canibimbi6di VALERIA ROSSI – L’articolo che commentava il video del rottweiler tormentato da un bambino colpevolmente aizzato dai genitori, corredato da una serie di insulti della sottoscritta,  ha fatto uno sproposito di visite: quasi 38.000, facendo così raggiungere a “Ti presento il cane” il suo record assoluto di visite in un giorno (58.256, lo dico giusto per bullarmi un po’) e dimostrandomi ancora una volta che non capirò forse qualcosina di cani, ma non capisco un accidenti di umani. Per me, infatti, il “pezzo forte” della giornata di ieri era la storia della signora americana  e non certo la mia sbroccata contro due genitori imbecilli.
Mi sono chiesta quale fosse il segreto, e a dire il vero non l’ho capito. Forse è stata l’indignazione (ma non è certo la prima volta che si parla di argomenti capaci di suscitarla); forse è stato il fatto che l’articolo fosse corto (di solito so’ logorroica – e forse questo trattiene diverse persone dal leggere i miei articoli – ma per mandare a quel paese i genitori del bimbo killer non c’era bisogno di scrivere molto); forse è stata solo una felice combinazione di condivisioni su FB.
Sta di fatto che, intanto che mi bullavo per il risultatone di visite, ho ricevuto anche qualche critica:  tipo “A insultare sono capaci tutti, ma perché invece non spieghi come evitare questo genere di cose, come capire i segnali di stress del cane, come educare i bambini a rispettarli eccetera?”
La mia risposta spontanea è stata: “Ma ne ho già parlato millemila volte, su questo sito!”. C’è da dire, però, che non tutti hanno voglia di rileggere i vecchi articoli, di ravanare col motore di ricerca per trovarli e così via. Allora mi illudo (sìsì, lo so già che è un’illusione… perché è molto più semplice scrivere “fanculo, dementi!” che leggere le alternative corrette al loro comportamento: quindi questo articolo farà un normalissimo numero di visite senza record di sorta…) che sull’onda dell’indignazione provata ieri qualcuno, oggi, possa leggersi questo piccolo riassunto di “cose da fare e da non fare” in tema di bambini e cani.
Cercherò di fare corto pure questo (non si sa mai…), ma non so se ci riuscirò. Vabbe’, intanto cominciamo a non perdere ulteriore tempo in preamboli, e veniamo al dunque:

canibimbi4CANI E BAMBINI possono vivere insieme, anzi dovrebbero sempre vivere insieme… ma in reciproca, assoluta sicurezza. Questo, normalmente, significa che  i genitori devono essere sempre presenti quando i due interagiscono (certo che, se i genitori sono come quelli del video, non è che la loro presenza risolva molto).

CANI E BAMBINI non devono essere i reciproci giocattoli. Non è corretto (ovviamente) permettere al bambino di fare i comodi suoi col cane, ma non è corretto neppure il contrario: ci sono cani che giocano “troppo pesante” rispetto all’età e alla fragilità del bambino, e questo può creare bambini cinofobi, o quantomeno diffidenti verso i cani. Come abbiamo già ripetuto mille volte, il bambino che ha paura dei cani è quello a maggior rischio di essere morso (perché scappa, strilla, si comporta insomma come una preda, e il cane deriva da un predatore puro: anche se lui non lo è più, in realtà, l’impulso a rincorrere ed afferrare ce l’ha ancora forte e chiaro – si chiama proprio “impulso predatorio – e per questo può diventare pericoloso, anche quando insegue il bambino solo per gioco. Provate a farvi stendere da un cane che vi è saltato addosso per gioco a trecento all’ora e capirete).

I CANI VANNO SEMPRE SOCIALIZZATI CON I BAMBINI, all’età giusta (due-quattro mesi) e nel modo giusto (ovvero facendoli interagire con bambini educati. Il cane bambinofobo è ad alto rischio esattamente come il bambino cinofobo).

canibimbi3IL FATTO CHE IL CANE SIA BEN SOCIALIZZATO NON AUTORIZZA I BAMBINI A TORMENTARLO.
Anch’io sono ben socializzata, giuro: ma se qualcuno mi manda fuori dai gangheri gli mollo uno sganassone. Il cane non ha le mani e non può farlo: ha solo i denti, e quando viene portato all’esasperazione usa quelli.
Nota: i denti fanno male. Fanno male anche agli adulti, ma un bambino possono letteralmente devastarlo.

