mercoledì , 22 novembre 2017
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Home >> Vita col cane >> I perché cinofili >> I perché cinofili: perché il cane tira al guinzaglio?

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I perché cinofili: perché il cane tira al guinzaglio?

tira1di VALERIA ROSSI – No, non parliamo di “come si fa a non farlo tirare”: su questo abbiamo già pubblicato alcuni articoli (per esempio questo) e forse altri ne seguiranno… ma prima di cercare di risolvere un problema bisognerebbe sempre cercare di capire perché quel problema è nato.
Stavolta, quindi, ci chiederemo per quale caspita di motivo il cane, pur sapendo benissimo di essere legato ad un collare  o a una pettorina che gli impediscono di andare alla velocità che vorrebbe, si ostini comunque a comportarsi come un trattore peloso, mandando in crisi uno sproposito di proprietari disperati.
Il cane tira (a volte fin quasi a strozzarsi) perché è un emerito deficiente?
Ma no, non può essere… abbiamo ormai assodato da tempo che è un animale cognitivo, che sa ragionare e pensare a quello che fa!
Tira perché vuole raggiungere un obiettivo?
In qualche caso sì, può essere: ma allora perché si comporta nello stesso modo quando all’orizzonte non c’è assolutamente nulla di interessante?
Forse vi sorprenderà scoprire che, in un numero davvero altissimo di casi, il cane tira perché pensa che sia proprio quello che vogliamo da lui.
E come siamo riusciti ad ottenere questo spettacolare risultato? Semplice: tirando dalla parte opposta.

Schlittenhunde WM 2003 SprintPer il cane, l’attività del traino è spontanea e piacevole: lo dimostra l’entusiasmo con cui i cani da slitta (e mica solo i cani nordici) affrontano il loro lavoro.
Ma come si fa ad insegnare il traino ad un cucciolo?
Proprio facendo resistenza, perché anche i cani seguono le leggi della dinamica e qui si tratta semplicemente del principio di azione e reazione. Ricordate di averlo studiato a scuola? “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria“.
Se noi tiriamo il guinzaglio da una parte, il cane si sentirà squilibrato all’indietro e quindi, per riottenere l’ equilibrio, sarà invitato a tirare in avanti.
Rinforzando questa prima reazione, per esempio nei cuccioli di husky, si ottiene che il cane capisca che noi siamo felici del fatto che lui tiri… ma guardate che è la stessa identica cosa che facciamo quando tiriamo indietro il guinzaglio di un cane-trattore, sperando di rallentarlo!
Il cane pensa che gli stiamo dicendo: “Non stai tirando abbastanza forte, mettici più impegno!”… e questo, in tempi brevissimi (anche perché, ripeto, al cane piace tirare: per lui è una cosa molto gratificante) si trasforma in un vizio difficilissimo da sradicare. Ma è così difficile proprio perché il cane è convinto di compiacerci tirando!
La cosa piace a lui e lui crede che piaccia a noi: mi sembra evidente che non se ne possa venire fuori tanto facilmente!
Ecco perché cerco da sempre di far capire ai proprietari quanto sia inutile cercare di insegnare la condotta al guinzaglio “appendendosi” ad esso: si innesca un meccanismo competitivo che il cane intende come un invito a tirare sempre più forte.

tira5Secondo motivo per cui il cane può tirare come un dannato: quando il proprietario/conduttore si rende conto che il gioco del “tiro alla fune” non ottiene i risultati sperati (e non li otterrà mai, per i motivi visti sopra), spesso comincia a dare i numeri e passa alle rappresaglie: tra queste possiamo annoverare il classico strattone, gli urlacci (tipo “EBBASTAAAA!!! VAI PIANOOOO!”), le guinzagliate e perfino i calci nel culo.
In questi casi, cosa credete che succeda?
Il cane comincia a vivere la passeggiata come un incubo, perché pensa che da un momento all’altro (senza che lui sappia il perché) potrebbe essere sgridato e/o menato: quindi, del tutto logicamente, cerca di stare il più lontano possibile dalla fonte di questi avvenimenti sgradevoli… e cioè da chi regge il guinzaglio.
Risultato? Il cane tira sperando di allontanarsi da quel pazzo furioso che gli sta alle spalle.

tira4Terzo possibile motivo, anche quando non  si sia commesso nessuno degli errori precedenti: specie se il cane appartiene a una razza (o a una tipologia) molto attiva e dinamica, e se i suoi umani lo portano fuori tre volte a giorno per dieci minuti a solo scopo pisciatorio, il poveraccio accumulerà, nel tempo, una tale dose di energie represse da doverle per forza sfogare cercando di correre quando sta al guinzaglio (anche perché, senza, non gli capita mai di starci).
E qui apro una piccola parentesi sui levrieri, animali nati per correre che purtroppo, in alcuni Paesi, corrono per far divertire (e scommettere) gli umani, e che a fine carriera – o qualora non si rivelino particolarmente veloci – fanno fini veramente drammatiche: abbandonati o peggio ancora uccisi anche con metodi inumani come l’impiccagione.
Questa vera tragedia cinofila ha fatto sì che nascessero diverse associazioni “rescue” che si occupano di queste razze, che salvano i cani e li portano in Italia, dove li affidano a famiglie amorevoli. Tutto molto bello: solo che poi, temendo che i cani possano “correre troppo” e quindi sfuggire al controllo dei nuovi proprietari, suggeriscono caldamente di tenerli sempre al guinzaglio.
Un po’ la stessa cosa accade con i cani da caccia: molte associazioni protezionistiche (quasi tutte, in verità) rifiutano di farli adottare dai cacciatori…e anche in questo caso, dopo aver affidato il pointer o il setter alla Sciuramaria di turno, qualcuno le consiglia di tenere il cane sempre legato, perché altrimenti “potrebbe fuggire”.

tira2Nessuno che si sogni di dire “lavorate con il vostro cane ed ottenete un richiamo impeccabile”: non sia mai! Il richiamo è un “ordine”, e alla cinofilia new age gli ordini suonano come “coercizioni”. Brutte cosacce  cattivissime.
Meglio snaturare completamente questi poveri cani, impedendo loro di correre e di esprimere ciò che hanno nel proprio corredo genetico e costringendoli ad una sorte che, per carità, sarà sempre migliore della morte… ma che è sicuramente equiparabile alla reclusione in canile.
E allora, che razza di “salvataggio” sarebbe?
Mi rendo conto che i volontari siano animati dalle migliori intenzioni, ma ci sono modi diversi per impedire che un cane si faccia prendere la mano (o meglio, le zampe) e che sfugga al controllo: insegnare un buon richiamo è la soluzione migliore, ma si può anche cercare un campo recintato e sicuro e liberare il cane lì.
Non l’abbiamo sotto casa? Prendiamo la macchina e andiamo a cercarlo: ma ogni santo giorno, non una volta alla settimana (o magari al mese)!
E se non abbiamo tempo/modo/voglia di raggiungere uno spazio sicuro, allora evitiamo di prendere un levriero o un cane da caccia, visto che non ce l’ha ordinato il dottore di scegliere proprio una razza opposta alle nostre esigenze e al nostro stile di vita.
La caccia non piace neppure a me, anzi mi fa proprio orrore: ma siccome la penso così, il cane da caccia non me lo sono mai preso e credo proprio che non me lo prenderò mai.
E attenzione, per “cane da caccia” intendo anche labrador, golden, beagle e tutte quelle razze che vengono ormai spacciate perfino dagli allevatori (sigh) per “cani da compagnia”, ma che tali non sono affatto. O meglio, sono “anche” da compagnia, come tutti i cani del mondo: ma non “solo” da compagnia.
Sono cacciatori, selezionati da secoli per fare attività sportiva e non per uscire a pisciare tre volte al giorno, sempre e solo al guinzaglio.
Se li trattiamo così, è del tutto normale che questi poveracci tirino come trattori: tirano per cercare di raggiungere quella libertà che disperatamente desiderano e che noi (per tanto ammmmore, naturalmente!) gli stiamo negando.

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Commenti all'articolo

53 commenti

  1. signora Valeria lei è un… genio! Ho un meticcio pastore tedesco – pastore belga di due annieunpo’ che tira come un dannato perché…. l’ho sempre tirato indietro, e detto “mabbastanontirareee” (calci però mai).. se cortesemente mi linka l’articolo dove spiega come non farlo tirare mi farebbe un favorone! lo faccio uscire dalle 3 alle 5 volte al giorno con uscite che van dalla mezzora all’oretta – oretta e mezza… ho notato che tira soprattutto al passaggio delle auto.

    Saluti e complimenti 🙂

    • E’ già linkato, l’articolo! Le parole in azzurro (“questo”, all’inizio dell’articolo) sono link.

  2. Sottoscrivo tutto, anche le virgole e i punti!
    E splendida idea questa dei “Perché cinofili”, argomenti troppo spesso snobbati ma di basilare importanza.

  3. Ringrazio per le illuminanti spiegazioni ma come ci si deve allora comportare con il cane che tira? Ho un meticcio incrocio boxer di 10 anni : a guinzaglio tira come un dannato ma sopratutto se si esplorano zone non conosciute mentre quando si va a boschi o sentieri e lo tengo libero , all’andata mi precede in esplorazione ma al ritorno mi sta attaccato alla gamba. Fosse sempre così! Grazie

  4. Buongiorno,
    mi chiedo quale vita sia giusto fare ai nostri cani se non quella per i quali i cani, dall’uomo e non dalla natura, sono stati progettati (ed uso i termini con cognizione di causa).
    Della caccia si può salvare tutto, senza arrivare però mai alla morte del selvatico… che comunque il cane non deve mangiare, se non in forma di crocchetta, perchè tanto di carne egli si nutre (l’antenato del pollo, così come quello del cane, un tempo era selvatico).
    Inoltre, si sa che i cani realmente da compagnia, storicamente da compagnia, sono davvero pochi. Per tutti gli altri c’è necessariamente un compromesso da affrontare se vogliamo che le città siano, serenamente, popolate da cani e persone. Forse occorrerebbe maggiore responsabilità di chi salva cani (e molti per ego personale ritengo, non mi odiate per questa affermazione) e non si preoccupa troppo di che vita andranno a fare…. migliore, ma non del tutto appagante.
    Se penso però a cosa si trova in canile, escludendo da questo mio ragionamento i cani con problemi comportali seri, mi trovo difronte a pochissimi cani da compagnia ed a una caterva di cani da-altro, da pastori a cacciatori a guardiani a lottatori vari. E per nessuna categoria sopracitata, esiste la possibilità reale, se non in pochissimi casi, che vadano a fare esattamente quello per cui sono stati selezionati (se creati non piace come termine). E non necessariamente per mancanza di conoscenza o capacità.
    Mi chiedo quindi quale compromesso è ragionevolmente accettabile?
    Prima del proprietario amorevole, chi ci deve mettere tutta la responsabilità e la severità necessaria per consegnare un cane? Come sempre il discorso si fa troppo complesso. Ma obbligare chi consegna un cane, sia esso allevatore o canile o associazione, a fornire al proprietario di base con nozioni di gestione, non sarebbe una cattiva idea. Già, peccato che manchino i soldi per poterlo fare seriamente e il volontariato, anche di cinofili esperti, non può coprire tutte le esigenze. Allo stato attuale delle cose intravedo la strada dei compromessi come accettabile. Quali compromessi però? questa risposta mi manca, o meglio, dovremmo mettere in fila troppe variabili. Ma mi piacerebbe che qualche si iniziasse a tracciare una strada concreta di sostenibilità del cane in casa, proprio per il benessere di tutti…
    Bell’articolo mi è piaciuto molto. Mi ha fatto pensare…. grazie
    n.b. Chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno ma non sempre scrivendo si riesce a dare esattamente il senso di ciò che si vuole esprimere. Per inciso, sono abbastanza pratico, non sono un cacciatore e ammiro chi si prende la pena emotiva di salvare i cani in difficoltà. Purtroppo, credo, non basti ancora… ci vuole il passaggio successivo, sicuramente quello più difficile da realizzare.

  5. Valeria, perdona la curiosità, son tante volte che ti leggo negare di aver avuto cani da caccia. Ma i bassotti non sono classificati come tali?
    Tornando in topic, ho un cucciolone di quattordici mesi di boxer che tira come un dannato, ed ho notato che se gli vieto di marcare spesso è MOLTO più tranquillo e gestibile. Al di là di ciò, se il cane ha gia questo “vizio” valgono gli stessi suggerimenti di un cane che ancora dovrebbe imparare?

