piccolo2di VALERIA ROSSI – E’ strano, ma le richieste su un certo argomento spesso mi arrivano “a gruppi”. Qualche giorno fa c’è stato il pienone di domande sulla sterilizzazione; negli ultimi due giorni mi chiedono tutti come comportarsi con cuccioli presi a un mese di vita o poco più.
Era più facile rispondere alle domande sulla sterilizzazione, giuro. Perché prendere un cucciolo ad un’età inadeguata comporta problemi di non facile soluzione.
Comunque, proviamo a parlarne.. ma prima consentitemi la solita preghiera: se soltanto è possibile, NON prendete mai cuccioli così piccoli!
I motivi li ho già spiegati in questo articolo, quindi non sto a ripeterli. Qui dico solo che a volte ci si sente “obbligati” a prendere questi cani da situazioni contingenti che però potrebbero essere evitate.
Per esempio, nell’email che ho trovato stamattina si dice: “So che è stato davvero troppo presto per prenderlo, però purtroppo non avevo scelta (volevano buttarlo fuori di casa insieme ai suoi fratellini)”.
Ecco, in casi come questi (frequentissimi) mi chiedo: come fai a sapere che il signor X voleva “buttare” i cuccioli? Se lo sai, è perché l’ha dichiarato chiaro e tondo… e se l’ha dichiarato chiaro e tondo, ha manifestato l’intenzione di compiere un reato.
In questi casi, piuttosto che precipitarsi a prendere un cucciolo, io consiglio di spiegare altrettanto chiaro e tondo al proprietario della mamma che se quei cuccioli dovessero sparire misteriosamente prima di un altro mese, noi lo denunceremo ai sensi dell’art. 727 del CP (“chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini alla cattività  è punito con l’arresto fino ad un anno o con ammenda da 1000 a 10000 €. La pena è aumentata se causa la morte dell’animale”).
Non vuoi fare cucciolate? Sterilizzi la cagna. Se invece la tieni intera e la fai pure coprire, ti prendi la responsabilità di chi hai fatto venire al mondo: e se non lo fai sei un delinquente e vieni denunciato.
Se la gente cominciasse a capire che c’è qualcuno pronto a farlo davvero, magari comincerebbe a comportarsi in modo meno incivile e barbaro.
Detto questo, comunque, esaminiamo i due problemi più frequenti nei cuccioli troppo piccoli e vediamo come si possono affrontare e possibilmente risolvere.

LA PIPI’

