinofila ha bisogno di me? Non lo so: sicuramente ha bisogno di più passione e meno business. E di più serietà.
      La “scuola” presso cui andrò a lavorare non è una scuola, ma “è” un campo gestito da educatori APNEC (oltre che centro di formazione ENCI), quindi non capisco il tuo discorso sulla concorrenza: concorrenza a chi? A se stessi?
      Infine, io non mi sono MAI sognata di promettere occupazione a chi frequenta i miei seminari o stage: io propongo informazione cinofila, non lavoro!
      Se mai organizzerò dei corsi, e se mai gli allievi che ne usciranno resteranno con una mano davanti e una di dietro, accetterò questa critica: per adesso è – come tutti i tuoi interventi – fuori bersaglio e fuori tema. Ce l’hai con me? Invece di consumarti le dita sulla tastiera, vieni a vedere come lavoro e discutiamo di tutto quello che vuoi. Ma così sembri veramente un ariete che si butta a testa bassa contro qualsiasi cosa io scriva, solitamente senza leggere con sufficiente attenzione, visto che regolarmente non lo capisci.
      Di solito, quando succede così, mi preoccupo di essermi espressa male io. Ma quando capiscono perfettamente TUTTI meno uno… posso pensare che sia quell'”uno” ad andare contromano in autostrada, sì?

  6. Con mio estremo rammarico, perchè sono tra quelli che a livello concettuale ed educativo spesso ti darebbe fuoco, sta volta devo confermare il tuo articolo.
    Ci sono anche io tra quegli educatori diplomati e poi abbandonati e anche io ho vissuto quel momento di rabbia, nel mio caso direttamente verso chi mi ha fatto il corso. Tenendo assolutamente fuori dal discorso il fattore educativo, che comunque era molto valido, il dopo-corso tanto millantato nelle prime lezioni si scopre che è aperto solo agli amichetti di merende o a quelli che entravano a far parte delle solite associazioni sfigate senza prospettiva o inventiva. Poi a un certo punto ho messo per un attimo i miei sogni da parte e ho guardato con attenzione l’ambiente: i miei stessi insegnanti e quasi tutte le persone dell’organizzazione avevano un altro lavoro, non riuscivano neanche loro a farne un impiego stabile! E allora io perchè sono stato spinto a buttare nel cesso quasi 4000 euro nella speranza di farmi un futuro?
    La verità è che come in tutti gli ambienti ne vieni fuori se hai l’idea giusta, se hai spirito di iniziativa e se hai soldi per realizzarla. Perchè pensare di andare a fare il semplice educatore/dogsitter in mezzo a tutta quella gente che magari neanche ha studiato ma lavora più di te…è proprio da ingenui. Lo dico per i futuri corsisti.

  7. Perdonami per il maiuscolo ma non per il contenuto. Ho indirizzi diversi ma non nick. Giuseppe. Paladino dell’Apnec? Nemmeno più di tanto, solo mi piace anche smussare questa tendenza, visto che dall’interno sento anche altro.

  8. Concordo con Valeria.
    Giuseppe perdonami ma sì in molti casi le università, gli istituti superiori ecc SONO fraudolenti. Te lo dice un tecnico di laboratorio a spasso dal dopo diploma nonostante i tirocini volontari in estate durante e dopo la maturità ecc ecc ecc.
    Diploma per altro dove venivano utilizzate metodiche sorpassate da almeno 20 anni e dove lo spettrofotometro lo vedevi là nell’angolino intoccabile. Sai… quando poi vai a fare tirocinio volontario e ti giri intorno in un laboratorio dove non c’è niente di niente di quello che sei abituato ad usare ma solo macchinari da riempire (che non hai un’idea di come funzionino) ….beh forse forse un dubbio sull’inutilità del tuo corso di 5 anni ti viene 🙂
    Questo per dire che soprattutto la scuola pubblica che dovrebbe prepararti ad un lavoro fallisce in modo critico (per usare un termine da giocatori di ruolo!)
    Con questo è vero, in tutte le cose ci sono corsi e corsi e Valeria questo l’ha detto nell’articolo:
    Diffida di chi ti dice “Da me fai teoria poi buona fortuna figlio mio va e sopravvivi!”
    Cerca di capire BENE se il corso che hai scelto è un corso fatto da professionisti onesti (ne sto facendo uno pure io quindi so bene di cosa sto parlando …e dopo aver sentito svariate proposte) oppure no
    Il corso DEVE prevedere il tirocinio altrimenti che corso è?
    Se così non fosse non pigliartela di certo con chi ti dice …grazie ma non posso farti venire al campo per fare tirocinio gratuito! bensì con chi ti ha truffato (mi verrebbe da dire altro ma sorvoliamo!)
    ^__^

  9. Sono una delle aspiranti educatrici e si può dire che quello che hai espresso (ti do maleducatamente del tu, Valeria XD) è la mia preoccupazione più grande. Quando ho deciso di iscrivermi al corso per educatore cinofilo, dando fondo ai miei risparmi e dopo aver buttato tre inutili anni in università, ho impiegato parecchi mesi a consultare le varie scuole, a cercare di avere qualche consiglio da chi con i cani ci lavora quotidianamente, a comparare i programmi e le offerte per trovare quella giusta, quella che mi desse più possibilità, ecc. Inutile dire che per me, che mi avvicinavo alla cinofilia da completa neofita è stato un vero inferno. Alla fine sono approdata, lo ammetto, sul corso della DeAgostini. Perché? Perché era riconosciuto dall’ENCI, perché costava un po’ meno(lo ammetto, quasi 4000 euro erano veramente fuori dalla mia portata) ma sopratutto perché non avevi bisogno del tuo cane per seguire i sei mesi di pratica che ti permettono di fare in uno dei centri collegati con loro. Si, perché per quanto io ami i cani, per quanto voglia lavorare con loro da quando ero piccola, ho dei genitori più interessati alla casa pulita e una madre, sopratutto, che ha paura persino di un criceto e questi sono solo alcuni motivi per i quali ho dovuto aspettare 23 anni per poter fare qualcosa che amassi veramente. La mia sola esperienza deriva dal cagnone con cui sono cresciuta (un trovatello che mio zio ha appioppato ai miei nonni un paio di mesi prima che nascessi e che mi ha lasciato quando avevo 11 anni) e i mesi in cui ho fatto la volontaria nel piccolo canile del mio paese, ma essendo piccolo appunto, di me c’era poco bisogno. Ma torniamo al corso. Per ora sto ancora affrontando la parte teorica, interessante, abbastanza completa tutto sommato, ma continua a preoccuparmi il tirocinio un po’ perché mi hanno ultimamente che il campo più vicino a Milano per la pratica sia a Trezzo d’ Adda, non proprio dietro l’angolo insomma, un po’ perché se voglio un campo più vicino devo pensarci io a trovarlo e poi loro si metteranno in contatto dopo aver avuto il nominativo. Proprio in questi giorni mi hanno dato le informazioni sul campo che dovrei frequentare e sto cercando il tempo per poter chiamare e sapere se davvero ho una speranza. Intanto cerco un lavoro o delle pensioni che mi diano la possibilità di stare a contatto con i cani per far pratica, ovviamente senza essere retribuita, visto che sono senza esperienza. Sapevo fin dall’inizio che non sarebbe stato facile e, anche se speravo che non fosse proprio così difficile, continuerò a provare e a cercare, almeno finché non sarò costretta a trovarmi un lavoro che mi dia le entrate sufficienti per vivere. Spero che esista anche solo una persona sulla faccia della terra disposta a darmi un briciolo di fiducia (XD) e che la mia mini esperienza possa essere utile anche se incompleta.

