OLYMPUS DIGITAL CAMERAdi VALERIA ROSSI – Si parla (e sparla, e straparla) tanto di collari, con tutte le arcinote diatribe fra collare e pettorina… ma il guinzaglio non se lo fila mai nessuno.
Eppure è proprio questo lo strumento attraverso il quale comunichiamo con il cane e gli diamo indicazioni. Certo, le nostre indicazioni arrivano al collare  (non dico che possono arrivare “al collare o alla pettorina” perché con la pettorina io trovo assolutamente impossibile comunicare alcunché: qualcun altro forse sarà più bravo di me e ci riuscirà, non voglio polemizzare su questo), ma le informazioni “scorrono” proprio lungo il guinzaglio, e attraverso lo stesso strumento si ricevono anche risposte piuttosto chiare dal cane.
Quindi, perché ignorarne l’importanza?
In realtà qualche volta si parla della lunghezza (anche qui, di solito, litigando: la legge impone che sia al massimo un metro e mezzo! No, bisogna usarne uno lungo tre metri! eccetera eccetera…), ma difficilmente leggo discussioni che riguardino i materiali e soprattutto il modo di tenere  in mano un guinzaglio. In compenso, poi, al campo mi vedo arrivare di tutto: dal guinzaglio a catena che ti spacca le manine (“Eh, ma quelli di stoffa il  mio cane se li mangia!”) ai classici “maniglioni” lunghi trenta centimetri con i quali viaggi col cane appeso, ai guinzaglietti da pochi centesimi che ti restano in mano se solo il cane fa un minimo saltino in avanti.
Quindi mi sembra opportuno ricordare che:

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guinzaglio_ok1 – il guinzaglio è altrettanto importante del collare.
I cinofili dei “miei tempi” (insomma, le mummie di Tutankamen… però avevano ragione lo stesso) utilizzavano tutti una metafora molto chiara, secondo cui il guinzaglio era “il prolungamento del braccio del conduttore”.  E’ verissimo: è esattamente a questo che serve. Serve a permetterci di avere un braccio degno di Tiramolla (anche lui personaggio dei fumetti dei “miei tempi”, che magari qualcuno non conosce:  era un omino elastico capace di allungarsi e accorciarsi come voleva). E mi pare evidente che se vogliamo allungare una parte del nostro corpo non possiamo infischiarcene dei materiali, della robustezza e dell’efficienza.
Quindi, tanto per cominciare, scegliete guinzagli di buona qualità: che non si rompano facilmente, che non si allunghino a loro volta a dismisura, che non si annodino e così via.

2 – i guinzagli di buona qualità costano cari: verissimo. Però durano anche una vita. Il cane li rosicchia? E allora gli si insegna a non farlo! Considerarli “prolungamento del proprio braccio” è utile anche a questo: permettereste al vostro cane di rosicchiarsi impunemente il vostro braccio?
Ma soprattutto: se il vostro cane rosicchia il guinzaglio è perché: a) è LUI a non considerarlo parte di voi e quindi a non rispettarlo, il che è sbagliato; b) se vuole rompere il guinzaglio è perché gli scoccia starvi vicino: quindi c’è qualcosa di profondamente sbagliato a monte (per esempio, potreste averlo usato per picchiare il cane, anche solo in un momento di stizza e senza particolare violenza: con un cane molto sensibile, anche una “finta” guinzagliata minacciosa può avere un effetto deleterio).

guinz_maniglia3 – il guinzaglio troppo corto insegna al cane a tirare: istintivamente il cane reagisce a qualsiasi forza che lo trattenga con una forza uguale e contraria (anzi, mica tanto uguale: spesso tira come un trattore anche di fronte a una trazione leggerissima).  D’altro canto, un guinzaglio troppo lungo impedisce qualsiasi tipo di controllo. I guinzaglioni da tre, cinque, dieci metri hanno un senso e un utilizzo preciso in alcun momenti di lavoro (pista, insegnamento del richiamo ecc.), ma non vanno assolutamente bene né per “portare a spasso il cane”, né per lavorarci in obbedienza. Il metro e mezzo previsto dalla legge è invece una misura corretta che consente di maneggiare lo strumento nel modo più comodo ed efficace.

