piromanidi CHIARA TOMIAZZO –  Accelerant detection Canine: questo è il nome con il quale, negli States e in Canada,  vengono chiamati i cani  addestrati nella ricerca e segnalazione di liquidi infiammabili (agenti acceleranti) utilizzati negli incendi dolosi.
Il primo cane che intraprese questo genere di addestramento fu  Mattie, un Labrador retriever nero, che fu addestrato dalla Polizia del Connecticut (CSP) nel 1986 in collaborazione con il Bureau of Alcohol, Tabacco and Firearms (BATF) e il New Haven State’s Attorney’s Office.
Ad oggi ci sono 49 unità cinofile addestrate dal CSP e dal BATF, e se si aggiungono a queste i cani addestrati da privati od altre organizzazioni, si arriva a circa duecento unità cinofile operative negli Stati Uniti.
I cani del CSP-BATF vengono addestrati mediante un condizionamento classico Pavloviano, utilizzando il cibo come rinforzo.
Nelle prime fasi dell’addestramento vengono sensibilizzati nel confronti dell’odore di una soluzione di gasolio evaporato al 50%.
Il segnale che il cane dovrà dare nel momento in cui trova la sostanza, in genere, sarà un’allerta passiva, ossia un semplice seduto; poi, a richiesta del conduttore, mostrerà esattamente il punto in cui ha percepito i vapori, mediante l’uso delle zampe o puntandoci il naso. La segnalazione corretta verrà rinforzata con un premio in cibo.
Questi cani vengono allenati giornalmente per discriminare tra prodotti della pirolisi (le sostanze che vengono liberate normalmente durante un incendio) e prodotti della pirolisi misti ad agenti acceleranti (le sostanze che vengono utilizzate per innescare  l’incendio).
Questa discriminazione è fondamentale, in quanto negli incendi spesso vengono a liberarsi sostanze riconducibili ad agenti acceleranti, ma che in realtà fanno parte degli ambienti stessi.
Un esempio sono gli idrocarburi: questi vengono normalmente liberati dalla plastica bruciata ma sono anche i componenti delle più comuni sostanze infiammabili quali per esempio i carburanti.

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dalmata_pompierePerchè i Dalmata sono la mascotte dei pompieri americani?

Nei tempi passati i Dalmata avevano un ruolo importantissimo per i pompieri, i cui carri anti-incendio erano trainati da cavalli. Questi cani che vivevano nelle stalle avevano il compito di tranquillizzare e difendere i cavalli “parcheggiati” vicino alle fiamme in modo che non tentassero di scappare. Inoltre nella corsa verso l’incendio tenevano lontani eventuali cani randagi che cercavano di mordere i garretti ai cavalli in corsa. Infine altro loro compito, non meno importante, era il fare la guardia all’equipaggiamento dei pompieri in modo che non venisse rubato. Purtroppo (o per fortuna) nel 1920 i cavalli sparirono e vennero sostituiti da mezzi a motore. Quindi venne meno anche l’utilità dei cani come protettori dei cavalli. Al giorno d’oggi sono presenti all’interno delle caserme come mascotte o come cani da guardia.

Le attrezzature elettroniche degli investigatori non sono in grado di percepire la differenza, mentre un cane ben addestrato si. Una volta terminato l’addestramento, i cani avranno un’accuratezza del 100% almeno nel loro training giornaliero (che dovrà comunque continuare per tutto il loro periodo di attività). Questa metodologia è molto efficiente per l’individuazione dei punti precisi in cui gli investigatori potranno raccogliere i campioni da mandare ai laboratori di analisi, per l’individuazione esatta delle sostanze utilizzate negli incendi dolosi.
Bisogna però tener presente che una risposta positiva da parte del cane non può essere considerata una prova certa in tribunale, in quanto anche se infallibile in addestramento il cane è un essere vivente e quindi non perfetto. Dev’essere, quindi, sempre considerato  come un assistente che facilita il lavoro agli investigatori ma che non  li va mai a sostituire.
Molte giurisdizioni in USA e Canada utilizzano questo genere di cani per vari tipi di ricerca: ricerche nel luogo dell’incendio, ricerche sull’equipaggiamento degli investigatori, ricerche su veicoli (bruciati e non), ricerche di persone, ricerche su indumenti, ricerche su terreni aperti.

