venerdì , 24 novembre 2017
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Qua la zampa, è Natale: racconto N. 12 – 9 Dicembre, un anno fa

concorsonatale_racconto12È quasi Natale. Me ne sto tranquilla tra i miei fratellini, ogni tanto qualcuno mi mordicchia un orecchio perché vuole giocare, mi piace giocare!
La nostra mamma ci guarda dal divano, mentre noi ci rotoliamo nel nostro recinto, ne siamo tanti, e la mamma è stanca di stare sempre con noi.
Sono appena entrati tre umani nuovi, due ragazzi e una signora un po’ anziana. Ci guardano con amore e fanno tante smorfie buffissime. I miei fratellini saltellano contro il recinto per farsi prendere in braccio, ma gli umani guardano me, proprio me! Mi sento presa in considerazione allora mi faccio avanti.
Il papà umano della mia mamma mi prende in braccio, e con delicatezza mi riappoggia a terra fuori dal recinto. Mamma mi da una musata per farmi coraggio e inizio a barcollare verso gli umani.
La signora anziana sta seduta e sorride, sembra davvero dolcissima. Il ragazzo è proprio bello e rassicurante. Si inginocchia davanti a me e mi chiama con voce dolce e profonda, Nikita.
Ma chi è Nikita? Sono forse io? Nel dubbio lo raggiungo!! Sembra felice e allora comincio a dimenare la coda, ma i suoi grattini sono così belli che inizio a dimenare anche tutto il sederino. La ragazza, invece, è schiva. Sta inginocchiata anche lei, e sorride, però è un sorriso che non raggiunge gli occhi! Non capisco perché…
Il ragazzo, credo che si chiami Alfonso, mi prende in braccio e mi piace, ma con lo sguardo non lascio mai la ragazza che mi osserva. È un po’ strana, sento che è buona, ma non si sbilancia. Mi carezza con dolcezza, ma la sua mano trema, e trattiene il respiro.
Forse non sta bene?
Alfonso mi passa alla sua ragazza, Eleonora, le sue mani non smettono un attimo di tremare, ma appena affonda le dita nella mia pelliccia sospira estasiata. Ma allora le piaccio! Per fortuna! Per un attimo ho pensato che fossi io il problema.
Stiamo salendo in uno strano abitacolo che dicono si chiami macchina.
Mi infilano in un trasportino, questo lo conosco, lo ha usato l’umano della mia mamma per portarmi dal veterinario. Eleonora è seduta dietro vicino a me, sta in silenzio e continua a guardare fuori dal finestrino. Hanno lasciato la porta del trasportino aperta, così se voglio posso mettere fuori il musino.
Do una zaffata alla maglia di Eleonora, profuma di buono, e di pulito, come me dopo che la mamma mi ha leccato via lo sporco. Ci appoggio sopra la testa, e la guardo negli occhi. Lei se ne accorge e mi sorride, ma i suoi occhi rimangono ombrati.
Sembra felice, ma nessuno si rende conto che non lo è davvero? Solo io lo so?
Mi dispiace da matti vederla così, allora mugolo e mi trascino sopra di lei. Sembra stupita, poi sospira e scuote la testa, una lacrima fa capolino dalle sue ciglia e le rotola lungo la guancia. Non so che fare e gliela lecco via. Allora lei inizia a ridere di gusto, ride a crepapelle con il cuore, così continuo e la tempesto di leccatine su tutto il viso. Lei mi abbraccia e mi stringe a sé. Non è una cosa usuale per me, però mi piace, è calda, è bello, e senza rendermene conto mi addormento così, tra le sue braccia.
Arriviamo in una nuova casa dove conosco i miei nonni umani.
Quando mi vedono fare capolino dalla coperta che mamy tiene tra le braccia impazziscono di gioia. Il mio nuovo fratellino Max è parecchio anziano, mi guarda con sospetto e non ha voglia di giocare. Mi annusa e mi fa rotolare sul dorso. Capisco che lui è più grande e più saggio di me, allora gli offro la pancia in segno di resa, mentre lo lecco agli angoli della bocca. Decide che sono un tipo apposto e mi porta il suo giochino preferito, una palla azzurra che ha 10 anni come lui. Mamy è sbalordita, Max non fa mai giocare nessuno con la sua palla!

Oggi è Natale. Sono passati pochi giorni da quando ho una nuova famiglia.
Mamy è frenetica perché c’è tanto da fare, ma adesso sta seduta accanto a me, sul divano, mentre papy mi sta preparando la pappa. Mamy mi guarda e mi sorride, il suo bel viso ha cambiato espressione, i suoi occhi non sono più tristi. Mi sussurra sempre che il dottore ha detto che sono stata la sua medicina, che non ha più la depressione. Io non capisco cosa voglia dire, depressione è una parola che non conosco e non capisco, però sono contenta del suo nuovo modo di essere. È felice, è solare, è allegra! Facciamo lunghe passeggiate insieme e lei ha di nuovo voglia di sorridere. Dice sempre che sono stata il più bel regalo di Natale che potesse ricevere, ma quando siamo tutti insieme è Natale ogni giorno!

Eleonora Gironella

 

 

 

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