di VALERIA ROSSI – Eccole, anche quest’anno, le statistiche/classifiche relative alle iscrizioni ai Libri genealogici italiani. Come sempre, a giugno appaiono quelle dell’anno precedente, quindi del 2012: anno di crisi economica globale, nel quale temevo che si fosse stato un calo piuttosto consistente di iscrizioni per tutte le razze. Invece c’è una buona tenuta generale, con ovvio incremento delle taglie più piccole (e come tali meno costose da mantenere, almeno nell’immaginario collettivo… anche se in realtà il costo reale di un cane dipende molto più dal suo stato di salute che dalle esigenze alimentari) ma senza crolli clamorosi nelle taglie più grandi.
Appaiono, però, alcune “nuove tendenze” che vale la pena di sottolineare, mentre  alcune razze stanno proprio scomparendo dal panorama cinofilo italiano, per motivi tutt’altro che chiari. E la cosa è sicuramente preoccupante.
Diamo un’occhiata, gruppo per gruppo, così come abbiamo fatto anche l’anno scorso.

testa2Gruppo 1 – totale 21770. L’anno scorso erano un centinaio in meno. Resta in testa (anche nella classifica assoluta di tutte le razze) il pastore tedesco, con 14.162 nuovi iscritti. Appena meno dell’anno scorso, spaventosamente meno di dieci anni fa (nel 2002 erano 23.755): ma si sa che in diversi lavori (protezione civile, cane antidroga, cane guida e altri) quello che comunque resta “il più amato dagli italiani” è stato soppiantato dai retriever, che invece continuano a salire di numero.
Sarebbe interessante scoprire come siano divise le due “fazioni” bellezza/lavoro, cosa purtroppo non rilevabile perché la razza continua a rimanere una sola (anche se non ci crede nessuno). Mi piacerebbe anche sapere quante sono state le iscrizioni di “peloni” (divenuti varietà riconosciuta nel 2011). Purtroppo questi dati non sono rilevabili: peccato, perché ho idea che ci sarebbero delle sorprese.
Al secondo posto troviamo ancora il border collie, con 2538 iscrizioni: la razza è ancora in crescita (l’anno scorso erano 2466) e si presume che il trend non si fermi, anche perché questo resta il cane più utilizzato nelle discipline sportive più diffuse (agility in primis, ma anche obedience e  il sempre più emergente disc dog).
Ancora al terzo posto, e ancora in crescita, il Cane lupo cecoslovacco, che con 1030 iscrizioni arriva nell’Olimpo degli “over 1000” senza alcuna motivazione logica (non è un cane di particolare utilità, né un cane particolarmente adatto all’attività sportiva, né un comodo e facile cane da famiglia), se non quella dell’aspetto estetico. E le conseguenze sono, purtroppo, drammatiche: questa razza infatti sta battendo altri record, come quello di “cane di razza pura più abbandonato” e, ahimé, quello di “razza con il maggior numero di soggetti a rischio di eutanasia”. Non si può che ribadire il solito invito: prima di comprare un cane, informatevi su tutte le sue caratteristiche e non guardate solo l’aspetto fisico!
Quarta posizione per l’Australian Shepherd, anche lui in costante ascesa e anche lui entrato nella “over 1000” con 1005 nuove iscrizioni (erano 740 l’anno scorso): il suo successo è probabilmente dovuto alla pia illusione di avere un “simil-border”, ma meno “estremo”. Che sia un simil-border è vero, che sia meno estremo… dipende. Sì, certo, se il termine di paragone è un border da lavoro, ci siamo: se però il termine di paragone è un cane  “normale”, allora ci si può suicidare pure dovendo rispondere alle esigenze (fare-fare-fare!) di un Aussie.
Mantiene il quinto posto, e più o meno mantiene anche costante il numero di iscrizioni (754 quest’anno, 706 l’anno scorso) il Pastore maremmano abruzzese, che comincia a sentire il fiato sul collo da parte del Pastore belga, in netta rimonta (716 iscrizioni contro le 567 dell’anno scorso): anche qui sarebbe interessante capire come sono divise la varietà, anche se sembra piuttosto scontato che quello in grande ascesa sia il malinois.
Dopo i pastori belgi, praticamente c’è un crollo verticale: regge sempre (anche se sempre a stento) il Pastore scozzese (Rough collie), con 363… dopodiché c’è il nulla, o quasi.

