bramati2di MAURIZIO BRAMATI –  La condizione di un cane va valutata non solo osservando la morfologia del soggetto in questione, ma anche la genetica: anzi, è proprio questa la prima valutazione che un amante dei cani deve fare.
Occorre fare una piccola parentesi sul termine condizione: con questa parola io intendo definire un insieme di giochi, dieta, pesatura del soggetto, controllo valori del sangue o feci… tutto ciò non per avere una “bomba” tra le mani, ma per arrivare al giorno della gara (di bellezza o di lavoro che sia) senza che il cane abbia alcun problema prima, durante e dopo.
Oggi vi è molta confusione, anche perché molti proprietari pensano che condizionare un cane sia la stessa cosa che condizionare un uomo.
Niente di più sbagliato!
E’ per questo che nelle expo di bellezza osserviamo spesso cani ipertonici e raramente si vedono soggetti in una eccellente performance. Purtroppo gli stessi giudici, a volte, non conoscono la differenza.
Parleremo tra poco di condizioni, di errori, di controindicazioni quali l’uso di sostanze dopanti ma anche l’abuso di vitamine, sali minerali, aminoacidi ecc. (alcune di queste sostanze non sono dannose, altre sono più che dannose): ma prima di tutto intendiamoci sul termine “condizione”.
Innanzitutto bisogna capire che non esiste una “condizione standard”; sarebbe troppo facile averne una uguale per tutti i cani, da slitta, da corsa, da caccia.
Ogni soggetto (non razza, ma proprio singolo soggetto) ha un suo codice genetico che può essere migliorato di vari punti, ma che non può essere stravolto con nessun mezzo: ancor meno in un cane.
Occorre abbinare una condizione professionale ad una più che corretta integrazione fatta in base a valutazioni del soggetto, quali il controllo costante del peso, senza stressare minimamente il cane con diete che porterebbero il cane a perdere quello che guadagna in tanto lavoro.
Valutando questi punti e lavorando con impegno, ma soprattutto con criterio, si otterrà il massimo… ma con rispetto verso il nostro amico.
Chi vuole avvicinarsi alla condizione dovrebbe, prima di decidere se preparare un cane per una expo, ad esempio, valutare se geneticamente “le carte siano tutte in regola”; ossia se il soggetto sia vicino strutturalmente al perfetto standard (ossatura, angolatura, garrese, ecc.).
Nel caso in cui il soggetto non fosse vicino a questo standard, risulta inutile sottoporlo ad una condition: si dovrà invece adottare un programma di mantenimento diverso e meno impegnativo sia per il proprietario che per il nostro amico.

bramati3Se l’obiettivo è il lavoro, allora le cose cambiano.
Ad esempio in un levriero si valuterà, prima di procedere all’acquisto, la sua bloodline e si sceglierà quella che oggi ha prodotto più soggetti con voglia di lavorare e che abbiano ottenuto i migliori risultati.
Perché questo?
Per non cadere nella solita trappola, ossia: “Vuoi un cane da cinodromo? ok, allora compra un greyhound!” “Vuoi un cane da agility? Compra un border collie!”
Qui si cade!
Non tutti i greyhound hanno voglia di lavorare e vincere, anche se magari l’80% ha voglia di correre.
Non tutti i border amano le gare, anche se molti si divertono a saltare ostacoli.
Correre è un conto, competere e vincere è diverso.
Se un proprietario senza esperienza nella scelta del cane dovesse limitarsi a prendere un cane di razza X e passare successivamente alla fase della condizione, ben presto si passerebbe, anche senza volerlo, allo sfruttamento.
Per evitare ciò, se decideremo di scegliere il mondo del lavoro, dovremo avere più di un’infarinatura sulla storia della razza; si dovranno visitare allevatori che hanno ottenuto dei risultati e poi procedere all’acquisto del cane.
Avendo un soggetto già predisposto geneticamente valuteremo, per esempio nel caso del cane da caccia, il peso di lavoro e il peso di mantenimento.
Voglio precisare che per valutare il peso giusto ci vuole esperienza ed un innato istinto visivo.

