storiahus3di VALERIA ROSSI – Un po’ emozionata dal fatto di aver preso il primo appuntamento della mia “nuova vita addestrativa” con un esemplare della razza che ho allevato per tanti anni, mi sono persa un po’ nei ricordi… per poi scoprire, opporcaloca, che su questo sito della “mia” razza avevo parlato solo una volta, e solo per prenderla per i fondelli (ovviamente con il “vero Standard“).
Ho pensato allora di rimediare, parlando anche un po’ seriamente di questi cani che ho tanto amato: ma subito dopo mi sono detta “E che ne parlo a fare? Ormai gli husky sono praticamente spariti, non interessano più a nessuno”.
Perché, purtroppo, questa è la verità: dopo essere stati i protagonisti del più clamoroso “boom” vissuto da una razza canina (secondo forse solo a quello dei dalmata ai tempi della “carica dei 101”), i miei adorati nordici sono tornati ad essere cani ben poco diffusi, addirittura rari o quasi.
E dire che avevano vissuto un momento di gloria davvero eclatante, tanto più sorprendente in quanto non legato a film, né a spot pubblicitari.
Accadde così, quasi da un momento all’altro e del tutto inaspettatamente: quando io iniziai ad allevare questa razza, le iscrizioni annue andavano dalle 20 alle 25 unità…e nel giro di quattro-cinque anni (forse anche meno) si arrivò a settemila.
Il vertiginoso aumento di iscrizioni al LOI, però, era solo la punta di un iceberg, visto che nascondeva altre migliaia di soggetti importati con pedigree non riconosciuto, o nati da accoppiamenti tra cani sprovvisti di documenti, e quindi non inseriti nei dati ufficiali.
Il boom durò una decina d’anni: poi, quasi altrettanto di colpo, arrivò… lo “sboom”. Oggi la razza si è assestata su circa 5-600 iscrizioni annue (595 nel 2012), che non son cifre da buttar via, per carità: ma non c’è proprio paragone con i “tempi d’oro”.
Certo, quella dell’husky “cane di moda” è storia passata: forse neppure questa interesserà più granchè.
Eppure non sarebbe male analizzarla e rifletterci un po’ su, perché ci sono altre razze che ne stanno vivendo una simile e sarebbe importante capire cosa accadde per evitare, magari, che si ripeta lo stesso (brutto) trend.

storiahus2Cosa accadde, in realtà?
Non essendoci state, appunto, fonti identificabili di “lancio” come film o pubblicità in TV, si può supporre che l’inizio del boom sia stato legato esclusivamente all’aspetto fisico, in particolare agli occhi azzurri che mai si erano visti prima nei cani (border, aussie e altri cani che possono avere mantello merle e quindi presentare questa caratteristica erano a loro volta del tutto sconosciuti in Italia). La gente vedeva i primi husky per strada, restava colpita dallo “sguardo di ghiaccio” (come veniva immancabilmente definito dai giornali) e pensava “ne voglio uno anch’io”. Fine.
Per quanto gli allevatori continuassero a ripetere che si trattava di cani “per molti, ma non per tutti” (erano proprio gli anni del celeberrimo spot del Pinot Chardonnay Cinzano…), tutti, ma proprio tutti sembravano pensare di potersi mettere in casa interi branchi di husky.
Dopodiché arrivò l’impatto con la realtà.
Di quei settemila cani, forse mille (a dir tanto) erano cani felici  e in grado di rendere felici i loro umani: gli altri vivevano in condizioni non ottimali, oppure rappresentavano un problema per i proprietari.
Di quei settemila huskies, neppure duemila erano soggetti veramente belli, sani, tipici: tutti gli altri erano “sottoprodotti” provenienti da importazioni scriteriate o da accoppiamenti casuali, che infatti causarono l’inizio della fine del successo della razza.
Sciurmari e Sciuremarie che prima, in strada o al parchetto, mostravano orgogliosi il loro cucciolo gonfiandosi tutti di fronte alle esclamazioni di stupore dei passanti, ora si affrettavano a dire “Sì, lo so che è bellissimo… ma non l’avessi mai preso! Mi fa impazzire, mi fa dannare… gli voglio tanto bene, ma… mai più al mondo!”.
Ovviamente anche i canili si riempirono di Siberian husky: perfino di cani oggettivamente belli e in perfetto Standard.