piccolo3La differenza tra la capacità di “contenimento” di un cucciolo di un mese e quella di un cucciolo di due mesi è abissale.
Quello di un mese, in pratica, non fa in tempo ad accorgersi che deve farla… che l’ha già fatta. Ha una capacità di trattenere la pipì nell’ordine dei dieci secondi, forse neanche quelli.
Un cucciolo di due mesi riesce già a trattenerla per qualche ora, se decide di farlo.
Che fare, dunque, con mini-cucciolo?
Non ha alcun senso sgridarlo o punirlo, neppure se lo cogliamo sul fatto: sarebbe come punire un bambino della stessa età perché se l’è fatta addosso.
Cerchiamo di fargli capire qual è il posto in cui gradiamo che la faccia (giornali, traversine, angolo con la segatura…) semplicemente portandolo lì immediatamente dopo che ha giocato, mangiato, bevuto: e premiamolo moltissimo se ci accontenta.
Se la altrove, non facciamo una piega, ma spostiamo il cucciolo altrove e puliamo senza farci vedere.
Ricordo brevemente che per un cane vederci mentre ci occupiamo della sua pipì è sinonimo di “attenzioni rivolte a lui e ai suoi messaggi”: perché la pipì dei cani è un concentrato di comunicazioni odorose. Se lui si accorge che le “ascoltiamo”, penserà bene di comunicarci più cose possibili con questo mezzo… con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.
Se invece pensa che non ci interessi mimimamente questo tipo di messaggi, allora si limiterà a farla quando gli scappa, e non ogni volta che ha qualcosa da dirci.
Oltre a questo c’è ben poco da fare, se non – ovviamente – portare fuori il cucciolo più spesso possibile e premiarlo moltissimo anche quando la fa fuori: ma è una pia illusione pensare di riuscire davvero a beccare tutte le volte in cui gli scapperà, perché un cucciolo di un mese praticamente piscia in continuazione.
Che qualche volta la faccia in casa è quasi inevitabile: l’unica cosa che possiamo ottenere è che almeno la faccia nei posti che abbiamo adibito a questo scopo.
Particolare interessante nell’email di stamattina: “Quando è con me i bisogni li fa sempre nel posto giusto (fuori e nei telini), ma quando è con mia mamma li fa quasi sempre fuori dai telini, oppure li fa nel posto giusto la notte e la mattina, quando mia mamma è l’unica sveglia, li fa un po’ in giro per tutta la casa. Lei crede che gli faccia i dispetti, secondo me forse è perchè pensa che debba obbedire solo a me. Purtroppo mia mamma è arrivata all’esasperazione quindi lo sgrida e gli dà schiaffi, io cerco di non farlo“.
Avete capito, vero, perché il cucciolo si comporta così?
Perché con la mamma “che grida e dà schiaffi” il cucciolo si sente perennemente in ansia, mentre con la ragazza si sente al sicuro e rilassato. Quindi, quando c’è lei, fa in tempo a “ragionare”, ad accorgersi che gli scappa qualcosa e a portarsi per tempo sui telini: mentre  in presenza della mamma “se la fa sotto” nel senso più letterale possibile.
Questo è l’unico risultato che si ottiene punendo un cucciolo di questa età: non ne capisce il motivo, pensa di essere in compagnia di un essere imprevedibile che di punto in bianco potrebbe mettersi a urlare o menare… e  reagisce all’ansia come qualsiasi cane del mondo, ovvero liberando catecolamine con pipì e cacche sparse ovunque.
Per risolvere questo problema bisogna evitare di comportarsi come la mamma: un cucciolo sereno e non impaurito sarà molto più facile da educare…e nel giro di un mesetto avrà acquisito anche la capacità di trattenere i bisogni abbastanza a lungo da poter attendere di uscire (con una periodicità di non più di 3-4 ore… perché oltre non si va ancora, neppure a due mesi).

IL MORSO

piccolo5Quando un micro-cucciolo morde mani e braccia: a) fa un male della madonna, perché ha degli spilli al posto dei denti; b) non ci si può illudere di farlo smettere con il classico “CAIN!”, perché lui non sa cos’è.
Non ha imparato a regolare il morso giocando con i fratellini: in realtà non ha avuto neppure il tempo di cominciare a giocare con i fratellini!
Il nostro CAIN! o AHI!, a questo punto, non significa nulla per lui: per ottenere qualcosa dovremmo saper imitare il guaito di un cucciolo alla perfezione, perché quel suono fa scattare dei freni inibitori che stanno nel suo DNA… ma dev’essere esattamente “quel” suono. E per un umano è quasi impossibile riprodurlo proprio identico.
Inoltre il CAIN di un piccolo fa solitamente scattare la risposta della mamma, che va a bloccare l’altro cucciolo troppo esuberante: quindi, oltre all’inibizione istintiva, il cucciolo riceve anche un insegnamento vero e proprio: “Se fai piangere tuo fratello, la mamma ti sgrida”.
Tutto questo, ovviamente, è difficilissimo da riprodurre: quindi io consiglio di saltare a pie’ pari la parte del CAIN, e di passare direttamente ad impersonare la mamma, facendo qualcosa di simile a quello che fa lei.