    • Ciao Irene,avevo intenzione di iscrivermi al corso di formazione educatore cinofilo SIUA ma leggendo questa pagina e alcuni commenti negativi mi sono smarrita e rattristata. Il corso inizia il 9 nov. e i dubbi sono diventati 1000, anche per i costi elevati da sostenere di 3.600 euro. Chi mi può dare altri consigli, si faccia avanti. Ciao!

  10. Perdonatemi se andrò fuori tema e se sarò sgradevole ma… pagare per svolgere un apprendistato? no no no no! una cosa sono i tirocini ed i laboratori didattici che una scuola professionale è VITALE che fornisca. ma… in sostanza, tutti, quale che sia la nostra occupazione, abbiamo dovuto ad un certo punto uscire dal circuito di quelli che imparano come si fa e entrare del circuito di quelli che, avendo imparato, fanno; e di tutto cuore, anni fa, non solo da chimico neolaureato, ma anche, in seguito, da analista con annetti di esperienza (ma ahimè, non nell’industria vera e propria, bensì nel laboratorio terzista di un parco scientifico, bellamente assimilato alla “scuola”, non si sa per quale idiota motivo), mi son fatta quattro coglioni così a sentirmi dire “ah, ma dovresti essere tu a pagare me per insegnarti a lavorare…!” perchè mi arrabbio? perchè non è etico, perchè è dai tempi degli assiri che gli apprendisti vengono pagati, poco, da fame, ma pagati, in virtù dell’apporto, piccolo e crescente, che forniscono al “maestro”. non ti SERVE un apprendista? non c’è una ragione al mondo per cui tu lo debba prendere; sicuramente l’idea di farti pagare per il disturbo NON è una ragione valida per prendere un apprendista! l’addestramento cinofilo è un mondo a parte? e sia; ma non cercate di farmi passere il messaggio generale che sia giusto tassare ulteriormente una persona uscita da un corso di studi, costringendola a lavorare gratis o addirittura pagare per lavorare, perchè – visto che tale, indegna situazione è già quella cui assistiamo tutti i giorni, tentare di far passare l’idea che sia pure GIUSTA è l’insulto finale.
    il corso di studi è tale da prepararti al lavoro? quando esci devi lavorare, che non si trovi lavoro è un altro discorso. lavorare pagando per lavorare non esiste.
    il corso di studi non è adeguato? va CHIUSO, o mutato radicalmente, punto.
    (…e per fugare i sospetti di essere una frustrata incapace, vorrei confidarvi che attualmente sto nel dipartimento di ricerca di una farmaceutica, con un contratto del tutto rispettabile, quindi proprio testa di cazzo testa di cazzo non ero manco all’inizio 🙂 )

    • Sono d’accordissimo con te ed è un argomento che mi brucia abbastanza… sto studiando veterinaria e per noi il mondo post laurea è un incubo! Essendoci una marea di cose da sapere e da saper fare, usciamo dall’università ancora un po’incapaci, è vero, ma con tutte le basi per riuscire con un po’ di pratica ad orientarci e saper fare il nostro lavoro, sapendo comunque che non si finisce mai di imparare. E nelle cliniche o negli studi, o non ti prendono proprio, o sembra ti facciamo un favore enorme a farti lavorare senza un minimo di retribuzione e come dici tu, penso sia proprio SBAGLIATO!
      Non dico che tutti dovrebbero prendere tirocinanti, se uno non li vuole è suo sacrosanto diritto non avere nessuno, ma dover pagare per fare tirocinio è una cosa che proprio non riesco ad accettare!

  11. Cio, ho una scuola di formazione, un campo, non prendo neanche in considerazione chi mi scrive chiedendo info sulla possibilita’ di trovarsi un lavoro con il corso, ho tirocinio obbligatorio di 100 ore, e i miei allievi sono caldamente invitati a frequentare il campo prima, durante e dopo il corso, tant’e’ che lo metto loro a disposizione per eventuali clienti futuri dopo il corso e l’esame, li seguo, li aiuto, li supporto e valuto se il cliente in questione e’ alla loro portata……

    per quanto riguarda la de agostini sono costretta a smentire, la pratica non e’ affatto obbligatoria, se non la si fa’ si viene messi in una sezione speciale definita addestratori formati DEA regolarmente sul sito, poi se si decide di fare la settimana (1 settimana!!!!!!!!) a 500 euro, si va direttamente sull’albo ufficiale addestratori enci ( e la cosa non mi stupisce affatto visto che con la norma transitoria di qualche anno fa si entrava anche solo con un libretto delle qualifiche e si dimostrava di aver fatto gare……… con che metodi, con quale professionalita’?????? non importa, ci sei arrivato quindi qualcosa lo saprai pur fare no??)

    e quindi va bene questa formazione? cioe’ mi vui dire che un corso serio e ben strutturato con pratica abbondante e obbligatoria e’ da criticare (perche’ i “gentilisti sono sempre da criticare…..” e invece la de agostini con BEN una settimanina di pratica va bene?

    nomi e cognomi, come si fanno su questo sito dei “gentilisti disneyani…… vengano fatti anche dei macellai che si dice sempre che esistono ma mai e poi mai vengono fatti i nomi con la stessa facilita’.

    giusto per parcondicio andrebbe detto che ci sono anche centri che spingono le persone a non frequentare alcun corso di formazione ma solamente a fare pratica…….. e ce ne sono tanti…..