storiahus6Ma era proprio così difficile gestire questi cani?
Giuro di no.
Ne ho avuti quindici (adulti, senza contare i cuccioli), quindi potete credermi: gli husky sono cani molto lupini, molto gerarchici, con alcune caratteristiche non proprio “comodissime” (come l’indipendenza e l’intraprendenza), ma neppure “impossibili”.
Il segreto, con loro, è “fare tutto subito”: educarli  a due mesi, addestrarli a cinque e così via. Se si aspetta troppo a cominciare a stabilire regole e gerarchie, si perde il treno e non lo si recupera più, perché sono cani dall’intelligenza mostruosa e diventa una vera impresa dimostrare loro che siamo delle guide affidabili. Però, se si lavora bene con il cucciolo, si può ottenere un cane obbediente, collaborativo, cooperativo, con il quale ci si può divertire moltissimo e fare un sacco di attività: tant’è che, ai tempi, si vedevano diversi husky in agility, obedience e così via.
Ovviamente, però (e questo è il punto primo su cui meditare) sto parlando di cani allevati con competenza e serietà.
E di cani così, all’epoca del boom, non so quanti ce ne fossero.
Siccome gli occhi azzurri erano la calamita capace di attirare il grande pubblico, molti improvvisatori (per non dire direttamente “cagnari”) cominciarono ad allevare cercando solo quelli.  Ma gli occhi azzurri sono un carattere recessivo, mentre il colore marrone o il “misto” azzurro e marrone (eterocromia) sono dominanti.
Che si faceva, allora, per avere “solo occhi azzurri”, come spesso promettevono le inserzioni dei vari negozi o pseudoallevamenti?
Semplice: si accoppiavano fratello e sorella, madre e figlio e così via, pensando a tramandare solo la caratteristica più richiesta dal mercato e non badando al fatto che questi riproduttori, oltre agli occhi azzurri, passassero magari ai loro cuccioli gravi difetti morfologici o caratteriali.
Ho già detto altre volte che gli accoppiamenti in stretta consanguineità, pur non “creando” le tare come alcuni credono, fanno letteralmente esplodere quelle esistenti nel patrimonio genetico dei riproduttori: si tratta quindi di un terreno minato su cui si dovrebbe procedere con estrema prudenza, meglio se armati di una solida preparazione di base sui temi dell’allevamento e appunto della genetica.

storiahus4Ma questa preparazione manca regolarmente a coloro che si tuffano a pesce sul cane di moda (qualsiasi esso sia), che quindi accoppiano ad capocchiam  in base a  caratteristiche futili (come appunto, in questo caso, il colore degli occhi) dimenticando quelle importanti (salute, tipicità, movimento, carattere.)”
Così si vedevano  circolare per le strade povere bestie atipiche, fuori taglia, fuori standard, a volte anche fuori di testa (cosa rara, negli husky: eppure c’era perfino qualche soggetto mordace), ma regolarmente con occhi azzurrissimi. Magari “a palla” anziché a mandorla, ma azzurrissimi.
E gli umani non è che pensassero “cacchio, ho preso una bidonata”: NO! Pensavano sempre e comunque di avere “il cane più bello del mondo” (perché Sciurmari e Sciuremarie nulla capiscono di cinofilia ufficiale, standard e compagnia bella)… ma pensavano anche che ‘sta razza fosse un po’ sfigata, perché il loro cane bellissimo era pure malaticcio, o si era rivelato una grandiosa testa di cactus.
Se poi aggiungiamo il fatto che nessun cagnaro si sarebbe mai sognato di spiegare ai suoi clienti come gestire un husky, la frittata è completa.
Ovviamente c’erano anche gli allevatori seri: quelli che, a volte a prezzo di sacrifici non indifferenti, erano riusciti a portare in Italia soggetti di altissimo livello provenienti dal Paese d’origine (gli Stati Uniti), molto vicini all’ideale richiesto dallo standard.

storiahus5Ma visto che l’azzurro degli occhi era sempre recessivo, e che saltava fuori raramente, se non veniva cercato apposta, i bellissimi cani americani arrivati in Italia avevano quasi tutti gli occhi scuri. E facevano bellissimi cuccioli con gli occhi scuri.
Domanda da un milione di euro: allo stesso  prezzo, preferireste un cucciolo di pastore tedesco figlio di campioni, bello e dal carattere sicuro e deciso… o un cucciolo qualsiasi, figlio di due cani a caso, bruttarello e timido, ma dotato di una splendida coda?
La risposta è così scontata da far sembrare completamente scema la domanda: in realtà il grande pubblico fece proprio la scelta più folle, continuando a cercare cani magari brutti come la notte, ma con i dannatissimi occhi azzurri.
E il nostro Paese si riempì così di cani di provenienza cagnara, con tutti i problemi collegati.
Un altro problema fu quello dei possibili utilizzi del siberian husky: che non era – e non sarebbe mai potuto essere – un cane da guardia, né da difesa… perché era un cane da slitta, e una cosa esclude forzatamente l’altra.
L’husky era originariamente il cane dei Ciukci, popolo paleo-asiatico che viveva nel comprensorio più lontano e isolato della Siberia. Questo popolo orgogliosissimo non si sottomise mai all’autorità russa, che nel 1731 aveva cercato per la prima volta di assoggettarlo alla propria egemonia: fuggendo, spostandosi velocemente sulle loro slitte, rendendosi inafferrabili (tranne sporadici episodi in cui furono costretti a combattere, con gravissime perdite), i Ciukci seppero mantenere la loro indipendenza finché questa non venne riconosciuta ufficialmente dalla stessa Russia nel 1837.
Ma come riuscirono, i Ciukci, a prendere in giro per secoli un nemico molto più numeroso e potente di loro? Semplicemente ritirandosi sempre più a nord, in terre sempre più fredde e inospitali: quando i russi arrivavano troppo vicino, saltavano sulle loro slitte e filavano via come il vento, irraggiungibili perché disponevano dei migliori cani del west…pardon, del nord. I Ciukci erano “allevatori” nel senso moderno della parola: selezionavano accuratamente i loro cani in base all’attitudine al traino, sottoponendoli fin da cuccioli a veri e propri test ed accoppiando tra loro solo i migliori soggetti.
In questo modo ottennero cani veloci ma anche resistenti, non troppo grandi (sarebbero “scoppiati” subito) nè troppo piccoli (sarebbero stati inadatti al traino), con pelo nè troppo corto (sarebbero morti di freddo) nè troppo lungo (la neve, gelando loro addosso, ne avrebbe bloccato i movimenti).
Ma intanto che procedeva questa durissima selezione fisica, anche il carattere dell’husky veniva forgiato di conseguenza: i soggetti troppo irritabili, indocili, mordaci o aggressivi (e quindi inadatti al lavoro in muta) venivano eliminati senza pensarci troppo. In questo modo già si ebbe una notevole riduzione dell’aggressività sia intraspecifica che interspecifica (cane-uomo): se a questo sommiamo l’influsso ambientale portato da una vita nomade in regioni desolate e quasi disabitate, scopriamo che il nostro husky proprio non poteva diventare un cane territoriale: che senso aveva “marcare” un territorio con la propria pipì, quando la pipì successiva si sarebbe probabilmente fatta a trenta chilometri di distanza?
E non poteva neppure diventare un cane sospettoso e diffidente verso gli estranei: quali estranei? A parte il suo gruppo familiare, potevano passare mesi senza che il cane vedesse un solo muso umano.