    • I bassotti sono…bassotti: hanno un raggruppamento FCI solo per loro. In effetti, lasciando da parte la classificazione FCI, i bassotti sono cani da caccia in tana: e i miei in tana hanno lavorato (senza nessun selvatico ucciso). Il bassotto Liv, quello di mio figlio, ha fatto anche di più, andando a caccia in proprio e razziando per due volte l’intero pollaio del vicino: quella però NON era una cosa voluta 🙁
      Per le marcature territoriali… sì, valgono le stesse regole per “nuovi” marcatori e marcatori già incalliti!

      • Mi sono espressa male: non intendevo il “vizio” della marcatura ma quello del tirare al guinzaglio!!!

        P.s. Non è questo il caso ma sono diverse volte che mi capita di commentare, scrivere un papirone con tutta la passione possibile, inviare per poi rendermi conto di essermi dimenticata di aver inserito la mail e perdere tutto lo scritto. Non ci sarebbe un modo per farlo rimanere nella cronologia oppure non rimandare ad un’altra pagina e quindi perdere tutto? Son sicura che come me ci saranno tanti lettori ad aver smadonnato per questo motivo più di una volta 😀

        • Purtroppo la pagina dei commenti non è “roba nostra”… è un plug-in esterno sul quale non si può mettere mano!
          Guinzaglio o marcatura…la risposta resta uguale: le regole sono identiche per tutti 🙂

  6. dedicato a tutti quelli che consigliano beagle, bassotti, jrt e consorteria varia come “perfetti cani da appartamento”, visto che sono tanto “piccini e coccolosi”.
    peccato che gente del genere non leggerà (o non capirà) mai questo articolo.

  7. A mio parere dimetichi quella moltitudine di cani che sanno benissimo come dovrebbero comportarsi e semplicemnete se ne fregano del volere del padrone. La mia rott è ipo3 ma se te la faccio tenere e non le dico di rispettarti vedi come tira..

  8. Verissima la parte sui levrieri rescue, io sono stato immediatamente bannato da una di queste associazioni solo per aver criticato la loro assoluta contrarietà al coursing, anche a quello amatoriale con lepre finta. Pensa che una di queste associazioni ha pubblicato un libro dal titolo raccapricciante: “I LEVRIERI SONO FATTI PER DORMIRE”…certo, come no, ma solo nella mente malata di qualche animalista sedentario, dal culo flaccido e pesante!:-)

    • Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!
      E’ come se tu adottassi un cane tramite queste associazioni per poi farlo riprodurre, quando è scritto 100 volte su tutti i moduli di adozione che il cane o è già sterilizzato o l’adottante si assume la responsabilità di sterilizzarlo…cosa ti aspetteresti, i complimenti? Sai come la pensano, fattene una ragione!
      Tra l’altro visto che tu cosideri un eccesso il fatto che siano contrari al coursing, mi sembra che anche tu sbatta clamorosamente all’eccesso opposto pensando che il libro “I levrieri sono nati per dormire” sottintenda che chi adotta un levriero se lo tiene tutto il giorno sul divano come soprammobile e basta!
      Tra l’altro complimenti per le offese gratuite sui culi flaccidi e pesanti altrui…invece tu (se hai un levriero) fai coursing insieme al tuo cane e gli tieni testa immagino….
      Il concetto che sta dietro quel libro è che questi cani che sono stati sfruttati e maltrattati hanno diritto ad una famiglia che li ami e li coccoli dandogli quello di cui hanno bisogno, ovvero una cuccia comoda (o divano che sia), cibo, affetto e attività da fare INSIEME. Perchè tutti i proprietari di levrieri che conosco (noi compresi) portano regolarmente i loro cani a fare lunghe passeggiate e delle belle corse nelle aree consentite (e per chi, come noi, non ne ha NESSUNA vicina a casa, se le cerca…e cerca quelle più spaziose e ampie, proprio perchè un levriero in due zompi ti ha già staccato di un bel pezzo!).
      Magari, se hai “un po'” di risentimento verso l’associazione che ha “osato” non essere d’accordo con te, non sarebbe il caso di generalizzare e offendere a 360°.

      • Angela, non è questione di essere d’accordo “con me”: è questione di essere d’accordo sul rispetto per i cani. I levrieri rescue sono stati sfruttati? Ottima idea quella di salvarli e affidarli a famiglie amorevoli: PESSIMA idea quella di de-levrierizzarli tenendoli sempre al guinzaglio. Purtroppo ne conosco diversi che non sono MAI stati liberati dopo essere stati salvati: il che, per me, equivale a “salvare” un bambino maltrattato in una scuola e decidere che da quel momento in poi non dovrà più studiare e dovrà restare ignorante come una scarpa.
        Se tu liberi i tuoi levrieri e permetti loro di correre, non vedo perché ti debba inalberare tanto: evidentemente non è con te che ce l’avevo.
        Io non ho un levriero, ma se l’avessi mi preoccuperei immediatamente di trovargli spazi vitali per correre: e sì, gli farei fare anche coursing, alzando il culo per arrivare sui campi dove LUI potrebbe divertirsi come un pazzo senza essere sfruttato da nessuno. Che c’entra il “tenergli testa”?
        E’ il cane che deve correre, mica noi. Noi abbiamo solo il DOVERE (ripeto: “dovere”, non “facoltà”) di rispettare la sua natura.

        P.S. ma tu l’hai mai visto un coursing italiano? VISTO con i tuoi occhi, eh… non “sentito raccontare” da qualcuno. No, perché se l’hai visto non riesco proprio a capire come tu possa abbinarlo all’idea di “sfruttamento”.

        • Dunque…innanzitutto stavo rispondendo ad andrea c. (e non a redazione…o coincidono e non lo so? bo) in merito al fatto che lui era stato bannato da un’associazione perchè erano di opinioni diverse sul coursing e quindi la mia affermazione era che LUI non poteva aspettarsi che quest’associazione fosse necessariamente d’accordo con lui su quella materia. Punto.
          Trovo in generale fastidioso leggere che, siccome XY non è d’accordo con la sua visione del mondo allora tutti sono degli sciagurati che non portano il levriero a correre in spazi aperti! Su questo mi inalbero, perchè non è vero!
          Come in tutte le cose c’è chi le fa e chi no, chi le fa bene e chi no…ma non è tutto bianco o tutto nero.
          Riguardo alle millemila raccomandazioni di tenere il levriero sempre al guinzaglio, sicuramente sono ridondanti, ma sono fatte agli adottanti che hanno appena preso il cane e viene detto perchè il cane non cnosce la famiglia nuova nè l’ambiente nuovo e si spaventa ad ogni minima cosa e la sua prima reazione è letteralmente schizzare via. Una volta che il rapporto con il cane è stato consolidato nessuno continua a ripeterti di tenere il cane sempre al guinzaglio, anzi!
          I cani corrono, giocano e si divertono LIBERI nelle aree deputate a farlo e, ripeto, non in un buco, ma in un bello spazio verde ampio. Che lo facciano con il coursing (no, non l’ho mai visto dal vivo, ma se è per questo non ho nemmeno detto che è sfruttamento, ho solo sottolineato ad andrea c che non tutti devono per forza pensarla come lui! E che se non fai fare coursing al tuo levriero sei un pessimo padrone “animalista-sedentario-culo-flaccido”!)o nell’area cani, se c’è il RISPETTO per l’animale e per la sua natura, non vedo dove sia il problema.

          • Sorry, avendo scritto io nell’articolo una critica alle associazione “guinzagliomani” credevo che ti rivolgessi a me. Però ribadisco il concetto: alcune associazioni (non so dirti quali, perché io parlo con gli adottanti e non con le associazioni) raccomandano “sempre al guinzaglio”. E non per qualche giorno (cosa del tutto logica), ma per sempre.

        • Daniele Santoni

          Angela hai scritto che:

          “Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!”

          Sarebbe come a dire che una associazione che salva i cani dalle famiglie che li trascurno o li picchiano, poi si dicesse contraria a tenere i cani in ogni famiglia senza distinzione…. scrivendo un libro intitolato “i cani sono nati per non avere famiglia”. Assurdo.

          Purtroppo quello che manca agli animalisti è la capacità di fare delle distinzioni tra maltrattamento e giusto trattamento, tra ciò che è etologicamente corretto per i cani (soprattutto per le singole razze) e ciò che invece non lo è. Senza cultura non si arriva da nessuna parte.

      • “Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!”

        No, non mi aspetto applausi, ma il bannare qualcuno soltanto perché scrive che il coursing(praticato correttamente, senza scommesse sportive e senza doping) non è una tortura per i cani, ma anzi è una delle attività preferite dalla maggior parte dei levrieri, oltre che l’unico modo esistente per selezionare la razza(senza coursing, niente levrieri!), dà la misura dell’ignoranza e dell’ottusità di chi pretende di ergersi a salvatore dei levrieri, senza conoscere nemmeno l’origine della razza e la selezione.

        Siete animalisti-antispecisti e il coursing vi fa orrore perché è basato sull’istinto predatorio, e vi ricorda la caccia(in Italia si usano solo lepri artificiali!)? e allora perché volete salvare proprio i levrieri? con tutti i cani abbandonati che PURTROPPO ci sono in Italia, potreste benissimo dedicarvi a meticci e razze non da caccia!

      • Il concetto del libro “I LEVRIERI SONO NATI PER DORMIRE” sarà pure corretto, ma il titolo trasmette l’idea di levriero come cane per tutti, cane “da divano” simile a un carlino. Capisco che si voglia invogliare la gente ad adottare, ma bisognerebbe anche dire la verità: non c’è bisogno di portarli a correre su un campo da coursing, ma hanno comunque bisogno di essere liberati, e di poter correre e giocare senza guinzaglio tutti i giorni(o almeno 3-4 volte alla settimana)

        Invece tra gli adottanti di levrieri rescue, ci sono anche persone un po’ pigre, che si limitano a farli passeggiare in città, ma non li portano mai a sgranchirsi le gambe in qualche campo o in aperta campagna. L’anno scorso ho conosciuto due signore che hanno adottato un greyhound rescue, e alla mia proposta di portarlo in campagna a correre insieme al mio whippet, hanno declinato l’offerta, ammettendo che da quando l’hanno preso, non l’hanno mai liberato dal guinzaglio per paura che si perdesse!

    • a andrea c: purtroppo molti volontari di canile e molte associazioni che fanno salvataggi sono gestite da animalisti abbastanza estremi che, anche se in buonissima fede, non sanno realmente quali siano le esigenze di un cane ne tantomeno quelle della sua razza, e spesso confondono il lavoro x cui è stata selezionata una razza (che quindi se ben svolto op se svolto x gioco fa felice il cane e lo fa sentire utile e completo facendogli sfogare le sue energie fisiche e mentali e aumentando la sua autostima visto che “riuscirà bene” a fare l’attività x cui è stato selezionato ed essa gli darà automaticamente profondo appagamento essendo stato selezionato x ciò, soprattutto se potrà svolgerla senza stress e “ansia da prestazione”) con lo sfruttamento, soprattutto se si tratta di cani abbandonati o da salvare che sono stati realmente sfruttati x lavoro da gente senza scrupoli che li ha gettati via a fine carriera o se inadatti.

  9. cara Valeria, all’epoca dell’adozione la nostra bretoncina aveva “circa” due anni (pare che in canile sia quasi una data “di prassi”…). Inutile che io descriva le caratteristiche del cane da caccia qui dove l’esperienza è davvero infinita. E’ trascorso un anno abbondante e solo nelle ultime settimane sembra essersi un po’ rilassata durante la passeggiata. Il “problema” con lei è che durante la passeggiata non mi riesce di catturare la sua attenzione, non è una che sbava per il cibo, ho provato mentre tira come una dannata a fermarmi di colpo, a cercare di ingolosirla mettendole letteralmente davanti al naso un bocconcino ma lei addirittura volta la testa dall’altra parte, non gli frega nulla e procede imperterrita nella sua marcia sostenutissima. E’ vero che all’aperto gli stimoli sono infiniti, soprattutto in una zona cittadina trafficata, con negozi e persone in quantità. In area cani raramente siamo sole quindi nessun esperimento è fattibile. Hai qualche consiglio anche per me? grazie!

    • Sì, i consigli li avrei… ma il punto è uno solo: il cane non è abbastanza centrato su di te, il mondo esterno gli sembra più interessante. Ti dà un po’ “per scontata”, insomma. Abbiamo affrontato questo argomento proprio ieri al corso ENCI e c’è voluta un’intera giornata: mi riesce un po’ difficile concentrare tutto in un commento…e poi forse non ci capiresti nulla comunque, perché queste cose bisogna vederle in pratica, più che leggerle. Ti consiglio di rivolgerti a qualcuno bravo-bravo-bravo nella tua zona e di farti spiegare da lui come si crea un rapporto di interesse, e non soltanto di affetto!

