lunedì , 20 novembre 2017
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Dura lex, sed lex. E quando è stupida o ingiusta?

legge2di VALERIA ROSSI – In questi ultimi tempi, curiosamente, mi è capitato più volte di scontrarmi (di solito virtualmente ma qualche volta anche “de visu”) con persone che ritengono che la legge vada rispettata, sempre e comunque.
Ma perché scontrarmici? Non è forse vero, che la legge va rispettata?
Certo che è vero: è verissimo, quando la legge è giusta ed equa.
In caso contrario, però… è un altro paio di maniche.
Porto come esempio le ultime due discussioni: la prima – che palle, lo so… – è stata quella sull’ormai famigerato guinzaglio da retriever (ovvero, a strangolo) che ho utilizzato ad Avola per aiutare una cagnina fobica ad acquisire un po’ di fiducia nel mondo (l’intera storia, se ve la foste persa, la potete leggere in questo articolo).
Siccome Avola è in provincia di Siracusa, e siccome in provincia di Siracusa è proibito usare il collare a strangolo, un utente di questo sito mi ha fatto prima un cazziatone nei commenti, accusandomi di aver infranto la legge; poi ha contattato il Presidente dell’Associazione Canisciolti Onlus, ribadendo la stessa accusa; dopo che il Presidente gli ha risposto di aver assistito personalmente al mio lavoro, assicurandogli che la cagnetta non solo non era stata minimamente maltrattata, ma da quel giorno aveva iniziato un proficuo percorso di recupero comportamentale, ha scritto al Sindaco e a non so chi altri insistendo sul fatto che comunque io dovrei essere punita (forse impiccata sulla pubblica piazza, nin zo).
Questa storia ha dato anche l’input a Lorenzo Croce per definirmi “torturatrice di cani”, aggiungendo al collare a strangolo anche la graziosa variante di quello elettrico (ad ennesima dimostrazione del fatto che questo signore sia dotato di una sfrenata fantasia: non per nulla è un confezionatore professionista di bufale. Ma su questo possiamo pure glissare).

tigrottaOra, a parte il fatto che nel caso di Avola la legge l’ho infranta “anche” per cause di forza maggiore (l’uso del collare può essere autorizzato da un veterinario: peccato che il canile di Avola non avesse un veterinario), resta il fatto che una ex cagnetta fobica e inavvicinabile è oggi una cagnina serena e che si fida dell’uomo.
E allora: se infrangere la legge può portare a questo risultato, annuncio pubblicamente e ufficialmente che la infrangerò altre duemilatrecentoventitré volte, se riterrò che ce ne sia bisogno.
Fermo restando che, qualora avessi la possibilità di chiedere l’autorizzazione ad un veterinario, la chiederei… dopodiché, però, farei le stesse  identiche cose che ho fatto “abusivamente” e i miei accusatori non avrebbero probabilmente più nulla da ridire (curioso, non vi pare?).
Concludendo: un’ordinanza che proibisce l’utilizzo di uno strumento cinofilo di per sè assolutamente innocuo anche ai professionisti del settore, solo per evitare che venga usato malamente da chi professionista non è, è un’ordinanza stupida. Redatta probabilmente in buona fede, ma ugualmente stupida: perché di fatto, se venisse davvero rispettata, impedirebbe l’uso corretto di uno strumento che può salvare la vita (o ridare la dignità) a diversi cani.
Per questo io non l’ho rispettata: e ne vado pure fiera.