storiahus1Ecco perché è assolutamente impossibile pensare all’husky come cane da guardia o da difesa: l’husky non difende il territorio e non difende neanche il padrone (anzi, fa le feste a tutti, ladri compresi), perché il concetto di “essere umano pericoloso” non fa assolutamente parte del suo bagaglio storico.
Ne fa parte, invece (e che parte!) l’attività di cacciatore: quando non tiravano la slitta, i cani dei Ciukci facevano il lavoro alternativo che tutti i cani nordici, da sempre, sono stati chiamati a svolgere. Naturalmente dare una mano agli umani nella ricerca di gustosa selvaggina era un mestiere divertente e gratificante, ancor più dell’altro: e i discendenti di quei primi huskies ce lo ricordano ancora oggi cacciando con grande piacere topi, uccellini, gatti, ed ovviamente galline e conigli del vicino.
Inutile spiegare loro che non si fa, che non sta bene: cosa volete che siano due urlacci, paragonati a secoli di storia?
Il massimo che potrete ottenere da un husky è che eviti di rincorrere gatti e galline se voi siete presenti: ma appena girate l’occhio, lui parte per il safari.
Un’altra cosa che l’husky non sarebbe mai potuto essere è un “cane-soprammobile”, o un cane da divano.
Lui può vivere bene anche in appartamento (non da solo: ha uno sviscerato bisogno di compagnia, anche se non sempre lo dà a vedere), ma è un cane nato per lo sport, per l’attività, per l’azione.
Infine, l’husky non è un cane-automa, disposto a scattare agli ordini solo perché vengono dal padrone: può essere perfettamente
addestrato, ma per far questo occorrono doti e competenze che non tutti possiedono. In mano a una Sciuramaria l’husky diventa immancabilmente un emerito furbastro che prende il padrone per il naso dal mattino alla sera.

storiahus7Lasciate che lo ribadisca, vi prego: l’husky non è (e non sarà mai) tutto ciò che abbiamo appena visto… ma E’ un cane eccezionale per chi sa apprezzarne la vera essenza.
E’ ancora tanto lupo da affascinare chi desidera un vero contatto con la natura, ma anche tanto cane da mandare in brodo di giuggiole chiunque sia oggetto delle sue moine e richieste/offerte di coccole, che spesso esterna “parlando”.
E’ un animale imprevedibile, che vi farà dimenticare il significato della parola “noia”, è un perfetto compagno d’avventura capace di grandi dialoghi (in huskese, ovvio) ma anche di grandi silenzi.
E’ un cane che capisce al volo ogni minima sfumatura del nostro carattere (soprattutto le debolezze), ma è anche un cane che va capito: non sarà mai lui a metterci la sua anima su un piatto d’argento, bisogna riuscire a conquistarla.
E’ un amico dall’intelligenza brillante, che dà molto ma che chiede anche qualcosa in cambio: chiede di essere apprezzato per quello che è, senza cercare in lui prestazioni forse normali nei cani… normali, ma lontanissime dal suo mondo.
E’, insomma, un grande cane, che va amato per il suo particolarissimo temperamento. Una volta, in un articolo, scrissi questa frase: “Chi lo sceglie solo per gli occhi azzurri è un po’ come il tizio che è andato a visitare il Louvre, e a chi gli chiede cosa ha provato davanti alla Gioconda risponde che gli è piaciuta molto la cornice“.
E ne resto profondamente convinta.

storiahus_akitaE oggi… quante persone ci sono, che si comportano nello stesso modo con altre razze?
Purtroppo decine di migliaia, direi, visto che migliaia sono le iscrizioni che riguardano i cani attualmente più “di moda”: soprattutto akita (per colpa di un film), Jack Russell terrier (per colpa di… un po’ di tutto: film, spot, pubblicità varie) e cane lupo cecoslovacco (per colpa dell’aspetto fisico, proprio come accadde con gli husky).
Potremmo inserire nel novero anche labrador e golden, ma ormai il loro successo sembra saldamente stabilizzato e quindi non penso che si tratti di un fenomeno passeggero: molti di questi cani, purtroppo, fanno una vita assolutamente inadeguata alle loro esigenze, ma difficilmente rovinano anche la vita dei proprietari e quindi non sembra che rischino l’effetto “jo-jo”  (detto anche: dalle stelle alle stalle).

