martedì 22 Settembre 2020

Orrore, orrore… l’educatore vuole tenere il cane a casa sua per un mese!

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

educatoredi VALERIA ROSSI –  Che i gruppi di Facebook, aperti o chiusi che siano (tanto è la stessa cosa, perché qualcuno che “fa uscire le notizie” anche dai gruppi chiusi si trova sempre), siano diventati un ricettacolo di illazioni e sputtanamenti cinofili reciproci è ormai cosa talmente nota che, personalmente, sto facendo il possibile per tenermene alla larga.
Se inizialmente ero iscritta a millemila gruppi, oggi ne frequento (e anche sporadicamente) giusto un paio. Però, come dicevo, le notizie girano e degli sputtanamenti si viene sempre a conoscenza: in alcuni casi potendosi anche rendere conto di quanto essi siano basati sul nulla assoluto, perché frutto dei racconti di persone incompetenti che hanno magari travisato ciò che hanno visto, poi l’hanno riportato  a qualcuno che ce ne aggiunto un pezzo e poi l’ha riportato a qualcun altro che ci ha messo il carico da undici… e così via.
In compenso, se provi ad andare sul gruppo XY a spiegare cos’è successo davvero, o magari a difendere lo sputtanato di turno, vieni allegramente bannato: così le spiegazioni diventano impossibili e gli sputtanatori coatti possono continuare a parlare della stessa cosa (anche se slegatissima dalla realtà) per giorni e giorni.
Sono stata spesso protagonista (in veste di accusata) di episodi di questo tipo, che ormai mi lasciano abbastanza indifferente: o meglio, continuano a farmi girare le scatole, ma alzo le spalle e vado avanti.
Stavolta, però, l’accusata non sono io, ma una persona che conosco bene, che ho visto lavorare e della quale conosco anche la presunta “vittima”,  un cane sordocieco che sarebbe stato platealmente malmenato dai suoi cani tutor.
Visto che si è subito approfittato dell’occasione per spalar merda sui cani tutor, che continuo a ritenere l’unica VERA innovazione cinofila degli ultimi vent’anni – e che ritengo capace di fare vere “magie” – ci terrei a precisare alcune cosette, per poi passare all’argomento di cui parlo nel titolo.
Allora: tanto per cominciare, il “povero cagnolino sordocieco” di cui si parla non è stato aggredito da nessuno: è stato lui ad aggredire il cane tutor, così come regolarmente, e da molto tempo, aggredisce le due proprietarie. Una di loro, che ci terrebbe moltissimo a recuperare il cane, mi ha mandato le foto delle montagne di lividi che entrambe hanno su tutto il corpo: e per fortuna il cane si limita a pinzare e non morde con troppa convinzione, perché altrimenti le cose si sarebbero messe molto peggio.
Sta di fatto che il cane, bambinizzato all’inverosimile (soprattutto da una delle due) morde non solo per autodifesa, ma anche perché ha imparato che questo è il modo migliore per ottenere ciò che vuole.
E’ un cane con un gravissimo handicap, questo sì… ma è anche il classico “bambino viziato” che si impone con la violenza, perché ha capito che la violenza funziona.  Quindi “poverino” sì, ma fino a un certo punto: non è che il fatto di avere un handicap autorizzi un cane (e neppure una persona, se è per questo) a fare quello che gli pare e piace.
Comunque, la cosa vale anche per i rapporti tra cani: quando si trova in difficoltà, lui li attacca.
Ed è ciò che ha fatto con il cane lupo cecoslovacco che cercava di instaurare un rapporto con lui, e che vedendosi aggredito ha risposto chiudendolo contro la rete e bloccandolo. Dopodiché, da bravo lupo cecoslovacco, ha risposto all’ulteriore provocazione con un’aggressione scenografica, ma assolutamente ritualizzata , dalla quale il cane sordocieco è uscito senza che gli fosse strappato un solo pelo (o vabbe’, forse qualche pelo sì: ma di sicuro non è stato bucato).
A fronte di questa “sceneggiata napoletana”, come chiamo io gli scontri ritualizzati, alcuni dei presenti sono stati presi dal panico: succede, purtroppo, quando i presenti non sono persone dotate della sufficiente competenza cinofila. Se poi aggiungiamo che la cinofilia new age continua a passare il messaggio che il cane non deve mai subire alcuno stress,  perché “poveriiiiiino”  si traumatizza… ecco che una semplice zuffa rituale può apparire come qualcosa di abominevole, mentre è una normalissima espressione dell’etogramma canino.

tutorgraziaNON è, invece, un’espressione del programma “cani tutor”: e questo è il caso di sottolinearlo, perché molti di coloro che rifiutano di conoscere questo metodo (che ottiene risultati rapidi a basso costo, e sul quale quindi è impossibile mangiar soldi alla gente: quindi dà molto fastidio) si son messi a spalar fango a tutto spiano sostenendo che “i cani tutor aggrediscono gli altri cani” e altre piacevolezze del genere.
In realtà il metodo “cani tutor” si svolge sempre e solo in totale sicurezza, quasi sempre con i cani al guinzaglio (se e quando vengono liberati è perché si ormai la certezza più che consolidata che il problema è stato risolto).
Il metodo “cani tutor” pur prendendone spunto, non ha neppure nulla a che vedere con quello dei “teaching dogs” al quale viene invece assimilato, dimostrando così l’assoluta e totale NON conoscenza di ciò di cui si parla.
Ma soprattutto: quando un cane è stato formato come tutor, non è che “faccia il tutor” in ogni istante della vita sua. Quando non sta lavorando all’interno del programma, fa il CANE! E ci mancherebbe altro.
Pensare che un tutor lo sia 24h/24 è come pensare che siccome io faccio la scribacchina mi debba sentire obbligata a scrivere un articolo su ogni pizza che ho mangiato con gli amici, o su ogni passeggiata che faccio con la Bisturi, o su ogni aranciata che mi bevo al bar. Santiddio, i cani tutor (cosi come gli scribacchini) hanno anche una vita!
E hanno anche una loro vita sociale nella quale possono anche venire “utilizzati”  (brutto termine, ma passatemelo) come “tester”  per vedere come si comporta un altro cane: in pratica, si possono mollare liberi a giocare (o a litigare, perché succede, tra cani, che ci piaccia o meno) osservandone i comportamenti, ma senza che questo abbia nulla a che vedere con il programma “tutor”.
Ovviamente, come tester, si usano solo cani che (tutor o mica tutor che siano) ci danno le massime garanzie di sicurezza: insomma, cani che magari fanno sceneggiate, ma non mordono nessuno.
Ed è esattamente quel che è successo nel caso in esame… solo che, purtroppo, la sceneggiata è stata male interpretata e si è cominciato a ricamarci sopra, sia dai presenti (e fin qui, passi…) che da chi non c’era e non ha visto un beatissimo tubo.
Il cane è stato considerato “aggredito” dalla stessa persona che si è fatta mordere da lui per mesi (o forse anni, non lo so) e che ha rifiutato a lungo, categoricamente, di impedirgli di dormire sul cuscino delle proprietarie, posizione dalla quale, se per caso veniva disturbato, sferrava morsi alle loro teste.
Il “poverino”, secondo lei, doveva comunque restare lì. E vi sembra che un’umana di questo genere possa osservare il suo cane che viene “rimesso a posto” da un altro cane senza gridare allo scandalo, al maltrattamento, all’abominio?
Ovviamente no. Quindi l’ha presa male e ha cominciato a dire che il cane, dopo l’episodio, era rimasto così traumatizzato che “le aveva morse” (ma va’?!? Ma è quello che fa da sempre, indipendentemente dal fatto che abbia litigato o meno con un altro cane!).
Per fortuna esiste un video, che vi mostro qui sotto, nel quale si vede il cane subito dopo la cosiddetta “aggressione traumatica”: come chiunque può vedere, è davvero sull’orlo del suicidio (quello con cui sta interagendo è uno dei due “lupi cattivi” che l’avrebbero platealmente malmenato)!


L’educatrice ha, sì, commesso un errore: quello di lavorare in presenza dei proprietari.
Il che ci porta, finalmente, all’oggetto dell’articolo: è così drammatico, è così folle, è così traumatizzante pensare di tenere a casa propria (intesa come “casa”, e non certo come “cane sbattuto in un box”) un soggetto i cui problemi comportamentali sono strettissimamente legati proprio ai suoi umani di riferimento?
Posso assicurarvi che NO,  non è drammatico (neanche per il cane, tolte forse le primissime ore in cui si sente un po’ spaesato). E non è sicuramente folle, visto che l’ho fatto personalmente per una decina d’anni e che i risultati sono stati, a mio avviso, più che soddisfacenti.

tutorgrrMa perché l’ho fatto?
In uno dei commenti più deliranti nel gruppo di cui sopra si legge: “oltre a chiedere ad educatori (o pseudo tali) di “addestrare” il cane per poi riconsegnarlo “imparato”, ci sono anche persone che ospitano a casa propria cani a pensione sottoponendo i loro stessi cani a stress indicibili. Dove è il benessere animale? Empatizzo con questi poveri cani che devono subire in continuazione invasioni da parte di cani estranei, più o meno aggressivi… per me è atroce!”
Ullallà, lo stress indicibile! Per non parlare delle “continue aggressioni da parte di cani estranei”… un vero film dell’orrore!
Personalmente, in moltissimi casi di aggressività grave, ho scelto di portare il cane a casa con me per un motivo estremamente semplice: perché il cane, lo stress indicibile, lo subiva a casa sua.
I cani bambinizzati che diventano aggressivi e arroganti SONO cani stressati. I cani che mordono per iperprotettività, per l’ossessivo bisogno di difendere i propri umani da tutto e da tutti, SONO cani stressati.
Anche i cani “maltrattati in buona fede” da persone che ritengono che sia normalissimo togliergli la ciotola da sotto il naso, o costringerli a subire le vere e proprie aggressioni dei bambini di casa, sono cani stressati.
E’ possibile, in questi casi, lavorare con i proprietari?
A volte, assolutamente, NO. Ed è sicuramente il caso del cane di cui stiamo parlando.
Una delle due proprietarie, infatti, oltre a non possedere la minima cognizione cinofila/etologica, è una persona incapace di accettare il solo fatto di aver sbagliato qualcosa: quando io ho visto per la prima (ed unica) volta il cane, mentre parlavo con l’altra proprietaria che mi spiegava tutti i problemi con cui dovevano convivere, lei non è neppure scesa dalla macchina perché era assolutamente contraria alla sola idea che il suo cane avesse bisogno dell’aiuto di persone più competenti di lei.
Lavorare con una persona simile, ammesso e non concesso che possa portare a qualche risultato, richiede tempi infinitamente lunghi: perché tu puoi fare tutto ciò che ritieni giusto per il cane, ma poi lei, tornata a casa, ricomincerà a comportarsi esattamente come prima vanificando tutto.
Mi è capitato almeno una decina di volte di trovarmi di fronte a casi come questo: e certo, per l’educatore può anche essere una pacchia… perché – sempre che il proprietario non decida a un certo punto di mollarti perché gli sei diventato antipatico dopo avergli chiesto per favore di non fare a casa l’esatto contrario di ciò che gli hai suggerito – un lavoro così può richiedere mesi, se non anni. E intanto gli umani pagano, ottima cosa per l’educatore. Ma per il CANE?
La domanda “dov’è il benessere animale?” me la faccio io, stavolta.
Perché il benessere animale consiste nel far superare al cane i suoi problemi nel più breve tempo possibile, evitandogli il più possibile conflitti e confusioni, restituendogli la sua caninità e quella serenità che, a casa sua, non ha mai conosciuto.
Per questo, a certe persone, il cane preferisco sottrarlo per qualche tempo: per SALVARE il cane da una situazione che non è – evidentemente – in grado di sopportare (altrimenti non sarebbe mai diventato aggressivo e/o mordace).
Dunque, quando sento parlare di “lavorare a qualsiasi costo a fianco dei proprietari”, il mio immediato timore è che si pensi proprio agli umani, anziché al cane. Sono LORO che vogliamo soddisfare, gratificare, far sentire importanti eccetera eccetera… e da qui a pensare che questo avvenga perché sono loro che pagano, purtroppo, il passo è breve.

tutorgrr2Non dico che sia sempre così, eh.
In alcuni casi c’è sicuramente della buona fede alle spalle. Un po’ perché tutte le scuole spingono moltissimo sul concetto del lavoro “cane-padrone” (che mi sta benissimo quando si parla di addestramento, tanto che sono stata una delle prime ad introdurlo in Italia: ma qui stiamo parlando di recuperi comportamentali, che sono tutt’altra cosa), un po’ perché si teme che il cane recuperato in un nuovo ambiente, una volta reintrodotto in famiglia, possa avere una regressione.
E certamente ce l’avrà, se non si lavora anche SUI proprietari e non gli si spiega esattamente quello che devono fare, come e perché: ma un conto è farlo mentre il cane è lì che tenta di masticarsi gli umani, e un altro è farlo quando il cane ha recuperato la sua serenità e ha smesso di manifestare comportamenti problematici.
Anche perché una cosa è assolutamente certa: i proprietari che sono stati morsi hanno paura del loro cane.
E far capire certi concetti a una persona impaurita sarà anche possibile, non dico di no… ma di sicuro è moooolto più difficile che farli capire a una persona che vede il cane rilassato e giocoso.
Dunque, perché sarebbe così “orribile” tenersi il cane in casa per un mesetto, togliendolo da un ambiente che l’ha portato all’esasperazione e facendogli capire che c’è un altro modo di vivere?
Perché il cane dovrebbe essere traumatizzato da questa esperienza? E perché dovrebbero esserlo i cani di casa, se sono abituati a “ricevere ospiti” e ad interagire con loro?
I cani, fino a prova contraria, sono animali sociali: ovvio che non li farai interagire fin dal primo istante con un cane mordace… ma una volta iniziato il percorso di recupero, i cani di casa possono essere ottimi partner in questo lavoro: e se sono cani ben socializzati, si divertono a giocare con i nuovi amici.
Ebbene sì: a casa mia i cani si sono sempre soprattutto divertiti.  Anche perché io sono sempre stata convinta (e convinta resto) che il primo passo per superare i problemi comportamentali siano la libertà e l’esercizio fisico. Quindi i cani, da me, soprattutto correvano liberi e giocavano (con me o con i miei cani). Poi, certamente, dentro casa ricevevano chiare indicazioni sulle regole: questo si può fare, questo no. Questo mi fa piacere, questo no.  Questo è il tuo compito, se lo svolgi bene verrai lodato e premiato.
E sapete una cosa? Nove volte su dieci, la pura e semplice chiarezza bastava a rilassare il cane e a farlo diventare allegramente collaborativo, anziché ringhioso e sulla difensiva. Perché i cani sono esseri semplici, che hanno bisogno di indicazioni semplici: vogliono sapere chi sono, con chi stanno e cosa ci stanno a fare lì.
Tecnicamente si chiama “socioreferenza”, ma in pratica significa solo che il cane aggressivo è quasi sempre – e solo – un cane confuso: quando si chiarisce le idee, gli si apre un modo nuovo e mooooolto più sereno di quello in cui viveva prima.
Io sono profondamente convinta di una cosa: i cani confusi sono (anche se in buona fede) cani maltrattati. Magari solo psicologicamente, ma sono maltrattati di brutto.
Ora mi piacerebbe sapere perché nessuno si è mai sognato di utilizzare con le persone lo stesso criterio che si usa con i cani: se una donna è vittima di un marito violento, non necessariamente manesco ma anche solo verbalmente violento… chi è che pensa di “fare un percorso insieme” e di lavorare con questa donna tenendola accanto a lui?
A me risulta che il primo consiglio che viene dato a queste donne sia quello di lasciare compagni di questo tipo.
Perché, invece, dovremmo costringere i cani a continuare ad averci a che fare, e dunque a continuare a subire la presenza di chi è stato causa prima di tutti i loro problemi?
Certo, l’esempio può sembrare un po’ forte: però a me sembra piuttosto pertinente, e inviterei tutti gli “orripilati dall’atrocità” a rifletterci sopra.

Certo, se gli orripilati pensano che i cani “portati via” vengano sottratti al proprietario perché si intende prenderli a botte… allora posso capire i loro timori.
Ma sicuramente non è mai stato il mio caso, così come non è MAI il caso degli operatori di cani tutor.
In un altro dei commenti sul gruppo FB (commento scritto da persona che, almeno in due casi a me noti, ha consigliato l’eutanasia per cani con problemi di leggera aggressività) si legge che l’educatrice che ha proposto un periodo di “pensione” va fermata.
Il tutto senza neppure conoscerla, solo per sentito dire, in base alle dichiarazioni di una proprietaria che – ripeto – non è neanche scesa dalla macchina mentre si valutava il suo cane.
A me sembra che una cosa, sì, vada fermata di sicuro: lo sputtanamento a vanvera.
Così come andrebbero fermate tutte le dichiarazioni di chi critica (ferocemente e a suon di insulti) metodi che non conosce, dei quali sa solo un’immane accozzaglia di cavolate riferite da gente che, a sua volta, non ha mai visto neppure una singola seduta di quel metodo… ma è troppo presuntuoso per pensare “fammi un po’ vedere di cosa si tratta”.
Ovviamente è difficile fermare gli sputtanatori a vanvera quando questi agiscono all’interno di un gruppo chiuso e bannano chiunque cerchi di dare spiegazioni… però andrebbe fermata eccome, questa cinofilia da PC che sta davvero mostrando il lato più becero e marcio della sua parte umana.