  10. Manca il motivo “C’è una cagna in calore laggiù a cinquecento chilometri, va dunque raggiunta ad ogni costo.”

  11. Io ho avuto solo un cane a cui non sono riuscita insegnare a camminare decentemente al guinzaglio. Il setterone schizzato preso al canile che probabilmente non aveva mai visto un guinzaglio in vita sua (aveva 8 anni quando lo presi). Il suo unico modo di muoversi era “avanti tutta!”. Anche quando tornavamo a casa dopo pomeriggi interi a correre nei boschi. Ansimava con la lingua fuori e in paese lo chiamavano “la locomotiva”. La cosa più ridicola era che se mi fermavo, magari a parlare con qualcuno, si sedeva pazientemente sui miei piedi senza mai fare storie. Preferivo lasciarlo libero tanto non si allontanava mai, al massimo mi faceva girare la testa a furia di fare avanti e indietro. Persino in macchina, dove lo legavo perché potesse muoversi ma non passare davanti, faceva tutto il viaggio con il guinzaglio teso al massimo tossendo e ansimandomi sul collo quando sarebbe bastato stare 5 cm più indietro!
    Il “massimo” che ho ottenuto è stata un andatura a scatti: partiva, poi si “ricordava” che non doveva tirare e rallentava dandomi un occhiata tipo ” vedi, sono bravo, vado piano” poi partiva di nuovo. Sembrava fosse più forte di lui.
    Cosa si fa in questi casi?

    • Sono d’accordo sulla necessità che hanno i Levrieri di correre e sfogarsi, ma sul richiamo impeccabile e sicuro ho le mie belle riserve…ne ho tanti e da tanti anni!

    • In casi così particolari, se proprio non si riesce ad avere l’attenzione del cane, si utilizzano gli strumenti meccanici (easy walker, canny collar e chi più ne ha più ne metta), almeno per fargli capire il concetto di camminare al guinzaglio senza tirare.

  12. figuriamoci se faccio sci d’asfalto, le bestione sono così gentili che a volte non tocco nemmeno terra. Non sempre eh.. a volte ù_ù

  13. infatti è proprio degli insegnamenti pratici che sento di avere bisogno.. a Milano hai suggerimenti da darmi su qualcuno bravo bravo bravo come intendi tu? grazie!

  14. Ho riflettuto un po’ su questo articolo e non mi vede del tutto d’accordo. Di seguito alcuni commenti dettato solo dal buonsenso e dall’osservazione attenta.

    Non credo affatto che i cani tirino al guinzaglio perché convinti che ci piaccia, non sono così stupidi. Pensarlo mi sembra il frutto della solita concezione antropocentrica per la quale tutto è in funzione nostra.

    Secondo me i motivi per cui un cane tira sono scontati e naturali, non c’è nulla di così complicato da inventarsi..
    1) desiderio di andare, di essere liberi, di arrivare a mettere il naso dappertutto. Per un cane che non sta mai slegato, eccetto nelle apposite aree (che ora come ora sono solo gabbie un po’ più grandi) questo desiderio diventa ansia! Teniamo presente che anche quando a noi sembra che non ci sia niente, il nostro cane sente mille odori, ha stimoli che per noi sono in un’altra dimensione del tutto preclusa!
    2) la loro andatura, anche quando è tranquilla, è molto più veloce della nostra. Un cane che semplicemente cammina davanti a noi al passo, ci prende in pochi secondi parecchi metri.

    Insomma, noi li portiamo a passeggio ad una andatura per loro da funerale, confinandoli nelle nostre immediate vicinanze con un guinzaglio spesso corto (a norma…) , impedendo loro di soddisfare la naturale curiosità che hanno di annusare ogni angolo nel circondario. Li costringiamo a ritmi e comportamenti assolutamente innaturali per loro mentre intorno c’è un mondo pieno di stimoli, che noi siamo incapaci di avvertire.
    C’è proprio da domandarsi per quale motivo tirano!!!

    Nella mia esperienza, cani che vengono abitualmente tenuto slegati in posto sufficientemente ampi e interessanti, non tirano al guinzaglio, almeno non in modo sistematico (lo fanno magari quando c’è un forte stimolo). Lo noto per i miei e per i cani, anche non nordici, di miei amici.
    I miei cani in particolare quando sono legati arrivano (spesso anche correndo) alla fine del flexi (che chissà perché viene ritenuto uno strumento diseducativo, che insegna al cane a tirare) e lì si fermano senza neanche dare strapponi, quasi avessero ormai esperienza di quale è il loro margine di libertà in quella situazione!
    La lunghezza del flexi consente loro un campo di azione sufficiente per annusare intorno, e in ogni caso hanno la certezza di avere i loro spazi di libertà ogni giorno: non essendo vittime di una privazione, non sono ansiosi.

    Sono del tutto d’accordo che fare il tiro alla fune col proprio cane non serva a nulla.
    Per come la vedo io due sono le cose da fare, entrambe purtroppo non alla portata di tutti:
    1) slegare il nostro cane il più possibile in posti sicuri ma sufficientemente interessanti per lui e adatti a farlo sfogare
    2) correre insieme al nostro cane, assecondandolo il più possibile nei suoi cambi di ritmo, soste, annusate e così via. Dovremmo ricordare sempre che la passeggiata è dedicata a lui e non a noi stessi. E’ la sua “ora d’aria” e non una sfilata di bellezza…

    E qui entra in gioco la scelta di una razza meno bisognosa di sfogo per chi non ha il fisico o non se la sente;)

    Dopo di che, il cane se ben educato, è in grado di distinguere il suo momento di libertà dalla situazione in cui deve camminare assieme a noi tranquillo, magari al nostro fianco: un cane che si sfoga a sufficienza lo farà più volentieri.
    Bisogna sempre ricordarsi di parlare, dare i comandi, perchè loro ci ascoltano più di quanto pensiamo. I miei cani comprendono il comando “piano” e (entro certi limiti: assenza di stimoli irresistibili!) lo rispettano.

    Un cane nordico poi, addestrato per lo sleddog, è del tutto in grado di distinguere la passeggiata normale al guinzaglio dalla situazione di lavoro, dove gli è richiesto di tirare: sta a noi sapergli comunicare con chiarezza cosa è richiesto da lui nelle varie situazioni.
    Blizzard, che pur avendo iniziato tardi aveva lo sleddog nel sangue, non ha mai tirato al guinzaglio, mentre lo faceva di ottima lena quando lo imbracavo e lo attaccavo davanti alla mia mtb!

    • Ciao Germana, io sono d’accordo sia sul fatto che probabilmente non sono ancora riuscita a sviluppare una relazione stretta con la nostra canina, sia sulle tue affermazioni.
      Fermo restando che ho adottato QUESTA canina e voglio rispettare la sua indole, io VIVO in città, cerco di fare lunghe passeggiate lasciandola libera (tasto dolente.. dove se vivi a Milano?)voglio riuscire a trovare il giusto modo di comportarmi con lei anche nei momenti di passeggiata quotidiana a guinzaglio visto che per lei qualsiasi cosa è interessante e qui entra forse in gioco il cercare di catturare la sua attenzione… Quindi chiedevo consigli pratici o riferimenti a cui rivolgermi.
      Non penso che sarebbe stato meglio lasciarla dov’era..
      Grazie, ciao!

      • Valentina il mio discorso era riferito all’articolo del sito, non pretendevo di darti consigli
        In ogni caso per come la vedo la devi far sfogare a sufficienza, non ci sono formule magiche per impedirle di tirare… cammina più veloce!

  15. francamente mi sembra di aver letto solo i motivi del perché il cane tira, e non la soluzione al problema, tranne quella di non tirare dall’altra parte. Io ho questo problema con il mio pastore tedesco di due anni e non riesco a risolverlo nonostante lui sia un bravo cane. è possibile avere un valido aiuto??? grazie

  16. Bell’articolo
    Solo una piccola puntualizzazione : lo staffy, in quanto terrier, è un cane da caccia !
    Il mio staffino ha una buona condotta al guinzaglio ma basta un niente per farlo diventare un trattore … Peró le urlate con lui funzionano ^_^

    • Ma anche no 🙂 . Lo staffi non è un terrier, ma un terrier di tipo bull: categoria che non comprende cani da caccia, ma ex cani da combattimento oggi dediti a tutt’altro tipo di lavori (per fortuna). Lo staffy, per la precisione, è selezionato ormai da moltissimi anni come cane da compagnia, pur mantenendo doti caratteriali molto forti che gli permettono di fare anche moltissimi sport. Ma cane da caccia, proprio no: mai stato!
      Il terrier ce l’hanno messo (forse, perché ancora di preciso non si sa) nei suoi antenati, che si chiamavano appunto bull’nd terrier (o “half & half”): ma da quando è nata, la razza non è mai andata a caccia in vita sua!

      • a quanto ne so lo staffy e’ sempre stato usato per la caccia in tana al tasso .. una cosa orrenda … caccia da presa al tasso .. sono sicurissima di questa cosa .. e in rari casi anche per la caccia al piccolo cinghiale selvatico, ma molto raramente.

        • Non mi risulta. O meglio: in Inghilterra (sua patria) a caccia non c’è mai andato, se escludiamo quella ai topi (a cui venivano adibiti tutti i terrier). Alcuni Autori sostengono che fossero usati per scopo gli Staffy irlandesi: personalmente nutro qualche dubbio, perché gli staffy originari erano leggermente più grossi di quelli odierni, e in una tana – sia pure di tasso – secondo me avrebbero avuto seri problemi ad entrarci!
          Ritengo probabile che si trattasse di ulteriori incroci tra staffy e altri terrier prettamente da tana.
          In ogni caso, in Inghilterra furono selezionati inizialmente come cani da combattimento (dovevano essere i “pesi gallo” dei cani), ma non ottennero un gran successo perché la gente preferiva vedere sul ring cani di taglia maggiore: quindi furono utilizzati per il ratting e infine destinati ad essere soprattutto cani da compagnia “polivalenti”, con diverse attitudini sportive. Che poi qualcuno abbia provato ad usarli per scopi venatori è fuor di dubbio: io ho conosciuto anche un tizio che voleva un siberian husky per farne un cane da tartufi… e penso proprio che in tutte le razze ci sia stato qualcuno che abbia provato a usarle per gli scopi più disparati. Ma che la caccia sia stata la destinazione principale dello staffy, proprio non mi risulta!

          • insisto : storicamente sono stati utilizzati spesso per la presa di volpe e tasso a scavo aperto… ci sono molte informazioni a riguardo sui vecchi libri della razza .
            lo STB inglese storicamente e’ un cane da caccia al tasso.
            I combattimenti sono arrivati poi
            solo in tempi moderni, vietata la caccia al tasso ed i combattimenti, e’ diventato un cane da compagnia, ma esistono ancora ( poche ) linee con sangue da “lavoro” che mantengono delle caratteristiche dei vecchi staffy .
            Sto cercando i riferimenti dei vecchi testi di terrierman dove viene dettagliata questa caccia. appena li trovo , li posto.

          • Allora mi mancano delle informazioni e sarò lieta di leggerle, se le troverai!

          • Daniele Santoni

            Salve volevo solo intervenire per sottolineare che storicamente lo Staffordshire Bull è sempre stato utilizzato per motivi venatori… dal ratting alla presa della volpe o del tasso a fine scavo… sino alla caccia grossa nelle varie colonie inglesi sparse per il mondo (africa, asia, Australia, ecc) tutti lavori che hanno sempre fatto parte della storia di questi bellissimi working bulldogs (bulldogs perchè il sangue terrier nelle loro vene arriva massimo ad un 5%). Ora a confermare queste mie parole possiamo chiamare in causa i vecchi testi sullo SBT, le stampe anatiche, i resoconti sui giornali sportivi inglesi ed irlandesi del passato, i racconti dei vecchi allevatori (primi tra tutti il mitico Joe Mallen) e per ultimo, ma non per importanza, abbiamo la struttura, la fisiologia e lo stile lavorativo dei soggetti di questa razza impiegati nel lavoro e che sono necessariamente (ed evidentemente) il frutto di una pressione selettiva di lunga data. Anche i resoconti del Kennel Club Irlandese sui risultati delle competizioni venatorie del masor Test parlano chiaro… credo che sia compito di chi non conosce la storia dello SBT di documentarsi seriamente e non tramite le solite fonti imprecise che si copiano una con l’altra senza nessun tipo di verifica storica e genetica atta a confermare (o confutare) certe affermazioni. Per chi come il sottoscritto, che vive ed alleva lo SBT da oltre 22 anni conoscendone anche il lato lavorativo e storico-selettivo meno ufficiale, è imbarazzante leggere ancora tante inesattezze, prima tra tutte quella di dire che lo SBT non poteva essere utilizzato su volpe e tasso per via della sua taglia. Il lavoro della razza infatti non è quello del terrier ma di un cane da presa (bulldog) che interviene solo nella fase finale della caccia e con il tunnel aperto, quindi una buona taglia è fondamentaleper la funzionalità del cane. Questo significa parlare di cose che nemmeno si conoscono e di ignorare l’ABC della sua storia e del lavoro che doveva (e dovrebbe) svolgere un buon SBT.