piccolo6E cosa fa, lei? A volte ringhia (e a volte no: ma se sappiamo ringhiare in modo credibile, facciamolo pure): dopodiché, immancabilmente, blocca il cucciolo o con una “presa di collo”, o con una “presa di muso”.
E queste le possiamo imitare utilizzando la nostra mano per immobilizzare il piccolo scatenato (consiglio di preferire la presa di collo, ovvero di trattenerlo a terra posandogli proprio una mano sul collo: la presa di muso va regolata con molta attenzione, altrimenti si rischia di far male al piccolo…e se gli facessimo male, ovviamente, lui reagirebbe tentando di morderci ancora più forte).
Attenzione: non è assoltamente scontato che il cucciolo si sottometta immediatamente alla nostra presa.
Perché lui non ha imparato praticamente nulla, non è stato educato, non ha avuto modo di giocare e di capire come regolarsi… ma una cosa, di sicuro, la sa: sa che noi non siamo sua madre!
Il cucciolo, come ho già detto altre volte, una volta arrivato nella nostra famiglia non si sente “a casa”: si sente come uno che è stato rapito dagli alieni.
Un cucciolo così piccolo, specie nei casi in cui è stato abbandonato (o minacciato di esserlo), probabilmente non avrà ricevuto neppure una corretta impregnazione sull’uomo, quindi non solo non ci considererà sua madre, ma neppure membri del suo gruppo sociale. E’ una sorta di lupetto selvatico, che non ha la minima idea di come rapportarsi con noi, non capisce la nostra lingua e non sa non solo chi siamo, ma neppure cosa cavolo siamo.
Quindi, se con un cucciolo di due mesi, correttamente impregnato e già un po’ socializzato, ci vuole pazienza 10, con il cucciolo di un mese ci vuole pazienza 1000.
E bisogna proprio iniziare da zero, dall’insegnargli proprio l’ABC della comunicazione uomo-cane… senza poter contare sul fatto che lui conosca almeno quella cane-cane.
E’ una vera e propria impresa (altrimenti perché vi direi così spesso di cercare di evitarla?), che richiede grande impegno e somma pazienza. Insomma, le mamme umane che si esasperano facilmente non sono proprio le persone più adatte ad affrontarla.

piccolo8In ogni caso, per ottenere che il cucciolo impari a regolare il morso senza farsi massacrare troppo mani, gambe e braccia c’è un solo metodo: insegnargli l’ordine “PIANO!”.
Io consiglio di iniziare col cibo, possibilmente quando il cucciolo ha già la pancia piena (altrimenti perderà la testa e non capirà assolutamente nulla di quel che vogliamo spiegargli): mostriamogli qualcosa di molto appetibile (un wurstel, per esempio, o un pezzo di pollo fresco) e avviciniamoglielo, dicendogli  “Piano!”.
Se il cucciolo si avventa stile coccodrillo, facciamo sparire il wurstel. Se si approccia con le dovute maniere, potrà mangiarne un pezzetto. Ripetiamo più volte, finché non saremo sicuri che abbia afferrato bene il concetto: dopodiché potremo passare al gioco.

piccolo7Offriamogli uno straccetto, chiedendogli di prenderlo “piano”: se lo fa, lo premieremo con la voce (“Bravo!”), poi ce lo faremo lasciare (con il comando “Lascia”, che adesso vedremo) e immediatamente gli daremo un altro giochino (straccetto o manicotto), ma stavolta con il comando  “Tira!”… dopodiché cominceremo a giocare con lui a tiramolla.
Se si avventa sul primo straccio, invece, non giocheremo affatto con lui.
Il “Lascia!” si insegna durante il gioco del tiramolla, e si ottiene smettendo di “combattere”: bisogna proprio immobilizzare il giochino, tenendolo con le due mani in modo che il cucciolo non possa più tiralo né scrollarlo. Siccome non c’è più gusto nel tenere in bocca qualcosa che non si muove, il cucciolo finirà per aprire la bocca… e verrà subito premiato con lodi sperticate (e se è il caso, anche con un bocconcino).
Ci possono essere diverse altre occasioni per utilizzare il “Piano!” e il “Lascia”: utilizziamole ogni volta che si presentano, cosicché il cucciolo si abitui ad allentare la presa o a lasciarla del tutto a seconda di ciò che gli chiediamo.

piccolo4Una volta che il cucciolo avrò imparato il significato dei comandi, potremo “sperimentare” anche sulla nostra pelle, mettendogli il nostro braccio a portata di muso: qualora lui dovesse tentare di afferrarlo (non provochiamolo, però: facciamolo solo se parte di sua spontanea volontà), diamogli l’ordine “Piano!”. Dovrebbe funzionare!
Se stringesse ancora troppo… si fa un bel passo indietro, e si ricomincia daccapo.
Con i cuccioli molto irruenti potrà volerci un po’ di tempo (pazienza a 1000!), ma alla fine i risultati arriveranno sempre.
Quindi, ricapitolando:
a) se il cucciolo morde mani, braccia o gambe, ringhio e presa di collo (immobilizzazione assolutamente non dolorosa, ma ferrea);
b) insegnamento del “Piano!” (prima col cibo e poi con gli oggetti), del “Lascia!” e del “Tira!” per quando vogliamo invece che utilizzi il morso liberamente (perché NON vogliamo inibirglielo, ma solo insegnargli a regolarlo);
c) pazienza, pazienza e ancora pazienza.