guinz_catena4 – il guinzaglio si usa con DUE mani e non con una! Almeno in fase di insegnamento (quando poi il cane ha imparato a camminare correttamente potete tenerlo anche fra i denti o su un’orecchia,  se volete…). La mano destra serve a dare sicurezza e a far forza in caso di emergenza (per esempio, cane che si spaventa per un rumore e tenta di scappare), ma è la sinistra che “guida”. Al nostro campo ripetiamo duemila volte al giorno che il guinzaglio serve a dare “indicazioni”, non “costrizioni”: ma per dare indicazioni corrette e nei tempi giusti bisogna tenere la mano sinistra abbastanza vicina al collo del cane, altrimenti l’indicazione arriva in ritardo.  Se ne deduce che il guinzaglio deve essere morbido, anche piacevole da tenere in mano (perché no? Educare/addestrare cani non comporta mica l’essere masochisti!) ma soprattutto fatto di un materiale che, se il cane dà un tirone improvviso (e può succedere in qualsiasi momento e con qualsiasi cane, anche il più addestrato del mondo), non ti disfi una mano (o magari tutte e due). Ecco perché la catena – per quanto fighetta sia – NON si deve assolutamente usare: e personalmente non impazzisco neanche per la corda. Inutile aggungere che più borchie, borchiette, anelli ed anellini ci sono lungo il guinzaglio, più diventerà difficile manovrarlo.

guinzaglio_addMolti pet shop definiscono ancora come “guinzagli da addestramento” quelli doppi, con borchie, passanti e  moschettoni belli spessi e pesanti (così se il guinzaglio si strappa e ve li prendete in testa, come è successo alla sottoscritta in gioventù, andate dritti al tappeto senza dire né “a” e né “ba”, e il cane ovviamente se ne va per gli affaracci suoi). NON si addestra più nessuno da anni con siffatti guinzagli: sono pericoli pubblici e non servono assolutamente a niente, se non ad essere allungati in caso di necessità. Ma quale sarebbe, questa necessità?
Personalmente inizio sempre a lavorare in condotta con un guinzaglione molto lungo… ma solo finché il cane non si convince che stare al mio fianco è una cosa molto bella e che lì succedono cose piacevoli. Ottenuto questo, non mi serve più a nulla avere un guinzaglio che vada oltre il solito metro e mezzo. Con un metro e mezzo a disposizione il cane può annusare per terra, può esplorare l’albero o il muretto e rimane comunque sotto controllo. Se voglio dargli una “vera” libertà, il guinzaglio glielo levo (dopo avergli insegnato un buon richiamo, sicuro al 99% – visto che il 100% non esisterà mai). Che significa “dare una libertà di tre o cinque metri”? Quella NON è libertà, è al massimo una costrizione un po’ allungata. E comunque io rifaccio la solita domanda: cosa c’è, a tre o cinque metri di distanza, di più interessante di quello che si trova al mio fianco?
Odori, sapori, feromoni e compagnia bella il cane se li può godere anche standomi a un metro e mezzo: al massimo ci arriva qualche secondo dopo, ma li trova ugualmente. Se vuole starmi lontano, se non ha piacere di stare al mio fianco, significa che il rapporto tra noi non è proprio il massimo: e allora è su quello che dovrò lavorare, non certo sulla lunghezza del guinzaglio!

5 – per gli stessi motivi di cui sopra, ma con alcune aggravanti (tipo quella di poter decapitare qualcuno se tu stai da una parte della strada e il cane dall’altra…) i guinzagli estensibili (flexi) sono i miei nemici naturali (pur sapendo che fanno la gioia della stragrande maggioranza delle Sciuremarie) e quindi preferisco non parlarne. Posso solo dire che un guinzaglio non è una canna da lancio e il cane non è un pesce. Punto.

 

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46 Commenti

  1. Come sempre su questo sito… parole sante!!!
    Far capire poi che, se hai un cagnetto di 5cm, (nulla da dire contro i cani piccoli sia chiaro) e lo leghi ad uno di quei guinzagli estensibili e passo io che sono alto due metri ottieni due simpatiche cose:
    1) mi spacco i denti a terra
    2) ti sparo il cane a 50 metri effetto fionda!
    Mi e’ capitato di prendermi un cazziatone per essere inciampato sul guinzaglio e giuro, in un primo momento, non capivo chi mi stesse redarguendo tanto era lontano!!!
    Grazie per i consigli e per gli spunti sempre interessanti.

