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Qua la zampa, è Natale: racconto N. 15 – La ragazza senza ombra

concorsonatale_racconto15Caro diario, mia madre mi fa sempre innervosire. Non sopporto la sua mania per l’igiene, non sopporto quando mi chiama per nome per rimproverarmi, non sopporto che mi tratti ancora come una bambina, non sopporto quando racconta la storiella “se sarai brava e avrai almeno Distinto in tutte le materie, a Natale riceverai un BEL regalo”.
In alcune materie ho addirittura Ottimo. Ma quello che io considero un BEL regalo, cioè un cane come quello di “Fuga a quattro zampe” (Shadow intendo), so già che non arriverà. Lei odia i cani. Dice che sporcano e costano. Ma anch’io sporco e costo! Anch’io torno a casa con le scarpe incrostate di fango, perdo i capelli e posso emanare cattivi odori. Insomma, anche se ho giurato alla mamma che mi occuperei io del cane e che non mi farei pregare per raccogliere le cacche in giardino (anche se mi fa un po’ schifo) lei continua a dire NO.
Meno male che qui posso sfogarmi, sognare e realizzare i miei sogni. Il cane dei miei sogni. Lo vorrei come Shadow, biondo, con gli occhi dolci e il carattere altrettanto dolce. Mi immagino anche il suo profumo, di bosco bagnato e noccioline tostate, che mi ricordano nonna quando preparava la sua speciale torta secca. Come sarebbe bello avere un cane!

***

25.12.1997

Caro diario, è Natale e indovina? Nessun cane sotto l’albero! Lo sapevo che non ci sarebbe stato, ma sono delusa lo stesso. Così delusa che non ho fatto il bis di tortellini. Penso a Betta, che ora starà giocando a “cerca” o “fai il morto” con il suo cane. Si divertono un mondo quei due insieme e lei non ha nemmeno dovuto faticare per averlo. Suo padre ha sempre avuto la passione per i Dobermann e un giorno se n’è comprato uno, “perché faccia la guardia” ha detto. E infatti la fa. Puoi entrare in casa di Betta solo accompagnato da lei o da un altro familiare, altrimenti Raul ti morde. A me sta simpatico comunque. A me stanno simpatici tutti i cani. Quelli come Shadow di più. Ho scoperto che quelli come lui si chiamano Golden Retriever. La mamma mi ha regalato un libro su quella razza. Da un lato l’ho apprezzato perché ho imparato un bordello di cose. Dall’altro mi ha intristito, perché so che non avrò mai un cane così.

***

8.12.2011

Non so perché lo sto facendo, ma ormai eccomi qui, a scrivere sul mio vecchio diario.
Ero in soffitta alla ricerca delle decorazioni natalizie e ho scovato il diario di prima media. Tante cose sono cambiate da allora. Una no: il mio sogno di avere un cane. E’ sempre lì, in un angolino del mio cuore. Prima o poi lo realizzerò. Forse più poi che prima, visto che mi sono appena laureata, non ho un soldo, non ho un lavoro, convivo da un paio di mesi con il mio fidanzato Andrea (disordinato ma appassionato di cani) e sono disorganizzatissima. In fondo non ho grossi motivi per cui lamentarmi; solo che mi manca qualcosa.
Shadow riappare nella mia mente assieme a mia madre che passa l’aspirapolvere. Due mondi inconciliabili.

***

29.12.2011

Stupirsi per le foglie mosse dal vento. Sobbalzare di fronte ad un palloncino, osservare con curiosità dei passerotti, provare grande interesse per cose apparentemente insignificanti come un foglio di giornale accartocciato. La cosa che più mi meraviglia è la sua disarmante semplicità e, al contempo, insondabile profondità. Guarda le cose da una prospettiva diversa, ma le emozioni che prova, ne sono sicura, sono simili alle mie. Nei suoi occhi vedo affetto, stupore, a volte incertezza. E sonno. Tanto sonno.
Mentre dorme sogna. Si muove a scatti come se inseguisse le farfalle. E’ troppo tenera. E maledettamente furba. E’ impossibile resisterle e lei ne è perfettamente consapevole. Ieri è riuscita ad ottenere ben 5 pezzettini della mia speciale torta secca alle nocciole.
Ho notato che è molto intelligente: sa cambiare canale con il telecomando (masticandolo), ha una passione sfrenata per i libri (che, letteralmente, divora), risponde già al comando “seduta” (a patto che tu abbia in mano un bocconcino, voglio dire sovracosce di pollo intere) e, miracolo, non mangia le scarpe.
Le distrugge solo. Poi le lascia a brandelli sul pavimento, abbandonate al loro destino: la pattumiera.
Nonostante tutto la adoro e sono certa che migliorerà. Dicono che i Golden verso i 3 anni si calmano. Lei ha 2 mesi e mezzo…
L’ho chiamata Ombra in onore di Shadow, che in inglese significa “ombra”. Come Shadow mi ha stregata, sono perdutamente innamorata di lei. E poi é effettivamente la mia ombra, mi segue dappertutto.

Il regalo di Natale che aspettavo da una vita, grazie ad Andrea, ora è qui con me e la sua piccola vita è nelle mie mani, in senso metaforico e letterale. Già, perché alla signorina piace addormentarsi in braccio. Mica poteva accontentarsi di un pupazzetto sostitutivo. No, a lei piace il contatto. Avrei potuto chiamarla Pritt, tanto è appiccicosa. Ma Ombra ha un significato in più: lei, in qualunque momento, è capace di scacciare tutte le ombre nel mio cielo e riportare il sereno.
Chissà cosa dirà mamma quando la conoscerà!

Deborah Lorenzini

 

 

 

 

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