romanianmoriticsheperddog1Tutti sotto le cento unità, o di poco sopra, con l’unica brillante eccezione del Pastore svizzero bianco (286) che conferma una crescita non “boomesca” (grazie al cielo) ma costante. Riconosciuto solo nel 2003, l’anno scorso era arrivato a 199 e stavolta sfiora il raddoppio. Invece il Pastore bergamasco, ahinoi, quasi si dimezza (166 l’anno scorso, 86 quest’anno): grande amarezza, trattandosi di una razza italiana.
New entry: le due razze rumene, di recentissimo riconoscimento (2005). Una singola iscrizione per il Romanian Carpathian Sheperd Dog (che peraltro è un cagnone immane), ma ben 12 per il Romanian Mioritic Sheperd Dog, di cui non conosco nulla al di fuori dell’aspetto (per quanto abbia sentito dire che è piuttosto tosto e che non è facile farlo convivere con altri cani: ma le notizie sul carattere le prendo sempre con beneficio di inventario, essendo troppo legate al tipo di educazione ricevuta): ma quello è decisamente avvincente e potrebbe far pensare a una sua buona diffusione. Oddio: forse.
Perché cani che gli somigliano abbastanza nella tipologia e nel mantello, come il Bearded Collie e il Bobtail, stanno letteralmente scomparendo (20 e 71 i – tristissimi – numeri che li riguardano). Però il Mioritic è una razza nuova, e non è escluso che proprio l'”effetto novità” faccia la sua parte, unito ovviamente all’indiscutibile faccia simpatica.

boxerGruppo 2: totale 22163

C’è una leggera ripresa, nonostante la “botta” tremenda presa ai tempi dell’ordinanza Sirchia e di tutte le altre che sono seguite: ma si resta messi maluccio.
In testa troviamo ancora il Boxer, con 3421 iscrizioni: come lo scorso anno, al secondo posto c’è il Cane corso con 3182. Si ripiglia il Rottweiler,  sempre terzo ma ad un’incollatura dalla medaglia d’argento: 3127 (l’anno scorso era sceso a 2668).
Se si pensa ai numeri pre-ordinanze idiote (nel 2002 i rott erano 6640) è sempre una debacle, ma forse la gente comincia a capire che i cani killer esistono solo nella testa (bacata) di giornalisti e politici, quindi si comincia a risalire un po’ la china.
Sta sempre benino, ma è leggermente in calo il Bulldog (1626 contro i 1756 dello scorso anno), mentre risale leggermente la china il Dobermann (1547 contro i 1431 del 2011), che però resta una razza in crisi netta (erano 3514 dieci anni fa) nonostante la “ribellione” al nuovo Standard e il mantenimento del taglio di orecchie e code. Chissà come andrebbe la razza, se si smettesse di tagliare? Domanda retorica, perché intanto i vertici dell’AIAD sono convintissimi che crollerebbe del tutto e quindi non ci pensano neanche di striscio. Mah…

coppiaLeggero calo, ma sostanziale tenuta, per il Bovaro del bernese (1493: erano 1566 lo scorso anno), mentre gli altri Bovari svizzeri continuano a non godere delle simpatie italiane (33 iscrizioni per l’Appenzell,  27 per il Grande Bovaro svizzero, 4 per l’Entlebuch).
A 1003 unità troviamo l’Alano (ma dove stanno? In giro non se ne vedono praticamente più… e quelli non penso che li tengano in borsetta. Forse staranno tutti nei giardini privati).
Tiene bene, anzi aumenta il Dogo argentino (909: erano 761 nel 2011).
Tutte le altre razze del Gruppo 2 sembrano essere un po’ in calo (probabile effetto-crisi), anche se non sembrano essercene a rischio di sparizione totale, a parte quelle di cui si sono sempre e solo viste due o tre iscrizioni annue. Insomma, c’è una sostanziale tenuta.
Se continua così, rischia grosso il Mastino napoletano (altra razza italiana che siamo riusciti a devastare), che perde un altro centinaio di unità (563 l’anno scorso, 411 quest’anno).
Pastore del Caucaso (279) e Pastore dell’Asia centrale (255) contrastano il trend generale: pur essendo cani di grande mole e sicuramente non “cani per tutti”, sono entrambi in leggera crescita.
Vanno male gli Schnauzer (tutti, ma soprattutto il Riesen che fa numeri appena superiori al medio: tutti sotto le 300 unità).

Jack-Russel-Terrier2Gruppo 3: totale 12070

Successone per i terrier! L’anno scorso erano 10758.
Però è un successo concentrato su poche razze.
La fa ovviamente da padrone il Jack Russell, vero dominatore della moda cinofila degli ultimi anni, che continua a crescere arrivando a 5618 nuovi iscritti (erano 5152): se ci aggiungiamo tutti quelli senza pedigree (che sono una marea), potremmo girare un nuovo film: “L’invasione degli ultrajack”. A me viene da piangere pensando a quanti di questi cani vengano acquistati solo perché “sono piccoli” e si pensa che siano perfetti cani da borsetta (e intanto se ne vedono sempre più negli studi dei comportamentalisti o sui campi di chi fa recuperi comportamentali)…. ma sorvoliamo, che è meglio. Aggiungo solo una preghiera: fate pure seimila Jack, se volete… ma per favore, non chiamateli tutti Milo! 
Anni luce dopo il Jack, arrivano i terrier di tipo bull: il secondo in classifica, come l’anno scorso, è l’American Staffordhire, che cresce vistosamente (2646 quest’anno, 1970 nel 2011).