Working Jack Russell Terrier bitchNeppure per il Jack Russell sembrano in arrivo tempi troppo bui, visto che si tratta di un cane molto piccolo e che quindi può fare, tutto sommato, pochi danni: nonostante il Jack sia esattamente quello descritto nell’articolo di Cristian Ravera (campione assoluto di visite su “Ti presento il cane”, tra l’altro!), i suoi umani sono quasi sempre felicissimi di averne uno e a volte sono addirittura così masochisti da raddoppiare.
Per i Jack si sta verificando la stessa invasione di “mostrini” che si era vista con gli husky: lo Standard è diventato un optional, e visto che è molto facile produrre piccoli terrier a gamba corta i cagnari ci stanno dando dentro a tutto spiano. In giro si vede letteralmente di tutto, ma guai a ventilare l’ipotesi che non si tratti proprio di un Jack al 100%: le Sciuremarie ti mangiano vivo.
E ti mangiano anche se l’idea di criticare il cane non è partita da te: tempo fa una Sciura insistette per mandarmi le foto del suo cane. Di solito cerco di evitare i giudizi via email, sia perché io NON sono un Giudice ENCI, sia perché è davvero impossibile dare un giudizio sensato basandosi su una foto: ma quella insistette tanto che alla fine dovetti accondiscendere per forza, altrimenti non mi avrebbe mollato più. Bene (anzi, male): il cane tutto era, meno che un Jack. E ovviamente cercai di lanciarmi nei più spudorati voli pindarici per dirle che be’, insomma, sì, era un grazioso cagnolino, che c’erano difettini piuttosto evidenti (tanto per dirne una: lo Standard del Jack scrive addirittura in maiuscolo che il bianco DEVE predominare… e lì di bianco ce n’era poco o nulla!) ma che in fondo, trattandosi di un cane da compagnia, la cosa non era così importante…
Apriti cielo. La Sciura mi attaccò come una jena su un forum, manco le avessi detto che il suo cane andava soppresso all’istante.

storiahusky_clcTanta ferocissima difesa del proprio amico, comunque, non mi dispiace: pazienza se la Sciura ha aggredito me, l’importante è che ami il suo cane e che non pensi mai di disfarsene. E in realtà sono davvero pochi i proprietari di Jack che – pur avendo cani non solo brutti, ma anche dal carattere impossibile, si stufano di loro: le piccole pesti – proprio in quanto piccole – sono viste più con divertimento che con esasperazione.
Diverso è il caso degli akita e soprattutto dei cani lupi cecoslovacchi, che invece vengono mollati con frequenza senza maggiore: e purtroppo, per quanto riguarda i CLC, non si parla solo di abbandoni ma anche di abbattimenti. Perché questi, a volte, mordono. Essendo cani estremamente gerarchici, hanno bisogno di una guida affidabile, e se non la trovano tendono a prendere il sopravvento in casa e a farsi valere anche con  maniere non propriamente gentiliste.
Gli Akita, più distaccati e indipendenti, sono in genere poco aggressivi con gli umani: in compenso lo sono con i cani (dopotutto, in passato, furono anche cani da combattimento….) e trattandosi di animali di rispettabili dimensioni diventa difficile controllarli.
Risultato: ancora una volta cani “di moda” che affollano i canili, quando va bene. E quando va male finiscono uccisi non perché siano chissà quali belve scatenate, ma solo perché sono finiti in mano a persone incapaci di capirli e di gestirli.

La morale è sempre quella: NON BISOGNA MAI comprare un cane solo perché “è figo”, o perché ci ha colpito/affascinato/commosso l’immagine che ce ne ha passato un film. I film sono finzione.
Quello che bisogna fare, invece, è informarsi a fondo sulle caratteristiche vere della razza, difetti compresi (tutte le razze ne hanno, o per meglio dire: le caratteristiche di qualsiasi razza possono esseri grandi pregi per alcuni umani e difetti insostenibili per altri); studiarne la storia, perché la storia è sempre importantissima; parlare con proprietari di cani che però abbiano preso il loro cucciolo in un allevamento serio (inutile cercare di capire qualcosa su una razza basandosi su cani di provenienza cagnara, che con quella razza avranno pochissimo in comune); parlare con gli allevatori – anche più di uno: tanto una telefonata o una email in più non hanno mai ammazzato nessuno – dando però poco credito: a) a quelli nati insieme alla moda; b) a quelli che vi faranno il panegirico della loro razza, dipingendola come perfetta. Nessun cane è perfetto, e soprattutto nessun cane è perfetto per tutti: chi si spertica troppo in lodi è solitamente un commerciante e non un allevatore serio.
Sì, lo so che tutto questo li ripetiamo in millemila da millemila anni… e che non serve a molto, perché la gente continua a comprare cani d’impulso e a cercare “quello che costa meno”, anzichè quello selezionato con maggiore cura: però ci tenevo a ripetere ancora una volta tutto questo.
Non è bello, anzi è molto triste, che una razza possa arrivare alle stelle e poi sparire nel nulla, o quasi, solo per colpa delle mode cinofile: ma attenzione, non è triste soltanto per la razza!
Lo è anche per tutte le persone che pensavano di aver comprato il cane dei loro sogni, e si sono ritrovati con un incubo in casa: quando, per evitarlo, sarebbe bastato qualche momento di riflessione in più.