    • Per quanto hanno detto a ME, il tirocinio dopo la “settimanina di pratica” (ovvero le 50 ore richeste dall’ENCI) è obbligatorio se si vuole entrare nell’albo degli addestratori. Se non lo si fa, non si è nulla (“formati DeA” non vuol dire nulla, se non appunto che hai seguito un corso teorico).
      Non so a quale corso “serio e ben strutturato” tu ti riferisca, visto che non ho fatto nomi ma ho parlato solo di “situazioni”: se in questa situazione il tuo corso non rientra, ovvero se dà la possibilità di far seguire alla formazione teorica una formazione pratica, allora non è da criticare e quindi non capisco cosa c’entri il discorso sul gentilismo o non gentilismo.
      A me non piace il metodo gentile e non credo di averne mai fatto mistero: ma questa è una questione di scelte personali e non c’entra niente con la serietà dei corsi.
      Chi vuole seguire quella strada è liberissimo di farlo, ovviamente: io spiego i motivi per cui non mi piace, a qualcuno questi motivi possono sembrare imbecilli e quindi si fa il corso gentilista senza che io trovi proprio nulla da ridire. Se però, alla fine del corso, viene buttato allo sbaraglio senza la possibilità di fare un minimo di esperienza, allora quel corso NON è serio, indipendentemente dal fatto che sia gentile, tradizionale, olistico o disneyano. Perché senza un po’ di tirocinio, se si comincia a lavorare con i cani, si fanno danni.
      Nomi dei macellai? Non posso farli, perché non ne conosco: e se ne conosco uno non mi metto a sputtanarlo sul sito, ma lo denuncio. Come ho sempre invitato caldamente a fare tutti coloro che gridano ai quattro venti che gli addestratori sono tutti macellai.
      Io faccio i nomi quando ho una critica da fare (e la faccio sempre pubblicamente, in faccia e non alle spalle), non certo quando mi trovo di fronte a un maltrattamento: perché in quel caso vado dai carabinieri, non mi metto a scrivere né a discutere.

      P.S.: ho come la vaga impressione che le code di paglia fioriscano. Non so perché, eh.
      Ma per quale misterioso motivo qualcuno dovrebbe sentirsi attaccato per una critica che NON lo riguarda? La risposta mi sfugge.

  12. Letto e condiviso l’articolo, mi torna una domanda che mi faccio spesso, ultimamente, o almeno da quando leggo questo sito e mi trovo ad addentrarmi in un mondo fatto di sigle, di scuole di pensiero, di metodi educativi diversi se non, in alcuni casi, agli antipodi: ma io, semplice Sciuramaria, come mi ci raccapezzo se voglio trovare un educatore/campo a cui affidarmi con il mio cane??
    Vero che prima dovrei aver chiaro di cosa io e il mio cane necessitiamo… ma lasciando volontariamente tutti i casi/possibilità aperti, quali strumenti ho per “trovare” un professionista “serio”??
    Per lo meno uno strumento che mi permetta di operare una scrematura tra i diversi approcci educativi che utilizzano, per capire quale sia il loro “orientamento”…
    Spesso mi capitano tra le mani volantini sull’argomento, ma da questi è impossibile capire… e contattarli tutti personalmente per poi decidere diventa difficile….
    Non so..
    Onestamente questa domanda mi frena assai se volessi davvero cercare un professionista.
    Magari, e non lo nascondo, è solo una mia ignoranza, ma questo articolo mi ha dato lo spunto per colmarla…
    Grazie! 🙂

      • Grazie… Ho solo letto moooolto velocemente, poi con calma me lo leggo ma, mi pare da una scorsa veloce, che posso utilizzare il decalogo una volta che arrivo alla conoscenza della persona.
        Provo a spiegarmi meglio: dopo aver letto i tuoi articoli, seguito il tuo sito sui più svariati temi mi sono fatta l’idea che mi affiderei (o non affiderei, a seconda del mio pensiero e del mio orientamento, ma non è questo il punto…) Valeria Rossi con il mio cane.
        Ma Valeria Rossi è a Savona o Torino, e io sono a Monza.
        Se voglio trovare un “professionista” a Monza (o limitrofi) che abbia (o non abbia) la stessa visione/formazione di Valeria Rossi come posso fare?? Quali strumenti ho PRIMA di arrivare alla conoscenza personale, intendo??
        Se, come te, non condivido il metodo gentile, come, E SE, posso eliminare a priori un “educatore” perchè segue quel metodo??
        Oppure, come posso trovare un educatore che abbia “attitudini” verso alcune problematiche…
        Lo so che, dato che non esiste per gli umani, può essere difficile che ci sia per i cani, ma la domanda mi resta.
        Grazie

        • Mardo, è vero che il mio “decalogo” presuppone la conoscenza della persona: ma come pensi che ci si possa fidare di qualcuno solo per averlo visto in fotografia o averne letto la pubblicità su un sito? Venendo al tuo esempio: mettiamo che Valeria Rossi ti convinca, ma che stia a Torino mentre tu stai a Monza. Pensi: “Peccato, questa mi sarebbe piaciuta”… ma ovviamente non sarebbe fattibile iniziare un percorso educativo a più di un’ora di macchina di distanza. Quindi metti via Valeria Rossi, senza bisogno di conoscerla personalmente, e cerchi i centri cinofili di Monza e dintorni.
          E siccome tu stai a Monza e loro stanno a Monza… ci puoi andare! Vai, incontri l’educatore/addestratore di turno, ci parli, ti fai spiegare un po’ di cose e intanto valuti. Non ti convince? Avanti il prossimo.
          Ti convince? Cominci a frequentare il campo (possibilmente senza pagare in anticipo millemila lezioni: so che c’è chi lo chiede, il pagamento anticipato… ma credo che una persona seria accetti sempre di far “provare” per almeno un paio di lezioni, prima di passare al pagamento del “pacchetto”).
          Ti convince ancora? Rimani. Non ti convince più? Avanti il prossimo.
          E’ solo così che, alla fine, si arriva al campo giusto (per noi) e alle persone giuste (per noi). Le pubblicità servono solo a far sapere che i campi esistono, e dove sono: ma se poi non vai a vedere con i tuoi occhi, la fregatura (scusa la franchezza) te la sarai un po’ cercata.