staffordshire bull terrierLa medaglia di bronzo cambia invece destinatario: la perde lo Yorkie e la conquista, udite udite, lo Staffordhire Bull terrier (il mio cuore di mamma batte emozionato, mentre la Bisturi se la tira col fumetto che dice “Embe’? Cosa ti aspettavi?”, come Uma Thurman): 777 iscrizioni, contro le 598 dello scorso anno.
A seguire i “classici”  West Highland (673) e Yorkshire (653): l’anno scorso le posizioni erano invertite, ma la differenza è talmente minima che potrebbe essere irrilevante. Vediamo come si evolve la situazione nei prossimi anni.
Dopo due cani tradizionalmente da compagnia, riecco un terrier di tipo bull… anzi, “il” terrier di tipo bull per antonomasia: sì, proprio il Bull terrier, che alla faccia della nomea di “cane brutto” piazza ben 446 iscrizioni nella taglia normale e – riudite, riudite – 127 nella taglia miniature, completamente assente lo scorso anno.
Dopodiché, c’è il nulla o quasi.
Troviamo ancora numeri decenti per lo Jagdterrier (213), presumibilmente tutti in mano a cacciatori… almeno speso, perché lo Jadg come cane da compagnia è “leggerissimamente” impegnativo: poi basta, stanno tutti sotto i 100, con la sola eccezione del Parson Russell (154) e del Fox a pelo ruvido (156). Il Fox liscio scende sotto le 100 unità, penso per la prima volta nella storia. Scende ancora (e se continua così sparirà proprio) l’Airedale terrier, cosa che mi fa sentire malissimo perché lo ritengo un cane eccezionale. Certo, è  anche un cane non facilissimo da gestire, il che potrebbe spiegare lo scarso successo: ma non venitemi a dire che il Bull terrier è più facile!  Forse il problema sta soltanto nel pelo: il Bull terrier non si strippa. Però, cavoli…66 Airedale nun se po’ proprio vede’!

bassotto_tre peliGruppo 4: totale 2934

Il bassotto non molla, anzi cresce un po’  (erano 2887). Purtroppo non ci sono le iscrizioni divise per varietà, che sarebbero state più interessanti, quindi possiamo considerare solo la cifra globale.
Personalmente sarei curiosa di scoprire non solo le divisioni per taglia e pelo, ma anche per colore: perché secondo me i colori più “classici” stanno lasciando il posto a quelli più “alternativi”.

akita-coppia

Gruppo 5: totale 3596
Il gruppo è in crescita, ma ci salva solo Hachiko… l’Akita è infatti la razza più rappresentata (Hachiko adulto), con 671 iscrizioni, ma anche lo Shiba (Hachiko cucciolo, nel film) non sta affatto male, con 356 nuovi cuccioli.
L’Akita americano, somigliando meno ad Hachiko, si ferma a 197, ma è comunque in crescita (erano 107 lo scorso anno).
Sopravvive ormai a stento tutto il gruppo dei nordici da slitta: 595 Siberian Husky, 482 Alaskan malamute, 289 Samoiedo.
Certo, i numeri sono quelli di razze tutto sommato in salute… ma se pensiamo che negli anni ’90 avevano praticamente tutte uno zero in più, possiamo solo rimuginare tristemente sugli effetti delle mode cinofile.
Stanno bene gli Spitz tedeschi, nell’insieme: 418, poco più dello scorso anno (404), ma – ci scommetterei – con un sicuro aumento dei Pomerania, apparsi in una pubblicità (peraltro sono sempre stati i più diffusi del gruppone degli spitz tedeschi).
Cresce (poco, ma cresce) il Volpino italiano: erano 125 lo scorso anno, arrivano a 191.
E in questo gruppo abbiamo anche il Cirneco dell’Etna, stabile con 113 iscrizioni (erano 119): sono all’incirca i suoi numeri di sempre.

segugiomaremmanoGruppo 6: totale 13022

In leggero calo i segugi  (erano 13684 lo scorso anno). Continua il clamoroso successo per il Segugio Maremmano (da poco riconosciuto) che passa da 1938 a 2003 e stacca il Segugio italiano a pelo forte (1258).

testaraso2Però in testa ci rimane saldamente il Segugio italiano a pelo raso, con 3753 iscrizioni.
Quarto posto per il Beagle (1593 contro i 1494 dello scorso anno), che però deve questi numeri allo sproposito di persone che lo acquistano come cane da compagnia (e l’incremento di quest’anno è legato sicuramente grazie al clamore suscitato dal caso Green Hill): non so se esserne più contenta o più preoccupata.
Il resto del gruppo 6 si barcamena più o meno come al solito: sopra alle 500 unità troviamo l’Ariegeois (che è un po’ in calo: erano 755) e l’Alpenlaendische Dachsbrake (che invece sale: erano 461).
Appena sotto arriva il Bassethound, con 468 unità che rappresentano un balzo in avanti rispetto allo scorso anno (erano 386): la simpatia continua a pagare, anche se questo cane per tutto viene usato, tranne che per la caccia (con rarissimissime eccezioni).
Over 400 anche il Briquet Griffon Vandeen (434).