            Distinti saluti

          • Alura… avendo scritto un libro sui terrier di tipo bull, mi sono documentata con tutto ciò che era, all’epoca, disponibile (il libro è del 2002): sullo staffy c’è sempre stato molto poco (il primo libro che lo nomina con il suo nome è del 1930, quindi mi piacerebbe sapere di quale “uso storico” stiamo parlando). Se vogliamo parlare genericamente di terrier di tipo bull di taglia inferiore rispetto a pit bull e (successivi) amstaff, allora possiamo anche raccontare che cacciassero lupi e leoni: ma se parliamo dello Staffordshire bull terrier inteso come razza riconosciuta (e lo è dal 1935 in UK), allora le notizie che ho io sono molto diverse dalle sue. Nessun impiego venatorio (almeno in Inghilterra, ribadisco: in Irlanda pare di sì, ma non ho documentazioni in mano). Tra l’altro il maggiore esperto conosciuto della razza, Fred Phillips, sostiene che di sangue bulldog nello staffy ce ne sia pochissimo e che sia invece predominante il terrier (lui presume che il progenitore più accreditato sia stato l’english white terrier): l’esatto contrario di ciò che sostiene lei.
            Dunque, prima di parlare di “cose che nemmeno si conoscono”, dobbiamo metterci d’accordo su quali siano le fonti più attendibili: le mie o le sue. In alternativa può sempre dirmi che lei c’era nel 1930 e che ha seguito in prima persona la storia della razza… nel qual caso potrò anche darle credito. Ma finché lei legge un libro e io ne leggo un altro, direi che quanto ad attendibilità stiamo sullo stesso piano.
            P.S.: il primo standard dello staffy parla di un’altezza al garrese di 15-18 pollici e di un peso di 28-38 libbre. Ribadisco che queste NON sono misure per un terrier da tana, come ventilato da Lea. Che poi qualcuno abbia lanciato questi cani contro volpi e tassi a tunnel aperto, può essere benissimo: che però quello fosse l'”uso storico” della razza è, a mio avviso, assolutamente inesatto.

            Valeria Rossi

  17. “Peró le urlate con lui funzionano”
    ih ih che fortuna, non faccio nomi ma qualcuno che conosco quando urli tira di brutto, si lancia come se dovesse tuffarsi a bomba ehehe

  18. Complimenti per l’articolo, esauriente ma anche spiritoso. Sono oltremodo abbattuta, in quanto il mio cane è un segugio di 10 anni, con me da quando aveva 4 mesi. Ammetto di non averlo mai educato a passeggiare e lo abbiamo costantemente avanti a noi, a mo’ di skylift…. quindi mea culpa, e ritengo ormai non si possano correggere le abitudini date. Qualche suggerimento, oltre ad allenarmi io stessa a correre ???? Grazie infinite !

  19. Daniele Santoni

    Ciao Valeria, io ho scritto il primo libro in italiano sulla razza (nel 1997) eppure molte cose che all’epoca ritenevo “corrette” ho scoperto poi essere una bufala… e credimi se ti dico che anche io feci tutto quello che era possibile fare, a quei tempi, per trovare le migliori notizie sulla razza che già allevavo da tempo. Riguardo il fatto che lo Staffy sia o meno un terrier, posso citarti il famoso Nap Cairn (affisso Constones) che affermava che nulla del terrier poteva essere visibile negli SBT e che quindi andassero considerati dei bulldog… senza contare tanti altri autori del suo stesso parere(Salvador, Allen, ecc). Attulmente, le recenti scoperte genetiche su alcune razze canine, hanno finalmente fatto luce su questo argomento e sono servite a confermare (scientificamente) ciò che noiallevatori e storici della razza più anziani diciamo ormai da tanto tempo. Per il resto ci sarebbe da scrivere tanto ma ora non è il luogo adatto… dico solo che magari chi sarà interessato ad avere delle info storichè non manipolate dalla cinofilia moderna potrà leggersi il mio prossimo libro sullo SBT, libro che è in preparazione.

    Distinti saluti

  20. DOMANDA:
    la mia Pitbulla di ormai 8 anni sa benissimo come camminare correttamente al guinzaglio senza tirare (tanto che quando è rilassata, soprattutto di notte quando non c’è casino, posso portarla benissimo con una pettorina e guinzaglio da addestramento allungato a 2m senza che tiri minimamente), però è un cane “eccitabile” (se fosse un cavallo la definirei NEVRILE, non so quale sia l’equivalente canino di tale termine) e quando usciamo di giorno e c’è un po’ di caos (cose normali, abito in centro città quindi gente sui marciapiedi, rumore, auto sulla carreggiata e bus, qualche cane a passeggio ecc..e lei non sembra avere alcuna paura di queste cose però la “eccitano”) invece tende a tirare al guinzaglio non continuamente ma facendo qualche passo di fianco a me (se molto nervosa/eccitata con collo molto alto e “camminata steppante” tipo Pincher) e poi dando uno strattone e via così (cosa fastidiosissima), tanto che dopo aver provato molte tecniche di educazione alla condotta (naufragate credo perchè sa andarte al guinzaglio e questo è + un problema di eccitazione/nervosismo, e lei quando è eccitata anche se normalmente è un cane molto ubbidiente, tende proprio a “non capire/sentire + i comandi e in casi estremi a “perdere la testa”) + un fallimentare corso di educazione di base individuale (fatto in un campo che doveva essere buono ma era inadatto alle nostre esigenze), mi sono arresa a metterle la “capezza” quando esco di giorno (a meno che non siano giornate molto tranquille x cui uso solo il semistrozzo) ottenendo immediatamente una condotta al guinzaglio quasi impeccabile e il facile controllo sul cane anche quando si eccita o vorrebbe prendersi con un cane che la sfida (inoltre è l’unico modo x trattenerla quando vede dei gatti: li si che perde la testa)..
    ..però lei detesta la capezza anche perchè le da fastidio al “nasino” che “ha il pelino corto e delicato”.

    Secondo voi esiste una soluzione (a parte il continuare a metterle capezza di giorno e pettorina di notte o di sopportare quando fa lo Yo-Yo con il collare)?

    Dimenticavo:
    se esco non da sola, ma con amici + o meno conosciuti o con mia madre po mio padre ecc (la reazione non sembra cambiare a seconda di con chi sono, basta che io sia in passeggiata insieme ad un’altra persona, che però sembra essere ignorata dal cane in passeggiata) il cane è molto + eccitato/nervoso del solito tanto che senza capezza fa venire un’esaurimento nervoso a chi la tiene e anche con la capezza da spesso strattoni improvvisi e talvolta sulla via di casa mugola e si agita come se volesse arrivare a casa di corsa, ma lo fa solo nei 50m che precedono casa e quasi solo se non sono sola in passeggiata. Portarla al guinzaglio in campagna o simili è ancora + un’incubo con tutti gli odori delle prede (e il fatto che non può essere liberata perchè se vede una preda domestica o selvatica non la fermi + fino a missione compiuta): anche con la capezza è uno strattone e un mugolio eccitato quasi continuo (se proprio eccitata con mugolio con postura rigida, pupille dilatate e cane che sbava e trema x l’eccitazione).

    Qualche idea luminosa x risolvere o mitigare la situazione?

  21. Buongiorno Valeria,
    nel mio caso, max, un meticcio che mi è stato regalato all’età di 4 mesi (ma non sappiamo niente di quello che gli sia accaduto prima) ha a disposizione un grande giardino a casa nostra fuori città. Si muove e corre veramente tanto, a contatto con la natura, ma è vero da quando è piccolo è uscito pochissimo in passeggiata. Ha sempre tirato, è vero, ma non so quanto questo dipenda dal fatto che accumula energie, perchè sembra sfogarsi parecchio a casa. Inoltre, prima anche portandolo fuori, aveva paura, sì tirava, ma poi gioacava con tutti. Adesso è diventato aggressivo con altri cani (maschi) tanto quasi da appendersi al collare tanta è la foga e certe volte abbaia anche alle persone…Io sempre più preoccupata, ho iniziato un programma di educazione, con il quale in sostanza associamo all’uscita il premio (dico solo che prima appena varcava la porta, non riusciva neanche più a deglutire, adesso mangia bello tranquillo, ma è sempre super agitato). Ma per il resto non vedo molti frutti. Secondo te quale potrebbe essere la causa?

  22. Cristina con Ray e Diana

    Bellissimo articolo e verissimo, vero più che mai.
    Nel caso dei cani da caccia mi permetto però di sollevare un ulteriore problema spinoso, per certi versi analogo a quello che, a quanto ho letto in altri articoli di TPIC, si verifica nelle discipline di morso: la selezione di cani troppo “spinti”. Mi spiego: così come certi malinois hanno una motivazione a mordere fortissima, all’eccesso, e risulta difficile otteenere il lascia con mezzi dolci, certi pointer (o anche setter da grande cerca) hanno una fortissima propensione a correre all’impazzata ed è difficilissimo ottenere il ritorno al richiamo, non solo per le sciuremarie, ma anche per i cacciatori e per coloro che dressano questi cani in vista delle prove. Ho letto commenti di cacciatori che vantano le qualità del proprio cane poiché…. ci hanno messo 3 ore a recuperarlo. E sono rimasta basita, perché il cane dovrebbe sempre essere “in mano” al conduttore (e lo dice pure il regolamento delle prove). Altri, parlando di pointer che tornano al richiamo hanno detto “quelli NON sono pointer”. Ok, capisco che il pointer debba correre e anche che debba allontanarsi molto (questo è un problema in Italia, dove gli appezzamenti di terreno difficilmente sono enormi e lontani da strade, almeno in pianuta) però…. che non debba tornare e sia considerato un cane poco tipico se torna… ehm… non mi piace. Perché poi si sa come viene indotto ad obbedire da cacciatori e dresseur, e anche quello non mi piace.
    Se i levrieri abbiano gli stessi problemi non lo so, perché non ho mai posseduto levrieri.
    (L’unica soluzione effettiva per soddisfare le esigenze di movimenti di questi cani senza correre rischi è il campo di addestramento recintato. Altra buona cosa, anche se non sufficiente, è un bel giardino. Però… convincerlo a non tirare resta difficile!)

  23. Concordo: io ho un segugio di 10 anni (con me da quando aveva 4 mesi), a detta di mia nipote, veterinaria, è un incrocio con un pointer. Purtroppo anche noi non abbiamo il giardino privato e quindi le sue passeggiate sono 3 al giorno, poche per l’energia e la voglia di correre che a periodi esplode letteralmente. A spasso siamo lo zimbello del quartiere: è lui che trascina chi lo tiene al guinzaglio. Ora, all’avvicinarsi dell’inverno, sono terrorizzata perchè nemmeno il ghiaccio o la neve lo fanno rallentare e io ho paura di cadere. Questa settimana lo sottoporrò alla sterilizzazione (preventiva per motivi di età), spero che dopo questo intervento almeno l’odore delle femmine non lo agiti più ! Il nostro cane è entrato nella nostra famiglia per una sorta di pet therapy (ho un figlio autistico) e lui stesso è stato tolto dal canile. Forse non gli abbiamo dato tutto ciò di cui ha bisogno, ma in quanto ad affetto reciproco è qualcosa di indescrivibile e che comunque chiunque ama i cani ben conosce.

