alianz1di VALERIA ROSSI – Ho resistito a lungo, nonostante le continue richieste dei lettori, prima di affrontare l’argomento dei pedigree “fatti in casa” proposti da tale “Alianz Canine Italia”, della quale si nota per primissima cosa il tentativo di confondersi con l’Allianz (doppia elle… ma chi ci farà caso?), notissima compagnia assicurativa: la sigla, poi, diventa A.C.I… e ogni commento qui si fa superfluo.
Ma glissiamo pure su questi che potrebbero anche non essere tentativi di depistamento (così come il nome della bibita Fi.Ga. non aveva assolutamente un doppio senso), e veniamo alla proposta di questi signori, che è molto semplice.
Il tuo cane non ha il pedigree? E loro te lo fanno, paf, tutto risolto.
Ovviamente non possono chiederti i dati dei genitori, dei nonni eccetera, perché non li hai: e allora basta inviare una foto e una breve descrizione del cane, oltre alla modica cifra di 47 euro (che effettivamente è modica: ma moltiplicata per tutti i polli che ci cascheranno, rischia di diventare una cifra decisamente consistente).
Tutte le norme del caso le trovate in questa pagina FB dove si invita “davvero” a regalare un pedigree per Natale al vostro cane (non è stata una mia fantasia, quella che ho inserito nel titolo).
Un po’ come dire a un extracomunitario irregolare: “Dài, per Natale ti regalo la cittadinanza italiana”.
Pensiero carino e gentile, certo: ma non esattamente attuabile.

alianz_logo_indexMa andiamo a vedere cosa dice il sito di questa “Alianz Canine”, partendo ovviamente dal “chi siamo” (cosa che ci stiamo chiedendo in molti).
Questi signori sostengono di essere un’emanazione dell’ACCAM Alianz Canine Worldwide, che effettivamente è un’associazione spagnola dissidente dall’FCI (Federazione Cinologica Internazionale, quella a cui fa capo il nostro ENCI), apparentemente molto attiva.
Sia la “casa madre” che l’A.C.I. sostengono però  di ritenersi libere di gestire libri genealogici “in base alla direttiva EU 174\91“… che mi sono affrettata a cercare, trovando effettivamente una delibera dell’UE che però si riferisce al commercio dei polli.
Avrò trovato la legge sbagliata, non lo so: sarei molto lieta se qualche membro di Alianz Italia mi comunicasse quella giusta, visto che Google non mi trova altro.
Ammettiamo, però, che esista davvero una legge europea che tolga di mezzo il monopolio dell’ENCI: potrebbe essere anche una cosa positiva, viste le critiche che in tanti muoviamo al nostro Kennel Club (anche fosse soltanto per invitarlo ad agire con maggiore serietà).
Ma quando leggo che per avere un pedigree basta mandare 47 euro, una foto e una descrizione del cane… embe’, lì mi cadono proprio le braccia.
Perché  potrei prendere un qualsiasi bastardino al canile, mandare all’A.C.I. la foto di un supercampione di una razza a caso, descrivere il mio cane come uno strafigo… e zacchete, mi ritrovo in mano un pedigree!
Se invece il cane è, che so, un cane dell’Est, o il classico “figlio di Fufi e Bubi” che ad una razza effettivamente somiglia… allora
potrà diventare campione italiano e pure internazionale, visto che l’A.C.I. intende organizzare manifestazioni di ogni genere, a cui parteciperanno tutti ‘sti gran soggetti a cui sono stati appiccicati i documenti guardandoli in fotografia.
Fantastico!

tabella_razzeSembra una barzelletta, ma in realtà non è neppure la prima volta che succede.
Di associazioni “dissidenti”, in Italia e in Europa, ne abbiamo già avute svariate: ce n’era una (belga, se non erro) che si chiamava UCIT o UCIR (non ricordo esattamente) e che rilasciava “pezzi di carta” almeno comprensivi di qualche nome: insomma, almeno genitori e nonni c’erano (tutti regolarmente con nomi tipo Fufi, Bubi, Lilla, Bobo: chi fossero, di chi fossero, dove stessero, non era dato di saperlo).
Guarda caso, tutti i cani venduti da negozi, fiere eccetera come “cani con pedigree” avevano appiccicati questi pezzi di carta che venivano pagati “a parte” (un classico) e che, ovviamente, risultavano del tutto inutilizzabili su qualsiasi terreno.
Potevi iscriverti a un’expo? No.  Potevi registrare una cucciolata? No. Potevi partecipare a una prova di lavoro? Macché.
Bisognava aspettare le manifestazioni organizzate dallo stesso UCIT (o UCIR), che per un paio d’anni effettivamente apparvero… e poi scomparvero nel nulla, penso (e spero) a causa della  carenza di partecipanti.
Ma proviamo a credere a ciò che sostiene l’Alianz, e cioè al fatto che organizzeranno millemila esposizioni, che si occuperanno di pet therapy e agility… e soprattutto, udite udite: riconosceremo gli esiti delle varie malattie genetiche, trascrivendole sul certificato d’origine il risultato, tramite valutazione rilevata da un centro veterinario nostro partenership, controllore ufficiale per A.C.I.- Alianz Italia, su tutto il territorio nazionale, indicandone ove presenti, e non solo, le malattie genetiche latenti nella popolazione canina (testualmente copincollato, errori grammaticali compresi).
Un bell’impegno, eh… visto che partono da cani totalmente sconosciuti, a cui hanno fatto il pedigree basandosi su una foto e di cui non sanno assolutamente nulla.
Cioè: dei cani con pedigree FCI si conoscono almeno tre generazioni di ascendenti, si sa a chi appartiene ogni soggetto, per alcune patologie esistono da decenni le certificazioni ufficiali… e già così è estremamente difficile tenere la situazione sanitaria sotto controllo: immaginate un po’ cosa succederebbe qualora si dovesse avere a che fare con cani tutti sbucati dal nulla.
La situazione poi diventa particolarmente preoccupante quando il cane dell’Est (o prodotto da un qualsiasi cagnaro nostrano, che ovviamente non si è MAI sognato di fare il minimo test, ma neppure di accertare un minimo di tipicità) diventa “campione”: vi immaginate le corse all’accoppiamento di tutti i Sciurmari e le Sciuremarie convinti – magari pure in buona fede – di avere in mano un supercane?
C’è il serio rischio che l’Italia si riempia di solenni bastardini supertitolati, perché sono arciconvinta che ben poche Sciuremarie siano in grado di distinguere un pedigree “reale” da uno farlocco (tant’è che anche tutti i  proprietari di cani con pedigree UCIT erano convintissimi di avere i documenti in regola).
Quindi pedigree, campionati e quant’altro verranno sbandierati ai giardinetti come trofei di incommensurabile valore: e  il cuggino di turno si precipiterà a pensare “WOW! Mi propongono di accoppiare la mia Fufi con un campione italiano! Ma facciamolo SUBITO!!!”
E giù cuccioli fatti assolutamente ad capocchiam e senza alcuna cognizione di causa, che verranno rifilati (magari facendoseli pure pagare, perché ahò, sono “figli di campioni!”) a cani e porci. Canili, preparatevi a un’overdose di nuovi ingressi!

Insomma, se questa cosa prendesse piede potrebbe essere una legnata tremenda rifilata ad una cinofilia già sufficientemente allo sbando.
Per questo, all’inizio, ho detto che “ho resistito a lungo” prima di parlare di questa curiosa novità: perché non mi sembrava giusto dare ulteriore visibilità a qualcosa che potrebbe scatenare il panorama allucinante di cui sopra (ai tempi di UCIT e affini non c’era Internet, non c’erano i social network, non c’era alcun modo per trasformare una pericolosa sciocchezza in un fenomeno di massa: oggi è tutto diverso ed io penso con vero terrore alle Sciuremarie col cane “di razza, ma senza pedigree” che si lanceranno a pesce su quella che sembrerà loro una grande opportunità).
Purtroppo la visibilità se la stanno prendendo da soli, visto che ormai vedo spuntare “Alianz Canine” ad ogni angolo.
Quindi vediamo almeno di rispondere alle domande più frequenti, per provare a fare un po’ di chiarezza:

1) Lo possono fare?
Ma certo che sì! Non c’è nessuna legge che vieti di aprire libri genealogici, di stamparsi in proprio dei certificati, di organizzare manifestazioni e così via. C’è, però, un Ministero cui compete la gestione della cinofilia in Italia, e questo Ministero ha decretato che l’ENCI è l’unico Ente preposto al rilascio dei pedigree (più correttamente: alla gestione dei libri genealogici dei cani di razza pura).
Il pedigree è la carta d’identità del cane: ora, nessuno impedisce a un ragazzino di stamparsi una carta d’identità con il computer di casa e di utilizzarla per giocarci con gli amichetti… ma se provasse a farla passare per un documento ufficiale, le cose sarebbero un po’ diverse. Questi pedigree sono un po’ la stessa cosa.

2) Questi pedigree possono essere considerati “falsi”?
Non esattamente. E’ che non possono essere considerati pedigree, perché gli unici pedigree autorizzati, nel nostro Paese, sono quelli rilasciati da FCI/ENCI. Questi sono un po’ come i soldi del Monopoli: valgono  all’interno del gioco, ma se provi a spenderli in un negozio… be’, di nuovo, le cose cambiano.

3) Questa iniziativa avrà successo?
Ma sicuramente SI!
Farà la gioia di tutti i furbetti che prima comprano il cane “di razza, ma senza pedigree” per risparmiare, ma poi si fanno venire la bava alla bocca se gli dici che non può essere definito “di razza pura”. Adesso potranno sbatterti in faccia un pedigree (e chissenefrega se magari l’hanno ottenuto spedendo la foto di un altro cane…) e dirti che il loro cane è “ufficialmente” di razza.
E pazienza se a deciderlo è stato il signor Vattelapesca, con cultura cinofila Boh, con formazione Chissachilosa eccetera eccetera.
Perché… chi decide se il cane è tipico? Come si fa a vedere (in foto!) se ha un buon carattere? Chi giudica le manifestazioni, quale preparazione avrà? Tutti immensi punti  interrogativi… di cui alle Sciuremarie non potrà frega’ de meno. Basta avere il “pezzo di carta”, il resto è tutto un optional.

3) Ma cosa c’è di male, dopotutto?
Soprattutto il fatto che manchi ogni parvenza di serietà.
I pedigree italiani non sono il massimo per quanto riguarda le informazioni fornite (per esempio, c’è troppo poco sulla salute), ma almeno consentono di sapere chi sono genitori, nonni e bisnonni: e un allevatore serio le indagini sulla salute può sempre farsele in proprio. Inoltre sapere i nomi degli ascendenti è l’unico modo per evitare accoppiamenti a rischio, come quelli in eccessiva consanguineità o quelli tra due cani portatori della stessa patologia ereditaria. Con questi pedigree tutti “di prima generazione”, ogni controllo diventa impossibile: è come tornare indietro di duecento anni.

Insomma, personalmente non sono certo scandalizzata dal fatto che qualcuno voglia proporre un’alternativa all’ENCI: anzi, troverei positivo che potesse esserci più di un Kennel club in Italia, perché la concorrenza induce quasi sempre a lavorare meglio e ad impegnarsi di più. Però questo Club alternativo dovrebbe propormi delle migliorie rispetto a ciò che già esiste: maggiore serietà, maggiori controlli… e non certo una pagliacciata come quella dei pedigree “regalati per Natale” e fatti sulla base di una fotografia.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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106 Commenti

  1. Brava Valeria!Come dice il Papa:”non fatevi ingannare dai leader di questo mondo, dai santoni e da chi vuole attirare a se’ le menti e i cuori”.Questi signori dell’Alianz sono lungi dall’essere santoni,di certo ingannano la buona fede delle persone.Giusto stamattina ho avuto una discussione con un certo Studio Parisi che dice.”Qualsiasi disagio fisico e psicologico può essere ricondotto a carenze nutrizionali che determinano il cattivo funzionamento del nostro #organismo” e poi bla bla e bla.In qualita’ di laurendo in dietistica(mancano 7 giorni)dopo che e’ comparsa la loro pubblicita’ sul mio profilo mi sono sentito in dovere di entrare nella loro pagina FB e replicare.Minchionazzi

  2. Domanda… ho letto che se si ha un cane innegabilmente appartenente ad una razza si può ottenere un Certificato di Tipicità (CT) rilasciato da un Giudice Esperto in una manifestazione ufficiale tramite il quale si può richiedere il pedigree di capostipite. Il cane verrà iscritto nel RSR -REGISTRO SUPPLEMENTARE RICONOSCIUTI.
    E’ corretto?