  13. Buongiorno a tutti, sono Annamaria e da quando ho memoria ho sempre amato gli animali.
    Prima di tutto faccio i complimenti alla capacità esplicativa e conoscitiva di Valeria che offre sempre spunti interessanti, è da poco che leggo i suoi articoli e ha già catturato la mia attenzione.

    Mi stupisco del fatto che ci sia gente che si meravigli che un corso da addestratore/educatore di soli 6 mesi ma molto costoso (quando mi sono interessata per farlo 3/4 anni fa mi hanno chiesto fino a 6.000€) non dia sbocchi di lavoro ma che butti nello sconforto giovani aspiranti carichi di sogni e aspettative che credono in un mondo rosa fatto di vita all’aperto circondata da cani e da proprietari che attendino solo Loro per affidare il proprio beniamino e che paghino profumatamente per educarlo.

    Durante gli anni universitari ho iniziato a capire che in Italia dei Giovani a chi dovrebbe essere una guida per loro non importa molto. Ho visto corsi di laurea con nomi improponibili sorti dal nulla per creare posti di lavoro per i DOCENTI non per i poveri ragazzi che aspiravano a realizzarsi, investendo i risparmi delle proprie famiglie che con tanti sacrifici gli permettevano di andare avanti.
    In Italia vige il gioco del vedo-non vedo, ti promettono mari e monti solo per i loro interessi e poi è tutto nebuloso, non ci sono tutele non ci sono più figure professionali definite che abbiano diritti e doveri, è tutto allo sbando, la parola d’ordine è si salvi chi può. Non voglio essere disfattista o negativa ma voglio portare la mia esperienza e dire che bisogna avere le idee chiare su quello che si vuole fare e chi vogliamo diventare, non avendo paura di sporcarci le mani e chiederci prima di intraprendere un percorso dove questo ci porterà!

    Mi chiedo se ci sono tanti laureati a spasso che hanno fatto master e corsi di specializzazione, che hanno studiato tomi su tomi, vi ricordo che per diventare Medico Veterinario ci sono da superare più di 50 esami(che di solito non sono mai singoli, ci sono più moduli da 2 o da tre, fate il conto voi!)con FREQUENZA OBBLIGATORIA come possono dei diplomati che hanno fatto un corso di 6 mesi senza fare esperienza e senza delle vere basi trovare lavoro semplicemente? Io credo che ci sia bisogno di onestà e che le persone di esperienza diano spazio ai giovani aiutandoli in questo difficile percorso non pensando solo al loro portafoglio o ai loro benefici. Che futuro avremo tutti se le basi che ci sono adesso sono molto precarie?
    Annamaria

  14. ma valeria… ma adesso ti vendono anche il tirocinio…
    mi hanno detto che i canili di una città sono monopolizzati da una scuola e che se non sei della loro cerchia non puoi più entrare a fare il volontario in canile… in quella città…
    perchè adesso… anche il tirocinio ti fanno pagare… eh, visto che tutti chiedevano, li hanno accontentati…

  15. L’articolo a me è piaciuto tanto. Molto ben articolate sono le deduzioni e le conclusioni. Il problema di sovrannumero di educataori cinofili in giro c’è. Forse sarebbe ora di pensare ad un Albo nazioale e regionale a cui far capo quando si cerca un educatore e gli educatori dovrebbero avere tutti la stessa preparazione di base + le varie specializzazioni od orientamenti.

  16. Osservazione, personalissima e quindi criticabilissima: si parla di tirocini dopo il corso teorico… Ma sono solo io a pensare che sia sbagliato considerare già addestratore non solo chi ha fatto solo il corso teorico, ma anche chi ha fatto solo un po’ di tirocinio, indipendentemente da quanto lungo e approfondito?
    Io non sono un’esperta, ma già con soli 2 cani ho l’impressione che l’addestramento, anche solo quello di base, sia più un arte che una scienza…

    Mio cognato, che sta finendo la specializzazione da chirurgo, mi raccontava che già a metà specializzazione sei in grado di operare i casi più semplici ( anche se devi sempre avere un chirurgo esperto al tuo fianco ) e diceva che per esempio dopo aver visto tagliare 5 pance, la sesta sei in grado di farla anche se hai appena cominciato la specializzazione.

    Coi cani non è così… Puoi aver visto addestrare 15 cani dalle basi alla classe 3 di Obedience, e ancora al sedicesimo cane non saresti in grado di insegnargli un seduto…
    Perché ogni cane è diverso, per razza, carattere, addestramentl ricevuto, ecc.

    L’addestrare cani non è una scienza, una tecnica in cui impari che movimenti fare, che strumenti usare, come usarli, ecc. Devi prima di tutto capire i cani, come ragionano, come si relazionano con il mondo, qual’è la loro mentalità, e renderti conto che le differenze da cane a cane possono essere abissali.
    A mio parere è una cosa che impari con molta, moltissima pratica, osservando centinaia di cani, provando, ragionando, ascoltandoli e guardandoli per capire se stai sbagliando o meno; inoltre non basta prendere un cane, provare a insegnargli un seduto, e basta, bisogna STUDIARLO, in ogni situazione, in addestramenti come nella vita domestica come nel gioco con altri cani ecc.

    Per questo secondo me il corso di teoria+qualche mese di tirocinio non possono essere sufficienti a definire qualcuno “addestratore” ( o educatore o istruttore… Insomma a definirlo “professionista”)… Con quanti cani potrò fare eseprienza in 6 mesi? Quanto potrò conoscerli, osservarli? Quanto ci avrò lavorato?

