PREMESSA di Valeria Rossi: oggi, davvero con grande gioia, ho incontrato per la prima volta “dal vivo” la Sciurallevatrice che scrive le sue avventure su Tpic, all’anagrafe Fabiana Buoncuore.
Una che leggo sempre con piacere e divertendomi un sacco, perché scrive proprio bene-bene-bene, con infinita tenerezza verso i cani ma anche con umorismo e autoironia, tutte doti che apprezzo moltissimo.

Come sempre accade con le persone che per iscritto sembrano super-disinvolte e dotate di splendida faccia tosta, dal vivo Fabiana è risultata timida, riservatissima, quasi timorosa.
Mi ha chiesto se poteva entrare con la macchina (senza neppure dirmi chi era), è entrata, ha parcheggiato, poi si è riavvicinata e, da dieci metri di distanza circa (forse pensava che mordessi!)  ha sussurrato pianissimo:  “Io sono Fabiana Buoncuore…”

Io, che sono sorda come una campana e mezza, ho sentito una roba tipo: “Ono Aana Uncore”…
Poi c’è da dire che io sono immensamente fisionomista: prima di riconoscere una persona devo incontrarla almeno quattro volte, facendomela ripresentare ogni volta mentre quella persona lì mi guarda col fumetto che dice “Ma mi sta prendendo per il culo?” (e invece no: è proprio che per me le facce sono sempre nuove), ma in compenso ogni tanto saluto calorosissimamente qualcuno mai visto e conosciuto, scambiandolo per qualche amico a cui somiglia un po’.  O anche per niente.
Per fortuna, mettendo insieme la mia abilità fisiognomica e il vago udito che mi è rimasto, ho associato le foto viste su FB al suono indistinto che avevo sentito, ho inserito mentalmente le lettere mancanti, ho identificato la “mia” Sciurallevatrice e sono corsa a farle le feste.
Perché mi piace, perché mi è simpatica, perché la considero un’amica anche se prima di oggi c’eravamo sentite solo via Facebook: cosa che, ovviamente, non mi ha impedito di darle subito una plateale
strapazzata perché è un sacco di tempo che non scrive più niente per noi.
Così lei mi ha preso in parola e stasera mi ha mandato questa cosa qua.
Quella che leggete qui sotto.
Quella che subito ho pensato “Ma nooooooooo!!! Non la posso pubblicare, è una sviolinata tremenda alla sottoscritta!”… ma lo pensavo ridendo, perché come al solito mi ero divertita un sacco a leggerla.
E allora non posso NON pubblicarla: perché è troppo carina per tenermela solo per me.
Quindi perdonate l’immodestia…e leggetevela anche voi.

fabianadi FABIANA BUONCUORE – Che cosa sia una Sciurallevatrice, ormai l’avete capito. E’ una sciuramaria come un’altra, che ha comprato nel 2006 il volume 1 de “L’enciclopedia del cane” di Valeria Rossi, quello che elenca tutte le razze riconosciute dalla FCI, ha visto che il rottweiler era proprio bellino, come un labrador nero ma con delle macchie marroni, e ha deciso di fare l’allevatrice di questa razza.
Si è comprata tre libri e un documentario sul rottweiler, ha girato un po’ di allevamenti e dopo qualche anno ha preso la prima femmina.
Ecco, ora immaginate come può aver reagito la sciura quando, leggendo il suo blog preferito, qualche tempo fa, è venuta a sapere che Valeria Rossi (autrice della “bibbia” della sciurallevatrice, ovvero il volume sopra menzionato, che ormai è vecchio, logoro e pure da aggiornare) sarebbe venuta ad abitare a Villastellone e ad insegnare UD a Carignano, entrambi distanti circa 35 minuti di macchina da casa sua.
La scena è stata, pressappoco, questa:
Sciurallevatrice: “EEEEEEEEEEEEEEEEEEEKK!!” – SBADABAMBAMBAM! CRASH! (= Cade dalla sedia tirandosi dietro l’abat-jour)
Mamma della Sciurallevatrice: “Fabiana! Oddio, che succede?! Ti sei fatta male?”
Sciurallevatrice: “Mamma!! Valeria Rossi viene ad abitare a due passi da qui!”
Mamma: “Mavaf*#@§&%$!!”
Sciurallevatrice: “Devo assolutamente farmi autografare la mia bibbia!”
Mamma: “Ma pensa a trovarti un lavoro decente, invece di pensare sempre ai cani!”
Sciurallevatrice: “Le piacerò? Avrà tempo per me? Devo pensare a come mi vestirò!”
Mamma:  (borbotta qualcosa di incomprensibile a proposito dell’aver sbagliato tutto nell’educazione dei figli)