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29 Commenti

  1. Splendido articolo Valeria! Si percepisce benissimo il risentimento che hai nel parlare del Boom economico della “tua” razza, e delle brutte conseguenze che si creano a prendere un cane a caso, senza sapere veramente che cosa significhi.
    Io sono un proprietario orgoglioso di Maltese.
    Razza scelta aprendo un enciclopedia web di razze canine, andando direttamente alla voce “gruppo 9” CANI DA COMPAGNIA! C sarà una ragione perche i miei cani son nel gruppo da compagnia e non nella Difesa!
    Sapevo benissimo che un cane da difesa non avrebbe affatto fatto al caso mio! Tempo per mettere insieme il pensiero che non avrei mai voluto un cane da difesa, un terrier, o un primitivo ma un cane da compagnia (se si chiama cosi un motivo ci sarà) 15 secondi? E non sono un gran pensatore..
    E sono ovviamente molto felice della mia scelta, anche dopo le mille mila ore di toelettatura.
    Quindi concludendo, come in tutte le cose, abbiamole armi per far felice il cucciolo e soprattutto noi (non è qst il fine dell’avere un cane?) ma non le usiamo perchè? Perche le cose è meglio farle a caso, cosi a buffo, che riflettere informarsi ed aspettare! Che nervi!

  2. Bellissimo articolo …. Hai colto tutte le sfumature di questa meravigliosa razza … Come sempre fai anche nei tuoi libri … Sono 12 anni che uscendo con i miei siberian vengo fermata da persone che mi raccontano di aver avuto un siberian o di averlo ancora ma, di siberian in giro a passeggio io non ne ho mai visti e mi sono per i primi anni chiesta il perchė ingenuamente …solo per poi capire che li tenevano chiusi in gabbie perchė … scappano sono ” stupidi” testardi disobbedienti ecc ecc ….e allora mi sono detta se io invece ero wonder woman che riusciva persino a portarseli tutti e tre a bere un caffė in un bar !!! Bha…. Sinceramente sono contenta che i siberian non siano più una moda e se qualcuno mi chiede dove li ho presi e che ne voglio uno a costo di sembrare una pazza estremista spiego quanto siano difficili da tenere quanto tempo bisogna dedicare loro e quante volte volte li ho rincorsi in mezzo alla provinciale ,proprio per dissuaderli. !!! Non racconto alle sciuramarie quanto grande e complesso sia vivere con loro …l intelligenza e la furbizia che hanno ma anche i gesti pieni di affetto che ogni tanto a loro discrezione ti danno …ssss questo ė un segreto per pochi !!! . Ed ora prendo Damir Lhasa e Primavera e me ne vado a correre nei campi ….

  3. Bellissimo articolo, Valeria! <3
    Ho pensato al periodo in cui ho portato a casa il mio primo Husky… per strada era impossibile muovere un passso senza essere braccati dai fans di Zako… xD E lui era troppo bello… si. Con il suo vizio di mangiare il naso a chi voleva coccolarlo… 😀
    Socievole più che mai, le uniche volte in cui era possessivo e da… "difesa" c'era di mezzo mia madre. Nessuno poteva abbracciarla o avvicinarlesi senza avere la sua approvazione, se non addirittura un ringhietto e mostra di canini!
    Avere l'onore di far parte della vita dei Siberian Husky è un'esperienza che ti cambia la vita. Sono i compagni di mille avventure e quando vanno via, lasciano delle voragini impossibili da colmare.
    Sono cani bellissimi, si, ma la cosa più bella è il feeling che si crea. La forza del legame incredibile, costruito con pazienza, giorno dopo giorno. Gioco dopo gioco, avventura dopo avventura. *.*

  4. Mi hai fatto rivenire in mente un tuo articolo precedente (sui cani lilli fulvi che venivano definiti “pazzi”)associato proprio alla mia fanciullezza, che era il periodo di moda degli Husky, ed indovina un pò?
    Ricordo che si diceva che gli husky con gli occhi azzurri erano a rischio pazzia.
    Io che già all’ epoca ero un rompi…scatole d’ antologia (soprannominato il signor perché), alla richiesta di spiegazioni non ottenni risposta, e il quesito rimase in sospeso nei meandri della memoria per riaffiorare ora.

    Si, è brutto quando una razza canina (ma non solo, è successo anche a molti fenomeni di nicchia che hanno avuto un boom, ed a tante altre cose se uno si ferma a pensare)viene vituperata e poi abbandonata così, e ancor più comenel tuo caso, una razza che ami ed hai allevato di persona, vivendone tutte le sfaccettature, i pregi ed i difetti.

  5. Secondo me però devo fare un appunto, un influenza da spot c’è stata … ero piccina ma ricordo benissimo lo spot della Big Bubble con dei cucciolotti di Husky … mi sembra addirittura che fossero in palio come premio se non ricordo male..