    • Sono d’accordissimo! Però dopo sei mesi di pratica, sarebbe bello e soprattutto utile poter trovare qualcuno che ti dia la fiducia necessaria per farti fare altra esperienza, che ti permetta di imparare ancora sotto la sua guida, proprio perché nessuno nasce “imparato”! 🙂

  17. parlo di me e del mio percorso, se nn interessa, saltate pure .. 🙂
    ho iniziato con i miei cani personali un percorso educativo, anzi, allora si diceva ‘addestrare’ .. dopo un paio d’anni, approdo in un altro campo con annesso allevamento e pensione. ho lavorato gratis SETTE anni come groom (ragazza di canile) x poter proseguire la preparazione, sempre e solo con i MIEI cani, senza pagare. Dopo 5 anni circa, ho iniziato a prendere in mano *qualche* cane che era in pensione x addestramento, e fare le cose + semplici. sempre gratis. e, nello stesso tempo, ho iniziato a seguire le obbedienze di base (seduto, terra, resta, condotta al guinzaglio, richiamo), sempre sotto la supervisione del professonista. sempre gratis.
    in quella decina d’anni che ho passato a ‘bottega’ ho visto e imparato tantissimo e ho preparato parecchi cani miei, insieme ad alcuni dei clienti del professionista. ma da lì a ritenermi un professionista, in grado di seguire i cani, di risolvere i problemi veri da sola, senza un ulteriore supervisione…. bhe, ce ne è ancora passata tanta di acqua sotto i ponti, e credo dovrà passarcene tanta prima che mi senta veramente tale, pur avendo seguito, dopo quell’esperienza, tantissimi altri percorsi: da quello universitario a quello siua e tanti cani in mano.

    questo lungo preambolo personale per dire cosa ? .. una persona appena diplomata da nn importa quale scuola, a mio avviso, ha appena intravisto da lontanissimo cos’è il pianeta cane. prima di potersi dire professionista, e come tale essere pagato, dovrà ancora fare tanta, tanta gavetta. Gratis.
    A mio avviso, al contrario di una professione ‘normale’ dove, effettivamente, una buona preparazione universitaria (l’esempio del medico poco sopra è illuminante) porta bene alla professione, con i cani la capacità di leggerli, interpretarli, la sensibilità, sapersi muovere a seconda del cane che hai davanti, può solo darla l’esperienza.

  18. in effetti pure io dopo un corso per educatore cinofilo (strada che poi ho deciso di abbandonare) a distanza di un anno mi son trovato con un volantino in mano che presentava, nelle vesti di relatore per un nuovo corso di ugual tipo, un ex compagno di corso come un esperto della mente canina…

  19. Io sto pensando di fare il corso qui in Messico, quello ufficiale organizzato dalla FCM (equivalente ENCI e associata FCI). Ma solo per essere piu preparato su come comportarmi con Balrog, alla fine qui il corso (quello ufficilae) costa “solo” 300 euro e credo che ne possa valere la pena. Anche se se ne parlera’ per l’ anno prossimo, visto che prima devo comprare una automobile; infatti per fare il corso richiedono di partecipare a varie lezioni (quelle pratiche) con cane al seguito. Comunque so gia che il diploma non lo usero’ per lavorare ma solo per un migliore rapporto con il mio cucciolo

    • Eros, se mi posso permettere una domanda (ma nn solo a te, ho visto anche altri con idee del genere) …… PERCHè un corso da educatore e non un CORSO DI *EDUCAZIONE* *con* il tuo cane presso un professionista preparato ? ..

      • Chiaro che puoi fare domande; siamo qui per confrontarci.
        Rileggendo il mio commento (per capire se mi ero espresso male io o avevi capito male tu, il dubbio c’e’ sempre) ho notato di aver sottinteso (o dato per conosciuto) un “dettaglio” importante; sono gia 4 mesi che vado a un campo due volte a settimana con Balrog per il “CORSO DI *EDUCAZIONE* *con* il mio cane presso un professionista preparato”, quindi il corso come educatore (o addestratore o come lo si voglia chiamare visto che fortunatamente da noi ancora non c’e’ tutta questa polémica sul termine) sarebbe semplicemente un extra da affiancare a quello che gia faccio.

  20. Quando io ero piccolo(e ora ne ho 60 porca miseria!)quando andavo da dei miei parenti( un mio zio da parte di madre) in campagna,avevano un cagnone tipo lupo ma forse incrociato con un orso perche al sottoscritto sembrava enorme, che era lo spauracchio di tutti i vicini perche insuperabile nella guardia e se si ritrovava solo nella masseria non faceva entrare nessuno,e mordeva ferocemente gli estranei, ma bastava che intervenisse mio cugino piu piccolo de me di un anno(e io a quei tempi avevo 15 anni) lo prendeva per la collotta e lo mandava a cuccia e il cagnone ubbidiva come una molla,giustamente mio zio ne era fiero e spesso decantandolo: diceva non è mica un mangiapane a tradimento,il suo lavoro lo fa alla grande,e era considerato normale che un cane da guardia mordesse gli estranei,e se uno entrava quando il cane era da solo alla guardia veniva considerato un deficiente che se la era andata a cercare,oggi invece si vuole il molossone bello, grande che sia amico degli amici di casa che al parco faccia la cacca nel sacchetto,che giochi con tutti i maschi del vicinato, ma che non morda gli amichetti dei figli anche se non li conosce(perche se no che amico dei bambini sarebbe?) ma se viene un ladro deve diventare Rambo.be…..cari i miei cinofili moderni c’è qualche cosa che dal punto di vista cinofilo non funziona in questo modo di ragionare,mio zio non aveva mai fatto nessun corso do ubbidienza e di addestramento, ma bastava che alzasse la voce sottovoce(perche lui al cane gli urlava sempre sottovoce) un attimo che il lupone feroce si infilava nella cuccia e ci rimaneva fino a quando lo richiamava,ma quelli erano altri tempi dove se un cane faceva il cane era capito e giustificato e sapeva di avere un ruolo che lui capiva nella famiglia , scusate se ho ricopiato quanto avevo gia scritto (in fondo è sempre farina del mio sacco)ma serve a spiegare un po la mia formazione cinofila forse antica ma sotto certi aspetti molto valida, si perche ai miei tempi ai cani ci andava attorno solo chi ne era realmente portato mentre oggi vuoi la moda o la necessita di affermarsi molti ,anzi tanti si cimentano nel’arte di diventare educatore cinofilo( i migliori sono gli psicologi canini quelli sono proprio una pacchia!),o vuoi che nel mucchio qualche buon elemento non venga fuori? ma nella maggioranza ma su 20 realmente penso che ce ne possano essere 4 che verranno su validi, ma in fondo va bene cosi perche è una selezione naturale pure questa ciao dal Rapace notturno PS il mio Zione come ho gia detto non aveva mai fatto nessun corso, ma quando urlava sottovoce i suoi cani filavano come torpediniere sia quelli da caccia che il cagnone da guardia di nuovo saluti

