internationalbordercolliecup2013-219x300di VALERIA ROSSI – Notizie che non si vorrebbero mai dare.
E… destino atroce, d’accordo: ma forse anche con qualche responsabilità umana.
La notizia è breve, secca e tragica: all’International Border Collie Cup di Busto Arsizio, dopo una gara di agility, la cagna Isabel è stata trovata morta nel kennel.
Probabile causa, un colpo di calore.
Se la notizia è succinta, i commenti in merito lo sono molto meno: il mondo di Facebook si sta scatenando con accuse, rabbia e anche qualche insulto verso chi ha pensato di organizzare competizioni sportive sotto il sole di agosto.
Che dire: c’è chi queste gare le organizza, ma c’è anche chi partecipa.
Se proprio vogliamo per forza dare la colpa a qualcuno, mi pare che le responsabilità si possano dividere a metà tra chi sicuramente non ha scelto una data ideale e chi, dal canto suo, non ha neppure pensato di dirgli “ma sei pazzo?”… e tantomeno ha ritenuto opportuno tenere a casa il cane.
E non sto parlando solo del proprietario della povera cagnolina morta, ma di tutti coloro che si son iscritti e hanno partecipato… e magari adesso stanno dicendo peste e corna dell’organizzazione.
Una cosa è certa: sempre che davvero la causa della morte sia stata quella (perché credo che la certezza ancora non si abbia), l’accaduto deve far riflettere proprio tutti.
Lo sport è una gran bella cosa, ma il benessere dei cani dovrebbe sempre venire prima di ogni altra considerazione.
E siccome anche un bambino capisce che correre a perdifiato sotto il sole di agosto NON può essere il massimo del benessere animale:
a) si spera davvero che questa tragedia serva da lezione (anche se non avrebbe dovuto essercene bisogno…) e che nessuno si sogni più di organizzare competizioni del genere in piena estate;
b) si spera altrettanto vivamente che, anche qualora qualcuno decidesse di organizzarle, andassero deserte per mancanza di iscritti. Perché non ce l’ha ordinato il dottore di fare tutte le gare che dio mette in terra. Se una manifestazione ci sembra in qualche modo “sbagliata”, basta non andarci.

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Certo, nessuno l’ha fatto apposta.
Come nessuno ha fatto apposta a non controllare il tubo nel quale, qualche settimana fa, ha perso la vita un malinois, così nessuno, evidentemente, ha pensato che il calore eccessivo avrebbe potuto fare una vittima.
La buona fede, in questi casi, io la do sempre per scontata… però, in questo caso, mi sembra che ci sia stata un bel po’ di incoscienza e di superficialità, e non soltanto un increscioso incidente.
Ad agosto i cani – tutti i cani, non solo quelli a muso corto – dovrebbero starsene all’ombra, con una bella ciotola d’acqua fresca accanto. Farli gareggiare è decisamente folle, ma è folle anche farli partecipare ad esposizioni canine in cui (come ho letto solo qualche giorno fa) “non c’era uno spicchio d’ombra neanche a pagarlo”.
Insomma: i cani vanno rispettati. Sempre, come primissima cosa.
Poi, per carità… l’ho scritto proprio in occasione della morte del malinois, che lo sport comporta anche qualche rischio e che un incidente può sempre capitare. Ma andarseli a cercare col lanternino è cosa un po’ diversa.

AGGIORNAMENTO: mi è stato appena segnalato da una persona presente che la cagna non aveva girato in agility, che era anziana e che probabilmente è morta di edema polmonare, non necessariamente (anche se molto probabilmente, a detta di diversi veterinari)  dovuto al calore.
Ho messo quindi un punto interrogativo nel titolo… ma questo non cambia il senso dell’articolo, perché continuo a trovare rischiosissimo organizzare/partecipare a manifestazioni cinofile in pieno agosto.

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128 Commenti

  1. Proprio oggi su FB leggo che: quando la temperatura è di 25 gradi l’asfalto raggiunge i 52, quando è di 30 raggiunge i 62. E un uovo frigge a 55 gradi. A 52 gradi l’ustione della pelle può avvenire in 60 secondi.
    Ora, il paragone con l’uovo mi pare a dir poco assurdo. Se è corretto valutare la temperatura ed evitare lunghi giri sull’asfalto, questa consiglio mi pare comunque esagerato. In teoria non potrei percorrere il tratto di strada che mi separa dal parco se ci vogliono 5 minuti a raggiungerlo. Ma vorrei il parere anche di esperti.. Commenti?

    • Mah… l’unico commento che mi sento di fare è che in Africa la sabbia del deserto si scalda molto di più del nostro asfalto, ma gli africani ci camminano sopra a piedi nudi. E i cuscinetti plantari di un cane sono sicuramente più spessi di qualsiasi pelle umana… anche se non dubito che il calore lo sentano pure loro! Da qui a fare allarmismo mi pare che ce ne passi, ma… resto dell’idea che i cani, in piena estate, più se ne stanno tranquillini all’ombra e meglio è.

      • Mi meraviglio di questo vostro commento, il problema non sta nel bruciarsi i piedi ma nello scambio endotermico (considerata la maggior difficoltà che hanno i cani rispetto a noi a smaltire il calore) che è quello che provoca i colpi di calore.

        • Enrico, è solo che in questi giorni sta girando su FB un volantino che invita a mettere le scarpette ai cani perché non si brucino i piedi. Non c’entrava nulla col caso della border, ma evidentemente è scattata un’associazione di idee tra le due cose.

          • riguardo all’asfalto caldo d’estate posso dire che la madre del mio cane (pitbulla) lo soffre molto, e lo si nota perchè nel piazzale del palazzo dove abita l’asfalto è scuro e il sole batte x molte ore consecutive rendendolo rovente e creando moiltissimo disagio alla cagna quando deve uscire x i bisogni durante il giorno (x tale motivo e x il fatto che il mio appartamento è molto + fresco di quello della sua proprietaria e quella cagna anche se soffre poco il caldo è anziana quindi meglio non rischiare, poi la sua proprietaria lavora anche molto vicina a casa mia, in pratica sto ospitando x quasi tutta l’estate proprietaria e cane).

            Io ho la figlia di quel cane, che però non so se mostri lo stesso fastidio al calore dell’asfalto scuro rimasto sotto il sole x molte ore, visto che davanti a casa mia non rimane mai a lungo una zona senza ombra (ma credo di si: entrambe hanno polpastrelli con poco pelo e forse un po’ delicati visto che mostrano disagio e abrasioni a camminare su ghiaia o spiagge sassose e simili, e i loro polpastrelli vanno protetti anche in caso di lunga esposizione a neve ghiaccio e/o sale buttato sulle strade quando ghiacciano, ma non soffrono assolutamente il camminare su un terreno coperto dai ricci delle castagne, cosa che invece mandava KO la Scottish Terrier della mia infanzia che pure aveva polpastrelli d’acciaio e zampe da cane scavatore professionista, adatte anche alla neve e ai + aspri terreni…); entrambe le cagne sopportano benissimo il caldo (ancor + la mia, che quando tutti i cani in città e anche gli altri pitbulls caracollano boccheggiando, trotterella ansimando appena e ad una velocità solo un pelino + lenta del solito), ma meglio evvitargli le zone di asfalto molto scure rimaste al sole a lungo (che in effetti se si toccano sono veramente bollenti), x fortuna in Centro Genova c’è quasi sempre la possibilità di fare percorsi all’ombra con tratti di sole assai brevi e sporadici e un Centro Storico piuttosto fresco.
            Quindi anche se preferisco passeggiare durante l’estate di notte o di primissima mattina posso anche fare qualche piccolo giretto durante il giorno senza troppi problemi, anche se con la madre della mia che ha 13 anni preferisco x scrupolo andarci con i piedi di piombo e fare tanti piccoli giretti da 10 minuti all’ombra durante il giorno e qualcosa di + all’alba o la sera tardi (perchè di notte mi sento + sicura ad uscire con la mia che so potermi proteggere un minimo di + e ribellarsi con forza se cercassero di rubarmela, e purtroppo ci sono dementi disperati che cercano di rubare cani che somigliano a pitbulls, magari prendendo giusto una cagna di 13 anni sterilizzata con un melanoma all’occhio e credendo di poterli vendere x i combattimenti guadagnandoci chissà cosa: hanno già tentato di farlo varie volte con la madre della mia attirandola con del pollo o simili e hanno cercato di accaparrarsi con vari escamotage anche i cuccioli; alla fine sono felice che la mia non abbia fiducia negli estranei e abbia una certa protettività verso di me): i cani anziani come gli anziani umani termoregolano peggio e possono bere meno del necessario, quindi il fatto che non ansimi x il caldo non è una garanzia assoluta che sia tutto ok a 27 gradi e passa..e io sono una persona + che prudente…

            Quindi la storia dei cani che si scottano le zampine sull’asfalto scuro rimasto ore al sole diretto è vera almeno x alcuni cani (e in tal caso l’unica è evitare tali zone anche toccando l’asfalto x saggiarne la temperatura, o se impossibile mettere in quei tratti scarpette al cane..non so se esistano creme protettive x i polpastrelli come x la neve, ma se esistessero potrebbero essere un’alternativa alle scomode scarpette x quei cani che non possono evitare alcune zone di asfalto caldo e che lo soffrono particolarmente, o forse vanno bene le stesse creme usate x proteggere dal ghiaccio che mi pare siano a base di vasellina che “isola il polpastrello” e quindi se non si squaglia x il calore dovrebbe essere protettiva x il freddo come x il caldo…x esperienza bagnare le zampine funziona poco se l’asfalto è rovente ma in mancanza di altro bagnarle prima e subito dopo il tratto rovente da un minimo di sollievo, e bagnare l’asfalto subito prima che il cane ci cammini serve a poco.)…

  2. Non capisco… quindi nemmeno gli esseri umani, altrettanto sensibili al calore dei cani, dovrebbero fare competizioni in estate? Quindi tutti quei ciclisti, quei podisti, quei tennisti, quei calciatori e chi più ne ha più ne metta che si vedono per le strade e nei campi sportivi durante i mesi estivi, spesso nelle ore più calde, sono tutti dei suicidi? O forse sbaglio e gli esseri umani reggono la canicola meglio dei nostri amici a quattro zampe?

    Io alla BCC non ho partecipato (ma solo per un ritardo nell’iscrizione), però sinceramente non vedo perché non dovrebbero essere organizzata o si dovrebbe boicottare una gare estiva. Chi pratica attività con il cane (agility, obedience, disc dog o qualsiasi altra) lo mette – o dovrebbe metterlo – sempre al primo posto e sa benissimo come proteggerlo anche in gara dal caldo eccessivo (kennel all’ombra, ventilatori, tappetini refrigeranti, acqua in abbondanza, doccia prima e dopo l’attività sportiva, ecc.). Un giro di agility dura circa 40 secondi, per quanto caldo faccia e per quanto il cane “tiri”, se il conduttore utilizza i giusti accorgimenti i rischi sono davvero ridotti al minimo, per non dire assenti.

    • Ti copincollo il parere di una veterinaria: “Anche un cane sano può morire per 45 secondi di gara. La temperatura corporea per un’attività anaerobica del genere può salire sopra i 42 gradi e poi ci mette un bel po’ a scendere soprattutto in condizioni non ottimali come un trasportino e umidità altissima come in questi giorni. Ma che divertimento c’è a rischiare? È così difficile stare senza far gare per un mese?”
      Io non ce l’ho con l’agility, non ce l’ho con gli organizzatori, non ce l’ho con nessuno… ma fatti come questo devono indurre qualche riflessione.
      Il cane era anziano a cardiopatico (altrimenti non gli poteva venire l’edema polomonare): non ha girato, ma è morto lo stesso, con ogni probabilità a causa della temperatura.
      Boicottare le manifestazioni ad agosto? No. Basta non organizzarle… se non si vogliono correre rischi inutili.

      • Allora, secondo il tuo criterio, non si dovrebbero organizzare gare da giugno a settembre… quest’anno ci è andata bene, ma in genere è facile vedere temperature superiori ai 35 gradi per tutto il mese di luglio e spesso appunto anche a giugno e settembre. Poi arriva l’inverno, che nel nord Italia, dove ci sono la maggior parte delle strutture per organizzare gare, spesso è estremamente rigido con temperature ben al di sotto dello zero, con neve e pioggia… di sicuro da dicembre a febbraio (ma spesso è così da metà novembre a metà marzo, almeno). E le strutture coperte dove è possibile gareggiare in sicurezza sia per il cane che per il conduttore anche con condizioni climatiche avverse sono forse due o tre in tutta Italia. Cosa rimane? Ottobre, novembre, marzo (forse, pioggia permettendo), aprile e maggio… Diciamo, ottimisticamente, 5 o 6 mesi all’anno in cui organizzare gare. Credo non ci voglia un esperto sportivo per capire che per pensare a una stagione agonistica è davvero troppo poco.

        Detto questo, come dici tu stessa, per bocca di una veterinaria, quello che conta è soprattutto gestire nel modo giusto il cane, non rimettendolo subito in trasportino a fine giro ma prendendosi il tempo (anche un’ora o più, se necessario) di farlo defatigare, di bagnarlo, di farlo bere, di permettere al suo corpo di tornare a uno stato di rilassamento e di corretta temperatura corporea. Nulla di strano né di complicato, nulla che non faccia la maggior parte di chi partecipa a gare di agility. Certo, come in tutti gli sport c’è qualcuno che se ne sbatte (e per queste persone ho diversi termini adatti che per educazione non scriverò qui), ma la maggior parte degli agilitisti sono persone coscienziose che tengono in altissima considerazione la salute del proprio amico a 4 zampe.

        Riguardo al fatto specifico, non conosco direttamente le persone coinvolte ma conosco molti di quelli che c’erano, la border, Isabel, pur non giovanissima, non era nemmeno così vecchia (11 anni), è stata sì tenuta in kennel ma all’ombra e non mi risulta si fosse a conoscenza di una sua qualche cardiopatia. Però, ripeto, io non c’ero e non conosco le persone né il cane, solo non mi permetto di giudicare e di criticare o peggio colpevolizzare qualcuno colpito da profondo e sincero dolore per avere appena perso una compagna di vita che amava profondamente. Quanto agli organizzatori dell’evento, la BCC si è sempre tenuta in estate, così come gli europei e altri eventi cinofili e agilitistici a cadenza annuale. Altri anni si tengono in paesi più freschi, quest anno la BCC era in Italia, è oggettivamente impossibile spostare ogni volta di data un evento così a seconda della latitudine in cui si tiene e ogni Stato ha il diritto di ospitarlo. IMHO, naturalmente!

  3. Sono in parte d’accordo. Proprio ieri leggevo di qualcuno che diceva che l’egoismo umano non ha limiti riguardo a chi fa sport con i cani con il caldo. È anche vero che i cani da lavoro , lavorano in ogni condizione climatica, pensiamo ai bovari, ai cani da pastore, da caccia ecc. , eccetto alcune razze ipertipiche che di sicuro non sono state selezionate per alcun lavoro… Ormai vedo sempre più spesso gente che tiene i cani sotto campane di vetro, che vorrebbe tutti i cani come pelouche, tutti buoni, tutti poverini, tutti da proteggere contro ogni sorta di pericolo… E quel che è peggio è che molti educatori non fanno che alimentare questa tendenza…lo sport è dannoso, lo sport è egoismo, lo sport è morte.
    Anche la passeggiata ormai deve essere fatta solo con determinati criteri psicoclimatici ormai! Ormai vedo husky col cappotto in inverno e spitz tosati in estate (non so quale mi fa più pena).
    Io penso che stiamo esagerando, che stiamo facendo regredire la specie canina in questo modo, ma sopratutto che dovremmo usare il BUON SENSO !
    Penso che con le dovute precauzioni la maggior parte dei cani, ripeto, non un bulldog a ferragosto, possa fare tutto. Acqua, non solo da bere, ma anche sul pelo, kennel all’ombra e ventilati o erba fresca su cui sostare, zona per la sgambata all’ombra, possano tranquillamente sopperire ai 40 secondi di gara che un cane deve sostenere e che sicuramente fà con gioia. Così come lasciare o dare noi l’occasione al cane di bagnarsi durante una passeggiata.
    Purtroppo le fatalità succedono, trovo ingiusto e irrispettoso per chi ha perso un compagno di vita oltre che di sport, che ci sia chi ne approfitti per scagliarsi contro l’agility o gli sport cinofili in generale, sport che evidentemente non praticano e che quindi non dovrebbero permettersi di giudicare.

