martedì , 30 maggio 2017
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Arriva l’inverno: alcuni (altri) consigli per il benessere del cane

Inverno1di VALERIA ROSSI – Non so perché, ma il ritorno all’ora solare – oltre a mettermi tristezza già di suo: io vorrei l’ora legale tutto l’anno… – mi fa pensare automaticamente all’inverno.
In realtà siamo ancora in autunno e non fa neppure particolarmente freddo, per ora… ma quando le giornate diventano così corte io mi sento già congelare. E altrettanto automaticamente comincio a pensare a come proteggere il cane.
Su questo argomento avevo già scritto un breve articolo l’anno scorso (lo trovate a questo link), ma lì c’erano proprio solo le regolette di base.
Stavolta vorrei approfondire il tema con qualche altro consiglio (spero) utile su cose a cui magari si pensa meno.
Tipo:

inverno2a) non diamo per scontato che “cane senza sottopelo” o “cane a pelo corto” siano sinonimi di “cane che d’inverno deve restare tappato in casa e uscire solo per la pisciatina più rapida del West”.
Poveraccio, gli faremmo un vero torto.
I cani – tutti – sono abbastanza ben attrezzati per affrontare il freddo, la pioggia, la neve (che piace da impazzire a quasi tutti i cani, a differenza della pioggia): l’importante è non costringerli a restare fermi sotto le intemperie, o a dormire a temperature inaccettabili.
Se il cane ha modo di correre, giocare, muoversi, allora può uscire a qualsiasi temperatura (o quasi: ma vabbe’, stiamo in Italia e non in Siberia. Quindi, qui da noi, non si arriva praticamente mai al proverbiale “freddo che ammazza i cani”).
L’importante è non esagerare con i tempi e non tenerlo troppo fuori al freddo: ma tra il troppo e il niente ci sono varie vie di mezzo che possono permettere al cane di divertirsi senza correre rischi.

neveb) Sembrerebbe superfluo dirlo, ma siccome ho appena sentito una Sciuramaria dire al suo bassotto “Ora ti metto il cappottino perché sei sudato e non devi prendere freddo“, ricorderei che i cani non sudano attraverso la pelle e che quindi non potrebbero mai “ammalarsi perché hanno preso freddo dopo aver sudato”: il fatto è che questo non succede neppure agli umani.
Le cosiddette “malattie da raffreddamento” non sono e non sono mai state tali: il freddo, semplicemente, abbassa le difese immunitarie, quindi rende l’organismo più facilmente attaccabile da virus e batteri… senza i quali non si possono prendere raffreddori né bronchiti né altro.
A questo proposito: i cani non possono “prendere il raffreddore“, perché il Rhinovirus, che lo causa nell’uomo, non colpisce il cane. I cani possono prendersi una rinite, che non è esattamente la stessa cosa anche se i sintomi (starnuti, infiammazione della mucosa nasale, congiuntivite) sono simili.

inverno3c) lasciare a lungo il cane in macchina con temperature sotto lo zero è pericoloso: così come esiste l'”effetto serra” d’estate, esiste anche l'”effetto frigo” d’inverno.

d) molte persone pensano che il cane d’inverno non vada mai lavato, proprio perchè “potrebbe prendere freddo”: abbiamo visto che questo non è assolutamente un problema.
Il cane, d’inverno, si sporca molto più facilmente e può essere lavato ogni volta che è necessario, ovviamente asciugandolo bene e a fondo (non mi stancherò mai di ripetere che il cane, specie se dotato di folto sottopelo, spesso sembra asciutto quando in realtà non lo è affatto).
Il riscaldamento di casa nostra secca l’aria e quindi disidrata la pelle del cane: non sarebbe male utilizzare un umidificatore nella stanza in cui il cane dorme, proprio come si fa con i bambini.