  6. tutto vero!! qualche settimana fa dei ladri tentarono di entrare nel mio residence..bè il mio siberian husky (con bellissimi occhi marroni :)) li ha fatti scappare… per le troppe coccole!! Se non ci fosse stato lui che con il suo grande amore li ha distratti, sarebbero entrati come nulla fosse. Inutile dire che la prima cosa che abbiamo pensato è ke l’avessero avvelenato..invece no questi ladruncoli (evidentementi da “strapazzo” ) si sono innamorati dei suoi occhioni e poi si sono dati alla fuga! Non sarà un cane da guardia ma è stato l’eroe che ha sventato la rapina!!! eheheheh 😀 detto questo il mio jago (il vincitore di “dog war”) è il miglior cane ke io abbia mai avuto e la sua intelligenza superiore mi rende orgogliosa e soprattutto sicura della scelta ke abbiamo fatto 2 anni fa: Il siberian husky è speciale e ha quel qualcosa in più. Lo adoro anche quando fa la testa di….cappero!!

  7. L’Husky è un cane che mi affascina davvero tanto … sicuramente rientra nella lista di razze verso cui farò un pensierino fra qualche anno, anche se ho paura di non essere abbastanza ferma per gestire un cane del genere.

  8. io ci metterei anche il Border collie, cane di discreto boom in questo periodo, ma tutt’altro che facile da gestire per non esperti.

  9. Io invece dico ma viva i meticcioni, meticci e meticcini dagli occhi marroni, verdi o azzurri, con pelo raso, lungo e semilungo ma con un cuore grande in comune!!!! I cani non si prendono solo dagli allevamenti ma anche e soprattutto dai canili!!!

  10. il fenomeno Husky non è stato del tutto immotivato.
    Ricordiamoci che erano gli anni del boom del “made in USA”! Qualsiasi cosa provenisse dall’America (o in qualche modo la ricordasse) faceva figo. I Levis’s, le Timberland, le prime jeeppone in giro per le nostre città, e tanti altri oggetti di consumo a stelle e strisce facevano status symbol e quale cane era in grado di incarnare l’immagine delle grandi foreste del nord america meglio di un Siberian Husky?
    Inoltre è vero che non c’è mai stato un grande successo di Hollywood che vedeva un Husky protagonista, ma provate a ripescare da qualsiasi cineteca un film di quegli anni dove ci fosse un lupo… notato niente? immancabilmente il lupo cattivo di turno era interpretato da un simpatico huskotto che, nonostante tutti gli sforzi del registra, continuava ad avere la faccia da “scemotto”. Insisti che insisti, questo doppio ruolo di cane/lupo un certo effetto subliminale probabilmente lo ha avuto!
    Resta comunque il fatto che il Siberian Husky è un gran cane, disposto a dare tento purché gli si riesca ad assicurare quel minimo indispensabile per renderlo felice

  11. Ma da un lato non è meglio che ci sia stato questo “sboom”?
    Intendo..Almeno come “razza rara”. glu husky sarebbero cani allevati da sole persone serie ed esperte.(Almeno…Così voglio illudermi.)

    Altrimenti non finirebbero come i Jack Russell che dici nell’articolo? Mostrini che hanno poco del Jack?
    Meglio averne “pochi ma buoni” piuttosto che tanti ma importati dall’est/allevati da caganri…Giusto?

  12. A dire la verità, leggendo il tuo articolo e vedendo le foto con cui è ornato, mi è venuta una voglia pazza di Husky …. voglia a cui ho già resistito tanti anni fa, quando me ne offirono uno in regalo (la mamma era la Husky di un caro amico).

    La mia domanda é: ma allora è praticamente impossibile educare un husky adulto, adottato da un canile? Che magari proviene da una famiglia che l’ha comperato solo per gli occhi azzurri? E poi l’ha mollato?

    Me ne capitasse uno, un giorno, e me ne innamorassi, sarebbe comunque meglio lasciar perdere?

    Perché io non sono per niente esperta di cani, ne ho due, ma andiamo d’accordo perché loro sono davvero speciali

    Grazie Valeria se vorrai rispondere e grazie per l’articolo, molto bello

    • Alessa’… che ti devo rispondere? No, non è impossibile educare un husky adulto: però è moooolto difficile. Per il resto… una si mette lì con tutto l’impegno possibile per cercare di convincere qualche lettore a NON comprare mai un cane in base all’aspetto fisico, e subito dopo cosa trova? Un commento che dice “vedendo le foto, mi è venuta una voglia pazza di husky”.
      Posso andare a suicidarmi, sì? 🙂

      • Cara Valeria,
        se tu vedessi i miei cani, capiresti subito che non sono una da cane bello o di moda
        mi può venire voglia di alano, di husky, di boxer
        ma sono abituata a tenere a freno i miei entusiasmi
        per cui, no, non suicidarti per stavolta
        e grazie per la risposta