    • Ma chi caspita si sarebbe scagliato contro l’agility?!? Io mi scaglio contro le manifestazioni cinofile ad agosto. Anche contro le expo, dove al massimo si fa un giretto di ring al trotto.
      Lo vogliamo capi’ che NESSUN cane è “programmato” per sopportare queste temperature? I cani ad agosto devono stare al fresco, punto. Non importa che si tratti di agility o di corse libere in un prato assolato… rischiano comunque la pelle.
      E se di fronte a una tragedia come questa si pensa solo a difendere uno sport, anziché chiedersi cosa si possa fare per evitare che si ripeta…allora davvero mi chiedo se siamo “cinofili o caporali”.

      • complimenti per l’articolo……
        come sempre ci sono quelli che non capiscono…..il tuo articolo parla molto chiaro 🙂
        i cani vanno rispettati e chi è sportivo deve capire che ogni tanto bisogna saper fermarsi 🙂
        nei pronti soccorsi “umani” ci sono tanti “sportivi” che arrivano in barella per collassi da calore!!!!!!! figuriamoci i cani..
        mi permetto anche di aggiungere che i cani da lavoro, si impegnano a svolgere il proprio impegno con più intelligenza di umani sportivi eccessivi 🙂
        vedo in montagna che i pascoli vengono governati da cani con un ritmo adeguato al caldo e non vengono sforzati da persone che vogliono competere…..
        By

      • Mi sembra che qui ora stiate solo cercando di salvare la faccia dinnanzi ad un articolo a dir poco sconsiderato, inesatto e scritto solo per il gusto di sputare sentenze.
        Se non fosse vero che vi siete volontariamente scagliati contro l’agility, non avreste messo quel titolo…
        Per cortesia fate il lavoro di giornalisti se ne avee le capacità e non usate avvenimenti tragici solo per il gusto di sentenziare…

        Grazie

        • Allora spiegaci un po’ come mai, se Valeria avesse avuto questa gran di voglia di “scagliarsi contro l’agility”, come mai non ha fatto un articolo sul cane morto durante gli Europei di Agility: in quel caso è successo mentre correva, il cane era di un ragazzino, insomma c’erano tutte le premesse per poter parlare male della disciplina (e magari qualcuno lo avrà anche fatto, in parte infatti credo/spero che molti agilisti avessero ancora il “dente avvelenato” da quell’episodio e quindi gli fosse uscita più facile la sclerata perchè toccati da due episodi in poco tempo).
          Su, sentiamo la tua geniale teoria in merito, sono curioso.

          • Veramente l’ho fatto, l’articolo: difendendo a spada tratta lo sport… ma, anche in quel caso, NON difendendo chi ha montato male il percorso (o il singolo ostacolo). Il problema qui è che non si riesce proprio a distinguere: per questo ho scritto l’articolo di oggi.

    • la razza canina di sicuro non regredirà per colpa di padroni premurosi. invece il tuo obiettivo è quello di difendere l’agility a spada tratta. gli sport cinofili per prima cosa non hanno bisogno di essere portati a livello agonistico. l’agonismo è per le persone, al cane non frega una cippa se vince o perde, non sa cosa sia una coppa o una coccarda. è il padrone quello che vuole fare la gara per ”dimostrare” di essere il migliore, per avere la gloria, la coppa. se si vuole un cane in salute gli si può far fare agility in modo blando, al coperto o quando fa fresco, senza devastargli articolazioni e schiena, senza sottoporlo a strazianti viaggi di 6 ore e più di macchina seguiti da 35 secondi di corsa frenetica. un podio per lui è uno scalino su cui stare seduto senza motivo finchè il padrone gli dice di scendere.
      per quanto riguarda i cani da lavoro, hai mai notato che sono regione specifici e clima specifici? troverai cani con pelo lungo da pastore in scozia, irlanda, nord della francia, in generale nord europa o zone montuose dell’asia, dove credimi non fa mai 30 gradi. a dire la verità in molti di quei posti non si superano i 23 gradi massimi all’anno. sono posti in cui piove, per cui il pelo dei cani, dopo varie selezioni, è diventato idro repellente. e quei cani non corrono tutto il giorno, ma hanno momenti di riposo, possono vagabondare attorno ai greggi, fanno una corsa ogni tanto e stanno in attenzione, ma non sono portati all’estremo. sono adatti per la condizione climatica e il terreno in cui sono stati selezionati.
      i cani che fanno lo stesso lavoro in africa hanno pelo raso o sono nudi, grandi padiglioni auricolari per dissipare il calore, colore che riflette il sole.
      lo stesso vale per i cani da tana: lavorano in zone boschive, di solito fresche, hanno brevissimi picchi di attività seguiti da ricerca e riposo, e quelli tenuti bene sono guidati dall’istinto nel loro mestiere, non da un padrone invasato ( considero i deficienti che fanno caccia alla volpe degli invasati cronici )
      è stato l’uomo a decidere che il bovaro del bernese o i collie potessero vivere anche a Tunisi, di sicuro non ci sono andati i cani a piedi.
      l’agility e gli sport cinofilo sono condannabili eccome quando sono portati all’eccesso da persone che vedono solo la vittoria come fine ultimo, e non il benessere dell’animale.
      perchè andare a una gara a tutti i costi, anche se c’è ombra, quando fa così caldo? ti interessa che il cane sia in salute? fagli fare una passeggiata alle 6 di mattina o alle 10 di sera. gioca con lui quando è fresco, oppure ti pesa il culo ad alzarti presto la mattina?
      fosse per me, vieterei pure la vendita di certe razze in zone che non solo loro consone per natura (troppo calde, troppo fredde, con parassiti di un certo tipo ecc), si eviterebbero inutili sofferenze, dermatiti, scottature, tumori nelle parti bianche del naso e orecchie e quant’altro

      • Elena, non è l’agonismo che rovina i cani: è l’incuria che rovina i cani. Le 2 labrador di mia zia non hanno mai visto una gara di nessun tipo, eppure sono morte entrambe a 5 anni, una di diabete, l’altra “senza motivo”: una mattina l’hanno trovata morta in giardino. Guarda caso, le due cagne erano tenute sempre in giardino, mangiavano crocchette di qualità infima, non uscivano mai per una passeggiata, non facevano nessun movimento, non erano protette con antiparassitari.
        Tornando alle gare, non è l’agonismo il problema, quanto la persona…. Se una persona ama il suo cane, e se ne prende cura adeguatamente, lo fa sempre, podio o non podio, gara o non gara. Tu pensi forse che il “coach” di cui parli, se non facesse agonismo, si comporterebbe meglio coi suoi cani? Io credo che si comporterebbe più o meno come mia zia. Ci sono persone per cui il cane è un oggetto. Non dovrebbero poter avere un cane, perché finiranno comunque per danneggiarlo, che sia facendolo gareggiare col troppo caldo, che sia usando meotdi violenti per addestrarlo, che sia legandolo in giardino per tutta la vita.
        Elens, credi forse che i cani di chi non fa agonismo siano tutti amati, curati, coccolati? Basta gurdare come stanno certi cani chiusi nei serragli in cortile tutta la vita per farsi un idea.

        Il problema è sempre e solo la persona in sé: le cause contingenti ( agonismo, ignoranza, avidità, ) sono, appunto, cause contingenti

  4. Sono d’accordo in toto con questo articolo. Mi amareggia però constatare che l’autrice è un’ex allevatrice di cani. Ben lontana quindi dall’amore verso queste creature. Chi ama realmente i cani non insiste nel farli riprodurre sapendo che i canili sono stracolmi. E non parliamo delle fattrici che, spesso, sono tenute in condizioni disumane (non voglio dire che sia il tuo caso, ovviamente). Mi dispiace molto.

    • “Mi amareggia però constatare che l’autrice è un’ex allevatrice di cani. Ben lontana quindi dall’amore verso queste creature.”

      Olè, e anche per Agosto il premio di “cazzata del mese” ha un candidato difficilmente superabile…

    • Sigh… che tristezza leggere ancora ‘ste stronzate idealistico/talebane. I MIEI cani in canile non ci sono mai finiti, così come non ci finiscono praticamente MAI i cani nati in allevamenti seri. E sai perché? Perché gli allevatori seri: a) mettono al mondo cani sani, di buon carattere, che non danno problemi e che quindi non vengono quasi mai abbandonati; b) fanno una selezione spietata sugli acquirenti, e NON gli danno alcun cucciolo se sentono “puzza” di acquisto per avere lo status symbol; c) monitorano TUTTA la vita futura dei loro cuccioli, restando sempre in contatto con i clienti.
      Se confondi “allevatore” con “cagnaro”, mi dispiace ma sei di molto fuori strada. I canili sono pieni perché le Sciuremarie fanno accoppiare Bubi e Fufi e regalano i cuccioli al primo che passa, non certo perché esistano gli allevatori seri.

    • […] “ E non parliamo delle fattrici che, spesso, sono tenute in condizioni disumane (non voglio dire che sia il tuo caso, ovviamente).”
      Infatti, nel caso dell’autrice dell’articolo, le fattrici non sono state sfruttate (non conosco di persona la signora Rossi , ma sinceramente dopo aver letto tantissimi suoi articoli mi fido).
      Questo significa, proprio come ha detto Lei, che ci sono casi in cui sì, le fattrici sono sfruttate, e quelli non si chiamano allevatori ma cagnari…
      E proprio Lei lo ha scritto, dicendo la frase “(non parlo del tuo caso, ovviamente)”. Questo significa perciò, che anche Lei sa che esistono casi e casi.
      Una cosa che sbaglia è unificare queste due tipologie di casi in un’unica categoria… quella degli allevatori.
      Quindi Le consiglio di leggere la risposta che le ha dato la Redazione, con cui concordo in pieno!

    • a egoltre:

      come ti è stato già detto i cani di razza ben allevati e ben selezioati da ALLEVATORI SERI non finiscono praticamente mai in canile (e anche se x qualche strano caso e congiuntura di sfighe ci finissero è probabile che verrebbero adottati in breve tempo), sia perchè sono solitamente (la genetica non è una scienza esatta, ma una buona selezione e una buona gestione della cucciolata minimizza la possibilità di tare caratteriali e di tare fisiche) animali sani e tipici fisicamente e caratterialmente (quindi se prendi un Corso avrà il carattere di un Corso equilibrato e se prendi un cavallier avrà il carattere di un buon cavallier), sia perchè un vero allevatore seòleziona i clienti e si rende disponibile a dare conmsigli sulla gestione del cucciolo e dell’adulto e ache a riprendersi il cane qualora la famiglia on possa + occuparsene (ma selezionando i clienti sui miimizza il rischio di avere famiglie che dopo tot anni ti ridanno il cane perchè hano cambiato stile di vita o altro).

      Se oti in canile c’è una maggiorana di meticci di vario tipo e taglia, seguita da una buona % di meticci che somigliano all’una o all’altra raza di moda del momento o razza diffusa (frutto solitamete dei un genitore meticcio accoppiatosi fortuitamente con un cane di razza, o frutto di accoppiamenti a caso fatti dai proprietari con meticci simil-raza o fra 2 cai di raze diverser, ad es alcuni anni fa andava di moda accoppiare simil-pitbulls con corsi o altri grossi molossi x avere deiu pitbulls XL, che però non sempre erano di buon carattere o di bell’aspetto), fra i casi + frequenti abbiamo i simil-pitbulls spesso considerato pitbulls dai veterinarti del canile, i simil-PT chiamati anche “cani lupo”, i simil-volpini, ecc..
      in “terza posizione” e assai meno numerosi, abbiamo cani che dovrebbero essere di razza pura (e magari pure con pedigree…sempre che sia stato consegnato al canile), ma (a parte i cani da caccia dotati di scarsa vocazione venatoria e molto frequenti in alcune reguioi italiane) bruttini e in genere poco tipici anche caratterialmente, talvolta aventi problemi di salute o altre tare varie e provenienti in maggiortanza da allevamenti dell’est europa (e quindi i classici cani comprati dal egozio sotto casa piccolissimi) o da allevamenti cagnari (o meglio “canifici”) italiani (o talvolta dall’accoppiamento volontario e sconsiderato fatto fra 2 cani di razza di provenienza cagnara ad opera dei proprietari)…
      …di cani di razzza pura e provenieti da buoni allevamenti invece non se e trovano o se ne trova forso uno ogni mille esemplari..

      quindi allevare SERIAMENTE, avendo a cuore i cani e la razza, on solo è etico, ma se esistessero solo allevatori del genere i canili sarebbero mezi vuoti poichè conterrebbero quasi solo meticci e qualche cane da caccia in disuso e qualche cane frutto di sequestri…

      • PS: a egoltre:

        inoltre non è che se scomparisero tutti gli allevatori la gente si fionderebbe automaticamente sui meticci e simil-raza del canile: anche scartando queli che vogliono un cane di una certa razza solo x moda o x estetica o come status symbol (ee questa gente dovrebbe premdersi un trudino e non un essere vivente), rimangono tutte quelle persone che o vogliono solo “un cane”, ma vogliono un cane con determiate caratteristiche e attitudini morfocaratteriali che lo rendono adatto a fare una certa attività (o fra i cani da compagnia possono amare particolarmente il carattere di una certa razza, o trovare che tale carattere/attitudini siano le + adatte al proprio stile di vita): ad es se una persona sogna di poter fare attivita acquatiche con il proprio cae e gli piace l’idea di avere un “cane bagnino”, se compra da un buon allevameto un labrador o un terranova rimarrà probabilmente soddisfatto (mentre se sceglie un simil-labrador al caile o un meticcio di taglia media magari scoprirà che no ama l’acqua o che non ha la “bocca morbida” o che è molto + lungfo e difficile addestyrarlo al salvat5aggio in acqua, o che gli piace nuotare ma si stanca presto e non riesce a nuotare con correnti forti, ecc), oppure se siu amano i levbrieri on solo rsteticamente ma x il loro carattere e si ama fargli fare il coursing, è molto difficile che con un giro al canile si possa uscire con il cane adatto (e anche adottando cani delle perreras spagnole si rioschia di trovare solo levrieri che x età o problemi fisici vari non possono + fare coursing), e questi sono solo due dei tatissimi esempi possibili…e io trovo ingiusto che qualcuo reputi negativamente chi non vuole solo predere un “generico cane”, ma vuole un cane che sia il + adatto possibile al proprio stile di vita, al proprio carattere e alle attività che vorrebbe fare con il proprio cane (dalle banali gite in campagna o al mare, fino ad attovità di protezione civile e attovità sportive o veri e propri “lavori”).