Rhodesian-RidgebackTutti gli altri segugi sono poco rappresentati, anche se si nota un balzo in avanti del Rhodesian Ridgeback (241 contro i 174 del 2011).
E salgono, anche se di poco, anche i Bloodhound (109, contro i 92 dell’anno scorso): effetto “cani molecolari” inventati dai giornalisti? Chissà. Sta di fatto che crescono e che la cosa è positiva, perché sono cani di una simpatia unica (anche impossibili da gestire, tra dimensioni, bava eccetera: ma se i temerari aumentano, non può che farci piacere).
Considerata la crescita costante di segugi utilizzati come cani da compagnia, stupisce invece negativamente la crisi del segugio (ammesso che tale si possa considerare… ma comunque sta nel gruppo 6) che sarebbe forse il più adatto a questo ruolo, e cioè l’ex “cane di moda” Dalmata: solo 100 nuovi iscritti (erano 127 lo scorso anno: non c’è una gran differenza, ma anche qui bisogna fare i paragoni con gli anni  della “Carica dei 101” per capire quanto sia crollata la razza).

bassanaGruppo 7: totale 25372

Notevole (e costante, negli ultimi anni) calo per il gruppo dei cani da ferma (erano 28138 l’anno scorso, ma si sono praticamente dimezzati dagli anni ’80-90) ): e qui non so mai se sentirmi contenta (perché la caccia mi sta qua, e se calano le iscrizioni significa che cala anche lei…) oppure rattristata, perché da cinofila non riesco proprio a godere se nascono meno cani.
Vabbe’, è una mia personale battaglia interiore di cui non frega nulla a nessuno, quindi andiamo a vedere i numeri… che restano comunque di tutto rispetto per la maggior parte delle razze (quindi se non altro non devo temere per le estinzioni): come sempre la fa da stra-padrone il Setter inglese (12939) che resta la seconda razza più amata dagli italiani dopo il pastore tedesco.
Al secondo posto l’Epagneul Breton con 3588 unità, seguito dal Kurzhaar con 2532 e dal “povero” Pointer, che un tempo “teneva botta”  (o quasi) col setter mentre adesso si ritrova staccatissimo,  a  2240 iscrizioni.

weimaranersf5Tutti gli altri stanno sotto i mille, che però potrebbero essere presto superati dal Weimaraner, che già ci picchia vicino: 912 iscrizioni, contro le 731 dello scorso anno. E  così sorpassa pure il Drahthaar, fermo a 790.
Il suo colore particolare l’ha fatto diventare appetibile come cane da famiglia e da… tiro (nel senso di “me la tiro col cane strano”, non nel senso del traino): la cosa, in questo caso,  non mi rende per niente felice.
Un’occhiata alla razza italiana presente in questo gruppo: l’adorabile, simpaticissimo Spinone sta, fortunatamente, in buona salute: 586 iscrizioni, pure in leggero aumento rispetto al 2011 (526).

LabradorGruppo 8: totale 18966

In leggero calo anche questo gruppo rispetto al 2011 (quando erano in tutto 19.112): ma certamente non si può parlare di crisi, visto che abbiamo ancora 7886 iscrizioni per il Labrador (contro le 7774 dell’anno precedente), 5415 per il Golden (erano 5120),  2015 per il Cocker Spaniel (erano 2126), 1767 per lo Springer Spaniel (erano 1982) e 1432 per il nostro Lagotto.
Anche per lui si segnala una leggera perdita (erano 1732), ma non tale da destare preoccupazioni: visti i tempi, si può sicuramente pensare a cali “fisiologici” (ammesso e non concesso che una crisi economica mondiale si possa definire fisiologica).
Sta sparendo completamente dall’Italia il Clumber Spaniel (un solo iscritto nel 2012), a cui vincere un Crufts qualche tempo fa non ha portato grande successo qui da noi (non che ne avesse mai avuto, peraltro…): quest’anno sono spariti pure i Kooikerhondje (erano 3 nel 2011)… ma vabbe’, non è che si noti molto (e qui chiedo scusa a J, cane di un’amica che sempre chiamerò Kooikercoso  perché non so scrivere il nome della razza senza copiarlo: sarà per questo che ce ne sono così pochi!).
A me la cosa che preoccupa di più, in questo gruppo, non è l’assenza o la penuria di alcune razze (che peraltro nel nostro Paese non hanno mai sfondato), quanto l’ingombrantissima presenza di cani da caccia ridotti a fare i cani da divano. Ma è storia vecchia, vero? Quindi passiamo oltre.

