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Pranzo di Natale? Fanatismi no, rispetto sì

forchette_newsletterdi VALERIA ROSSI – In questi giorni penso accada ad ognuno di voi, così come accade a me, di venire subissati da proposte (commerciali, dico: non da parte dei propri amici!) di pranzi natalizi e di cenoni vegetariani, vegani eccetera:  talora accompagnati da descrizioni strappalacrime sul destino degli animali destinati all’alimentazione umana, altre volte direttamente da messaggi tesi a far sentire chi mangia carne una lurida merda umana (e in questi casi… non so la vostra, ma la mia reazione automatica è un caloroso vaffa’).
Stavolta, però, in mezzo allle altre proposte me ne è arrivata una gentile, che non attaccava e non condannava nessuno ma recitava così:

“A Natale, proporre alla nostra famiglia un menu vegetariano o meglio ancora vegano è senza dubbio un modo concreto e simbolico per aiutare gli animali.
Se invece opti per un menù non vegetariano, puoi comunque aiutare gli animali scegliendo prodotti rispettosi.
Scopri subito cosa puoi fare.”

cwf_logoEcco, su un link proposto così io ci clicco subito: per questo l’ho condiviso con voi. E non vi invito soltanto a leggere la pagina delle “forchette rispettose”, ma a gironzolare un po’ per tutto il sito del CIWF Italia, che incarna esattamente quello che è il mio pensiero in materia di animali destinati all’alimentazione, non lanciandosi in proclami fanatici ma invitando ad un maggiore rispetto, spingendo per l’eliminazione progressiva degli allevamenti intensivi (che sono una vera barbarie) e premiando aziende e produttori che si muovono nella direzione del benessere animale.
La catena alimentare l’ha creata Madre Natura, è sempre esistita e sempre esisterà (anche se tutti gli uomini del pianeta diventassero vegani, non si potrebbe chiedere lo stesso agli animali, che continuerebbero a mangiarsi l’un l’altro senza molti scrupoli): però c’è una differenza abissale tra il vivere una vita “normale” e serena, e poi venire uccisi nel modo più pietoso possibile per essere mangiati, e il vivere un incubo che termina solo con la morte.
E’ questa seconda opzione che ritengo inaccettabile ed è per questo che da molti anni cerco di seguire, nei limiti del possibile, proprio le indicazioni che troverete nella pagina delle “forchette rispettose”.

forchette_awardsNon sapevo, però, dei premi “Good egg”, “Good milk”, “Good pig”: e non sapevo altre cose che mi ha fatto davvero piacere scoprire sul sito del CIWF, e che ritengo meritino la maggior diffusione possibile.
Quella di essere vegetariani o vegani è una scelta, e tale dovrebbe rimanere: quello di rispettare gli animali e di garantire loro una vita dignitosa prima di essere macellati  dovrebbe essere un obbligo, in tutto il mondo.
Qualche legge, fortunatamente, sta apparendo: ma sicuramente il cammino sarà lungo e difficile… e allora, nel frattempo, mi sembra una gran buona idea quella di usare il “rinforzo positivo” di premi e riconoscimenti per le aziende che fanno passi significativi in questa direzione.
Non c’entra con i cani (anche perché, fortunatamente, la notizia della presunta legalizzazione del commercio di carne di cane in Europa è una bufala, come si evince da questo articolo), ma mi sembrava giusto parlarvene. E anche chiedervi di condividere le informazioni relative al consumo responsabile e quant’altro troverete sul sito del CIWF, perché a me questa sembra davvero la strada giusta.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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