    • Anch’io ricordo quando i cani erano lasciato essere — CANI! Mai conosciuto un cane aggressivo nella mia città, spesso facevano un giretto da soli prima di tornare alla (non-recintata) casa, giocavano con i bimbi e altri cani senza problema, potevi dire “no” al cane (e bambini). Se qualcuno voleva seguire una classe di ubbedienza/educazione con suo cane, c’era una sorta di metodo Woodward — si, collare a strangolo ma nessuno impiccava/strozzava il cane! I cani non erano imbottiti di bocconcini per convincergli ad ubbedire (tranne dal handler nella mostra di bellezza) e l’e-collar (modello primitivo) era usato solo da qualche cacciatore.

      Oggi a suon di soldi — enormi giri di soldi — vediamo una vortice frenetica di corsi, seminari, certificati, metodi, giochi, lauree nozionistiche, attrezzatura, sport, migliaie di opinioni “autorevoli”, ossessioni religiosi con metodi che NON FUNZIONANO nel mondo vero, spettacoli TV, la mania di possedere un cane di razza (portando direttamente al proliferare di cagnari e puppy mills), la voglia di considerare i cani come “bimbi pelosi” o accessori di un “look” con o senza tatuaggi, kennel clubs e allevatori venali che non esitano a rovinare la salute e temperamento delle razze e vendere cani inadatti e gente inadatte — ecc ecc.

      Non mi sembra che il rapporto umano-cane sia necessariamente cambiato per il meglio! I 4,000,000-5,000,000 cani uccisi nei canili annualmente solo nell’USA? Morsicature e aggressioni da cani dappertutto?
      Se le motivazioni e talento (si, TALENTO) di un giovane educatore sopravvivono i 10,000 ore di lavoro pratico che ci vuole per diventare esperto in qualsiasi cosa, forse c’è un po’ di speranza per migliorare la situazione. Conosco alcuni giovani che stanno facendo cose grandi, cominciando da zero. (E insegnare i propri cani le buone maniere è il migliore biglietto di visita.)

    • Vecchi ricordi… quando da bambino (ora ho 40 anni) vivevo con i miei nonni contadini dell’ entroterra maremmano (Pitigliano in provincia di Grosseto). Ricordo che a quei tempi un cane era un cane (non ne ricordo nessuno con vestitini o in borsetta), che mia nonna conosceva piu o meno tutti i cani del paese (alla fine con tremila abitanti ci si conosce tutti e si conoscono pure tutti i cani) e sapeva a quali lasciarmi avvicinare e a quali no. Mi raccontano che io quando avevo 3-4 anni volevo tirare la coda a un pastore tedesco di un vicino (canelupo come lo chamavano allora) non esattamente giocherellone (il cane) e che nonostante la mia insistenza (che raccontano duro’ alcuni mesi) non mi fu mai permesso avvicinarmi a lui (mentre mi facevano avvicinare tranquilamente ad altri cani). Sinceramente le cose sembravano piu semplici… al paese c’erano i cani giocherelloni e quelli a cui non ci si doveva avvicinare e di fronte a un cane non amichevole si accettava semplicemente il suo modo di essere. Per esempio una amica di mia nonna aveva un grosso cane (credo un incrocio tra pastore tedesco e alano) con un caratteraccio che stava sempre libero nel suo gardino e quando passavamo davanti casa sua mia nonna la parlava sempre da fuori del cancello.
      Lasciando perderé i miei ricordi di bambino… a propósito dello Zione, io sono convinto che se avesse frequentato un corso (serio) di etología, comunicazione canina, ecc… questo sarebbe stato per lui semplicemente uno strumento in piu, per capire ancora meglio il suo cane e per farsi capire ancora meglio da lui.

      • Ciao a tutti beh lo sono convinto anche io che se il mio Zione(e mentore canino) avesse frequentato uno dei corsi moderni sarebbe diventato un grande addestratore,perche era veramente portato per la faccenda, e se la è sempre cavata egregiamente lo stesso, fatto sta che era veramente un gran cinofilo anche senza istruzione cinofila, mi ricordo che quando lo seguivo sulla pista della lepre con i suoi segugi(è li che mi è venuta la passione per la traccia ma non per la caccia)i suoi cani immancabilmente dopo un lungo giro gli facevano passare la lepre sotto il naso perche lui gli sparasse e questo la dice lunga sul lavoro fatto in addestramento sui suoi segugi,quello che voglio dire io è che se uno è portato con un leggero corso puo diventare un gran educatore cinofilo ma se non è portato nonostante la moda ne puo fare anche 20 di corsi ma sara sempre un mediocre,perche il cane quando lo addestri lo capisce subito se ha di fronte un mezzo calzino o uno che sa il fatto suo,e se sei una mezza pippa si diverte e ti prende per il culo ciao a sentirci Aquila della notte

  21. Corso fatto, tirocinio in svolgimento nel campetto della scuola e partecipazione alle attività organizzate dall’associazione… non so se farò mai l’educatrice “come lavoro”, ma sono comunque felice come una pasqua 🙂

    • Domanda, ma come hanno fatto i Romani a conquistare un impero e adoperare i loro cani da guerra senza avere gli educatori cinofili e i campetti di addestramento? pensateci gente saluti dal Rapace notturno

      • Guarda che li avevano; i romani erano maniacali nell’ addestramento, sia dei soldati che dei cani. Non si chiamavano “educatori”, non avevano il “patentino enci”… ma anche a quei tempi c’erano dei professionisti specializzati nell’ addestramento dei cani.