  24. Io ho un simil-Pointer di sette mesi, che da quando aveva cinque sto provando a insegnarli a camminare in modo decente al guinzaglio. Attenzione, so che non sarà mai un border collie o un pastore tedesco che non stacca gli occhi dal conduttore, ma sarei felicissima solo di non avere il braccio staccato dalla spalla.
    Lo so che come razza e di carattere un Pointer si merita il nominativo: figlio del vento, anche se a volte quando mi fa arrabbiare lo chiamerei figlio di qualcosa altro, comunque, almeno una volta al giorno (di estate che faceva buio più tardi anche due volte) lo porto a correre libero per i campi, almeno mezz’ora buona di sgroppata a perdi fiato senza guinzaglio.
    Ma a volte, voglio anche fare un giro in “città” e quindi non può spostarsi dal punto A al punto B al galoppo come fa quando è libero.
    Dopo almeno un paio di tentativi ho scelto una collare da retriever, perché quando devo liberarlo o rimetterglielo è molto agevole, ma quella con anelli che bloccano lo scorrere del cappio e che evitano tanto lo strozzamento quanto la perdita quando il guinzaglio rimane troppo lasco e poi è fatto di una “corda” tonda e morbida, comodissima per le mani e immagino anche per il collo del cane.
    Sto ancora provando la tecnica che quando il guinzaglio va in tensione mi blocco e aspetto che mi guardi e faccia anche solo qualche passo verso di me per proseguire, se ho dei bocconcini riesco anche a farlo venire al mio fianco, ma appena faccio un altro passo lui parte di nuovo, tipo da 0 a 100 km in 2 secondi e non ho neanche bisogno di strattonarlo, lui se lo fa da solo, gli è capitato di finire schiena a terra tale era la spinta che si era dato.
    A volte invece di fare gli scatti da centometrista, opta per fare il trattore quando vede qualcosa che gli interessa a pochi passi, lì mi riesce un po’ meglio perché ancora non ha un peso eccessivo e se mi pianto bene riesco a stare ferma, allora lui dopo un po’ che tira e magari inizia a non respirare più, si gira a guardarmi con la espressione scocciata come a chiedere: Ecchecavolo! Ancora! E a malavoglia mi viene vicino, ma appena faccio un altro passo riparte uguale.
    La mia impressione è che lui abbia capito (non è un cane stupido) che se sta al passo va molto meglio, si cammina, qualche volta riceve un bocconcino o un “bravo” entusiasta, ma sceglie comunque di non farlo, come se non gliene fregasse niente di seguirmi o darmi retta.
    Quindi a questo punto penso che il problema non sia il guinzaglio o la condotta, ma proprio il nostro rapporto, forse non ho instaurato con lui un rapporto abbastanza solido o, odio dire così, devo far capire “chi comanda”?

    • il mio pointer è come il tuo: in campo è perfetto, quindi mi fa capire che sa eseguire tutti i comandi e mi riempie di speranza. Appena stiamo per strada fa il trattore, considera dopo 3 mesi che lo avevo preso (l’ho preso in un rifugio e lui aveva già un anno) sono dovuta andare dall’osteopata perchè gli strattoni mi avevano bloccato collo e spalla destra..ora va un pò meglio, se tira mi fermo, lui si gira immediatamente e torna accanto a me (perchè come dici tu, sono intelligenti!) ma dopo pochi secondi riparte (perchè come scrive Valeria nel suo “vero standard” del pointer…quando il pointer c’ha da fà, c’ha da fa e non ci sono santi 😀

  25. davvero bello l’articolo! vorrei trovarmi vicino a Torino per cercare aiuto. il mio caso e’ complicato… ho sessant’anni, devo gestire un pastore belga di 9 mesi (non per mia scelta)purtroppo finora non educato nel modo corretto… io lavoro e sono in genere impegnata mattina e pomeriggio. Rinunciando a tutti i miei momenti liberi… dedico al movimento e gioco-lavoro del cane un’ora la mattina alle 6, un’ora a pranzo e un’ora a cena. per il resto lui mi deve aspettare in una stanza. pensi che sia una vita dignitosa? per le altre mille domande sono in contatto con un piccolo centro
    addestramento, il veterinario e sto studiando in rete. ce la metto tutta e cerco di non scoraggiarmi, gli sono sinceramente affezionata e per me significa molto non doverlo abbandonare.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




53 commenti

  1. signora Valeria lei è un… genio! Ho un meticcio pastore tedesco – pastore belga di due annieunpo’ che tira come un dannato perché…. l’ho sempre tirato indietro, e detto “mabbastanontirareee” (calci però mai).. se cortesemente mi linka l’articolo dove spiega come non farlo tirare mi farebbe un favorone! lo faccio uscire dalle 3 alle 5 volte al giorno con uscite che van dalla mezzora all’oretta – oretta e mezza… ho notato che tira soprattutto al passaggio delle auto.

    Saluti e complimenti 🙂

    • E’ già linkato, l’articolo! Le parole in azzurro (“questo”, all’inizio dell’articolo) sono link.

  2. Sottoscrivo tutto, anche le virgole e i punti!
    E splendida idea questa dei “Perché cinofili”, argomenti troppo spesso snobbati ma di basilare importanza.

  3. Ringrazio per le illuminanti spiegazioni ma come ci si deve allora comportare con il cane che tira? Ho un meticcio incrocio boxer di 10 anni : a guinzaglio tira come un dannato ma sopratutto se si esplorano zone non conosciute mentre quando si va a boschi o sentieri e lo tengo libero , all’andata mi precede in esplorazione ma al ritorno mi sta attaccato alla gamba. Fosse sempre così! Grazie

  4. Buongiorno,
    mi chiedo quale vita sia giusto fare ai nostri cani se non quella per i quali i cani, dall’uomo e non dalla natura, sono stati progettati (ed uso i termini con cognizione di causa).
    Della caccia si può salvare tutto, senza arrivare però mai alla morte del selvatico… che comunque il cane non deve mangiare, se non in forma di crocchetta, perchè tanto di carne egli si nutre (l’antenato del pollo, così come quello del cane, un tempo era selvatico).
    Inoltre, si sa che i cani realmente da compagnia, storicamente da compagnia, sono davvero pochi. Per tutti gli altri c’è necessariamente un compromesso da affrontare se vogliamo che le città siano, serenamente, popolate da cani e persone. Forse occorrerebbe maggiore responsabilità di chi salva cani (e molti per ego personale ritengo, non mi odiate per questa affermazione) e non si preoccupa troppo di che vita andranno a fare…. migliore, ma non del tutto appagante.
    Se penso però a cosa si trova in canile, escludendo da questo mio ragionamento i cani con problemi comportali seri, mi trovo difronte a pochissimi cani da compagnia ed a una caterva di cani da-altro, da pastori a cacciatori a guardiani a lottatori vari. E per nessuna categoria sopracitata, esiste la possibilità reale, se non in pochissimi casi, che vadano a fare esattamente quello per cui sono stati selezionati (se creati non piace come termine). E non necessariamente per mancanza di conoscenza o capacità.
    Mi chiedo quindi quale compromesso è ragionevolmente accettabile?
    Prima del proprietario amorevole, chi ci deve mettere tutta la responsabilità e la severità necessaria per consegnare un cane? Come sempre il discorso si fa troppo complesso. Ma obbligare chi consegna un cane, sia esso allevatore o canile o associazione, a fornire al proprietario di base con nozioni di gestione, non sarebbe una cattiva idea. Già, peccato che manchino i soldi per poterlo fare seriamente e il volontariato, anche di cinofili esperti, non può coprire tutte le esigenze. Allo stato attuale delle cose intravedo la strada dei compromessi come accettabile. Quali compromessi però? questa risposta mi manca, o meglio, dovremmo mettere in fila troppe variabili. Ma mi piacerebbe che qualche si iniziasse a tracciare una strada concreta di sostenibilità del cane in casa, proprio per il benessere di tutti…
    Bell’articolo mi è piaciuto molto. Mi ha fatto pensare…. grazie
    n.b. Chiedo scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno ma non sempre scrivendo si riesce a dare esattamente il senso di ciò che si vuole esprimere. Per inciso, sono abbastanza pratico, non sono un cacciatore e ammiro chi si prende la pena emotiva di salvare i cani in difficoltà. Purtroppo, credo, non basti ancora… ci vuole il passaggio successivo, sicuramente quello più difficile da realizzare.

  5. Valeria, perdona la curiosità, son tante volte che ti leggo negare di aver avuto cani da caccia. Ma i bassotti non sono classificati come tali?
    Tornando in topic, ho un cucciolone di quattordici mesi di boxer che tira come un dannato, ed ho notato che se gli vieto di marcare spesso è MOLTO più tranquillo e gestibile. Al di là di ciò, se il cane ha gia questo “vizio” valgono gli stessi suggerimenti di un cane che ancora dovrebbe imparare?

    • I bassotti sono…bassotti: hanno un raggruppamento FCI solo per loro. In effetti, lasciando da parte la classificazione FCI, i bassotti sono cani da caccia in tana: e i miei in tana hanno lavorato (senza nessun selvatico ucciso). Il bassotto Liv, quello di mio figlio, ha fatto anche di più, andando a caccia in proprio e razziando per due volte l’intero pollaio del vicino: quella però NON era una cosa voluta 🙁
      Per le marcature territoriali… sì, valgono le stesse regole per “nuovi” marcatori e marcatori già incalliti!

      • Mi sono espressa male: non intendevo il “vizio” della marcatura ma quello del tirare al guinzaglio!!!

        P.s. Non è questo il caso ma sono diverse volte che mi capita di commentare, scrivere un papirone con tutta la passione possibile, inviare per poi rendermi conto di essermi dimenticata di aver inserito la mail e perdere tutto lo scritto. Non ci sarebbe un modo per farlo rimanere nella cronologia oppure non rimandare ad un’altra pagina e quindi perdere tutto? Son sicura che come me ci saranno tanti lettori ad aver smadonnato per questo motivo più di una volta 😀

        • Purtroppo la pagina dei commenti non è “roba nostra”… è un plug-in esterno sul quale non si può mettere mano!
          Guinzaglio o marcatura…la risposta resta uguale: le regole sono identiche per tutti 🙂

  6. dedicato a tutti quelli che consigliano beagle, bassotti, jrt e consorteria varia come “perfetti cani da appartamento”, visto che sono tanto “piccini e coccolosi”.
    peccato che gente del genere non leggerà (o non capirà) mai questo articolo.

  7. A mio parere dimetichi quella moltitudine di cani che sanno benissimo come dovrebbero comportarsi e semplicemnete se ne fregano del volere del padrone. La mia rott è ipo3 ma se te la faccio tenere e non le dico di rispettarti vedi come tira..

  8. Verissima la parte sui levrieri rescue, io sono stato immediatamente bannato da una di queste associazioni solo per aver criticato la loro assoluta contrarietà al coursing, anche a quello amatoriale con lepre finta. Pensa che una di queste associazioni ha pubblicato un libro dal titolo raccapricciante: “I LEVRIERI SONO FATTI PER DORMIRE”…certo, come no, ma solo nella mente malata di qualche animalista sedentario, dal culo flaccido e pesante!:-)

    • Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!
      E’ come se tu adottassi un cane tramite queste associazioni per poi farlo riprodurre, quando è scritto 100 volte su tutti i moduli di adozione che il cane o è già sterilizzato o l’adottante si assume la responsabilità di sterilizzarlo…cosa ti aspetteresti, i complimenti? Sai come la pensano, fattene una ragione!
      Tra l’altro visto che tu cosideri un eccesso il fatto che siano contrari al coursing, mi sembra che anche tu sbatta clamorosamente all’eccesso opposto pensando che il libro “I levrieri sono nati per dormire” sottintenda che chi adotta un levriero se lo tiene tutto il giorno sul divano come soprammobile e basta!
      Tra l’altro complimenti per le offese gratuite sui culi flaccidi e pesanti altrui…invece tu (se hai un levriero) fai coursing insieme al tuo cane e gli tieni testa immagino….
      Il concetto che sta dietro quel libro è che questi cani che sono stati sfruttati e maltrattati hanno diritto ad una famiglia che li ami e li coccoli dandogli quello di cui hanno bisogno, ovvero una cuccia comoda (o divano che sia), cibo, affetto e attività da fare INSIEME. Perchè tutti i proprietari di levrieri che conosco (noi compresi) portano regolarmente i loro cani a fare lunghe passeggiate e delle belle corse nelle aree consentite (e per chi, come noi, non ne ha NESSUNA vicina a casa, se le cerca…e cerca quelle più spaziose e ampie, proprio perchè un levriero in due zompi ti ha già staccato di un bel pezzo!).
      Magari, se hai “un po'” di risentimento verso l’associazione che ha “osato” non essere d’accordo con te, non sarebbe il caso di generalizzare e offendere a 360°.