    • Dipende se l’RSR in quella razza è aperto oppure no! se non è aperto (basta andare sul sito dell’enci) il pedigree si può ottenere solo con esame del DNA sempre se i genitori hanno il DNA depositato in uno dei laboratori riconosciuti ENCI, sennò preso un cane senza pedigree rimane un meticcio. Se invece l’RSR è aperto basta iscrivere il cane ad una esposizione riconosciuta Enci (come Fuori Concorso) e se si riceve il giudizio di minimo Molto Buono (mi pare non vorrei sbagliare) viene rilasciato il pedigree come capostipite!

    • il mio chihuahua è ipertipico ma all’Enci su questa cosa mi hanno detto no. Voi che dite è un dalmata di kg 1,800???Capisco il controllo, dal veterinario ho incontrato chihuahua di 4 e 5 kg ma un minimo di apertura per chi è tipico ci vuole.

  3. Per Ivy, si è corretto, ma solo nel caso di razze con il Registro Riconosciuti ancora aperto, e di solito sono quelle poco diffuse, come il segugio dell’appennino, credo il cirneco dell’etna ecc. Se si ha un labrador no di certo….

  4. Qui fanno già le esposizioni dell’Alianz, ci volevo andare perché pensavo che fossero di quelle in cui si vincono i salami, poi quando ho scoperto che pretendevano addirittura una cauzione per andare a casa a mangiare, che non mi avrebbero restituito se non tornavo il pomeriggio col cane, ho deciso di non andare. Tra l’altro mi sa che i salami non li davano. 😉
    Hanno anche classi di concorso diverse, ho visto che i cani senza uno specifico ruolo (da punta, pastori, cani d’utilità) finivano tutti in cani da compagnia e poi venivano divisi in: sotto i 35cm e sopra i 35cm. Ho pensato che (scusate la puzza sotto il naso) fosse un po’ denigratorio per il mio PLI già campione ENCI.
    Ho letto anch’io, che se volevi, portavi il cane a farlo vedere da un esperto durante l’expo e se a loro giudizio poteva appartenere ad una razza ti rilasciavano il loro pedigree come capostipite!
    Va be’, se questa associazione organizza mostre per tutti, in cui le famiglie portano i bambini a vedere i cani strani e ci sono classi di concorso anche per meticci e prove di agility, ben venga, per quanto riguarda il riconoscimento di razza, a me ha fatto sbellicare dal ridere e ora che è stato sottolineato quanto può essere pericoloso per i “cinoignoranti”, non rido molto più.

    • Elena, non so come funzionino le “uscite e rientrate” nelle manifestazioni dell’Alianz, ma chiedere la cauzione per chi esce è una pratica normale anche nelle esposizioni ENCI (o almeno lo è stata finché le ho fatte io, non so se adesso sia cambiato qualcosa). Lo scopo è quello di impedire alla gente di andarsene a casa dopo il giudizio di razza e quindi di sottrarre i cani al pubblico che arriva quasi sempre nel pomeriggio e che rischierebbe di trovarsi solo i cani vincitori dei raggruppamenti. Quindi non lo trovo “strano” e tantomeno scorretto, perché si tratta di uno show e gli show hanno le loro esigenze (prima fra tutte quella di accontentare il pubblico).

      • Buono a sapersi, ora che ci penso, le esposizioni Enci che ho abbandonato finite le valutazioni di razza erano all’aperto, con entrata libera, e nessuno controllava chi usciva.

        • No Valeria, all’ultima internazionale che ho fatto(quest’anno) sarei potuto uscire e rientrare benissimo nessuno m’avrebbe chiesto niente

      • il regolamento dice che se hai un cane iscritto non puoi lasciare il padiglione (se al coperto) o l’expo entro le ore 14.giustamente puoi uscire a far fare i bisognini al cane…su questo nessun commento,ma andarsene no…anche xchè il libretto delle qualifiche viene convalidato e rilasciato solo alla fine di tutti i giudizi in tutti i ring,non è peraltro obbligo di rimanere x il raggruppamento,io pur avendo il BOB,spesso me ne sono andata prima,anche xchè a volte devi far centinaia di km fino a casa…

    • Ne hanno organizzata una a metà settembre a Prato, che è stata interrotta causa bufera d’acqua, e così hanno replicato il 10 novembre a Calenzano (Firenze) tutto il giorno in un palazzetto dello sport.

  5. Ed ecco perchè in alcuni casi come il mio si è pensato di trovare una via per la salvaguardia della razza a cui si è affezionati. Nel mio caso, io assieme ad un futuro veterinario e ad un’allevatrice della razza in questione ci siamo rimboccati le maniche e si è pensato di costruire un sito divulgativo per cercare di salvaguardare la pura razza.
    Riguardo al pedigree abbiamo cercato di far capire l’importanza che ha e soprattutto come dovrebbe essere perchè possa essere ritenuto tale (con tanto di foto).
    Se tutti noi, quelli a cui sta a cuore che una razza non venga snaturata ne commercializzata senza criterio, facessimo più informazione sana, ci sarebbero di sicuro meno sciurmario e sciuremarie in giro o quantomeno lo sarebbero ma almeno informate in modo corretto su questi argomenti.

  6. Sarebbe da sbellicarsi dalle risate a presentarsi con un xoloitzuintle, e chiedere: “buongiorno, vorrei il pedigree di questo cane!”….ma quali esperti di razza??? Chi chiamano questi a giudicare? Poi quando daranno non so quale nome/razza al cane in questione….ovviamente non la indovineranno mai….Tirare fuori dalla borsa il Suo vero pedigree et….voilà!!!! Che sorpresa! E che figuraccia per loro……
    Quanto mi piacerebbe assistere ad una scena similare!!!!

  7. 47 euro sono una cifra modica per farsi prendere per i fondelli? (O per autoprendersi per i fondelli): mi pare di no! Il mondo è pieno di gente dispostissima a prenderci per il culo assolutamente gratis!

  8. Beh te ne sei accorta tardi 😀 Io li sto sputtanando da mesi su FB ricevendo anche minacce di vario tipo!!! C’è da dire che l’Alianz Campania fa capo a un commerciante di CUCCIOLI IMPORTATI che si definisce pure GIUDICE e SELEZIONATORE CINOFILO!!!! In ogni caso l’ENCI ha interessato i suoi legali per ravvisare eventuali irregolarità, ma l’importante è INFORMARE i poveri sprovveduti che pensano con 48 euro e una foto di avere un ‘pedigree’ per il proprio cane!!!

    • Anche io ho ricevuto minacce da una rappresentante Aliance locale, per aver esposto pubblicamente i miei dubbi, nonostante i toni fossero propositivi e il dialogo aperto!!
      Questo fa capire il livello dei pesci che possono abboccare a quest’amo!

  9. Non ci posso credere. Dopo qualche anno di fragature si rivaluteranno gli allevatori seri. E se uno e’ così cretino non mi tocca, anzi meglio che un pirla del genere non abbia un mio cucciolo. Infatti chi cade in queste trappole e’ gente talmente sprovveduta che mi spaventa frequentarla. Caxxxi loro.

  10. …cmq a me sa’ di truffa…
    Da nessuna parte c è scritto che questi certificati hanno valore solo all interno di questa associazione…che non si possono fare cucciolate..che non si può andare in expo..che nell enci..ne i paesi che sono sotto l fci lo riconoscono..
    L enci e il ministero non potranno fare nulla per impedirgli questa buffonata..ma almeno imporgli di scrivere la verità. .questo lo possono fare benissimo.
    Tanto x salvaguardare le persone che potrebbero cadere in questa trappola..per salvaguardare gli allevatori associati all enci…per i cani..
    Il pedigree ha un valore inestimabile…e 47 euro sono veramente pochi per definire un cane di razza..
    Il pedigree non si compra..si crea..si costruisce…in anni e anni di selezione.

  11. Vorrei solo fare un appunto, la UCI è un ente che esiste dal 1978, diretta concorrente della FCI http://www.uci-ev.de/english_site/index_en.htm di cui fanno parte parecchi kennel club affiliati anche alla IFCS http://www.dogsport.ru/
    E’ un ente internazionale che lavora con parecchi paesi del mondo, compresa l’america.
    E’ vero che in Italia non è ammesso, o meglio, se una persona vuole lavorare con l’Enci, non può assolutamente lavorare o anche solo partecipare ad Expo organizzate da qualsiasi gruppo che lavora per la UCI, altrimenti si vede immediatamente radiato dall’ENCI.
    Ma è un’unione cinofila valida a tutti gli effetti, tutto dipende da cosa uno vuole vedere, come ho scritto sopra, se noi vogliamo lavorare solo ed esclusivamente con l’Enci, dobbiamo per forza restare legati alla FCI.

  12. Scusa tres jolie..come fai a dire che è un associazione seria..se fornisce pedigree in quel modo ???
    Se io ho un cane figlio di fufi e bubi e i nonni manco si sa’ chi sono..da dove vengono..come fai a ricostruire un albero genealogico seriamente. .a me qualcuno dovrà spiegarmelo..visto che anche i pedigree italiani non sono il massimo..ma grazie a internet cmq riesco ad avere notizie sui discendenti in maniera più concreta.
    Allevare è un arte..e i materiali usati per creare un buon cane devono essere di prima qualità e non fatti come li fa’ questa associazione…

  13. Volevo complimentarmi con la sig.ra Valeria per il costante lavoro che fa nel divulgare informazioni corrette, sbugiardare le cugginate da cui trapela la passione smisurata che ha per i quadrupedi pelosi.
    Questo sito è uno dei meglio strutturati aggiornati, leggibili e allo stesso tempo completo per chi, come me, ha voluto provare ad adottare 2 cani senza, all’epoca, sapere niente dei loro bisogni o caratteri. Leggendolo sempre e assistita da professionisti del caso (veterinari generici e comportamentalista) sono riuscita a recuperare 1 situazione difficile tipica del cane da canile sballottato e con mille problemi di fiducia e ansie.

    Grazie ancora.

  14. Si …hai ragione..perdonami 🙂
    Però allora mi viene da fare una domanda..
    Perché c è bisogno di creare nuove cose se c è già un organo predisposto FCI..che fa questo lavoro ??
    Le cose sono due..o qualcuno ha bisogno di poltrone…di guadagni..di riparare ad un lavoro poco serio..
    Oppure l organo FCI con l enci..lavorano veramente male…

    • Dopo aver parlato al telefono con una rappresentante dell’Alianz, posso dire che la motivazione per cui è nata questa associazione in Italia è proprio la seconda che hai detto. FCI ed ENCI non lavorano abbastanza seriamente, e purtroppo lo sappiamo tutti: peccato che la risposta non possa essere qualcosa che, almeno dalle premesse, sembra ancora più superficiale e ancora meno seria dell’ENCI stesso.
      Attendiamo sviluppi…

    • Ogni grande azienda, prima o dopo, avrà la concorrenza che cercherà di migliorare o almeno, di provare a migliorare alcune pecche….. Qui in Italia, l’Enci è considerata una sorta di Dio, intoccabile…. l’unico ente che può avere il diritto di parola…. ma io credo che non è così intoccabile come sembra, purtroppo qualcuno, un giorno, troverà il sistema di diventare il suo diretto concorrente.
      Se non sistemerà almeno qualcuno dei suoi “casini”, presto ci sarà una rivoluzione, sono troppe le cose negative, non è più un fidato Ente cinofilo che protegge la razza, ma solo una grande azienda che punta ad avere i guadagni più alti…
      E non pensate che anche nell’Enci non ci siano meticci con pedigree… ce ne sono più di quanti potreste pensare…. Basti pensare che una privata, mi ha chiamata un giorno, proponendomi un maltese… Io stupita, le ho chiesto da dove arrivasse….. la risposta??? Dalla sua coppia di barboni, rigorosamente con pedigree!!! In ogni cucciolata, logicamente iscritta all’Enci, nasce sempre un maltese “puro”… fate voi!!! E secondo voi.. quanti controlli fa l’Enci, alle cucciolate nate dai privati?? chiunque potrebbe iscrivere dei meticci e nessuno se ne accorgerebbe.