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146 Commenti

  1. Scusa Davide,ma tu chi sei????Che competenze ritieni di avere????
    Hai mai visto lavorare Valeria????
    Io si,l’ho vista lavorare e la conosco come persona e la ritengo un’amica…
    Non mi piacciono i tuoi commenti da “so tutto io”…
    Parli parli ma alla fine sai fare qualcosa????
    Io non saprò fare tanto,ma almeno non pecco di presunzione….
    Se poi non condividi determinate cose…
    Che ci fai ancora qui????
    E cmq…invece di criticare…
    IMPARA DA VALERIA!!!!!
    CHE E’MEGLIO!!!!!!!!!!!

  2. Visto che ho collezionato tanti ditini rossi con piacere, posso dire che non bisogna dimenticare il fenomeno della curiosità umana — appena si nasconde un post, la gente si tuffa a cliccare con grande avidità per vedere che cosa orribile è stato scritto!
    Così — bimbi, avanti con i pollici rossi….

  3. Vedere tutti i commenti pro cani Tutor, Mangini, Grazia etc. sparire perchè considerati sgradevoli e riuscire a rivedere solo i messaggi a favore delle proprietarie (mamme, padrone, umane scegliete voi il sostantivo che più vi piace) da a vedere che c’è poca apertura mentale nei confronti di altre scuole di pensiero.

    Non vi piace il metodo cani Tutor? Vi stanno antipatici Mangini e Grazia e i loro cani? Bene, mi fa piacere ed è un problema vostro, ma da qui a “boicottarlo” nascondendo tutto ciò che viene detto di positivo nei loro confronti mi fa sembrare di esser tornata alle scuole elementari.

    Non so chi riuscirà a leggere questo messaggio prima che venga eclissato dal ditino rosso ma se tra questi ci sono i diretti interessati io mi vergognerei, almeno scrivere delle critiche sarebbe stato un comportamento adulto. Se poi queste critiche fossero state costruttive sarebbe meglio e utilizzando fatti realmente accaduti perchè dietro un generico ”Ho visto molti cani rovinati dall’etichetta di cane tutor” si può nascondere anche la mia vicina di casa che spaccia il suo cagnetto isterico per cane tutor e in quel caso come detto da Claudio Mangini ci sono gli estremi per una citazione in giudizio.

    • …forse perché cerchi nel posto sbagliato? 🙂
      Se mandi però un tuo indirizzo mail valido, corredato di numero di telefono e dai tuoi dati personali a [email protected] ti spedisco la copia conforme della pratica 😉
      C’è anche da sottolineare una cosa – già espressa più volte: il meccanismo ed il marchio vennero registrati – MIO MALGRADO – perché alcuni Guru li vendevano come propri a cifre assurde (senza peraltro saperne nulla) facendo:
      1) disinformazione
      2) danni ai cani
      Se vuoi parliamo di questa vergogna; che ne dici?
      La lista dei Guru/cinofili è lunga e quello delle varie Associazioni pure. No problem a rendere PUBBLICA la lista dettagliata dei millantatori 😉
      Quando scrivo “MIO MALGRADO” è da intendere alla lettera.
      Creai il meccanismo per TUTTI i cani in difficoltà, non certo per i cinofili da marketing o per gli autoreferenziati copia/incollatori di ultima generazione.
      La mia porta è aperta a tutti per conoscere e per formarsi, ed il libro – con all’interno quella “bestemmia” chiamata “registrazione” (perché non ce ne sarebbe stato bisogno se alcuni esponenti del mondo cinofilo fossero stati onesti) è ormai di prossima pubblicazione; quindi alla portata di tutti come era nelle mie intenzione quando decifrai il meccanismo.

    • Probabilmente, la spiegazione più plausibile è che il marchio è stato depositato ma non ancora registrato..ergo…la pratica è ancora in sospeso

      • Oppure, semplicemente…la pratica non è mai stata presentata…chissà? Perché i marchi, anche se sono depositati ma non ancora registrati, dovrebbero comunque risultare cercando sul database…mah…

        • può essere… è però strano che marchi quali SIUA o Think Dog – stando nel settore cinofilo – non appaiano nemmeno loro…mah

          • Uscendo dal settoore cinofilo ed entrando nel merito di marchi e brevetti, un conto è un marchio registrato, un conto è il copyright,…mi sa che qualcuno qui sta facendo un po’ di confusione, e quel qualcuno non sono io…:-)

  4. Non facciamo disinformazione. La registrazione e tutela di un marchio serve ad impedire agli altri l’uso nell’appropriarsene paternità e meriti. Nulla di questo è stato fatto. Anzi, quì nessuno vuole averne a che fare. La tutela legale del marchio non è certo una tutela da criticha ma di millantare come proprie cose altrui. Fino a prova contraria, non c’è alcuna tutela giuridica in altro senso.
    Il resto sono opinioni non certo passibili di alcunche. Solo per correttezza di informazioni. Comunque mi è chiara la vostra posizione e io rimango della mia. Ciascuno può farsi l’idea che crede. Mi pare che si siano sviscerati tutti i punti.

  5. @Luca ti cito: “Portare un cane problematico ad aggredire e a subire una aggressione in risposta…omissis…era metodo cani tutor?”
    Rispondo: No; non esistono nel meccanismo aggressioni di invio/risposta da parte dei cani tutor, perché si lavora sugli arausal, sull’olfatto, sulle dinamiche relazionali, sulla gestione GUIDATA delle prossemiche e non certo sullo scontro o sul contatto.
    Ripeto: pensare il meccanismo “cani tutor” nella veste di un soggetto che prende iniziative, risponde come gli pare o insegna al cane paziente in modo autonomo è FALSO E FUORVIANTE.
    Alexa Capra nella sua disanima fa – come tutti del resto – una gran confusione mischiando maldestramente “teaching dogs” (Angela Stockdale), cani “socializzatori”, “palo”, “bianchi”, “regolatori”, etc etc.
    Lo ribadisco: tutto questo è “altro” che NON appartiene al meccanismo dei “Cani Tutor”; una serie di “altro” su cui NON entriamo nel merito.

    • Non parlo per la Capra. Dico però sia legittimo discutere e contestare un metodo in un gruppo chiuso di un centro cinofilo. Chiunque è legittimato a pensare e dichiarare che un metodo non gli piaccia e questa non è certo la verità assoluta ma una opinione. Che altri la condividano è legittimo. Cche altri non lo condividano è altrettanto legittimo. Si è sulla pagina di un centro cinofilo. Credo sia anche legittimo accomunare il metodo cani tutor al caso specifico quando la operatrice dichiara di avere cani tutor, di essere allieva di chi ha individuato il metodo e quando nei messaggi precedenti all’ultimo riconferma di usare il metodo. Oltretutto il troll sul gruppo non ha chiarito non fosse protocollo ma riconfermava essere metodo cani tutor. Apprezzo molto che ora Grazia abbia messo in discussione l’episodio e non sono certo qui a puntare il dito. Mi chiedo solo perchè la contestazione di un singolo episodio in un post privato sia stato preso a pretesto. Il fraintendimento in fin dei conti è stato creato dalla stessa operatrice e dal troll. Solo ora ha chiarito che non stava lavorando in protocollo. Direi che ci siamo chiariti a sufficienza. Direi che ciascuno ha ora maggiori elementi per farsi una idea. E nulla toglie che ciascuno possa rimanere della sua idea e anche dopo qualche spiegazione in più non condividere comunque il metodo cani tutor. Altri lo ameranno. Credo ci potesse essere un modo più ortodosso per chiarirsi, rispetto ad una piazzata pretestuosa facendo nomi e tirando in ballo clienti e casi personali.

      • @Luca: è certamente legittimo discutere, ma nella discussione che mi hanno copia/incollato NON c’è alcuna traccia di una discussione, bensì una serie di giudizi molto discutibili posti sulla base …del nulla.
        Alexa Capra non ha alcun elemento per valutare o meno la validità di un meccanismo che non conosce e non ha MAI visto posto in essere.
        Per questo la invito – e l’ho invitata – a fare un confronto diretto sul campo con me, visto che ne sono titolare.

      • perdonami Luca… ma il caso del gruppo chiuso è uscito su una bacheca pubblica… con testuali parole: “no…no mi riferivo a questo caso specifico in cui parlavano di cani tutor…e di come questi avessero aggredito il cane sordo e cieco.” (per non parlare delle parole di tante tante altre occasioni, perchè questa è una storia che và avanti da marzo)
        capisci ora cosa è passato dal “gruppo chiuso”? e non dal troll come lo chiami tu, ma da un membro vostro…
        che vi piaccia o meno un metodo, che peraltro non conoscete, non mi interessa… che si inventino cose non accadute magari un tantinello di più sì.
        Ho dei cani tutor, sono operatrice cani tutor ed è corretto, ma se faccio educazione di base, mantrailing o altro non uso il metodo cani tutor perchè non ci azzecca un bel niente, senza che ciò infici l’ affermazione precedente. Fortunatamente Claudio ama le teste pensanti, e anzi ci sprona verso discipline diverse proprio perchè ci si formi a 360°.
        Però ora basta, andiamo avanti tutti a lavorare con e per i cani. Questo son convinta sia il comune denominatore che dovrebbe tenerci un pò più uniti, tutti.

        • @Luca: non so se il tuo commento sia riferito a me, ma ti ricordo che non ho nessun motivo di “usare terzi per colpire qualcuno”; non è nella mia natura.
          Ho tutta la discussione copia/incollata, e quando leggo da Alexa Capra stessa una manica di scemenze del tipo:
          -“Non esiste nessuna differenza tra cani tutor e classi. Sono anni che vengono organizzati corsi in cui ti danno il patentino di teaching dog, di cane tutor, di quel che è.”
          -“La polemica c’è, eccome, per questo caso e questo tipo di procedura, così come per chi usa i cani con la scusa che sono tutor, li costringe a interagire o peggio li costringe a esibire certi comportamenti.”
          -“Ho visto molti cani rovinati dall’etichetta di cane tutor…”
          …mi chiedo chi sia lei per affermare queste cose.
          Io non ho gruppi segreti – o chiusi – in cui mi diverto a spalare merda sul prossimo peraltro senza saperne nulla, e la mia bacheca facebook è pubblica, quanto vuota di immondizia del genere.
          Ecco perché io invito al confronto sereno sul campo; confronto che con molta probabilità non avverrà mai e non certo per fattori a me riconducibili.

          • No, non mi riferivo a te. Intendo scrivere un articolo con dati di clienti e attribuire insulti di singoli ad una istruttrice che non ha affatto insultato. Già ho spiegato fino alla nausea che il malonteso del caso specifico equiparato al metodo cani tutor è stato creato dall’operatore e dal troll. Chiarito questo, la non condivisione dell’operato nel caso specifico rimane. E anche il separare un sordocieco dai proprietari rimane discutibile e discutibili sono anche le condizioni alle quali è stato proposto. Per alcuni eh. Detto questo e chiarito che il caso non era protocollo cani tutor uno può comunque continuare a pensare che quel metodo non sia nulla di innovativo o valido. A torto o a ragione eh. Dico però che sono opinioni personali dette su un gruppo cinofilo da una istruttrice a persone che vogliono sentire il suo parere. E molti le condividono. Queste sono opinioni cinofile, non insulti. Se per te sono scemenze è legittimo ma ad altri interessano. Ma è vero anche il contrario ossia che per alcuni le tue possono essere scemenze. Ma nessuno sta insultando nessuno. Sono opinioni. Ripeto, la differenza sta nel privato e nel pubblico, a mio parere. Dare opinioni su un metodo in un gruppo cinofilo non è come dichiarare al mondo della cinofilia che uno è un incompetente. Ma su questo mi pare non si concordi. Amen, pace.

          • @Luca: non vorrei sembrare pedante, ma ti ricordo che nell’ambito del lavoro con gli animali – nel momento in cui si apre un confronto – si devono portare argomentazioni tecniche valide, non opinioni personali (etologia docet).
            Se proprio vogliamo dire la nostra, soprattutto ad un pubblico di discenti, dovremmo almeno conoscere la materia, e non si può certo dire che quello sia stato il caso.
            Oltre alle tante inesattezze riportate nella discussione, lo si evince dal classico mischione posto in essere tra “teaching dog”, “regolatori”, “socializzatori”, “cani tutor”, arrivando addirittura a sostenere (prendi il termine “sostenere” alla lettera) che “non esiste alcuna differenza tra tutor e classi”.
            Questa non è un’opinione personale, ma un clamoroso FALSO, così come è diffamatorio scrivere:-“Ho visto molti cani rovinati dall’etichetta tutor”.
            Per poter (CIT) “dare opinioni su un metodo in un gruppo cinofilo” si deve conoscere la materia nel dettaglio, oltre che nelle sue varie scansioni, altrimenti – come ho già scritto – stiamo parlando del “nulla” e sarebbe più utile limitarsi alle domande sulle condizioni meteo.

          • Perdona la mia di petulanza.
            Falso e diffamatorio? Su, riportiamo le cose ad un livello più consono senza pompare di significati ingannevoli le parole. Sono opinioni personali. Non è certo un reato avere una opinione diversa da qualcheduno. Sono modi di lavorare diversi ed esperienze diverse. Sono affermazioni che tu non puoi verificare e contestare perchè si basano su esperienze e casi personali. Non sei in grado di affermare sia falso che qualcuno abbia “visto molti cani rovinati dall’etichetta tutor” primo perchè non eri presente e non hai assistito ai casi ai quali ci si riferisce, secondo perchè non sai se altri spacciano per cani tutor i propri cani “rubandoti” un termine senza aver seguito il tuo percorso e terzo perchè “tutor” non è certo un termine legalmente degno di particolari tutele ma di uso comune. Falso e diffamatorio sono termini che si usano in campo legale e permettimi di dire che nel caso di specie le tue affermazioni (quanto quelle di altri) non godono di alcuna tutela particolare. “Non c’è differenza tra tutor e classi” Non è una frase falsa in se. E’ falsa per te e vera per altri. Non credo poi spetti a nessuno decidere cosa uno possa dire e commentare sul gruppo del suo centro. Giusto o errato che tu o altri lo ritengano. Quello sarebbe limitare la libertà altrui. E ribadisco che ci sono persone interessate a quel parere e che hanno diritto di sentirlo. Altrimenti sarebbero libere di venire nel tuo gruppo (non so se ce ne sia uno) o di seguire la Rossi…ma non lo fanno.

          • Du’ cosette al volo, anche se non stai parlando con me… ma anch’io mi sento libera di precisare quel che c’è da precisare:
            a) “cani tutor” non è un “modo di dire”: è un marchio registrato, quindi (lasciando pure perdere il fatto che sia eccome, in quanto tale, “legalmente degno di particolari tutele”) prima di dire che “ho visto un cane rovinato dai tutor” sarebbe il caso di informarsi e di scoprire se chi ha usato quel marchio ne avesse il titolo. Altrimenti o si sta zitti, oppure – ancor più correttamente – si invita l'”abusivo” a non far suo un marchio che non gli compete;

            b) che “non ci sia differenza tra tutor e classi” è cosa falsa, fuorviante e ridicola. E’ come se io mi mettessi a dire in giro che “non c’è differenza tra Alexa Capra e Cesar Millan”. Mi piacerebbe proprio sapere se la Capra alzerebbe le spalle pensando che “vabbe’, magari per me non c’è differenza, per altri invece sì, ma è questione di punti di vista”… o se si incazzerebbe come una jena. Non so perché, ma propendo per la seconda ipotesi: e sia chiaro che mi incazzerei nello stesso identico modo, se lo dicessero di me.
            In questo caso, poi, NON può essere questione di punti di vista perché quello dei cani tutor è un protocollo ben preciso e codificato, quindi non un qualsiasi “modo di lavorare col cane” deciso sul momento: ed è addirittura plateale la differenza che esiste tra questo metodo e le classi, senza star qui a pontificare su quale metodo sia migliore o peggiore.
            Sono due cose assolutamente diverse, PUNTO. E porle sullo stesso piano è indice di assoluta ignoranza di ciò di cui si sta parlando.

            Quanto al fatto, poi, che “le persone interessate a un parere” non vadano a sentirne altri… embe’, vorrei proprio vedere: se il parere che ascoltano, e che proviene da persona nella quale ripongono stima e fiducia, è una vera e propria diffamazione dei metodi altrui, additati una volta come “maltrattamenti” (vedi campagna contro il collare a strangolo) e un’altra volta come “metodo che rovina i cani” (vedi caso dei cani tutor)… non mi stupisce che queste persone si fermino lì e non corrano il rischio di guardare oltre.
            Però questa, a casa mia, non si chiama soltanto “parlare per sentito dire”: si chiama anche concorrenza sleale.
            Chissà perché a Claudio Mangini ho sempre sentito dire (come dico sempre anch’io, e lo possono testimoniare in millemila) “Andate a vedere tutto, ascoltate tutti, poi ragionate con la vostra testa e decidete cosa vi piace e cosa no”… mentre i gruppi più settari addirittura impediscono ai loro adepti di seguire corsi diversi, di imparare metodi diversi, di sentire pareri diversi.
            Chissà perché io scrivo quello che penso pubblicamente, lasciando sempre diritto di replica, e altre persone si arroccano all’interno di “gruppi chiusi” e “gruppi segreti” a sparlare di Tizio e Caio.
            Chissà chi è più in malafede, e chi è che ha qualcosa da nascondere.
            E sia chiaro, in questo momento non mi riferisco al “tuo” gruppo: è un discorso generale. Però è un discorso su cui forse bisognerebbe riflettere un po’.