  13. Carissima Valeria,
    quello sugli Husky non è un semplice articolo ma un vero trattato su come e perchè scegliere un cane, o meglio una razza. La segue da molto dopo averla avuta graditissima ospite alla mia trasmissione “Pianeta cane” e concordo su quanto ha detto su questi straordinari cani. Nel mio lavoro nel corso degli anni ho visto spesso le situazioni che ha illustrato, riguardo alle mode che spesso hanno creato danni irreversibili a molte razze per colpa, spesso, dei “cagnari”. Tornando agli Husky, da qualche anni ho l’occasione di partecipare ad una manifestazione di sleddog ed ho potuto apprezzare le straordinarie qualità di questi cani, la loro intelligenza (parola questa che fa inorridire quelli che non amano questi animali!), la capacità di saper scegliere. Io non ho una muta di Husky, non li allevo, quindi le mie valutazioni non sono legate ad “interessi”. Mi è capitato di vivere alcune situazioni in cui gli Husky hanno letteralmente preso il posto del musher (conduttore della slitta e vero capobranco), in occasioni di bufere di neve che rendevano quasi impossibile la visibilità e quindi la possibilità di seguire un sentiero che letteralmente non c’era più, così come in alcune tappe notturne quando si viaggia nel buio più assoluto (la piccola luce fissata sul capo del musher è solo un pio desiderio di illuminare il sentiero) e allora l’uomo si affida totalmente e con grande fiducia ai suoi cani che sanno seguire il sentiero, evitare i tratti pericolosi e, se per caso, gli arriva un ordine che può significare pericolo per la muta e il suo padrone sa anche rifiutare un comando illogico. Un cane davvero fantastico. Certo non adatto a vivere chiuso in appartamento o in un cortile. L’uomo, il suo capobranco, deve essere sempre (nel limite del possibile!) vicino in modo da poterlo annusare, leccare, sentire la sua voce. Ma soprattutto camminare e correre con lui lo rende felice. Così come sono felici i padroni che lo sanno apprezzare per quello che veramente è, e non perchè ha gli occhi azzurri. Ancora grazie per le belle pagine sui nostri amici a quattro zampe.

  14. cara valeria, come hai colto nel segno…..un siberian è un cane unico, la mia era bravissima, passeggiava libera al mio fianco, da piccola si è mangiata il divano(stava da sola cinque ore la mattina), non era mai stanca, neanche a due mesi, quando sono entrati i ladri, aveva sei mesi, si è nascosta sotto il letto, e io mi sono dannata pensando che mi avessero rubato Nala,era discreta e unica, quando muoveva la coda mi commuovevo, dormiva d’inverno attaccata al calorifero e poi era capace di stare quattro ore a correre nella neve, per poi tornare al calorifero, non sono mai riuscita ad insegnarle il “lascia” se era libera, scappava con il trofeo in bocca e mi prendeva in giro…., non sono mai riuscita a farle accettare un gatto in casa… era un cane fantastico, è morta ad undici anni, cinque anni fa, mi viene ancora il magone al pensiero, non ho preso un altro siberian perché non volevo fare confronti, anche se quando ne vedo uno penso ancora che sia il cane più bello del mondo…

    • Fatelo dire da me che ho Husky da 20 anni.. e quanti passati prima di decidere che era il momento giusto!! Ognuno con un suo carattere, ancora oggi con mia moglie ci diciamo “ti ricordi Scotty quando.. ti ricordi Grondi che.. ed Allantai che brava… ” Oggi ho un Husky meraviglioso, Athos, chiacchierone incallito , bravo , anche obbediente..: Conosco molti amici con Husky felici e trattati ed educati in modo ottimo.. Sono contentissimo che non siano più di moda. Ricordo ancora quando decisi di averne uno ed incominciai a girare per qualche pseudo allevamento.. poi finalmente un allevamento con cani magnifici.. trattati con cura.. Dove andammo per due mesi a vedere crescere il nostro Scotty insieme ai suoi fratelli ..le visite alle mostre con l’allevatore.. imparare a vedere le caratteristiche fisiche dello standard.. ecc ecc. e poi i libri, tutti!! E finalmente basta poltronaggine..si esce con qualsiasi tempo.. pioggia..vento..neve.. con tutti gli altri che si rintanano in casa e noi vai!! E la prima nevivata !! ssoli io e Scotty con la neve che cadeva lenta nel silenzio della campagna..e tutto questo direbbe la pubblicità non ha prezzo !!!

  15. Eh, io guardo gli husky con gli occhi a cuoricino, perché sono belli come pochi… Ma li guardo e basta, perché in realtà io sono tipo da grandi molossoni… Da capoccione enormi e che caratterialmente mi somigliano.. ( disse colei che tre settimane fa si portó a casa un simil setter, ma più piccolo. Diciamo un setter meno un quarto. Ma il destino è quel che è 🙂 )

  16. @Valeria @Alessandra Tasso. Probabilmente sbaglio, non essendo del mestiere, però penso che in realtà non sia così difficile educare un Husky adulto. Specie se proveniente da canile, specie se ha alle spalle una storia di vita in famiglia e poi abbandono a causa del suo carattere esuberante!
    A supporto della mia tesi due elementi: 1. gli Husky sono estremamente intelligenti. 2. la solitudine per loro è insopportabile.
    Trovandosi in un nuovo branco, dopo un minimo di adattamento per studiare la situazione, riusciranno sicuramente a vivere nel modo migliore. Se l’adottante non è uno sprovveduto, con un minimo di impegno, potrebbe ottenere splendidi risultati, ed un compagno fedele per molti e molti anni.
    Il periodo più difficile è l’adolescenza, (con i maschi) poi il cane si calma, e tanto anche!
    Per mia esperienza personale, il periodo più critico è stato quando ai giochi per cani, Zako preferiva il divano in cuoio, o le scarpe griffate, o i guanti di pelle. Gwen i miei cardigan, gli occhiali da vista, ed entrambi, i libri. Passione per libri… e piumini per la polvere xD.
    Il problema è tenerli occupati il più possibile quando sono giovanissimi, apparentemente con l’argento vivo addosso.
    Inoltre sono talmente abitudinari che una volta impostata una routine positiva tutto si semplifica.
    Forse sono stata davvero fortunata io, con i miei due piccoli… o forse no. Non saprei dirlo.