  15. Ho letto per caso delle cose incredibili su questo forum http://www.forumpastoretedesco.com/forum/viewtopic.php?f=35&t=38269&st=0&sk=t&sd=a dove si capisce davvero la serietà di questa neo associazione….
    Per chi non avesse voglia di leggerlo….è un po’ come se avessero chiesto ad una Sciuramaria se potesse/volesse giudicare una delle loro expo!!! Sono rimasta BASITA! Leggere per credere…
    Scusate ma di serio non ci trovo nè vedo proprio nulla. Sarò pessimista, ma è SOLO per una questione di soldini, anzi soldONI!

  16. Adesso basta ,ne ho sentite veramente troppe, dal pedigree semplicistico al decreto sui polli, alle varie sagre del salame,ad aver ritirato i libretti (forniti gratuitamente) con cauzione da pagare,scritto in regolamento sul sito ma non applicato,anzi abbiamo fornito i buoni di un ristorante in convenzione, a passare con alcune persone addirittura alle minacce ,per concludersi in vario modo con un unica parola: truffa ! Adesso e’ l’ora di finirla i nostri libri sono ben visibili in associazione e solo per un motivo di privacy non pubblichiamo. Tutto quello che e’ stato scritto verra’ vagliato nella sede competente e non su un blog .

    • Il pedigree semplicistico mi sembra un dato di fatto difficilmente confutabile: non so se lei sia la stessa persona con cui ho parlato al telefono, ma le ribadisco quanto detto… la pagina “regaliamo un pedigree al nostro cane per Natale” è un insulto alla cinofilia seria.
      Il decreto sui polli è l’unico che ho trovato su google sotto la dicitura “direttiva EU 174\91”. Dopo la nostra telefonata (nella quale avevo chiesto per favore di inviarmi la normativa giusta, ma senza avere alcun riscontro), ho cercato ancora ed ho trovato – penso – la direttiva a cui si fa riferimento, che sta a questo link: http://www.ismea.it/flex/AppData/Redational/Normative/19990427000100123.pdf
      All’articolo 2 si legge (copincollo): 1. I libri genealogici ed i registri anagrafici sono istituiti, previa approvazione con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, dalle associazioni nazionali di allevatori di specie o di razza, di cui all’art. 1, lettere a) e b), dotate di personalità giuridica ed in possesso dei requisiti stabiliti con provvedimento del Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Detti libri genealogici e registri anagrafici sono tenuti dalle menzionate associazioni sulla base di appositi disciplinari, approvati anch’essi con decreto del Ministro dell’agricoltura e delle foreste”.

      L’Alianz ha un riconoscimento del Ministero? Stando a quanto mi è stato detto al telefono, NO. O almeno, non ancora. Quindi non può gestire libri genealogici “ufficiali”, punto. Può tenersi i suoi libri privati, validi solo all’interno dell’associazione stessa.
      Se scrivete sul sito che in expo c’è una cauzione da pagare per uscire, chi legge è tenuto a pensare che effettivamente ci sia (nulla di strano, ripeto: l’ha sempre fatto anche l’ENCI), e siccome non ha partecipato non può aver visto nella sfera di cristallo che non avete applicato il vostro stesso regolamento. Siate più chiari e non ci saranno altri equivoci.
      Infine: l’ultima riga suona tanto come una minaccia: accomodatevi pure nelle “sedi competenti” che preferite… ma dubito che possa essere contestata una sola parola di quanto è stato scritto finora.
      Perché voi NON vi state presentando come una sana e seria alternativa all’ENCI (se ne vedessi una all’orizzonte, personalmente farei i salti di gioia alti così), questo è un dato di fatto.
      Se avete davvero intenzioni serie, per quanto possa capire le difficoltà iniziali, cambiate registro e proponete qualcosa di veramente serio, anziché promuovere “regali di Natale” così poco credibili da sembrare più una presa in giro (o uno specchietto per allodole, che sicuramente non mancheranno) che una proposta cinofila degna di tale nome.

      • Scusi se ha compreso erroneamente minacce velate ,non intendevano esserlo, ho scritto e ripeto che ne ho sentite veramente troppe,come. legale rappresentante ho il dovere di tutelare sia i giudici che i soci che l’associazione stessa.
        Siamo persone oneste ,e tutto questo chiacchiericcio non supportato da nessuna prova e’ avvilente
        Pensate veramente che siamo incompetenti ?Certamente ognuno di noi (e non parlo solamente della mia preparazione o della prepazione del nostro staff) e’ ignorante davanti a qualcun’altro !
        E’ i portante sapere di esserlo per crescere e avere la voglia di apprendere .
        Detto questo i nostri libri Alianz Italiani sono visibili ,come già detto precedentemente in sede.

        • Buongiorno,
          se davvero tenete al vostro progetto sareste così cortesi da rispondere pubblicamente ed in modo chiaro ai dubbi sollevati dalla Sig.ra Rossi? Se davvero avete intenzioni oneste, non vedo perché rispondere in modo così vago. Fate chiarezza e dite se siete autorizzati dal ministero, qual è la legge di riferimento e se la procedura per ottenere un pedigree è quella che appare dalla vostra “offerta natalizia”.
          Grazie

  17. ..premetto che non sono una sostenitrice dell enci..per me è diventata come il governo italiano…È poco attendibile e troppo politica..e i cani di razza avrebbero bisigno di ben altro..ma questo vale anche x i club ufficiali e non.
    Ma nonostante questo..mi permette ancora di cercare e trovare cani di linee interessanti..e allevatori seri e soprattutto, quando allevavo..mi permetteva di essere seria sulla scelta dei miei riproduttori..riuscendo a risalire, e parlo del 1994, fino all ottava generazione.
    Vorrei ricordare a questi nuovi enti..che x il riconoscimento delle razze, la cosa è molto complessa e che non basta fufi e buby..che ci sono razze sottoposte a prove di lavoro..ud, caccia e quant altro e che non bastano l esposizioni o l agility per fare un analisi sul cane per decretare che quel soggetto è di razza..
    Per poter fare meglio dell enci o dell fci..dovevano iniziare in maniera assai diversa e che la macchina da mettere in moto e’ così giantesca e necessita di persone assai competenti che non solo ne capiscono di standard, ma anche del lavoro di una determinata razza, e visto che sono oltre trecento da conoscere come la bibbia, almeno da parte di chi fa’ parte dell organizzazione..permettetemi di avere dei dubbi sulle competenze di queste persone o nuovi enti che siano..

  18. Ultima cosa..l enci, quando nacque, era composta da cinofili di altissimo livello..da persone che amavano i cani..che studiavano ed erano competenti.
    L enci ha avuto un ottima base ( per fortuna) e che ancora regge su queste colonne portanti…per fortuna, perché a quest ora sarebbe già crollata..se fosse stata costruita su persone incompetenti che chiedevano una foto x rilasciare il pedigree. .
    Quando fu recuperata la razza lagotto..ci furono decine e decine di raduni..analizzati i futuri riproduttori da persone che, almeno dal curriculum, sapevano quello che dovevano fare e non una foto e 47 euro..e grazie a quel lavoro, un altra razza italiana fu’ salvata…
    Questo è un lavoro serio…

  19. ENCI: SE LO CONOSCI, LO EVITI
    A ridosso delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Enci ricevo numerose e insistenti contatti e telefonate di amici/conoscenti più o meno di lungo corso per
    farmi esporre in un senso o nell’altro: chi vuole farmi appoggiare il consiglio uscente, chi cerca di trascinarmi verso le liste alternative, ma andiamoci piano..
    io non ho messo qualche capello grigio per niente.
    Se c’è chi crede ancora nelle favole, nelle promesse di rinnovamento, nei buoni propositi degli slogan elettorali, che sono gli stessi da quando esistono
    elezioni per ogni schieramento che si presenti e che significano alla fine tutto e il suo contrario, beh si accomodi: io non ho più tempo da perdere.
    La cinofilia ufficiale l’ho annusata molto da vicino, conosco ogni figura più o meno di spicco che è sfilata sulla tribuna di questi anni. So troppo e troppo
    bene per non capire, che tutto si risolve e si assesta in un bel walzer di cadreghini: dei cani non importa nulla a nessuno.
    Non c’è modo di cambiare la cinofilia ufficiale da dentro; chi vuol essere realmente alternativo deve uscirne, pagando anche qualche prezzo e mettersi a
    fare il guerrigliero solitario, sabotando dove si può con denunce: denunce giudiziarie, denunce online.. spiegare a più persone possibile e soprattutto agli
    ingenui, che si avvicinano a questo mondo ora e sono propensi a credere che l’enci sia un palazzo di cristallo come le Nazioni Unite, qual è il vero giro del
    fumo.
    L’enci è un ente privato a cui storicamente il Ministero dell’agricoltura ha delegato la gestione del libro delle origini. Attualmente questo ruolo viene svolto
    mediante iscrizioni online, per cui chi richiede pedigree si assume la responsabilità di ciò che dichiara. Questa situazione è pericolosissima, perché non c’è
    alcun controllo: quindi possiamo dire che la gestione del libro delle origini è fuori controllo e i pedigree potrebbero essere tutti falsi. Per giustificare la
    propria esistenza l’enci fa qualche operazione di maquilagge e parla di pet therapy, corsi di educazione o qualche altra bella iniziativa di moda che fa
    vetrina tanto per essere credibile.
    Non si capisce perché il Ministero non revochi questa delega e non gestisca direttamente il rilascio dei pedigree, anzi lo si capisce, perché sulle spalle dei
    cani e dei veri cinofili, c’è chi si porta a casa dei lauti stipendi: le cariche sono molto ambite, lo vediamo nell’ordinario, l’abbiamo visto nello straordinario
    quando arrivano i politici durante i periodi di commissariamento.
    Tutte le buone intenzioni che ho letto qua e là sui vari programmi non sono che delle pie illusioni: l’enci non tutelerà mai un buon modo di allevare e di
    educare o addestrare, perché è nelle mani dei cacciatori: la gran parte dei cani iscritti sono cani da caccia, la gran parte dei tesserati sono cacciatori, la
    leadership – a partire dall’attuale presidente Francesco Balducci – è formata da cacciatori. E non si può proprio mettere i cacciatori nel loro standard medio
    come esempio di un modo etico di allevare, addestrare o come modello di un corretto rapporto con gli animali a partire dai loro cani.
    L’enci è per dirla tutta una discarica, nel comparto non riciclabile: è irrecuperabile. Molti vogliono entrare perché girano tanti, troppi soldi per una
    organizzazione sovradimensionata, inutile, di peso, che sporca la cinofilia.
    Quindi la mia unica speranza è che molti come me si chiameranno fuori e inizieranno a dare noia al sistema con tutti i loro mezzi a disposizione, senza
    paura di esporsi come ho sempre fatto io, a partire da questo intervento.
    Stefano Bartolini CINOFILO VERO

  20. Ho letto tutto, e mi sono informato pure io, ma io ho trovato più risposte che diffamazioni. Partendo dal presupposto che io faccio expò Enci che ho cani con pedigree Enci, e continuando con io ho partecipato anche all’expò a Calenzano forse ne so qualcosa in più, e mi spiace un po’ per come vi state ponendo.

    Alianz Canine Italia: L’associazione A.C.I.-Alianz Italia,nasce da una costola di ACCAM Alianz Canine Worldwide (la sede centrale è in Spagna ed è un’organizzazione presente in tutto il mondo).
    Possiamo in prima battuta riconoscere e omologare le razze canine sia autoctone che integrate in base alla direttiva EU 174\91 del 25 Marzo che ci autorizza a redigere un registro genealogico sia delle origini sia di prima origine (come l’Enci e l’Fci) Rompendo così un monopolio, con conseguente abbattimento dei prezzi, fornendo inoltre servizi innovativi.
    Su basi documentate i cani non in possesso di pedigree, potranno ottenerlo (organizzeremo anche delle giornate in varie parti d’Italia atte a raggiungere tale obiettivo). Riconosceremo gli esiti delle varie malattie genetiche, trascrivendole sul certificato d’origine il risultato,tramite valutazione rilevata da un centro veterinario nostro partenership, controllore ufficiale per A.C.I.-Alianz Italia, su tutto il territorio nazionale, indicandone ove presenti, e non solo,le malattie genetiche latenti nella popolazione canina.
    In collaborazione con altre associazioni promuoveremo sia la pet-therapy, agility-dog, sosterremo le scuole di salvataggio ecc ecc.
    Sarà nostra cura sensibilizzare la popolazione (con incontri anche nelle scuole ) la problematica dell’abbandono. Condivideremo anche la ricerca e i vari ritrovamenti sul nostro territorio creando una banca dati facilmente consultabile e aperta a tutti, via web.
    Organizzeremo esposizioni canine, seguendo la normativa ACCAM Alianz Worldwide,conferendo titoli di campionato sia Italiano che Internazionale. Attraverso la nostra parte formativa, creeremo corsi sia d’allevamento sia di toelettatura, sarà presente la Presidente Mondiale di Alianz Worldwide, corsi per commissari di ring (gratuiti, previo pagamento tessera Alianz Italia), corsi per Giudice Alianz (previo invio curriculum cinofilo) aperti a tutti coloro che come noi credono in qualcosa di innovativo nell’ambito della Cinofilia Italiana.
    Verrà rilasciato un diploma Alianz Worldwide valido in tutta la nostra rete, naturalmente il tutto con la supervisione di ACCAM Alianz Worldwide che ne seguirà anche gli esami.
    Attraverso la costruzione di un sito web, e usando i vari social network, porteremo a conoscenza le grandi potenzialità della nostra organizzazione, creando una rete sia informatica che solidale non esistente in Italia.