          • @Luca: ti sbagli. Il termine “Cani Tutor” è protetto e registrato, esattamente come il meccanismo che ci sta dietro nelle sue varie scansioni; ed inviato al CODACONS da anni affinché i clienti raggirati possano citare in Giudizio gli eventuali millantatori per il risarcimento dei danni.
            Se poi mi dici che sono stati soldi buttati nel cesso perché viviamo in Italia, dove ognuno si sveglia la mattina e fa come gli pare, è un’altra faccenda.
            I termini e le parole hanno sensi definiti e precisi, soprattutto se dietro ci stanno meccanismi tutelati dalla Legge, e chiunque – nel pieno diritto di farlo – voglia esprime un’opinione si deve limitare a quello; possibilmente conoscendone la materia (tecnica e, in questo caso, Giuridica).
            Le classi non hanno alcuna attinenza con il meccanismo dei “Cani Tutor” e torno a ripetere (documenti registrati docet) che quella riportata da Alexa Capra è – di fatto – una frase ingannevole sulla quale nessuno ha diritto, né facoltà di esprimersi tranne il sottoscritto – titolare del meccanismo – e degli operatori cinotecnici autorizzati a farlo.
            La libertà altrui mi sta bene, purché venga rispettata la Legge ed i limiti ad essa collegati, perché è vero che viviamo in uno Stato di diritto, ma non certo in un Paese giuridicamente anarchico.
            Non esiste – nemmeno sotto il profilo etico e deontologico – che una professionista cinofila si metta a disquisire su meccanismi di lavoro che NON conosce, arrogandosi giudizi ed opinioni in modo arbitrario contro chicchessia.
            Chiunque abbia visto o notato l’abuso del titolo e del meccanismo “Cani Tutor” è tenuto a portarmi il caso a cui faccio seguire un’immediata denuncia, circostanziando il tutto in modo minuzioso come prescrive la Legge, non strumentalizzarlo perché mosso da una qualsivoglia antipatia nei confronti miei o di un operatore cinotecnico autorizzato; ok?
            Sono perfettamente cosciente del fatto che non si possa stare simpatici a tutti – e qui siamo nel campo delle opinioni personali LECITE – ma da lì, ad usare un meccanismo tutelato per Legge, ce ne passa parecchio.
            Per quanto mi riguarda, argomento chiuso.
            Claudio

          • (ancora posto sbagliato, scusate)
            Non facciamo disinformazione. La registrazione e tutela di un marchio serve ad impedire agli altri l’uso nell’appropriarsene paternità e meriti. Nulla di questo è stato fatto. Anzi, quì nessuno vuole averne a che fare. La tutela legale del marchio non è certo una tutela da criticha ma di millantare come proprie cose altrui. Fino a prova contraria, non c’è alcuna tutela giuridica in altro senso.
            Il resto sono opinioni non certo passibili di alcunche. Solo per correttezza di informazioni. Comunque mi è chiara la vostra posizione e io rimango della mia. Ciascuno può farsi l’idea che crede. Mi pare che si siano sviscerati tutti i punti.

          • @Luca: la registrazione e la conseguente tutela NON è solo del marchio, ma del meccanismo a cui fa riferimento (circa 200 pagine depositate), e nel momento in cui se ne parla – anche criticandolo (il che è lecito) – se ne DEVONO conoscere i vari aspetti tecnici.
            Se non si conoscono questi aspetti nelle loro varie scansioni e si esprimono “opinioni”, si fa disinformazione. Punto.
            Io non mi metto a dire che il “Gentle Team” – o uno dei suoi esponenti (CIT) “vada fermato” solo perché la mia opinione (che tengo tassativamente per me) è questa o quella. Così come non vado a parlare dei cani arrivati alla mia attenzione in recupero comportamentale provenienti proprio da quel gruppo come da altri.
            In questo caso non si è più in un ambito legale, ma in quello etico/deontologico, il quale sta dentro la coscienza di ogni professionista serio; soprattutto se iscritto ad un albo addestratori/educatori.
            A differenza di altri, io non sono iscritto – per scelta – a nessuna associazione di categoria, e nonostante questo mi guardo bene di dare giudizi o opinioni in modo gratuito e disinvolto.
            Quando lo faccio è a titolo di difesa, perché non vorrei mai arrivare a chiedere il deferimento all’ordine di questa o di quella Associazione di un professionista per violazione dei loro stessi codici deontologici.
            Come detto in precedenza, per quanto mi riguarda finisce qui, rinnovando l’invito a confrontarsi sul campo.

      • Luca, ti faccio un piccolo esempio, chiamando in causa me stessa così non si offende nessuno.
        -La Valeria Rossi mette un sacco di parolacce nei suoi articoli e quindi non la leggo.
        -La Valeria Rossi parla di troppe razze, anche di quelle che non conosce abbastanza, e quindi non mi fido di quello che scrive.
        -La Valeria Rossi scrive articoli troppo lunghi e quindi mi annoio a leggerli.

        Questo è “discutere e contestare”

        -La Valeria Rossi è idiota
        -La Valeria Rossi è una grandissima troia
        -La Valeria Rossi è un pezzo di merda.

        Questo è “insultare”.

        Si capisce la differenza?

        • Sono stato il primo a non condividere i modi, i toni e a dirlo nel gruppo. Il troll te lo può confermare 🙂 Analogo Alexa e ci sono post che lo testimoniano. Anche questo il Troll può confermarlo. A ciascuno il suo. Nessuno è istigato. Le persone parlano a titolo personale. Usare loro per colpire altri non è corretto.

      • mi intrometto : non ho fatto ricerche e non ho intenzione di farne sull’episodio, ma si discute tanto (accantonando a volte la discussione sui cani tutor) delle questioni “private”. “Si è sulla pagina di un centro cinofilo.” Ma questa “pagina” è su internet? Perché se lo è (ironico), non si è ancora capito che NON ESISTE il PRIVATO? E se su una “pagina” si legge che si sparla di qualcosa o di qualcuno di cui si ha stima, mentre chi scrive lo fa solo per alimentare ignoranza e per autoglorificarsi “bannando” chi invece cerca di intervenire per dare spiegazioni, non può essere legittimo creare un’altra pagina per darle queste spiegazioni a chi ha piacere di sentire le due campane?
        Personalmente posso dire di aver “acceso” una discussione con Valeria Rossi su un argomento che non vediamo allo stesso modo, ma dopo varie botte e risposte e diversi fraintendimenti abbiamo accettato le reciproche posizioni pur non condividendole. La mia stima nei suoi confronti e per il lavoro che fa e per la genialità di aver ideato questo sito che divulga cultura, conoscenza, umorismo, esperienza ecc. ecc. ecc. sul mondo della cinofilia non è minimamente diminuita per il semplice fatto che ha “accettato” la discussione (difficile visto il mezzo e la non conoscenza di chi c’è dall’altra parte) non condividendo la posizione (mia) ma non condannando la persona (me). Penso che questo dimostri (ma tutto questo sito lo fa) la serietà e l’integrità della persona di Valeria Rossi. Se poi una persona è talmente arrogante e ignorante da non poterci parlare, tanto vale ignorarla, specialmente se quella persona per prima e per le stesse ragioni (arroganza e ignoranza) ha bannato i tentativi di chiarimenti.

  6. grazie Lucia, il punto sta proprio qui. Vengo passata per una “che và fermata” i miei clc per cani aggressivi da persone che non solo non ho mai visto ma nemmeno sanno come lavoro. Così, tanto per screditare. Queste ragazze hanno deciso di andare altrove, eh quindi? Chi ha mai detto niente? Mi basta che il cane stia bene, non venga maltrattato e sono felicissima! Perché sto lavoro lo faccio per i cani non certo per le persone. Un altro metodo funziona? Vá benissimo. Nessuno ha mai detto che cani tutor sia l’unico metodo per recuperare cani con problemi comportamentali. La signora Capra è brava e sta ottenendo ottimi risultati con dexterino? Sono veramente contenta, perché voglio bene a tutti i cani che ho conosciuto e saperlo sereno mi rende serena.

    • Scusa, non voglio fare polemica ma chiarezza. Ma l’episodio in argomento era o no protocollo cani tutor? Valeria dice di no, tu ora ripeti che applichi metodo cani tutor. Solo per chiarezza. Magari non hai visto la mia domanda che allora ripropongo. Portare un cane problematico ad aggredire e a subire una aggressione in risposta (pur se senza conseguenze fisiche, emotive è da vedere) era voluto, era metodo cani tutor o è stato un errore di valutazione? Giuro che non è polemica. Solo per sapere se è metodo tutor o tua iniziativa.

      • il metodo cani tutor è fatto al guinzaglio (gli unici che possono applicarlo col cane tutor libero sono Claudio e Alessio con Gracy) quindi nel momento in cui lavoro a cani sciolti lo faccio per mia scelta, mentre non applico il metodo, sapendo di avere cani equilibrati e ben socializzati che sanno rispondere nella maniera corretta nel momento in cui si presenti un momento critico. Claudio non è un dittatore e ci lascia ampio margine d’ azione, proprio perchè non tutti i cani sono uguali e sà benissimo che ogni ragazzo formato da lui arriva dalle scuole più disparate. L’ importante è che il metodo venga usato come da protocollo, lì non ci sono altre opzioni, ovviamente, visto che l’ ha inventato lui.
        Nel caso specifico ho ritenuto opportuno muovermi in questo modo. Giusto? Sbagliato? se ne può parlare. Ma dopo quel momento Dexterino ha capito che mordendo non sempre si esce dall’ empasse e s’è lasciato toccare anche dalle persone… magari non apprezzando particolarmente ma capendo che non accade nulla di male. Perciò mi si può attaccare perchè avrei potuto agire diversamente, ma conosco i miei cani e mi fido di loro.
        Spero di essere stata esaustiva.
        Ciao Luca

  7. Tutti pronti ad indignarsi perchè i padroni del cane sono stati messi in pubblica piazza (non dall’articolo in cui non compaiono nomi) ma nessuno si indigna per il fatto che una persona competente e appassionata di quello che fa, perchè Grazia ci mette la passione altrimenti ciccia (oddio…ho messo un nome, magari adesso esorcizzate anche me), è stata screditata da delle persone che a quanto pare non sanno nemmeno di quello che parlano.
    Se non si voleva scatenare questa reazione, potevate parlarne al parchetto mentre vi scambiate consigli sul colore del collare e non su un sito internet (nel tal caso Facebook) dal quale si sa le notizie non rimangono circoscritte al gruppo ma esistono le così dette “fughe di notizie”.
    Alcuni di voi parlano del cane con disabilità come se fosse un povero martire per cui bisogna concedergli tutto…assolutamente NO! Anche quel cane vuole essere trattato da cane sempre con rispetto nei suoi confronti (magari non gli facciamo fare gli ostacoli e non ci mettiamo a riarredare casa ogni due giorni ma non penso proprio che si sarebbe trovato così in difficoltà a cambiar casa momentaneamente perchè allora vuol dire che in vacanza con lui non ci puoi andare a meno che non ti fai ricostruire una copia esatta di casa tua) tra le altre cose con altri cani a cui fare riferimento il povero martire ha pure una marcia in più…
    Per stamattina ho dato abbastanza…so già che questo messaggio non andrà giù a molti ma questa è la mia opinione, se non siete d’accordo con me pace e amen, io e il mio peloso continueremo per la nostra strada che grazie a Grazia (scusate il gioco di parole) sta diventando sempre più facile e felice.

  8. Grazie Redazione, per avermi invitato a cambiare strada… pensare che ero pure d’accordo con l’articolo, ma evidentemente ci sono cose più importanti che divulgare informazioni utili su /per i cani per i padroni ed il loro benessere. E’ evidente che sclerare in un post perchè attaccati da persone che la pensano diversamente, non fa che far perdere di credibilità un professionista. Cmq poco importa se hai inventato IL CANE, ma questi battibecchi da donne isteriche al mercato lasciano perplessi.Perdere di lucidità per un educatore, non mi paer sia un fatto edificante. Di sicuro non fregherà nulla della mia opinione,ma cercavo qualcuno con cui imparare e parlare di cani e non di insulti e bambinate.Anyway… poi lamentiamoci se la gente pensa male degli educatori cinofili…assurdo

  9. Scusate… a me degli scanni personali fra professionisti che ci sono dietro a questo articolo non interessa…. ma dopo averlo letto penso solo ad una cosa: ai proprietari di sto cane.
    Cioè…io non riesco a capire come persone che hanno deciso di loro spontanea volontà di occuparsi di educazione cinofila, e quindi sopratutto di proprietari, possano scrivere un articolo pubblico sbeffeggiando i proprietari di un cane. Articolo che secondo me se questi proprietari non han già letto, leggeranno molto presto.
    Un professionista che lavora con dei clienti per insegnare loro qualcosa, sa benissimo che ha a che fare con persone non professioniste, che probabilmente hanno sbagliato mille mila cose, che probabilmente hanno zero competenze, forse addirittura inadeguate, e non per forza dal carattere meraviglioso e compatibile con il proprio. La missione di un educatore-istruttore-addestratore dovrebbe essere proprio rendere più competenti ste persone, per migliorare la vita del cane. Chiunque sotto sotto pensa, di fronte ad un proprietario medio, che ha sbagliato, che è inadeguato eccetera…. ma i pensieri si tengono per se oppure se ne può anche parlare con colleghi in privato (o in luoghi in cui il proprietario di certo non legge) ma mai e poi mai bisognerebbe giudicare , puntare il dito, sbeffeggiare, umiliare in qualsiasi modo quella persone che, evidentemente, se è un cliente e non un insegnate, è perchè le cose non le sa, ha problemi, ed è venuta li proprio per quello.
    Inoltre un cliente è anche un essere umano. E non è che le professioni cinofile sono diverse dalle altre.
    Io ho cambiato moltissimi veterinari nella vita perchè non mi fidavo, perchè hanno fatto errori palesi o anche semplicemente perchè li ritenevo freddi, non mi ci trovavo a pelle, ad un mio cane non piacevano, lo studio mi risultava scomodo, avevo sentito di qualche altro vet che mi ispirava eccetera eccetera.
    E francamente se scoprissi che un veterinario da cui andavo ha scritto un articolo pubblico su qualche rivista in cui, per battibeccare con dei colleghi con cui ha problemi, dice che io era una padrona incompetente, bambinizzatrice che cambia veterinari senza essere laureata in veterinaria e quindi senza poter giudicare…. bhe, penserei forse semplicemente che è un pazzo o uno sfigato… o forse se fossi una che c’ha i soldi e ha anche voglia di inghipparsi in questi legali lo denuncierei direttamente. Questo provando davvero ad immedesimarmi.
    Non so…io francamente penserei un attimo a queste persone, che secondo me non andrebbero usate come pretesti per altre battaglie all’interno della “guerra globale cinofila”.

    • Tutto quello che hai scritto avrebbe un senso se le proprietarie del cane fossero state citate con nomi, cognomi e magari facce. Ma siccome sono rimaste anonime (l’unico nome che è saltato fuori, NON nell’articolo ma nei commenti, e non per scelta mia, è quello del cane), non riesco a capire dove stia il problema.
      Ma non avete mai letto un libro, che so, di psichiatria umana? Il buon vecchio Freud, per esempio? Lui ha sempre descritto i suoi casi con tale minuzia di particolari che evidentemente le sue pazienti si sarebbero STRA-riconosciute, leggendolo: eppure nessuno si è mai sognato di dire “Ma quel pirla di Freud, come si è permesso?” . Perché cambiava ovviamente i nomi (io li ho omessi), quindi LORO si potevano riconoscere, ma il resto del mondo no.
      Non capisco neppure perché si parli di “sbeffeggiare” o “umiliare”: quella che ho scritto è la pura e semplice verità, che chiunque abbia avuto a che fare con questo cane non può sicuramente negare. I dati di fatto si prendono come tali, non certo come offese personali.
      Qui l’unica ad essere stata usata come pretesto per le solite guerre cinofile è l’educatrice (che in quanto figura “pubblica” nel mondo cinofilo è anche riconoscibile da molta più gente, mentre due private cittadine le riconoscono giusto gli amici intimi…forse): ma dell’attacco che è stato portato a lei, accusandola di aver fatto cose che non sono mai esistite, nessuno si preoccupa.
      Devo dire che è molto strano il concetto di etica e di deontologia che appare in questi commenti.

      • Suvvia, il nome della educatrice non era uscito. È stato messo in piazza qui, non in un post privato. E se dici lei sia riconoscibile, figuriamoci la persona che sostieni aver chiesto l’eutanasia di tre cani. Ma tu lo fai in pubblico. Non usiamo due pesi e due misure. Poi, come già detto in privato, sei andata ben oltre. Le persone sono riconoscibilissime. E tutto per cosa? Ne vale la pena? Oramai è chiara la non stima reciproca. Ribadirlo ogni momento usando persone e casi privati è ingiusto.