Quando, poi, Valeria ha reso pubblico il giorno in cui avrebbe cominciato ad essere presente al Debù, la Sciurallevatrice l’ha segnato sul calendario e si è organizzata. Il 25 agosto sera ha messo in carica il navigatore (che vedremo più avanti a quanto è servito), per essere certa di non sbagliare strada.
Il 26 agosto mattina ha badato ai cani, li ha fatti passeggiare e giocare, li ha rincorsi mentre tentavano di accoppiarsi fra consanguinei, infilandosi tra maschio e femmina nel tentativo di separarli e formando un bel trenino; li ha divisi, isolando la Rebecca in calore; li ha spazzolati e nutriti.
Poi ha cucinato le sei pannocchie che ha…. ehm… trovato per caso durante la passeggiata nei campi coi cani; ha aiutato la badante della nonna a spostarla dal letto alla sedia a rotelle, perché, poveretta (la badante, non la nonna, lei ha l’alzheimer e vive felicemente nel suo mondo), dall’ultimo ictus non riesce più a spostarla da sola perché ora le gambe della nonna sono diventate molli come gelatina.
Poi la sciurallevatrice ha pranzato e dopo è andata dal suo tartarughino, l’ha riempito di moine, pezzetti di pesce fresco e ancora moine (mentre lui la guardava piuttosto disgustato), si è sdraiata sul letto e ha iniziato a sfogliare il suo libretto sulle tartarughe acquatiche. Dopo un po’, il lampo di genio: “Ma io non avevo qualcosa da fare oggi?”
Momento di silenzio.
“IL DEBUUUUUUUUUUU’!!!”
La Sciura si è catapultata giù dal letto, ha guardato l’ora e ha preso il telefono.
“Papà, premetto che non me ne frega niente di averti con me o meno.”
“Dove devi andare?”
“Io tra un’ora parto per andare a Carignano a conoscere Valeria Rossi. Hai presente Valeria Rossi?”
“Quella che nomini più spesso di quanto faresti con un fidanzato?”
“Eh, quella. Io vado. Se tu a quell’ora esci dal lavoro e vuoi aggregarti, vieni pure. Ma solo se ti interessa conoscerla, perché non ho mica bisogno di essere accompagnata dal papà a 25 anni suonati.”
“Eh, ho capito, vengo.”
La Sciurallevatrice ha poi ipotizzato tre look diversi, uno più elegante dell’altro. Poi si è resa conto che stava andando a un campo di addestramento e non al ballo delle debuttanti, ha riappallottolato tutti i vestiti, li ha buttati nell’armadio alla rinfusa e ha pescato pantaloni corti e maglietta. Si è buttata sotto la doccia e poi preparata.
A quel punto, il sommo dilemma.
“Mamma, sto andando da Valeria Rossi.”
“Embè?”
“Mi serve un consiglio.”
“Oh.”
“Non so che cane portarmi. Rebecca no, è in calore. Piccolo è quello con cui ho più affiatamento, però è anche quello meno aderente allo standard. Che figura ci faccio se le faccio vedere il cane più ciofeca che mi è uscito, per quanto bravo? Tuono invece è molto più bello, però è un po’ più indipendente e non c’è quella scintilla che ho con Piccolo. E’ anche vero che Valeria potrebbe dar più valore al rapporto uomo-cane che all’estetica. Secondo te cosa è più importante, i sentimenti o la bellezza?”
“MA MILLE VOLTE LA BELLEZZA!!”

fabiana2E così la Sciurallevatrice ha preso Tuono.
Gli ha messo il suo collarino azzurro (ogni cane della sciura ha il suo colore, che si porta dietro dalla nascita, quando indossava ancora un nastrino di lana per essere distinto dai fratelli), e si è allontanata con Piccolo che la guardava depresso da dietro la recinzione, offeso a morte per non essere stato preso dalla Sciurallevatrice, che, come se non bastasse, si portava dietro il “pivellino” al posto suo. Disonore.
Caricato il padre dottore all’ospedale in cui lavora, la Sciurallevatrice ed il Tuonino si sono lasciati guidare dal navigatore. Cammina cammina… ah, no, questo si scrive nelle favole. Insomma, viaggiando, il papà sentenzia: “Ma io allora ho capito dov’è questo posto. Tra pochissimo è sulla destra.”
“Che sciocchezza, il navigatore dice che abbiamo ancora centinaia di metri di rettilineo da fare.”
“Ma guarda che è qui.”
“Ti sbagli, il navigatore…”
“LO VEDI O NO IL CAMPO? E’ qui a destra! Gira! Giraaaa!”
“AAAAH!!!”
Skreeeeeeeeeeeeeek!
“…”
“… comunque lo sapevo che dovevo girare qui.”
“A-ha.”
“C’è un cartello sul cancello.”
“Eh, vai a vedere cosa dice.”