        Ad oggi c’è ua crescente tendenza a guardar male chi sceglie un cane di una determinata razza con l’intento di utilizzare le sue peculiari doti morfocaratteriali in ambito lavorativo o di pubblica utilità (ricerca dispersi, cani bagnino ecc), o ancor + in ambito sportivo…quasi che fosse diventato un crimine o u maltrattamento far fare al cane il lavoro x cui è stato da secoli o milleni selezionato o un altro lavorio simile e compatibile con le caratteristiche di razza (sempre nel rispetto del cane: chi addestra i cani al riporto o a qualsiasi altra disciplina a suon di scosse è un criminale idiota, come chi li forza oltre i loro limiti fisici e psichici x vicere una coppetta o manomette le prove x far passare in riproduzione animali inadatti danneggiando l’intera razza x generazioni: quelli non sono e allevatori, ne sportovi, ne tantomeno cinofili, ma solo dei criminali), quasi che fosse meglio prendersi un border x fargli fare vita da divao con qualche passeggiatina e di tato in tanto qualche lancio di pallina in area cani (certo, se uno pensa di prendersi un border x fargli fare quella vita allora è meglio che vada in caile e scelga in camne magari simil-border ma con un carattere + placido che meglio si adeguerà alla vita di cae da divano, oppure deve scegliere un’altra razza + adatta al proprio stile di vita…ma se si vuole un “cane generico” sia mentalmente che fisicamente il canile è un ottimo posto, e talvolta vi si trovao ache cani ottimi)…

        In canile si possono trovare moltissimi cani adatti alle + svariate esigene, ma purtroppo se una persona vuole un cae “specializzato” e dotato di certe caratteristiche morfologiche e caratteriali che lo rendano adatto a certi compiti, è indispensabile rivolgessi ad un buon allevamento perchè solo in quel modo si massimizza la possibilità di trovare il cane che ci si aspetta.
        Alla fine le razze dei cani sono nate x questo (prima delle esposizioni i cani erano divisi non x razza ma x TIPOLOGIA, a seconda del lavoro x cui erano adatti): ogni razza ha determinate caratteristiche fisiche e psichiche che lo rendono adatto ad un particolare lavoro (le razze da compagnia sono un mondo a parte, pur avendo caratteri e attitudini diverse a seconda della raza, che li rendono adatti a proprietari con aspettative diverse, poi oggi molti cai considerati “da compagnia” fano parte di moltissime razze fino a poco tempo fa adibite ai + svariati lavori: si pensi ad es ai terrier)…certo gli show e la conseguente selezione quasi solo estetica da show (la seleiuone caratteriale dei cani da show tende semplicemente a preniare quei cani che si fano sereamente smanacciare dal giudice, che non attaccano briga co gli altri cani sul ring e3 che opportano lunghe sessioni di toelettatura sena provare il disperato bisogni di correre a rotolarsi nel fango o siu una carcassa putrefatta…e questo sia che si tratti di carlini, che di PT, che di Amstaff o di Pastori del Caucaso, in barba al carattere delle singole razze che così tende ad essere appiattito spazzando via secoli di selezione attitudiale e caratteriale; difatti nelle varie razze da lavoro le linee di sangue da show solitamente non vengono usate x il lavoro poichè inadatte caratterialmente e spesso ache morfologicamente poichè ipertipiche e talvolta francamente disfunzionali) lo ha fatto dimenticare a molti…ma un vero PT si deve differenziare da un cane da slitta non tanto x il colore o la tessitura del pelo o le proporzioni del corpo ecc, ma x le ATTITUDINI, che rendono il primo un ottimo cane da difesa e il secondo adatto a tirare le slitte in muta CON PIACERE…rendendo il secondo altamente inadatto ad es come cane da guardia ed entrambi inadatti come cani da ferma ecc..

        Per questo trovo assurdo che tante persone che amano i cani abbiano l’assurda convinzione che i canili si svuoterebbero eliminando gli allevamenti (i buoi allevameti, i cagnari se no esistessero sarebbe meglio x tutti, soprattutto x i cani e già questo diminuirebbe i cai i canile e alzerebbe la cultura cinofila visto che un vero allevatore non vende il cane al primo che passa e istruisce i neoproprietari) e i cani di razza: insomma, x quale motivo decidere di prendere il cane + adatto alle proprie aspettative e al proiprio stile di vita (e a cosa si vuole fare insieme al cane: prendere un bulldog x andare a tartufi ad es non è molto furbo, come prendere un meticcio qualsiasi di taglia media pensando di fare soccorso in acqua: magari va di culo, ma 90% il cane non sarà del tutto adatto allo scopo e faticherà molto di + oltre a divertirsi di meno di un cane adatto che “vive x nuotare”) dovrebbe essere ua cosa negativa o egoista?
        Io trovo che sia molto egoista prendere iun cane con deteriminate caratteristiche e attitudini e forzarlo a fare una vita che non lo soddisfa e/o lo frustra (ads es predere un cane da presa e impedirgli di fare giochi con la bocca x il pregiudizio di qualche allevatore talebano; oppure prendere un PT grigione da lavoro e decidere che deve fare solo agility perchè le discipline da morso sono “brutte e cattive e aumetano l’aggressività”, o peggio prendere un cane da lavoro e fargli fare il cane da divano perchè “lo sport è sfruttamento del cane come lo è farlo lavorare”..), o prendere u “cane generico” e poi lamentarsi perchè è inadatto alle attività che volevamo fare con lui (dal nuotare a passeggiate in montagna o agility ecc, e magari predersi un secodo cane perchè il primo non era adatto a fare ciò che ci piaceva fare con un cane (sperando sempre che il secodo sia adatto, il che è un terno al lotto prendendo cani del canile, a meno di non poterli testare accuratamente x determiarle le attitudini, cosa spesso non del tuitto possibile…e anche se il primo cae no viene abbandonato o dato via, l’essere relegato come “cane di serie B” e ricevere quindi mebo attenzioni ecc, può essere doloroso x un cane che non ne capirà il motivo, ma penserà solo di essere stato messo da parte, e nei branchi di lupi se un indoviduo viene messo da parte perchè inutile è condannato a morte certa, cosa che il subconscio del cane gli suggerirà facedolo sentire di merda a meno che il properietario non crei attività alternative da fare con il primo cane con entusiasmo, facedolo sentire utile e importante x il branco uman-canino..)…

        Il problema che genera il randagismo e riempie i canili NON sono i VERI ALLEVATORI, ma i cagnari (e i negozi/siti che mostrano tali cuccioli accalappiando clienti tonti e disinformati che prendono un cucciolo di una simil-razza solo perchè è “piccolo e carino”) uniti alle troppe persone che predono un cane senza riflettere (soprattutto senza pensare che un cane medio vive almeno una dozzina di anni),e unite alle altre troppe persone che si fanno sfuggire la cagna in calore facendola coprire x sbaglio da “non si sa che cane” (e si spera on sia un cane troppo grosso rispetto alla caga: pensarte che sta gente vada dal vet x un cesareo è fatasciena, non che non vogfliano salvare al cane, ma semplicemete non ci pensano x igoranza), o che fanno cucciolate di meticcetti o mix di razze a caso, tanto x “vedere che effetto fa”, solitamente non sapendo come allevarli e dandoli via ai primi che passano ancora troppo piccoli x ignoranza e/o poichè i cuccioli in casa sporcano tantissimo e tenere pulito è un’utopia (con tutti i problemi così generati nelle bestiole separate troppo presto da madre e fratellini).

        Solo aumetando la cultura cinofila della popolazione (con programmi di insegnamento fin dalle elementari e trasmissioni TV VERAMENTE bupone e magari il patentino cinofilo da prendere prima di avere un cane, e sterilizzazioni gratis con incentivi x chi sterilizza) e combattendo quindi quei fattori, oltre a bloccare l’importaione di cuccioli dell’est e la produzioine dei canifici nostrani, si potrà diminuire veramente il randagismo e quindi il numero di cani nei canili (e dare a loro un tenore di vita migliore e + possibilità di essere adottati), non certo ostacolandso i veri Allevatori e sperando così che chi vuole un deteriminato cane x motivi solidi, in mancanza d’altro ripieghi su un cane di canile.

        Poi eliminare gli Allevatori vorrebbe dire eliminare i cani di razza be allevati (e parlo soprattutto delle linee di sangue da lavoro, secondo me assai + preziosi dei loro “cugini” da show, ma ache quei cani ora considerati da compagnia ma sino a poco tempo fa da lavoro cotengono un patrimonio di potenzialità che vanno preservate: ad es perchè non utilizare i terriers da ratting x decimare i topi in città al posto del veleno? sarebbe anche molto + umano che avvelenare condanando a una lenta agonia i topi e i ratti; oppure perchè non tornare ad usare cani da pastore da guardia x allontanare i lupi che sono tornati in Italia e negli USA? se x centinaia di anni hanno fuzionato lo faranno ancora..), e con essi buttare via 15mila anni di selezione che hanno portato a cani con le + diverse attitudini, che fanno i + diversi lavri con gioia e perizia e con un addestramento minimo (dovuto ai loro istinti che li rendono naturalmente abili nel loro lavoro): gettare via tutto ciò sarebbe stupido e crimiale!

        Anche cani da lavoro che oggi sembrano “non servire +” sono da coservare con le attitudini intatte (anche quelle attitudini che oggi sembrano “non politically-correct”, come la gameness dei pitbulls o il fortissimo istinto predatorio dei piccoli terriers e la loro attitudine allo scavo, il carattere indomito e determinato dei bassotti, la protettività di un mastino verso la casa e la famiglia,ecc), visto che un domani (e spesso già oggi) potrebbero essere estremamente utili in altre situazioni diverse dal loro “lavoro origiale” ma che sfrutta i medesimi istinti.
        Un po’ come i labrador che ora, + che come cani che riportano le prede abbattute nelle paludi, vengono usati + come cani-bagnini o anche come cani antidroga o x trovare i dispersi sotto le macerie ecc; o i pitbulls, che si sono dimostrati favolosi cani da pet-therapy, soprattutto x pazienti autistici e/o con forti disabilità psichiche, in quanto la loro estrema affettuosità e giocoisità con qualsiasi umano anche sconosciuto (e il loro modo plateale di manifestare l’affetto, che è comprensibile a chiuque anche senza conoscere assolutamente i cani) e l’altissima tempra li rende non mordaci ache nel caso in cui un paziente si comporti improvvisamente in modo aggressivo, situazioni in cui un mite golden e in media quasi qualsiasi altro cane rischierebbe di mordere x autodifesa..ma non un pitbull, loro sono seleionatui x NON MORDERE GLI UMAI, e x farsi manipolare tranquillamente anche da sconosciuti in modi anche fastidiosi o perfio dolorosi (quando copmbattevano spesso veivano curati da persone che non conoscevano e on dovevano aggredirle anche durate operazioni dolorose come cambi di fasciature, ricuciture senza anestesia o spremitura di dolorosi ascessi; se un cane non si faceva curare finiva x morire x le ferite e se si dimostrava anche minimamente aggressivo veniva immediatamernte abbattuto: soluzioe drastica ma efficace x creare una razza di cani moto facili da manipolare in qualsiasi situazione e amichevoli con gli umani) senza ribellarsi (questop non vuol dire che si debba lasciare che un paziente sevizi o infastidisca il cane, ma in caso di incidenti imprevisti sarà assai meno probabile che il cane si ribelli)!

        Non è eliminado o limitando i cani di razza che si svuoterano i canili, ma educando la gente e bloccamndo le “fabbriche di cuccioli”, che non possono essere considerati allevamenti visto che non fanno alcuna selezione morfologica caratteriale o di salute!

  5. Io e la mia compagna siamo stati lì sabato per poter assistere a una prova di Sheepdog poi annullata. Alle 14 abbiamo quindi approfittato per seguire una sessione di agility. Onestamente non ho visto cani sofferenti, ma anzi un sacco di padroni premurosi con acqua, pettorine bagnate, etc. E non credo che i 30secondi di gara, se seguiti da ombra e acqua possano nuocere al cane.
    Certo è che abbiamo anche visto parecchi cani stipati nei kennel e lasciati nelle auto seppur coperte con un telo per fare ombra.
    Quindi direi che più che agli organizzatori della manifestazione estiva (che ci può stare) sta all’intelligenza dei padroni far stare i propri cani al fresco e all’ombra. (alla fine la differenza fra noi e loro è che noi possiamo decidere, dopo una gara estiva, di reidratarci e stare in ombra. Loro se legati possono solo seguire noi…

    Orso

  6. Io non credo che sia questione di numeri (25 gradi, 30, 62..ho letto anch’io quel post,)credo sia solamente una questione di buonsenso.
    I selciati, l’asfalto ecc. sono terribili dopo mezzogiorno, se stanno al sole, lo posso dire perchè cammino spesso scalza, in estate.
    Dunque, se sono insopportabili per me, non vedo perchè non dovrebbero esserlo per i miei cani.
    Non li porto, in quelle ore, o cerco zone d’ombra che possano mitigare il calore.
    Ho visto gare di agility che, nei periodi molto caldi, vengono organizzate in notturna.
    In ogni caso, come dice l’autore, io posso chiedere la partecipazione ma, se tu accetti, considerato che i tuoi cani li conosci, a differenza mia, è davvero stupido che tu te la prenda con me.
    Il dolore per aver perso un cane, non si affronta con parole inutili e di sconosciuti, sono certa che nessuno poteva immaginare un simile epilogo, men che meno i proprietari e, qualunque sia il motivo, se non è naturale, quando il caldo è tanto estremo e si deve uscire: testa e piedi bagnati, magari qualcuno di quei cosi che si congelano e servono per i frigoriferi portatili, sotto il materassino del cane, ombra e ventilazione.
    Se non è possibile, si torna a casa.

  7. ed è per questo che non farò mai fare agility al mio cane. obedience? forse, se fa fresco, se è nuvoloso, se siamo in un campo coperto. l’agility sta diventando più una competizione per padroni assetati di coppe e gloria che uno sport per far stare il cane in salute e ciò mi spaventa.
    il proprietario del centro cinofilo in cui vado, pluri campione italiano di agility, l’altro giorno aveva lasciato nel kennel al sole in macchina una delle sue campionesse, che stava piangendo poverina chissà da quando finchè al nostro arrivo gliel’abbiamo fatto notare e non si è neanche preso la briga di spostarla, lo ha fatto fare a una sua dipendente. ma siamo pazzi? e tu ti definisci un ”coach” e vai in giro a chiedere centinaia di euro per uno stage di due ore? non vedo l’ora di aver finito con il corso e gli esami per essere fuori da quel posto. peccato che qua da me lui gestisca tutti i centri cinofili della provincia, o ne sia affiliato.
    due parole: che schifo.
    dovrebbero esserci punizioni più severe per chi lascia cani nel kennel al sole, in macchina, chi li fa correre come matti a 40 gradi con umidità del 70%
    e lo stesso dicasi per chi li fa dormire sotto il bocchettone dell’aria condizionata per poi mandarli in giardino, o chi decide di fare un viaggio di 4 ore in macchina senza aria condizionata per ”portare il cane a fare un giro al mare o in collina”. lo sbalzo termico non fa male solo a noi, fa male anche a loro, e non solo ai cani anziani. c’è chi obietta dicendo che il pelo funge da regolatore termico: ok, ma fino a un certo punto, perchè quando il caldo è torrido l’unica cosa che il cane possa fare è ansimare a lingua fuori, visto che non suda. vai tu a dissipare 40 gradi di calore solo con la lingua.
    la speranza di vedere un cambiamento intelligente e positivo nella mentalità delle persone riguardo agli animali da compagnia si affievolisce sempre di più

  8. Una gara che iniziava alle 6 del mattino per il troppo caldo non era da organizzare. Se é stato fatto ci sono delle responsabilità. Chi partecipa ha il dovere di boicottare.
    I soldi muovono anche il mondo dei cani: levategli i soldi salvate i cani!

  9. Non sono del tutto d’accordo con l’articolo. Ovviamente, d’accordissimo sul fatto che prima di tutto viene il rispetto per i cani, il cui benessere è responsabilità del padrone.
    Non sono d’accordo però sul boicottare le gare d’estate, e non per un discorso agonistico ( perché se è per quello, si mantenere la gara spostandola in inverno, e chiuso l’incidente ) ma perché un cane sano e ben tenuto dovrebbe essere perfettamente in grado di reggere 40 secondi di corsa, anche ad agosto!