IL CANE, NORMALMENTE, MANDA SEGNALI PRIMA DI ATTACCARE. Possiamo ringraziare il cielo che la maggior parte dei cani sia santa inside, perché a giudicare da ciò che vedo ogni giorno, se non fossero santi, avremmo quotidianamente almeno una decina di articoli splatter da prima pagina.
I segnali di stress nel cane dovrebbero essere noti a tutti, ma ripetiamo qui quelli che riguardano direttamente il rapporto cani-bambini:

In generale, in presenza del bambino di casa o di bambini estranei:

– manifestare paura, diffidenza o semplice fastidio all’avvicinarsi del bambino: il cane può mettersi a tremare,  guardarsi continuamente intorno (in cerca di una via di fuga) o cercare proprio l’evitamento;
– dilatazione delle pupille quando vede il bambino/i bambini;
– orinazione da sottomissione in presenza del/dei bambino/i
– leccarsi in maniera eccessiva e continuativa;
– presentare fenomeni psicosomatici, come pelo unto,  disturbi intestinali (diarrea), perdita o aumento di appetito o rifiuto del cibo, il tutto in concomitanza con l’arrivo del bambino o in presenza di bambini estranei;
– assumere un atteggiamento irrequieto o iperattivo.

Durante le interazioni con i bambini:

– Leccarsi ripetutamente il naso o esibire altri segnali di calma (in questo articolo sono descritti i più comuni) con grande insistenza/intensità;
– Cercare l’evitamento;
– Sbarrare gli occhi;
– Ansimare;
– Dare segnali di preavviso come il ringhio (incredibilmente ignorati da alcuni genitori, che ritengono che il cane “voglia giocare”. In realtà i cani ringhiano anche durante il gioco, ma il ringhio in se stesso è sempre un segnale di minaccia. Durante il gioco è una minaccia scherzosa, ma è assolutamente folle dare per scontato che sia sempre così.

canibimbi2E ovviamente… QUANDO IL CANE MANDA SEGNALI DI STRESS, L’INTERAZIONE CON I BAMBINI VA SOSPESA.

I BAMBINI VANNO EDUCATI AL RISPETTO non solo per evitare che vengano morsi, ma anche perchè il cane è un essere vivente, pensante, sensibile eccetera eccetera… che per di più ha fiducia in noi. E noi abbiamo il dovere di ricambiare proteggendolo, non certo sottoponendolo a veri e propri maltrattamenti come quelli visti nel famoso video.
Le indicazioni su “come” insegnare al bambino a rispettare il cane le ho già scritte in questo articolo, quindi evito di ripetermi: l’importante, però, non è tanto il “come fare” (anche perché ognuno è liberissimo di educare i propri figli come meglio crede), quando proprio il concetto di “doverlo fare”. E lo si deve fare anche se non si ha nessun cane, perché qualsiasi umanino che viva nel terzo millennio, prima o poi, qualche cane lo incontrerà per forza: quindi non esistono scuse per dimenticarsi di spiegare ai bambini che il cane non né un mostro, né un giocattolo. Educare i bambini al rispetto è un preciso dovere di ogni genitore.
Le cose principali da insegnare ai più piccoli sono:

– non si rompono le scatole al cane in generale, ma in particolare:
a) non si tocca il cane quando mangia o quando dorme;
b) non si salta addosso al cane come se fosse un cavallo;
c) i cani estranei non si approcciano frontalmente ma lateralmente, e non vanno fissati negli occhi;
d) non si danno manate in testa ai cani;
e) non si tirano orecchie e code, non si infilano le dita negli occhi eccetera;
Tutto questo lo può imparare anche un bambino di un anno e mezzo. 

Ci sarebbero altre mille cose da dire, ma mi fermo qui per mantenere la promessa di non scrivere troppo.
In realtà, probabilmente, basterebbero queste poche regolette per evitare la stragrande maggioranza degli incidenti tra cani e bambini. Vi prego quindi, molto vivamente, di rispettarle: e magari, se vi va,  di diffonderle.

DAL NOSTRO PET SHOP...

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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