      • Angela, non è questione di essere d’accordo “con me”: è questione di essere d’accordo sul rispetto per i cani. I levrieri rescue sono stati sfruttati? Ottima idea quella di salvarli e affidarli a famiglie amorevoli: PESSIMA idea quella di de-levrierizzarli tenendoli sempre al guinzaglio. Purtroppo ne conosco diversi che non sono MAI stati liberati dopo essere stati salvati: il che, per me, equivale a “salvare” un bambino maltrattato in una scuola e decidere che da quel momento in poi non dovrà più studiare e dovrà restare ignorante come una scarpa.
        Se tu liberi i tuoi levrieri e permetti loro di correre, non vedo perché ti debba inalberare tanto: evidentemente non è con te che ce l’avevo.
        Io non ho un levriero, ma se l’avessi mi preoccuperei immediatamente di trovargli spazi vitali per correre: e sì, gli farei fare anche coursing, alzando il culo per arrivare sui campi dove LUI potrebbe divertirsi come un pazzo senza essere sfruttato da nessuno. Che c’entra il “tenergli testa”?
        E’ il cane che deve correre, mica noi. Noi abbiamo solo il DOVERE (ripeto: “dovere”, non “facoltà”) di rispettare la sua natura.

        P.S. ma tu l’hai mai visto un coursing italiano? VISTO con i tuoi occhi, eh… non “sentito raccontare” da qualcuno. No, perché se l’hai visto non riesco proprio a capire come tu possa abbinarlo all’idea di “sfruttamento”.

        • Dunque…innanzitutto stavo rispondendo ad andrea c. (e non a redazione…o coincidono e non lo so? bo) in merito al fatto che lui era stato bannato da un’associazione perchè erano di opinioni diverse sul coursing e quindi la mia affermazione era che LUI non poteva aspettarsi che quest’associazione fosse necessariamente d’accordo con lui su quella materia. Punto.
          Trovo in generale fastidioso leggere che, siccome XY non è d’accordo con la sua visione del mondo allora tutti sono degli sciagurati che non portano il levriero a correre in spazi aperti! Su questo mi inalbero, perchè non è vero!
          Come in tutte le cose c’è chi le fa e chi no, chi le fa bene e chi no…ma non è tutto bianco o tutto nero.
          Riguardo alle millemila raccomandazioni di tenere il levriero sempre al guinzaglio, sicuramente sono ridondanti, ma sono fatte agli adottanti che hanno appena preso il cane e viene detto perchè il cane non cnosce la famiglia nuova nè l’ambiente nuovo e si spaventa ad ogni minima cosa e la sua prima reazione è letteralmente schizzare via. Una volta che il rapporto con il cane è stato consolidato nessuno continua a ripeterti di tenere il cane sempre al guinzaglio, anzi!
          I cani corrono, giocano e si divertono LIBERI nelle aree deputate a farlo e, ripeto, non in un buco, ma in un bello spazio verde ampio. Che lo facciano con il coursing (no, non l’ho mai visto dal vivo, ma se è per questo non ho nemmeno detto che è sfruttamento, ho solo sottolineato ad andrea c che non tutti devono per forza pensarla come lui! E che se non fai fare coursing al tuo levriero sei un pessimo padrone “animalista-sedentario-culo-flaccido”!)o nell’area cani, se c’è il RISPETTO per l’animale e per la sua natura, non vedo dove sia il problema.

          • Sorry, avendo scritto io nell’articolo una critica alle associazione “guinzagliomani” credevo che ti rivolgessi a me. Però ribadisco il concetto: alcune associazioni (non so dirti quali, perché io parlo con gli adottanti e non con le associazioni) raccomandano “sempre al guinzaglio”. E non per qualche giorno (cosa del tutto logica), ma per sempre.

        • Daniele Santoni

          Angela hai scritto che:

          “Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!”

          Sarebbe come a dire che una associazione che salva i cani dalle famiglie che li trascurno o li picchiano, poi si dicesse contraria a tenere i cani in ogni famiglia senza distinzione…. scrivendo un libro intitolato “i cani sono nati per non avere famiglia”. Assurdo.

          Purtroppo quello che manca agli animalisti è la capacità di fare delle distinzioni tra maltrattamento e giusto trattamento, tra ciò che è etologicamente corretto per i cani (soprattutto per le singole razze) e ciò che invece non lo è. Senza cultura non si arriva da nessuna parte.

      • “Se queste associazioni salvano i cani dalle gare dove sono stati sfruttati per tutto il tempo possibile, non puoi aspettarti che approvino il coursing! E se non sei d’accordo tu, non ti puoi aspettare applausi!!”

        No, non mi aspetto applausi, ma il bannare qualcuno soltanto perché scrive che il coursing(praticato correttamente, senza scommesse sportive e senza doping) non è una tortura per i cani, ma anzi è una delle attività preferite dalla maggior parte dei levrieri, oltre che l’unico modo esistente per selezionare la razza(senza coursing, niente levrieri!), dà la misura dell’ignoranza e dell’ottusità di chi pretende di ergersi a salvatore dei levrieri, senza conoscere nemmeno l’origine della razza e la selezione.

        Siete animalisti-antispecisti e il coursing vi fa orrore perché è basato sull’istinto predatorio, e vi ricorda la caccia(in Italia si usano solo lepri artificiali!)? e allora perché volete salvare proprio i levrieri? con tutti i cani abbandonati che PURTROPPO ci sono in Italia, potreste benissimo dedicarvi a meticci e razze non da caccia!

      • Il concetto del libro “I LEVRIERI SONO NATI PER DORMIRE” sarà pure corretto, ma il titolo trasmette l’idea di levriero come cane per tutti, cane “da divano” simile a un carlino. Capisco che si voglia invogliare la gente ad adottare, ma bisognerebbe anche dire la verità: non c’è bisogno di portarli a correre su un campo da coursing, ma hanno comunque bisogno di essere liberati, e di poter correre e giocare senza guinzaglio tutti i giorni(o almeno 3-4 volte alla settimana)

        Invece tra gli adottanti di levrieri rescue, ci sono anche persone un po’ pigre, che si limitano a farli passeggiare in città, ma non li portano mai a sgranchirsi le gambe in qualche campo o in aperta campagna. L’anno scorso ho conosciuto due signore che hanno adottato un greyhound rescue, e alla mia proposta di portarlo in campagna a correre insieme al mio whippet, hanno declinato l’offerta, ammettendo che da quando l’hanno preso, non l’hanno mai liberato dal guinzaglio per paura che si perdesse!

    • a andrea c: purtroppo molti volontari di canile e molte associazioni che fanno salvataggi sono gestite da animalisti abbastanza estremi che, anche se in buonissima fede, non sanno realmente quali siano le esigenze di un cane ne tantomeno quelle della sua razza, e spesso confondono il lavoro x cui è stata selezionata una razza (che quindi se ben svolto op se svolto x gioco fa felice il cane e lo fa sentire utile e completo facendogli sfogare le sue energie fisiche e mentali e aumentando la sua autostima visto che “riuscirà bene” a fare l’attività x cui è stato selezionato ed essa gli darà automaticamente profondo appagamento essendo stato selezionato x ciò, soprattutto se potrà svolgerla senza stress e “ansia da prestazione”) con lo sfruttamento, soprattutto se si tratta di cani abbandonati o da salvare che sono stati realmente sfruttati x lavoro da gente senza scrupoli che li ha gettati via a fine carriera o se inadatti.

  9. cara Valeria, all’epoca dell’adozione la nostra bretoncina aveva “circa” due anni (pare che in canile sia quasi una data “di prassi”…). Inutile che io descriva le caratteristiche del cane da caccia qui dove l’esperienza è davvero infinita. E’ trascorso un anno abbondante e solo nelle ultime settimane sembra essersi un po’ rilassata durante la passeggiata. Il “problema” con lei è che durante la passeggiata non mi riesce di catturare la sua attenzione, non è una che sbava per il cibo, ho provato mentre tira come una dannata a fermarmi di colpo, a cercare di ingolosirla mettendole letteralmente davanti al naso un bocconcino ma lei addirittura volta la testa dall’altra parte, non gli frega nulla e procede imperterrita nella sua marcia sostenutissima. E’ vero che all’aperto gli stimoli sono infiniti, soprattutto in una zona cittadina trafficata, con negozi e persone in quantità. In area cani raramente siamo sole quindi nessun esperimento è fattibile. Hai qualche consiglio anche per me? grazie!

    • Sì, i consigli li avrei… ma il punto è uno solo: il cane non è abbastanza centrato su di te, il mondo esterno gli sembra più interessante. Ti dà un po’ “per scontata”, insomma. Abbiamo affrontato questo argomento proprio ieri al corso ENCI e c’è voluta un’intera giornata: mi riesce un po’ difficile concentrare tutto in un commento…e poi forse non ci capiresti nulla comunque, perché queste cose bisogna vederle in pratica, più che leggerle. Ti consiglio di rivolgerti a qualcuno bravo-bravo-bravo nella tua zona e di farti spiegare da lui come si crea un rapporto di interesse, e non soltanto di affetto!

  10. Manca il motivo “C’è una cagna in calore laggiù a cinquecento chilometri, va dunque raggiunta ad ogni costo.”

  11. Io ho avuto solo un cane a cui non sono riuscita insegnare a camminare decentemente al guinzaglio. Il setterone schizzato preso al canile che probabilmente non aveva mai visto un guinzaglio in vita sua (aveva 8 anni quando lo presi). Il suo unico modo di muoversi era “avanti tutta!”. Anche quando tornavamo a casa dopo pomeriggi interi a correre nei boschi. Ansimava con la lingua fuori e in paese lo chiamavano “la locomotiva”. La cosa più ridicola era che se mi fermavo, magari a parlare con qualcuno, si sedeva pazientemente sui miei piedi senza mai fare storie. Preferivo lasciarlo libero tanto non si allontanava mai, al massimo mi faceva girare la testa a furia di fare avanti e indietro. Persino in macchina, dove lo legavo perché potesse muoversi ma non passare davanti, faceva tutto il viaggio con il guinzaglio teso al massimo tossendo e ansimandomi sul collo quando sarebbe bastato stare 5 cm più indietro!
    Il “massimo” che ho ottenuto è stata un andatura a scatti: partiva, poi si “ricordava” che non doveva tirare e rallentava dandomi un occhiata tipo ” vedi, sono bravo, vado piano” poi partiva di nuovo. Sembrava fosse più forte di lui.
    Cosa si fa in questi casi?

    • Sono d’accordo sulla necessità che hanno i Levrieri di correre e sfogarsi, ma sul richiamo impeccabile e sicuro ho le mie belle riserve…ne ho tanti e da tanti anni!

    • In casi così particolari, se proprio non si riesce ad avere l’attenzione del cane, si utilizzano gli strumenti meccanici (easy walker, canny collar e chi più ne ha più ne metta), almeno per fargli capire il concetto di camminare al guinzaglio senza tirare.

  12. figuriamoci se faccio sci d’asfalto, le bestione sono così gentili che a volte non tocco nemmeno terra. Non sempre eh.. a volte ù_ù

  13. infatti è proprio degli insegnamenti pratici che sento di avere bisogno.. a Milano hai suggerimenti da darmi su qualcuno bravo bravo bravo come intendi tu? grazie!

  14. Ho riflettuto un po’ su questo articolo e non mi vede del tutto d’accordo. Di seguito alcuni commenti dettato solo dal buonsenso e dall’osservazione attenta.

    Non credo affatto che i cani tirino al guinzaglio perché convinti che ci piaccia, non sono così stupidi. Pensarlo mi sembra il frutto della solita concezione antropocentrica per la quale tutto è in funzione nostra.

    Secondo me i motivi per cui un cane tira sono scontati e naturali, non c’è nulla di così complicato da inventarsi..
    1) desiderio di andare, di essere liberi, di arrivare a mettere il naso dappertutto. Per un cane che non sta mai slegato, eccetto nelle apposite aree (che ora come ora sono solo gabbie un po’ più grandi) questo desiderio diventa ansia! Teniamo presente che anche quando a noi sembra che non ci sia niente, il nostro cane sente mille odori, ha stimoli che per noi sono in un’altra dimensione del tutto preclusa!
    2) la loro andatura, anche quando è tranquilla, è molto più veloce della nostra. Un cane che semplicemente cammina davanti a noi al passo, ci prende in pochi secondi parecchi metri.