piccolo9Con questi accorgimenti è possibile, almeno in parte, rimediare alle lacune presenti in un cucciolo che non ha imparato nulla dai genitori e dai fratelli.
Cerchiamo poi di capire se almeno ha avuto il tempo di impregnarsi sui cani, perché potrebbe essere lacunoso anche da quel punto di vista: quindi cerchiamo di metterlo prima possibile in contatto con qualche cane adulto equilibrato e sicuramente sano (un cucciolo di trenta-trentacinque giorni non può essere ancora vaccinato, perché gli anticorpi materni inattiverebbero il vaccino: quindi è a rischio di contagio se viene a contatto con qualche virus), in ambiente sicuro. In pratica, dovremo invitare a casa nostra qualche amico cane-munito, accertandoci che il suo cane sia gentile con i cuccioli e che sia in regola con le vaccinazioni. Vediamo come si comporta il cucciolo, sperando che abbia acquisito almeno gli elementi necessari per comunicare efficacemente.
Di fronte ad un adulto dovrebbe avvicinarsi amichevolmente, manifestare sottomissione attiva o passiva e poi cercare di giocare. Se non lo fa, se manifesta paura o aggressività… abbiamo un altro problema:  e questo purtroppo non potremo risolverlo noi, ma solo i suoi simili. Quindi dovremo farlo interagire almeno con un cane (sempre equilibrato e sano, e possibilmente maschio) più spesso possibile, in modo che lui gli faccia da papà e che gli insegni le regole del galateo canino.
Ricordiamo che questi sono tutti palliativi: si cerca di mettere delle pezze sulle lacune causate dall’allontanamento precoce dalla famiglia di origine, ma le pezze…sono appunto pezze, che non otterranno mai lo stesso risultato di un tessuto integro.
Però, se lavoriamo con impegno e dedichiamo al cucciolo il tempo sufficiente, potremo almeno arrivarci vicino.

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26 Commenti

  1. Vedere i cuccioli come si sono rapportati tra loro, con la mamma e con il papa’ e’ stato fantastico.
    Tremendamente costoso, lo ammetto.
    Ho constatato pero’ che moltissime persone mi hanno chiesto i cuccioli prima dei 60 giorni. Ho letto anche di persone che hanno preso il loro cucciolo prima dei 60 giorni, con il consenso del veterinario(?!). Io so che ho firmato un documento dell’ enci ove mi impegnavo a tenere presso di me i cuccioli per 60 giorni e che dovevo farli visionare se l’ enci lo avesse richiesto.
    Ora, non so fino a che punto vengono a controllare pero’ almeno lo scrivono e se firmi il foglio, almeno dovresti saperlo….

    Ora, togliere i cuccioli alla mamma e ai suoi fratellini non so cosa dia di piu’ ad una persona. Sono contenti a svegliarsi ogni 4/5 ore per farli mangiare?
    Sollecitarli per far fare loro i bisogni? Boh, spiegatemelo perche’ io non lo capisco proprio.

    • non credo che questi soggetti se ne curino molto, dei cuccioli. per loro è solo un fastidio, e probabilmente neanche lo sanno che i cuccioli vanno stimolati per fare i bisogni, e mangiano ogni 3/4 ore 🙁
      quindi non oso immaginare se gli si parlasse di socializzazione.. sob. certa gente si dovrebbe comprare al massimo un furby…o quegli inquietanti cani/gatti elettronici. (o.t. fanno orrore solo a me quei cosi?)

    • A me purtroppo tanta gente ha continuato a chiedere cuccioli di 40 giorni o di tagliare la coda, e quando dicevo, per entrambe le cose, che è vietato, mi rispondevano “sì sì lo so… ma io so anche che volendo…. voi allevatori…. via, ce n’è di allevatori disposti a farlo, no?” e io annegavo nel raccapriccio… per poi rispondere “Ah, bene, mi dica allora nomi e cognomi…. e vada pure da questi se vuole, perché i miei cuccioli restano a casa fino a 60 giorni e si tengono le loro bellissime code.”

      Avrò fatto male? Ho ancora una cucciola che non ha trovato una casa e ormai ha sette mesi! 🙂 Ma io piuttosto che darla al primo che capita me la tengo!