inverno4e) i maggiori rischi che i cani corrono in inverno non sono legati al freddo, ma alla superficialità dei proprietari.
Per esempio, sono frequentissimi gli avvelenamenti causati dal liquido antigelo per la macchina. Spesso i contenitori semivuoti vengono svuotati del tutto per terra o nei tombini, ma ne resta sempre qualche goccia che cani (e gatti) possono leccare, perché il glicole propilenico contenuto in questi prodotti è dolce e piace moltissimo agli animali. Purtroppo bastano poche gocce per causare un’intossicazione talora letale.
Un’altra causa frequente di incidenti sono cuscinetti termici, stufette, termofori, borse elettriche eccetera: gli animali (specie se cuccioli) possono rosicchiare i cavi elettrici ed esserne fulminati.
Ancora: per sciogliere il ghiaccio su scale, marciapiedi eccetera bisogna utilizzare prodotti non pericolosi per il cane: alcuni possono causare irritazioni alle zampe, altri possono causare intossicazioni qualora il cane li lecchi (o si lecchi le zampe).
Infine: d’inverno ci ammaliamo più facilmente e quindi è probabile che teniamo a portata di mano i classici medicinali antinfluenzali: ecco, teniamoli a portata di mano nostra, ma non dei nostri animali.
Ketoprofene, naprossene, aspirina, paracetamolo, nimesulide e altri farmaci di uso molto comune sono tossici per il cane in dosi elevate (ma non solo: una singola compressa di naprossene, comunissimo antinfiammatorio – è il principio attivo del Synflex, tanto per capirci – può causare la morte del cane) e sempre molto tossici per il gatto, anche in dosi minime.

inverno5f) la migliore arma contro il freddo è la corretta alimentazione: d’inverno il cane deve mangiare più proteico e normalmente si deve aumentare un po’ la razione. Però d’inverno il cane, mediamente, si muove meno: quindi eccedere con i grassi non è consigliabile, perché potrebbe portare a un indesiderato aumento di peso.
Ricordiamo anche che il cane non deve mangiare cibo appena tolto dal frigo; che se vive fuori è comunque bene che mangi al coperto, specie se utilizziamo alimenti umidi, perchè il freddo intenso potrebbe causare il congelamento dei liquidi; che le ciotole d’acciaio, sempre se tenute all’aperto, possono essere causa di un inconveniente sgradevolissimo, perchè – se gelano – la lingua del cane può rimanerci attaccata. D’inverno, quindi, meglio quelle di plastica (ma meglio ancora tenere la ciotola dell’acqua al riparo e somministrare i pasti dentro casa).

inverno6g) per quanto riguarda copertine, cappottini eccetera, solitamente ci si preoccupa di coprire la schiena del cane: ma le parti più sensibili al freddo sono il torace e la pancia. In generale, meglio un maglioncino piuttosto che la classica “mantellina”, che invece va bene in caso di pioggia.

h) non solo i gatti, ma anche i cani di piccola taglia potrebbero infilarsi sotto la macchina per schiacciare un pisolino invernale, scaldandosi con il calore del motore: i gatti a volte si infilano addirittura dentro al motore.
Prima di partire, quindi, controllate sempre che non ci sia qualcuno sotto l’auto (non parlo soltanto dei vostri animali, ma anche di eventuali randagi) e date qualche leggero colpetto sul cofano e/o un colpo di clacson, in modo che i gatti più intraprendenti abbiano il tempo di scappare.

Al momento non mi viene in mente altro: chiunque avesse ulteriori consigli utili è invitato ad aggiungerli!
Qui concludo dicendo che quando il cane ha davvero freddo non reagisce cercando di muoversi per scaldarsi, come faremmo noi umani, ma si blocca: diventa apatico, letargico, comincia a rabbrividire e il suo pelo diventa gonfio e dritto (è il suo effetto “pelle d’oca”). Se notate sintomi di questo genere, che sono quelli tipici dell’ipotermia, portatelo immediatamente al caldo (e toccategli le orecchie: se sono proprio gelate, forse è il caso di fare anche un salto dal veterinario).

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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