        • Due cani, non tre. Quelli di cui ho piena documentazione sono “solo” due :-).
          Comunque, al di là della non stima reciproca tra me e la signora, sicuramente assodata da anni, il mio intento non era quello di aizzare le groupies ma quello di parlare di un caso cinofilo e di una scelta rieducativa che si potrà anche non condividere non utilizzare, ma che è letteralmente folle criminalizzare a priori.
          La signora – ma non solo lei – è liberissima di utilizzare i metodi e gli strumenti che preferisce, ma non è altrettanto libera di piantar su guerre di religione ad ogni pie’ sospinto.
          Sono QUESTE che mi hanno rotto le palle (oltre allo sputtanamento personale di Tizia o di Caio): e prima la crociata contro gli addestratori, poi quella contro il collare a strangolo, adesso quella contro il fatto che un cane possa essere anche tenuto a casa propria per liberarlo dall’influsso dei proprietari… ma anche basta, eh! Perché poi la gente ci crede: e quando un cinofilo ritiene che sia corretto usare un certo metodo non gli basta più proporlo, deve anche star lì a giustificarsi per ore e a contrastare tutte le accuse… tutto tempo sprecato, che invece si potrebbe dedicare ai cani.

          • Crociate? Post sempre e solo su gruppo al quale chi non iscritto/ interessato non accede. Mai letto un articolo suo dove si parli di te o non di cani. Quanti articoli qui, pubblici, dove si parla di lei o di altri? Poi, nel caso specifico, tu stessa avanzi dubbi sulla correttezza/tempistica dell’episodio e in qualche modo ne prendi le distanze dichiarando che non era protocollo cani tutor ma altro. Ma sempre tu, la operatrice e altri dichiarano lei avesse cani tutor ed essere allieva di chi il metodo lo ha ideato. Perdona ma il vogliamo chiamarlo fraintendimento di accomunare questo caso a cani tutor è stato creato dalla operatrice. Perchè tanto scandalo? Poi ripeto, uno sulla pagina del suo centro, privata, può sostenere e contestare tutti i metodi che ritiene. Renderlo pubblico è stata una tua scelta.

        • @Luca, è interessante come continui a parlare di “gruppo privato” e di “libertà di criticare” quando in realtà
          a) il post nel “gruppo privato” era uscito anche su bacheche (pubbliche) di altri utenti, del resto si sa benissimo che il concetto di “privato” su Facebook sia quantomeno risibile
          b) non si trattava semplicemente di critiche ma di giudizi e sul metodo dei cani tutor (e non a livello di “non lo trovo efficace per i motivi A, B, C” ma “è una cagata”) e sull’educatrice in questione

          Sulla tua fissa sul fatto che “le persone fossero riconoscibilissime” non vale manco la pena commentare, sfido chiunque abbia letto questo articolo e non conoscesse già l’episodio e identificare i protagonisti della storie…

          Ma del resto, dopo aver visto i/le “fan” della Capra che riescono a fare gli “indignati” e parlare di signorilità dopo tutte quelle che han detto e scritto nel tempo, nulla può stupire.

          • Le cose sono uscite volontariamente grazie ad un trol. X la riconoscibilità non sai di cosa parlo quindi non serve discuterne. La stessa educatrice e Valeria hanno confermato quello non fosse metodo cani tutor. Quindi le critiche erano principalmente alla azione della educatrice che operava non in protocollo pur dichiarando di avere cani tutor e pur il troll confermando nel post che si trattasse di merodo cani tutor. Chi sia tu per smentirle…

  10. Non entro nel merito della questione in quanto non ho le competenze (ho 15 anni, ma spero nel futuro di poterle acquisire) e non ho la conoscenza dei fatti accaduti, ma ho avuto la possibilità di conoscere personalmente Grazia con Luna ed Ares e la reputo una persona preparata oltre che umanamente molto valida. Vivo con un branco di cani (http://www.tipresentoilcane.com/2013/07/08/storia-di-un-branco-urbano/) e come descritto nel articolo abbiamo avuto dei problemi, sicuramente abbiamo fatto degli errori ma è stato giusto riconoscerli, e stiamo provando a non ripeterli, per questo motivo saremmo stati disponibili ad affidare a Claudio i nostri cani, senza la nostra presenza fisica se ciò fosse stato necessario. Ciò che posso dire è che nella nostra situazione ci era stato prospettato un percorso lunghissimo costituito da cure a base di fluoxetina e sedute di rieducazione, senza per altro nessun risultato garantito. In 5 giorni a Pedaso, Claudio con l’aiuto di Grazia con Luna e Ares e de Lafata con Molly è riuscito a restituire ai miei cani la loro canina serenità. Da quel momento sono passati due mesi nei quali il branco ha imparato a vivere con nuove sinergie restituendo alla mia famiglia e a me la gioia di godere quotidianamente della loro compagnia. Per questo posso solo ringraziare Claudio i cani tutor e i loro padroni (in particolare Grazia e Lafata). Da quindicenne (non per alzare i toni della polemica) mi sorge spontaneo chiedermi se forse alla base di tutta questa polemica non ci sia solo una grande invidia e un interesse economico ? Indubbiamente il sistema dei cani tutor ha dei risultati eccezionali in tempi molto brevi con relativi costi “brevi”. Tra l’altro ho assistito personalmente a recuperi di cani di canili dove l’unica forma di pagamento è stata l’appagamento per il benessere dell’animale.

  11. non potrei mai “dar via il mio cane per un mese “, ma nemmeno per un giorno senza sapere o meglio vedere cosa le viene fatto e come …. a maggior ragione se ha uno o magari due handicap….

    • Quello di “lasciarmi il cane” è un modo che ogni tanto uso anche io, se necessario.
      Spesso c’è da interrompere il “cordone ombelicale esasperato”, da insegnare nuove competenze, da ripristinare autocontrolli, prossemiche, interazioni sociali intra ed interspecifiche, ed è tutto più facile se il cane va a stare da chi se ne prende poi carico; struttura permettendo.
      Chi si rivolge a me – quindi parlo a titolo personale – ha solo due opzioni: l’abbattimento o il confinamento nel box (o, a volte, il canile).
      Credo che per poter affrontare questo tema bisogna passarci, ma è una cosa che non auguro a nessuno, viste le condizioni in cui arrivano a me certi cani.
      E’ normale che i proprietari ormai “alla frutta”, puntualmente passati da altri cinofili (educatori e non) vogliano prendere coscienza del percorso riabilitativo del cane, e proprio per questo faccio dei video giornalieri affinché possano vedere i progressi del loro cane e le metodologie usate.

  12. Valeria se accetti un mio personalissimo consiglio articoli come questo rovinano il tuo splendido ed innovativo giornale.
    Utilizza questi spunti per fare interessanti articoli sulla valenza dei metodi utilizzati in un caso o nell’altro, ma non alimentare sterili e personali polemiche a cui il lettero medio non è minimante interessato.

    Per capirci, non metterti al loro livello pls 🙂

    • Accio, hai ragione…ma purtroppo mi parte l’embolo quando si approfitta di una stupidaggine per spalar fango su persone che stimo…e soprattutto su un metodo che ritengo davvero GRANDIOSO. Penso che se si collaborasse, anziché spalarsi fango addosso, la cinofilia potrebbe fare grandi passi in avanti, mentre sta sprofondando sempre più… e non riesco a non incazzarmi. Dopotutto so’ umana anch’io: e come tale, incazzosa per definizione 🙂

  13. Pensavo alla stessa cosa espressa da Paolo. Non voglio fare polemica. E’ una domanda. In base a quanto riportato (il sordocieco partito in aggressione), decidere nel percorso di portare il cane valutato ad una aggressione (sapendo che sarebbe accaduto) e i cani “valutatori” a rispondere alla stessa era la procedura voluta o è stato un errore di valutazione? Vorrei avere la opinione dell’operatore.

  14. Ciao a tutti!
    Intervengo – ringraziando innanzi tutto l’amica Valeria Rossi – non tanto per sottolineare cose sacrosante già espresse nell’articolo, quanto per ribadire la mia profonda stima e fiducia riposte in Grazia Gilardi e nei suoi splendidi cani.
    Mi è stata girata per intero la penosa discussione di Alexa Capra nella quale si arroga giudizi e disquisizioni piuttosto inopportune, e quindi credo sia giusto sottolineare alcuni aspetti.
    Per abitudine – e per carattere – sono più incline a misurarmi direttamente sul campo con gli individui che attaccano me o chi “per me” in modo ignobile e con modi infantili; quindi no problem per un confronto tecnico/pratico qualora si decidesse di mettere fine a questo sfacelo cinofilo (perché di questo si tratta).
    Personalmente – come ho più volte espresso – non ritengo di avere alcuna Bibbia in tasca (sono ateo), ma alcune piccole certezze si, come è giusto che sia per un professionista che lavora da tanti anni con varie specie animali e si occupa di casi particolarmente impegnativi.
    Tra le certezze ce n’è una che mi sta particolarmente a cuore: molte code sono tornate a scodinzolare grazie al meccanismo dei “Cani Tutor” e molti proprietari hanno ristabilito con i loro cani un’intesa che sembrava perduta.
    Tutto il resto, scusate, lo ritengo marginale e da Bar dello Sport.
    La Sig.ra Alexa Capra dimostra nella discussione di non conoscere nemmeno la sinossi – per usare un termine cinematografico – del meccanismo “Cani Tutor”, né di ciò che ci sta dietro, ma è in buona compagnia di tanti altri Guru; e questo mi permette di sorridere leggendo certe idiozie e le volgari – quanto maldestre – strumentalizzazioni che ne sono nate, più di stampo PSEUDOanimalista che di animo cinofilo.
    La metodologia dei “Cani Tutor” si propone – e si è sempre proposta – come un’alternativa nell’ambito dei recuperi comportamentali, non come “il Metodo” o “l’unica via valida”.
    Il piccolo gruppo degli operatori cinotecnici che si è formato negli anni – tra i quali annovero con orgoglio Grazia Gilardi – si distingue per essere:
    1) aperto al confronto con chiunque;
    2) conscio del fatto che da noi vige il pluralismo;
    3) conscio del suo ruolo e dei suoi limiti;
    4) conscio del divieto ASSOLUTO di porre in atto una qualunque discriminante in merito alla scuola di provenienza, ideologia o quant’altro di un nuovo arrivato.
    Nello specifico, vorrei ricordare – anche se Valeria lo ha già espresso – che in quel caso NON è stato posto in essere il meccanismo, ma metodologie differenti quanto specifiche, le quali sono a totale discrezione dell’operatore cinotecnico (da noi NON vige il fascismo intellettuale, non essendo io un Guru).
    Il fatto di spostare il cane dal suo home range è una scelta che decide l’operatore di concerto con il proprietario, e spesso si traduce in un’alternativa vincente a cui – a volte – faccio riferimento anche io.
    Giusto per chiarire NON un punto di vista, ma un’evidenza etologica (CIT):-“ Un cane può essere sordo, cieco o senza un arto e la sua vita sarà pressoché normale; un cane che ha perso per qualsiasi motivo il suo fiuto, sarà un essere menomato.” – e questo la dice lunga su tutti quei commenti che campeggiano sotto il post della Sig.ra Capra e sulle sue personali valutazioni.
    Rinnovando la mia stima personale per Grazia Gilardi – la quale arrivò a me con un’ottima esperienza personale maturata per anni in ambito cinofilo (quindi gli eventuali meriti sono suoi, e solo suoi) – saluto tutti cordialmente attendendo un eventuale confronto tecnico/pratico sul campo.
    Claudio Mangini

    • Aggiungo inoltre – giusto per concludere – che la mia decisione di chiudere le formazioni di “Operatori Cinotecnici di Cani Tutor” non ha nulla a che vedere con questa vicenda, ma con motivazioni personali che esulano dal mondo della cinofilia.
      Rinnovando i saluti
      Claudio Mangini

      • Si certo; più di uno; anche in recupero comportamentale.
        Trattandosi di “evidenza etologica” (il che significa che NON è certo un mio pensiero – infatti ho scritto “CIT” – da “citazione”) la cosa si commenta da sola.
        Il cane è un animale ad orientamento olfattivo, non visivo o acustico.
        Se il nostro mondo è fatto di immagini e di concetti, il loro è fatto di essenze.
        Pensavo che su questo fatto – non i cinofili – anche il più semplice amante dei cani fosse d’accordo; ma evidentemente non è così 🙁

  15. Signora Valeria anche se non serve nessuna difesa a Claudio e alla sua squadra mi sento , da una parte per dovere professionale, scrivere due righe riguardo l’accaduto. Non entro in merito al fatto ma vorrei sottolineare quanto , sia frutto di una cattiva selezione da parte di chi crea blog o gruppi vari lasciando così carta bianca allo sputtanamento senza prove ne certe, nè reali, ebbene si , le porte di questi scarica problemi emotivi o privazioni sensoriali sono aperte a cani e porci senza nessuna preparazione e lanciano spesso cazzate e giudizi che il più delle volte sono solo frutto di gelosie o del semplice sentirsi chi in verità non si è e non si sarà mai. Volevo confermarle di nuovo , e a chi potrà leggere, quanto Claudio e i suoi allievi , operino in totale difesa del benessere animale , allora le ripeto signora Valeria Rossi aiuti anche lei con una più accurata selezione chi può scrivere e su che basi lo fa prima di vedersi pubblicati certi discorsi, resta il fatto che io e tutta la squadra di Claudio continueremo ad essere con lui , perchè siamo sulla stessa filosofia, gli errori ci possono stare ma le critiche ,semmai ci saranno, vedremo di lasciarle fare a chi può e conosce non solo il significato della parola educatore, ma che si è fatto il mazzo con tempo , vita ed esperienza non solo scritta sui libri, ma vissuta sul campo, i cani tutor sono una gran cosa e resteranno tali grazie a Claudio, ora avanti con i discorsi al vento di chi da fiato alla bocca ma non usa il cervello, a quelli potrei dire di andare dai fantomatici educatori o meglio addestratori che magari con un foglio letto si proclamano gli dei.

  16. Buongiorno, credo che al di là delle varie polemiche e di questo articolo che non mi piace per nulla, esiste a mio modesto parere un problema di fondo… Dexter è un cane sordocieco… da quello che si deduce dall’articolo nè Valeria che scrive nè l’ educatrice avevano adeguata conoscenza ed esperienza di cani con questo tipo di disabilità e hanno ritenuto di procedere come avessero davanti un cane “normale”…. qui credo possa essere il punto principale da valutare! Il sistema dei “cani tutor” di cui molte persone sono rimaste entusiaste e hanno riscontrato ottimi benefici per i loro cani secondo me non dovrebbe essere messo in discussione,eventualmente bisognerebbe domandarsi se sia stato giusta la scelta dell’operatrice di come ha scelto di procedere con Dexter, cosa vuol dire la vita di un cane sordocieco e quale è il modo migliore per aiutare un cane così. La prima educatrice dovrà rispondere solo alla propria coscienza ed eventualmente ai suoi clienti. La seconda educatrice invece che ha ottenuto ( o sta ottenendo) quei risultati che i proprietari si aspettavano è invece molto preparata in materia di cani sordociechi…. e qui sta secondo me la differenza. Siamo persone… si possono fare errori… senza per forza generalizzare perché ogni caso è unico. Complimenti a chi aiutato il cane a stare meglio! Riguardo ai cani tutor avrei una domanda: se è normale che possano venire a contatto e scontrarsi con un cane paziente o è stato un errore di valutazione dell’operatrice.

    • Paolo, non so cosa tu abbia dedotto: ma io il cane l’ho soltanto “visto”.
      Nè valutato, nè tantomeno preso in carico. Il cane era già seguito da un’educatrice, che poi ha chiesto l’intervento della seconda educatrice perché riteneva che i suoi cani tutor potessero essere d’aiuto. E lo sono stati, così come sono state utili le pochissime lezioni fatte, perché il cane, dopo quelle poche lezioni, si lasciava accarezzare e cominciava ad essere collaborativo.
      L'”incidente” (se così vogliamo chiamarlo, visto che non è successo assolutamente nulla) non ha nulla a che vedere con il meccanismo dei tutor: semplicemente, a un certo punto del lavoro (forse troppo presto? Non lo so: non c’ero e quindi non esprimo pareri, ma potrebbe esserci il dubbio) l’operatrice ha ritenuto di poter testare il cane in interazione libera con i suoi CLC (mentre il protocollo dei cani tutor NON prevede interazioni libere, ma sempre e solo mediate dall’operatore). Era una sorta di verifica dei progressi ottenuti, fatta comunque in sicurezza, con cani che magari fanno sceneggiate, ma NON mordono: la verifica ha rivelato che il cane non era pronto, tant’è che ha aggredito il CLC maschio e che lui ha reagito (senza torcergli un pelo, ribadisco). Non c’è stato alcun GRAVE errore da parte dell’operatrice, che è sicurissima dei suoi cani (e infatti non-è-successo-niente!): potrebbe essere stato un piccolo errore quello di provare a farli interagire troppo presto.
      Era giusto, era sbagliato, in quel momento lì?
      Non lo so, non c’ero.
      Quello che so è che le proprietarie erano d’accordo sul fare questa prova, che si sono spaventate perché hanno assistito a una zuffa ritualizzata (ed è normale che il profano si spaventi, perché di scena ce n’è davvero tanta!) e che sono scappate ritenendo che il “poverino” fosse stato traumatizzato.
      Traumatizzato non era, come dimostra il video girato immediatamente dopo. Che l’operatrice abbia sbagliato o meno, è poco influente perché di errori ne possiamo commettere tutti. Che su questo (ipotetico) errore si sia imbastito uno sputtanamento coatto è, a mio avviso, vergognoso.
      Così come trovo assurdo partire in tromba a trinciar giudizi su chiunque ritenga di poter/dover lavorare con il cane momentaneamente separato dal proprietario.
      Che poi le signore siano andate altrove è loro diritto, che siano finite in buone mani è cosa che spero con tutto il cuore…e che ci restino… mah. Mi permetto – visti i precedenti – di dubitarlo: perché la prima educatrice con cui sono entrate in conflitto non si era MAI sognata di sottoporre il cane ad alcuno stress, ma il fatto che fosse stato loro chiesto di dargli qualche regola era già troppo.
      Io davvero auguro il meglio possibile a questo cane: però sono sempre più convinta che se in cinofilia si cercasse di cooperare, anziché di spalar merda, magari il caso sarebbe finito molto prima nelle mani più giuste (in quanto più esperte in questo tipo di cani), anziché far scoppiare la solita guerra tra religioni.