  2. “quelli doppi, con borchie, passanti e moschettoni belli spessi e pesanti (così se il guinzaglio si strappa e ve li prendete in testa, come è successo alla sottoscritta in gioventù, andate dritti al tappeto senza dire né “a” e né “ba”, e il cane ovviamente se ne va per gli affaracci suoi). NON si addestra più nessuno da anni con siffatti guinzagli: sono pericoli pubblici e non servono assolutamente a niente, se non ad essere allungati in caso di necessità. Ma quale sarebbe, questa necessità?”

    Dissento in parte…: in alcune (ma comuni) situazioni, il guinzaglio con l’anello a metà strada torna mooooolto utile, ad esempio quando abbiamo bisogno di avere entrambe le mani altrimenti impegnate per portare qualcosa di ingombrante (es. caricare/scaricare il sacco di 12kg di crocchette o la spesa dalla macchina, i bagagli quando si parte o quando si è tornati, o anche solo pagare alla cassa dell’ikea, del leroy merlin, del decathlon ecc.), si aggancia il moschettone terminale all’anello in mezzo e si ottiene un cappio che possiamo mettere a tracolla e con quello portare quel che si deve portare e contemporaneamente ‘guidare’ il cane di fianco (che però se è in vena sadica si mette davanti dove non possiamo vederlo perchè abbiamo il carico ingombrante in mano e non vediamo i piedi, rischiando di scatafasciarci al suolo ;-)).
    Inoltre l’anello centrale mi permette di agganciare il guinzaglio al moschettone nel bagagliaio (dove il cane vien trasportato), cosa che un guinzaglio normale non permetterebbe.

    Poi per il prato la passeggiata ecc va bene un guinzaglio ‘liscio’, ma anche quello con gli anelli se non è troppo pesante per la taglia del cane (un guinzaglio taglia alano per portare uno yorkshire fa un effetto molto ‘lavori forzati’) 😉

    • Gilas, il guinzaglio a cappio intorno al collo è un buon metodo per suicidarsi :-)! Se vuoi avere le mani libere puoi sempre girarti intorno al posto l’anello di un comune guinzaglio…sempre se ti fidi ciecamente del cane, altrimenti puoi rimetterci pure il polso!

      • Non ‘intorno al collo’, ma ‘a tracolla’, ovvero in diagonale da spalla al fianco come la tracolla di borse o borsoni 🙂

  3. Un altro Maurizio? inizia ad esserci l’inflazione, ottimo articolo anche se l’accenno a Tiramolla, cara Valeria mi sa che lo ricordiamo solo io e te.
    Quanti anni passati, non siamo al sig. bonaventura, ma siamo li.

  4. Io ho un guinzaglio identico a quello rosso della prima foto in mano al ragazzo barbuto, e devo dire che mi trovo bene. Quando sono sul vialetto lo lascio lungo così non mi tocca di calpestare tutto ciò che gli altri padroni lasciano dei loro cani sulla parte pratosa e me ne sto sull’asfalto. Quando andiamo sul marciapiedi, lo accorcio per averlo a portata di mano come fa il ragazzo, visto che ha già pizzicato qualcuno…..

  5. Ciao, sono d’accordo con te Valeria, ma devo dire che il guinzaglio flex ha fatto in modo che il mio cane tirasse meno all’inizio.
    Ho un cane primitivo che da subito aveva l’istinto di tirare, ma si è creato da subito una sintonia anche per quanto riguarda il giuinzaglio; con l’estensibile sa che può muoversi liberamente, con il corto sa di stare al passo.
    Sinceramente io lo trovo comodo per fargli fare i suoi bisogni e farlo annusare ma quando vado in città non disdegna il classico guinzaglio di un metro e mezzo senza tirare.
    Dopo sappiamo che ogni cane è diverso, come il rapporto che ognuno ha con il proprio cane!!