    Ora per molti, queste possono essere solo parole, ma se andate a vedere veramente anche nel sito spagnolo, Alianz Canine Italia ESISTE. E la delegazione spagnola non nasce ieri, ma ha dei sign. giudice dei sign. allevamenti.
    Ora per me che ho partecipato per curiosità devo pure dire che ad onor del vero avevano anche GIUDICI SPAGNOLI venuti direttamente dalla delegazione spagnola con tanto di interprete.

    Per chi invece dubita dei loro giudizi per quello che ho visto io, ed ho visto anche molti allevamenti Enci partecipare, il giudizio è stato onesto o per lo meno coerente con i miei fatti nelle varie expò enci.

    Passiamo ai riconoscimenti di razza, io non l’ho fatto ma una signora vicino a me si, e ci ho parlato e mi ha detto che lei aveva parlato con la Sign. che si occupa in Toscana di fare questi riconoscimenti e non le ha chiesto solo descrizione e foto ma, lei ha dovuto portare una certificazione del suo veterinario firmata e timbrata in cui il veterinario constata che quel cane pur non avendo pedigree appartiene a quella razza, poi una foto, poi la mattina una giudice e una commissaria hanno giudicato uno alla volta i cani, e non tutti son passati so che un cane non è stato passato, e dopo ciò gli è stato spiegato che non ha un pedigree ma un pedigree di 1° generazione.

    Detto tra noi, fanno la stessa cosa che fa l’enci, solo che l’enci lo fa solo per una nicchia di razza più o meno giovani, loro per tutte. Poi se ne vogliamo parlar male ok… ma sinceramente non ho visto nulla per cui chiamarli truffatori o chissà che..

    Io ho visto tantissime associazioni partecipare c’erano gli orsi del tirreno con i terranova, ( e loro fanno l’enci, fanno i brevetti per il soccorso in mare..) ho visto allevamenti ho visto persone che hanno anche un nome all’enci essere lì..

    Bho non so che dirvi io ho parlato con tante persone ed ero stata attirata dalla curiosità, ma se vi devo dire che sono truffatori no! Anzi io mi ci sono trovata bene, e anche io avevo letto su facebook regalate un pedigree per Natale ma se leggete sotto soprattutto i commenti si capisce bene che è un normale riconoscimento di razza!!

    Per le expò ho parlato con una ragazza che li aiutava, mi ero avvicinata per i suoi cani e poi ho visto che aveva il badge gli ho chiesto se ci sono altre expò e molto gentilmente mi ha riferito di altre expò e ho letto su facebook che con i loro pedigree e anche con i nostri enci possiamo fare il campionato Alianz anche all’estero..
    Non vedo tutti questi problemi e vi prego di non infamarmi per questo.. Ho pensato visto che io c’ero di dirvi la mia ma visti i toni vi prego vi ho già detto che faccio enci ho pedigree enci di non INFAMARMI.

    • Il VETERINARIO?!?!? Il veterinario attesta che quel cane è di razza?!?!? Ma stiamo scherzando??? E in base a quali conoscenze e competenze un veterinario dovrebbe saper riconoscere una razza?
      Io ho fatto veterinaria, e ti assicuro che non esiste la minima TRACCIA di studi relativi alle razze. Un veterinario è un medico: studia la salute, non certo gli standard!
      Anche se non fosse palese (e lo è, perché sta scritto sulla LORO pagina di FB “Regaliamo un pedigree per Natale”) che ammollano pedigree in base a una foto… se l’alternativa fosse quella di far decidere da un veterinario l’appartenenza a una razza, ci sarebbe da spararsi. I veterinari non sanno NIENTE di razze canine, e niente ne devono sapere!

      • Valeria concordo al 100% con questa tua affermazione! Il mio veterinario (110 e lode) lavora da oltre 30 anni e quando la mia amica gli ha comunicato che il suo prossimo cane sarebbe stato un Hovawart, lui le ha detto che non aveva la minima idea di che cane fosse e che non ne aveva mai visti… Quindi questa affermazione della certificazione veterinaria è veramente assurda!!!

        • Altra perla….ad un’altra mia amica che risiede nella capitale, alcuni anni fa, stava passeggiando sotto casa con la sua cucciola di terranova, e la veterinaria che lavora in un ambulatorio nella sua via, come l’ha vista le ha detto: “ma che bello! che razza è?” e la mia amica: “un terranova”, e la vet.: “ma con le gambe così corte?”…..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (non aveva capito che era un cucciolo!!!!!!!!!!!!!)……no comment!

      • Premesso che sono inorridita davanti alla prospettiva di questo pseudo pedigree (come se la cinofilia in Italia avesse bisogno di rimpinguare le file dei furbetti e degli amanti delle scorciatoie…) mi trovo però a dover dissentire su quanto affermato dalla Signora Valeria. Leggo spesso i suoi articoli con piacere e mi trovo d’accordo con ciò che scrive quasi sempre, ma il commento circa il fatto che i veterinari non sappiano niente (addirittura rimarcato dal maiuscolo)di razze canine mi ha offesa un pò…non sono veterinaria, ma sto studiando per diventarlo, sono cinofila (ho studiato per diventarlo 🙂 e Le assicuro che ultimamente sosteniamo anche esami (come Zootecnia che ormai è orientata verso i pet più che verso gli animali da reddito)che, SE presi sul serio ed eventualmente anche approfonditi, ci danno non poche nozioni su razze, gruppi, standard. Certo è probabile che medici veterinari “della vecchia guardia” non siano preparati circa razze e standard (così come non lo sono molti altri più giovani, ma che comunque non si interessano e preferiscono tralasciare l’aspetto zootecnico,scelta che non condivido), ma come sempre è meglio non generalizzare. Oltretutto oggi lo studio di alcune malattie è imprescindibile dalla conoscenza approfondita della razza che ne è maggiormente colpita. E tante sono le malattie che poche razze purtroppo restano fuori. Detto questo non intendo assolutamente affermare che un veterinario, in quanto tale, possa automaticamente diventare giudice o esperto di razza (se ne vedrebbero delle belle, lo ammetto!) ma mi permetta di sentirmi un pochino punta nell’orgoglio (anche in qualità di adorante proprietaria di quattro meravigliosi cani di razze diverse provenienti chi dal canile, chi da allevamenti di linee da lavoro che mi spronano ogni giorno a studiare e conoscere la loro meravigliosa Natura). Mi rincresce che il mio primo vero commento sia stato scritto perchè ero in disaccordo con un suo intervento, ciò non toglie che io ammiri il suo lavoro di divulgazione che spero arrivi a tanti (veterinari e non!)

        • Deni, sono sicuro che lei sarà una ottima veterinaria, la sua passione per la cinofilia, la porrà sicuramente ad un gradino più alto rispetto alla media.
          Credo comuqnue Che la signora Valera voleva intendere che i veterinari non possono essere esperti di tutte le razze canine riconosciute dala FCI.
          Daltronde come si ptorebbe pretecndere che un zeterinario conosca a menadito tutte le razze di cani, gatti, canarini etc?
          Un esame di cinofilia sistematica non mi sembra sia presente nell’elenco degli esami di medicina veterinaria.

          Con questo viorrei aggiungere, che la Alianz, se intende proporsi come valida alternativa all’ENCI, ha segnato un clamoroso autogoal per quel che concerne le Public Relation con la campagna “Regala un Pedigree per natale”: magari avranno avuto tutte le migliri intenzioni, magari sono anche una associzione serissima, ma ciò non toglie che dichiarare che si può rendere “cane di pura razza”, un pelosetto di cui si sà poco o nulla, non è solo poco serio ma anche pericoloso.

  21. e se vi chiedete che tipi di cani c’erano su facebook trovate le foto.. e chi ha vinto era pluripremiato anche da parte di enci!! Ma per farvi capire: Terranova, Bovari del Bernese, Alani, Golden Retriever, Weimaraner, Jack Russel, San Bernardi, Labrador, Pastori Australiani, Bassotti, Dobermann, Shikoku, Akita Inu, Chinese Crest, Carlino insamma davvero tutte le razze e hanno solo un modo diverso di raggruppare le razze ma poi è identico all’enci chi ha scritto che li dividono per altezza mi piacerebbe sapere dove ha visto ciò! E non è assolutamente vero che erano tutti classificati come cani da compagnia. Non diciamo cattiverie e falsità solo per il gusto di farlo non siamo pecore se a qualcuno stanno antipatici ok, ma non offendete se soprattutto non avete toccato con mano.

    Anche perchè sarà che mi ci son trovata bene ma in tanti gli hanno chiesto spiegazioni informazioni e hanno dato tutte le spiegazioni del caso e vi ripeto era pieno di persone che hanno pedigree Enci perchè senza pedigree non fai l’expo’!! C’erano un sacco di allevamenti allora son tutti polli?? son tutti scemi?? bho

    • Puoi controllare (come ho fatto io) i raggruppamenti per la valutazione delle razze sul loro sito: http://www.alianzcanineitalia.it/regolamento_generale_Alianz_Canine_Worldwide.htm.
      Probabilmente hai portato cani che non avevano un raggruppamento strano come il mio e quindi non ci hai fatto caso, ma io sì.
      I cani sono suddivisi in 5 gruppi in base a quello che fanno: pastori, cani d’utilità, terriers, cani da punta, hounds, i restanti 2 gruppi sono cani da compagnia sopra i 35cm e TOY dogs sotto i 35 cm.
      Io ho un Piccolo Levriero Italiano, razza antica e bellissima per cui nell’ultimo secolo gli allevatori hanno lavorato tanto per recuperare la sua dignità di levriero e per abbandonare l’idea ottocentesca del “piccolo cane da compagnia” che stava rovinando la razza. Il PLI non è un toy dog. Il PLI è un levriero e quindi un antico cane da caccia.
      Questo è un mio giudizio, quindi sono libera di dire che le categorie non mi piacciono.
      Le razze di cani non sono solo “la forma del cane”, ma una storia evolutiva di cui va tenuto conto.

      Per quanto riguarda il giudizio di un veterinario per giudicare le razze, il mio mi chiede continuamente se il mio è uno whippet… per me non è un problema, deve curare il cane bene, non giudicare lo standard.

      • Non sono daccordo: per un Veterinario è quasi indispensabile conoscere le razze, in quanto ognuna ha le sue caratteristiche genetiche e le sue reazioni, senza queste conoscenze, non è possibile valutare alcune situazioni cliniche o comportamentali che si presentano quotidianamente nei nostri Studi.

        • Ma sai quanti esami deve fare un asperante veterinario per potersi dire tale?
          Sai quante razze canine esistono?
          Già un esame di biologia sistematica è complicato, figuriamoci un esame di cinofilia sistematica….poi che facciamo? I gatti non sappiamo distinguerli per razza? E le mucche? I conigli? I maialini? I Roditori?

          Un veterinario cura gli animli, si da il caso che le patologie canine siano in genere quellle: la displasia dell’anca , è la medesima nel golden retriver che nel doberman e un buon veterinario, si informa delle patologie che può trovare nel cane di un suo cliente, non può e non è tenuto a conoscere le patologie di tutte le razze canine.

  22. Quindi se ho capito… Visto che ormai tante persone sanno che è vietato vendere cani senza pedigree ma non hanno la minima idea di come sia fatto un pedigree.. Io posso importare cuccioli dall’est che somigliano un po’ a qualche razza (e rigorosamente malati) e dire che vendo cuccioli con pedigree a 200 euro, nell annuncio che metterò su internet! La mente del buon truffatore trova sempre una soluzione! (In Italia) Ma arrestare sta gentaglia una volta per tutte no?