    Quindi, da un lato sono d’accordo che sarebbe sicuramente meglio se si facesse pressione sugli organizzatori perché le gare vengano organizzate in notturna, oppure solo in posti molto freschi, o indoor dove ci sia aria condizionata, ecc. insomma perché le gare estive vengano svolte in un clima fresco e adatto all’attività fisica.
    Dall’altro però penso che la maggior pqrte della responsabilità sia del padrone, perché se fosse solo colpa delle gare fatte col caldo avremmo un cane morto a ogni gara: invece non è così. Certo che col caldo i rischi di colpo di calore aumentano ( per forza, sennò non si chiamerebbe colpo di calore ), ma sta al padrone evitare che succeda, come?

    Allenando il cane in primis ( per un cane grasso e poco allenato già fare due salti d’inverno è molto rischioso: fare una gara d’estate è un suicidio ), avendo cura di tenerlo all’ombra, idratato e tranquillo prima e dopo la gara, bagnandogli la testa. In particolare, molti sembrano dimenticarsi che il cane d’estate va spazzolato ( col cardatore, il pettine, il FurMaster o quello che serve ) in modo che perda, se non tutto, almeno la maggior parte del sottopelo, restando quasi solo col pelo di copertura: solo così il cane è in grado di reggere anche qualche minuto di attività col caldo, ma se resta con addosso quasi tutto il sottopelo, certo che anche con 10 secondi seduto al sole il cane raggiunge una temperatura altissima!
    Inoltre, sembrerebbe che il cane che è morto non abbia nemmeno corso, ma sia rimasto in kennel: ora, io trovo che il kennel sia ( per certi cani che lo accettano ) un ottimo strumento anche per il benessere del cane, ma spsso si vedono cani cihusi in kennel tutto il giorno: ora, c’è poco da lamentarsi con l’organizzazione, un cane in kennel deve starci un po’ e poi uscire, nel kennel deve poter passare aria, va tenuto all’ombra, e cmq non ci si può smollare il cane per ore senza controllo. Non dico che sia questo quel che è successo, non posso saperlo visto che non c’ero, ma dico che a volte il kennel è gestito male, e il rischio di incidenti di questo tipo allora aumenta

  10. Domanda: ma se si organizzano le expo in notturna d’estate (dopo le 20) e noi andiamo SOLO a quelle, penso (ma sono ignorante in materia) che anche altri tipi di gare si potrebbero organizzare in orario serale. O no?

    • Temo che fosse impossibile organizzare in notturna una gara con così tanti cani iscritti. Anche per questo sarebbe stata più opportuna una data diversa.

  11. Sarebbe quantomeno opportuno,rettificare o eliminare l’articolo,verificherò col mio avvocato se ci sono gli estremi per una denuncia penale

      • Senz’altro perchè fa parte a quelle persone a chi le coppe vengono prima di tutto e il cane solo un mezzo per arrivarci. Ce ne sono davvero tanti purtroppo…

        • Ma non è vero neanche questo. Questa è una visione animalista/talebana che non posso condividere.
          Non ci credo neanche se lo vedo, che ci siano proprietari di cani sportivi disposti a fargli rischiare la vita “per la coppetta”. Qui il punto è uno solo: nessuno ha valutato i rischi reali del calore e dell’umidità. E invece, dopo quello che è successo, bisogna cominciare a valutarli, anziché fare tante polemiche.

          • Eh no purtroppo,non c’entra nulla con una visione animalista/talebana, se fosse così non sarebbero tutti questi partecipanti ad ogni gara anche in pieno estate ben conscio quale rischi corrono. Per una coppa in più fanno questo e altro, e non parlo solo dell’agility ovviamente ma di tutte le manifestazioni che vengono frequentati indipendentemente dove , come e quando sono organizzati.
            Io in tutta la vita ho fatto due gare in estate. Uno si organizzava sempre l’inizio di luglio in un riserva naturale. L’ombra a volontà, e non solo fuori ring ma anche dentro.
            L’altro era un expo notturna. Ciò nonostante ho detto basta. Con questa temperatura e umidità che c’è in molte zone in Italia anche così risulta pesante, figuriamoci in pieno giorno e con dei ring sotto il sole cuocente.
            Poi naturalmente ogni uno fa la sua scelta come meglio crede, basta non lamentarsi dopo per le conseguenze.

  12. io ho conosciuto 2 fanatici di agility…..prima la medaglia poi il cane…..
    non voglio generalizzare ma portare un cane al campo tutto il giorno con queste temperature è da incoscienti, poi organizzare gare nessuno lo impedisce ma un buon padrone le evita secondo me.

  13. Non entro nel merito delle gare, che siano di agility o di altre discipline (i miei cani non hanno mai partecipato e credo che mai lo faranno), piuttosto mi soffermo sul colpo di calore in generale. Ad una mia amica è morta una boxer di 8 anni per colpa di un colpo di calore (lasciata in auto 10 minuti scarsi). Io cerco di prevenire: la mattina mi alzo alle 5 (anche ora che sono in ferie), alle 5.15 esco con i miei cani in passeggiata per due ore circa, esco nuovamente con loro per giro veloce (in famiglia lo chiamiamo giro pipí) al massimo alle 1030 (per precauzione in questi giorni di caldo torrido, bagno i cani con un po’ di acqua); faccio l’uscita pre cena alle 20 e per finire ultima passeggiata verso le 23.
    Durante l’arco della giornata stanno in casa con condizionatore acceso e dormono dormono e dormono.

    • Ma cosa ci sarebbe di falso? Il cane è morto, sì o no? Si.
      Era un cane da agility? Sì, anche se non ha girato in quell’occasione e l’ho specificato.
      Colpo di calore? Forse sì, forse no: l’edema polmonare non è che cada dal cielo. Il cane: a) dev’essere cardiopatico; b) ci dev’essere una causa scatenante, che tutti i vet con cui ho parlato mi hanno detto essere, quasi sicuramente, il caldo e l’umidità.
      Dunque, cosa ci sarebbe di falso?

  14. Concordo in pieno Valeria e anche se sono un po sciuramaria, quello che hai scritto è chiarissimo, NON era di certo una critica all’agility o altri sport, è così chiaro!
    Comunque io personalmente, non esco quando c’è così caldo nè col cane nè senza, almeno che non sia costretta, ma è una mia scelta comunque, non mi sogno però di portare con me il cane e tanto meno lo faccio correre e saltare con questo caldo (anche questa è una mia scelta), il cane esce, gioca e corre (se ne ha voglia)nelle prime ore del mattino e alla sera, con questo non vuol dire che lo tengo sotto una campana di vetro, semplicemente uso un po di buon senso, nè più nè meno quello che farei con un bambino! Elementare.

  15. Anche secondo me non dovrebbero essere organizzate gare con queste temperature, ma nessun cane ha avuto colpi di calore e il cane in questione non era un concorrente e non è morto per colpo di calore ma per edema polmonare. Direi che a questo punto il titolo va proprio cambiato, no?

  16. “…c’è chi queste gare le organizza, ma c’è anche chi partecipa.”

    Ecco la frase con il quale hai detto tutto. Purtroppo c’è sempre chi partecipa indipendentemente di che tipo di manifestazione si tratti. Certo dopo stanno lì a lamentarsi per giorni per l’organizzazione ma fa nulla, l’anno prossimo saranno lì di nuovo puntualmente…

    Non parlo solo di agosto ma di tutta l’estate, e di tutti manifestazioni anche dove sanno benissimo che l’organizzazione si lascia desiderare per un motivo o l’altro.

    ” Lo sport è una gran bella cosa, ma il benessere dei cani dovrebbe sempre venire prima di ogni altra considerazione.”

    Dovrebbe ma in questi ambienti non lo è di sicuro.

    2 considerazioni ancora. Uno è che sbagliatissimo scambiare i cani sportivi con i cani da lavoro veri, sono 2 cose ben differenti.
    L’altro è che sì capita anche tra i veri cani da lavoro di avere degli incidenti anche fatali, la differenza è che i loro proprietari non andranno mai su FB a lamentarsi…

  17. Quanto spesso, uscendo per fare delle commissioni, vedo gente fuori col cane all’una o alle tre?
    Beh tutte le volte che esco a farle.
    Il mio ragazzo che è con me in macchina sa bene quanto inveisco contro questi individui: noi ci alziamo alle 5, stiamo fuori al massimo fino alle 9, e poi fino a sera si riposa perchè FA CALDO.. Sembra un’ovvietà, eppure pare che la gente non se ne accorga..

  18. Purtroppo anche nel caso dei commenti, come spesso accade, si arriva sempre a spada tratta da un lato o dall’altro.

    Le persone che chiedono una rettifica dovrebbero spiegare REALMENTE il perchè, capisco che si possano sentir “toccati e offesi” perchè vicini all’accaduto o altro, però come un tutte le cose bigogna dare spiegazioni per non essere fraintesi.

    L’articolo letto cosi’ in effetti fa inutilmente male ai cuori in primis ai proprietari di Isabel, poi anche a tutti coloro che sapendo i fatti sono “agitati” sono vicini a questa perdita.
    Io ero presente alle gare, da spettattore… ho vissuto il caldo umano (che noi possiamo sceglierci e loro no, come accennato) ed ho anche “vissuto” i fatti citati.

    La decana cagnolina era un EX cane da agility (ritirato dalle gare MESI fa proprio a causa dell’età!) ed era presente alla manifestazione solo ed esclusivamente per non essere lasciata a casa sola perchè col padrone in “trasferta” anche lei ha viaggiato nel pieno totale rispetto animale (ed umano).
    Era stata posizionata con cura col suo trasportino in un posto all’ombra e con tutto l’amore possibile ed immaginabile da parte del suo proprietario (anche lui con la sua veneranda età, senza offesa!).

    Il suo proprietario, come “molti di noi” (lasciamo perdere gli estremismi) aveva nel cuore la sua “bimba”! l’ultima cosa che avrebbe voluto era proprio recarle del male… anzi… era li apposta!

    i campi erano in pieno sole, ma le zone d’ombra c’erano.. i servizi di refirgerio c’erano… vasce piene d’acqua per i bagni ai cani, ecc ecc c’erano.

    Opinabile ovviamente il concetto di fare una gara così in pieno agosto, opinabile qualsiasi cosa su orari e tempi organizzativi.

    Su questo volendo si può decisamente polemizzare, ma non sulla morte di Isabel che purtroppo ha “come unica colpa” il fatto di averci lasciato in queste circostanze dando spunto a malevoci di corridoio.

    Un altro evento invece davvero da segnalare è la MANCANZA dell’ambulanza!!! e’ comuqnue un evento sportivo di rilievo e come tale penso sia d’OBBLIGO la presenza dell’ambulanza.
    Il padrone di Isabel si è sentito talmente male per le circostanze di malessere di Isabel stessa che si sono resi necessari dei soccorsi d’urgenza. Che “ovviamente” sono arrivati con tempistiche del tutto insate!!!

    Fatte queste “premesse” sul caso specifico spero che venga rivisto l’ottica in cui è posizionato questo articolo; concordiamo (penso) quasi tutti sui problemi legati al caldo, allo stress sportivo ecc ecc… di questo se ne può parlare, ma senza usare come “emblema” la morte della povera Isabel in tutto ciò.

    Mi unisco al dolore dei proprietari della Borderina, un abbraccio a tutti loro per questa grave perdita.

  19. L’aggiornamento inserito alla fine rende l’articolo che lo precede solo una inutile polemica . inoltre, già da altri articoli pubblicati in questa rivista, la stessa autrice ha più volte dichiarato di non essere una simpatizzante del l’agility . Quindi l’articolo è poco credibile

    • E questo commento è poco obiettivo. TUTTO l’articolo parla dell’assoluta inopportunità di organizzare/partecipare a gare cinofile ad agosto: non parla di agility, se non per l’ovvio motivo che la cagna morta si trovava ad una gara di agility (e ha fatto agility fino a pochissimo tempo fa).
      Si è trattato di “prendere spunto da una notizia di cronaca per cercare di far riflettere sulle cause di una disgrazia”, come è normale che accada in qualsiasi sport. Quando muore qualcuno in moto o in macchina tutti fanno a gara per cercare le responsabilità e sforzarsi di far sì che una cosa del genere non succeda più: se muore un cane, invece, ci preoccupiamo solo di insabbiare la notizia per “non far pensare male dell’agility”. Scusate, ma per me: a) l’unica cosa che si può fare affinché non si ripeta una disgrazia simile è evitare le gare in piena estate (protagonista o spettatrice che fosse, la cagna è morta di edema polmonare: e l’edema polmonare è stato quasi sicuramente causato dal fatto che un cane cardiopatico fosse stato tenuto in condizioni di calore ed umidità che il suo organismo non ha sopportato); b) tutti a dire “non pensi al povero proprietario”, quando mi pare evidente che al povero proprietario ormai rimangano solo le lacrime, ma che ci siano altre migliaia di proprietari che potrebbero evitarsele, se si pensasse a fare in modo che disgrazie simili non succedessero più.
      Ecco, io penso ai “prossimi” cani e ai “prossimi” proprietari: di qualsiasi dannatissimo sport si parli.
      Per questo signore, ovviamente, mi dispiace moltissimo, ma la sua cagna non possiamo resuscitarla. Invece potremmo salvarne altri, se ci si rendesse conto che il caldo eccessivo è pericolosissimo.
      Se poi si preferisce la gloria di una gara (ripeto, di QUALSIASI sport) alla salute dei cani, allora pensatela come vi pare. Io ad agosto ho rifiutato perfino di fare stage perchè non posso neppure pensare di far far un giro di campo al guinzaglio ai cani: e son contenta così.
      Non mi piace l’agility? Non è vero. L’agility mi piaceVA moltissimo, quando è nata e quando era una disciplina divertente per cani e umani: sono stata forse la prima a scriverne, ai tempi, in termini entusiastici. Ora no, è vero: non mi piace più come allora.
      Ma non per lo sport in se stesso, ma per come sono cambiate le persone che ci gravitano intorno. E i commenti a questo articolo ne sono l’ennesima dimostrazione.

  20. É evidente quindi che se questa maledetta bcc fosse stata organizzata in montagna o a settembre la cagnolina non sarebbe morta. Moltiplicate il costo dell’iscrizione per il numero dei partecipanti e scoprirete chi sono i maledetti speculatori sporchi di sangue

  21. Scommettiamo che se l’articolo fosse stato un generico “organizzare gare a metà agosto è folle perchè mette a rischio la salute dei cani”, sarebbero stati tutti (o quasi) d’accordo ?
    Così come se il cane fosse morto in una gara per esempio di dog dance, gli stessi agilisti che ora “valutano col proprio avvocato le denunce penali” e amenità simili avrebbero detto “vero, è folle ballare con un cane sotto il sole a metà agosto!” ?
    Guarda caso 9 su 10 che arrivano a difendere a spada tratta l’agility (che nessuno ha messo in discussione) la prendono quasi sul personale, perchè come 99 volte su 100 (non solo in cinofilia, per carità, ma in cinofilia succede praticamente sempre…) “va bene parlare dei problemi e dei rischi, basta che non si tratti o nomini la disciplina che faccio io…”

  22. io non capisco perché non cambiate il titolo all’articolo, i cane non è morto per colpo di calore, non è morto mentre gareggiava, e non è morto perché lasciato a se stesso. Il cane era anziano, è morto per edema polmonare e il suo compagno umano era accanto a lui, anzi ha anche dovuto essere assistito da medici perché si è sentito male per il forte dolore della perdita subita! questo dovrebbe risaltare dall’articolo in questione! se poi si vuole pubblicare un articolo sulla pericolosità del caldo per i nostri amici a quattro zampe ben venga, ma davvero finiamola di strumentalizzare il dolore altrui. Io penso che la cosa più sensata sarebbe chiedere scusa a questa persona che sta veramente soffrendo per la grave perdita della sua compagna di una vita.