  6. Mitica Valeria!
    Verissimo, tra quei guinzagli dal filo sottile e luuuungoooo e quelli con collari con le borchie…mi stanno sugli zebedei tutti e due! Gli ultimi poi non so se avete fatto caso anche voi, messi su molossi quasi rigorosamente accompagnati da padroni che sembrano la copia di mastro lindo (almeno quello era simpatico), che se ti rivolgono la parola è solo per dirti:” Ehh, il mio Diablo è addestrato per fare la guardia, quindi aggressivo com’è giusto che sia, sono costretto a tenerlo al guinzaglio sempre e con questo tipo qui, di guinzaglio!”…?????? Bò…cosa si potrebbe rispondere a un idiota così? Ieri, ho letto un commento fatto su un quotidiano, non ricordo ma mi sembra fosse stato fatto da un uomo che ha paragonato uno che usa collari, catene e guinzagli borchiati, all’esibizionista esaltato che spesso guida un SUV!

  7. io invece…
    uso proprio quelli doppi con gli anelli e il doppio moschettone.
    Così mi hanno insegnato al “campo”.
    E’ un guinzi molto diretto, che si può regolare in vari modi e soprattutto……
    si può far girare e bloccare intorno alla vita,rimanendo così con le mani completamente libere.
    Certo il cane deve essere già educato,deve stare tranquillamente al piede,
    ma così,x es. in montagna,
    se ci sono dei posti dove non è il caso di sciogliere il cane,
    ci si può soffermare a fare le foto,controllare la cartina,o qualsiasi altra cosa.
    Inoltre,sempre se il cane è ben educato,gli si può mettere…la tanto vituperata pettorina
    per distribuire meglio lo sforzo,
    e quando vogliamo riprendere un pò fiato dirgli:
    – vai bello,vai!!!-
    i miei pt non aspettano altro,
    – ohhh,finalmente posso dare una bella tirata!!!-
    è come andare sullo skylift!!

    • Opinione personale, io però non sarei così contenta di aver trovato un modo di far tirare ai miei pt. Non sono cani da tiro, non hanno la struttura fisica per questo tipo di lavoro, tutto lo sforzo lo scaricano sulle articolazioni delle zampe, anche se il cane fosse completamente esente dalla displasia non mi sembra proprio un toccasana per loro. Quando ho iniziato a praticare UD sono andata alla ricerca di un guinzaglio lungo da addestramento, al negozio, alla mia richiesta, mi hanno presentato un guinzaglio di corda di naylon spesso, pesante, con gli anelli e il manicotto imbottito. Non vi dico le parole che mi sono presa quando sono arrivata al campo. A parte il fatto che, così spesso, era un fastidio per il cane, quando poi facevamo i primi lanciati il con il guinzaglio il cane rischiava sempre di inciampare nel manicotto e di farsi molto male, per non parlare degli anelli, che una volta mi sono arrivati quasi sull’occhio, e del fatto che, essendo di nylon, mi segava le mani. Quel guinzaglio non ha più visto la luce del sole, da allora uso un semplicissimo guinzaglio di cuoio, morbido, resistentissimo, e privo di qualsiasi ammennicolo per prosa trasformarsi in un arma per I miei cani e me.

  8. Mah! a me sembra una contraddizione in quello che dici negli altri articoli,dove se non sbaglio parli di guinzaglio che è da considerare come una cintura di sicurezza .è uno strumento che serve solo a quello scopo e basta.invece ora parla del prolungamento del braccio

  9. Non ho mai amato il flexy (é pesante, se avvolgi inavvertitamente qualcuno lo trasformi all’istante in un cotechino in galera, non puoi mettertelo al polso se hai bisogno di avere le mani libere, se lo usa la tipa rimbambita con cagnetto isterico te lo trovi addosso al tuo quando la tizia é lontana ancora due chilometri, ecc. ecc.) eppure per qualche giorno l’ho usato pure io. Me lo avevano regalato e pensavo che fosse utile per portare la cucciola di pochi mesi in passeggiata in un campo. Peccato che, al terzo giorno, la cucciola abbia deciso di sferrare un attacco improvviso all’amichetta, coprendo una distanza superiore ai 5 metri previsti dal malefico flexy. Morale della favola: la corda si é rotta di netto e ha preso di rimbalzo l’altra cucciola in entrambi gli occhi. Per fortuna tutto si é risolto con pochi giorni di collirio ma da allora l’odio per l’aggeggio é ancora più marcato. Nel frattempo, me ne hanno pure regalato un altro che da mesi giace in un cassetto…per me i migliori restano quelli tubolari da tre metri, riducibili con l’anella a metà. Avendo ora un cane di piccola taglia con i classici guinzagli da circa 120 cm. mi sento “corta”.