canile-maltrattamenti-erCaso numero due: in un articolo di ieri ho sostenuto che sia un vero schifo restituire 32 dei cani sequestrati per gravi maltrattamenti al compagno della persona che li ha maltrattati, sottraendoli alle famiglie che li hanno avuti in affido.
Ho sostenuto che una persona che vive con un allevatore non può non sapere come questi tenga i propri cani: e se davvero non lo sa, questo significa che dei cani se ne infischia allegramente e quindi non può essere adatto neppure a tenerne uno. Figuriamoci 32.
Ne è seguita una discussione su FB con chi difendeva a spada tratta il magistrato e mi accusava di averlo tacciato di insensibilità e disumanità.
In realtà io non ce l’ho affatto col magistrato: il suo lavoro consiste nell’applicare la legge, per la legge italiana i cani sono oggetti e quindi è normale che il magistrato li consideri come tali.
“Normale”, però, significa “a norma”. Non significa “giusto”.
Un magistrato è obbligato a seguire la legge: non può fare altro, neppure se la legge è uno schifo.
Ma le leggi che fanno schifo vanno combattute: vanno fatte tutte le pressioni possibili, in tutti gli ambiti possibili, affinché vengano cambiate… e nel frattempo c’è sempre la possibilità della disobbedienza civile (che non a caso si chiama, appunto, “civile”).
Grazie alla disobbedienza civile, in Italia, sono state vinte battaglie fondamentali come quella per il diritto all’aborto. Disobbedienza civile è quella che auspicano i NO TAV (parliamo di quelli non violenti, ovviamente) per impedire il degrado del loro territorio, lo spreco di denaro pubblico, la distruzione di beni comuni.
Vanno contro la legge, perché le leggi sono ritenute profondamente ingiuste: e sono tutti disposti a pagare le conseguenze delle loro violazioni, perchè la disobbedienza civile deve essere di pubblico dominio e la pena fa parte della lotta stessa.
Ora… che i Malamute e gli Eurasier salvati da un destino infame vengano adesso restituiti a persone che di quel destino – ne sono più che certa – non potevano non sapere, è sicuramente ingiusto: ma che vengano sottratti ai loro nuovi umani, con i quali vivono da più di un anno e con i quali hanno quindi instaurato profondi rapporti affettivi, è peggio che ingiusto: è disgustoso, è vomitevole, è al di là di ogni umanità.
Se quindi qualcuno di questi proprietari avrà il coraggio di fare disobbedienza civile, rifiutandosi di restituire il cane che gli è stato affidato, io applaudirò fino a spellarmi le mani: e spero che in molti facciano lo stesso e che il mio singolo applauso diventi una standing ovation, anche se tutto questo va contro la legge.
Perché una legge che considera il cane un oggetto è una legge ingiusta, disgustosa e vomitevole.
Senza se e senza ma.
E se per attirare l’attenzione della politica su “cosette di poco conto” come la vita di esseri viventi, sensibili e senzienti bisognerà far casino… allora ben venga il casino.
Magari distoglierà qualcuno da altre “disobbedienze” che non stanno né in cielo né in terra, come quella che vorrebbe vedere ancora protagonista della vita politica un condannato in terzo grado, con prove che vanno al di là di ogni ragionevole dubbio, per frode fiscale.
Certo, i cani saranno meno importanti di quel personaggio: però, a differenza di quel personaggio, stanno dalla parte della ragione.
E allora ben venga la lotta di chi ci tiene a loro, anche se loro non hanno voce: ben venga ogni forma di disobbedienza che serva a dargliela, questa voce, con tutto il coraggio che deve venire dalla profonda consapevolezza di essere nel giusto.

Concludo con qualcosa che potrebbe sembrare un’eresia, e probabilmente lo è: ma non fraintendetemi, vi prego. Non intendo certo mettere le due cose sullo stesso piano.
Solo che… mi viene proprio da chiedermi quante delle persone che mi stanno dando della delinquente (o quasi) per aver manifestato queste mie idee si siano commosse e abbiano magari versato anche una lacrimuccia alla notizia della morte di Nelson Mandela.
Che si è fatto 27 anni di galera, per aver disobbedito a leggi che riteneva ingiuste: ma poi è diventato un eroe, oltre che un premio Nobel per la pace.
Perché… chissà: magari aveva ragione lui.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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