    • Non si può parlare di “truffa”: al massimo di “scorrettezza”, visto che non avendo un’autorizzazione ministeriale l’Alianz al momento non può distribuire pedigree “ufficiali”. Che migliaia di cani dell’Est si ritrovino quanto prima con un pedigree appiccicato è il mio più grande terrore, e so che presto questo terrore diventerà reale.

  23. Sono sorpreso di assistere a questo fuoco di sbarramento nei confronti di Alianz, che mi pare preventivo, con connotazioni apodittiche. Con tutti limiti della mia conoscenza parziale, ma di prima mano, penso possa tornare utile leggere quanto segue. Alianz Italia è una neonata associazione cinofila facente riferimento all’organizzazione internazionale Alianz Canine Worldwide che ha sede in Spagna. Questa è presente in quasi tutti i paesi europei , molto forte nell’America del sud e proprio nei giorni scorsi il presidente sig.ra Maria Eugenia Ribelles era in Corea del sud a celebrare l’adesione di quel paese al gruppo. Tutto ciò premesso mi pare si possa affermare di essere di fronte ad un’organizzazione internazionale piuttosto capillare che si articola su base nazionale. Qua in Italia l’associazione è stata costituita di recente e voler fare un paragone con l’Enci al momento è un non senso, poiché si confronta un’esperienza centenaria con una che ha pochi mesi di attività, una realtà che ha un potenziale economico e di partecipazione molto grande, con una realtà piccola che si rifà alla buona volontà e all’entusiasmo degli appassionati, con mezzi più modesti. Però alcune cose si possono dire, le persone di Alianz che ho conosciuto in toscana sono ottime persone, alle quale si dovrebbe comunque rispetto, se non altro per aver preso un’iniziativa per certi versi temeraria. Sono agli inizi e quindi si dovrebbe guardare la loro attività con un minimo di benevolenza, anche e soprattutto se pensiamo ancora a quante critiche è soggetta l’attività dell’Enci che ha un’esperienza centenaria. Per quanto riguarda l’esposizione di Prato, annullata poi per la pioggia, (ma forse sarebbe meglio dire nubifragio) sono rimasto impressionato per la quantità di pubblico presente sugli spalti, abituato a vedere in altre expò poco pubblico formato per lo più dagli stessi espositori. Nella successiva di Firenze (Calenzano) posso testimoniare che la location era ottima (palazzetto dello sport) il parquet con passiere di moquett e ring molto ampi. Circa la suddivisione dei cani, Alianz non segue l’impostazione dei gruppi come la FCI, ma segue un’impostazione propria, più assimilabile a quella dell’ AKC – American Kennel Club, giusto per dare un’idea. Molte cose possono essere opinabili, specie se non incontrano le nostre abitudini e i nostri gusti, ma ogni critica dovrebbe essere obbiettiva e non apparire come una caricata cieca. Per quanto riguarda i registri so per voce dalla stessa presidente Ribelles che è stata ricevuta al ministero per prospettare l’attività di registrazione dei cani. Quindi nulla di fumoso, di clandestino e/o improvvisato, semmai qualche procedura da comprendere meglio. La FCI prevede per un certo numero di razze la possibilità di registrare quali capostipiti dei soggetti senza pedigree. Il fatto che loro lo estendano a tutte le razze è una loro libera scelta. Così come è loro libera scelta riconoscere razze che tali sono, ma che la FCI non riconosce es. American Bulldog. La cinofilia è un settore grande negli USA oltre l’AKC (equivalente al nostro Enci che però riconosce metà delle razze) esistono alte associazioni cinofile molte delle quali detengono libri genealogici UKC, ADBA, ARBA, RARITIES, JABCA. Forse sarebbe ora che smettessimo di essere provinciali e pensare di conoscere il mondo, magari guardando dal buco della serratura. Concludo dicendo che alla manifestazione erano presente molti cani , alcuni provenienti dall’estero, buona parte dei quali di qualità, tanto per citarne uno c’era anche il terranova campione del mondo che ha vinto il Cruft e che nell’occasione è arrivato secondo al BIS vinto da un maltese. Il giorno prima si è tenuto un seminario di zoognostica del cane. Quanto all’Enci credo che sarebbe la prima a giovarsi di avere un competitor, poiché è risaputo che in regime di monopolio mancano stimoli e riferimenti di confronto, per gli appassionati la possibilità di scegliere e allargare lo spazio della loro attività.

    • Nessuno contesta la validità delle manifestazioni Alianz: chiunque deve essere liberissimo di organizzare esposizioni, tant’è che esistono centinaia di “locali” che nessuno ha mai criticato, perché “tutto fa brodo” quando si tratta di far vedere cani e di far capire l’importanza della cinofilia.
      Personalmente contesto – e con forza – che si possa pensare di distribuire pedigree come ciocciolatini, vanificando così tutta l’opera di selezione che gli allevatori SERI hanno portato avanti per millenni, e sdoganando la presunta “autenticità” di cani di “presunta” razza come quelli dell’Est.
      Leggere che ci siano allevatori che prendono posizione a favore di questa iniziativa del “pedigree per Natale”, dato in base a una foto, mi fa davvero rabbrividire.

    • Il problema è la preparazione e la ‘credibilità’ di chi esamina i cani, oltre che la assoluta inutilità di un ‘pedigree’ dato in questo modo… In realtà questa è a mio avviso solo un iniziativa speculativa che ben poco ha a che fare con la cinofilia… Alcuni dei referenti regionali, che si definiscono GIUDICI o SELEZIONATORI CINOFILI sono commercianti di cani importati, e io vedo in questo solo l’affibbiare un ‘falso pedigree’ a cuccioli di dubbia origine per aumentarne il valore commerciale… L’UNICO ENTE abilitato in Italia ad emettere certificati genealogici con delega e sotto il controllo del Ministero dell’Agricoltura è l’ENCI!!! Il resto è fuffa 😀

  24. Ciao Valeria! Avrei una domanda. In un tuo articolo hai scritto che e` illegale fare commercio di cani di razza senza pedigree…quindi sia chi vende che chi compra e` fuori legge…quindi chiunque richieda un pedigree per un cane apparentemente di razza ma al momento senza, o l`ha trovato in un canile o in pratica dichiara di averlo acquistato illegalmente… (spero che non te lo abbiano gia` chiesto…non ho letto tutti i commenti scusa)
    Ciao e un bacio alla Bisturi!

  25. Sign. Redattrice la prego di non stravolgere le mie parole: Ho scritto che per avere quel pedigree non basta la visita dal veterinario e una foto! Ma che c’è un GIUDICE che esamina singolarmente. Paro paro come all’enci quindi non vedo pedigree dati come cioccolatini.

    Mi spiace ma non sono favorevole al suo modo di fare e distorgere le parole di chi era lì, se vi interessa solo infamare e prendere parte di ciò che vi diciamo è totalmente inutile continuare. Pensavo che a voi facesse piacere capire chi erano ma a quanto pare voi non volete capire ma solo attaccare. Mi spiace.

    • Distorcere le parole ?
      Copio e incollo dal tuo commento:

      “Passiamo ai riconoscimenti di razza, io non l’ho fatto ma una signora vicino a me si, e ci ho parlato e mi ha detto che lei aveva parlato con la Sign. che si occupa in Toscana di fare questi riconoscimenti e non le ha chiesto solo descrizione e foto ma, lei ha dovuto portare una certificazione del suo veterinario firmata e timbrata in cui il veterinario constata che quel cane pur non avendo pedigree appartiene a quella razza”

      IL VETERINARIO CONSTATA CHE QUEL CANE PUR NON AVENDO PEDIGREE APPARTIENE A QUELLA RAZZA.

      Lo hai scritto tu questo eh, non è che la Redazione abbia stravolto nulla, sono testuali parole del TUO commento. Chi avrebbe distorto cosa ?
      Il fatto che poi un giudice abbia esaminato singolarmente non mi pare tolga nulla al fatto che – stando al tuo commento – venga presa in considerazione la certificazione dell’appartenenza alla razza fatta dal veterinario.

      Oltretutto, guarda un po’ sulla pagina Facebook del “Pedigree per Natale” cosa c’è scritto:

      “Il tutto verrà da noi “vagliato Personalmente nella nostra sede” cioé il cane di razza verrà valutato da un nostro giudice o veterinario[…]”

      Giudice O veterinario.

      “O”, giusto? Ergo, giudice “oppure” veterinario. Quindi non è considerato fondamentale il giudice, basta anche il solo veterinario. Siamo d’accordo, o la consideri una distorsione dell’italiano, questa interpretazione della “o” ?

    • Camilla, se io ho un piccolo levriero italiano fuori standard per altezza ( + alto)e lo portassi a far vedere per una valutazione di razza, penso che verrebbe riconosciuto come Whippet, oppure il contrario.
      Alcune razze sono apparentemente identiche e si distinguono per taglia. A volte se io vedo Greyhound unicolore, whippet unicolore e piccoli levrieri italiani in foto, se non ci sono punti di riferimento che mi facciano intuire la taglia si possono scambiare.
      Un cane fuori taglia e brutto della razza A, non può essere un cane di taglia in razza B. E questo sarebbe l’errore più facile, in cui anche un giudice bravo potrebbe cascare.
      Dal di fuori un cane può sembrare un’altra razza, ma è dentro quello che importa per un pedigree, quello che dice il suo DNA. Un pedigree spendibile per fare cucciolate deve essere una cosa seria, se nascono cuccioli diversi dai genitori, poi non ci si deve lamentare.

  26. Io vi ho detto la mia, la distorsione stava nel non mettere tutto il commento come stai facendo tu ma prendere solo parte del discorso. Poi io c’ero voi no io vi dico quello che HO VISTO voi parlate per?? Non ve ne frega niente di capire ma solo di attaccare. Io ci sarò anche alle prossime expò Alianz come continuerò ad andare alle expò enci. Ognuno di voi la pensi come vuole per me si comportano bene. Posso dire la mia o mi dovete calugnare e infamare per questo?

    Ermanno mi puoi dare nome e cognome di chi fa capo Alianz Campania?

    • Vedo che hai glissato accuratamente sul fatto che sulla pagina stessa del “Pedigree per Natale” della Allianz ci sia chiaramente indicato “giudice O veterinario”, comprensibile, se no la tua teoria del “volete solo attaccare” e sulla distorsione ne sarebbe uscita un attimino malconcia…

      Ora non fare la povera vittima, sei te che hai scritto “quante cavolate che dite”, “ci vuole il giudice” etc. quando sono le frasi scritte dalla Alianz stessa a smentirti.

      • OGGI c’è scritto “giudice o veterinario”. Ieri c’era scritto che bastava la foto… ci terrei a precisarlo, visto che la pagina è stata modificata dopo la mia conversazione telefonica con la signora dell’Alianz: e di questo le rendo merito, perché se non altro la peggiore ipotesi in assoluto (pedigree fatto guardando una foto) è stata eliminata. Resta, ahimé, la storia del veterinario, che non PUO’ avere alcun titolo per giudicare se un cane sia di razza pura o meno.

        • no caro Stefano….il piacere ce lo farai tu casomai….voglio solo ricordarti che le expo amatoriali sono ben diverse e sono perfettamente in regola,si è vero si posso iscrivere cani con o senza pedigree(e qua mi riferisco al pedigree vero e no ai pezzi di carta)ma che in definitiva lo scopo è solo quello di far conoscere alla gente i cani…semplicemente i cani…e magari come diceva qualcuno prima,di portarsi casa il cesto con un bel salame….è una semplice giornata passata in compagnia di amici cinofili,tutto qua….e come il cane che è un simil….stesso anche l’Italian champion se ne va casa con un foglio di valutazione che x la selezione di razza non vale nulla,se non altro x il fatto che tutti e due hanno evitato una domenica davanti alla tv….e hanno passato una magnifica giornata insieme ai loro compagni umani.e x quel che riguarda l’alianz canine…posso solo dire:ma fattemi un piacere va (sarò ripetitiva come il signore sopra…..)ma x caso dylan barone ha avuto un calo nelle vendite??????