      • “Che poi le signore siano andate altrove è loro diritto, che siano finite in buone mani è cosa che spero con tutto il cuore…e che ci restino… mah. Mi permetto – visti i precedenti – di dubitarlo: perché la prima educatrice con cui sono entrate in conflitto non si era MAI sognata di sottoporre il cane ad alcuno stress, ma il fatto che fosse stato loro chiesto di dargli qualche regola era già troppo.”

        Conoscevo il gruppo quando era ancora pubblico e non credo sia cambiato molto, secondo me le due signore si troveranno benissimo, lì nessuno le costringerà a dare regole al cane (no, cane non va bene, i loro “bambini”, è meglio, anche la parola proprietario non va bene, padrone ormai è una bestemmia!) le due signore sono apprezzatissime da loro perché si vede che fra simili se ne intendono. Forse per questo non ero molto popolare e intervenivo davvero poco, il mio cane è un cane e lo tratto come un cane (non da cane, ovvio!), se voglio un bambino lo faccio e lo tratto come un bambino, è così difficile da capire? Seguendo il gruppo qualcosa di buono si riesce a imparare, ma spesso sentivo solo inadeguatezza e senso di colpa, come se fosse un mostro e poi ovviamente per non sprecare la loro saggezza ad ogni domanda pratica rispondono con frasi degne da Maestro Yoda, molto belle da sentire, per carità: sentire il cane, stare con lui, esserci, vederlo, leggerlo, non farlo andare in frustrazione, attivazione… ok, bello! Ma in soldoni? Non voglio diagnosi via web, sono anche andato da loro un paio di volte, ma alla fine la condotta al guinzaglio: Si va dove voglio io (il padrone) quindi il cane in frustrazione magari ci va anche se non può andare dove vuole lui e tutta la pappardella di accontentare il cane, va a farsi friggere, boh, alla fine non ci capivo più niente, sul gruppo si diceva una cosa, poi nel campo si faceva un’altra… mah.

      • Scusi se sono stato poco chiaro: quando mi sono riferito a lei, parlavo dell’articolo… non di un suo eventuale coinvolgimento nel “caso” di dexter… volevo semplicemente dire che lei per sua stessa ammissione, se non ho capito male, ha scritto di non aver avuto esperienze particolari con cani sordociechi, ma nonostante ciò esprime alcune sue opinioni su di loro nel suo articolo… per carità legittime dal suo punto di vista ma senza essere supportate da proprie esperienze reali… parlando così di cose che potrebbe non conosce bene! secondo me sono cose che o si vivono sulla propria pelle o non si possono sapere e non è colpa sua se non le sono capitate. io ho avuto la fortuna di condividere alcune esperienze (pochissime) con un cane sordocieco e posso dire che mi hanno fatto vedere la vita da una diversa prospettiva, ma non per questo penso di conoscere l’argomento….posso tranquillamente affermare che non ho le competenze per trattare il tema cane sordocieco. Sarebbe lo stesso errore di criticare i cani tutor senza conoscerne bene il meccanismo o averli visti dal vivo. Spero di essermi spiegato bene… la mia opinione è che lei vede la situazione di Dexter in maniera parziale… conosce bene la parte relativa ai cani tutor di cui è una convinta sostenitrice, ma non possiede tutti gli elementi per avere un quadro completo. Ad esempio se ci soffermiamo sul titolo: è un orrore separare un cane con una disabilità rilevante dal suo nucleo famigliare? Quanto è importante l’appoggio della sua famiglia ecc ecc Rispondere a queste domande non credo abbia più molta importanza, come non è importante fare una crociata contro nessuno… è comprensibile che a volte si eccede facendosi prendere dall’aspetto emotivo delle vicende… ma secondo me non c’è motivo di dubitare che ognuno abbia cercato di fare il proprio meglio. la ringrazio per la sua attenzione!

  17. Trovo semplicemente fuori dalla mia legge morale e spero anche da quella italiana mostrare un video in cui si riconoscono le persone presenti, un uso non corretto delle loro informazioni e sopra ogni cosa, ogni proprietario o mamma di un cane ha il sacrosanto diritto di scegliere quale percorso seguire per aiutare il suo amico. E non sempre é il primo che si sceglie quello giusto. Oltre a non amare il linguaggio inutilmente volgare.

    • A parte che se riconosci le persone presenti da quello che si vede nel video devi farti assumere immediatamente dalla polizia per risolvere qualsiasi caso al mondo, guarda che il video non è stato trafugato dalla casa delle proprietarie, era su Facebook…

      Se uno non mette i video “eeh ma non ci sono i video a provare quello che dici”, se uno mette i video “eeeh ma hai messo i video, non è corretto”. Il mondo è bello perchè è vario…

    • Non so quale morale tu abbia, ma il video che ho postato è pubblico, sta su FB ed ho avuto, prima di postarlo, l’autorizzazione delle “persone presenti” (ovvero un paio di gambe, alle quali comunque ho chiesto il permesso).
      Qui si sta completamente perdendo il senso del discorso: le proprietarie del cane, per me, possono andare anche da Wanna Marchi. Non mi interessa.
      Mi interessa invece che si sia sparlato di una persona in base a fatti MAI accaduti, e di un metodo che NON stava venendo applicato in quel caso e che sicuramente non merita di essere giudicato in base al nulla. Questo va contro la mia, di morale.

  18. Permettimi di dire che il bann è pittoresco 🙂 Avete vecchie acredini mai risolte e la tua ripicca è simpatica. Non concordo sull’eliminare il suo commento. Per me, ai fini della discussione era rilevante. Credo si dovrebbero scindere dissapori da sostanza. Sembra quasi dia fastidio far sapere che la scelta (non discuto se giusta o sbagliata) delle proprietarie abbia portato a ottimi risultati.
    Come fai a dire che non era un post aperto da persone coinvolte? E’ stato aperto dall’educatore scelto dai proprietari dopo l’esperienza da loro ritenuta non soddisfacente, sul gruppo chiuso dello stesso educatore. Aperto in occasione di un secono episodio, non direttamente su questo. Non era voglia di sputtanare. Era uno sfogo dopo due casi a distanza di tempo. Ripeto, la terminologia usata da alcuni mi infastidisce (ma su, nemmeno tu non sei andata a scuola dalle suore), ma che ci si meravigli che in gruppi si discutano/contestino/disprezzino alcuni metodi è quantomeno strano. Anche quì lo si fa continuamente. Credo che parlare liberamente e apertamente in un gruppo chiuso non possa essere considerato “sputtanare” quanto in luogo pubblico. Poi sai bene (e il tuo bann ne è la prova) che i termini usati e le cose dette in alcune situazioni, sono frutto dell’accumularsi di altre cose pregresse che poi esplodono in altri momenti e contesti. Il fatto che ad alcuni non piaccia il metodo dei cani tutor è legittimo. Tanto quanto a te non piace altro.
    Io ridimensionerei il caso.

    • “Permettimi di dire che il bann è pittoresco :-)”

      Invece quando a bannare sono i gestori dei gruppi perchè uno arriva a portare il suo punto di vista o a dire la sua versione dei fatti e questa non coincide con quella di chi gestisce il gruppo, il ban è giustificato e non è pittoresco suppongo? 🙂

      “Sembra quasi dia fastidio far sapere che la scelta (non discuto se giusta o sbagliata) delle proprietarie abbia portato a ottimi risultati.”

      ROTFL, ma da che pulpito!
      Lo vogliamo ricordare che gli stessi che ora fanno tanto i “signori” sono almeno in larga parte gli stessi che “speravano” che la rieducazione di Raul andasse male, quando era stata affidata a Mangini ? Com’è che tutti quelli che sono pronti a commentare ora, quando Raul è stato tirato fuori dalla sua situazione non c’è stato MEZZO loro commento ? E qua non è una pagina chiusa eh, lo spazio dei commenti era aperto, eh.

      • Davide ma perdonami, tu hai letto il post? Ma cosa ne sai del perchè alcuni sono stati bannati? I gruppi hanno linee di condotta che vanno rispettate. Confronto e provocazione sono cose diverse. Ci sono moltissimi post con pareri discordanti ma che rimangono su toni del confronto. Quando i toni eccedono è scelta del titolare prendere provvedimenti. Qui si è bannata una persona per questioni personali e non per i contenuti del suo commento. Era stato esposto un fatto, ossia i risultati ottenuti e il percorso intrapreso. Nessun insulto, nessun riferimento ad autrice, educatrice o altri.
        Che centra ora Raul? Rimaniamo in tema.

        • Ah, certo, Raul ora “non c’entra e rimaniamo in tema”, perché è scomodo per l’immagine di povere personcine tanto carine che sono state sputtanate in modo così crudele. Ma per favore, va.

          Invece le “questioni personali passate” secondo te sono in tema. Coerenza al 100%, yeah!

          • Sei in grado di trovare un mio commento sulla questione Raul?
            Credo tu abbia sbagliato persona. Visto che rispondevi a me gradirei parlare del tema, non di altro.

    • Nein… era un post aperto da un’educatrice che NON ha preso in carico il cane e che si è permessa (come spesso fa) di parlare di cose che non conosce, che non ha visto e che non sa neppure dove stiano di casa.

      • Valeria io ero presente all’incontro. Il caso è stato affidato ad una persona super, con enorme esperienza in materia, competente da far invidia e con formazione del gruppo. Per me aver visto e seguito il cane è prenderlo in carico e sapere di cosa si parla. Dalla valutazione, dai racconti dei proprietari e dal percorso intrepreso (e non da ultimo da dicerie pesanti), ne è scaturito il post privato.

        • I racconti dei proprietari, a casa mia, si son sempre chiamati “sentito dire” :-).
          Ripeto, per l’ennesima volta, che il caso per me può seguirlo la capra, la pecora o Maga Magò: la persona che l’ha preso in carico non la conosco e quindi non posso dire “ba” né su di lei, né sul suo operato…ma proprio per questo mi scoccia che invece si sparli di persone e di lavori altrettanto sconosciuti a chi ne discute.
          Se io domani faccio una cazzata sul campo (e ne faccio, come tutti), non mi dà alcun fastidio che se ne parli: anzi, magari qualcuno mi aiuta a non sbagliare la prossima volta. Però vorrei che le cose mi venissero dette: a) in faccia; b) da persone competenti, che hanno visto quello che ho fatto.
          Quello che può raccontarmi la Sciuramaria posso solo prenderlo con aaaaampio beneficio di inventario: ancor più quando la Sciuramaria è la proprietaria (inesperta e/o incapace) del cane. Se voi lavorate basandovi su ciò che raccontano i proprietari… auguri, eh! 🙂

          • Valeria, mi aspetto altrettato rispetto di quanto ne riconosci a me. Non usarmi per colpire altri.

  19. Tutto sommato io trovo che parlare su un gruppo chiuso FB di problematiche e scelte educative senza citare nomi di altri educatori non sia una mancanza di rispetto o una cosa scorretta … invece devo dire che trovo discutibile il criticare pubblicamente proprietari che si rivolgono a noi per avere una nostra proposta di intervento ma che in seguito decidono, dopo aver sentito altre idee e opinioni, di rivolgersi ad altri.

    A me pare che sia sacrosanto il diritto dei proprietari di valutare le proposte a loro fatte.. che siano neofiti o esperti. Io quando vado da un medico per una visita specialistica valuto e poi…. casomai chiedo un secondo, o perfino un terzo parere. Farei così per un mio figlio, o genitore anziano…. ed è giusto fare così anche con i nostri cani che, anche se non ‘bambinizzati’, rimangono sempre una nostra responsabilità …. anche a livello legale, non solo morale. Che i problemi siano fisici o comportamentali… in ultima analisi la tutela del cane spetta al proprietario, e le sue scelte sono…. le sue.

    In generale, trovo che non sia deontologicamente corretto riportare informazioni a noi confidate dai proprietari, e ancora meno se si usano i loro nomi, foto, video ecc. in una discussione pubblica di problematiche vissute nell’esercitare la propria professione. Per me, equivale ad un medico che la sera va al bar e parla della salute dei suoi pazienti con i suoi amici. Nell’articolo qui di sopra, mi pare che i proprietari del cane siano messi in croce pubblicamente… e invece direi che quando i proprietari chiedono una consulenza perché alla ricerca di una soluzione per aiutare il loro cane… non se lo meritano.

    A mio avviso — ed è certamente una mia opinione — aver fatto una scelta diversa da quella suggerita dall’educatrice non è una colpa sufficente per essere criticate così duramente in un forum pubblico.

    Per quanto concerne proprio la descrizione dei proprietari ….. a me, da persona con vari problemi fisici gravi, che conosce poi tante persone con problemi fisici ed emotivi, è dispiaciuto leggere una critica così feroce in particolare della persona che non è scesa dalla macchina. I motivi per cui non lo ha fatto potrebbero essere tanti…. nessuno può conoscere le motivazioni di quella persone, né in quali condzioni si trovava … e a mio parere lei non va giudicata da nessuno. A me è capitato, come a tutti noi, di essere esausta, di essere alle prese con un dolore fisico, o semplicemente di essere alle prese con altri gravi problemi nella mia vita privata… e di conseguenza di sottrarmi da una conversazione…. Dirò di più: mi è capitato anche di rimanere in silenzio, e di non partecipare ad una discussione, semplicemente per rispetto: ero disposta a lasciare la decisione all’altra persona. Mi è capitato infine di non partecipare ad una conversazione proprio perché sapevo benissimo che non sarei mai stata d’acordo con i suggerimenti che avrei ricevuto. E può essere che era così in questo caso: se la proprietaria aveva saputo che l’educatrice lavora con determinati metodi, e non era disposta a lasciare il suo cane in mano a persone sconosciute per un periodo prolungato… ecco un motivo più che leggitimo per non essere scesa dalla macchina.

    Questa storia mi ha fatto riflettere non sul discorso “se è corretto o meno sottrare un cane dai proprietari per il suo bene” … ma piuttosto sulla confidenzialità che come istruttori dobbiamo alle persone in difficoltà che si rivolgono a noi per chiedere aiuto.

    • Elisabeth, guarda che con queste persone ho avuto altri contatti: con il cane no, ma con loro sicuramente sì. Una di loro è una persona aperta, disponibile al confronto, che ci tiene davvero al benessere del suo cane. L’altra è una persona molto chiusa, arroccata sulle sue posizioni, alla quale non puoi dire “ba” senza che si offenda… e che cambi educatore il giorno dopo.
      Se la persona che ha in carico Dexter adesso (ormai faccio pure il nome del cane perché è stato reso pubblico da altri, non da me: nel video si vede un border collie “doppio merle” identico a mille altri, quindi non si può certo dire che abbia “usato i loro nomi o foto”…) riuscirà ad andare d’accordo con la proprietaria numero due, tanto di cappello a lei. Ma posso assicurare che non è una persona con cui sia facile interagire…e questo, ovviamente, si ripercuote su tutta la storia del cane.
      In ogni caso, cosa faranno queste signore del loro cane è affar loro: spero di tutto cuore che Dexter riesca a superare i suoi problemi (ma li stava già superando anche prima…), ma le cose di cui ho voluto parlare sono altre. Una è l’abitudine di sputtanare “a porte chiuse”, permettendo però che poi le storie escano su bacheche pubbliche, ma incazzandosi se finiscono un sito piuttosto seguito; l’altra era appunto l’assurdo accanimento contro chi sceglie di lavorare un cane staccandolo dai proprietari. Che è un tipo di lavoro che si può non condividere, ma che non va certo criminalizzato a prescindere come invece alcuni stanno facendo.

      • si capisce che l’intenzione di questa redazione era di parlare di altro… e La ringrazio della risposta ma …
        …rimango sempre dell’idea che più che preoccuparsi di frecciate tra istruttori o scuole di pensiero diversi, la cosa più importante nel caso specifico è rendersi conto che se questi proprietari un giorno leggeranno l’articolo qui sopra, mi dispiace dirlo, si sentiranno traditi, imbarazzati, forse umiliati ma in ogni caso fortemente criticati. Proprio come dice Lei, Valeria, FB e Internet fanno girare notizie, foto e video alla velocità della luce … e non ho dubbi che un sito pubblico come quello della vostra redazione sia consultato da qualche conoscente cinofila delle 2 proprietarie la cui storia viene raccontata nell’articolo. Ciò che io posto in FB non mi aspetto di trovarlo pubblicato da persone al di fuori dal mio gruppo di amici …. e se dessi il permesso di utilizzare video o foto miei presi dal mio profilo, non mi aspetterei certo di troverli a corredare un articolo in cui io vengo fortemente criticato pubblicamente.

        La cinofilia italiana deve essere migliore di questo: come può la nostra categoria pretendere rispetto, e di essere vista come professionale, se poi non dimostriamo noi stessi delicatezza e riservatezza nei confronti dei proprietari ?