bramati4Indovinare il peso per un cane da lavoro vuol dire aver già fatto metà strada; significa che un cane da caccia a kg. 18 possiede agilità, velocità e resistenza, ma a 19 Kg. una di queste caratteristiche si impoverisce.
Nel campo di lavoro professionale si possono commettere errori fatali: per esempio, non si può pretendere che il cane si comporti in gara come in un bosco vicino casa, dopo un lungo viaggio in aereo o in macchina. Metà della vostra condizione rimane là (precisiamo, questo vale solo per cani professionali da lavoro, ossia per competizioni ad altro livello: sleddog, corse di levrieri, cani da grande cerca).
Se non avete ancora l’”occhio” allenato, imparate ad osservare in che modo il vostro cane si muove, corre, gioca (non deve stancarsi eccessivamente): controllate il peso tutti i giorni prima di iniziare un lavoro e alla fine, se ha lavorato con impegno, velocità e lucidità e senza alcun affanno, quello potrebbe essere il peso migliore.
Non c’è bisogno di doping, se si fanno scelte intelligenti e naturali.
Però non ci sono libri che spiegano come condizionare, per esempio, una muta di cani da slitta: ciò per vari motivi.
Il primo è che quando si indovina (con criterio e non per sentito dire) una preparazione, questa diventa un segreto costruito passo per passo in anni di lavoro ed è evidente che nessuno ha voglia di darla “in pasto al pubblico” diffondendola attraverso un libro (io sono il primo a condividere questo punto).
Il secondo motivo è, come ho già detto, che non vi è una condizione (preparazione) standard per i professionisti.
Ho conosciuto persone che avevano preparato due cani da caccia “per sentito dire”.
Sembrava che seguissero alla lettera la condizione che qualcuno gli aveva passato: stesso mangime, stessi supplementi, stessi tempi di lavoro.
Sembrava tutto perfetto… ma purtroppo l’esito non fu quello sperato.
Dopo aver ascoltato varie voci e vari portavoce, finirono da me chiedendomi cosa fosse successo.
In principio non era mia intenzione aiutarli, poi mi feci convincere e decisi di vedere i due cani (setter).
Notai immediatamente, tramite palpazione muscolare, che i muscoli erano rigidissimi e che entrambi i cani avevano disturbi gastrointestinali (diarrea).
Mi feci rilasciare la condizione seguita da loro e notai che l’eccesso era nella famigerata e semplice creatina, presa quasi in dosi umane. Il tutto si risolse con dei massaggi e con del riposo.

bramati5Purtroppo è facile sbagliare utilizzando semplici integratori che, se somministrati non a dosaggi estremi o con particolari predisposizioni genetiche, non possono causare danni seri.
Ma se si fossero usati dosaggi sbagliati con farmaci dopanti, ormoni peptidici, stimolanti, steroidi, anabolizzanti, diuretici, l’esito quale sarebbe stato?
Ricordiamo che con il termine doping, nel mondo dei cani, non si includono solo i famigerati steroidi e simili: spesso si tratta semplicemente dell’uso, anzi dell’abuso di farmaci che non facendo parte della suddetta categoria sembrano non avere nessun effetto collaterale.
Su qualsiasi testo inerente al doping troverete questo paragrafo: “Di un medicamento non si può mai dire che sia privo di effetti collaterali e di tossicità, compreso quello che può essere acquistato in farmacia senza prescrizione medica; il rischio di tali effetti si accresce a misura che aumentano le dosi, la frequenza e la non necessità clinica di assunzione del medicamento stesso”.
Il problema è che nei cani come negli esseri umani i prodotti dopanti, e di conseguenza le dosi, non sono nati per “far vincere”: abbiamo dosi quasi certe solo per aiutare in caso di svariate patologie.
E’ molto difficile sapere come si comporta un cane che cerca una persona scomparsa con una temperatura di 35°, quindi, per esempio, dare dei derivati dell’anfetamina pensando di stimolare il sistema nervoso centrale e con ciò di alleviare la fatica può essere ad altissimo rischio.
Quando il proprietario noterà il cane in difficoltà vorrà dire che la situazione peggiorerà di due o tre volte in pochissimo tempo dal campanello d’allarme, e per il neofita che per sentito dire avrà somministrato questo farmaco ci sarà ben poco da fare: si ritroverà il cane in uno stato confusionale, ansimante, con palpitazioni cardiache che possono compromettere l’apparato circolatorio, con gravi problemi urinari.
A volte il tutto si conclude con la morte del cane.
Anche nelle esposizioni alcuni usano, per aumentare una già buona massa muscolare, dei farmaci dopanti, tipo steroidi: in questo caso l’eccitamento che possiedono alcune razze solo nel vedersi vicino i propri simili, associato ad una cura dopante, potrebbe procurare al cane trattato delle palpitazioni. In concomitanza, magari, di un elevata temperatura esterna ci troveremo in difficoltà nel recuperare il cane.
Possiamo fare un altro esempio: più di una volta abbiamo visto, in campi di addestramento, cani non sufficientemente seguiti sia a livello alimentare (ossia scelta corretta del peso del lavoro e del peso di mantenimento), sia a livello di integrazione; i cani svolgevano, sì, l’esercizio giusto, ma con il battito cardiaco al limite di soglia, con seri problemi nei giorni seguenti anche alla muscolatura.
Anche questo a volte è un mezzo per migliorare il cane alla difesa e all’attacco, ma senza minimamente conoscere la biomeccanica del proprio cane è una forma di doping. E’ un doping “naturale” meno distruttivo, questo è certo, ma con un po’ di conoscenza e coscienza potrebbe essere valutato meglio.
La cosa più importante è valutare se un cane in giusta età sarà sufficientemente preparato per il lavoro scelto: è sempre qua che si inciampa!