      • Beati voi in Italia che tutto sommato state cinofilicamente abastanza bene. In Messico, dove io vivo, la situazione e’ abastanza eggiore sotto vari punti di vista. I cani vengono abitualmente ceduti súbito dopo lo svezzamento, quindi quanto detto da Valeria nel suo articolo, qui da noi sarebbe da applicare nelle situazioni normali, non in quelle eccezionali. E per i tagli di coda ed orecchie… anche quelle sono considérate normali e soprattutto in certe razze diventa difficile trovare un cucciolo integro. Visto che anche ai meticci simil… gli si tagliano per farli “somigliare di piu” alle corrispondenti razze.
        Ovviamente Balrog e’ integro (ha coda ed orecchie) anche perche io e mia moglie cercavamo un cucciolo con queste caratteristiche; ma ci e’ stato consegnato a 32 giorni (come da tradizione messicana) e se per cacche e pipi ce ne siamo semplicemente fregati. Limitandoci a puliré piu spesso. Invece per il morso mi ci sono messo di impegno e lasciandogli mordere le mie mani, usando dei guanti di pelle spessa, e imitando il cain alla perfezione, sono riuscito a far si che non mi facesse male. E adesso che ha 9 mesi non ho piu bisogno dei guanti perche dosa benissimo la forza del suo morso

      • Credo che tutti gli allevatori seri siano come te e non si lascino condizionare e lusingare da certe proposte. Tra l’altro chi vuole farsi un nome in questo campo ha tutto l’interesse ad allevare cuccioli equilibrati e sereni. Poi c’è il discorso della bellezza, per chi fa expo è importante quanto il carattere, ma per chi vuole un cane da compagnia quel che conta è soprattutto avere un cane affettuoso, vivace, sano ed equilibrato. Per quanto riguarda la coda le mie non l’hanno, ma hanno già una certa età; dovessi prendere un altro cocker lo vorrei sicuramente con la coda.

  2. Fino ad ora ho avuto tre cani, tutti cocker. Il primo, un maschio, lo portò a casa mio marito da uno pseudo-allevamento, ma secondo me proveniva da uno di quei canifici nell’est Europa. Era molto piccolo; secondo il cagnaro aveva 60 gg, ma a parer mio non ne aveva più di 30: si reggeva a malapena sulle sampette e mangiava a da solo con fatica. Ricordo che allora sgridai pesantemente mio marito per questo colpo di testa, ma che fare? Riportare il cucciolo al canile non se ne parlava nemmeno…ce lo tenemmo con tutti i problemi di salute e di comportamento che ne conseguirono. Jasper, così si chiamava, è stato con noi 14 anni e poi se n’è andato per un tumore alla prostata. Il giorno della sua dipartita è stato un giorno tragico per tutta la famiglia e per me in particolare perchè nonostante i suoi problemi e le sue fobie, è stato un bravo cane.
    Dopo un anno abbiamo preso Jodie, una blu roana di due mesi e mezzo in un allevamento serio: la differenza è stata da subito abissale. Lei è equilibratissima, affettuosa, intelligente, insomma: un cane stupendo! Dopo un anno ci è stata affidata un’altra cockera, già adulta, cresciuta nel medesimo allevamento. Anche questa manifesta le stesse doti di eqilibrio e serenità pur essendo meno intelligente e meno vivaca della prima. Ora abbiamo due cagnette affettuose e dolcissime che ci fanno grande compagnia. Conclusione: mai cani troppo piccoli e MAI cani presi da cagnari.

  3. quando presi mya da un contadino, andai a sceglierla a 30 gg, erano 6, 3 maschi e 3 femmine, un maschio e una femmina a coppie, uguali fra loro, 2 rossi, due pezzati bianconeri 2 pezzati tricolori…
    ecco, ne mancava già una…a 30 gg… il signore che l’ha presa l’ha volta piccola “così si attacca di più”
    io chiesi espressamente loro di tenermela fino 2 mesi che deve stare con mamma
    quando andai a prenderla che comunque mancavano 2 o 3 gg ai 2 mesi (2 o 3 gg dai non fa niente) c’era rimasta solo lei
    quando presi leo, 45 gg… ssmpre da un contadino, era un rientro, a 40 gg li avevano dari via ma lui era tornato indietro perchè mordeva… ettecredo…e chi gli ha dato gli stop a 40 gg ancora?
    ovviamente lo rpesimo noi tanto sennò lo davano a qualcunaltro, ma… la mancanza di quei 20 gg in più, il distacco con rientro e ridistacco prima dei 2 mesi e il fatto che siano cresciuti “selvatici” senza nessuna intromissione dell’uomo (io ci lavoro un sacco sulla cucciolata!) ha fatto si che, per metterlo a posto un po ci sono voluti 3-4 mesi…

    un disastro davvero…

    sono più quelli che sento dati via troppo piccoli che troppo grando.