    • Non c’è scritto che è morto mentre gareggiava: c’è scritto che è morto “un cane da agility”, cosa che Isabel è stata fino a pochissimo tempo fa.
      Ripeto: quando ho scritto l’articolo mi era arrivata la notizia che la cagna avesse girato. Tre secondi dopo mi è stato detto che invece era solo un'”accompagnatrice”… ma sono stati comunque il calore e l’umidità a causare l’edema polmonare, quasi con assoluta certezza!
      Come dovrei cambiarlo, il titolo?
      Con la verità?
      “Proprietario porta una vecchia cagna cardiopatica a seguire l’altro suo cane che agility, e la cagna ci resta secca”?
      Perché la verità, purtroppo, è questa. Solo che io non volevo criminalizzare nessuno: né lo sport, né ‘sto povero signore che sicuramente non aveva idea dei rischi a cui sottoponeva la cagna, né l’organizzazione che sicuramente ha fatto il meglio che poteva… però questo “meglio” non è bastato, perché ad agosto i cani non si possono sottoporre a certe temperature. Quindi le gare ad agosto nun se devono fa’!

        • L’unica coda di paglia vista finora fin qui è quella di un sacco di agilisti che “porca miseria, parlano male della mia disciplina”, che tra l’altro non è manco vero, perchè basta leggere l’articolo per vedere che non si parla affatto male dell’agility.
          Tra l’altro, se si fosse voluto parlar male dell’agility e attaccare lo sport come vari nei commenti stanno accusando, c’era l’episodio accaduto all’europeo di Agility, anche più grave (visto che è avvenuto, quello sì, in gara, e per di più ad un Europeo quindi teoricamente più controllato), ma guarda un po’ la tremenda Valeria Rossi che tanto male vuole all’agility, quell’episodio lo ha citato solo marginalmente e sottolineando come sia stata una fatalità, quando sarebbe stato molto facile attaccare la disciplina di fronte a un episodio di quella gravità.
          Cercate di trovare le code giuste, va…

          • wei amico scala una marcia e rilassati! erano proprio quelle code lì quelle a cui mi riferivo! cerchiamo di non scendere nella volgarità. Giusto?

          • Sono rilassatissimo, non sono tuo amico e non mi pare di essere sceso nella volgarità da nessuna parte.
            Detto ciò, dato che rispondevi ad un commento di spiegazioni di Valeria pensavo che la “coda di paglia” fosse riferita a lei, se non è così mi scuso per il fraintendimento.

  23. Alla fine si finisce sempre per parlare di vietare, abolire, punire..Addirittura sarebbe da vietare l’allevamento dei cani fuori dai loro paesi di origine…bella questa. Elena, penso tu non abbia mai visto lavorare cani come nelle loro origini , non serve andare tanto lontano è, basta andare al sud dove ci sono delle realtà ancora legate alla pastorizia, come 100 anni fa. Non esistono soste all’ombra e premurose attenzioni sai, solo selezione, ma di quella dura, naturale.
    Hai mai visto la caccia ai grossi ungulati con i cani? Non hai idea di come tirino oltre ogni limite, e a volte ci rimettono pure la vita, se non per infarto o colpo di calore, perchè si gettano da crepacci tanto sono presi dalla foga. Chiedi a quelli del settore, perchè non è gente che lo scrive al mondo su fb.
    A questo punto oltre all’agility infieriamo anche contro la protezione civile, la polizia e il soccorso alpino? sai nessuno di loro può scegliere le ore più fresche e i giorni ventilati per fare il loro mestiere. E non l’hanno chiesto i cani di fare questo duro mestiere. A sì aboliamo anche i lunghi viaggi che un cane è obbligato a sostenere, magari per accompagnarci in vacanza!
    Ripeto il mio punto di vista, non voglio difendere gli sport a tutti i costi, ma se un cane è sano, ben alimentato ( è sì è importante!) e ben allenato e con il massimo del buon senso e delle attenzioni, un cane puó lavorare anche in estate. Concordo che non necessariamente un cane da sport coincide con un cane da lavoro, il mio commento era riferito al fatto che ormai in gara ci sono solo razze da lavoro (dal jack russel al malinois) o selezionate per quello che un lavoro non è, l’agility. Come concordo anche con Redazione che i cani stanno benissimo a poltrire all’ombra nelle ore più calde.
    Per rispetto di chi ha perso un cane e che di sicuro era l’ultima cosa che voleva, chiudo qui perchè mi spiace leggere accuse gratuite a questo sport e ai conduttori che corrono davvero con il loro cane e non per una medaglia come dicono alcuni. Non parliamo di soldi poi…avete mai fatto gare? Se le aveste fatte sapreste che i soldi si spendono e basta!
    Mi consolo solo perchè quando l’estate finirà e verrà l’inverno, si tornerà a parlar male dello sleddog!

    • Caterina… nessuno ce l’ha con gli sport cinofili. Li ho sempre praticati anch’io, cosa sono, deficiente, che adesso mi metto ad attaccarli?
      Però si DEVONO valutare i rischi legati al calore.
      I cani da protezione civile, se rischiano la vita, lo fanno perché speriamo di salvare una vita umana: può essere una forzatura (il cane non sceglie…), ma almeno c’è uno scopo diverso da quello di fare un CAC. Che si può tranquillamente fare in qualsiasi altro periodo dell’anno, santa pupazza!
      Perché i cani da sleddog non corrono d’estate, ma neanche in primavera?
      Perché i cani da soccorso nautico non fanno gare d’inverno?
      Eppure sono tutti cani sportivi, allenati, preparati. Ma c’è una cosa chiamata BUON SENSO che impedisce agli umani di fare le cose sbagliate nel momento sbagliato.

    • Io penso che Caterina abbia delle idee giuste riguardo alla questione…ma non credo assolutamente che si debba sentire offesa dall’articolo…io non ci vedo nessun processo all’Agility!..

    • caterina io allevo cani da pastore in scozia ma guarda un po’, e di sicuro non vado a prenderli in africa. non so in quale circo tu viva, orfei forse? ma credimi la realtà che descrivi tu è da film panettone e nemmeno tanto buono.
      i cani da pastore sono una RISORSA IMPORTANTISSIMA per l’allevatore di bestiame, il cibo è altamente selezionato per mantenerli in salute perfetta e attivi. facendo il mio mestiere sono in contatto anche con allevatori italiani, in abruzzo per esempio, e ho partecipato ad alcune transumanze per confrontare il comportamento dei miei border con quello dei maremmani e ti posso garantire che non ho visto nè bastonate nè cani morire al sole. ho visto persone calme,cani equilibrati che rincorrevano la pecora occasionale che si allontanava, ho visto abbeveratoi pieni di acqua lungo tutto il tratturo soste sia per i cani che per i pastori, pennichella pomeridiana e in generale un lavoro che dura parecchie ore ma non è mai continuativo. io ho condotto le pecore a me affidate alla mia maniera, i pastori abruzzesi avanti a me hanno usato il loro metodo ( i gruppi erano a breve distanza data la tendenza dei maremmani a proteggere il gregge). niente violenza, niente urli, solo tanta esperienza.
      per quanto riguarda la caccia al cinghiale, stai portando un esempio paragonabile alla caccia alla volpe che Elena ha citato. oggi giorno vengono entrambe fatte a scopo intrattenitivo, non per reale bisogno di cacciare, per cui sono attività che l’uomo spinge ai limiti, incitando i cani con odori e grida, nulla di naturale o istintivo per i poveri pelosi, che devono soddisfare i padroni.
      a proposito dell’allevamento fuori dai paesi d’origine sono totalmente d’accordo e a favore. ho portato i miei border in italia una volta sola per un controllo veterinario specialistico all’università (i veterinari british lasciano molto a desiderare, l’alternativa era un viaggio negli stati uniti, troppo lungo) e mai lo rifarò. il caldo e l’umidità italiane sono davvero troppo per cani con un mantello tanto fitto e una predisposizione genetica a sostenere i climi freddi. totalmente a favore dell’allevamento solo nelle zone d’origine e di viaggi brevissimi e in condizioni di totale sicurezza per l’animale.
      sport cinofili poi? non so neppure perchè esistano se non per far sentire felici i proprietari. ho fatto provare al mio vicino che ha un paio di cani da sheep dog a condurre il mio gregge. i suoi cani separavano le pecore a gruppi di 7 e 12, tutte le altre scappavano. uno dei miei cani da solo ne muove 300 alla volta senza far gare di nessun tipo. e si diverte altrettanto.
      un cane felice e non stressato è un cane che riconosce un leader anch’esso sano, che mangia sano, che ha un giusto rapporto fra sonno e veglia, fa attività all’aperto coi suoi simili e col suo leader considerandola come un gioco, nel rispetto del proprio corpo e delle proprie esigenze, che può seguire e dar sfogo al proprio istinto e sfogare l’energia che repressa causerebbe stress.
      in conclusione pure per chi non vive sulla brughiera come me una corsa su un prato fra due cani, una nuotata, gioco non protratto per ore, compagnia e sonno sono fattibili per tutti anche in città e sono un perfetto sostituto per tutti gli sport inventati dall’uomo che non rispettano la natura dell’animale

  24. x marina Il cane era anziano ma aveva gareggiato fino aqualche mese fa, l’edema polmonare è talvolta una conseguenza del colpo di calore

  25. “Colpo di calore? Muore un cane da Agility” è un titolo fuorviante dall’inizio alla fine. Colpo di calore? No, la risposta è già stata data da più fonti, il colpo di calore con quanto è successo non cetra nulla, sarebbe quasi certamente accaduto lo stesso anche se il cane fosse stato a casa con l’aria condizionata. Inutile quindi mantenerlo nel titolo, anche in forma di domanda. E il fatto che fosse un cane da agility nulla ha a che fare con la sua morte. C’erano 450 cani da tutto il mondo iscritti a questa competizione, nessuno di questi non solo è morto ma nemmeno ha avuto il benché minimo malore, da quanto mi risulta. L’unico cane morto era lì per accompagnare il proprio padrone, il quale non voleva lasciarlo solo a casa, e non era tra quelli in gara. Per onestà intellettuale, quel titolo andrebbe cambiato!

    Ho il massimo rispetto per l’autrice di questo sito, per i suoi articoli, per la sua intelligenza, per la sua ironia, per le sue indiscutibili conoscenze cinofile. Ma proprio per il rispetto che ho per lei, le devo l’onestà di dirle ciò che penso e cioé che questa volta l’ha fatta fuori dal vaso. Succede anche ai migliori, amen, ma a questo punto una rettifica sarebbe giusta e corretta, soprattutto nei confronti del padrone prostrato che oltre al dolore per la perdita della sua Isabel deve anche subire la ferita di sentirsi attaccato da uno dei più noti siti cinofili italiani.

  26. “talvolta” non è sempre….Ulk. Se aveva gareggiato fino a qualche tempo fa è perché molto probabilmente era in grado di farlo, infatti non è morto gareggiando.. Redazione. magari è vero le gare ad agosto meglio non farle, questo poteva essere il titolo giusto, ma il resto della STORIA no, dite di non voler criminalizzare nessuno ma alla fine tutto l’articolo è centrato su quel cane e il suo compagno di una vita e non certo per descrivere gli 11 anni di vita passati sempre uno accanto all’altro..

  27. Nell’antica grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza.Un giorno venne qualcuno a trovare il
    grande filosofo e gli disse:

    -sai cosa ho appena sentito sulituo amico?

    -un momento, rispose Socrate-prima che mi racconti vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
    -i tre setacci?

    -ma si- continuó Socrate- prima di raccontare ogni cosa sugli altri è bene prendere il tempo di filtrare ció che si dovrebbe dire.Lo chiamo il test dei tre setacci.Il primo setaccio è la verità.Hai verificato se quello che mi dirai è vero?

    – no…ne ho solo sentito parlare

    – molto bene.Quindi non sai se è la verità. continuiamo con il secondo setaccio, quello della bontà.Quello che
    vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?

    -ah no…al contrario.

    -Dunque vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. É utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?

    -no….

    -allora, concluse Socrate, quello che volevi raccontarmi non è ne vero, ne buono, ne utile, perchè volevi dirmelo?

    Se ciascuno di noi meditasse prima di parlare….

    • “Se ciascuno di noi meditasse prima di parlare….”

      Davvero, magari non arriverebbe qualcuno a scomodare Socrate e i tre setacci in un articolo che ne passerebbe almeno due su tre…

      • Veramente non ne passerebbe nessuno.

        1. L’articolo non è vero, parla solo per sentito dire, sbagliando (la morte del cane NON è legata al caldo e il cane NON faceva agility).
        2. L’articolo non è buono, accusa più o meno implicitamente i proprietari di incuria e di poca considerazione per il proprio cane, piuttosto esplicitamente tutti gli agilitisti di pensare solo alla gara e non al benessere dell’animale ed esplicitamente gli organizzatori di “sbattersene” allegramente del benessere dei cani.
        3. L’articolo non è utile, Isabel non resusciterà per quanto ha scritto l’autrice, chi organizza gare continuerà a organizzarle negli stessi periodi (non per menefreghismo ma perché, al contrario di ciò che pensa chi di questo sport sa poco, non ci sono poi tante date utili per organizzare competizioni di tale livello), chi vi partecipa mettendo al primo posto la salute del cane continuerà a partecipavi perché sa in coscienza di farlo con tutte le necessarie attenzioni per il proprio compagno di sport e chi invece se ne frega continuerà a fregarsene.

        • 1 – Tra un po’ scriverete pure che il cane non è morto se continuate così. Vero, l’articolo “parla per sentito dire”, ma da gente che era presente e con pareri di veterinari (non del primo pirla che passava per caso) che sottolineano come l’edema polmonare possa essere causato da un colpo di calore, quindi è legato al caldo. Non c’è scritto che il cane stava facendo agility in quel momento, ma che era un cane da agility, fatto vero anche questo.

          2 – Questa è una para mentale che ti sei fatta tu, così come quelli che valutano le denunce penali (…), dato che da nessuna parte è stato accusato di incuria il proprietario.
          Al massimo vi si può leggere “l’accusa”, se così si può definire di aver sottovalutato i possibili rischi di portare il cane così al caldo lasciandolo in kennel, che mi pare ben diverso da criminalizzare qualcuno. L’accusa a “tutti gli agilisti” poi è ridicola, qua siamo veramente alla coda di paglia chilometrica, al massimo i discorsi sull’organizzazione e sul pensare alla coppa li ha tirati fuori qualcuno nei commenti ma non è certo presente nell’articolo, e di sicuro i commenti della maggior parte degli agilisti non è che abbiano aiutato a non dare quell’impressione.
          Del resto sarei curioso di vedere quanti di questi stessi agilisti ora tutti piccati sarebbero stati in prima linea ad attaccare una qualsiasi altra disciplina se l’evento fosse accaduto durante una esposizione, una gara di sleddog, una gara di disc dog, etc. O già che stai alterando al realtà vuoi dirmi anche che non si vede mai in campo cinofilo chi fa una disciplina accusare altri di “pensare solo alle coppe”, “maltrattare il cane” & c ?

          3 – L’articolo è utile perchè magari la prossima volta qualcuno prima di fare una gara ad agosto a 35 e passa gradi ci pensa due volte. Se non gli organizzatori, almeno i partecipanti, o anche solo chi magari ha un cane anziano e/o malato che pensa di portarsi alla manifestazione sottovalutando i rischi.