  10. mo mi menate, io con lo yorkie uso il telescopico, specie nei parchi se non puo’ stare libero.
    Col Golden no uso quello da retriever

    • tranquillo mauri,
      a volte lo uso anche io il flexi,
      l’altro giorno unito ad un raccordo doppio,
      l’ho usato x portare fuori Charlie e la Daisy,
      i 2 pastori tedeschi,mentre la Paola,
      sempre con lo stesso sistema,aveva la Nora e la Morgana,
      il labrador e il bauceron……
      ho fatto passare il manico nel laccio anteriore dello zaino,
      in modo da avere le mani libere.
      all’inizio mi hanno guardato da sopra la spalla con l’occhio assassino come x dire:
      -eh,eh,oggi ci si diverte,non penserai mica di reggerci vero???-
      ma sono bastati due richiami e si sono messi (abbastanza) in riga,
      se uno pensa di fare le “forze” con un pt perde sempre,figurati con 2 x un totale di 80 kg…
      il vantaggio del flexi è che resta sempre in tensione e non va mai sotto le zampe dei cani,
      mica poco….

  11. Per rimanere in tema canide, più che Tiramolla ricordo Pucacioff (il luposky ^^), ma solo grazie a mio padre che aveva un’ infinità di fumetti (sono classe 83).

    Per il guinzaglio, avendo cani relativamente piccoli ed una onesta resistenza fisica spesso uso quello classico di un metro e mezzo facendolo scorrere su una mano per “regolare” la lunghezza disponibile al cane trattenendo con l’ altra, non so se sono riuscito a spiegarmi.
    A quello aggiungiamo la tipica giravolta di disimpegno quando la piccina si va a perdere il senso della camminata ed inizia a legarmisi attorno, manovra penso imprenscindibile :P.

  12. Io ho avuto un guinzaglio normale per il mio cane quando era cucciolo. Di quelli di nylon con la maniglia imbottita.
    Poi mio padre ha deciso di insegnargli a giocare al tira e molla con quello e lo hanno disintegrato. I denti da latte dei cuccioli fanno danni. Sempre. XD

    Ora ho un guinzaglio in nylon di due metri, di quelli con gli anelli. Della Hurtta (o come si scrive). Dovrebbe essere un guinzaglio decente..Almeno, mi han detto che è una marca nota per la qualità dei rodotti e dei materiali..
    Io francamente lo trovo molto comodo ed è pure bello resistente..
    Premesso che il mio cane non tira a guinzaglio, salvo qualche situazione strana..Ma a me sti guinzagli “allungabili” con gli anelli, parevano una gran bella cosa…

    (Grande la nonna che vola via nel video, tra l’altro..XD)

  13. Noi usiamo quello dell’ultima immagine, ci è comodo perchè io e mio marito abbiamo stature abbastanza diverse ed abbiamo bisogno di regolare la lunghezza diversamente. Portiamo il guinzaglio con due mani come ci ha insegnato l’educatore, ma io non vedo mai nessuno farlo in città…in compenso vedo una marea di sciuremarie con questo cacchio di flexi…loro avanti che passeggiano e chiacchierano con le amiche e il barboncino fermo sul marciapiede che abbaia al mio cane 0_o
    Paola

  14. p.s. se ho tutte e due le mani occupate, quel guinzaglio lì riesco a metterlo persino a tracolla, per brevi tratti è ovvio, ma giuro che è comodo 🙂 sconsigliato chiaramente con un cane che tira!

