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I perché cinofili: perché (e quando) si è cominciato a tagliare la coda ai cani?

codamozza1di VALERIA ROSSI – Essendomi beccata l’influenza, stamattina faticavo parecchio a connettere e non sapevo letteralmente cosa scrivere. Ho pensato così di fare un “perché cinofilo” e mi è venuto  in mente di cercare l’origine del taglio della coda, perché mi sono resa conto che non sapevo neppure io la risposta!
Google, incredibilmente, non mi ha aiutato per nulla (parla solo della pratica attuale): così ho tirato giù mezza biblioteca, scovando alla fine un libro di Desmond Morris, l’etologo e zoologo inglese divenuto famoso con il suo libro “La scimmia nuda” (se non l’avete mai letto, fatelo: è interessantissimo) in cui si spiega proprio da dove arriva questa pratica.Deriva forse dal fatto che  i cani da caccia si ferissero facilmente la coda infilandosi tra le sterpaglie? O semplicemente dal fatto che agli umani desse fastidio essere presi a codate, specie dalle razze con la coda fatta di puro nerbo di bue?

columellaMacché: secondo Morris, la pratica è stata introdotta dopo che lo scrittore latino Lucio Giunio Moderato Columella (questo su Google c’è: è nato nel 4 d.C. e morto nel 70) suggerì in un suo libro di tagliare la coda ai cuccioli a quaranta giorni di vita e di togliere i “vermi” che stavano appunto dentro la coda e che erano, a suo dire, i responsabili della rabbia.
Ovviamente si trattava in realtà dei tendini dei muscoli caudali, che tagliando la coda si vedono penzolare come lunghi vermi bianchi: si può quindi capire abbastanza chiaramente come la pratica della caudectomia origini da una vera e propria “cugginata” del primo secolo dopo Cristo. Anzi, nella fattispecie di trattava di una “ziata” (nel senso di: “me l’ha detto miozzio”), perché l’interesse di Lucio Giunio verso l’agricoltura si accese grazie allo zio Marco Columella, che lo stesso nipote definisce “un uomo astuto ed uno splendido fattore” e che aveva condotto diversi esperimenti zoologici, tentando anche incroci di specie (se pensate all’epoca di cui stiamo parlando, lo zio Marco doveva essere effettivamente un personaggio interessante).

codamozza2Poiché la cugginata venne presentata dal più autorevole specialista in scienze dell’agricoltura, che per moltissimi anni venne considerato un vero “guru” in materia (secondo Wikipedia, “all’epoca dell’invenzione della stampa il trattato di Columella fu uno di quelli che ebbe più edizioni“), la teoria dei “vermi dentro la coda” attecchì fino a diventare una tradizione. Soltanto in seguito si cercarono di dare spiegazioni diverse. Una volta assodato, grazie allo studio dell’anatomia animale, che i famigerati “vermi” erano soltanto tendini, anziché pensare “mannaggia, sono secoli che facciamo una cazzata galattica”, i cinofili cercarono di trovare spiegazioni più “razionali” (tra virgolette) alla pratica.
Morris scrive che già nel 1802 questa pratica veniva definita “una barbara abitudine”, e che le argomentazioni a favore del taglio (che infatti in Inghilterra è stato vietato nel’91: il libro di Morris è dell’86 e quindi è stato scritto proprio nel momento in cui erano più accese diatribe e contestazioni in merito) erano ridicole.
Cito: “… prese dalla disperazione, queste persone hanno cercato di fornire argomentazioni a favore della coda mozza nel cane: durante un dibattito pubblico, per esempio, due allevatori arrivarono persino a sostenere che, tagliando la coda al cane, si evitava che l’animale se la danneggiasse durante un’eventuale lotta futura. Sarebbe come dire che bisognerebbe tagliare via i piedi ad un uomo per impedire che vada a sbattere con l’alluce!“.
Quanto al fatto che i cani da caccia rischino di ferirsi la coda quando si muovono nelle sterpaglie, un veterinario chirurgo la definì “un ammasso di sciocchezze”.

codamozza3E questo è quanto.
Mi sono tolta una curiosità e spero di aver interessato anche voi, anche perché qui da noi le code si continuano impunemente a tagliare, nonostante i tentativi di emanare ordinanze proibitive.
In alcune razze si continuano pure a tagliare le orecchie, pratica che è sempre stata legata al concetto secondo cui “quello che viene tagliato prima non si ferisce dopo”, senza considerare il piccolissimo particolare che nel 2013 i combattimenti tra cani, durante i quali sarebbero potuti avvenire questi presunti ferimenti, sono leggerissimamente vietati.
Ma è inutile addentrarsi in discorsi complessi sui perché e i percome moderni: quella di cui volevo parlare oggi era solo l’origine di questa pratica… e scoprire che ha preso spunto da una cugginata allucinante (anche se l’equivoco era comprensibile ai tempi in cui è sorto, visto che allora ben poco si sapeva di tendini, muscoli e anatomia in generale: lo studio dell’anatomia comparata risale al 1300, quindi più di mille anni dopo), per me che sono contrarissima alle amputazioni, è stata una soddisfazione che spero possiate condividere.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).