        • Ma lo so bene la mia era una battuta sul fatto che oggi tutti vogliono essere bravi avere un pezzo di carta come qualifica, poi magari se la fanno addosso vicino ad un cagnone tosto,ma intanto sono educatori cinofili mica cotiche cavolo! ciao Aquila della notte

  22. Cara Valeria,
    sono Chiara e abito zona Bergamo. Da tre mesi mi sono avvicinata, spinta da una grande passione, alla mansione di dogsitter.
    Vorrei continuare su questa strada, ampliando le conoscenze facendo tutto ciò che penso sia doveroso fare e vorrei chiederle alcune informazioni su questo se è possibile.
    Sarebbe disponibile tramite mail?
    La ringrazio molto!
    Chiara

  23. Oggigiorno qualsiasi professione deve essere approfondita con anni di studio e pratica. Non vedo perchè con i cani dovrebbe essere diverso…E chi si illude del contrario non ha ben capito come funzionano le cose nella nostra società.
    Ho una curiosità però: vedo tra i commentatori molti addestratori/educatori..o comunque esperti cinofili.voi che percorso avete seguito per arrivare a lavorare con i cani? Io studio psicologia(umana!) e ho solo una grande passione per i nostri amici pelosi…ma certo lavorare con loro resta un bel sogno! 🙂

  24. Cara Valeria,

    sono uno dei tanti “diplom(in)ati” ma fortunatamente non mi faccio illusione alcuna circa le possibilità di trasformarmi a tempo pieno in addestratore (giacché ho la fortuna di avere un lavoro da impiegato che spero di conservare a lungo).

    Mi permetto di fare alcune considerazioni sul corso che ho seguito:

    – un “pastone” per ciò che riguarda la parte pratica, che ha spaziato dall’Agility all’UD a chissà cos’altro nel volgere di 50 ore scarse;
    – una montagna russa per quanto riguarda la parte teorica: per ogni docente preparato e ben allenato a rapportarsi con il pubblico, ce n’era un altro vittima di narcisismo e/o afasico;
    – esame finale risibile sia nella parte teorica quanto nella pratica.

    Il corso è stato organizzato da persone a modo, ma che si sono improvvisate organizzatori senza essersi mai chieste – con umiltà – se erano davvero in grado di organizzare e dirigere.
    Il bello è che questi corsi se li stanno organizzando un po’ tutti perché – da quanto ho capito – il giro di soldi non è così trascurabile come in tanti vorrebbero farci credere (insomma, caro organizzatore, non dirmi che tu ci vai in perdita perché tutti i soldi se li prendono l’ENCI e i docenti; se davvero fosse così, spiegami per quale motivo stai già organizzando la terza edizione del corso… Sei un benefattore?!).

    Secondo me, per farla breve, il mio diplomino non vale niente (anche se m’è costato più di uno stipendio).

    Ora leggo di corsi a distanza… Ho dato un’occhiata al sito internet in cui si presenta il corso, e fin dalle prime battute ho avuto l’impressione che il corso volesse vendersi assieme ai suoi parenti (assistente veterianrio e via dicendo…), prospettive di lavoro, etc. etc.

    Beh, cara Valeria, ammetto che mi spiace di vedere il tuo prestigioso nome affiancato a queste realtà (che io considero pure operazioni commerciali); perché, a mio modo di vedere, il modo migliore di presentare questi corsi è il seguente:

    1) il corso addestratori serve ad essere riconosciuti a livello ufficiale, non ad imparare qualcosa;
    2) se speri di imparare a fare l’addestratore col diploma, campa cavallo (e nel frattempo diventa umile);
    3) a distanza o in loco nulla cambia: il lavoro scordatelo.
    4) bastano tre buoni libri per imparare – e meglio! – tutto quello che questi corsi vendono. Risparmiando migliaia di euro.

    Saluti,
    Emilio

    • Caro Emilio, il mio nome si è affiancato a quello dei corsi DeAgostini dopo i seguenti step: a) ho letteralmente sputato sulla sola idea di un “corso per educatore cinofilo per corrispondenza”; b) sono stata informata che per corrispondenza si svolgeva solo la parte teorica, mentre per quella pratica ci si sarebbe appoggiati a centri cinofili (vero è che le 50 ore sono poche, su questo non ci piove); c) ho saputo che i centri cinofili non erano ancora stati identificati, mentre ne erano stati segnalati alcuni… e visti i nomi, ho pensato bene di metter becco. In seguito:
      d) ho potuto vedere il materiale didattico relativo alla parte teorica e ho scoperto che la parte “generica”, quella che gli altri corsi neppure prevedono (anatomia, fisiologia ecc.) era fatta molto bene. Su quella specifica che riguardava l’educazione/addestramento, invece, ho chiesto di poter rimettere becco (e mano) perché non mi è sembrata molto omogenea.
      Insomma, mi sono offerta di collaborare per aiutare la DeAgostini, che era palesemente animata dalle migliori intenzioni ma non supportata da adeguate conoscenze tecniche, a mettere sul mercato un prodotto che stesse almeno un palmetto sopra alla media. E con un po’ di presunzione (ma anche con la certezza che ancora non siamo arrivati al prodotto che avrei in mente: per esempio, i DVD non mi piacciono e infatti verranno rifatti) posso dire che stiamo riuscendo ad offrire un prodotto di qualità.
      Basta questo per aprirsi un campo il giorno dopo e mettersi ad addestrare cani? Ma CERTO CHE NO!
      Come qualsiasi altro “diplomino”, questo corso dà semplicemente una base (buona, ma sempre “base”).
      E’ un punto di partenza, non di arrivo.
      Dopo il “diplomino” ci vuole il tirocinio, e poi bisogna cominciare a fare esperienza…e poi si comincia a pensare di poter COMINCIARE a lavorare. Insomma, la gavetta CE VO’!!!
      Ma, se andiamo a ben vedere…lo stesso vale per qualsiasi diploma e pure laurea: non è che appena hai il pezzo di carta in mano puoi ritenerti “arrivato”.
      I corsi per educatore (TUTTI) dovrebbero essere sempre visti in questa ottica: è vero che più o meno ti danno, per la teoria, le stesse informazioni che ti dà una decina di buoni libri (due o tre sono un po’ pochi, dài…!). Però sei seguito, assistito, hai qualcuno che risponde ai tuoi dubbi e anche qualcuno che verifica quanto in realtà tu abbia assimilato (i libri questo non lo fanno).
      L’importante è che questa assistenza/docenza/tutoraggio sia di buona qualità, cosa che giustificherebbe l’impegno e i corsi… ed è qui che, molto spesso, casca l’asino…