  15. Io personalmente uso il “giunzaglio da addestramento” lo trovo molto utile e comodo abito in un paesino in cui i cani non sono particolarmente amati.Tutti i giorni ho il guinzaglio allungato a metà (1m e 50) ma se devo portarlo nei giardinetti comunali pieni di mamme scassa p***e e non posso scioglierlo glielo allungo a 2 metri sicuramente il cane non si sentirà libero ma così gli do più spazio.E’decisamente comodo spesso mi capita di attaccarlo per pochi minuti fuori qualche negozietto di negozianti non amanti dei cani,inoltre quello in nylon è leggerissimo 🙂

  16. Ho sempre letto della tua antipatia per il flexi e qualche settimana fa ho potuto constatare sulla mia pelle (sigh) del fatto che sia uno strumento diabolico,o almeno per me,eh,sia chiaro..
    Ho voluto stupidamente provarlo con la mia mix-setter che sentendosi libera mi ha scaraventato a terra,provocandomi una ferita profonda sul fianco -_-”
    Comunque una domanda,scusami se stupida: se non posso liberarla,però la faccio passeggiare in campagna,assecondando piu o meno la sua volontà,il guinzaglio risulta opprimente li stesso?

  17. Io ho sia quello corto della terza foto (che uso al campo durante l’ addestramento) che no di cuoio di 1,50 (piu da passeggio). E comunque alterno i due a seconda delle necesita del momento; e sono anche diventato veloce a fare il cambio di giunzaglio mentre camminiamo (técnica che ci ha insegnato l’ addestratore). Comunque, secondo me, il guinzaglio corto (quello della terza foto appunto) va bene solo se la differenza di taglia tra cane e conduttore lo permette; cosa che sucede con me e Balrog essendo io 1.80 e lui 76 (al garrese). Se io cercassi di usare lo stesso giunzaglio con un bassotto o un chihuahua dovrei camminare chinato…

  18. E il guinzaglio doppio (a forbice) per portare 2 cani con un guinzaglio solo, lo avete mai provato?
    Io con i miei mi trovo bene, camminano ordinati in coppia e io li gestisco entrambi con un guinzaglio solo.
    L’unica cosa è che se uno dei 2 si ferma, l’altro che è andato avanti lo tira e lo fa ripartire subito.
    Con questo tipo di guinzaglio facciamo delle camminate spedite a passo svelto senza mai sostare!
    Sono necessari 2 cani della stessa misura ovviamente!

  19. No vabbè, la vecchia che parte a razzo mi ha fatto ricordare una scena cruentissima accaduta un po’ di tempo fa, proprio davanti all’area cani. Tizio con 45 kili di pastore tedesco bellissimo ma “cattivissimo”, sicché non può entrare a sgambare se ci sono altri cani. Tizio legge giornale seduto su panchina fuori da area cani; PT guinzagliato flexi. A una trentina di metri passa signora con yorkshire (legato): PT parte. Flexi si allunga per intero, Tizio stramazza dalla panchina e viene trascinato vergognosamente su erba e cacche, PT raggiunge yorky e se lo magna. Per fortuna lo sputa ancora vivo. Segue denuncia.

  20. Sono d’accordo con te sul fatto che il guinzaglio rappresenti l’estensione del nostro braccio e che, se utilizzato in maniera corretta (con 2 mani), sia proprio questo strumento a dare comandi e direzione al cane: se c’è una buona sintonia basta anche solo far scorrere la mano sinistra sullo stesso (facendolo vibrare)o dare un leggerissimo strappo per ottenere l’attenzione del cane e di conseguenza guidarlo.
    Uso però la pettorina e non il collare (e lo stesso faccio con i miei clienti)e non mi sembra che con la pettorina sia più difficile comunicare anzi.
    Uso e lavoro con guinzagli lunghi 3 mt quando ne ho la possibilità.
    A me piace che il cane sia libero di scegliere di starmi vicino,ma mi piace anche sapere che posso richiamare il cane che sta annusando a 3 mt da me sapendo di ritrovarlo immediatamente al mio fianco.
    Inoltre un guinzaglio lungo è comodo anche per cani di piccole dimensioni che altrimenti avrebbero una ridotta area di azione.
    Detesto i flexi e ammetto di non essere nemmeno capace di usarli!! (forse è per questo che li detesto??)
    Se c’è una buona relazione con il cane il guinzaglio è come se non esistesse.
    Portare un cane a passeggio dev’essere un piacere, per il cane e il suo conduttore: è importante la scelta del guinzaglio, saperlo utilizzare nel modo giusto ma è importante anche sapersi rilassare e godersi la passeggiata!