        La mia non vuole essere una critica personale nei suoi confronti; esprimo solo la mia idea che bisogna lasciare l’ego dei vari istruttori e l’orgoglio delle redazioni fuori dalla porta e invece concentrarsi sui doveri che il lavoro di istruzione cinofila porta con se…

        Non sono la diretta interessata e dunque per me è facile dirlo… non ho ricevuto critiche in rete su gruppi FB e dunque non mi sono sentita in dovere di difendermi come la Vs. redazione si è sentita di dover fare …. ma per me i commenti in un gruppo chiuso FB sono come in famiglia o tra amici e non c’è nulla di scandoloso….

        ….per come lo vedo io, invece, il problema qui non è lo ‘sputtanarsi’ in privato o in pubblico tra guru della cinofilia con formazione e impostazione diverse ….. è lo ‘sputtanare’ due proprietari da parte di una redazione giornalistica che non può essere condivisa. Sfogarsi in questa maniera mettendo in mezzo i proprietari su un sito pubblico giornalistico non ha senso… e — sempre a mio avviso — a volte bisogna lasciar perdere, mandare giù l’indignazione e guardare dall’altra parte quando si è arrabbiati, se così facendo si proteggono le persone che non c’entrano nulla…. come queste proprietarie. Io spero che ci rifletterete un po’ su questo… perché per me avete fatto una cosa triste, senza volerlo, nella rabbia del momento.

        Che i loro nomi e cognomi non siano stati pubblicati importa poco, a mio avviso. Per me dobbiamo tutti quanti riflettere sull’abitudine diffusissimo tra istruttori ed educatori di parlare male dei proprietari con terze persone… sia in privato che su redazioni come la vostra. Ne va di mezzo la nostra immagine di serietà e la nostra deontologia.

        Per quanto concerne il lavoro con questi cani tutor fatto in questa maniera con un cane ipovedente…. e il togliere questo cane in particolare dalla sua casa.. devo dire che con questo grado di disabilità non condivido l’idea, ma sono opinioni e ognuno ha la sua.

        Io sono un po’ ‘New Age’ 😉 … e diciamo che per me togliere ogni riferimento ad un cane così in difficoltà sia troppo.
        Qualcuno qui sopra ha citato il film ‘Anna dei Miracoli’, citando la storia di Helen Keller (che era sorda e cieca) e l’aiuto che Helen ha avuto da Annie Sullivan, che è riuscita ad aiutare la piccola Helen quando la sua famiglia è rimasta paralizzata di fronte alla tragedia che viveva Helen.
        Io ho visto l’opera teatrale, e il film, conosco la storia di Helen e ho letto molto di ciò che ha scritto…. e trovo il paragone un po’ azzardato.

        Per chi non l’ha visto…. due scene dal film 😉

        la scena del cibo http://www.youtube.com/watch?v=AohgBO3Ztho
        la scena dove finalmente Helen riesce a capire il senso dei gesti http://www.youtube.com/watch?v=aq-TQHyjNXs

        • Elisabeth, non posso concordare su un rispetto della privacy che vada oltre quello già garantito (ovvero, niente nomi e niente facce): e questo per il semplice motivo che è impossibile descrivere un “caso” cinofilo senza parlare anche del lato proprietari (anche perché, se non fosse per i proprietari, spesso i “casi” non sarebbero tali).
          Che dovrei fare? Dire che queste signore hanno fatto il meglio del meglio con il loro cane? Se ne dedurrebbe che è la sua patologia a farlo comportare così, mentre non è assolutamente vero! Il cane si comporta così perché, oltre ad avere un handicap, non ha trovato alcuna sicurezza né alcun punto di riferimento reale nelle sue umane: quindi si sente in dovere di “fare da solo”…e il suo modo di fare da solo è aggredire tutto e tutti.
          Se non fosse stato bambinizzato, sarebbe un altro cane: e questo bisogna dirlo anche perché non sarebbe giusto che chi legge pensasse “ahhh allora un letal white non lo adotterò mai, perché è mordace”. Il che non è vero.
          Non devo dire che tra le proprietarie c’è un conflitto sulla gestione del cane? Ma anche questo fa parte del problema, purtroppo! Se in casa un membro della famiglia segue i consigli dell’educatore e l’altro fa l’esatto opposto, il cane va in confusione: e questo bisogna che si dica.
          Si riconosceranno? Ma certo che sì. Si incazzeranno? Probabile…ma io non faccio un sito che si occupa di propretari: faccio un sito che si occupa di CANI.
          Io non avevo fatto neppure il nome del cane stesso (a parte il fatto che è un nome diffusissimo, quindi non identifica nessuno): l’hanno fatto altri.
          La privacy verso chi non conosce i fatti è sicuramente tutelata: verso chi li conosce…be’, è inutile tutelarla, visto che sanno già tutto.
          Siccome il caso di questo cane si intreccia MOLTO strettamente con la pessima gestione che ne è stata fatta, sinceramente a me interessa parlare di questo e delle possibili soluzioni. E anche spiegare i motivi per cui, in alcuni casi, si può decidere di provare a staccare il “cordone ombelicale” (malato) che lega un cane al proprietario, senza venire subito additati come pazzi furiosi che prendono il cane e lo nascondono in qualche cantina per sottoporlo a chissà quali pratiche disumane.
          SE queste accuse non fossero saltate fuori, SE si fosse rispettata la scelta dell’educatrice e SE il gruppo di FB si fosse occupato dei casi suoi, tutta questa discussione non sarebbe mai nata.
          Ma qui ci si preoccupa del fatto che due anonime “signore” possano riconoscersi in una descrizione, mentre del fatto che una signora assai meno anonima, che lavora ogni giorno con i cani e che con i cani vive, venga additata come una deficiente – nel migliore dei casi – o come una maltrattatrice, nel peggiore… questo non interessa a nessuno.
          Strano modo di intendere la tutela di un’immagine.

          P.S.: ribadisco, per l’ennesima volta, che il video NON ritrae le proprietarie. Le gambe che si vedono sono quelle di una veterinaria, mentre il video è di proprietà dell’educatrice che ne ha autorizzato espressamente la pubblicazione su questo sito.

        • il paragone l’ho fatto io, leggendo che il cane aggredisce le persone se viene spostato dal cuscino del letto delle padrone, pensando proprio alla scena precedente postata da lei, Elisabeth, ossia quella in cui sono tutti a tavola e la ragazza sordo cieca mangia con le mani dal piatto e si comporta come una selvaggia, senza che i famigliari facciano una piega. La scena postata da lei è decontestualizzata e fa sembrare Ellen la sorellina di Regan quella posseduta, ne l’Esorcista 😉

  20. Non entro in merito al cane, che non conosco. Sono felice sia più sereno
    Sono anche felice venga evidenziata la notevole differenza tra il “metodo cani tutor” e l’approccio che prevede l’aiuto dei Teaching Dogs
    Senza tema di smentite, la più evidente differenza è che un TD E’ un cane, che fa il cane, 24 ore al giorno.
    Facendo il cane, con le proprie doti, prima di tutte l’empatia, aiuta altri cani con cui interagisce.

    • ma hai mai visto che scrivere da me che i Teaching Dogs sono una cavolata? sono semplicemente UN’ ALTRA COSA! e se un altro metodo funziona, sono super contenta per i cani!!!!

      • grazia, non mi riferisco a te ma alla frase della autrice “quando un cane è stato formato come tutor, non è che “faccia il tutor” in ogni istante della vita sua. Quando non sta lavorando all’interno del programma, fa il CANE! ” Ribadisco che i TD Sono cani Che fanno i cani, sempre

        • E chi ha mai detto il contrario, scusa? Ho citato i TD solo perché, nella discussione in oggetto, sono stati identificati con i cani tutor, mentre si tratta di una cosa molto diversa… il che dimostra che i commentatori non sapevano di cosa stavano parlando.

    • a me pare, avendoli visti all’opera con il mio cagnino aggressivo perché pauroso e con difficoltà a capire i segnali degli altri cani (un po’ un classico), che anche i cani tutor siano cani 24 ore al giorno, cioè sono proprio cani al 100 per 100 che fanno cose che ti aspetteresti che faccia un cane normale, ben equilibrato, ma normale, mica è roba da circo 🙂

      • a antonella:

        x quanto ho capito i Cani Tutor oltre a lavorare con un metodo ben preciso e talvolta all’interno di spazi progettati allo scopo in modo da ridurre lo stress e i potenziali imprevisti (e scegliendo i cani adatti alle varie fasi del lavoro sia in base a competenze e carattere del cane, ma anche in base alla scala neotenica in modo da approcciare il cane “paziente” con il cane + vicino al suo modo di comunicare/comportarsi), possono lavorare anche sotto indicazione del loro umano, mentre i TD lavorano “in base al loro istinto canino” e non sotto indicazioni umane precise…o almeno questo è ciò che ho capito io, se sbaglio correggetemi.

        • Solo una correzioncina: non “possono”, ma “devono” lavorare in base alle indicazioni del conduttore. Questo non significa che venga in qualche modo falsata la comunicazione tra cani (come alcuni pensano), perché l’interazione è prevalentemente olfattiva e su questo gli umani non possono ovviamente metter becco. Quello che l’umano DEVE saper fare è calibrare bene i concetti di “pressione e rilascio”, ovvero far avvicinare/allontare il cane tutor, basandosi sulle reazioni del cane paziente (ma anche su quelle del tutor stesso), in modo che i cani possano interagire sempre in sicurezza (ripeto: soprattutto attraverso l’emanazione di feromoni e il rilascio di catecolamine, che verranno rilasciate in modo diverso a seconda del ruolo sociale dei cane tutor: un omega rilascerà sempre e solo segnali pacificatori e calmanti, un alfa trasmetterà sicurezza e tranquillità…e così via), senza subire pressioni eccessive ma arrivando gradualmente all’accettazione del cane tutor da parte del cane paziente, che sempre gradualmente si convince di non aver nulla da temere (e di solito, a questo punto, si rilassa e smette di essere aggressivo).
          E’ un meccanismo difficilissimo da spiegare per iscritto, mentre è molto evidente quando si vedono questi cani al lavoro. Ovviamente ci sono anche equilibri molto delicati, ragion per cui l’operatore deve essere molto abile nel “leggere” le reazioni di entrambi i cani per capire quanto e quando può “premere” e quando invece deve allentare la pressione.

  21. Perdonate ma vorrei fare due considerazioni.
    La prima in merito al riporto di informazioni. Ricordo che la discussione è stata aperta in un gruppo chiuso da parte di persone coinvolte. Qui, la cosa è stata riportata da un gruppo chiuso in una pagina pubblica, da persone non coinvolte personalmente e che si lamentano e schifano dei riporti di altri. Il bue che da del cornuto all’asino. Questo solo per sorridere eh.
    Seconda considerazione. Il video postato è una visione parziale di un incontro durato molto di più, decontestualizzato e che mostra due soli cani. Non dubito della buona fede ma a questo punto non ci sono elementi per valutare oggettivamente prendendo le parti dell’uno o degli altri. Non si vede l’aggressione e non si vede il terzo cane.
    Una cosa poi in merito al caso specifico. Credo che i proprietari possano non essere obiettivi e possano commettere un sacco di errori. Su questo concordo. Non conosco personalmente i proprietari quindi quanto detto potrebbe anche corrispondere al vero. Il punto è che sono i proprietari ad avere la scelta di come affrontare il percorso. Come ricordato, pur provati e magari esasperati dal rapporto, dai conflitti e dai comportamenti del loro cane, hanno ritenuto quanto visto e quanto loro proposto, non rispondeva a quanto volevano. Legittimamente hanno cercato una alternativa che non comportasse di lasciare il cane ad altri. Io lo capisco. Ricordo anche che i proprietari, dopo questa esperienza si sono rivolte alle persone che hanno aperto il post sul gruppo chiuso e che hanno offerto una alternativa al metodo precedente. Alternativa gradita ai proprietari e che ha portato a notevoli progressi.
    Non capisco cosa altro ci sia da aggiungere. Sarà legittimo che i proprietari si rivolgano a chi meglio credono.
    Non mi pronuncio sul metodo dei cani tutor che non conosco ma sono felice che i proprietari abbiano avuto la forza di lasciare qualche cosa della quale non erano convinti. Ora sono in ottime mani. L’importante è che abbiano trovato qualche cosa che li faccia stare meglio.
    Per quanto possa contare il mio pensiero.

    • “La prima in merito al riporto di informazioni. Ricordo che la discussione è stata aperta in un gruppo chiuso da parte di persone coinvolte. Qui, la cosa è stata riportata da un gruppo chiuso in una pagina pubblica, da persone non coinvolte personalmente e che si lamentano e schifano dei riporti di altri. Il bue che da del cornuto all’asino. Questo solo per sorridere eh.”

      Peccato che il problema non sia “in un gruppo chiuso si parlava di una vicenda in cui voi non eravate coinvolti e quindi che ne parlate a fare?”, come vuoi far sembrare tu e che ci potrebbe stare come argomentazione, ma il problema sia stato che il “gruppo chiuso con le persone coinvolte” non si limitava a parlare della vicenda specifica ma sputava sentenze su un intero metodo e su determinate tecniche.

      “[…]
      Non capisco cosa altro ci sia da aggiungere. Sarà legittimo che i proprietari si rivolgano a chi meglio credono. ”

      Certo, le padrone del cane erano liberissime di scegliere un altro educatore, un altro metodo e quant’altro, anche se – ovviamente – è lecito discutere sulle competenze che avevano per stabilire se l’educatore stesse sbagliando o meno, ma a quel punto poteva essere lecito un commento del tipo “beh, in questo caso il metodo X non ha funzionato” o “l’educatrice Y non è stata capace di risolvere il problema”, invece nel “gruppo chiuso dove c’erano le persone coinvolte” a quanto pare la discussione era “quel metodo è una cagata”, “tutti quelli che usano questa tecnica sono degli incapaci” e quant’altro. Che mi pare un pelo diverso.

      • Su un gruppo di un dato metodo è ovvio si sostengano date tesi e si discutano (anche disprezzino) altre. Su alcuni termini usati concordo. Non amo le offese gratuite. Ma una cosa sono le offese, altro è la critica. Il fatto è che il gruppo chiuso è ristretto e fruibile solo a chi vi partecipa con comunione d’intenti (o così dovrebbe). Questa rivista è pubblicamente fruibile da chiunque. Riportare in privato o in pubblico è ben diverso soprattutto se chi riporta in pubblico si lamenta di chi parla in privato. E’ una prassi normale “sbottonarsi” in alcuni contesti ed essere più rigorosi e formali in altri. Il problema sorge quando le discussioni private vengono riportate in pubblico. Non erano nate per quel contesto. E soprattutto il pubblico non è a conoscenza dei fatti riportati. Sempre con la leggerezza che il caso merita.

        • Luca, il fatto era GIA’ stato riportato su un profilo pubblico. Questo è il limite di FB, purtroppo: e comunque, anche in un gruppo chiuso, sparlare di ciò che non si conosce non mi pare possa essere di grande aiuto alla cinofilia. Diverso sarebbe stato se si fosse parlato di qualcosa a cui si è assistito personalmente…ma anche in questo caso, credo che si sarebbe dovuto dare ai protagonisti la possibilità di difendersi, anziché bannarli.

        • Ah beh, se secondo te è normale che – basandosi peraltro solo sul sentito dire, a quanto pare – una persona si permetta di dire di altre che “vanno fermate” e di insultare un metodo che magari si conosce solo anche quello solo per “sentito dire”, ed è anche normale bannare chi arriva nel gruppo portando la sua opinione diversa da quella di chi gestisce la pagina, allora va tutto bene.

          Questi discorsi sul pubblico e privato, in compenso, mi ricordano tanto i politici (ma anche un’altra categoria di persone) che amano tanto fare le cose in privato e amano un po’ meno che le loro discussioni vengano rese pubbliche…

    • Luca, finalmente un commento civile a cui rispondo volentieri.
      La discussione NON è stata aperta da persone coinvolte: è stata aperta da Alexa Capra dopo che le proprietarie del cane le hanno raccontato la propria versione dei fatti, ovvero la visione di due non-cinofile: anzi, di persone che sono state incapaci di gestire un cane che nessuno avrebbe neppure dovuto affidare a gente così inesperta…ma su questo si potrebbe aprire un altro infinito dibattito.
      In base a questo la Capra ha visto bene di aprire un thread definendosi “nera” perché aveva “sentito dire” che due cani lupi cecoslovacchi avevano “aggredito” il border sordocieco (in realtà ipovedente), e da lì in poi è stato tutto uno spalar merda su una persona che neppure conoscono e che non hanno mai visto lavorare, con l’aggiunta di insulti vari al metodo “cani tutor”.
      Questo mi fa, sì, lamentare e schifare, visto che: a) il metodo non c’entrava una beata cippa con ciò che è successo; b) ritengo che i cani tutor (intesi come protocollo, metodo eccetera, e non come “cani che fanno anche questo lavoro”) potrebbero essere veramente un’innovazione rivoluzionaria e dovrebbero essere conosciuti da tutto il mondo cinofilo…se non fosse che danno molto fastidio a qualcuno (nella fattispecie, a chi deve vendere per forza il proprio metodo e quindi vede bene di sparare a zero su qualsiasi cosa che se ne distacchi, anche a costo di essere scorretto fino all’inverosimile).
      Siccome qualcuno che sta(va) all’interno del gruppo di FB in cui è partito lo sputtanamento ha tentato di spiegare com’erano andate in realtà le cose ed è stato immediatamente bannato, ritengo che sia un mio diritto difendere dal MIO sito (pubblico, sì: forse perché io non ho niente da nascondere) una persona che stimo – il che non significa che sia infallibile, per carità – da attacchi basati su qualcosa che NON E’ MAI SUCCESSO (ovvero la presunta “aggressione”, letta come tale solo dalle proprietarie del cane) e che si estendono a tutto il metodo, che in quell’occasione NON veniva applicato perché si trattava di tutt’altro lavoro.
      I proprietari di qualsiasi cane sono liberissimi di andare dove gli pare e piace: educatori e addestratori vari NON sono liberissimi di sputtanare pubblicamente i colleghi, né di scrivere cose come “va fermata”, o “manda i suoi cani e menarsi con gli altri”. Perché questo è semplicementee FALSO: e siccome non è possibile difendersi all’interno del gruppo, allora la difesa la faccio io da casa mia… e adesso mi prendo anche la briga di bannare i provocatori, mentre – come vedi – a chi motiva i propri interventi continuo a rispondere.
      La signora Capra aveva (più o meno) motivato anche il suo, ma l’ho cacciata fuori in quanto persona non gradita su questo sito.
      Ritengo che i diritti siano uguali per tutti.