Un pit bull preparato in modo naturale.
Un pit bull preparato in modo naturale.

Personalmente ho fatto dei corsi sul massaggio per cani da lavoro di alto livello e di questo sono pienamente compiaciuto, ma difficilmente darò spiegazioni generiche su come condizionare un cane perché ogni soggetto deve avere una particolare preparazione, che non si trova (fortunatamente!) sui libri e neanche su internet.
Prima di trovare il modo di condizionare (ripeto all’infinito, non obbligare) vari cani ci vogliono anni di esperienza: nessuno, senza questa, potrà mai darvi una mano.
Perciò cautela, cautela prima di tutto; quando troverete la persona che può veramente aiutarvi, se volete ottenere dei risultati non fate finta di sapere già tutto.  Chiedete e cercate di essere umili verso i (pochi) professionisti esistenti.
Ne va della vostra faccia, ma soprattutto della vita del vostro cane.
Per quanto riguarda le sostanze proibite, le ordinanze in materia cinofila rimandano alla legislazione umana: quindi possiamo fare riferimento soltanto a questa, che recita così:

CLASSI DI SOSTANZE PROIBITE
A STIMOLANTI
B NARCOTICI
C SOSTANZE ANABOLIZZANTI
D ORMONI PEPTIDICI MIMETICI E ANALOGHI E DIURETICI

METODI PROIBITI
A DOPING EMATICO
B MANIPOLAZIONI FARMACOLOGICHE, CHIMICHE O FISICHE

CLASSI DI SOSTANZE SOTTOPOSTE A PARTICOLARI RESTRIZIONI
A ALCOL
B CANNABINOIDI
C ANESTETICI LOCALI
D CORTICOSTEROIDI E BETA BLOCCANTI

In particolare, vediamo ora alcuni degli effetti più pericolosi sull’organismo di sostanze che spesso vengono usate anche sui cani:

TESTOSTERONE
Anabolizzante – ormone secreto dalle cellule di Leyding dei testicoli, vero ormone maschile.
I rischi più grossi sono, nell’uomo, insorgenza di ginecomastia, ritenzione idrica, acne. Nei cani: diminuzione degli spermatozoi, atrofia testicolare.
Nei cani di grossa taglia si sviluppano spesso problemi cardiaci e problemi tendinei, soprattutto dopo sforzi prolungati.

ORMONI PEPTIDICI
IGF-I Sconsigliabile al mille per mille: porta lisi dei globuli rossi con conseguente anemia, aritmie, ipoglicemia.

ORMONE DELLA CRESCITA
Aumenta la massa magra rappresentata da ossa, connettivo, fegato, reni, milza e non solo muscoli.
Non c’è oggi scienza che può confermare un aumento ergogenico nell’uomo o nell’animale.
Le controindicazioni di questo ormone non si fermano con la sospensione del farmaco.
I rischi sono altissimi: crescita di mani e piedi, miopatia periferica e diabete mellito.

ERITROPOIETINA
La famigerata EPO. Effetti: stimolazione dei globuli rossi.
Controindicazioni: aumento della viscosità del sangue, trombosi, insufficienza cardiaca.

Queste sono solo alcune delle sostanze dopanti più note.
Si potrebbero scrivere intere pagine su questo argomento, ma quello che vorrei comunicare è che è inutile parlare di cento prodotti dopanti con varie conseguenze e controindicazioni, per il semplice motivo che non bisogna usarne nessuno!
I farmaci usati nello sport per fini ergogenici non sono molti ed hanno un diverso indice di pericolosità.
Bisogna dire che per un cane che lavora veramente sodo (es. traino di slitte) si deve per forza maggiore integrare i cani con dei prodotti quali vitamine, sali minerali, proteine ecc.
Parlo di mute che partecipano alle gare più lunghe del mondo, i cui proprietari responsabili si rivolgono sempre ai pochissimi preparatori che studiano come migliorare le performance dei cani in modo naturale e non nocivo.
Queste persone amano i cani, li studiano, lavorano con loro da una vita…e spesso non vengono ascoltati dai neofiti.
Vi parlo per esperienza personale di 30 anni nel lavoro dei cani, rispettandoli nel modo più professionale possibile.

Articolo precedentePerché ho scelto proprio… il setter inglese
Articolo successivoA proposito di trasporto aereo di animali…
Maurizio Bramati, massaggiatore professionista (umano), ha cani da oltre 30 anni; proprietario di american pit bull terrier, è allevatore e selezionatore di “patterdale terrier” (Feld terrier), nonché responsabile del club di razza. Si occupa di preparazione e ottimizzazione di cani sportivi. E' un forte sostenitore della preparazione atletica dei cani non solo legata allo sport, ma anche (e soprattutto) al benessere animale.

Potrebbero interessarti anche...