  4. La madre di un amico ha voluto a tutti i costi prendere il suo micio prematuramente. Quando le ho chiesto il perchè mi ha risposto che voleva “nutrirlo lei col biberon”. Io ero basita.
    In molti vogliono prendere il cucciolo “quanto prima”.
    C’è chi è convinto che prendendolo prima “si affezioni di più”, ma penso che nella maggior parte dei casi dietro questo desiderio ci siano stati borderline di desiderio di maternità frustrato e un TITANICO egoismo.

  5. Articolo molto interessante e completo, grazie!
    aggiungo che ci sono paesi come quello in cui vivo, che invece di considerare delinquenti coloro che fanno cucciolate a casaccio, permettono loro di ucciderli entro i 5 gg di vita 😉 così di fatto non hanno randagi! vale sia per i cani che per i gatti, e questo al posto di obbligare la sterilizzazione!

  6. Grazie mille, ho il sospetto che la mia email sia una delle tante che chiedeva aiuto per un cucciolo mordace. Non immagini quanto sia sollevata dal fatto che la presa al collo sia accettabile, ormai non sapevo più come trattenere la irruenza del mio cucciolo di squalo (sembra veramente uno squalo quando salta a bocca aperta e fa anche rumore quando chiudi i denti di scatto). Ma quanto deve durare la presa, finché lui non si calma? Poi appena si calma amici come prima, giusto?

  7. io ho scelto la mia bastardina da una privata alla seconda cucciolata. era la mia primissima esperianza e tutto ciò che sapevo sui cuccioli l’avevo imparato da un libbriccino “come crescere un cucciolo”. quando ho scelto Hachi aveva due giorni di vita e sembrava più un ratto che un cane. la padrona mi assicurò che me l’avrebbe consegnato dopo due mesi… morale, me la consegnò a 45 giorni nonostante le mie proteste sostenendo di averli già dati via tutti e che sarebbe partita due giorni dopo per le vacanze…

  8. Ciao a tutti! Io ho avuto, circa 30 anni fa, un cucciolo di 27 giorni “perche` altrimenti lo buttiamo” testuali parole, gli altri 2 fratellini anche sono stati adottati quello stesso giorno. A parte tutti i problemi per nutrirlo (non sapevamo mai se aveva mangiato abbastanza o troppo) e per la pipi` (ma pazienza!) non mordeva molto e crescendo si e` rivelato un cane socievole sia con la gente che con cani e gatti.
    Io il problema maggiore l`ho avuto per la nanna. Cosi` piccolo non me la sono sentita di farlo dirmire da solo e veramente anche il veterinario di allora mi aveva detto che sarebbe stato meglio farlo dirmire con qualcuno. Ora Blu era piccolissimo e voleva dormire “sotto” la pancia, la mia. Per un casino di tempo non ho potuto dormire la notte per paura di schiacciarlo, poi per fortuna ha preso a dormire “sopra” la pancia, non mi potevo girare ma almeno potevo dormire. La domanda quindi e`: come fare per la nanna se capita un cucciolo cosi` piccolo e piccolo pure di taglia? Grazie!

    • @Ermanna che strano veterinario che conosci ^.^ mio nonno tanti e tanti anni fa (per la serie c’era una volta) come metodo usava: la cuccia imbottita con una copertina di lana accanto al letto, proprio attaccata per la precisione, del genere: se mentre dormi ti cade il braccio, finisce nella cuccia. Per non far sentire il piccolo solo, insieme alla copertina metteva una camicia o una maglietta o una vestaglia di mia nonna. Ovviamente pulita ma comunque il cucciolo riconosce l’odore dei suoi umani di riferimento, cosa che dovrebbe farlo sentire al sicuro abbastanza da non salire sul letto. Anche a me piace l’idea di dormire con il proprio cane ma nel caso di un cucciolo futura stazza grande, abituarlo giù dal letto è più comodo (tranne in inverno se l’impianto di riscaldamento non parte per un guasto ^_^)