p3Gruppo 9: totale 11974

Be’… che i cani da compagnia fossero in aumento (erano 10968) lo davo per scontato: che però i Chihuahua arrivassero a sfiorare i quattromila (3876, per la precisione, contro i 3452 dello scorso anno) non me l’aspettavo. A me sembrava già mostruosa la cifra dell’anno scorso, per dirla tutta: ed ora mi ritrovo a tremare al pensiero di quanti di questi cani vivano in borsetta, senza mai toccare terra con le zampe e senza mai uscire di casa in vita loro.
Meglio non pensarci ed analizzare il resto del gruppo, notando subito che il secondo in classifica è il Maltese, razza italiana (alleluja!) con 1365 iscrizioni, seguito dal Cavalier King Charles spaniel con 1320.
L’altra razza italiana di questo gruppo, il Bolognese, si ferma a 454: ma più o meno sono i suoi numeri normali (non si capisce perché, visto che il suo pelo è molto più facile da gestire di quello del Maltese, e che il carattere è pure più simpatico: si vede che i riccioli fanno più paura del pelo liscio. In ogni caso, accontentiamoci di avere due razze italiane ben rappresentate e non facciamo guerre civili).
Sfiora le mille iscrizioni anche il Bouledogue francese (954), che migliora rispetto all’anno scorso (erano 845); sale anche il Carlino, ma di pochissimo: 881 contro gli 875 del 2011.
Invece è un piccolo “boom” quello del Boston terrier: 211 nel 2011, 265 quest’anno. Cinquanta soggetti in più su una razza poco diffusa come questa sono veramente tanti!
Invece sono pochissimi i Tibetan terrier: solo 31. Essendo una fan di questa razza, non riesco a capire  il motivo per cui non sfondi… o forse sì, lo capisco: è troppo “grosso” per essere un cane da compagnia, visto che ormai i cani da compagnia si devono infilare per forza in una pochette.
Però lo Shih-tzu non è poi tanto più piccolo, eppure ha fatto 573 iscrizioni. Misteri della cinofilia.
Va molto male il Pechinese, con sole 23 iscrizioni: eppure in giro se ne vede uno sproposito.. o meglio, si vedono uno sproposito di cagnolini più o meno pelosi, i cui proprietari sono convinti di avere un Pechinese. Che non è proprio la stessa cosa.

corsa2Gruppo 10: totale 1105

Evvaiiiiiiii!!! Finalmente anche i levrieri superano (tutti insieme, eh…) le mille unità. L’anno scorso c’erano arrivati vicini (914), stavolta ce l’hanno fatta.
Oddio, per mettere insieme mille iscrizioni bisogna unire nove razze (le rimanenti sono rimaste a zero nel 2012…): però è sempre un passo avanti.
Come sempre, quasi la metà di questi numeri è dovuta al Whippet (415) , ma al secondo posto, con BEN 243 cuccioli, troviamo – rullo di tamburi – il Piccolo levriero italiano, che l’anno scorso si era fermato a 209. Anche per lui, fatte le debite proporzioni, si tratta di un “boom” o quasi.
Il resto del gruppo resta pochissimo rappresentato (i miracoli non possiamo aspettarceli): sopra i cento abbiamo soltanto il Levriero Afghano (148) e il Barzoi (106). Stanno precipitando i Greyhound (29),  che dieci anni fa erano assai più numerosi dei Whippet: in realtà di Grey se ne vedono ancora parecchi, ma quasi tutti provenienti da gruppi “rescue” che salvano i cani da corsa a fine carriera. Sinceramente non so – di nuovo – se essere più contenta per loro o più triste per gli allevatori che si sbattono per selezionare cani di assoluta eccellenza, ma poi non riescono più a vendere mezzo cucciolo.
Nota finale per il vero e proprio trionfo dell’Irish Wolfhound: 67!
E no, non sto scherzando: nel 2011 erano 35, quindi ha praticamente raddoppiato le iscrizioni. E’ un successo senza precedenti.: e comunque, in generale, è davvero insolita e piacevole questa crescita generale dei levrieri, cani fantastici che in Italia non sono mai stati apprezzati a sufficienza.
Speriamo che sia la volta buona!

Per le statistiche complete, cliccare qui

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42 Commenti

  1. ovviamente aspettiamo trepidanti il giorno in cui daranno anche a noi proprietari di american pitbull terrier la possibilità di iscrivere i nostri tesori all’enci, che significa finalmente riconoscere una delle razze canine più amate e al contempo vessate al mondo.

    • se c’è un motivo valido per prendere un pitbull… è quello di restare fuori dall’enci :). Almeno hai questo vantaggio.