  27. Vorrei tentare una lettura un po’ diversa della vicenda pedigree. Non sono d’accordo con quanto scritto da Martina: “un cane senza pedigree rimane un meticcio” per il semplice fatto che sono esistite prima le razze e poi i pedigree. Non mi risulta che alcuna centrale cinofila abbia creato una razza canina, semmai prendono atto della loro esistenza e iniziano a gestirne i dati di allevamento (pedigree). Quindi la dizione corretta di un rottweiler senza pedigree è quella di un soggetto di quella razza senza documenti. La pratica di riconoscimento, ma forse sarebbe più esatto definire di reintroduzione nel data base dei libri genealogici attuata dalla FCI è più diffusa e pregnante di quanto si crede, poiché non riguarda soltanto le razze riconosciute da poco tempo es. dogo argentino, cane corso. Ad esempio il bullmastiff e il dogue de bordeaux sono interessate da questa possibilità anche se il riconoscimento della razza risale agli anni ’20. Vale la pena di ricordare che a proposito del dogue de Bordeaux venne scritto un libro sulla razza nel 1896 e l’autore non era uno qualunque, ma Jean-Pierre Megnin che diede un apporto significativo alla zoognostica del cane, tanto che in alcuni standard è ancora usata la sua classificazione detta di di Megnin, appunto.
    Non nascondendo una percentuale di rischio nel l’effettuare il reinserimento postumo nei libri genealogici di soggetti adulti, si dovrebbe anche valutare gli aspetti positivi di questa operazione. Riportare all’interno di una logica di registrazioni i cani, diventa un contributo alla maturazione di una coscienza cinofila evoluta e combatte il dilagante fenomeno delle cucciolate senza regole e poca responsabilità e non me ne vogliano gli animalisti anche la cultura del “bastardino”, che riproduce appunto bastardini. Se si sostengono costi i cani acquisiscono un valore e sappiamo che molto spesso il cane “regalato o preso forzatamente”, non ha le stesse garanzie di trattamento di un acquisto onerose che come tale è quasi sempre meditato e consapevole.
    Quanto alla procedura di Alianz, anche a me non fa impazzire, però dividerei le osservazioni in due parti. La forma pubblicitaria e il contenuto tecnico.
    Per la prima mi sembra evidente il motivo di catturare l’attenzione e informare il pubblico cinofilo di questa possibilità, può anche non piacere il modo scelto, ma la pubblicità si propone di catturare l’attenzione e sicuramente visto che ne stiamo parlando ci sono riusciti. Anche le manifestazioni Enci hanno forme di pubblicità, come quasi tutte le attività umane.
    Da un punto di vista tecnico credo che sia possibile per una persona esperta riconoscere la tipicità rispetto ad una razza (perché a questo si limita questo tipo di valutazione) da due foto scattate in maniera adeguata, così come si può valutare male dal vivo, se non si hanno le conoscenze adeguate ( e questo l’ho potuto verificare in diverse occasioni). Quanto all’aspetto “virtuale” dell’operazione, precisato quanto sopra, credo che rientri in una diversa organizzazione tesa a privilegiare la partecipazione e rendere meno impegnativa la procedura. Per farmi capire noi italiani siamo abituati ad andare a votare nei seggi elettorali e ci sembrerebbe impossibile e assurdo votare per posta. Eppure ciò avviene regolarmente in altri paesi e non necessariamente nell’Africa centrale, ma nella più grande democrazia, economia, potenza militare del mondo: gli Stati Uniti di America. Credo che se si vuole progredire anche il pensiero cinofilo debba essere meno stereotipato, un po’ più elastico ed aperto a nuove esperienze.
    Resta sempre poi il fattore umano che determina il funzionamento delle procedure, ad esempio nella mia razza il cane corso il protocollo del libro aperto istituito dall’Enci, che aveva una sua validità e ragion d’essere, fu disattesa non procedendo alla verifica di conferma ad un anno di età dei soggetti figli di due genitori iscritti in detto libro, con il risultato che sono passati nel libro ufficiale da cui originano i pedigree sicuramente soggetti impuri che in F2 secondo la legge di Mendel della disgiunzione dei caratteri avrebbero evidenziato i segni del meticciamento.
    Sempre per il fattore umano anche per Alianz sarà indispensabile un’attenta selezione dei collaboratori , la cinofilia pullula di opportunisti e di improvvisati, purtroppo anche l’Enci non è immune, ma ricordiamoci che anche la cinofilia è uno spaccato della società e rispecchia i nostri giorni, sarebbe troppo bello per non dire utopistico pensare che sia un’oasi felice.

    • C’è un solo problema, Renzo, rispetto a ciò che hai scritto: non siamo più nel 1896.
      Oggi ci sono norme, regole eccetera che regolano l’allevamento del cane di razza pura e che lo inseriscono entro precisi parametri: quelli di Alianz NON sono parametri accettabili né dal punto di vista legale (NON c’è alcuna autorizzazione ministeriale), né da quello cinofilo.
      Mi auguro fortemente che tu non ti sia basato su fotografie per valutare i riproduttori da usare nel tuo allevamento… altrimenti dovrei pentirmi amaramente di averli usati per illustrare alcuni miei libri (in ogni caso, ho notato con piacere che le mie critiche a qualcosa sono servite, visto che il pedigree “in base alla foto”, nella pagina FB, è stato modificato in pedigree che verrà consegnato dopo che “Il tutto verrà da noi “vagliato Personalmente nella nostra sede” cioé il cane di razza verrà valutato da un nostro giudice o veterinario”.
      Rimangono vari dubbi su chi siano questi giudici e su quale sia la loro formazione, mentre è assolutamente assurdo far valutare la purezza di una razza dal veterinario… ma direi che almeno un piccolo sforzo per migliorare questa pagina è stato fatto.
      Resta il fatto che, oggi come oggi, un cane senza pedigree sia ufficialmente “un meticcio somigliante alla razza X”.
      Ed è esattissimo definirlo così, tant’è che esiste anche un decreto legislativo (n. 529, del 30 dicembre 1992) che vieta la vendita di cani “di razza, ma senza pedigree” (ne abbiamo parlato in questo articolo).
      Che l’ENCI non sia immune da scorrettezze è cosa risaputa: ma la concorrenza – se volesse fare cinofilia e non semplice marketing – dovrebbe presentarsi fornendo garanzie di serietà immensamente superiori, e non su basi che definire “pressapochiste” è dir poco.

  28. Voi parlate d esposizioni..ma non sono quelle il problema. .anche a quelle ufficiali, non sempre si trovano giudici competenti…ci sono specialisti di razza che mai e poi mai hanno allevato spaniel e l enci li ha fatti intenditori con un semplice esame..quindi, anche se dovrebbero essere serie, con certi giudici la serietà viene a mancare..
    Il problema sono i pedigree. ..che reputo di un importanza stratosferica..e che non si possono dare a caso…e poco m importa se quel cane non ha la displasia…i controlli andrebbero fatti anche ai parenti. Ma come sifa’ a sapere se i nonni di quel cane senza certificato l hanno fatti..se non si conoscono ??
    I cani importati dall est..sono cani prodotti in catene di montaggio. Senza criterio e solo a scopo di lucro..basta vedere come li trasportano..l eetà dei cuccioli e quando va’ bene manifestano la gastroenterite.
    Senza contare che, non costano poco…per come sono stati prodotti.
    900 euro per un cane da compagnia proveniente da quei paesi..è una truffa bella e buona.
    Perché poi ci vogliono altrettanti soldi per curarlo dal veterinario..in piu ci vogliono 47 euro di pedigree fasullo..
    Allora perché non dare 1800 euro direttamente ad un buon allevatore ??
    Oppure, se uno è tanto amante dei cani, perché non va’ a prendere un bel cane abbandonato ??
    Tutti contro i cani di razza e poi quando c è da prenderlo a meno o gratis si forma la fila ( vedi green Hill).
    Se le persone fossero intelligenti, tutte queste associazioni..canai..allevatori poco seri..morirebbero nel giro di pochi mesi e forse non nascerebbero neanche..
    Ma purtroppo, in italia, ci piace farci prendere in giro..e ci riempiamo la bocca nel dire : ho fatto l affare..mi avevano chiesto 1500 euro x uno yorky e invece l ho preso in negozio a 800 senza certificato e mi hanno garantito che è figlio di campioni e che il pedigree costava 200 euro in piu ma ora c è una nuova associazione che con sole 47 euro in più gli faccio anche quello…che ladra che è l enci, mi chiedeva 200 euro per il certificato e invece costa solo 47 euro
    Muah??
    Per quanto non funziona come vorrei…preferisco affidarmi all ente ufficiale..se non altro, mi dovesse succedere qualsiasi cosa..non sparisce in tre secondi..come certe cose fasulle.

  29. Scrivo quest’ultime righe anche perché impegni non mi permettono di seguire la discussione in alcuni aspetti sicuramente interessante, quindi mi congedo in anticipo e ringrazio per l’ospitalità.
    Valeria non capisco cosa c’entrano i miei cani con la discussione su Alianz(???). Visto che si è sviluppata una discussione con tanto di critiche che in taluni post assumevano la forma di “una esecuzione sommaria”, mi sono permesso di portare la mia testimonianza per quanto visto direttamente, in modo obbiettivo ed imparziale. Quanto al tuo ultimo post in cui fai appello alle norme che regolano l’allevamento etc, etc , con me sfondi una porta aperta, però come si fa (come fai tu) a dare tutto per scontato, quando in cinofilia le leggi sono più che ampiamente disattese. Abbiamo circa il 95% degli allevamenti che sfuggono alle ASL sia per le omologazioni dei canili che per i controlli sanitari, per le stesse ragioni sono per il fisco degli illustri sconosciuti . E’ stata fatta una legge che vieta le amputazioni, sebbene contravvenirle sia un reato penale (maltrattamento), alle expò ci sono più cani “tagliati” che integri. Ora io mi domando chi ha un ruolo para-pubblico, come rivendica l’Enci, non dovrebbe adoperarsi per far rispettare le leggi dello stato? Certo è molto più facile fare del populismo roboante, così i cani dell’est nascondono i canari di casa nostra. Sai quanti allevatori ti chiedono se il cucciolo lo vuoi con pedigree (costo x), piuttosto che senza (costo y)? Parliamo di informazioni sui pedigree Enci /FCI vedi displasia, ma che senso ha quando non vengono fatti controlli campione neppure in quei casi dove esistono denunce di gravi irregolarità per non dire falsificazioni. Lo sanno tutti che con sedazioni profonde e manovre ad hoc si possono migliorare i risultati. E che dire degli innumerevoli integratori che promettono miglioramenti all’articolazione. Se funzionano falsano il risultato e sarebbe una sorta di “doping radiologico”. Ci ricordiamo che qualche anno fa e non era il 1896 un signore mandò il suo cane presso un addestratore per fare il brevetto di lavoro . Lo conseguì salvo poi verificare al ritorno a casa che il cane non sapeva far nulla, così come quando era partito. Parti una denuncia e si scopri che addirittura in certe prove di lavoro (indispensabili per la selezione e diventare campione) i cani stavano a casa a cuccia e viaggiavano i libretti regolarmente presentati alle prove che ritornavano con tanto di superamento della prova. Non sono pettegolezzi, sono fatti risaputi che hanno avuto molto clamore e sono sicuro tu conosca. Ecco a fronte di tutto questo la caricata contro Alianz ed i suoi pedigree,( magari non ne hanno fatto ancora uno), mi sembra voler vedere il mini, mini bruscolino nell’occhio a chi cerca di fare qualcosa di nuovo, per non vedere il trave, che oltre impantanare tutta la cinofila italiana, crea danni alla minoranza di allevatori seri ed in regola. Quindi di cosa stiamo parlando?. Mi fermo qua.
    P.S.: visto che hai qualche amico tra gli allevatori di pitbull, per loro come la mettiamo? Non si possono cedere ,l’Enci non li riconosce, non fa i pedigree, allora secondo il tuo ragionamento sta razza è inventata o non esiste?

    • Renzo, ma proprio perché ciò che dici è tutto verissimo – e lo sappiamo – chiunque si ponga come alternativa all’ENCI deve dare MAGGIORI garanzie di serietà! Mi sembra il ragionamento che fanno tutti in politica: “Eh, vabbe’, rubacchiamo qualcosa, ma che vuoi che sia? Tizio ha rubato di più, Caio è stato più delinquente ancora, Sempronio si è fatto otto ville e io una sola”.
      Andando avanti così, quello che ammazza una vecchietta per scipparla diventa un povero innocente, perché Hitler ha ammazzato milioni di persone!
      Le lacune (per non dire “le porcate”) dell’ENCI NON-SONO-UNA-SCUSANTE per iniziare un’attività facendo cose scorrette. Non esiste, non può e non deve esistere. Io mi rendo anche conto che la cinofilia sia arrivata all’esasperazione… ma la risposta non può essere quella di salire sul primo carro alternativo che passa: prima bisogna accertarsi che non sia un carro ancor più scadente del precedente. E l’Alianz, al momento, NON si presenta come un’alternativa valida. Sicuramente può fare di meglio: se non vuole disapprovazione, lo faccia e saremo in molti dalla sua parte. Ma così, proprio no.