    • Ma cos’è, vi fate imbeccare anche per i commenti da dare all’articolo? Almeno siate un po’ originali, dai…
      Sorvolando poi sul ridicolo concetto dello “sputtanamento pubblico”, visto che non è stata certo lei la prima a “sputtanare”, eh. Oppure siccome lo sputtanamento era nel “gruppo chiuso” va bene perché vi davate ragione e pacche sulle spalle a vicenda ed era una pagina “per pochi eletti” dove nessun poteva esprimere parere contrario perché veniva bannato ?

      Eeeh, vuoi mettere, sparlare dietro sì che è signorile!

  22. Comunicazione di servizio: la signora Alexa Capra, più volte ospitata su queste pagine, stavolta ha ricevuto un po’ della sua stessa medicina, ovvero è stata bannata.
    Sono un po’ stufa di rispondere con apertura e dialogo a gente che non sa ricambiare con la stessa cortesia, e che ti sbatte fuori ogni volta che tenti di instautare un confronto.
    Stavolta ho sbattuto fuori lei…e se andiamo avanti così sbatterò fuori anche il resto dei suoi adepti. Così magari capiscono l’effetto che fa.

  23. Ah, questi cani sordo ciechi che fanno troppo i bulli perchè troppo viziati…

    Valeria Rossi, devi solo vergognarti. Il 90% dei tuoi contenuti sono solo veleno sputato.

    • Essì: quando si risponde alle palate di merda lanciate random su persone che cercano di fare un lavoro serio con il cane anziché sfrucugliarsi i proprietari a suon di chiacchiere, allora “si sputa veleno”.
      Conosci il cane? Conosci le proprietarie?
      Se sì, non puoi che essere d’accordo con me. Se no…che parli a fare?

      • Scrivere queste schifezze basandosi su poveretti che copia incollano inerventi in gruppi chiusi per riportare il tutto alla mamma o alla maestrina è patetico.

        Sputtanare persone chiaramente identificabili con tanto di video del cane esprime zero rispetto, senso di responsabilità e di professionalità.

        Zero rispetto. Zero. Per non parlare del cane.

        • Invece sparlare tra amichetti nei gruppi chiusi e poi quando si viene “beccati” fare gli offesi indignati denota molto rispetto e non è affatto patetico, hai ragione 🙂

        • Identificabili dal video? Si vedono due cani e un paio di gambe! Il paio di gambe, peraltro, appartiene a una veterinaria che è disponibilissima a dire la sua opinione su questa vicenda.

    • Hai ragione, deve vergognarsi sicuramente Valeria che pubblica le cose su un sito pubblico (aggratis, con buona pace del povero Tony) e lascia spazio ai commenti (anche a quelli profondamente intelligenti come il tuo e quello del già citato genio precedente), non devono invece vergognarsi Capra & c che sputano sentenze dai loro gruppi e pagine “chiuse” di Facebook e al massimo ne escono solo se seguite dal caloroso seguito dei fans a dar loro manforte, come si può notare dai commenti che stanno uscendo a questo articolo e dal numero di pareri “pro” e “contro” ai vari commenti).

      • Certo, si dovrebbe vergognare… Perchè? E’ quello che penso e lo scrivo eccome…

        La sig.ra Rossi non è certo l’unica persona a non avere peli sulla lingua, eh?

        Toh, serve nome e cognome? Alessandro Fausto.

        Scrivere cose su un sito pubblico ha come conseguenza che le persone leggano, pensino e reagiscano.

        C’est facile…

        • LOL, ma è bellissimo, riuscite a scavarvi la fossa da soli senza che uno debba manco sforzarsi…

          “Scrivere cose su un sito pubblico ha come conseguenza che le persone leggano, pensino e reagiscano.”

          Appunto.
          Invece scriverle tra amichetti sulla pagina Facebook “chiusa” e dirsi “bene bravo bis” da soli finchè si spettegola in gruppo, ma poi fare gli offesi quando si viene “beccati” a scrivere le malignate che si pensava leggessero solo i propri amichetti ha come conseguenza di rendersi ridicoli.

          C’est facile…

          • peccato qualcuno ste maldicenze le avesse riportate sulla sua bacheca pubblica…. ma anche questi.. son dettagli dai.

          • Mah, guarda, io non mi scavo nessuna fossa…

            Nel nostro gruppo parliamo di quel che vogliamo, punto. E’ il nostro gruppo.

            Pubblicamente qui si scrive quel che si scrive e la gente risponde dicendo quello che pensa.

            E’ VERAMENTE facile.

            Mo’ torno al lavoro, va…

        • “Scrivere cose su un sito pubblico ha come conseguenza che le persone leggano, pensino e reagiscano.”

          Ecco, appunto. E allora che hai da lamentarti?

  24. Il video mostra un cane eccitato e sfrontato che infastidisce un cane tranquillo. Questa eccitazione e sfrontatezza tipica di chi non ha conosciuto il LIMITE
    lo porterebbe per natura ad essere redarguito dagli adulti. Quindi credo sia solo convenienza del cane/padrone avere a che fare un cane adulto equilibrato
    piuttosto che con un altro adulto nervoso, come potrebbe capitare in un incontro casuale.
    Un cane ha bisogno di conoscere ed avere dei limiti,perchè questo gli permetterà poi di muoversi più liberamente e con sicurezza.
    Spesso cani così hanno bisogno di essere fisicamente contenuti. Di sicuro al momento non ne sono felici, ma effettuando il tutto in modo che la cosa inizi e si concluda lasciando al cane una
    certezza in più ed una frustrazione in meno,non può che conferirgli maggior autostima.
    In natura gli adulti limitano i giovani, l’uomo spesso vede il limite come una punizione, e quindi iniziano i problemi. In realtà è proprio il contrario.
    Quando un cane impara quali sono i limiti da rispettare come MUST ,raggiunge un livello di libertà psico-fisica quasi assoluta.
    Un cane che sa che non si attraversa la strada senza aspettare il padrone, che sa che deve salire sui marciapiedi e non camminare in mezzo alla strada, che se qualcosa lo spaventa prima di fuggire
    cerca il padrone,ecc..è un cane secondo me ha raggiunto con un buon livello di MERITATA libertà. E non è affatto triste perchè non sale sul divano e non entra in camera da letto e in cucina,ecc..
    Un cane così sa che la fiducia riposta in lui dal padrone è grande e quindi si impegnerà sempre di più a cercare di aumentare questo suo status.
    FIDUCIA è spesso sinonimo di libertà o comunque ne è la conseguenza diretta.
    Nel 2013 ci sono persone che non capiscono che un LIMITE (posto secondo logica di equilibrio, aggiungo io) non è una privazione,ma un passo verso la LIBERTA’. ( poi su questa parola ognuno ne può dire di cose…)

    Ho due cani di grossa taglia quasi adulti,da qualche mese ho un randagetto-maltrattato in affido.
    Questo randagio mordace ignaro di qualsiasi regola si è scontrato qualche volta con gli altri due. Nessuno si è fatto nulla, se non qualche pelo volante, ma ogni volta ne usciva un insegnamento per lui.
    Ora lui ha assimilato le regole ed ha trovato il suo spazio nel branco.
    I miei cani non hanno subito nessun trauma, se non il fatto solo di capire che ci facesse li quel nuovo cane.
    Il randagetto ha imparato regole e limiti ed ora sono già in grado di farlo correre nei boschi libero e gioca con gli altri due come fratelli.

    Tutto questo per dire: bell’articolo! (ps.non sono un educatore)

  25. Non lo leggo tutto perché le prime righe mi bastano per provare disgusto.
    Valeria visto che scrivi che cerchi di tenertene lontano, perché non lo fai, come mai ogni tre per due ti ritrovi a scrivere qualcosa su chi già sai. Ma chi sei tu? quali sono le tue competenze? quali sono i tuoi meriti? dove studi? dove insegni? quali contributi hai dato alla cinofilia? quali riconoscimenti nazionali e internazionali hai ricevuto? Di quale progetto di recupero ti sei mai occupata? A quale forum mondiale sul cane sei stata relatore? Di quale master presso quale università sei docente? con quanti e quali etologi porti avanti ricerche scientifiche? Dov’è il tuo campo? dove possiamo venire a vederti (gratis) lavorare un cane?
    Trovati un lavoro invece di scrivere articoli incendiari per attirare lettori sul tuo blogghetto pagato dagli sponsor. Più visualizzazioni, più soldi vero? E’ così che funzionano gli sponsor sui blog vero? Sei patetica.

    • Uahahahahahahahahaha, ti prego dimmi che volevi raccontare una barzelletta e che non sei così idiota e patetico da aver scritto questo commento in maniera seria, per favore!

    • E un bel “e tu chi cazzo sei” ce lo vogliamo mettere?
      Potrei anche rispondere alle tue domande, se tu avessi un nome e un cognome. Altrimenti, per me, sei un qualsiasi trollino da strapazzo.

  26. Ho casualmente avuto l’opportunità di vedere Dexter un paio di mesi fa e due settimane fa. La prima volta ho visto l’approccio di Liviana con il suo cane sordocieco, è stato un momento bellissimo, di totale comprensione, empatia, comunicazione, rispetto (e di grande insegnamento per tutti, anche chi non deve affrontare questo handicap). Dopo poche settimane di lavoro su queste basi, Dexter E’ (tempo presente) un cane sereno, rilassato, un cane completamente diverso. L’ho visto con i miei occhi, prima e dopo.

    • Potrei dire la stessa identica cosa: ho visto (solo in video) Dexter dopo le prime lezioni con Grazia, che si lasciava fare i grattini ed era rilassato e felice. E questo dopo due lezioni. Peccato che poi sia nata l’incomprensione di cui si parla nell’articolo e che, per l’ennesima volta, le proprietarie abbiano deciso di andare altrove… almeno finché dura il feeling con la nuova educatrice. Spero sinceramente che duri, per il benessere del cane.

        • Mika, ma tu l’hai visto il cane all’inizio? Se l’avessi visto sapresti che questo (ottenuto, credo, dopo un paio di lezioni con Grazia) era un risultato incredibile… visto che fino a due giorni prima, se solo “intuiva” che qualcuno gli si stava avvicinando, partiva all’attacco (fatto anche con me). E se lo sfioravi ti staccava la manina.

          • ok… ma insomma non è che sia proprio l’emblema della rilassatezza, eh… è rigido, non mostra alcun segnale sociale o di gradimento verso le coccole, ha le orecchie girate di lato e indietro, “guarda” altrove e si rivolge alla persona che lo tocca un paio di volte come a dire “togli quelle mani”, se non ci fosse il guinzaglio probabilmente si allontanerebbe… certo sicuramente meglio questo che partire all’attacco… comunque non è un border, è un australian shepherd 🙂

          • A dire il vero è un mix…ma non importa la razza, dài. Importa che quel risultato fosse arrivato dopo un paio di lezioni…e a me sembra già una gran cosa. Certo, se dopo due lezioni avessi visto il cane rilassato e sereno, avrei gridato al miracolo! Ma anche i progressi sono qualcosa…

  27. 1) alla tipa che giudica e non scende dalla macchina consiglio vivamente la visione del vecchio film “Anna dei miracoli”

    2) ho superato i quaranta e da bambina giocavo con due pt femmine stupende, bellissime che avevano il compito di fare la guardia alla gioielleria e al bar della mia via. Non ricordo a quale età dei cani, ma ad un certo punto entrambe sono sparite per un mesetto perché sono state portate dall’addestratore. All’epoca mi pare fosse la norma e i cani sono tornati per nulla traumatizzati, stressati o chissà che, solo con un bagaglio di competenze che prima non avevano.

  28. Ciao a tutti
    pur essendo lettrice assidua del sito è la prima volta che decido di fare un intervento… perché io ho avuto la grandissima fortuna di fare assieme alla mia Morgana un’esperienza di recupero comportamentale con i cani tutor di Claudio, esperienza che è ancora in corso.

    Premettendo che Claudio non ha nessun bisogno di essere difeso (in quanto la sua professionalità e la sua umanità parlano per lui, come pure gli occhi del mio cane nei quali vedo finalmente soddisfazione e appagamento) mi sento di dire che non ho mai assistito a maltrattamenti nei confronti del mio cane (anzi forse sono i cani relegati su un divano a fare una vita che di canino non ha proprio nulla o quelli bambinizzati all’inverosimile). Gli splendidi cani di Claudio fanno una vita che ogni cane sognerebbe (e credetemi, si vede dal loro sguardo e dalla loro gioia) e io, se lui lo avesse ritenuto opportuno, non avrei avuto alcun problema a lasciargli Morgana per un periodo, anche se nel nostro caso non ce n’è stato il bisogno. E non è certo una persona che fa questo lavoro per soldi!

    Non mi soffermerò a raccontare la lunga storia di Morgana, adottata dal canile e con problemi di aggressività intra e interspecifica. Voglio solo dire che dopo tanti tentativi Claudio Mangini è stato l’unico a darci la speranza del cambiamento e sarei molto rattristata se, dopo aver letto il suo comunicato su FB, altri proprietari come noi non dovessero avere l’opportunità di lavorare col suo metodo.

    Certo non lavora solo il cane…lavora pure il padrone…eccome! Lavora sul rapporto col cane, sulla cooperazione, ma secondo me anche su stesso! Spesso i nostri amici pelosi ci fanno l’enorme regalo di costringerci a lavorare su noi stessi. E questo non me l’ha detto Claudio, me l’ha fatto capire la mia cagna quando ho iniziato a lavorare sul serio con lei.

    Francesca

  29. Sul cane che si “diverte” ad avere in casa cani estranei e problematici…beh, direi che è un po’ estremo. Dipende molto dal cane ospitante, dal suo carattere e dalla gestione dell’umano, nonché dal carattere del cane ospitato. Io faccio stalli, a volte ho avuto in casa cani problematici ma non posso certo dire che le mie cagne si divertissero…anzi. C’è chi accetta il nuovo arrivato, c’è chi lo subisce, chi lo evita e chi ne farebbe volentieri a meno… per carità, in qualche caso c’è anche qualche cane che si diverte…solitamente però non sono le cagne ospitanti…
    Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio… il metodo “cani tutor” può essere un buon metodo, dipende sempre da chi lo utilizza…e con che cani viene utilizzato.
    Un cane sordocieco, per entrare nello specifico, ha molti meno riferimenti rispetto a un cane normodotato. Nel momento in cui affronta il mondo o ha una fiducia molto grossa nel “padrone” o “compagno umano”, o è molto probabile che sia in autodifesa… per carità, la “rissa” tra cani ci può stare; quello che non ci può stare, o meglio andrebbe evitato fino a che non diventasse l’ultima spiaggia, è l’allontanamento di un cane sordocieco dal suo ambiente e dalla sua famiglia.
    Non so quanti abbiano avuto a che fare con cani sordociechi…io purtroppo\per fortuna ho ospitato un cucciolo sordocieco che il proprietario della madre voleva ammazzare. Ebbene, il perché un cane con quegli handicap non andrebbe allontanato dai suoi “spazi sicuri” e dalla sua famiglia è semplicemente uno: perde tutti i riferimenti. E’ come se noi avessimo solamente olfatto, tatto e venissimo sbattuti in una realtà diversa da quella che conosciamo, senza riferimenti, e in “compagnia” di persone e cani che non conosciamo…i livelli di stress sarebbero altissimi. Questi cani hanno una capacità di adattamento a nuove situazioni molto scarsa, vanno facilmente in crisi….sbattono in giro finchè non memorizzano la pianta della casa (e non è questione di un giorno\due), ogni tanto comunque perdono l’orientamento e vanno letteralmente in panico, ululando, piangendo, girando su sé stessi e solitamente camminando all’indietro per proteggere la testa dagli urti; nel momento in cui hanno un buon orientamento poi, inciampano su qualunque oggetto fuori posto, sul cane che si è sdraiato per terra, ecc… ecco perché, mettendo sulla bilancia stress e benefici di un allontanamento da casa di un cane con queste problematiche fisiche, io sono comunque orientata per un lavoro mantenendo il cane nell’ambiente che, per quanto “inquinato” dalla gestione delle proprietarie, è pur sempre il SUO ambiente.
    Nel caso di un allontanamento da casa, nel momento in cui poi il cane si è ambientato nella nuova situazione verrebbe rispedito a casa, dalle proprietarie che nel frattempo avrebbero avuto una formazione teorica sul come approcciarsi e comportarsi sul cane (da quanto ho capito, correggetemi se sbaglio…non conosco nel dettaglio il metodo cani tutor)…beh, come si sa, a molte persone puoi spiegare molto, poi nel momento in cui hanno nuovamente a casa il loro “ciccino”, luce dei loro occhi, è difficile che riescano a seguire le istruzioni date dall’istruttore.
    Per curiosità, dopo l’allontanamento e il reinserimento del cane in famiglia, il cane (o meglio la famiglia, visto che il cane nel momento in cui viene reinserito in famiglia dovrebbe essere “a posto”) per quanto viene seguito dall’istruttore (comunque coadiuvata dai cani tutor)?