  2. molto preoccupanti i boom che stanno avendo alcune razze così impegnative come Australian shepherd, jack russel, cecoslovacchi, terrier, akita o Weimaraner…è indiscutibile che molti li prendano esclusivamente per l’aspetto e totalmente inconsci dell’impegno che richiedono…
    io ho due aussie e quando per strada mi dicono “ne vorrei uno” o cose simili gli rispondo “no non ne vuoi uno, non vuoi un cane che abbaia dal mattino alla sera, non vuoi un cane che ti disfa facilmente la casa se non lo soddisfi, non vuoi nemmeno un cane che dopo un giorno in montagna a scarpinare ha ancora voglia di giocare, non vuoi nemmeno un cane che perda una montagna di pelo rigorosamente lercio dopo ogni passeggiata in quanto amante del lerciume, o che non ti ascolti minimamente se non sei all’altezza e vorrei proprio vedere se lo sei, e sono sicura che non vuoi nemmeno un cane-canguro da sfondamento o uno che corre dietro a qualsiasi cosa che si muova. giusto?” e solitamente mi rispondono che non lo sapevano e forse è meglio di no…
    comunque io si voglio un cane così!! :p

      • Le mie non sono così perché sono consapevole delle loro esigenze ma ti posso assicurare che ho purtroppo conosciuto più di un proprietario che nell’ignoranza si è trovato un uragano canino per casa…

        • Bah, penso che questo possa succedere indipendentemente dalla razza….Non è la prima volta purtroppo che gli aussies vengono “etichettati”, in quanto tali, con descrizioni caratteriali molto fantasiose che io continuo a sostenere del tutto errate e prive di fondamento ( fra l’altro anche su questo portale )….Quindi le ragioni possono essere molteplici :
          – o si vuol far passare questa razza per quello che non è, giusto per spacciarsi come cinofili esperti….
          – o non si conosce il cane che si ha in mano ( o peggio si alleva ..) e non ci si rende conto che non è un problema di razza.
          – o, ahimè, si allevano veramente soggetti aussies con queste caratteristiche caratteriali,pensando che siano quelle giuste….e questo sarebbe veramente “il problema” …..

          • Certo che può succedere con qualsiasi razza se mal gestiti ma non si può negare che sia una razza, come tutte quelle selezionate per lavorare molte ore al giorno, bisognosa di fare e se non gli si da modo di sfogare questa energia e intelligenza e vero e proprio bisogno di fare il modo se lo trovano da soli abbaiando a ogni zanzara che passa o spargendo per casa pezzi di mobilia o creando gran canyon in giardino. E non si può negare nemmeno che la spiccata intelligenza e lo spirito di iniziativa siano una lama a doppio taglio perché correttamente gestiti si avranno grandi soddisfazioni ma in mano a incompetenti/ignoranti il disastro è servito. Se tu hai conosciuto esclusivamente aussies tranquilli o erano soddisfatti della propria vita o erano diventati apatici per la noia o non erano aussies…

  3. L’anno prossimo, quando leggerò l’articolo sulle statistiche 2013, saprò che ci sarà il mio zampino dietro 3 (ma forse più vista l’ecografia inconcludente) tra i nuovi bernesi iscritti. 😀

  4. costa + un cucciolo x iscriverlo a l’enci che un figlio. stanno esagerando coi costi.
    se x una cucciolata si dovra’ spendere 300 euro si continuano a fare cuccioli senza iscrizione

    • Scusa Valerio,
      non mi pare che iscrivere una cucciolata sia così fuori di testa…..La denuncia di nascita compresi gli 8,50 euro dei diritti di segreteria (che rimangono in cassa delle delegazioni) ammonta a 23 euro.
      Poi il costo per ogni cucciolo iscritto è 18 euro (se già intestato al nuovo proprietario) o 20 euro (se intestato ancora all’allevatore). Sul complessivo numero dei cuccioli ci sono i soliti 8,50 dei diritti di segreteria.
      Chi non iscrive le cucciolate è molto più probabile lo faccia per evadere il fisco o perchè i riproduttori o uno di essi non ha il pedigree.

  5. Valeria, ti informo che dal primo gennaio di quest’anno, tutti i cuccioli di pastore tedesco vanno obbligatoriamente (il software dell’Enci proprio non ti dà scelta) iscritti a pelo corto. All’età di un anno, chiunque si ritrovi con un adulto a pelo lungo, dovrà/potrà andare in una expo dove un giudice rilascerà una conferma o meno di “cane da pastore tedesco a pelo lungo”. In seguito basterà restituire il pedigree a qualsiasi delegazione Enci, che provvederà a farlo ristampare con il mantello corretto (ovviamente senza costi aggiuntivi). Immagino che questo verrà fatto solo da coloro che avranno velleità riproduttive col proprio “pelone”.
    Questo è il motivo per cui non sono evidenziate le due varietà di mantello.
    Sempre complimenti per tutti i tuoi articoli. Con tanta stima. Sabrina