  21. comunque…
    a me hanno insegnato ad usare in addestramento solo la mano dx…
    cane (pt) a sx,
    guinzi nella mano dx
    guinzi che che deve fare una leggera curva all’altezza delle ginocchia
    collare a strozzo
    richiamare il cane sempre lateralmente in modo deciso
    ma senza MAI strattonarlo,è + il “clack” del collare che lo richiama.

  22. Anche a me, in addestramento, hanno consigliato il guinzaglio doppio, oltre l’uso di entrambe le mani. Cosa che nei vari sciuri e sciure desta spesso perplessità o del tipo a) [quella sarà sicuramene una imbranata], o del tipo b) [per tenerlo così quel cane deve essere una vera belva].
    Con questo tipo di guinzaglio mi ci sono sempre trovata bene. Mai avuto problemi o incidenti, neppure con l’ultimo tato – “discreto” incrocio di rott e pt, adottato adulto e con la potenza di un trattore.
    La difficoltà è sempre consistita più che altro nel far capire all’istruttore che i cani io li porto a destra. Essendo mancina tra le due la mano guida è giocoforza la sinistra.
    Richiamo laterale deciso ma senza strattonare, preciso a come scrive @collasso.

  23. ecco quello che disse una volta Pittavino riguardo la lunghina:
    il cane ha bisogno di esplorare,e finchè tu non soddisfi questo bisogno,il cane si trattiene.
    camminare vicino al padrone è una questione di trattenersi,perché il cane è un ‘animale che nella sua natura ,cammina affianco di un altro animale,ma camminano a stella.Se noi vediamo un gruppo di cani che camminano nell’ambiente,hanno un andamento a stella.Ed è il comportamento migliore più funzionale per un esplorazione da predatori.Quindi insegnare al cane a stare affianco dell’uomo è uno sforzo per il cane.

  24. La mia Frida ne ha assassinati un po’ di guinzagli in corda… ma mica per scappare!! ci siamo ritrovati col guinzaglio spezzato in mano e il cane indifferente accanto!! Abbiamo iniziato a pensare lo facesse per noia (magari antropoformizzando, ma succedeva sistematicamente quando ci perdevamo in chiacchiere) e abbiamo optato per un guinzaglio in cuoio… niente mani spaccate e problema risolto!!
    Il guinzaglio doppio lo uso a volte come descritto da gilas, o se mi serve un accoppiato d’emergenza!

  25. Devo essere sincera, non ho mai avuto un cane e sto aspettando il mio cucciolo di border collie.
    Mi sto informando su internet per tutto, ma sto davvero facendo fatica perchè ovviamente, si dice tutto e il contrario di tutto, soprattutto sull’alimentazione.
    Ora che stavo leggendo qui, devo dire che non ho capito proprio una mazza sul guinzaglio doppio… ho capito qual’è, ma non come si debba utilizzare… =/

    • Penso che ci siamo passati tutti, specie con il primo cane. Ti informi tanto, leggi e rileggi e ti crei solo una grande confusione. La stessa cosa accade rivolgendosi a più veterinari o a più educatori. Comunque, il consiglio é quello di affidarsi da subito (puoi farlo già da ora, in attesa del cucciolo) ad un buon educatore che ti dia le prime dritte. Io, al terzo cane, ho fatto così (gli altri me li sono trovati già in casa, diciamo, e in un periodo in cui la cinofilia non era quasi nemmeno una parola sul dizionario, quindi ho fatto tutto di istinto…e non é andata nemmeno male). Ora che il mio cane attuale ha 3 anni continuo a “sperimentare” e a leggere ma con più cognizione di causa e mi faccio meno influenzare da questa o quella tendenza. Riguardo all’attrezzatura da usare, poi, é anche questione di gusti personali, specie con i guinzagli. Vedrai che ne comprerai un po’, a mano a mano, presa dall’entusiasmo, per poi rimanere affezionata ad una sola tipologia. Io al momento al cucciolo prenderei pettorina e guinzaglio da 3 metri, meglio senza anelli (e lo dice una che al primo incontro con l’educatrice si é presentata con collare e guinzaglino da 1,20!).