lab_fireRicerche sul luogo dell’incendio
L’utilizzo dei cani in questi ambienti riduce notevolmente le ore spese dagli investigatori nel cercare tracce di liquidi infiammabili e riduce ancor di più il numero di campioni che debbono raccogliere per poi farli analizzare in laboratorio. Inoltre aiutano a trovare eventuali tracce di liquidi infiammabili gettati dall’incendiario, ma che non sono andati bruciati nell’incendio stesso.

Ricerche sull’equipaggiamento degli investigatori
I cani vengono utilizzati per accertarsi che gli attrezzi utilizzati per la raccolta dei campioni non siano già preventivamente contaminati ed evitare quindi contaminazioni crociate. Si è potuto constatare che il naso dei cani può trovare tracce di sostanze che neppure le apparecchiature di laboratorio riescono a vedere.
Ricerche su veicoli bruciati o non: Nei veicoli già bruciati i cani segnaleranno qualsiasi tipo di sostanza incendiaria presente, quindi anche il carburante del veicolo stesso.
Starà quindi all’investigatore scoprire se le segnalazioni del cane sono riconducibili a presenze “normali” o dolose. Nei veicoli sospetti non bruciati, invece, il cane ha il compito di ritrovare tracce di sostanze lasciate dal piromane stesso attraverso contatto diretto o attraverso i contenitori dei liquidi infiammabili.

doby_fireRicerca di persone
Spesso i piromani hanno la tendenza di ritornare sul luogo del delitto, per vedere la loro opera o per assistere alle azioni di soccorso. In questo caso i cani (che debbono essere sempre perfettamente socializzati) vengono lasciati girare liberamente tra le persone in modo informale. Se daranno una segnalazione positiva nei confronti di una determinata persona significherà che questa ha tracce di agenti acceleranti addosso e gli investigatori dovranno quindi indagare più approfonditamente.
Una segnalazione positiva del cane non significherà automaticamente che la persona è colpevole, ma che è stata in contatto con sostanze infiammabili.
Prima di mettere l’individuo tra gli indagati però bisognerà procedere ad una prova di riconoscimento: il soggetto verrà messo in fila con altre persone “neutre” e quindi si farà ripassare il cane. Se darà segnalazione positiva, si procederà con le indagini.

Ricerca su indumenti
Funziona come per le persone, ma questa volta la prova verrà fatta solo con gli indumenti e il cane dovrà indicare l’indumento imbevuto e  il punto esatto da cui proviene l’odore, in modo che poi il vestiario possa venire analizzato in laboratorio.

Ricerca su terreni aperti
Le aree aperte in cui sono avvenuti gli incendi portano via tantissimo tempo agli investigatori nel tentativo di trovare elementi di prova lasciati dal piromane stesso e spesso vengono trascurate intere aeree, mentre altre vengono, per forza di cose, controllate in modo più superficiale. I cani in questi frangenti danno un aiuto enorme, poiché riescono a coprire, in breve tempo e in modo accurato, aree molto estese anche attorno all’area incendiata.

Concludendo: i cani addestrati per la ricerca di agenti chimici acceleranti, se ben istruiti ed utilizzati in modo corretto,  possono essere di enorme aiuto nelle indagini contro i piromani o gli incendiari in genere. Non potranno mai essere considerati come dei veri e propri testimoni, ma potranno essere preziosi nella raccolta delle prove necessarie a fermare queste persone!

Le sostanze più comuni a cui vengono sensibilizzati i cani:
1. Acetone
2. Carbon Disulfide
3. Coleman Fuel
4. Ethyl Alcohol
5. Ethyl Ether
6. Fuel oil no. 1
7. Fuel oil no. 2
8. Gasoline
9. Isopropyl alcohol
10. Kerosene
11. Methyl alcohol
12. Methyl ethyl ketone
13. Paint Thinner (mineral spirits)
14. Turpentine
15. Xylenes