  6. i beagle spero non diventino una moda perche’ sicuramente non sono cani da compagnia e adatti a tutti, quanto ai terrier bisogna amarli per come sono sia grandi che piccoli hanno il loro carattere nei geni, ma e’ una tipologia di cui t’innamori pedutamente.
    Capitolo JR vero che non tutti sanno che terremoto si prendono, ma la stessa cosa accade con chi si prende un golden retriever ed avendo un GR, il JR poi diventa gestibilissimo

  7. 23 pechinesi? Ce ne saranno altrettanti solo nel mio paese di 4000 abitanti, per non parlare degli Yorkie… Ovviamente questo per rimarcare quanto sia ENORMEMENTE maggiore il numero di “meticci di razza”…

  8. 3127 iscrizioni nel Rott tra privati e allevatori, alla media di 6 cuccioli a cucciolata = 521 cucciolate diviso 20 regioni Italiane = 26 cucciolate a regione , ora……ditemi dove vanno a finire tutte i cuccioli prodotti che tra facebook e i vari siti di annunci mi sembrano decisamente molti di piu’….e se divido per 110 province vuol dire che mediamente abbiamo 0,23 cucciolate a provincia …….tutto normale vero? ops e nelle iscrizioni se non erro dovrebbero essere compresi anche i cani importati , ed io non ne ho tenuto conto….Bah…mistero della fede

    • 521 cucciolate diviso 110 province da come risultato poco meno di 5 (4.7363636 per i pignoli), non 0.23. Anche se pure con 5 cucciolate a provincia il tuo ragionamento continua ad essere valido. Anche perche 5 cucciolate a provincia ogni anno significa che in ogni provincia nasce una cucciolata (di 6 cuccioli come dal tuo calcolo) ogni 2 mesi e mezzo (circa).
      Ma tutto questo serve solo a confermare quanto affermato da @max sui “meticci di razza”

  9. Ohimè i miei amati Briard continuano la loro discesa e l’anno scorso hanno chiuso a 51 nascite (7 figli del mio Paco 🙂 ). Questo grazie ad un club di inetti (per non dire peggio), che non si è mai preoccupato di far conoscere questa razza, molto più gestibile di tante altre ora di moda. È vero che non essere in voga mette al riparo da speculazioni, ma qui siamo sotto il livello di guardia, ormai è proprio una razza rara. Tutti quelli che lo conoscono dicono “fantastico, carattere meraviglioso, bellissimo”, poi desistono secondo me scoraggiati dal pelo, pensando che richieda manutenzione, quando è vero il contrario: non lo perde, non puzza, basta una spazzolata una volta alla settimana… Intelligenti e riflessivi, capiscono benissimo da soli quando è il caso di intervenire, e difficilmente sbagliano. Un cuore avvolto dal pelo.

  10. del gruppo 4, a veder quel che c’è in giro, una parte sempre maggiore è rappresentata dai peli duri, che ora non sono più monopolio o quasi dei cacciatori d’oltralpe. il problema è che il pelo duro è un filino più cacciatore del pelo raso, e già il raso non è un cane da divano…e con questo ho detto tutto.
    sui nuovi colori…bhe, il cream (anche se non riconosciuto fci) e il chocolate, e soprattutto il chocolate pelo duro, a mio parere sono davvero strepitosi.
    l’arlecchino a mio parere è un obbrobrio.
    di bassotti a pelo lungo, fuori dalle expo, ancora non se ne vedono, purtroppo.
    il raso fulvo e nero focato hanno ancora il loro fascino di classico, ma in giro si vedono sempre più bassotti pelo rasosimil-lombrico, totalmente fuori standard, con code a sciabola e ventri da levriero, che ci si domanda dove e come siano stati acquistati. pelo duro e pelo lungo non sono ancora così diffusi da venir massicciamente rovinati, ma non vedo un roseo futuro per nessuno dei due.

  11. 11 mastini spagnoli; praticamente assenti. E anche qui in Messico quasi non ce ne sono. Il mio addestratore e’ andato a vedere una expo nazionale nella sede della federazione (che ne organiza una al mese) e ha detto che non ha partecipato nessuno. Anche se devo dire che qui ce ne sono parecchi senza pedigree. Furono importati per proteggere il bestiame e quando si accoppiavano gli allevatori non si preoccupavano di registrarli. Quindi molti hanno mantenuto le caratteristiche tipiche della razza, pur non avendo il pedigree. E a quanto pare anche Balrog e’ uno di loro; infatti il giudice che lo ha esaminato in federazione il giorno in cui gli ho fatto mettere il microchip non ha avuto dubbi. A questo punto inizio a sospettare che il padre del mio cucciolo non fosse il mastino napoletano plurititolato di cui mi hanno fatto vedere la foto, ma un altro mastino spagnolo di una fattoria della sua zona.
    In Italia suppongo che fenomeni del genere potrebbero riguardare per esempio i pastori maremmano-abruzzesi, di cui ce ne potrebbero essere molti di piu di quelli registrati.

