num 12 1di MARIO GIOVANNINI – Piccolo riassunto delle puntate precedenti, visto che dai commenti dell’ultimo articolo mi sono reso conto di dare un po’ troppe cose per scontate e ovvie, rischiando di generare confusione. Quindi: da un anno abbiamo adottato Afra, una meticcia di due anni (appena compiuti) proveniente dal canile con una fobia devastante per gli umani. Consci dell’impegno che stiamo affrontando, abbiamo iniziato un percorso di desensibilizzazione progressiva, che sta proseguendo ancora oggi, tra alti e bassi. Due passi avanti e uno indietro. Tutte le tappe del percorso sono sempre disponbili digitando “Io e Afra” sul motore di ricerca del sito.

La crisi di giugno com’è arrivata (e come valeriapredetto) è andata. Ci è voluto circa un mese, ma lentamente la cana è tornata ai suoi livelli migliori.
Con l’arrivo delle ferie abbiamo avuto un sacco di tempo da dedicarle e, senza clamorosi scatti in avanti – anche per colpa del caldo terribile che toglieva a tutti, lei per prima, la voglia di fare qualsiasi cosa di impegnativo – la situazione si è stabilizzata. Lunghe passeggiate molto piacevoli, sempre evitando zone troppo affollate, ma anche senza troppi patemi d’animo. Siamo anche riusciti a farle fare piccoli tratti con la bici.
Ho finalmente trovato una persona (che lavora con i cani tutor, quelli veri) per farci aiutare e, visto che non è proprio vicinissima a casa nostra, si stava studiando come fare per cominciare a vederci.

num 12 2Poi ho fatto una delle più grosse c…avolate della mia vita. Anzi due, tutte assieme. Ho cominciato a usare il flexi al parchetto vicino a casa, in modo da permettere ad Afra di giocare con gli amichetti (tutti rigorosamente lasciati liberi) perché ero stufo di fare il portachiavi attaccato al guinzaglio. E una mattina, con un bello strattone dopo 10 metri di rincorsa, me l’ha strappato di mano. E’ partita come un razzo. La rotella del flexi, rotolando, faceva un rumore infernale, terrorizzandola.
Sembrava non sentire più i richiami. Anche se poi, quando finalmente si è fermata, è stata colpita di rimbalzo – sempre dalla maledetta rotella – e non ci ha più visto. Abbaiando e ringhiando, ha imboccato l’uscita del parco ed è sparita. Impossibile pensare di starle dietro. Corre come un razzo.
Ho rischiato concretamente un infarto, sia per l’ansia che la fatica, ma l’ho persa istantaneamente di vista.
L’ho ritrovata 20 minuti dopo sotto casa, terrorizzata, con solo 40 cm di guinzaglio ancora attaccati alla pettorina.
Cosa abbia fatto in quel lasso di tempo l’ho poi ricostruito nei giorni successivi, dai racconti di conoscenti che l’hanno vista correre all’impazzata nel quartiere. Il  flexi l’ho rinvenuto arrotolato attorno a un palo, distrutto e tranciato di netto, forse con un morso. Che non si sia fatto male nessuno è un miracolo, per cui non ringrazierò mai abbastanza.
Curiosamente, passato il fiatone del caso ad entrambi, sembravo molto più traumatizzato io di lei.
Ha mangiato, bevuto e si è rilassata. L’ho poi portata al campo, a giocare e sembrava tutto a posto. Anche nel pomeriggio e alla sera siamo usciti senza problemi, tutto sembrava tornato alla normalità.
Ma la mattina dopo… una tragedia: non ne voleva sapere di scendere. Punto e a capo. Letteralmente. Siamo praticamente ripartiti da zero.
A parte darmi del c…one (scegliete voi cosa aggiungere, va bene tutto) a nastro, sto cercando di farmene una ragione.
Poi qualche giorno fa mia cugina mi ha girato questa foto che ha fatto ad Afra al campo, dopo una giornata di giochi con i suoi amici e le sue lunghe corse.

Sorriso
Ora, io non so se i cani davvero sorridano, ma un’espressione così non ce l’ha in nessuna delle migliaia di foto che le ho fatto in tutti questi mesi. Un attimo così vale tutto l’impegno.
Quindi: corri Afra, corri… continuiamo a provarci.

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6 Commenti

  1. Ciao Mario essendo una vita che vivo con cani,e avendo vissuto con più razze,compresi dei meticci di grossa taglia oramai una certa esperienza me la sono costruita (senza volere fare lo sbruffone saputello),molte volte con i cani anzi il più delle volte i patemi d’animo se li creano i proprietari,i cani hanno il dono di adattarsi più alla svelta di noi alle situazioni e di dimenticare le cattive esperienze più velocemente,e il più delle volte noi umani enfatizzando un determinato episodio creiamo il caso,ora non voglio dire che ciò che ho detto corrisponda al tuo rapporto con AFRA ma ti voglio solo dire di non farti prendere del’ansia o dalla paura,se è stata capace di ritornare a casa da sola,vuole dire che con tè ci vuole stare, ed è più autonoma di quel che tu credi e tu devi avere un po più di fiducia in lei perche in quel sorriso io ci leggo anche del sale in zucca ciao a sentirci Aquila della notte PS con cani di taglia sup ai 40 cm al garrese il flex non è consigliabile

  2. bè che dire…. mi rincuoro perché le cavolate non le faccio solo io allora! A parte gli scherzi, Sig. Mario secondo me lei è una gran bella persona e si sta veramente impegnando con Afra. Forse questo cane rimarrà così per sempre, chi lo sa. E’ un cane speciale, diverso, ma mi sembra proprio che a modo suo le sta dimostrando tante cose. Forse l’unico modo per vivere serenamente questa convivenza è prenderla così come viene, senza cospargersi il capo di cenere ogni volta che succede qualcosa.

  3. Avendo seguito la vostra storia dall’inizio…mentre leggevo ero in ansia…
    Comunque volevo solo dirti, come proprietaria di cana difficile per altri versi, che mi ritrovo nei tuoi racconti (due passi avanti e uno indietro)e che mi spronano anche nei momenti sconforto quando ,per esempio, non capisco nemmeno che cavolata ho fatto. Ma si ricomincia sempre.

  4. Vi seguo sempre.. sono contenta che alla fine sia tornata a casa e non sia sparita da qualche altra parte! Chissà che paura!!! Ho letto tutto d’un fiato per vedere subito la fine.. quindi sono “contenta” che sia andata a finire così =)
    Ora si ricomincia.. ma piano piano andrà sempre meglio!! 🙂

  5. Confesso che leggendo questa cronaca della fuga di Afra sono passata attraverso sentimenti molto diversi: preoccupazione per Afra lanciata allo sbaraglio, ira per Mario (perdonami) per essersi lasciato traviare dal famigerato flexi, sollievo per il lieto fine del ritorno di Afra. Credo che gli sforzi che state facendo per il recupero di Afra siano costellati di momenti meravigliosi in cui gli sporadici (spero!) errori sono solo marginali.
    Adesso vado a leggermi le altre cronache di Afra perchè sono nuova del forum!

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Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.