    • @Ermanna ti dico la verità XD ti ho scritto che era il metodo di mio nonno, mica il mio, di solito mi alzavo e il cane dormiva con me 😀 ho sempre pensato che mio nonno lo sapesse perfettamente

  9. [email protected] Eh eh eh! Mi immagino la scena…Bhe io dormo e ho sempre dormito coi cani, anche grossi e russosi, ora con due di 18 e 11 chili e il marito di 70 in un piiiiiccolo letto dell`Ikea, un po` stretti ma ci arriagiamo. Il problema del cucciolo era che avevo anche provato a metterlo in una piccola cesta imbottita vicino alla mia testa in modo che mi sentisse ma lui voleva proprio il contatto fisico e francamente penso che fosse un suo diritto. Quando arrancava su nella cesta cercando di raggiungermi uggiolando strappava il cuore. Io avevo una capacita` di sopportazione di massimo 3 secondi poi lo prendevo. Aveva un mese di vita! Avevo paura che crescesse deprivato del contatto, insomma non era solo una questone di sentimento ma anche di ragionamento. Ho cercato di creare per lui le condizioni il piu` possibili simili a quelle se fosse stato con la mamma. Purtroppo come fratellino aveva solo un gatto ma si sono subito affezionati e giocavano insieme e anche se non e`statao certo come avere un vero fratello Fufi faceva bene le veci. Quando ha avuto 4 o 5 mesi mio padre diceva che andava abituato a dormire da solo e mia mamma aveva preparato una cuccetta vicino al letto in stile tuo nonno. Io mi sono addormentata toccandolo. Poi la notte mi sveglio a controllare a Blu era sparito!!! Panico! Quei due fetenti che mi hanno generato se lo erano portato in mezzo nel lettone col gatto ‘perche` lo abbiamo sentito fare delle vocine e tu dormivi”…come educatori di cani facciamo schifo geneticamente ^o^

  10. Con Hachi non è stato difficile, la prima notte sono stata sul divano di fianco alla sua cesta, non ho dormito veramente perchè mi svegliavo ogni volta che piangeva un po’, gli parlavo e lo avvolgevo in un mio maglione di lana che è tuttora la sua copertina di Linus e tornava a dormire al suo posto. Già la seconda notte l’abbiamo fatto addormentare sulle nostre gambe e poi lo mettevamo nella sua cuccia dentro il recinto per cuccioli e lì si è abituato a meraviglia. Penso che siamo stati mooolllto agevolati dal suo carattere, è estremamente indipendente, per niente pauroso o insicuro, quindi penso che già si sentissi un cane grande capace di fare tutto da solo, anche dormire. L’unico neo è che ha un sonno da 5 ore spaccate, quindi dobbiamo gestire noi quando metterlo a letto per evitare che magari ci svegli alle 3 o 4 di notte.

  11. La mia Laikina, una meticcia col musetto da Jack Russell, ha vissuto dal giorno della sua nascita fino ai 3 mesi di vita con i fratelli e la mamma. Stavano tutti insieme in giardino e alla sera andavano a dormire in una piccolissima casetta di legno utilizzata da rifugio per gli attrezzi. Era la più vivace della combriccola. Quando la portammo a casa, lasciò immediatamente un ricordino molle molle in cucina e iniziò a piangere guardandoci con i suoi occhietti languidi. La presi in braccio per confortarla, la sera stessa le preparammo una cestina in cucina per non farla dormire nella nostra camera e solo quella notte pianse un poco. Il giorno successivo la portammo dal veterinario per programmare le vaccinazioni e sverminarla. Il veterinario ci raccomandò sin da subito ad abituarla alla presenza della gente. Inizialmente non le concedemmo di entrare in tutte le stanze le ponevamo dei divieti dicendole” chi ti ha detto di…..” al suono di queste poche parole tirava indietro le orecchie e si accucciava. Sono bastati pochissimi giorni affinchè lei capisse di fare i suoi bisogni sul giornale. Intorno ai 6-7 mesi le demmo il permesso a tutte le stanze dell’appartamento. Non so se siamo stati bravi ad educarla so di certo che siamo stati fortunati è sempre stata obbediente, la si poteva portare tranquillamente nelle case dei nostri amici perchè era tranquilla e quindi ben accetta. Dove eravamo noi c’era lei sia in montagna, al mare che nei ristoranti, bastava che si accucciasse sotto la sedia di mio marito e da lì non si muoveva fino a che non ci si alzava. Purtroppo per problemi alla valvola mitralica all’età di 10 anni ci ha lasciati. Sicuramente, per esperienza personale, non vorrei mai un cucciolo con 1 – 2 mesi di vita perchè farlo vivere a contatto con la mamma e i fratelli per almeno 3 mesi non può far altro che bene.