  12. dalle mie parti si sta assistendo ad una vera e propria invasione di bassotti tutti a pelo raso. a pelo duro ne ho visti molti, ma non al mio paese. beagle ce ne sono parecchi e pure di golden e labrador. cani da caccia a non finire, molti di proprietà di cacciatori, ma sono sempre i soliti: setter inglesi, epagneul breton, springer spaniel, bracco francese e tedesco + i vari segugi forse italiani forse no. il solito insomma.

  13. Che tristezza venire a sapere che il Riesenschnauzer è colato a picco, vorrei chiedere all’ autrice se questo risultato di diffusione sia dato da un effettivo decadimento della tipicità della razza oppure perchè cosiderati demodè.
    Incredibile il boom di molte razze RARISSIME a vedersi qualchè lustro fa come i waimaraner, confermo lo stupore sugli alani, nell mia città non ne vedo piu’ uno da eoni.

    • Rick, ma io che ne so? Gli schnauzer sono sempre stati i meno diffusi tra le razze omologhe soprattutto per la difficoltà della toelettatura: credo che continui ad essere questo il problema principale, aggravato dal fatto che altre razze si stiano affermando e che quindi ci sia maggiore scelta rispetto a qualche tempo fa.
      Però… altro nin zo! 🙂
      P.S.: Non mi pare affatto che la tipicità sia decaduta.

  14. Nei cani da compagnia non hai parlato dei barboni che un tempo erano diffusissimi, e in particolare ero curioso dei grande mole visto che ho un cucciolo di 6 mesi marrone.
    Grazie

    • i barboni hanno 4 taglie e 6 colori. Sono tanti e importanti. Allevatori e proprietari hanno fondato un club che si distingue per incontri importanti e simpatici, ma anche per loro sembra non esserci futuro: l’enci attualmente li relega nel condominio CCC. Riconosciuti potrebbero fare molto e di piu’. Intanto, negli incontri delle esposizioni amatoriali, si vedono anche i bicolori nelle 4 taglie. Un club agile e competente potrebbe fare molto. Ma si continua a sperare in un futuro lontano, lontano.

    • Ci sono stati 6 iscritti (una sola cucciolata, direi): ma guarda che in fondo all’articolo c’è il link alle statistiche di tutte le razze :-).

  15. Evviva! Ho iniziato a conoscere e ad amare i levrieri anche grazie a Ti presento il Cane; avendo conosciuto alcuni levrieri (Saluki, Whippet, Deerhound, Irish Wolfhound), sono rimasta letteralmente folgorata. Il superamento dei 1000 nuovi levrieri iscritti non può che farmi felice. In particolare, il raddoppio dei meravigliosi, maestosi, splendidi Irish Wolfhound mi rende felicissima! (a proposito, Valeria… c’è la speranza di leggere il vero standard dell’Irish Wolfhound?)

  16. cara Valeria, sto cestinando i miei ricordi, articoli scritti su di me e articoli miei. Sto regalando la mia biblioteca e i miei ricordi e mi e’ capitato fra le mani il tuo delizioso articolo su “un’allevatrice storica di…” e, per non lacrimare, ho cliccato su “ti presento il cane” e letto il tuo magistrale articoli sui cani nati nel 2012. C’e’ chi scende e chi sale… il bracco italiano, affascinante cane da ferma, e’ quasi sparito. Ma i piccoli cani sono diventati importanti. Anche se l’enci non riconosce i clubs di razza, relegandoli tutti in un condominio plurirazza, a Novara, esposizione nazionale con un numero di cani eguale a quelli dell’internazionale Rapallo, ha vinto il BiS un piccolo cane: il piccolo cane leone. La riserva e’ andata al dogue di Bordeaux. Golia ha vinto il gigante ed io ne sono felicissima.
    E’ una conferma importante. Tanti cari saluti e un “brava” di tutto cuore.

  17. rileggo e comunico:
    errata: Golia ha vinto il gigante ed io ne sono felicissima
    corrige: Davide ha vinto Golia, il gigante, ed io ne sono felicissima
    Scusate, non avevo riletto.

  18. Sono la proprietaria di un Amstaff e di un Tibetan Terrier. Devo dire che di quest’ultimo le iscrizioni sono tristemente poche.. una razza poco conosciuta e sottovalutata secondo me ma con molte doti. 3/4 delle volte che passeggio per strada mi chiedono se è un barboncino, io rispondo che è un Tibetan Terrier e loro mi guardano straniti..

    • Un barboncinooooo??? Uno shitzu, magari…o qualche altro cane a pelo lungo…ma come fanno a vederci un barbone? In ogni caso: a ma piacciono molto, ho sentito alternativamente che sono intelligentissimi o pochissimo intelligenti. Tu che ne dici?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.