mercoledì , 22 novembre 2017
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Due brutte storie prima di Natale

di VALERIA ROSSI – Pessimo gusto, il mio, a pubblicare questo articolo proprio quando il Natale è alle porte e tutti vorrebbero solo divertirsi, scambiarsi regali e sentirsi buoni?
Mah. Forse sì. Ma forse un po’ di sana indignazione può servirci a ricordare che le feste non servono a cancellare tutto quello che c’è di sbagliato in questo mondo (né per gli umani, né per gli animali) e che non è mai il caso di abbassare troppo la guardia.
Forse sono anche un po’ cinica, chissà.  Sta di fatto che queste sono storie di questi giorni e che è giusto raccontarle in questi giorni.
Non sono storie particolarmente tristi: non ci sono cani morti o malati, non sono storie strappalacrime.
Sono, appunto, storie brutte in cui la bruttezza è tutta umana e nelle quali gli stessi umani potrebbero intervenire, se ne avessero voglia, per cercare di rimediare a due profonde ingiustizie.

canile_allagatoLa storia brutta N. 1 è quella del rifugio “Gli amici di Susy”, costruito circa 10 anni fa a in Sardegna, a Villacidro (Medio Campidano) paese di circa 15 mila abitanti. Il canile, privato, è sempre stato gestito da volontarie che hanno costituito anche un’Associazione: “Ombre a 4 zampe”.
Dieci anni fa, appunto, costruirono il tutto in un terreno privato e chiesero le autorizzazioni, che furono concesse: ma l’ingegnere le aveva chieste parlando di “animali da cortile”. In seguito chiese l’ampliamento come canile, ma questo non venne autorizzato. Intanto il rifugio continuava ad ospitare cani randagi e ad accoglierne sempre di nuovi.
L’anno scorso il proprietario del terreno è deceduto e il terreno è finito prima in mano agli eredi e in seguito, avendo questi rinunciato all’eredità, al Comune di Villasor (confinante con Villacidro).
Il 18 novembre il rifugio, per via dell’alluvione, è stato allagato: nessun cane è deceduto, ma è stato necessario chiamare i vigili del fuoco. Mentre si cercava di risistemare il tutto (e dopo mesi di richieste d’aiuto al comune di Villacidro) è arrivata l’udienza finale dell’allontanamento forzato per abuso edilizio, che sarà esecutiva il 25 febbraio 2014.

canile_discaricaSembrerebbe già brutta così, la storia, ma c’è di peggio: perché il comune di Villacidro ha un canile municipale vuoto, costruito a 100 metri da un immondezzaio comunale perché considerato dai politici locali “industria malsana di 1 tipo” (quindi può sorgere attaccato a una discarica). Nella foto vedete sia il canile, in alto a destra, che la discarica comunale.
Il canile è costato più di un miliardo delle vecchie lire: è “in costruzione” da 13 anni ” e  gli unici cani all’interno sono quelli del custode.
I randagi locali, quando non sono salvati dagli amici di Susy o da qualche altra volontaria, vengono spediti a 200 km di distanza, al canile Europa… canile consortile lager: se volete inorridire, potete leggere questo articolo. L’articolo, o meglio la lettera scritta dai volontari di Serramanna, è del 2002 e già parla di orrori preesistenti e di segnalazioni  (anche da parte di Striscia la Notizia). Sono passati altri undici anni e nulla sembra sia stato fatto per migliorare la situazione.
Per evitare che i cani di Villacidro finiscano in quel girone infernale, è stato chiesto di poter spostare almeno temporaneamente (1 anno) gli 80 cani e  20 gatti nel canile “in costruzione”, fino a trovare un nuovo terreno per costruire un nuovo rifugio: il Comune non dice mai di no, ma da sei mesi fa solo promesse vane… e intanto ottanta cani e venti gatti fra meno di due mesi, non avranno più un posto dove stare.

baricellaBrutta storia N. 2: ricordate il sequestro del cosiddetto “allevamento” (che in realtà era abusivo) di Baricella, nel quale vennero trovati 96 tra Alaskan Malamute ed Eurasier in condizioni disastrose?
Quasi tutti erano stati adottati ed avevano finalmente trovato famiglie capaci di amarli e rispettarli… ma adesso, per 32 di loro, potrebbe ricominciare l’incubo: infatti, come si legge in questo articolo del Corriere di Bologna, questi cani “sono stati dissequestrati dal Tribunale di Bologna, perché di proprietà di persone che il giudice per le indagini preliminari non ha ritenuto direttamente coinvolte nei reati (maltrattamento, uccisione di animale e resistenza a pubblico ufficiale) per cui la Procura ha invece chiesto il rinvio a giudizio per le due donne titolari dell’allevamento abusivo”.
In pratica, non erano intestati alle due titolari dell'”allevamento” ma al compagno, al padre e al fratello di una di esse: quindi verranno restituiti a queste persone e tolti agli attuali affidatari, che ovviamente sono furiosi perché hanno i cani con loro ormai da un anno e hanno costruito con i loro cani forti rapporti affettivi.
Ancora una volta (è, purtroppo, l’ennesima…) dei cani, considerati sempre “oggetti” da una legge veramente vomitevole che nessuno si preoccupa di cambiare, perché i politici sono troppo impegnati nei loro squallidi giochetti di potere, verranno restituiti a persone che, se non direttamente responsabili dei reati ai loro danni, erano sicuramente “informate dei fatti” e forse anche complici. Ma siccome non lo si può provare, allora i cani tornano in mano loro: e del loro destino, per la nostra legge, chisseneimpippa.
Fortunatamente se ne stanno interessando – eccome – gli affidatari, assistiti anche dalle guardie zoofile dell’ENPA: ma dall’articolo si evince che intanto i cani torneranno in mani quantomeno dubbie, e poi gli affidatari dovranno probabilmente pagare queste stesse persone per riaverli.
Buon Natale…

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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