    Insomma, noi li portiamo a passeggio ad una andatura per loro da funerale, confinandoli nelle nostre immediate vicinanze con un guinzaglio spesso corto (a norma…) , impedendo loro di soddisfare la naturale curiosità che hanno di annusare ogni angolo nel circondario. Li costringiamo a ritmi e comportamenti assolutamente innaturali per loro mentre intorno c’è un mondo pieno di stimoli, che noi siamo incapaci di avvertire.
    C’è proprio da domandarsi per quale motivo tirano!!!

    Nella mia esperienza, cani che vengono abitualmente tenuto slegati in posto sufficientemente ampi e interessanti, non tirano al guinzaglio, almeno non in modo sistematico (lo fanno magari quando c’è un forte stimolo). Lo noto per i miei e per i cani, anche non nordici, di miei amici.
    I miei cani in particolare quando sono legati arrivano (spesso anche correndo) alla fine del flexi (che chissà perché viene ritenuto uno strumento diseducativo, che insegna al cane a tirare) e lì si fermano senza neanche dare strapponi, quasi avessero ormai esperienza di quale è il loro margine di libertà in quella situazione!
    La lunghezza del flexi consente loro un campo di azione sufficiente per annusare intorno, e in ogni caso hanno la certezza di avere i loro spazi di libertà ogni giorno: non essendo vittime di una privazione, non sono ansiosi.

    Sono del tutto d’accordo che fare il tiro alla fune col proprio cane non serva a nulla.
    Per come la vedo io due sono le cose da fare, entrambe purtroppo non alla portata di tutti:
    1) slegare il nostro cane il più possibile in posti sicuri ma sufficientemente interessanti per lui e adatti a farlo sfogare
    2) correre insieme al nostro cane, assecondandolo il più possibile nei suoi cambi di ritmo, soste, annusate e così via. Dovremmo ricordare sempre che la passeggiata è dedicata a lui e non a noi stessi. E’ la sua “ora d’aria” e non una sfilata di bellezza…

    E qui entra in gioco la scelta di una razza meno bisognosa di sfogo per chi non ha il fisico o non se la sente;)

    Dopo di che, il cane se ben educato, è in grado di distinguere il suo momento di libertà dalla situazione in cui deve camminare assieme a noi tranquillo, magari al nostro fianco: un cane che si sfoga a sufficienza lo farà più volentieri.
    Bisogna sempre ricordarsi di parlare, dare i comandi, perchè loro ci ascoltano più di quanto pensiamo. I miei cani comprendono il comando “piano” e (entro certi limiti: assenza di stimoli irresistibili!) lo rispettano.

    Un cane nordico poi, addestrato per lo sleddog, è del tutto in grado di distinguere la passeggiata normale al guinzaglio dalla situazione di lavoro, dove gli è richiesto di tirare: sta a noi sapergli comunicare con chiarezza cosa è richiesto da lui nelle varie situazioni.
    Blizzard, che pur avendo iniziato tardi aveva lo sleddog nel sangue, non ha mai tirato al guinzaglio, mentre lo faceva di ottima lena quando lo imbracavo e lo attaccavo davanti alla mia mtb!

    • Ciao Germana, io sono d’accordo sia sul fatto che probabilmente non sono ancora riuscita a sviluppare una relazione stretta con la nostra canina, sia sulle tue affermazioni.
      Fermo restando che ho adottato QUESTA canina e voglio rispettare la sua indole, io VIVO in città, cerco di fare lunghe passeggiate lasciandola libera (tasto dolente.. dove se vivi a Milano?)voglio riuscire a trovare il giusto modo di comportarmi con lei anche nei momenti di passeggiata quotidiana a guinzaglio visto che per lei qualsiasi cosa è interessante e qui entra forse in gioco il cercare di catturare la sua attenzione… Quindi chiedevo consigli pratici o riferimenti a cui rivolgermi.
      Non penso che sarebbe stato meglio lasciarla dov’era..
      Grazie, ciao!

      • Valentina il mio discorso era riferito all’articolo del sito, non pretendevo di darti consigli
        In ogni caso per come la vedo la devi far sfogare a sufficienza, non ci sono formule magiche per impedirle di tirare… cammina più veloce!

  15. francamente mi sembra di aver letto solo i motivi del perché il cane tira, e non la soluzione al problema, tranne quella di non tirare dall’altra parte. Io ho questo problema con il mio pastore tedesco di due anni e non riesco a risolverlo nonostante lui sia un bravo cane. è possibile avere un valido aiuto??? grazie

  16. Bell’articolo
    Solo una piccola puntualizzazione : lo staffy, in quanto terrier, è un cane da caccia !
    Il mio staffino ha una buona condotta al guinzaglio ma basta un niente per farlo diventare un trattore … Peró le urlate con lui funzionano ^_^

    • Ma anche no 🙂 . Lo staffi non è un terrier, ma un terrier di tipo bull: categoria che non comprende cani da caccia, ma ex cani da combattimento oggi dediti a tutt’altro tipo di lavori (per fortuna). Lo staffy, per la precisione, è selezionato ormai da moltissimi anni come cane da compagnia, pur mantenendo doti caratteriali molto forti che gli permettono di fare anche moltissimi sport. Ma cane da caccia, proprio no: mai stato!
      Il terrier ce l’hanno messo (forse, perché ancora di preciso non si sa) nei suoi antenati, che si chiamavano appunto bull’nd terrier (o “half & half”): ma da quando è nata, la razza non è mai andata a caccia in vita sua!

      • a quanto ne so lo staffy e’ sempre stato usato per la caccia in tana al tasso .. una cosa orrenda … caccia da presa al tasso .. sono sicurissima di questa cosa .. e in rari casi anche per la caccia al piccolo cinghiale selvatico, ma molto raramente.

        • Non mi risulta. O meglio: in Inghilterra (sua patria) a caccia non c’è mai andato, se escludiamo quella ai topi (a cui venivano adibiti tutti i terrier). Alcuni Autori sostengono che fossero usati per scopo gli Staffy irlandesi: personalmente nutro qualche dubbio, perché gli staffy originari erano leggermente più grossi di quelli odierni, e in una tana – sia pure di tasso – secondo me avrebbero avuto seri problemi ad entrarci!
          Ritengo probabile che si trattasse di ulteriori incroci tra staffy e altri terrier prettamente da tana.
          In ogni caso, in Inghilterra furono selezionati inizialmente come cani da combattimento (dovevano essere i “pesi gallo” dei cani), ma non ottennero un gran successo perché la gente preferiva vedere sul ring cani di taglia maggiore: quindi furono utilizzati per il ratting e infine destinati ad essere soprattutto cani da compagnia “polivalenti”, con diverse attitudini sportive. Che poi qualcuno abbia provato ad usarli per scopi venatori è fuor di dubbio: io ho conosciuto anche un tizio che voleva un siberian husky per farne un cane da tartufi… e penso proprio che in tutte le razze ci sia stato qualcuno che abbia provato a usarle per gli scopi più disparati. Ma che la caccia sia stata la destinazione principale dello staffy, proprio non mi risulta!

          • insisto : storicamente sono stati utilizzati spesso per la presa di volpe e tasso a scavo aperto… ci sono molte informazioni a riguardo sui vecchi libri della razza .
            lo STB inglese storicamente e’ un cane da caccia al tasso.
            I combattimenti sono arrivati poi
            solo in tempi moderni, vietata la caccia al tasso ed i combattimenti, e’ diventato un cane da compagnia, ma esistono ancora ( poche ) linee con sangue da “lavoro” che mantengono delle caratteristiche dei vecchi staffy .
            Sto cercando i riferimenti dei vecchi testi di terrierman dove viene dettagliata questa caccia. appena li trovo , li posto.

          • Allora mi mancano delle informazioni e sarò lieta di leggerle, se le troverai!

          • Daniele Santoni

            Salve volevo solo intervenire per sottolineare che storicamente lo Staffordshire Bull è sempre stato utilizzato per motivi venatori… dal ratting alla presa della volpe o del tasso a fine scavo… sino alla caccia grossa nelle varie colonie inglesi sparse per il mondo (africa, asia, Australia, ecc) tutti lavori che hanno sempre fatto parte della storia di questi bellissimi working bulldogs (bulldogs perchè il sangue terrier nelle loro vene arriva massimo ad un 5%). Ora a confermare queste mie parole possiamo chiamare in causa i vecchi testi sullo SBT, le stampe anatiche, i resoconti sui giornali sportivi inglesi ed irlandesi del passato, i racconti dei vecchi allevatori (primi tra tutti il mitico Joe Mallen) e per ultimo, ma non per importanza, abbiamo la struttura, la fisiologia e lo stile lavorativo dei soggetti di questa razza impiegati nel lavoro e che sono necessariamente (ed evidentemente) il frutto di una pressione selettiva di lunga data. Anche i resoconti del Kennel Club Irlandese sui risultati delle competizioni venatorie del masor Test parlano chiaro… credo che sia compito di chi non conosce la storia dello SBT di documentarsi seriamente e non tramite le solite fonti imprecise che si copiano una con l’altra senza nessun tipo di verifica storica e genetica atta a confermare (o confutare) certe affermazioni. Per chi come il sottoscritto, che vive ed alleva lo SBT da oltre 22 anni conoscendone anche il lato lavorativo e storico-selettivo meno ufficiale, è imbarazzante leggere ancora tante inesattezze, prima tra tutte quella di dire che lo SBT non poteva essere utilizzato su volpe e tasso per via della sua taglia. Il lavoro della razza infatti non è quello del terrier ma di un cane da presa (bulldog) che interviene solo nella fase finale della caccia e con il tunnel aperto, quindi una buona taglia è fondamentaleper la funzionalità del cane. Questo significa parlare di cose che nemmeno si conoscono e di ignorare l’ABC della sua storia e del lavoro che doveva (e dovrebbe) svolgere un buon SBT.

            Distinti saluti

          • Alura… avendo scritto un libro sui terrier di tipo bull, mi sono documentata con tutto ciò che era, all’epoca, disponibile (il libro è del 2002): sullo staffy c’è sempre stato molto poco (il primo libro che lo nomina con il suo nome è del 1930, quindi mi piacerebbe sapere di quale “uso storico” stiamo parlando). Se vogliamo parlare genericamente di terrier di tipo bull di taglia inferiore rispetto a pit bull e (successivi) amstaff, allora possiamo anche raccontare che cacciassero lupi e leoni: ma se parliamo dello Staffordshire bull terrier inteso come razza riconosciuta (e lo è dal 1935 in UK), allora le notizie che ho io sono molto diverse dalle sue. Nessun impiego venatorio (almeno in Inghilterra, ribadisco: in Irlanda pare di sì, ma non ho documentazioni in mano). Tra l’altro il maggiore esperto conosciuto della razza, Fred Phillips, sostiene che di sangue bulldog nello staffy ce ne sia pochissimo e che sia invece predominante il terrier (lui presume che il progenitore più accreditato sia stato l’english white terrier): l’esatto contrario di ciò che sostiene lei.
            Dunque, prima di parlare di “cose che nemmeno si conoscono”, dobbiamo metterci d’accordo su quali siano le fonti più attendibili: le mie o le sue. In alternativa può sempre dirmi che lei c’era nel 1930 e che ha seguito in prima persona la storia della razza… nel qual caso potrò anche darle credito. Ma finché lei legge un libro e io ne leggo un altro, direi che quanto ad attendibilità stiamo sullo stesso piano.
            P.S.: il primo standard dello staffy parla di un’altezza al garrese di 15-18 pollici e di un peso di 28-38 libbre. Ribadisco che queste NON sono misure per un terrier da tana, come ventilato da Lea. Che poi qualcuno abbia lanciato questi cani contro volpi e tassi a tunnel aperto, può essere benissimo: che però quello fosse l'”uso storico” della razza è, a mio avviso, assolutamente inesatto.

            Valeria Rossi

  17. “Peró le urlate con lui funzionano”
    ih ih che fortuna, non faccio nomi ma qualcuno che conosco quando urli tira di brutto, si lancia come se dovesse tuffarsi a bomba ehehe

  18. Complimenti per l’articolo, esauriente ma anche spiritoso. Sono oltremodo abbattuta, in quanto il mio cane è un segugio di 10 anni, con me da quando aveva 4 mesi. Ammetto di non averlo mai educato a passeggiare e lo abbiamo costantemente avanti a noi, a mo’ di skylift…. quindi mea culpa, e ritengo ormai non si possano correggere le abitudini date. Qualche suggerimento, oltre ad allenarmi io stessa a correre ???? Grazie infinite !