          Ma tanto questa alzata di scudi è un po’ quando alcuni si erano offesi per l’articolo “quelli che…fanno protezione civile” e situazioni affini: va tutto bene, ma solo finché si parla degli altri. Perchè scommetto quanto vuoi che la maggior parte degli strenui difensori dell’agility non era così impegnata, ad esempio, a difendere lo sleddog quando c’è stato il caso del musher accusato di aver maltrattato i suoi cani…

          • Guarda Davide, io faccio agility da anni e ti posso dire che i primi a criticare chi non pensa al benessere dei cani prima di qualsiasi altra cosa sono gli agilitisti (seri) in primis, che per fortuna sono ancora la maggior parte. E nessuno che fa uno sport con il proprio cane si scaglia alla prima occasione contro chi ne fa un altro, anzi, c’è il massimo rispetto per tutti quelli che fanno attività in modo serio e rispettoso con il proprio cane. Semmai a scagliarsi a ogni pié sospinto contro i “cinosportivi” sono quelli convinti che il cane debba o fare solo e soltanto il lavoro per cui è stato selezionata la razza oppure rimanere a casa spapparanzato sul divano a non fare nulla.

            Rispondendo al punto 1, non c’è nessun dubbio e nessun punto di domanda, il veterinario intervenuto che ha esaminato Isabel ha precisato chiaramente che l’edema polmonare non era dovuto a colpo di calore e che sarebbe morta anche se fosse stata al fresco a casa. Questo il referto del veterinario presente, qualsiasi altro parere è solo una speculazione…

            Punto 2: “Se proprio vogliamo per forza dare la colpa a qualcuno, mi pare che le responsabilità si possano dividere a metà tra chi sicuramente non ha scelto una data ideale e chi, dal canto suo, non ha neppure pensato di dirgli “ma sei pazzo?”… e tantomeno ha ritenuto opportuno tenere a casa il cane. E non sto parlando solo del proprietario della povera cagnolina morta, ma di tutti coloro che si son iscritti e hanno partecipato… e magari adesso stanno dicendo peste e corna dell’organizzazione.”
            Se proprio vogliamo dare la colpa a qualcuno? Responsabilità [della morte di Isabel] divise a metà? Non sto parlando SOLO del proprietario della povera cagnolina? E queste non sarebbero accuse? Valeria scrive da anni e conosce benissimo l’italiano, di cui fa sapiente uso, quindi sa bene che queste sono accuse. E invece nessuno ha colpa di questa morte, l’agility non centra nulla, il caldo non centra nulla, la gara non centra nulla, il proprietario non ha NESSUNA colpa così come non ce l’hanno gli altri concorrenti né gli organizzatori. Questi i fatti!

            Tanto per chiarire (e concludere), io ho riso molto quando ho letto l’articolo su “Quelli che fanno… agility” e in alcune cose ammetto di essermici pure ritrovato. L’autoironia e la capacità critica, anche e soprattutto sulle cose che amo, credo non mi manchi. Ma questa volta l’unica cosa per me criticabile è l’articolo di Valeria.

          • “E nessuno che fa uno sport con il proprio cane si scaglia alla prima occasione contro chi ne fa un altro, anzi, c’è il massimo rispetto per tutti quelli che fanno attività in modo serio e rispettoso con il proprio cane.”

            Fammi sapere quando torni dal mondo delle favole e poi ne parliamo.
            Quando vedrò tutti quelli che si stanno lanciando contro questo articolo, o accusando Valeria di voler “sputtanare” l’agility (però non sanno spiegare come mai non ci sia stato nessun articolo sul fatto accaduto agli Europei, ben più “succoso” se uno avesse voluto attaccare la disciplina, o no?) adottare la stessa strenua difesa verso altre discipline quando queste verranno citate (perchè qua l’agility è solo citata in quanto il fatto è avvenuto durante una gara di agility, non viene manco attaccata la disciplina…) in relazione a episodi spiacevoli, forse potrò credere a questo grande rispetto tra le varie categorie e discipline cinofile.
            Per quanto ho visto finora (non solo in questo articolo, eh), la certezza che se il fatto fosse accaduto durante, per dire, un’esposizione, con la stessa dinamica, e l’articolo si fosse intitolato “Colpo di calore? Muore cane da expo” i vari marina, gioia, cristina, paolo & c non avrebbero commentato l’articolo, o avrebbero detto che “eh, vero, organizzare le expo in agosto è imprudente” non me la toglie nessuno.

        • “L’articolo non è utile”? @guass, dai di che stai scherzando, prche nessuno potrebbe dire seriamente una assurdita del genere.
          Invitare i proprietari a riflettere, a misurare i rischi e a non esporre i propri cani al rischio di colpi di calore non e’ utile?
          Citando il tuo commento precedente: “É utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?” Utilissimo per evitare rischi inutili al tuo cane. E anche se si scoprisse che il cane in questione fosse morto per il morso di un orso polare, il consiglio di evitare colpi di calore al tuo cane rimarrebbe un consiglio utile.

          • Eros… ma davvero credi ci volesse Valeria per ricordarlo a chi passa ogni momento libero o quasi con il proprio cane, a chi ha scelto di usare il proprio tempo libero per fare sport con lui? Ma davvero credete che anche un solo agilitista nel mondo (o praticante di disc dog o obedience o UD o qualsiasi altro sport cinofilo) non sappia cosa sono i colpi di calore e i rischi per un cane? Chi fa sport con il cane – a livello agonistico – non è uno sprovveduto e conosce il cane certo molto meglio della sciuramaria che lo coccola sul divano e lo porta fuori giusto per la passeggiatina con annessa pisciatina. Chi facendo agility se ne sbatte dei rischi non è perché non li conosce ma perché se ne sbatte proprio. Mentre tutti gli altri ci stanno estremamente attenti, sempre!

            Come ha detto qualcun altro, se l’articolo fosse stato generico e rivolto ai proprietari di cani in genere, avrebbe ottenuto solo plausi e sostegno… Ma questo è un pezzo che prende spunto dalla morte (in realtà imprevedibile e inevitabile) di un cane solo presente a una competizione di agility per rivolgersi agli agilitisti criticandoli, accusandoli di incuria e “spronandoli” non a stare attenti ai colpi di calore, ma a disertare le gare in estate. Cosa ben diversa e onestamente inutile!

          • ARGHHHH… non si rivolge “agli agilisti”, porcaputtana!!! Si rivolge a CHIUNQUE vada a far gare o porti in giro cani anziani o molli i cani a correre a perdifiato CON UN CALDO DELLA MADONNA!
            Mo’ mi fate veramente incazzare, però… perché questa è malafede marcia!

          • “Chi fa sport con il cane – a livello agonistico – non è uno sprovveduto e conosce il cane certo molto meglio della sciuramaria che lo coccola sul divano e lo porta fuori giusto per la passeggiatina con annessa pisciatina.”

            E quindi ? Questo sito mica è letto solo da chi fa sport col cane, ma anche (anzi, forse principalmente!) da Sciuremarie e Sciurmari, quindi sì, per loro l’articolo può essere utile, proprio perchè “lo coccolano sul divano e lo portano fuori per la pisciatina” e magari non pensano che portarlo fuori per la pisciatina con un caldo eccessivo potrebbe essere pericoloso.
            Ora, se dovessero fare come han fatto tanti agilisti con questo articolo, un sacco di Sciuremarie dovrebbero incazzarsi per questo tuo commento dove sembri considerarle “inferiori” perchè coccolano il cane sul divano e lo portano fuori solo per la pisciatina.
            Non hai scritto così ? Oh, beh, nemmeno Valeria nell’articolo ha criticato l’agility, eppure un sacco di agilisti se la sono presa come se avesse attaccato pesantemente la disciplina…

            “Come ha detto qualcun altro, se l’articolo fosse stato generico e rivolto ai proprietari di cani in genere, avrebbe ottenuto solo plausi e sostegno…”

            L’ho detto io, magari non sono stato l’unico, ma preciso che nel mio caso l’ho detto per evidenziare la coda di paglia dei vari agilisti che stavano straparlando, non per criticare l’articolo. Sorvoliamo poi sulle altre reazioni molto mature che in molti stanno dimostrando 🙂

            “[…] per rivolgersi agli agilitisti criticandoli, accusandoli di incuria e “spronandoli” non a stare attenti ai colpi di calore, ma a disertare le gare in estate”

            Vedasi sopra, la coda di paglia vi fa leggere cose che nell’articolo non sono scritte da nessuna parte nell’articolo, dove stanno ‘ste accuse ?
            Sul disertare le gare in estate, sì, viene fatto notare come sarebbe il caso di non organizzarle (o di non andarci), mi pare una semplice questione di buon senso.

          • @guass, quindi visto che secondo te “chi fa sport con il cane… non è uno sprovveduto e conosce il cane certo molto meglio della sciuramaria…” allora questo articolo perde la sua “utilita”? Visto che ti piacciono le citazioni ra ti dico che “repetita juvant”, e se questo articolo servira’ a salvare anche un solo cane, allora si sara’ stato utile (nonostatnte le tue citazioni di Socrate)
            Poi sul “prendere spunto” da un fatto di vita vissuta… appunto si trata di uno spunto, l’ articolo non e’ una cronaca della norte di quel cane, ma una riflessione sulla salute dei cani in generale (rispetto ai colpi di calore).
            Poi l’ invito a “disertare le gare in estate”… perche mai sarebbe inutile? Magari per alcune persone un afermazione cosi forte e’ quello che ci vuole per portarli a riflettere.
            E anche la tua affermazione assoluta che tutti quelli che fanno agility conoscano perfettamente il proprio cane… quindi non esistono quelli alle prime gare? Magari qualcuno che farebbe la prima gara in estate per approfittare delle ferie… E avvisare queste persone dei possibili rischi e’ inutile?
            Quelli che se ne sbattono dei rischi che puo correré il proprio cane sono dei bastardi e il loro parere non e’ importante; quelli che gia sapevano quello che c’e’ scritto nell’ articolo… non gli ha tolto ne aggiunto nulla il rileggerlo; ma chi si preocupa del cane ma non e’ cosi preparato? Esistono e le gare amatoriali ne sono piene.

        • 1 – Il cane è morto per una patologia pregressa, INDUBBIAMENTE collegabile al calore e all’umidità, come confermato da tutti i veterinari che ho sentito.
          2 – Il cane faceva agility fino a pochi mesi fa, e non si sarebbe trovato lì se non fosse stato un cane “da agility”
          3 – Isabel non resusciterà di sicuro, ma forse qualcuno meno presuntuoso e meno menefreghista di te si fermerà un attimo a riflettere sull’accaduto e capirà che se “non ci sono tante date per organizzare competizioni di tale livello”, si possono anche non organizzare. O si può scegliere di non partecipare.
          4 – Chi mette davvero al primo posto la salute del cane sicuramente avrà capito quello che intendevo dire con questo articolo: e magari, nel caso avesse sottovalutato i rischi del caldo eccessivo, ora non li sottovaluterà più. Quindi l’articolo può essere utile…a chi ha voglia di pensare al proprio cane. Sicuramente non lo sarà per chi pensa solo ai risultati.

          • @Valeria: Il cane NON E’ MORTO A CAUSA DEL CALORE, non centra se hai sentito uno, dieci o cento veterinari, il veterinario CHE ERA LI’ e che HA VISITATO il cane dopo la sua morte ha escluso che il calore potesse esserne la causa. Collegare la morte di Isabel al calore è una strumentalizzazione, si utilizza un avvenimento tragico per sostenere una propria tesi del tutto scollegata ed evidentemente non sostenibile altrimenti.

            Lo ripeto, c’erano 450 cani partecipanti a questa gara, nessuno è morto, nessuno è stato male. Il cane che è morto non gareggiava, stava al fresco, in un trasportino all’ombra, con abbondante acqua a disposizione e persino una piscina per rinfrescarsi (mi hanno detto), oltretutto il padrone era vicino a lui.

            Che il cane fosse lì in quanto ex cane da agility è un’altra sciocchezza. Alle gare di agility – e a qualsiasi altro evento cinofilo – è sempre pieno di spettatori curiosi con cani al seguito che non hanno mai fatto agility.

            Il caldo è pericoloso per tutti i cani, che facciano agility oppure no. E’ importante stare molto attenti e usare tutti gli accorgimenti per non fare correre nessun rischio ai nostri amici a 4 zampe, sia che siano impegnati in una gara di agility sia che facciano una passeggiata al parco. Questa è l’unica realtà, con le dovute accortezze una gara non mette i cani particolarmente più a rischio di colpi di calore di quanto lo faccia una corsa in un prato durante la passeggiata quotidiana.

            @eros: io non ho citato Socrate, l’ha fatto qualcun altro, ho solo poi risposto a chi ha contestato quella citazione. Riguardo al “prendere spunto”, è come se un giornalista scrivesse “Ieri a mezzogiorno un autobus stava percorrendo una strada urbana sotto al caldo sole estivo, al momento del suo passaggio un pedone che transitava sul marciapiede è morto a causa di un ictus. Attenzione a non prendere l’autobus durante le ore più calde perché si rischia un colpo di calore”. Che ci azzecca?

            Lo ripeto per chi facesse ancora fatica a capire (“repetita iuvant”, giusto?): la morte di Isabel a detta del veterinario presente che l’ha visitata non è in alcun modo collegata né all’agility né al caldo, era arrivata la sua ora, quel cane sarebbe [presumibilmente] morto in quel momento dovunque fosse stato e in qualsiasi situazione si fosse trovato. Legare questa tragedia all’agility e a chi fa gare in estate è una pura e semplice strumentalizzazione.

            NOTA: che ci crediate o no, non sono un talebano dell’agility, amo questo sport e lo pratico con gioia ma ho molti altri interessi e spesso rinuncio alle gare – a prescindere dal clima – per fare altro, con o senza i miei cani. Solo mi dispiace vedere una giornalista e cinofila che stimo inciampare in una tale caduta di gusto. Sono intervenuto qui solo perché la nipote del proprietario di Isabel, che non conosco personalmente, è stata ferita e si è sentita profondamente amareggiata da quanto scritto in questo pezzo. Mi sono messo nei suoi panni e ho pensato a come mi sarei sentito io se, dopo avere appena perso tragicamente uno dei miei adorati pelosi, mi fossi anche sentito ingiustamente colpevolizzare da una testata online. Tutto qui.

          • Guass, il veterinario che era lì ha detto che la cagna è morta di edema polmonare. La diagnosi è questa, la causa è quasi immancabilmente una cardiopatia pregressa, la causa scatenante la solo Dio… ma se i veterinari sono tutti – e dico tutti – concordi sul fatto che le condizioni climatiche siano le principali imputate, forse un motivo ci sarà.
            Magari il vet che era lì ha detto così per non colpevolizzare il proprietario, che si è sentito male pure lui: lo trovi così strano?
            Che abbia potuto addirittura ESCLUDERE (convintamente) il calore come causa scatenante non lo credo neanche se lo vedo, a meno che non si tratti di un totale incompetente.
            Copincollo (dal sito della Protezione civile): “il colpo di calore avviene quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40°C. Si può presentare con iperventilazione, anidrosi, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, sino allo shock accompagnato da delirio che può progredire sino alla perdita di coscienza”.
            Se mi spieghi come fa un veterinario ad ESCLUDERE una delle cause riconosciute dell’edema polmonare, te ne sarò molto grata.

          • @Valeria: il veterinario ha escluso il calore come causa scatenante proprio perché era in loco e quindi, invece di limitarsi a dare un parere indiscutibile ma generico sul caldo, come i veterinari che citi, ha potuto analizzare sia il cane che la situazione ambientale reale. E visto che Isabel “non gareggiava, stava al fresco, in un trasportino all’ombra, con abbondante acqua a disposizione e persino una piscina per rinfrescarsi, con il padrone vicino a lei”, evidentemente la sua analisi della situazione lo ha portato alla conclusione che il caldo non centrasse nulla con quanto accaduto.

            Poi certo, può averlo detto solo per consolare il proprietario, può essersi sbagliato, può essergli sfuggito qualcosa. Resta il fatto che la persona meglio piazzata per fare una diagnosi oggettiva, cioé il veterinario intervenuto, ha escluso il calore come causa scatenante dell’edema polmonare.

