lunedì , 20 novembre 2017
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L’addestramento? Non è uno sport per signorine

morso_disegnodi VALERIA ROSSI – … e neanche per nonnette che tornano in campo illudendosi di ritrovare la perduta gioventù, se è per questo.
Comunque: che lavorando con i cani si possa prendere qualche morso, è un dato di fatto. Anzi, un tempo si diceva che se non si poteva mostrare qualche cicatrice, non ci si poteva neppure definire “addestratori”.
Facendo tutti gli scongiuri del caso, perché non è mai detta l’ultima parola… devo dire che fino ad oggi a me è andata abbastanza bene (penso per puro culo).
Qualche sgagnata me la sono anche presa, per carità: ma niente di serio. Tant’è che l’unica cicatrice perenne, che posso esibire ormai da una trentina d’anni, è quella che mi ha fatto un cucciolo di husky di trenta giorni, piantandomi un’unghietta in un braccio e aprendomelo in due meglio di un bisturi.
Il fatto è che i morsi NON sono il maggior pericolo che si corre lavorando con i cani.
Ed è giusto che lo sappiate, perché magari vi illudete che con un po’ di attenzione, molta gentilezza e un po’ di esperienza, si possa restare sani e salvi.
NEIN! Non è assolutamente così.
Io sto moltissimo attenta, quando lavoro. Gentile lo sono sempre. E di esperienza ne ho accumulata un bel po’, in quarant’anni.
Eppure… volete sapere cos’è successo a me, solo negli ultimi dieci-quindici giorni?
Mo’ vi racconto.

bovaraa) al Debù, per aumentare la motivazione del cane e la sua voglia di lavorare con noi, facciamo un giochino basato su un mix tra movimento e rinforzo. Non è facile da spiegare per iscritto, ma non ci provo neppure perché intanto non serve capire come funziona: sappiate solo che ci si deve muovere rapidamente in senso laterale, facendosi seguire dal cane. Ecco, qualche sera fa stavo facendo questo gioco con una simpatica bovara del Bernese, quando ad un certo punto il campo ha letteralmente tremato.
Terremoto? No. Culata per terra della sottoscritta.
Che ancora non sa (e non saprà mai) se ha preso un buco, se ha preso il cane, se è inciampata dentro vattelapesca cosa (era sera e io so’ cecata pure al sole, figuriamoci al buio).
L’unica cosa che so è che mi sono scatafasciata per terra, con la bovara che mi guardava piena di punti interrogativi (“Abbiamo cambiato gioco? Interessante, ma io cosa devo fare? Non l’ho mica capito!”), e i suoi umani che mi chiedevano se mi ero fatta male, con la faccia (fintamente) preoccupata e il fumetto sulla testa che diceva forte e chiaro: “UAHAHAHAHAHAH!!!”.
No, non mi sono fatta male: vent’anni di pattinaggio artistico e altrettanti di equitazione, se non sono serviti a nient’altro, sicuramente mi hanno insegnato a cadere. Però… la figuradimmerda, un po’ di male lo fa;

clc_grrrb) due cani lupi cecoslovacchi, che ancora non mi conoscono, hanno pensato bene di mordermi entrambi a mezz’ora di distanza l’uno dall’altro: però con poca convinzione, devo dire.
Il maschio mi ha pinzato la manica della giacca senza neppure sfiorare la pelle, quindi no problem.
La femmina si è sentita probabilmente minacciata quando mi sono chinata su di lei dopo averla messa a terra (colpa mia) e mi ha dato una musata su uno zigomo. Non ha neanche pinzato, mi ha dato solo un colpetto a denti chiusi: lì per lì non ho sentito assolutamente nulla.
Solo quando sono tornata a casa, toccandomi la faccia, ho sentito un leggerissimo indolenzimento sotto lo zigomo: “vabbe’, niente de che”, ho pensato, chinandomi a salutare la Bisturi. E lei, con un balzo preciso al millimetro, mi ha piazzato una clamorosa capocciata esattamente sul punto già ammaccato. Che adesso sì, che mi fa male;

corsopuppyc) tra i nuovi arrivi, al campo, c’è un cucciolotto adorabile di cane corso. Ha cinque mesi e mi piace da impazzire, perché pur essendo un futuro molossone grande e grosso è attivo, dinamico, collaborativo e gli piace un sacco lavorare. Peccato che a cinque mesi pesi già trenta chili. E che non abbia i freni.
Mi ha centrato in pieno una tibia e ho sentito un dollllllooooreeeeeee tale che sarei corsa a urlare sulla collina come Fantozzi, se solo fossi stata ancora in grado di correre da qualche parte. O anche solo di camminare, se è per questo.
Ho un lividone immane, tinta Grande Puffo: venerdì ho il prossimo incontro con il cucciolone, ma prima giuro che vado a comprarmi un paio di parastinchi da centravanti;

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAd) avete presente quei casi facili-facili? Quei cani che hanno un problemino da niente, ma che ai loro umani sembra spropositato, e tu in un paio di lezioni gli metti a posto un paio di cosine e sembri la Madonna dei cani?
Ecco, mi arriva uno di questi casi, faccio il mio figurone (senza aver fatto praticamente un cazzo), gli umani sono al settimo cielo: andando via dal campo l’umano maschio mi saluta con una stretta di mano entusiasta e vigorosa, ringraziandomi di tutto cuore… e mi centra col pollicione, con tutta l’enfasi del caso, l’ustione di novantesimo grado che mi sono fatta la sera prima raccattando una teglia dal forno.
Lui ripeteva “grazie, grazie!”: io ho risposto qualcosa come “Ma di nulllaauuuuuUUUU!”.
Sì, lo so che c’entra poco con i cani, ma al campo ci vengono anche gli umani.
Vero è che non è neanche obbligatorio toccare il forno incandescente con le mani… però la legge di Murphy dice che SE vi fa male qualcosa, e SE non ci sbatte contro un cane, ci sbatterà contro l’umano di un cane.
E’ matematica pura.

Morale: ebbene sì, è proprio vero che l’addestramento è uno sport duro, violento e crudele.
Ma mica per i cani.
I millemila aspiranti educatoraddestratoristruttori si sappiano regolare, finché sono in tempo…

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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