  19. Daniele Santoni

    Ciao Valeria, io ho scritto il primo libro in italiano sulla razza (nel 1997) eppure molte cose che all’epoca ritenevo “corrette” ho scoperto poi essere una bufala… e credimi se ti dico che anche io feci tutto quello che era possibile fare, a quei tempi, per trovare le migliori notizie sulla razza che già allevavo da tempo. Riguardo il fatto che lo Staffy sia o meno un terrier, posso citarti il famoso Nap Cairn (affisso Constones) che affermava che nulla del terrier poteva essere visibile negli SBT e che quindi andassero considerati dei bulldog… senza contare tanti altri autori del suo stesso parere(Salvador, Allen, ecc). Attulmente, le recenti scoperte genetiche su alcune razze canine, hanno finalmente fatto luce su questo argomento e sono servite a confermare (scientificamente) ciò che noiallevatori e storici della razza più anziani diciamo ormai da tanto tempo. Per il resto ci sarebbe da scrivere tanto ma ora non è il luogo adatto… dico solo che magari chi sarà interessato ad avere delle info storichè non manipolate dalla cinofilia moderna potrà leggersi il mio prossimo libro sullo SBT, libro che è in preparazione.

    Distinti saluti

  20. DOMANDA:
    la mia Pitbulla di ormai 8 anni sa benissimo come camminare correttamente al guinzaglio senza tirare (tanto che quando è rilassata, soprattutto di notte quando non c’è casino, posso portarla benissimo con una pettorina e guinzaglio da addestramento allungato a 2m senza che tiri minimamente), però è un cane “eccitabile” (se fosse un cavallo la definirei NEVRILE, non so quale sia l’equivalente canino di tale termine) e quando usciamo di giorno e c’è un po’ di caos (cose normali, abito in centro città quindi gente sui marciapiedi, rumore, auto sulla carreggiata e bus, qualche cane a passeggio ecc..e lei non sembra avere alcuna paura di queste cose però la “eccitano”) invece tende a tirare al guinzaglio non continuamente ma facendo qualche passo di fianco a me (se molto nervosa/eccitata con collo molto alto e “camminata steppante” tipo Pincher) e poi dando uno strattone e via così (cosa fastidiosissima), tanto che dopo aver provato molte tecniche di educazione alla condotta (naufragate credo perchè sa andarte al guinzaglio e questo è + un problema di eccitazione/nervosismo, e lei quando è eccitata anche se normalmente è un cane molto ubbidiente, tende proprio a “non capire/sentire + i comandi e in casi estremi a “perdere la testa”) + un fallimentare corso di educazione di base individuale (fatto in un campo che doveva essere buono ma era inadatto alle nostre esigenze), mi sono arresa a metterle la “capezza” quando esco di giorno (a meno che non siano giornate molto tranquille x cui uso solo il semistrozzo) ottenendo immediatamente una condotta al guinzaglio quasi impeccabile e il facile controllo sul cane anche quando si eccita o vorrebbe prendersi con un cane che la sfida (inoltre è l’unico modo x trattenerla quando vede dei gatti: li si che perde la testa)..
    ..però lei detesta la capezza anche perchè le da fastidio al “nasino” che “ha il pelino corto e delicato”.

    Secondo voi esiste una soluzione (a parte il continuare a metterle capezza di giorno e pettorina di notte o di sopportare quando fa lo Yo-Yo con il collare)?

    Dimenticavo:
    se esco non da sola, ma con amici + o meno conosciuti o con mia madre po mio padre ecc (la reazione non sembra cambiare a seconda di con chi sono, basta che io sia in passeggiata insieme ad un’altra persona, che però sembra essere ignorata dal cane in passeggiata) il cane è molto + eccitato/nervoso del solito tanto che senza capezza fa venire un’esaurimento nervoso a chi la tiene e anche con la capezza da spesso strattoni improvvisi e talvolta sulla via di casa mugola e si agita come se volesse arrivare a casa di corsa, ma lo fa solo nei 50m che precedono casa e quasi solo se non sono sola in passeggiata. Portarla al guinzaglio in campagna o simili è ancora + un’incubo con tutti gli odori delle prede (e il fatto che non può essere liberata perchè se vede una preda domestica o selvatica non la fermi + fino a missione compiuta): anche con la capezza è uno strattone e un mugolio eccitato quasi continuo (se proprio eccitata con mugolio con postura rigida, pupille dilatate e cane che sbava e trema x l’eccitazione).

    Qualche idea luminosa x risolvere o mitigare la situazione?

  21. Buongiorno Valeria,
    nel mio caso, max, un meticcio che mi è stato regalato all’età di 4 mesi (ma non sappiamo niente di quello che gli sia accaduto prima) ha a disposizione un grande giardino a casa nostra fuori città. Si muove e corre veramente tanto, a contatto con la natura, ma è vero da quando è piccolo è uscito pochissimo in passeggiata. Ha sempre tirato, è vero, ma non so quanto questo dipenda dal fatto che accumula energie, perchè sembra sfogarsi parecchio a casa. Inoltre, prima anche portandolo fuori, aveva paura, sì tirava, ma poi gioacava con tutti. Adesso è diventato aggressivo con altri cani (maschi) tanto quasi da appendersi al collare tanta è la foga e certe volte abbaia anche alle persone…Io sempre più preoccupata, ho iniziato un programma di educazione, con il quale in sostanza associamo all’uscita il premio (dico solo che prima appena varcava la porta, non riusciva neanche più a deglutire, adesso mangia bello tranquillo, ma è sempre super agitato). Ma per il resto non vedo molti frutti. Secondo te quale potrebbe essere la causa?

  22. Cristina con Ray e Diana

    Bellissimo articolo e verissimo, vero più che mai.
    Nel caso dei cani da caccia mi permetto però di sollevare un ulteriore problema spinoso, per certi versi analogo a quello che, a quanto ho letto in altri articoli di TPIC, si verifica nelle discipline di morso: la selezione di cani troppo “spinti”. Mi spiego: così come certi malinois hanno una motivazione a mordere fortissima, all’eccesso, e risulta difficile otteenere il lascia con mezzi dolci, certi pointer (o anche setter da grande cerca) hanno una fortissima propensione a correre all’impazzata ed è difficilissimo ottenere il ritorno al richiamo, non solo per le sciuremarie, ma anche per i cacciatori e per coloro che dressano questi cani in vista delle prove. Ho letto commenti di cacciatori che vantano le qualità del proprio cane poiché…. ci hanno messo 3 ore a recuperarlo. E sono rimasta basita, perché il cane dovrebbe sempre essere “in mano” al conduttore (e lo dice pure il regolamento delle prove). Altri, parlando di pointer che tornano al richiamo hanno detto “quelli NON sono pointer”. Ok, capisco che il pointer debba correre e anche che debba allontanarsi molto (questo è un problema in Italia, dove gli appezzamenti di terreno difficilmente sono enormi e lontani da strade, almeno in pianuta) però…. che non debba tornare e sia considerato un cane poco tipico se torna… ehm… non mi piace. Perché poi si sa come viene indotto ad obbedire da cacciatori e dresseur, e anche quello non mi piace.
    Se i levrieri abbiano gli stessi problemi non lo so, perché non ho mai posseduto levrieri.
    (L’unica soluzione effettiva per soddisfare le esigenze di movimenti di questi cani senza correre rischi è il campo di addestramento recintato. Altra buona cosa, anche se non sufficiente, è un bel giardino. Però… convincerlo a non tirare resta difficile!)

  23. Concordo: io ho un segugio di 10 anni (con me da quando aveva 4 mesi), a detta di mia nipote, veterinaria, è un incrocio con un pointer. Purtroppo anche noi non abbiamo il giardino privato e quindi le sue passeggiate sono 3 al giorno, poche per l’energia e la voglia di correre che a periodi esplode letteralmente. A spasso siamo lo zimbello del quartiere: è lui che trascina chi lo tiene al guinzaglio. Ora, all’avvicinarsi dell’inverno, sono terrorizzata perchè nemmeno il ghiaccio o la neve lo fanno rallentare e io ho paura di cadere. Questa settimana lo sottoporrò alla sterilizzazione (preventiva per motivi di età), spero che dopo questo intervento almeno l’odore delle femmine non lo agiti più ! Il nostro cane è entrato nella nostra famiglia per una sorta di pet therapy (ho un figlio autistico) e lui stesso è stato tolto dal canile. Forse non gli abbiamo dato tutto ciò di cui ha bisogno, ma in quanto ad affetto reciproco è qualcosa di indescrivibile e che comunque chiunque ama i cani ben conosce.

  24. Io ho un simil-Pointer di sette mesi, che da quando aveva cinque sto provando a insegnarli a camminare in modo decente al guinzaglio. Attenzione, so che non sarà mai un border collie o un pastore tedesco che non stacca gli occhi dal conduttore, ma sarei felicissima solo di non avere il braccio staccato dalla spalla.
    Lo so che come razza e di carattere un Pointer si merita il nominativo: figlio del vento, anche se a volte quando mi fa arrabbiare lo chiamerei figlio di qualcosa altro, comunque, almeno una volta al giorno (di estate che faceva buio più tardi anche due volte) lo porto a correre libero per i campi, almeno mezz’ora buona di sgroppata a perdi fiato senza guinzaglio.
    Ma a volte, voglio anche fare un giro in “città” e quindi non può spostarsi dal punto A al punto B al galoppo come fa quando è libero.
    Dopo almeno un paio di tentativi ho scelto una collare da retriever, perché quando devo liberarlo o rimetterglielo è molto agevole, ma quella con anelli che bloccano lo scorrere del cappio e che evitano tanto lo strozzamento quanto la perdita quando il guinzaglio rimane troppo lasco e poi è fatto di una “corda” tonda e morbida, comodissima per le mani e immagino anche per il collo del cane.
    Sto ancora provando la tecnica che quando il guinzaglio va in tensione mi blocco e aspetto che mi guardi e faccia anche solo qualche passo verso di me per proseguire, se ho dei bocconcini riesco anche a farlo venire al mio fianco, ma appena faccio un altro passo lui parte di nuovo, tipo da 0 a 100 km in 2 secondi e non ho neanche bisogno di strattonarlo, lui se lo fa da solo, gli è capitato di finire schiena a terra tale era la spinta che si era dato.
    A volte invece di fare gli scatti da centometrista, opta per fare il trattore quando vede qualcosa che gli interessa a pochi passi, lì mi riesce un po’ meglio perché ancora non ha un peso eccessivo e se mi pianto bene riesco a stare ferma, allora lui dopo un po’ che tira e magari inizia a non respirare più, si gira a guardarmi con la espressione scocciata come a chiedere: Ecchecavolo! Ancora! E a malavoglia mi viene vicino, ma appena faccio un altro passo riparte uguale.
    La mia impressione è che lui abbia capito (non è un cane stupido) che se sta al passo va molto meglio, si cammina, qualche volta riceve un bocconcino o un “bravo” entusiasta, ma sceglie comunque di non farlo, come se non gliene fregasse niente di seguirmi o darmi retta.
    Quindi a questo punto penso che il problema non sia il guinzaglio o la condotta, ma proprio il nostro rapporto, forse non ho instaurato con lui un rapporto abbastanza solido o, odio dire così, devo far capire “chi comanda”?

    • il mio pointer è come il tuo: in campo è perfetto, quindi mi fa capire che sa eseguire tutti i comandi e mi riempie di speranza. Appena stiamo per strada fa il trattore, considera dopo 3 mesi che lo avevo preso (l’ho preso in un rifugio e lui aveva già un anno) sono dovuta andare dall’osteopata perchè gli strattoni mi avevano bloccato collo e spalla destra..ora va un pò meglio, se tira mi fermo, lui si gira immediatamente e torna accanto a me (perchè come dici tu, sono intelligenti!) ma dopo pochi secondi riparte (perchè come scrive Valeria nel suo “vero standard” del pointer…quando il pointer c’ha da fà, c’ha da fa e non ci sono santi 😀

  25. davvero bello l’articolo! vorrei trovarmi vicino a Torino per cercare aiuto. il mio caso e’ complicato… ho sessant’anni, devo gestire un pastore belga di 9 mesi (non per mia scelta)purtroppo finora non educato nel modo corretto… io lavoro e sono in genere impegnata mattina e pomeriggio. Rinunciando a tutti i miei momenti liberi… dedico al movimento e gioco-lavoro del cane un’ora la mattina alle 6, un’ora a pranzo e un’ora a cena. per il resto lui mi deve aspettare in una stanza. pensi che sia una vita dignitosa? per le altre mille domande sono in contatto con un piccolo centro
    addestramento, il veterinario e sto studiando in rete. ce la metto tutta e cerco di non scoraggiarmi, gli sono sinceramente affezionata e per me significa molto non doverlo abbandonare.

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