            Il caldo afoso è un pericolo reale e tangibile a cui stare molto attenti quando si hanno dei cani… Ma l’agility, anche in piena estate, se praticata con la testa e con la dovuta attenzione alle necessità del nostro compagno peloso, non è più rischiosa di qualsiasi altra attività, inclusa una semplice passeggiatina. E non è che si possa lasciare il cane chiuso in casa dalle dieci del mattino alle otto di sera perché fa caldo, giusto? Un cane con un padrone che usa sempre testa e cuore nei suoi confronti corre rischi ridottissimi qualsiasi cosa faccia, un cane con un padrone che se ne frega… beh, quel padrone non merita di avere un cane, agility o non agility.

  28. Buongiorno Valeria, a mio modesto parere il suo articolo è sbagliato, manca di sensibilità e rispetto per una tragedia che forse poteva essere evitata ma che di sicuro non è collegabile alla manifestazione di agility se non per essere avvenuta nello stesso luogo. Se morivo io d’infarto mentre guardavo la gara come spettatore ( e premetto che l’agility è una disciplina che non mi piace) non poteva mica scrivere muore “atleta” durante gara di agility, solo perchè ho fatto dello sport in passato!. Lei ha scritto sicuramente molti articoli interessanti, divertenti, utili… se non avesse scritto questo, nessuno probabilmente ne avrebbe sentito la mancanza! A volte capita a tutti di sbagliare, ammettere i propri errori non è mica una debolezza!

    • c’è una PICCCCOLA differenza: se fosse morto lei sig. paolo, sarebbe stata completamente colpa sua, dato che mettersi sotto un sole cocente nelle ore più calde del pomeriggio potrebbe uccidere con tranquillità un ottantenne come un ventitreenne allenatissimo, e non sarebbe nemmeno stata una dimostrazione di brillante intelligenza.
      un cane viene addestrato ad affidarsi al proprio padrone, a star seduto dove gli viene detto, a stare nel kennel senza dire bau. il cane non può dirti ”hey, sai che mi sta pigliando uno svarione? avrò la pressione bassa…”. nossignore, quella al massimo è sua suocera. il cane se ne starà zitto e buono a soffrire, farà le bave alla bocca e cadrà in coma prima di fare un solo guaito, perchè si fida del padrone, crede che non farebbe mai nulla per danneggiarlo, è il suo capo branco, il suo leader, la figura che gli fornisce cibo e cure e che lo fa giocare. è in altre parole la sua guida. il cane non può decidere di uscire dal trasportino, mentre lei sig. paolo può decidere di rifugiarsi in un bar se il caldo è insopportabile.
      non vedo nulla di sbagliato nell’articolo, che denuncia un fenomeno che purtroppo è frequente soprattutto (ma non solo) nelle manifestazioni cinofile, siano esse di sport o expo. gli animali vengono lasciati fermi immobili nelle gabbie o nei kennel mentre si fanno gareggiare gli altri cani di proprietà, o mentre si va in giro per bancarelle. spesso in gare sportive si vedono kennel allagati con cani dentro quando piove, così come si vedono cani schiumare quando è caldo. entrambi gli atteggiamenti sono da condannare, assieme a moltre altre azioni deprecabili che si vedono in questi ambienti e che sono al limite dell’assurdo. considerando che i cani vengono rinchiusi a quella maniera specialmente in manifestazioni cinofile, la casistica motiva il senso dell’articolo. l’incidente è avvenuto in una manifestazione di agility perchè è lì che con maggior frequenza i cani vengono stipati nei kennel fra un giro e l’altro. il titolo non dice che l’animale sia morto gareggiando, cosa difatti non accaduta. semmai il fatto che fosse un cane atleta suggerisce che fosse allenato e resistente più di un cane undicenne di casa, campanello d’allarme per ogni tipo di proprietario: <>
      non vedo proprio dove l’articolo sia sbagliato

      • Il titolo non corrisponde alla realtà… lei sta guardando la pagliuzza nell’occhio mio e non vede la trave nell’articolo. é evidente che l’esempio del mio malore si riferisce al titolo e alla parola “cane da agility”…. un errore personale e drammatico come quello del proprietario della povera Isabel non può essere usato come caso generalizzato… il dolore probabilmente accompagnerà la vita del proprietario e dal punto di vista umano gli sono molto vicino e sarebbe potuto succedere anche in altri contesti! Lei era presente? Ha visitato il cane? Nessuno può sapere tranne le persone coinvolte… tutte ipotesi… mentre la realtà è che il TITOLO NON E’ VERO!!! questa rimane la mia opinione…

      • Niente, non c’è verso… ha ragione chi dice che gli anti-agility (o anti qualsiasi altro sport cinofilo) per principio, i fautori del “il-cagnino-non-ha-chiesto-lui-di-fare-gare”, convinti che il cane stia bene solo a cazzeggiare in casa o in qualche parco o, al limite, a fare il lavoro per cui è stata in origine creata la razza, non sono disposti a sentire ragioni.

        Inutile precisare a Davide, che finge di non vedere le esplicite accuse verso agli agilitisti contenute nell’articolo di Valeria, che chi non fa agility non si sentirà chiamato in causa e quindi non sarà spinto a stare più attendo al caldo (e sì, io non mi nascondo dietro un dito e quindi non ho paura di dire apertamente che le sciuremarie e i sciurmario che il cane si limitano a coccolarlo e a portarlo fuori in genere di cinofilia ne sanno poco o nulla mentre chi fa sport con i cani è mediamente molto edotto dell’argomento… non si tratta di essere inferiori o superiori, è solo un dato di fatto). Inutile dire a Sondra che in 5 anni di gare di agility, in estate come in inverno, non ho mai visto un solo cane “schiumare” per il caldo né annaspare in un kennel allagato ma ho invece visto tanti proprietari/concorrenti prendersi cura con amore e attenzione dei propri compagni di sport.

        Tanto noi per loro rimaniamo i fanatici, quelli a cui interessa solo la coppetta o la medaglietta, quelli che usano il cane come fosse una macchina o una racchetta da tennis e poi lo ignorano quando non serve e via di luogo comune in luogo comune…

        • Oooh ecco, ci mancava anche un po’ di sano vittimismo…ma va bene, siamo tutti fanatici anti-agility (e non dire anti qualsiasi altro sport, perchè se si fosse parlato di qualsiasi altro sport manco ti mettevi a commentare l’articolo, poche palle) e sciurmari e sciuremarie che anche dopo aver letto l’articolo non penseranno che il caldo può far male, perchè non appartiamo alla Vostra cerchia di eletti.

          Ma va beh, del resto te sei quella secondo cui tra le varie discipline cinofile c’è rispetto e secondo cui i “professionisti” di uno sport cinofilo non parlano male degli altri sport cinofili, quindi direi che non c’è molto da discutere oltre. Buon proseguimento.

          • Giusto per precisione, sono “quello” (ma capisco che dal link non risulti evidente). 😉

            Non conoscendomi, non puoi sapere se non avrei commentato anche se si fosse parlato di qualsiasi altro sport cinofilo. Ho una meticcia che non ama molto l’agility e che quindi, a parte qualche garetta ogni tanto, fa più che altro obedience e il mio border “di seconda mano” – che anche grazie all’agility ho recuperato da una situazione emotiva terribile dopo che era stato maltrattato dal precedente proprietario per i primi 18 mesi della sua vita – pratica felicemente il disc dog. Quindi mi interesso a tutti gli sport cinofili e li rispetto tutti.

            Per il resto, dico ciò che vedo. Magari io sono fortunato, magari vivo in un mondo ideale o forse in una dimensione parallela, ma la maggior parte degli istruttori che conosco lavorano in centri cinofili dove si praticano diverse discipline e le rispettano tutte, così come la maggior parte degli agilitisti (ma anche degli “obedientisti” e “discdoggisti”) che conosco mettono il benessere psicofisico del cane davanti a qualsiasi altra cosa.

            Tu piuttosto, solo per curiosità (ma ovviamente non senza una nota polemica), quali discipline cinofile pratichi o hai praticato?

            Mi spiace tu abbia visto del vittimismo nelle mie parole, onestamente ho letto tante accuse nei confronti di chi pratica agility nei vari commenti ma non per questo mi sento una vittima di chissà quale persecuzione. Anche perché i conti li devo fare con la mia coscienza e con i miei animali, non certo con i frequentatori di “Ti presento il cane”. Però considero che sentire pareri discordanti dal mio e magari discutere, anche animatamente ma sempre con il massimo rispetto (reciproco, spero), con chi la pensa in maniera diversa da me sia sempre e comunque costruttivo.

          • Sono un umile Sciurmario che porta fuori il cane solo per la passeggiatina e la pisciatina, ma basta seguire qualche sito e pagina Facebook per notare che questo clima di grande rispetto tra le varie discipline è alquanto utopistico, sarai fortunato tu cosa ti devo dire. Del resto, ripeto, tutti quelli arrivati oggi a commentare qua non mi pare di averli visti quando nell’occhio del ciclone c’erano altre discipline cinofile (che magari venivano attaccate sul serio, e non perché se lo immaginavano loro).

            Sicuramente ti va riconosciuto che almeno hai portato la tua opinione in maniera educata, che sicuramente aiuta maggiormente “l’immagine” di quelli arrivati con “quante puttanate”, “valuterò col mio avvocato” e amenità simili, che certo hanno dato proprio l’idea di gente che ha valutato l’articolo e non è partita in quarta sbavando solo perché ha letto “agility”, detto ciò, le accuse puoi averle lette appunto nei commenti, leggerle nell’articolo è indice di coda di paglia, per quanto secondo te gli altri “facciano finta di non vedere le palesi accuse all’agility” nell’articolo, quando ripeto, se qualcuno voleva sputare merda sull’agility aveva a disposizione un episodio ben più grave solo poche settimane fa…e infatti uno può anche sperare che sia per quello che un sacco di agilisti sono partiti con la bava alla bocca, perchè magari “scottati” da critiche & affini che potrebbero aver letto in merito a quell’episodio, col piccolo dettaglio però che se così è stato non lo hanno letto su questo sito.
            Converrai, credo, che la reazione di molti che hanno badato principalmente a insultare o a ridimensionare l’episodio senza manco sforzarsi di capire il senso dell’articolo non aiuti e non spinga certo a ricredersi chi ha commentato criticando gli agilisti.
            Perchè quando vedi che la principale preoccupazione per la maggior parte dei commentatori “contro l’articolo” è “minimizzare” l’episodio e cercare di “escludere l’agility” invece di trattare il tema centrale dell’articolo, il dubbio che sia gente a cui seccherebbe avere meno gare a disposizione dove poter prendere qualche coppetta è anche normale che venga…

    • Ho già detto millemila volte (ma ci riprovo) che il titolo (che adesso sarebbe inutile cambiare, perché FB comunque NON lo cambia, ed è lì che sta girando a tutto spiano) può essere fuorviante perché inizialmente mi era stato detto che la cagna era morta dopo la gara, sottintendendo che l’avesse fatta. Però basta leggere per capire che così non era…e se uno si ferma al titolo, allora sinceramente non mi interessa quello che può pensare.

      • Scusi dal punto di vista giornalistico credo che bisognerebbe verificare bene le fonti…. non mi sembra una cosa di poco conto quella che ha scritto: le hanno riportato dei fatti in maniera inesatta o poco precisa!
        Ripeto se avesse scritto un articolo sul pericolo del caldo, con consigli e quant’altro lo avrei trovato più utile… se poi i suoi lettori sono contenti, mi fa piacere! io sono un suo lettore che è cresciuto anche con i suoi libri e mi sento di dire che ultimamente in alcuni articoli la Valeria che sto leggendo a me non piace! sottolineo “a me!” Poi lei è liberissima di continuare a scrivere quello che crede… i

          • Veramente l’autrice “è” giornalista, o almeno lo è stata per tre quarti della sua vita. Ora non sono più iscritta all’Ordine, ma le fonti normalmente uso controllarle. Essendomi arrivate contemporaneamente tre notizie identiche da tre persone diverse non ho ritenuto di dover fare millemila controlli: ma, come ho già detto, ho cercato qualcuno che fosse stato presente e ho immediatamente aggiornato l’articolo dicendo che la cagna non aveva partecipato alla gara.

  29. boh! mi sembra di sognare! E’ lapalissiano che far sforzi fisici quando è caldo e c’è afa è rischioso sia per gli umani che non. Condanno anche quei genitori che fanno correre i bambini in bici (quella da corsa) nello schioppo del caldo. Ma come ha detto Valeria, gli umani possono scegliere.

    • ..forse non hai capito che il cane non stava ne correndo ne stava facendo altri sforzi fisici.. stava in un trasportino sistemato con cura all’ombra con acqua in abbondanza.. e una piscinetta gonfiabile dove il proprietario la lasciava entrare per rinfrescarsi.. non era molto diverso dal lasciarla a casa..

  30. I cani di qualsiasi razza o età (sopratutto se anziani o cuccioli) con 35/40 gradi devono stare a casa , al fresco , fermi e con tanta acqua a disposizione …io non porterei mai in giro mio nonno di 80 anni o un neonato in gita fuori porta con quelle temperature !!! Questo indipendentemente da tutto. Io faccio EXPO ogni tanto (circa una volta al mense) ma da giugno fino a fine settembre non si va da nessuna parte..Certe tragedie si potrebbero evitare con un po’ di buon senso e meno egoismo. Visto che il cane neanche gareggiava lo si lascia a casa semmai.Questa è la mia idea

  31. OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOKAY! Ho modificato il titolo. E mo’? Mo’ su Facebook rimane esattamente com’era, perché non si può modificare anche lì… quindi le polemiche rimarranno precise identiche a prima.
    Anche il senso dell’articolo resta lo stesso: e lo ribadisco per l’ultima volta.
    a) organizzare manifestazioni sportive (di QUALSIASI sport si tratti) ad agosto è ad altissimo rischio per tutti i cani;
    b) non ci ordina il medico né di organizzare, né di partecipare. Quindi ognuno è liberissimo di scegliere se rischiare o meno (o meglio, se far rischiare la pelle al proprio cane, o meno);
    c) la cagna è morta per una patologia sicuramente pregressa, che altrettanto sicuramente è stata peggiorata dal clima e dall’ambiente (leggi: kennel). Forse sarebbe morta anche a casa sua, forse no. Sta di fatto che chiunque abbia a cuore i propri cani farà bene a meditare sui rischi collegati all’esposizione a caldo + umidità fuori dalla norma.
    E con questo chiudo il discorso, sperando di essere stata chiara. Se poi volete continuare a pensare che io “ce l’abbia con l’agility”, non è un problema mio.

    • Spiritosa? Non faccio affatto la spiritosa: semmai faccio l’incazzata, perché quando muore un cane io MI INCAZZO, non ci rido sopra.
      Ho cambiato il titolo perché sembra che sia l’unica cosa che interessa agli agilisti: non sputtaniamo la disciplina, per carità!
      Della cagna non frega un accidenti a nessuno… e questo mi fa veramente SCHIFO. Si vergogni, semmai, chi pensa più a parare il proprio culo, o quella della propria disciplina, che ad evitare altre tragedie come questa.

      • Ma tu di quel cane non sai proprio nulla,del padrone neanche,ti sei fatta il tuo articolino per creare casino,tanti click tanti soldini,non fare la moralista alla tua età il peso delle parole le conosci bene.

      • Tu del cane o del padrone proprio non ne devi parlare,di loro non sai nulla,diciamo che ti sei fatta il tuo articolino apposta per fare tanti click e guadagnare i tuoi sporchi soldini,alla tua età il peso delle parole le conosci bene non fare l’indignata ė fuori luogo.

        • Paolo, scusa, si può contestare anche mantenendo il rispetto per l’interlocutore. Valeria Rossi è una nota cinofila da anni e non credo proprio si possa accusare di scrivere qualcosa solo per fare soldi (il che non significa che uno non abbia il sacrosanto diritto di guadagnare dal proprio lavoro, ma è un’alra cosa).