  12. Okay, sto rileggendo tutti i commenti e mi rendo conto che sì. Il mio gatto era probabilmente troppo piccolo quando ce lo hanno dato. (Per la cronaca non lo abbiamo scelto noi. Spevamo di un micino bianconero che cercava casa in quanto la ex padrona aveva la casa sovraffollata di gatti e abbiamo accettato di adottarlo.)

    Già sospettavamo fosse troppo piccolo, in quanto camminava barcollando e la sua stazza era decisamente minuta.
    In più ripensandoci, mi rendo conto che spesso, al mattino, me lo ritrovavo dentro al letto sotto la pancia. (Lo facevo dormire sul mio letto. Evidentemente dopo un po’ ci si infilava dentro perchè aveva freddo.)
    Questo spiega anche -probabilmente- il carattere di mer-…pessimo che si ritrova e tutte le paturnie che ha. Dopodomani lo portiamo a castrare e spero che un po’ si ripigli..

  13. eccomi, presente!
    asdrubale, pinschernano, è entrato nella nostra vita a 45 gg di vita.
    abbandonato da mammasua (e ampiamente mozzicato, cicatricine sul cranietto come prova lampante) l’ho preso dal suo umano…un veterinario (che non aveva fatto in tempo a sterilizzar la sua cana…io gli ho anche creduto, poi chissà…) che dopo averlo svezzato ce lo ha affidato.
    inizio in salita…rognosetto già di razza, non socializzato, capitato con due umani gattari che di cani avevan solo letto tanto prima di decidere di prendere lui, la iena suprema.
    a distanza di tre anni è sicuramente amato…e anche migliorato (anche se molti problemi ci sono ancora ehhallagrande), ora il sangue (nostro) in casa non scorre più a fiumi (qualche pinzata parte ancora anche se mai verso di me, ora io son salva e…son soddisfazioni!)…ma rimane un canino problematico, nonostante le ore passate al parco cercando socializzazioni con chiunque, umani e cani… nonostante l’incredibile disponibilità trovata in sconosciuti con cani equilibrati (e di sana salute fidata…insomma non avendo tutte le vaccinazioni comunque le sue uscite controllate ci son state fin da subito).
    nonostante la pazienza, la cura, le letture di testi specifici e siti dedicati… son quasi certa che la sua vita sarebbe stata differente con un’infanzia più normale…
    senza saperlo avevo capito con le prove sul campo che “schienarlo per sottometterlo” come suggerito dai più…non poteva funzionare (son riuscita a toccargli la pancia, con le coccole, solo ad un anno e mezzo, lui pancia all’aria non ci si metteva manco da cucciolo)…
    ma bloccarlo di lato, dal muso…è una mossa che mi è venuta naturale (e da me ma ahimè solo da me, la accetta con serenità, dal mio compagno…..no).
    parlatene di più, non se ne dice granchè, anche nelle chiacchiere da parchetto…ma funziona, placa il momento di delirio di un esserino ingestibile e violentissimo pronto a far male ma soprattutto a farsi male ed è molto meno invasiva (rischiosa, pesante, spesso impraticabile causa sgusciabilità stile anguilla) di uno schienamento (che, sicuramente sbagliando…ma non è mai entrato nelle nostre corde, di adrubale e mie insomma).

  14. Eva è entrata in famiglia che non aveva neppure un mese, grossi problemi di salute e una minaccia di soppressione. Se non l’avessi tenuta, pur essendo a conoscenza delle problematiche del caso, ora non sarebbe qui. Ho la fortuna di avere un cane di 10 anni maschio molto equilibrato che le ha fatto un po’ da maestro ma sto cercando un centro a Roma per fare un po’ di incontri con un educatore professionista perché nonostante tutto ha ancora molte paure.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.