      P.S.: la battuta sui tuoi cani era riferita al fatto che tu giustificavi addirittura la concessione del pedigree fatta in base ad una foto. Certo, si può capire se un cane è di razza da una foto… purché non sia una foto presa su Internet e appiccicata al cane di casa di dubbie origini, che magari gli somiglia vagamente! Cosa che, nella proposta “regaliamo un pedigree per Natale” così com’era apparsa inizialmente, sembrava possibilissimo fare.

  30. Letto l’articolo mi veniva da ridere perché pensavo che si deve essere proprio grulli a volere dei pedigree così.
    Invece, scorrendo un po’ i commenti, mi é preso lo sconforto: temo che solo in itaglia:
    a) si possa abboccare numerosi e con tutte le scarpe al fascino della “scorciatoia”;
    b) si spendano fiumi di inchiostro per dover spiegare l’ovvio.
    Mamma che tristezza 🙁

  31. Ci sono privati che non conoscono la differenza tra un pedigree e un certificato di iscrizione all’Anagrafe Canina……

    E ci sono allevatori che non sanno (o fanno finta di non sapere) che l’iscrizione all’ENCI è una cosa e all’Anagrafe Canina (obbligatoria anche per i meticci) un’altra, con funzioni diverse.

  32. Questi Pedigree Valgono quanto i Diplomi fatti con Publisher.

    Questa è una bella trovata per fregare quelli che si prendono il cane ORRRRRRRIGGGGINALE figlio di campioni
    ( ovviamente per il costo troppo alto del pedigree 600 € circa vengono venduti senza pedigree a 200 € anzichè a 800 €.

    Pure io domani apro una scuola dove uno può richiedere il Diploma, Laurea etc etc

    Regala un Diploma/Laurea per Natale.

    ecco le modalità

    Mandare all’indirizzo email: [email protected]

    Carta D’identità fronte retro e codice fiscale dell’alunno.
    fotocopia dell’atto di nascita.
    ricevuta del bonifico effettuato di 250,00 € per il Diploma, di 368,00 € per la Laurea.
    dati anagrafici dell’alunno e una piccola presentazione. ( colore preferito, Hobby etc )
    1 foto frontale ed 1 laterale dell’alunno in questione.
    Il tutto verrà da noi “vagliato Personalmente nella nostra sede” cioé l’alunno verrà valutato da un nostro professore in base agli standard vigenti ed inviato alla sede centrale che elaborerà il Diploma o la Laurea, che verrà poi recapitata in originale all’indirizzo dell’alunno, entro 10 giorni lavorativi.

    HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA

  33. Chissà perchè sono convinta che, i commenti negativi sulla alianz siano stati scritti da allevatori con i loro bei cani con tanto di pedigree ENCI (che anche quello non serve a nulla).
    Allora, scrivo da privata in possesso di due cani… uno con pedigree e uno senza (e quello senza non l’ho pagato 200 euro).
    Quello senza è in ottima forma, mai avuto nessun tipo di problema.
    Quello con il “bellissimo” pedigree ENCI, preso in allevamento, è displasico e cardiopatico..
    Altro caso: anni fà decisi di andare a vivere da sola e acquistai anche li un cane in allevamento che risultò anche lui displasico e con un “piccolo problemino” di salute, cioè non assimilava il calcio e inoltre non gli scesero nemmeno i testicoli; avvisai l’allevatore,che mi propose la SOSTITUZIONE del cane… La cosa più giusta sarebbe stata quella di propormi un aiuto con le spese mediche e invece no.. che non sia mai!! e la legge in questi casi dove stà? se hai il portafoglio pieno di soldi da spendere in avvocati, dalla tua parte ovvio! Quindi anche per legge il pedigree non serve a una cippa!!Dite che sono stata io la sfortunata per ben 2 volte? bah…
    Cosa da il pedigree enci? direi nulla se non sapere chi sono i genitori? e sai che me ne faccio; sapere se i discendenti hanno fatto le lastre ufficiali? tanto non ci saranno mai i risultati di tutti… che ci sono cani campioni di riproduzione senza nemmeno aver fatto analisi,test o quant’altro? però il cane è bello nè…
    Vogliamo parlare delle gare dell’enci?? e anche qui stendiamo un velo pietoso, in quanto il grado di “piacimento” e quindi valutazione è soggettivo.. chi preferisce le linee da lavoro e chi quelle da bellezza, chi le orecchie sù, chi le orecchie con le punte giù (se lo standard di razza le prevede entrambi).
    Ricapitolando: il pedigree enci ti dice chi sono i discendenti, chi ha fatto le lastre ufficiali, in cosa sono “campioni” e stop. Il tuo cane ha ereditato una malattia genetica? sul pedigree non ci sono parenti con tale malattia, e tu come mai a saperlo? boooh!! Vogliamo credere che tutti gli allevatori hanno le malattie genetiche sotto controllo? eh si, anche io credo nei miracoli! In caso di problemi di salute nel cane, il pedigree ti dà garanzie da parte dell’allevatore, di un aiuto economico? ma anche no; quindi perchè io devo pagare dai 800 ai 2500 euro per un cane? Solo per un pezzo di carta creato dall enci, che ha monopolizzato i cani di razza e che non mi serve a nulla se non a partecipare alle gare riconosciute dalla stessa ente? cioè, se lo fà l’enci và bene, se lo fà qualcun’altro no?
    E ora arriviamo alla alianz, che tra l’altro non conosco, ma il loro progetto non lo trovo sbagliato anche se, come ha scritto Valeria, sarebbe gradito un maggior controllo in tutto e magari cercare di essere migliori dell’enci e ben venga se nascono altre ENCI direi che sarebbe anche ora… Mi piacerebbe tanto che il cane venisse trattato come “il vero migliore amico dell’uomo” e non come una fonte di guadagno.. e per favore non dite che non è vero, perchè gli allevamenti che lo fanno solo per passione, pensando alla salute del cane in primis, sono veramente ben pochi…

  34. Federica concordo; chiunque si svegliasse una mattina scegliendo di chiamarsi alleluia o vattelapesca potrebbe offrire pedigree, il che sarebbe decisamente ridicolo se il “vero e autentico pedigree” forgiato da un ente nazionale non lo fosse ancora di più per i motivi che hai descritto.
    Gli animali che producono per alcuni “allevatAri” sono semplice merce, con la differenza che chi acquista un elettrodomestico ha la garanzia riconosciuta x due anni.
    Denunciare? E a chi? Io ho rinunciato a farlo poiché non mi risulta esistere a tutt’oggi un organo cinofilo ufficiale “Super Partes” a tutela dei poveri cristi e degli allevatori Doc., diversamente mi sarei attivata a suo tempo.
    Frequento mio malgrado ambulatori Vet. per ovvi motivi… e nelle attese ne sento di cotte e di crude…

    Escludendo, ad es., chi si lamenta che il proprio cane ha problemi di digestione e poi tra una chiacchera e l’altra aggiunge che il porello è goloso delle mollichine al cioccolato della merendina del pupo di casa, tanti altri lamentano reali problematiche riconducibili a patologie intrinseche.

    Eppure oggi con i mezzi di diffusione esistenti si potrebbe istituire tipo un “comitato degli sfigati” dove poter trascrivere la potologia accusata del proprio cane, l’allevamento di provenienza, la genealogia (la ricaviamo dal pregiato pedigree)ed altre notizie. Non dobbiamo accusare nessuno, solo mettere a disposizione notizie sulla “non ottima” salute che i ns. animali hanno manifestato. Chi vorrà ne farà tesoro, gli altri tenteranno la fortuna.

    Spesso invece, anche chi proprio soddisfatto non è, non ne parla volutamente, forse per non rinunciare alle expo, o che altro?

  35. Facciamoci una risata, in questo minestrone di enci-allianza-aci-touring club e via dicendo (ovviamente ironizzo..precisiamo!!). Io sono nuova nel mondo dei , e sono relativamente ignorante in molte materie inerenti: possiedo solo un meticcio 14enne malaticcio del quale mi sono ” innamorata e” che ho preso (consapevolmente) dal canile. Leggendo, di una cosa sono felice: che potrò regalare a Igino un peedigree, come fondatore della razza JACK BRUT RUSSIER, Cane da Divano. Specializzato nel lavoro mandibolare da fermo. =)

  36. “3) Questa iniziativa avrà successo?
    Ma sicuramente SI!
    Farà la gioia di tutti i furbetti che prima comprano il cane “di razza, ma senza pedigree” per risparmiare, ma poi si fanno venire la bava alla bocca se gli dici che non può essere definito “di razza pura”.

    I furbetti sono anche degli esperti e conosciutissimi allevatori italiani,allevatori di qualsiasi razza che ti danno un soggetto a 300 euro senza pedigree e a 750 euro con pedigree. A questi signori nessuno dice niente perché a loro tutto è concesso. Stando alla politica dell E.N.C.I vendendomi un cane senza documento io ho acquistato un meticcetto qualunque e sappiamo bene che al canile i meticci li danno in adozione,quindi il signore che mi chiede del denaro mi sta truffando. Sentiamo poi il discorso strampalato che vuole andare a giustificare il prezzo da pagare per avere il documento: il cane me lo paghi tanto col documento per le spese che ho sostenuto ossia la monta,quelle veterinarie per la mamma,il mantenimento durante la gestazione,l’iscrizione dei cuccioli al registro,i croccantini specifici per l’allattamento,il trattamento antiparassitario e gli eventuali vaccini. Una persona intelligente automaticamente pensa: 450 euro per le spese ci possono stare,ma il mio cucciolo con o senza documento ha mangiato,ha fatto gli antiparassitari ed anche il vaccino,la mamma si è accoppiata quindi c’è il costo della monta,le spese veterinarie,il mantenimento per la gestazione e i croccantini per l’allattamento. Allora c’è qualcosa di marcio in queste persone? Qualcuno o qualcosa ha preso o prenderà dei provvedimenti? E le persone vittime di questa truffa chi li rimborsa visto che hanno pagato un meticcetto 300 o più euro? Ci sono delle risposte serie a queste cose sopracitate?

    • A chi vende cani “con o senza pedigree” a prezzi diversi nessuno dice niente? Non è vero. Io qualcosa gli ho sempre detto, e lo ripeto pure adesso: sono cagnari, non allevatori. Punto.
      Anzi, non ancora punto… perché chi ti cita solo le spese di monta e di mantenimento non ha senso che venda i cuccioli a certe cifre.
      Quello che fa la differenza sono i test per le malattie genetiche e sono i risultati ottenuti in esposizioni e prove di lavoro (per le razze che ce l’hanno): se non ci sono né risultati né controlli sanitari, i cuccioli dell’allevatore valgono quanto quelli del privato. Sta al pubblico svegliarsi, capire l’importanza di ciò che conta davvero e imparare a scegliere: altrimenti non saranno dei “poverini truffati”, ma solo persone che hanno cercato il cane figo “nei saldi” … per poi magari lamentarsi quando scoprono che è displasico o epilettico, e dire che allora “tanto valeva andare in canile”. E’ verissimo: tanto valeva. Ma perché non ci sono andati fin dall’inizio?

      • Scusate,scrivendo ho saltato questo aspetto che è quello più importante. non sto parlando di cagnari o allevatori improvvisati parlo di allevatori di fama nazionale ed internazionale. queste cose le ho testate di persona e lo farò di nuovo munito di una telecamera nascosta.

        • Cristian… avere “fama nazionale e internazionale” non significa automaticamente essere allevatori seri. Ce ne sono per così, di cagnari famosi: ma cagnari rimangono.