  26. Ieri sera sono stata dall’allevatore che mi ha decisamente tranquillizzata. Innanzitutto mi ha detto che il primo guinzaglio me lo fornirà lei, così non mi devo preoccupare poi mi ha detto che per il futuro sarebbero meglio quelli “piatti” (non so il materiale ma li saprei riconoscere) perché non rovinano il pelo, ma per quello c’è sempre tempo, spero di arrivare “pronta” per quel momento: col fatto di dover attendere la sto vivendo un po’ come una “gravidanza”…

  27. Intendeva sicuramente il collare. A quanto ho potuto vedere quello che lei fornisce alla consegna del cucciolo è un modello collare e guinzaglio integrato. Ecco perché poi io ho detto che per il futuro ne valuterò uno uguale anche per quando sarà grande, Ovviamente intendo il collare o la pettorina perché poi il guinzaglio lo posso valutare a parte.

  28. In base alla mia esperienza personale non mi trovo daccordo sul fatto che tra guinzaglio da un metro e mezzo e da tre metri non cambi molto, per me cambia totalmente, per più di un motivo.
    Io sono riuscita quasi a far smettere di tirare il mio cane solo dopo aver acquistato il guinzaglio da tre metri (semplice, leggero ma non sottilissimo, senza ganci, anelli, etc).
    Col mio primo cane (totalmente inesperta a livello pratico) ho iniziato (sbagliando) con quello da un metro e dieci, e involontariamente le ho “insegnato a tirare”… poi sono passata a quello da 2 metri ma aveva troppi ganci in effetti, infine quando mi hanno consigliato questo da tre metri all’inizio mi trovavo malissimo, era troppo lungo e il mio cane tirava anche se messo a tre metri (ovviamente lo lasciavo lungo in posti non pericolosi), mi sembrava troppo leggero e mi veniva male accorciarlo.. ma una volta che ho imparato come fare adesso non potrei farne a meno… pian piano ha cominciato a tirare sempre meno anche se lo tengo corto e appena posso lo lascio lungo. Inoltre ha solo un piccolo anellino vicino al moschettone che permette di accorciarlo fisso a 1,50 quando cammino in posti con troppa gente.
    La differenza tra tenerlo a 1,50 e 3 metri, è abissale, soprattutto per me che non mi sento sicura al 99% nel levarglielo in posti non recintati (oltre ad essere vietato), avere quel metro e mezzo in più le permette di annusare magari una piantina o un’aiuola un pò più lontano senza costringermi a starci attaccata… a volte in un parco vicino casa, io mi siedo sulla panchina e lei odora tutto intorno senza tirare, inoltre la vedo più rilassata, mentre prima era sempre un pò “elettrica” quando uscivamo.
    Ripeto, questa è la mia esperienza, con cane di 20 chili tiratore e padrona (cioè io) che si spaventa a lasciarlo senza guinzaglio, nel mio caso benedico il momento in cui ho acquistato quello da tre metri.

  29. Uuuuuh, Tiramolla!! Quanti ricordi! Leggevo anche io i suoi fumetti!

    A parte ciò, ehm, per quanto riguarda la robustezza del guinzaglio e la pericolosità di avere troppi aggeggi metallici allegati ad esso… Ho ancora la cicatrice lasciatami dalla frustata di un border collie che mi è partito a razzo, spezzando il collare, facendomi rimbalzare in faccia a 200 km/h il guinzaglio (di moschettone, ovviamente, mica dalla parte morbida che costituisce il 95% dello strumento).
    Mi si è aperto in due il labbro ed è diventato come quello di Angelina Jolie, e finché sono riuscita a recuperare l’adorabile cagnolino avevo già insanguinato tutta la maglietta.
    Rebecca durante una preparazione a un attacco si è pompata troppo e ha spezzato la pettorina di CUOIO (fra lei che fa queste cose e io che riesco a trattenerla non so chi sia più bestia), la quale mi è ritornata in faccia. Grazie alla quasi-morbidezza del cuoio, mi è “solo” rimasta una strisciata rossa in viso, tipo scudisciata, che faceva un male cane ma almeno non mi ha aperto in due ed è durata solo un giorno.

  30. Ottimo articolo! Inoltre ho riso fino alle lacrime con la storiella del “moschettoni belli spessi e pesanti” e il commento di Maurizio.

  31. Appena incontrato un cuggino su YA; secondo lui il flexi e’ adatto per un dogue de bordeaux adulto… spero solo che viva molto lontano da me e di non incontrarlo mai.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.