“Dice che bisogna chiedere prima di entrare!”
Nel frattempo, si avvicina un signore con l’aria di volermi cacciare via.
“Ehm… b-buongiorno… Io sono venuta a conoscere Valeria Rossi…”
“Non è ancora arrivata, forse viene più tardi. Piacere, sono Davide Cardia.”
Gli occhi della sciurallevatrice diventano grossi come uova sode. QUEL Davide Cardia di cui scrive sempre Valeria!
“UAO!!! Ehm… Piacere!!”
“Momento che chiamo Valeria e le chiedo quando arriva.”

“Sarà qui tra mezz’ora.”
La Sciurallevatrice ed il padre, col Tuonino dietro sempre più scocciato, si dirigono verso un negozio che vende di-tutto-e-di-più, che accoglie anche un mini zoo con qualche animale da fattoria e qualche animale esotico (cammelli, pavoni…).
Per la Sciurallevatrice è solo un modo per far passare quella mezz’ora. Per Tuono, che ora ha nove mesi, è il debutto, una prova di coraggio per diventare un vero maschio.
Subito si dirige spavaldo verso l’animale più grosso di tutti, un cammellone alto più di due metri. Rizza il pelo, si mette in punta di piedi e comincia a ringhiare. Il cammellone gli fa “snort” con indifferenza, Tuonino si terrorizza e comincia ad abbaiare arretrando, con la coda tra le zampe. Vorrà dire che diventerà un vero maschio tra qualche altro mesetto, magari.
Prova allora a darsi un tono almeno con l’emù, ma questo frulla le ali e lo costringe alla ritirata.
A quel punto Tuonino smette di fare lo sbruffone.
Dopo gli asinelli, le galline, le caprette, le oche, i pony e i pavoni, giunge l’ora X e si torna al campo. Mentre il padre parcheggia, la sciurallevatrice adocchia Valeria Rossi seduta ad un tavolo.
Proprio lei. In carne ed ossa.
Si avvicina, esitante, con mille pensieri per la testa.
“E se non si ricorda neanche chi sono? E se poi non le piaccio? E se le do fastidio perché magari è già stata assaltata dai fan mille volte da quando è qui?”
Valeria osserva questa strana figura che le si avvicina con aria preoccupata, come si può guardare un testimone di Geova che sta già allungando un volantino nelle mani dell’incauta vittima, in uno di quei momenti in cui già si studiano le possibili vie di fuga prima ancora del contatto.
Finché la sciurallevatrice, abbastanza vicina, parla.
“Io sono Fabiana Buoncuore.”
Valeria Rossi si illumina di colpo ed esplode in un “MA DAIII!! La Sciurallevatriceeee!!!”, riempiendo la sciura di gioia.
La accoglie calorosamente, le dà anche un giudizio gratuito su Tuono (e CHE giudizio! Per la sciura, è stato più importante di un Eccellente finale per ottenere il campionato), la invita a scrivere ancora per il blog.
La sciurallevatrice le porge la sua “bibbia” ed una penna a inchiostro viola, ed ottiene l’unico autografo con dedica che abbia mai rincorso nella propria vita (beh, in verità ce n’è un altro che ricerca da una vita e non ha mai ottenuto… ma solo un altro. Non è una a cui importi granché delle celebrità in genere).
Un desiderio realizzato. Una voce da spuntare all’elenco delle cose che vuole fare prima di morire.

Allora, lettori di TPIC, volete sapere com’è questa Valeria Rossi dal vivo? Un’impressione a caldo dopo un breve incontro?
Sarà una di quelle persone presuntuose che guardano tutti i cani-muniti con aria di superiorità? Sarà una di quelli che “non sei venuta per lavorare al campo? Allora via che ho da fare”?
Ma niente affatto! E’ una persona simpaticissima, alla buona, gentile e con cui si parla volentieri, ma con cui si sta bene anche in silenzio. Una esattamente come noi, che non lascia assolutamente trapelare tracce di superbia, seppure ne dia di lunghezze a una novellina del calibro della Sciurallevatrice! Una Sciuracinofila che non solo mi ha valutato il cane, ma se l’è anche pastrugnato come faremmo tutti noi con il cane di un amico.
Che mi ha invitata a tornare, anche con gli altri cani, per mostrarglieli.
Una persona che ha fatto tornare a casa la Sciurallevatrice con gli occhi a forma di cuore ed il libro autografato stretto tra le braccia.

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

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