          A parte una semplice questione di educazione e, appunto, rispetto (considerando anche che qui siamo a “casa sua” ed è una pura cortesia da parte sua il fatto che ci lasci commentare liberamente), una reazione di questo tipo giustifica gli anti-agility per principio, quelli secondo i quali chi ritiene che il cane non sia solo un pet da coccolare e viziare ma un compagno con cui praticare attività ludiche e sportive è in realtà un fanatico talebano che non accetta critiche né pareri diversi.

          • Oh ma infatti una delle cose “divertenti”, per così dire, della vicenda è che scommetto che buona parte di quelli per cui ora Valeria Rossi è una stronza che ce l’ha con l’agility, fino a ieri visitavano il sito con piacere, così come i vari agilisti che nella giornata di ieri credo abbiano tolto i “mi piace” dalla pagina Facebook del sito (un dispetto tremendo! Roba per cui uno potrebbe strapparsi i capelli!): fino al giorno prima “gli piaceva”, poi ha osato citare l’agility in relazione a un fatto spiacevole e allora eeeh no, non mi piace più e Valeria Rossi non capisce niente, è una cinofila da divano e da blog e amenità varie, ce l’ha con l’agility (però nessuno mi ha ancora spiegato perchè una che ce l’ha con l’agility non ha colto un’occasione ben più ghiotta come il brutto fatto degli Europeo).
            Però poi non è vero che il problema non è il fatto o l’articolo, ma solo che abbia nominato l’agility, no no, ci crediamo tutti.

          • Io NON ho criticato l’agility. Ho criticato – e sempre criticherò – il fatto che si facciano gare ad AGOSTO.

        • Questo commento è semplicemente IDIOTA. Ti spiego il perché in un altro articolo di commento che andrà online tra pochissimo.

        • Ma non ti sei già reso abbastanza ridicolo ? Insisti ancora ? Mi piace che poi tu saresti quello che vuole valutare col suo avvocato le eventuali denunce (LOL) e ti permetti di uscirtene con commenti di questo livello (peraltro con grande originalità, dato che la puttanata delle visite e dei soldi esce fuori ogni volta dai pirla di turno quando non hanno altri argomenti). Complimenti!

  32. Ma io non ci credo! O.o
    Ma anche con un articolo del genere siete capaci di fare polemiche e litigare??? O.O Ma almeno lo avete letto?? Lo sapete l’italiano? No perché mi sembra davvero che ogni scusa è buona per aizzarsi contro…il mondo della cinofilia mi piace da morire, ma se le persone sono tutte così… preferisco prendermi un terreno in campagna fuori da tutti e vivere coi miei cani tranquilla e serena!! Perché non è possibile dover sempre fare polemiche!!! Sempre sempre sempre!!!! Bastaaaaa…

  33. Francamente, non capisco.
    Questo articolo è proprio come lo ha descritto la sua autrice.
    Non è “contro” nessuno, semmai ha voluto (e dovrebbe) essere utile, in particolare a chi non ha capito quale è il nocciolo della questione, tirando in ballo mille altri argomenti che nulla hanno a che fare con questo.
    Non c’entra l’agility, si è semplicemente preso spunto da un episodio per spiegare come sia pericoloso il caldo per i cani, a chi evidentemente non se ne rende lontanamente conto.
    Dunque:
    -Non andrebbe organizzata nessun tipo di manifestazione, quando il caldo è così opprimente.
    -Qualora vengano organizzate, NON SI DOVREBBE PARTECIPARE..a nulla valgono le domande “allora, quando le facciamo, se in questo mese non si può, nell’altro anche, poi piove, c’è freddo ecc.?”
    Non valgono nulla: si fanno quando si possono fare, altrimenti niente!
    E parlo di OGNI TIPO di manifestazione, in cui il cane sia costretto quando non vi siano le condizioni ottimali per farlo stare bene.
    -I cani anziani sono molto più fragili, rispetto al colpo di calore.
    Il mio Sheltie di 14 anni, lo scorso anno lo ha vissuto ed era in casa, con 25 gradi!!!
    Non tutti i cani e non tutte le età hanno la stessa resistenza, tenerlo presente è, secondo me, quallo che voleva dire l’autrice.
    Dunque, fermiamoci qui.
    Utilizziamo questa terribile notizia per “imparare” quello che magari non ci era mai passato per la testa, senza polemiche inutili.

  34. Leggere di gente che porta i cani a correre e saltare sotto il sole di agosto a picco con temperature tra i 35/40 gradi é una vergogna.

  35. ekkkkkepppppallleeee!!!! Santa paperina, ma che hanno in testa certe persone? Difficilmente perdo le staffe quando scrivo, ma ora mi pare che si stia esagerando: o qualche d’uno non capisce perchè limitato, e vabbè, capiamolo, o lo fa apposta per rompere o giusto per lo spirito del bastian contrario, io opto per la seconda perchè non ci credo che non abbiano capito dopo che non solo Valeria, ma anche altri fra cui Davide, mi pare, abbiano strarispiegato il tutto (che non era nemmeno il caso visto che era chiarissimo), oppure c’è qualche invidioso/a perchè Valeria è una VERA giornalista e scrive divinamente?
    E dai, va bene controbattere, per carità, non necessariamente si condivide sempre quello che uno dice, ma continuare su qualche cosa che è già stata spiegata fino alla nausea mi pare un po….demenziale!
    Ma datevi una regolata va, che vivete meglio anche voi!

  36. Infatti …non mi è chiaro assolutamente perchè se uno scrive che i cani anziani vanno tenuti tranquilli a casa al fresco e non in macchina o nel kennel o a bordo RING a “guardare” altri che gareggiano o corrono o cosa caspita fanno , c’è qualcuno che non è d’accordo !!! Ma come si ragiona?
    Non si parla d’altro al telegiornale : ” il caldo UCCIDE , attenzione ai bambini e gli anziani” Lo stesso vale per i cani…Cosa c’è da capire? Cosa non è chiaro in questa semplice equazione? Se tenete al cane non lo iscrivete a nessuna ATTIVITa’ CINOFILA nei mesi piu’ caldi e a rischio,diversamente mi dispiace ma non si parla piu’ di SPORT ma di puro EGOISMO !!

  37. Le critiche mosse a Valeria
    vengono tutte da gente che ad
    agosto sotto il sole a picco con
    temperature tra i 35/40 gradi
    porta il proprio cane a correre e
    saltare e sostiene che va bene cosi
    che la gente non capisce niente.
    Ok un cane è morto ma sarebbe
    morto comunque secondo molti di
    loro anche se rimaneva a casetta
    sua.
    I danni che puó fare il caldo soni
    devastanti riprova di ció sono i
    commenti di individui che
    continuano a sostenete che va
    bene cosi avanti con le gare sotto
    il sole a picco 35/40 gradi tanto
    mica ci é scappato il morto.

    • Verissimo, pensa che ieri, col caldo che c’era, tornavo dal lavoro e la macchina segnava 37°… erano più o meno le 16.30 ho visto delle besughe col cane sotto il soleeee, una la conosco, mi saluta, al che non ho resistito:”Ma tèèèè…sei fuori di melone uscire col cane a quest’ora?”…Risposta:” Ma dai, non vedi che l’ho fatto rasare?”…
      Ecco…ci siamo capiti no? Ehhhh, il cervello, questo sconosciuto!

  38. Io a leggere i commenti di certa gente rimango basita!!! attaccare un articolo solo per giustificare le proprie azioni poco ortodosse è assurdo!!! come già detto in precedenza sconigliano alle PERSONE di uscire di casa con i 40° figuriamoci i cani, che ci mettono una vita a far abbassare la temperatura corporea… ma li spetta ad ogni persona valutare e si spera lo faccia cercando di salvaguardare la salute del cane!
    A mio parere personale, portare un cane a fare agility (come qualsiasi altra attività che gli fà alzare troppo la temperatura corporea)con le temperature di questi giorni è una tortura per lo stesso, ed è anche rischioso! poi parliamoci chiaro.. per cosa? per una medaglia? senza contare che non stà scritto da nessuna parte che si debbano fare TUTTE le gare… nei mesi caldi si può benissimo far allenare il cane alla mattiana presto! Io mi alzo alle 4,45 e porto il cane al parco perchè c’è ancora fresco e poi la sera, ma di certo non è una cosa da tutti!! Io non mi sognerei mai di farlo partecipare a una gara con questo caldo! Forse dovrebbero provare i padroni dei cani a correre sotto il sole cuocente con una coperta di lana addosso, magari si renderebbero conto di cosa voglia dire!! bah… Per quanto riguarda l’agility o altre discipline, io non le condivido e non le reputo degli sport. Per me gli sport sono quelle attività che vengono eseguite per mogliorare la propria salute, aspettato fisico e quant’altro.. di certo insegnare a un cane a saltare degli ostacoli, ballare ecc ecc sono solo attività di svago che dovrebbero essere fatte solo per il benessere del cane e non per un “guadagno personale o del proprio ego” perchè alla fine se si vince una gara, il padrone si sente sodisfatto per la medaglia ma il cane si sente appagato per aver lavorato con il proprio padrone (cosa che dovrebbe essere il motivo principale) e della medaglia non gli frega nulla!! quindi alla fine anche quello che doveva essere solo un gioco creato per il divertimento del cane è diventato una fonte di guadagno e la cosa la reputo abbastanza triste! ma questa ovviamente è solo la mia opinione personale…

  39. …. oh mamma….
    ….mi sembra di leggere le stesse stupidate del caso del Moncenisio……
    comunque:
    premesso che trovo l’agility parecchio irritante, mi trovo pienamente in accordo con l’articolo…
    -ok il cane non gareggiava e probabilmente non è morto per un colpo di calore… ma
    ci vuole molto a capire che sottoporre i cani a sforzi con questo caldo sia stupido e sciocco !
    nessuno credo si sia divertito a veder morire un povero cane , ma vorrei capire in quanti
    hanno pensato che fosse pericoloso gareggiare con il caldo,
    quindi in tipico stile italiano ecco la sentenza:
    -l’agility viene assolto in quanto correre e saltare non è reato
    -i padroni agilisti vengono assolti in quanto non potevano immaginare che molti cani soffrissero il caldo
    -l’organizzazione viene assolta in quanto non ha obbligato nessuno a partecipare
    -i cani vengono assolti in quanto cani
    -IL SOLE VIENE CONDANNATO AI DOMICILIARI DALLE ORE 20:00 ALLE ORE 5:00 PERCHE’ ERA TROPPO CALDO

  40. Concordo con gli altri,Valeria,secondo me stavolta hai sbagliato,sbagliare è umano! Hai trascritto d’impulso una notizia che hai sentito da qualcun’altro,in una situazione in cui non eri presente, senza accertarti di molti particolari e della sua totale vericidità.
    E questo è innegabile,tant’è che inizialmente il titolo era ancora più drastico,e asseriva cose sbagliatissime su questa storia della cagnolina!
    Anche se fosse stato davvero il calore la causa scatenante della morte della cagnolina,ormai l’articolo non ha più motivo di esistere in questa maniera,perchè si è saputa la verità: ovvero che la cagna non era lì per fare agility,che era al fresco,che era anziana ecc
    Quindi,premettendo che Forse neanche il calore è stata la VERA CAUSA,il suddetto articolo che si riferisce a lei per dare una massima generale non ha motivo di esistere perchè il riferimento a lei è del tutto sbagliato.
    Lei,per il calore,sarebbe potuta morire anche in altri luoghi,non c’entra nulla con l’agility che non stava affatto praticando e il fatto che si svolga in giornate afose: e su questo,che bisognerebbe avere l’accortezza di NON organizzare eventi in pieno giorno in giornate afose,SON D’ACCORDO ANCH’IO,ma su questa massima generale,appunto,e non sulla ‘strumentalizzazione’ della morte di una cagnolina che non c’entra nulla con questa problematica.
    Chissà come si devono sentire i proprietari di quella cagnolina,colpevolizzati in un sito pubblico per una colpa che non hanno.
    E,dal momento che sembra che chi la pensi come me debba per forza essere un’agilista,vi dico che io NON pratico agility(anzi,nessun sport cinofilo…),l’agility mi ‘sta simpatico’ ma nulla di più!
    Lo dico solo perchè ritengo giusto ciò che dico,indipendentemente dai miei gusti personali,come dovrebbe esser per tutti 🙂
    Forse sarebbe meglio dire la verità e comporre un’articolo che parli delle gare e del calore senza mettere DI MEZZO questa storia,con la quale ha poco a che vedere! Fare un passo indietro non significa essere incoerenti,è solo fare la cosa giusta quando ci si rende conto di essere incappati in errori clamorosi .. 🙂
    Con tutta la mia stima per Valeria,
    Silvia

    • Silvia ma concordi con chi ? La maggior parte concorda con VALERIA che ha commentato un fatto di cronaca per far riflettere su un argomento preciso !
      Tu eri presente ? Conosci esattamente le cose come sono andate ?
      Chi e’ che ci puo’ raccontare come sono andate veramente le cose ? Forse il propietario di ISABEL che e’ stato ricoverato per il dolore e forse anche per il rimorso ? Nessuno puo’ dare conferme ! Il cane e’ morto ed e’ un fatto, Il caldo torrido e’ un fatto queste sono le uniche verita’ per il resto dobbiamo solo pensare a tutelare di piu’ i nostri cani da un nemico che sottovalutiamo il colpo di calore !

      • Piccolo Lord. io ero presente, ti posso garantire che Silvia ha ragione, posso inoltre informarti che degli oltre 700 cani iscritti alle gare (perche la manifestazione prevedeva varie discipline e non solo agility) nessuno ha avuto colpi di calore.. e non aggiungo altro per educazione!

    • The Voice di ‘sto…ehm,ma che commenti fai? Io non ho mai partecipato ad alcun evento riguardante sport cinofili,quindi figurati se puoi farmi questi commenti. Sto solo esprimendo la mia opinione,da lettrice. O è vietato?
      @Piccolo Lord: e invece mi sembra che in quest’articolo diverse persone abbiano manifestato le loro perplessità. Ma scusa,sei sicuro di aver letto tutti i commenti? Sono d’accordo con te,e proprio per quel che dici secondo me sarebbe meglio lasciar perdere una storia in cui nessuno di noi era presente e semplicemente riformulare l’articolo escludendo questo fatto ma parlando nel generale,perchè tanto,parlando di questo fatto,non è che si aggiunga una qualche utilità specifica,ma solo polemiche su polemiche.
      Ripeto: sono d’accordo sul MESSAGGIO GENERALE di Valeria,ma non da dove è partita! Difatti quando ho scritto questo commento non avevo ancora letto l’altro articolo,e ho visto che da persona matura come è lei ha ammesso di aver fatto un’errore,anche se secondo me ancora cerca un po’ di “giustificarsi”. 🙂 In quanto,almeno per me,sarebbe proprio da lasciar perdere ‘sta storia di cui nessuno conosce bene i dettagli e che riguarda oltretutto un cane che neanche partecipava alla gara. E’ un po’ contorto il collegamento fra cagnolina anziana morta per malattia con cani che partecipano all’agility nelle giornate afose.
      Mamma mia,sembra che sto dicendo chissà cosa 🙂

  41. non è che magari era all’ombra ed è morta perche la poverina il suo Karma era finito? praticamente il classico colpo secco?

    • La diagnosi definitiva è di morte per edema polmonare: quindi la cagna era cardiopatica (al 99%) e avendo anche un’età avanzata, tanto da campare probabilmente non le restava. Resta il fatto che l’edema polmonare sia anche tra le conseguenze del colpo di calore, quindi può essere che fosse semplicemente “la sua ora”, così come può essere che l’ora sia stata “accelerata” dal viaggio, dal caldo, dall’umidità eccetera eccetera.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.