  25. Cara Valeria,

    il fatto che tu stia collaborando con quel corso “a distanza” non potrà che fare bene al corso e a tutti quelli che hanno deciso di iscriversi.
    Sia ben chiaro che non ho nulla contro i corsi a distanza: non tutti possono sobbarcarsi la presenza in aula nei giorni di lezione…

    In ogni caso, quello che mi da un po’ fastidio è il modo in cui i corsi (non solo quello “a distanza”) vengono presentati al pubblico: sbocchi professionali a portata di diploma?! Sappiamo bene che la realtà non è questa o, altrimenti, è ben altro. E per agguantare questa prosaica realtà, bisogna mettere sul piatto qualche prosaico migliaio di euro.

    Poco male, e sempre meglio che non le decine di scuole che da qualche anno a questa parte intascano 6 o 10mila euro per un diploma del paraguru di turno (dal comporta-mentalista relazional-zooantropoamorfo al gentilista eto-cognitivo) e per figurare tra gli iscritti all’albo tenuto… dalle scuole stesse!
    Col patrocinio di un ente che passava di lì per caso, naturalmente… 🙂

    Ciao,
    Emilio

  26. Salve a tutti!
    La mia esperienza è un po’ diversa. Ho 34 anni e un lavoro fisso (part-time) in un supermercato.
    Mi sono sempre piaciuti i cani, li ho sempre avuti fin da piccola, ma la vera passione per la cinofilia è sbocciata da 2 anni a questa parte, quando è entrata a far parte della mia vita Penny, la mia beagle super scatenata! 😀
    Ho deciso di frequentare un corso di educatore cinofilo, che comincerà tra 1 mesetto, perché il mio sogno sarebbe quello di diventare educatore pet therapy. Ma per fare ciò ho deciso di non intraprendere la via più facile, ovvero fare solo il corso inerente a quello, ma di cominciare dalla base, quindi conoscere il cane, sia a livello “mentale” che fisico.
    Ho cercato quello che per me poteva essere un “buon” corso e vicino casa, e credo di aver trovato quello “giusto”.
    Non so se posso fare pubblicità,(non è quello il mio scopo!) ma vorrei solo farvi leggere il programma e come si svolge il tutto, perché secondo me non è uno di quei corsetti che ti prepara solo ad insegnare il “resta”!
    http://apicc.net/corsi-istruttori-primo-step/ Questo è il primo step teorico.
    http://apicc.net/corsi-istruttori-secondo-step-pratica/ Questo è lo step di pratica
    http://apicc.net/corsi-istruttori-terzo-step-veterinario/ Questo è il terzo step di veterinaria
    http://apicc.net/corsi-istruttori-tirocinio/ E questo è il tirocinio su campo di 250 ore.
    La ragazza che condurrà il corso ha preparato a titolo gratuito un cane da supporto per una ragazza paraplegica. Questo è stato il primo cane con conduttore diversamente abile in Italia a partecipare ad una competizione di Obedience, ottenendo ottimi risultati tra le altre cose! 😀
    Ora, convinta di essere in ottime mani, visti i risultati di colei che mi guiderà in questo percorso, tengo a precisare una cosa.
    Il mio è un sogno, sono consapevole del fatto che ho 34 anni e non sono più giovanissima per iniziare un percorso come questo. Però nella vita mai dire mai!
    Ho un lavoro fisso e quindi la serenità di fare questo corso non con la speranza di un lavoro a TUTTI I COSTI!
    Io ci provo, al limite rimarrò cassiera, e mi sarò “solamente” arricchita di nuove nozioni!
    Volevo solo un parere da Valeria (sapendo cosa pensa dei corsi!) se per lei, gli argomenti trattati nella parte teorica e come è strutturato il corso, può essere una “buona base”!
    Mi sembra un corso onesto anche perché specifica che il rilascio della qualifica non abilita all’insegnamento.

  27. Buongiorno a tutti!
    Seguo il blog da due anni, ma non sono mai intervenuta. Sono di Roma e cerco un educatore cinofilo ( anche se continuo ad imbattermi in corsi per educatori e in pochi a cui rivolgermi PER il mio cane.
    Vorrei che seguisse un percorso educativo ( ha 2 anni e mezzo ė troppo tardi?!?!?)

    Se vi interessa contattatemi.
    Grazie mille,
    Valeria

    • Ma no che non è troppo tardi! A due anni e mezzo il cane è poco più che un cucciolone…e comunque un cane può imparare anche a dieci anni.

  28. Salve Valeria, con tutto il rispetto per le persone serie (ce ne sono, non molte, ma ce sono) che fanno il loro lavoro, perché di lavoro si tratta, la maggior parte di scuole e di educatori cinofili in circolazione, mi ricordano il prete del mio paese.
    Costui mi voleva convincere a tutti i costi a farmi il corso prematrimoniale…….
    A suo dire però, non era mai stato sposato, non aveva mai fatto sesso con una donna, e non ci aveva mai convissuto, però……..diceva che sapeva, e mi insegnava!
    Meditare gente meditare.
    Saluti.

    • Anche i ginecologi maschi vogliono addirittura assistere le donne mentre partoriscono… ma che ne sanno loro, che non sono mai stati incinti?
      Va bene che non c’è esperienza più forte di quella che provi sulla tua pelle… però un professionista, qualsiasi mestiere faccia, può basarsi su un’innumerevole quantità di esperienze diverse… che spesso è anche meglio… meditare sì, ma anche ragionare non fa male

  29. Buongiorno, quale consiglio darebbe ad un neo educatore che ha completato sia la teoria che la pratica, che ha avuto un pochino di esperienza sul campo e adesso nn lavora più perché e è stato piantato a casa dal proprio mentore?

    Grazie

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.