  37. ma vogliamo parlare anche di quelli che vendono cani con “difetti” (tipo troppo bianco in alcune razze, o un occhio azzurro in altre razze) allo stesso prezzo di quello “non diffettoso” ??? (perchè cosi vengono chiamati, “difettosi”) eh.. però ha il pedigree, ma scordarti le expo… ma sti cani definiti “difettosi” per un evidente problema genetico perchè vengono venduti allo stesso prezzo?
    Comunque ci sarebbe da discutere su miriadi di cose… ma tanto non cambierà mai nulla, fin quando intorno ai cani, ci girerà il “Dio denaro”

    • Parliamone! i soldi fanno gola a tutti quindi e se prendi un cane da un allevatore lo devi pagare comunque. Qualche tempo fa i cuccioli fuori standard venivano uccisi alla nascita (in caso di bianco per i boxer ecc ecc) e quelli con difetti meno “gravi” venivano ceduti chiedendo solo le spese veterinarie. Ma quello che mi chiedo è: se un cane è nato bianco perchè la selezione vuole togliere il bianco dallo standard? perchè standard come quelli del mastino napoletano moderno sono accettati le malattie derivanti dalla selezione (sbagliata) sono messe fra le caratteristiche della razza????

      • Il bianco nel boxer è stato parzialmente riammesso. Quando la cinofilia ufficiale fa clamorosi errori (come in questo caso, perché in tempi remoti si credeva che il boxer bianco fosse albino, mentre così non è) ci mette sempre un po’ di tempo a rimediare: ma con moooolta calma… alla fine ci arriva!
        Malattie messe come caratteristiche di una razza non me ne risultano: a cosa ti riferisci?

        • Il boxer è stato parzialmente riammesso lo so,ma prima che la razza fosse riconosciuta ufficialmente sappiamo bene che il bianco era presente nella maggior parte dei soggetti e questo fa pensare che il pigmento è radicato nel DNA della razza. Per quanto riguarda il mastino napoletano i suoi disturbi agli occhi per via della cataratta,della ghiandola che fuoriesce dalla palpebra e l’atrofia della retina, poi la displasia di anca e gomito e altre patologie introdotte con la selezione del nuovo standard. Tutte vengono descritte come “normali” patologie della razza. Per quanto riguarda gli occhi i problemi sono causati dalla pelle troppo lassa che parte dalla testa per poi creare quell’enorme giogaia al collo. Lo standard dice che la pelle deve essere abbondante in tutte le parti del corpo ma non in eccesso, tranne nella parte inferiore del collo. I vecchi mastini avevano un fisico statuario e l’abbondanza di pelle riguardava in maniera molto ma molto limitata la zona del collo,quindi si presentava con occhi ben visibili e puliti. Leggendo vari standard negli anni ho visto sempre la F.C.I come un enorme male per le razze.

  38. ho letto attentamente ogni post,e sinceramente alcuni commenti mi sembrano palesemente di parte. A prescindere che un pedigree deve essere vagliato da persone competenti, ma sembra che in italia qualsiasi attività che vadano in concorrenza con enti certificate vengano viste come truffaldine.
    Comprendo che nei commenti di questo forum ci possono essere anche commenti di allevatori,ma ho letto in certi post affermazioni forti verso alianz.
    io ho ricevuto il certificato di iscrizione al registro delle origini canine,all’interno della richiesta c’è una nota che afferma:Questo documento è una dichiarazione giurata per cui se uno dichiara il falso si assume le proprie responsabilità. le foto richieste sono state 6 e non 1 come si afferma nei commenti e allegata una dichiarazione del mio veterinario che dopo una accurata visita (cuore ,testicoli, denti, manovre varie e campione di feci) ha affermato che secondo lui il cane è in linea con i requisiti della razza.
    Piuttosto chiedetevi perchè spesso ci si rivolge a negozi o allevamenti non ufficiali per acquistare dei cuccioli.Io ho acquistato uno shibainu, e in alcuni allevamenti sono arrivati a chiedermi anche 2500€!!!!! per un cucciolo, per giunta anche rispondendomi in maniera sgarbata del tipo”lei è in grado di gestire uno shibainu?”
    concludo dicendo che pedigree o no il mio cane rimane sempre il mio compagno inseparabile e adorabile anche se qualcuno dei vostri esperti, nei commenti lo classifica come METICCIO non avendo il pedigree dell’ENCI.

    • ma almeno ti rendi conto di quel che stai cercando di sostenere?
      le foto possono essere 10 piuttosto che 100 ma il loro valore resta pari a zero.
      il vet non e’ tenuto a saperne nulla di standard di razza. deve curare il cane, non giudicare se e’ aderente allo standard.
      ma la cosa in assoluto piu’ divertente e’ questa:
      “dichiarazione del mio veterinario che dopo una accurata visita (cuore ,testicoli, denti, manovre varie e campione di feci) ha affermato che secondo lui il cane è in linea con i requisiti della razza”.

      praticamente tu stai affermando che tu ti rechi da un medico, lui ti fa una visita accurata e, in base a quella, afferma con assoluta certezza che tu sei italiano piuttosto che americano o tedesco.
      fino a prova contraria, il vet con un’ “accurata visita” puo’ solo stabilire che animale ha per le mani (gatto piuttosto che cane piuttosto che criceto), il sesso dell’animale e se tale animale e’ sano.
      avere i testicoli ben discesi nello scroto, non avere soffi cardiaci, “manovre varie” e analisi delle feci ecc non significa assolutamente essere o meno aderente a uno standard.

      sia chiaro, sei liberissimo di illuderti, anche se mi sembra veramente difficile potersi illudere a tal punto e non vedere l’illogicita’ della questione … piuttosto chiediti perche’ ti hanno domandato se sei in grado di gestire uno shiba inu…o perche’ un cucciolo di cane, ben allevato e selezionato, ha un certo prezzo piuttosto che quello che avresti desiderato/ti saresti aspettato.

      • Ti ringrazio della tua competenza di allevatore. Terrò conto dei tuoi consigli in modo tale che quando il mio meticcio avrà dei problemi saprò a chi rivolgermi

  39. Salve, premesso che sono un novizio totale ma per lo meno questi signori danno una possibilita’ a chi come me e’ arrivato dal sus america col suo samoiedo, del quale conosce gli antenati fino alla quarta generazione ma che purtroppo non ha pezzi di carta a dimostrarlo in quanto la nazione di origine non e’ cosi’ evoluta. E’ un’ingiustizia chiudere i registri ai nuvi arrivi (samoiedo razza chiusa). Xche il mio cane non ha il diritto quantomeno di provare ad essere riconosciuto capostipite? Il mimistero non avrebbe dovuto permetterlo!
    Mi verrebbe voglia di andare da sti signori, almeno una possobilita e un pezzo di carta me lo danno!

    • Paolo, Sud America dove?!? Non mi risulta che esista alcun Paese civilizzato in cui non ci sia almeno un Kennel Club che tiene i libri genealogici! In ogni caso, concordo sul fatto che il Libro Riconosciuti avrebbe potuto restare aperto per tutti… però, vista la vera e propria invasione di cani di dubbia origine che vengono venduti da fonti inaffidabili come negozi, fiere del cucciolo eccetera, sarebbe stata un’arma a doppio taglio, perché un Giudice di expo non ha gli occhi a raggi X che gli permettono di vedere “dentro” il cane, fino a scoprire il suo corredo genetico. Quindi ci sarebbe stata la seria possibilità che cani “apparentemente” di razza pura, ma figli di Chilosa e di Vattelapesca (magari anche meticci), andassero allegramente in riproduzione. E questa, zootecnicamente parlando, sarebbe stata una tragedia.
      Mi rendo perfettamente conto che chiunque abbia un cane abbia piacere di avere anche un pedigree: ma deve trattarsi di un certificato serio, non di un “pezzo di carta” qualsiasi. Se l’Alianz si fosse offerta, che so, di fornire dei pedigree sulla base del DNA di entrambi i genitori… allora avrei potuto capire. Ma così, proprio no.
      Così, a mio avviso, è solo uno specchietto per allodole, senza alcun significato zootecnico e mirato solo a farsi pagare, appunto, un “pezzo di carta” che non significa nulla.

  40. ASSURDO!!!!

    proprio oggi ho scoperto di avere cani… in giro per l’italia mai nati con il mio affisso…. che per l’Enci non esistono….
    ma hanno questo pedigree!!!!!!!!!

    ASSURDO

  41. Ma lavori per l’ENCI? AZIENDA PRIVATA CON DICITURA ENTE NAZIONALE CINOFILA ITALIANA. E RIPETO “PRIVATA” NON COME DICE LEI L’UNICA RICONOSCIUTA IN ITALIA!!
    Ma forse tu o qualche tuo parente lavorante per l’ENCI? ma dai si capisce che stai sparando contro per interessi privati!

    In molti Paesi del mondo ci sono più associazioni che effettuano pedegree sui cani. Questo comporta solamente una cosa positiva: LA CONCORRENZA! E qui non mi dilungo perchè che poco poco ne capisce sa che l’enci si è un po’ chiusa tanto può fare quello che vuole visto il MONOPOLIO! Ovviamente facendo credere che il pedegree sia una cosa STATALE quindi ormai fanno un po’ come vogliono.

    Non sto qui a sindacare tutto quello che dici anche se andrebbe fatto ma credo sia normale che ogni associazione nella propria gara riconosca i Pedegree
    della propria associazione altrimenti cosa le organizzano a fare?

    Infine, per ultimo ma la ritengo la cosa più importante, ti dico che con il tuo modo schifoso di parlare mi irriti, quando parli di meticci non dire “potrei prendere un qualsiasi bastardino al canile” non è carino fare esempi su cani che stanno soffrendo e metterli in cattiva luce su di una pagina aperta al pubblico.

    IO L’UNICA BASTARDA CHE METTEREI NEL CANILE CON TANTO DI PEDEGREE SEI TU, PRENDITI UNA CAMOMILLA PRIMA DI SPUTARE VELENO

    • Mi permetto di dissentire sulle opinioni che dai riguardo a quanto scritto da Valeria: Lei non si scalgia contro un ente cinofilo alternativo all’ENCI di cui spesso ha criticato l’operato. Lei si scaglia contro una associazione cinofila che fa partire delle iniziative, che di cinofilo non hanno nulla.

      Definire un cane del canile bastardino qualunque, non lo vedo offensivo, vedo più offensivo appippare un pedigree a quel cane di dubbia provenienza e paragonarlo con un cucciolo selezionato ed allevato da persone serie e competenti.

      Io ho sempre avuto cani bastardini, che ho amato ed amo come è giusto che sia. Ho intenzione di comprare un cane di razza e mi rivolgerò ad allevatori seri, che mi si informeranno se ho le caratteristiche e l’mabiente adatto a crescere il cane che desidero.

      Prendere un cane è come mettere al mondo un figlio, con la differenza che, per i cani, nessuno verifica se si è un bravo genitore o meno.

  42. discussioni del menga, io non ho bisogno che il mio cane sia un campione per avere un pedigree, che è un attestato di razza per me: io sono Italiana e sopra i miei documenti ci sono i miei dati e non quelli di mio nonno ecc.. e perché non può esserlo anche per il mio cane? non è che l’ enci con i suoi allevamenti gli conviene tenere i libri chiusi su certe razze altrimenti si abbasserebbero i prezzi, e perché non riconoscere alianz come società alternativa. tutta una questione di interesse, un grosso interesse per qualcuno!!!!!!!

    • Nessuno ha bisogno che il suo cane sia un campione per avere un pedigree: basta sapere chi sono i genitori. Sulla tua carta d’identità ci sono scritti i tuoi dati,ma da quelli si può risalire a tutta la tua ascendenza: e lo stesso vale per i cani. Sapere chi sono genitori, nonni, bisnonni serve a poter selezionare qualità fisiche, caratteriali e soprattutto di SALUTE: chi ignora (o vuole ignorare) tutto questo non ha idea di cosa significhi allevare. Business o non business, non puoi allevare bene senza sapere che materiale genetico hai per le mani: è un dato di fatto, punto e stop. Se poi il pedigree ti serve solo per dire “ahhhh ho il cane di razzaaaa!”, allora va bene tutto, anche quelli fatti con photoshop. Ma il pedigree è un certificato zootecnico, che come tale andrebbe sempre considerato.

  43. Conosci bene questa azienda ed è effettivamente al pari di enci in Spagna. E visto che enci non rilascia pedigree nuovi partendo da zero dopo ever fatto le analisi ecc non vedo cosa ci sia di male. E anzi conosco persone che l’hanno contattata e a cui gli è stato risposto di presentarsi li in azienda x fare esami al cane x verificare la purezza e altre qualità. Io sinceramente mi sono stufata che enci comandi… in quanto tutti i soci hanno allevamenti e canili e non vogliono concorrenza.

  44. Io me ne fotto del pedigree, voglio bene al mio cane,il pedigree lo lascio a quelli che amano il valore del cane e non il cane stesso

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