    • Chiara, è evidente che se lavori con i cani e hai dei cani, si presume che tu abbia anche le strutture adeguate per poter gestire i diversi casi. I miei cani di casa, ai tempi in cui facevo recuperi, erano due pastoresse tedesche che accettavano qualsiasi altro cane in modo molto positivo: ma quando il cane era mordace, aggressivo eccetera eccetera, per i primi tempi stavano su due piani separati della casa e neppure si vedevano in faccia.
      Per quanto riguarda i cani sordociechi, non ho grande esperienza in merito (mentre ne ho avute alcune con i cani “solo” sordi o “solo” ciechi), ma ritengo che la loro capacità di adattamento sia assai meno limitata di quanto tu non pensi. I cani sono animali ad orientamento olfattivo e, con un minimo di attenzione, ci mettono veramente pochissimo a capire i nuovi spazi e a riuscire a muovercisi dentro agevolmente.
      Purtroppo i cani con handicap vengono troppo spesso “poverinizzati” dai proprietari, che di fatto impediscono loro di esprimersi perché troppo protettivi. Un cane cieco con cui ho lavorato aveva vissuto tre anni senza MAI uscire dall’appartamento (gli avevano anche costruito il gabinetto in casa… ed era un riesenschnauzer!), perché “poverino”. Dopo una settimana con me, il poverino correva come un pazzo nel campo senza mai andare a sbattere contro niente (e di cose ce n’erano: palizzata, revier, salti…) e giocava con gli altri cani: ma mica perché io fossi chissà quale santa miracolistica. Solo perché gli avevo permesso di “fare il cane”, cosa che per tre anni gli era stata negata.
      Infine: hai ragione, a volte il reinserimento in famiglia comporta delle difficoltà. Ai miei tempi io risolvevo passando molto tempo con i proprietari (tipo una settimana a casa loro, per poi tornare a controllare periodicamente nei tempi seguenti): Mangini ha scelto una vita moooolto più semplice a cui io non avevo neppure pensato, se non in minima parte, e cioè abitua il cane a “sopportare” gli errori dei proprietari, qualora si ripresentassero.
      Col suo sistema il reinserimento con l’operatore vicino dura uno-due giorni: poi si resta in contatto telefonico e ci sono controlli “dal vivo” a breve, medio e lungo termine (all’incirca un mese, sei mesi, un anno).

      • Concordo con te, il pietismo da parte dell’umano non aiuta, anzi ostacola il cane. Il cucciolo da me ospitato, pur essendo sordocieco (e per cieco intendo microftalmico, quindi senza bulbi oculari)adesso fa una vita da cane. Ha i suoi riferimenti umani e fa molto riferimento anche negli altri due cani conviventi. Va in passeggiata con i proprietari, viaggia, ha conosciuto il mare e la montagna. Ciò non toglie che la sua capacità di adattamento a nuove situazioni sia legata indissolubilmente alla fiducia che ha nei suoi proprietari e negli altri cani di casa. Nel momento in cui si trova senza riferimenti, va in panico.
        Avendo osservato questa cosa mi sono informata, ho avuto l’opportunità di mettermi in contatto con altre persone proprietarie di sordociechi (in italia e all’estero, giusto per onor di cronaca) e ho avuto la conferma di ciò che ho scritto sopra.
        Credo quindi che pianificare il lavoro da fare con un dato cane debba tener conto anche dello stato di salute e delle componenti individuali…per questo penso che, al di là del metodo, quello che un istruttore o rieducatore deve avere è la capacità di individuare la situazione, empatizzare col cane e avere la malleabilità di adattare il suo metodo al cane che si trova davanti, magari arrivando anche a informarsi sulla combinazione di patologie di cui il cane è portatore. Detto questo, non so se l’istruttrice che aveva deciso di portarsi a casa il cane per seguire un certo percorso aveva ben presente cosa significa vivere e rapportarsi con un cane con queste problematiche (senza far pietismi, è un dato oggettivo che un cane sordocieco abbia necessità diverse rispetto a un normodotato e che il suo modo di approcciarsi all’ambiente e di vivere ambienti estranei senza punti di riferimento sia molto diverso a un comune cane che ci sente e ci vede) quindi non posso esprimere giudizi… dico solo che probabilmente se fossi stata nei panni dei proprietari, conoscendo il cane nel bene e nel male, al di là della zuffa, che ritengo un fattore secondario, non avrei permesso l’allontanamento da casa.

        • proprio per ciò che esponi tu Chiara, nel video era presente una veterinaria… per la valutazione del caso anche dal punto di vista medica. La valutazione che abbiamo fatto è stata fatta insieme, anche con l’ aiuto di Valeria e Claudio che hanno conosciuto il cane.

  30. eh sì, quel lupo sembra proprio cattivo.. orecchie indietro, testa bassa, si fa mettere le zampe sul groppone.. proprio aggressivo questo tutor…………

  31. Il “board and train” (quando il cane va a stare con l’educatore) è diffusissimo negli stati uniti, sopratutto per cani molto aggressivi o irruenti, e ha ottimi risultati. Qualche volta è essenziale la rimozione temporanea dall’ambiente, che potrebbe essere la famiglia che ha proprio creato i problemi, o padroni che vivono lontano, o una richiesta di “babyproofing” che avviene con la presenza dei bambini dell’educatore stesso. Ci sono spesso i cani tutor, che facilitono molto il percorso. (Ma è solo l’inizio…)
    Ovviamente bisogna scegliere bene l’educatore.

  32. D’accordissimo su tutto ciò che viene detto nell’articolo ma quello che non quadra è la parola educatore. Qui non si tratta più solo di educazione ma di rieducazione. C’è molta confusione fra questi due termini anche perchè molti corsi ti fanno pensare di essere in grado di affrontare lo yeti col diploma e quindi girano personaggi che accettano cani con qualunque situazione alle spalle e parecchi educatori che hanno visto troppe puntate di millan. Diciamo che il caso in questione è da “educatore +” con parecchia esperienza!

    • Diciamo che quanto esisteva una sola figura, quella dell'”addestratore”, tutta questa confusione non esisteva. C’era una figura che, in base alla propria esperienza e alle proprie capacità, prendeva in carico un po’ di tutto, a partire dal cucciolo “tabula rasa” e ad arrivare al cane davvero impegnativo. I ruoli “crescevano” insieme all’esperienza e alle competenze, non in base ai diplomini: e questo faceva sì che si toppasse mooooolto meno di adesso 🙂

  33. Visto che queste persone umanizzano i cani li metterei di fronte all’esempio del drogato o della persona con disordini alimentari che viene mandata in comunità per ripartire da zero. Anche quella persona viene inserita in un altro contesto sociale, con nuove abitudini e anche nuovi divieti. Che sia violenza contro gli esseri umani? Sono “seguita” da cani tutor perchè il mio cane ha problemi ad interagire con gli altri cani (è rimasto fino a sei mesi in allevamento quindi socializzazione ai minimi livelli) è il mio primo cane ed è capitato che il tutor lo ribaltasse come un calzino (“scenata napoletana” come mi pare sia stata chiamata) e non ho fatto una piega non perchè non me ne frega niente del mio cane ma anzi, proprio perchè mi interesso di lui non intervengo perchè se ci fosse stato un serio pericolo è la PERSONA COMPETENTE (non lo sputa sentenze dietro il pc che non c’era al momento del fatto nè la “mamma” apprensiva che pensa che il cucciolo non ha problemi) che conosce sia i cani in generale ma soprattutto i suoi cani che interviene (quanti padroni possono dire di conoscere veramente il proprio cane? Quanti riescono a capire da come si comporta normalmente se il cane ha qualcosa che non va? Alzate le mani e vedrete che siete comunque in pochi). “Poverino” sarà sì il cane “aggredito”(che brutta parola io lo chiamo essere “rimessi in riga”) ma non per l’aggressione in sè ma perchè i suoi padroni lo hanno messo in condizioni di non esser più un cane ma un bambolotto.
    Quindi l’unica cosa che mi rimane da dire è…che si rieduchino anche gli umani!

    • ahahahah Lucia te l’ ho detto tante volte, hai un super cane…. gli manca solo di conoscere cani un pochettino equilibrati invece di quelli da parchetto… per quel che ho potuto vedere siete uno splendido binomio e a lui mancano solo delle competenze nell’ approccio iniziale, per il resto è davvero un cane che vive sereno.

  34. Io infatti credo che come per gli affidamenti di bambini,NON tutti gli umani sono idonei a tenere un cane.Si parla sempre di un essere vivente con il suo carattere e le sue esigenze sulle quali bisogna essere adeguatamente informati.Purtroppo per le adozioni di cani non c’è nessun test diciamo “di idoneità” come invece si fa per i genitori che intendono adottare un bimbo.I risultati sono questi purtroppo(e anche molto peggiori in altri casi)

  35. Sto muovendo i primi passi in cinofilia, così mi sono iscritta a tutti i gruppi che mi capitavano a tiro, senza verificare prima a che “corrente” appartenessero.
    Ebbene, la maggior parte di questi gruppi sembrano lavanderie virtuali….i peggiori son quelli che cancellano i commenti sgraditi, manipolando le cose a modo loro. Epic Fail! Così mi chiedo se questi professionisti, che nascondono quelle che in fondo son delle banalità per sembrare “migliori”, cosa saranno capaci di nascondere ai clienti per intascarsi la loro pagnotta quotidiana?
    Dura la vita tra padroni ignoranti e addestratori rosiconi!
    L’altra cosa sconvolgente di questi gruppi è la modalità “branco”. Ma cavolo, possibile che non siano in grado di ragionare con la loro mente? Partono tutti ringhiando senza neanche riflettere un attimo su quanto sia meschino e vile cancellare i commenti. Dire che è un atteggiamento vergognoso è un’eufemismo.

    Mi spiace molto, invece, per questo povero cane e auspico come sempre il patentino cinofilo obbligatorio.

  36. Sono d’accordo su molto di quello che è stato scritto e mi viene solo una domanda: Se il problema è nel rapporto fra cane e proprietario, e il proprietario è così poco collaborativo che l’educatore è obbligato ad allontanare il cane dalla sua casa per ridargli fiducia e serenità, poi ridandolo al proprietario che non avrà cambiato atteggiamento i problemi si ripresenterano. Come funziona in questo caso? Un lavoro con il proprietario di d’obbligo altrimenti cosa cambia?

    • Conosco diversi che fanno il proprietario firmare un contratto. Accettano qualsiasi belva di cane, spesso scartati da altri educatori, ma il padrone deve accettare di modificare il SUO modo da fare per convivere meglio con il cane in famiglia. Se no, niente da fare.
      Fanno molto follow-up e sono bravissimi a trattare con le persone per avere “compliance”, ma qualche volta è molto più difficile addestrare gli umani!
      Di solito i padroni erano disperati e adesso sono felici di mantenere il nuovo ordine.

  37. Ciao Valeria
    E che dire, quanto è successo è chiaramente frutto della cinofilia da salotto che nulla ha a che fare con il mondo cinofilo che conosciamo noi, noi che da decenni siamo sul campo, noi che ogni domenica o sabato dedichiamo il nostro tempo a questa splendida disciplina (attivamente) e il resto della settimana a quella teorica.
    E’ il rischio che si corre quando si aprono le porte del sapere (in questo caso il sapere della metodologia applicata “cane tutor”) a chi non conosce un emerito cavolo nemmeno sul cane
    Quelle persone meritano di essere morse ogni giorni, se non fosse che poi l’unico che ci rimette sarà il cane
    Grazie però di aver fatto chiarezza a chi come me leggendo su fb stamane non capiva perchè tutto fosse stato interrotto……………………
    I vostri seminari però non dovrebbero essere aperti a tutti 😉
    Un saluto sincero…………………………e il mio boxer aspetterà!!!!

  38. Non entro in merito del caso specifico, che conosco solo “di striscio”. Avendo conosciuto personalmente l’operatrice cani tutor in questione, posso solo dire che la nostra esperienza è stata piuttosto negativa. esperienza che ci ha fatti allontanare dai cani tutor, anche se tutto sommato credo ancora nella loro efficacia. Anche nel mio caso voleva portarsi il cane a casa..e, Valeria, scusami..,se mi permetti io il mio cane te lo porto a conoscere, e giudicherai tu se è da allontanare dalla sua famiglia. Io credo che non si dovrebbe generalizzare in base ad un’esperienza, nè negativa nè positiva. Quindi, nè sputtanamento gratuito nè l’esatto contrario però. Grazie.

    • Francesca, l’ unica ragione per cui volevo portare Stella da me era perchè ti eri rotta il braccio e non potevi muoverti…

      • Proprio considerato che avevo il braccio rotto, un briciolo di rispetto in più l’avrei gradito…io non credo che la ragione fosse solo quella. Il portare via Stella faceva parte della tua convinzione un po’narcisistica di riuscire a “rimettermela a posto”. A parte il fatto che non ritengo che lei vada “rimessa a posto”, ma semplicemente abituata gradualmente a gestire gli stimoli stressanti, eventualmente con l’aiuto di persone competenti, ma insieme alla sua famiglia. Io ti ho chiesto ripetutamente di spiegarmi come funzionava il percorso dei tutor, volevo sapere cosa stessimo facendo , volevo capire come fosse possibile arrivare a generalizzare un’esperienza con i tutor..tutte domande legittime, a cui non ho avuto risposte. alla fine, ha prevalso in me la sensazione che tu lavorassi ad intuito, senza solida preparazione alle spalle, senza sapere realmente dove stessi andando ed il perché. Mi dispiace, questo èil nostro vissuto, ma sono certa che altri avranno avuto esperienze positive che non intendo assolutamente sminuire, ci mancherebbe. Però, smettela di autogloriarvi, prendete anche atto delle critiche e degli insuccessi, che ci sono, e ci sono stati..ma se parlano sempre solo quelli che vi idealizzano come degli esseri miracolati nessuno di noi avrà mai modo di crescere.

        • perdonami Franstella, non ti conosco e non conosco Grazia ed è giusto che ognuno abbia le proprie opinioni. Ma se chiunque leggesse “ho avuto un esperienza abbastanza negativa” si sarebbe immaginato una critica all’operato nei confronti del cane, non al fatto che l’addestratrice non ti abbia spiegato ogni singolo passo del suo operato. Puoi dire, al limite, che non ti ha fatto un’ottima impressione perchè non ti ha erudito. Magari un altro sarebbe stato felice di vedere quanto non fosse interessata a lisciarsi il padrone.

          • Luna, era sottinteso nei miei interventi ed ho dato per scontato che fosse comprensibile. L’operato nei confronti del cane è stato privo di reali obiettivi, confuso ed in definitiva inutile.

        • ahh davvero? il fatto che non spiego il meccanismo cani tutor è dato proprio dal fatto che non devo spiegarlo, devo applicarlo. Le spiegazioni le dà Claudio a chi decide lui,non sono autorizzata a divulgare il perchè e il per come del lavoro. Per quel che riguarda Stella, direi che si è ottenuto molto in quante? 4 lezioni? Avevi un cane che alla vista di qualsiasi altro cane partiva per aggredire, ed avevi la piccola che passeggiando davanti a te ti informava “cane a ore 12” per permetterti di cambiare direzione…. siamo arrivate ad avere un cane paziente che interagisce liberamente con altri cani (anche non tutor) e gioca con Luna, proprio come si è visto nel video che ho ed hai assemblato tu con mille ringraziamenti. Le faccende da bipedi lasciamole ai bipedi per favore.

          • ti stai attribuendo meriti e risultati non veri. Stella è esattamente com’era prima. Il fatto di giocare con altri cani non tutor lo faceva prima e lo fa adesso.
            Aveva le sue simpatie ed antipatie prima, come le ha adesso.
            All’inizio ti ho ringraziato perché ho passato un momento di idealizzazione, vedendo Stella giocare con un’altro cane femmina, legata alla speranza di ottenere dei cambiamenti.
            Il fatto che tu non sia “autorizzata” a spiegare ciò che fai è allucinante, non lo commento nemmeno…si commenta da solo…

  39. Ora mi è chiaro il senso del’affermazione di Mangini sui cani tutor! 🙁 Spero ci ripensi e abbia la voglia di continuare il suo magnifico lavoro, sarebbe una vera perdita per tutti, ma soprattutto per i cani.

  40. … e il video dice più di ogni parola. Ma, come sempre, per chi vuole vedere, capire, sapere, conoscere.
    Per gli altri temo non ci sia nulla da fare. Solo proseguire per la propria strada, forte di ciò che si sa, che si è imparato, forte dei risultati.

  41. Purtroppo siamo nella Democrazia 2.0, dove tutti sanno tutto di qualsiasi cosa, purché dispongano di una connessione ad internet, ancorché non la sappiano usare come si deve. Solidarietà per tutti i cani “figli di qualcuno”. Per il resto, auspicherei (ma non solo per questioni meramente cinofile, proprio in generale) che si torni nell’epoca dove parlano SOLO coloro i quali hanno competenze. Ma francamente, la vedo dura.

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