    • Concordo appieno! ovvio che se un padrone si aspetta un cane da obedience lo attendono giorni (mesi, anni!) difficili, ma se un padrone si limita a volere un cane civile, conscio delle caratteristiche tipiche della razza, allora ci vuole proprio poco!
      In famiglia (all’epoca totalmente incompetenti), abbiamo cresciuto un Siberian che non ha mai fatto danni, educato e buono con le persone. Ovviamente per 14 anni ha rincorso tutti i gatti del vicinato e quando lo richiamavi tornava a piacere (suo), però tutto posso dire tranne che fosse un cane “difficile”.

      Penso che come razza siano talmente intelligenti da comprendere appieno il concetto di compromesso:
      non faccio una cosa che fa imbufalire quel membro del branco che si ostina a definirsi il mio padrone, in compenso lui non mi rompe le scatole mentre cerco di mangiarmi un gatto, ecc…
      Ricordo ancora le “conversazioni” che faceva in famiglia quando veniva sgridato per qualche comportamento sgradito!
      Ovunque si legge che è inutile parlare al cane perché non ti capisce, ok verissimo e giustissimo, però se gli dici qualcosa è lui ti risponde che si fa? Interrompi la chiacchierata? Lasci a lui l’ultima parola?
      Finisce che ti metti comodo e discutete civilmente e verbalmente (alla faccia di tutti i manuali di cinofilia) del problema e se proprio sei convincente forse puoi sperare di riuscire a “convincerlo” che quella determinata cosa non si fa.
      Ndr. In considerazione della concessione fatta l’husky si sentirà in pieno diritto di fare un’altra cosa che sa essere altrettanto proibita

  17. Una buona parte di colpa della moda, va ricordato, va ad Ambrogio Fogar che, tra le varie balle che proclamava, cercò di far credere che una slitta trainata da un solo cane (Armaduk, ricordate?) fosse in grado di percorrere 180 km in un giorno nonostante una tempesta polare… ricordo che tutti i boccaloni che gli credevano impazzivano per gli husky!

  18. in realtà si trattava di una attraversata in solitaria e non di un cane che trainava la slitta :), tra le altre cose armaduk pace all’anima sua non era un siberian ma un eskimo raccattato dopo che finirono le riprese del film antartica (se non fu pubblicità quella non so cosa possa essere stato), il problema di Fogar (che riposi in pace anche lui) era quello di essere nel bene e nel male sempre pronto a ribattere a qualsiasi critica senza nascondersi dietro a nessuno, tecnicamente credo che la sua impresa falli perchè se non ricordo male (ma correggetemi se sbaglio) con l’arrivo del caldo le calotte su cui stava tentando l’attraversata si muovevano di pari passo rendendo praticamente impossibile l’attraversamento
    pace al vero e ultimo “esploratore” e pace anche al suo cane !

    • Se ti fossi fermata alla prima domanda, ti avrei risposto più serenamente: così invece ti rispondo premettendo un “mavaff…”. Però ti rispondo: a) che quando ho smesso io di allevare, il boom era ancora in pieno vigore; b) che non ho smesso di allevare husky per passare ad altro più “di moda”: ho smesso del tutto – standoci proprio “da cani” – perché mia madre è caduta dalle scale e si è rotta la schiena, da allora ha dovuto camminare col bastone e non ha più potuto guidare…e non potevo costringerla a vivere in mezzo a un bosco (come vivevamo) isolata dal resto del mondo, anche perché soffriva di una grave forma depressiva, con tutte le problematiche del caso.

  19. Bellissimo articolo! La moda degli husky e dei clc credo sia venuta fuori col cartone animato “balto”….
    Io da circa due anni ho adottato kaori, un incrocio husky…e devo dire che è stato difficilissimo nel primo anno educarla, aveva giá un anno quando l’ho presa, ma io e il mio ragazzo ci siamo impegnati..e ce l’abbiamo fatta! (Anche se lei ha scelto lui come padrone..). La maggior parte degli aspetti caratteriali degli husky che hai descritto li rivedo nella mia cagnolina, per quanto sia un incrocio..tranne per il fatto del parlare, che invece vedo nell’altra mia cagnolina, milka, che è un incrocio di millemila razze, probabilmente husky, pastore e non so cos’altro xD
    Gli husky sono cani bellissimi ma difficili da gestire se non li si conosce..ma purtroppo c’è molta gente ignorante che guarda solo l’aspetto estetico!

  20. 24 agosto con qualche telefonata siamo andati sul Monte Grappa con 11 SH …. Ho SH dai “tempi d’oro” ma forse anche grazie al social ora trovo che sia molto meglio… soggetti migliori, proprietari consapevoli, cani amatissimi e bravi !!!

  21. Kurt ha 8 mesi, ha gli occhi azzurri, è indipendente, affettuoso, orgoglioso, ubbidiente quando in giro non ci sono lucertole o scoiattoli, ogni tanto mangia qualche scarpa o ciabatta, e devo sgridarlo con decisione e coerenza, ma Kurt è un Siberian, e tende a ricordarmelo ogni secondo…e sai che c’è? è il motivo per cui ho scelto di condividere la mia vita con lui…
    Si astenga chi cerca un cane da gamba……

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.