lunedì , 20 novembre 2017
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Ti presento il… Siberian Husky

puppydi VALERIA ROSSI – Un cane per molti: ma non per tutti.
Così chiudevo il mio primo articolo sulla “mia” razza, quella che ho allevato con tanto amore per un quarto di secolo: quell’articolo usciva una trentina di anni fa, in pieno “boom” dell’husky, quando c’era ancora la corsa sfrenata al cane “bianco e nero, con gli occhi azzurri” e la mia lista di attesa, in allevamento, superava le cinquanta unità ad ogni cucciolata prevista.
Tempi passati e stra-defunti non soltanto per la sottoscritta, che ha smesso di allevare, ma anche per la razza stessa, che oggi è tornata ad essere quello che era quando cominciai ad interessarmene: una razza per pochissimi, reduce da un tragico “sboom”  che non ha visto soltanto la fine di una moda (quello sarebbe stato soltanto un bene!), ma una vertiginosa discesa nelle iscrizioni annue.
Sta di fatto che a qualcuno questo cane interessa ancora: e proprio sotto Natale mi è arrivata una richiesta anche piuttosto piccata. “Ma come? Li hai allevati per tanti anni e sul tuo sito non c’è un articolo serio sul siberian husky?”
Perché c’è il “vero standard”, certo: ma quello tutto si può definire, tranne che “articolo serio”. E in effetti ho ricontrollato, quasi incredula… e dell’husky, davvero, ho parlato pochissimo. Lacuna a cui DEVO assolutamente rimediare.

occhi_azzurriCominciamo col dire che l’husky non è “il cane con gli occhi azzurri”. Può averli, ma non è certo indispensabile che li abbia.
C’è ancora bisogno di ribadirlo? Speravo proprio di no… e invece ho appena scoperto che la gente ricerca ancora questa  caratteristica. Non solo: ci sono allevamenti (o pseudo-tali) che continuano ancora a proporla come se fosse l’unica cosa che conta in questa razza, quando promettere “solo occhi azzurri” significa, già in partenza, allevare male.
Perché? Perché gli occhi azzurri sono un carattere recessivo, mentre il colore marrone o il “misto” azzurro e marrone (eterocromia) sono dominanti.
Che si fa, allora, per avere “solo occhi azzurri”?
Semplice: si accoppiano fratello e sorella, madre e figlio e così via, pensando a tramandare solo la caratteristica più richiesta dal mercato e non badando al fatto che questi riproduttori, oltre agli occhi azzurri, potrebbero passare ai loro cuccioli gravi difetti morfologici o caratteriali.

Siberian-Husky-Puppy-10Ho già detto altre volte che gli accoppiamenti in stretta consanguineità, pur non “creando” le tare come alcuni credono, fanno letteralmente esplodere quelle esistenti nel patrimonio genetico dei riproduttori: si tratta quindi di un terreno minato su cui si dovrebbe procedere con estrema prudenza, meglio se armati di una solida preparazione di base sui temi dell’allevamento e appunto della genetica. Ma questa preparazione manca regolarmente a coloro che si tuffano a pesce sull’accoppiamento occhi azzurri-occhi azzurri, anche perché nessun allevatore davvero preparato si sognerebbe mai di selezionare i cani in base ad una caratteristica futile come il colore degli occhi, quando ci sono ben altre cose a cui pensare (tipicità, movimento, carattere).

slittaCos’altro non è un siberian husky? Di sicuro non è un cane da guardia e tantomeno da difesa… visto che è un cane da slitta. E che una cosa esclude forzatamente l’altra.
Come molti sanno, l’husky era originariamente il cane dei Ciukci, popolo paleo-asiatico che viveva nel comprensorio più lontano e isolato della Siberia. Non tutti sanno, invece, che questo popolo orgogliosissimo non si sottomise mai all’autorità russa, che nel 1731 aveva cercato per la prima volta di assoggettarlo alla propria egemonia: fuggendo, spostandosi velocemente sulle loro slitte, rendendosi inafferrabili (tranne sporadici episodi in cui furono costretti a combattere, con gravissime perdite), i Ciukci seppero mantenere la loro indipendenza finché questa non venne riconosciuta ufficialmente dalla stessa Russia nel 1837.

Tipici Ciucki
Tipici Ciucki

Ma come riuscirono, i Ciukci, a prendere in giro per secoli un nemico molto più numeroso e potente di loro? Semplicemente ritirandosi sempre più a nord, in terre sempre più fredde e inospitali: quando poi i russi arrivavano troppo vicino, saltavano sulle loro slitte e filavano via come il vento, irraggiungibili perché disponevano dei migliori cani del west… pardon, del nord. E questi cani erano appunto i progenitori dei nostri buskies.
I Ciukci erano “allevatori”, nel senso moderno della parola: selezionavano accuratamente i loro cani in base all’attitudine al traino, sottoponendoli fin da cuccioli a veri e propri test ed accoppiando tra loro solo i migliori soggetti. In questo modo ottennero cani veloci ma anche resistenti, non troppo grandi (sarebbero “scoppiati” subito) nè troppo piccoli (sarebbero stati inadatti al traino), con pelo nè troppo corto (sarebbero morti di freddo) nè troppo lungo (la neve, gelando loro addosso, ne avrebbe bloccato i movimenti). Ma intanto che procedeva questa durissima selezione fisica, anche il carattere dell’husky veniva forgiato di conseguenza: i soggetti troppo irritabili, indocili, mordaci o aggressivi (e quindi inadatti al lavoro in muta) venivano eliminati senza pensarci troppo su. In questo modo già si ebbe una notevole riduzione dell’aggressività sia intraspecifica (cane-cane) che interspecifica (cane-uomo).

foglieSe a questo sommiamo l’influsso ambientale portato da una vita nomade in regioni desolate e quasi disabitate, scopriamo che il nostro husky proprio non poteva diventare un cane territoriale: che senso aveva “marcare” un territorio con la propria pipì, quando la pipì successiva si sarebbe probabilmente fatta a trenta chilometri di distanza?
E non poteva neppure diventare un cane sospettoso e diffidente verso gli estranei: quali estranei? A parte il padrone e il suo gruppo familiare, potevano passare mesi senza che il cane vedesse un solo muso umano.
Ecco perché è assolutamente impossibile pensare all’husky come cane da guardia o da difesa: l’husky non difende il territorio e non difende neanche la sua famiglia (anzi, fa le feste a tutti, ladri compresi) perché il concetto di “essere umano pericoloso” non fa assolutamente parte del suo bagaglio storico.

cacciaNe fa parte, invece (e che parte!) l’attività di cacciatore: quando non tiravano la slitta, i cani dei Ciukci facevano il lavoro alternativo che tutti i cani nordici, da sempre, sono stati chiamati a svolgere. Naturalmente dare una mano al padrone nella ricerca di gustosa selvaggina era un mestiere divertente e gratificante, molto più dell’altro: e i discendenti di quei primi huskies ce lo ricordano ancora oggi cacciando con grande piacere topi, uccellini, gatti, ed ovviamente galline e conigli del vicino. Inutile spiegare loro che non si fa, che non sta bene: cosa volete che siano due urlacci, paragonati a secoli di storia? Il massimo che potrete ottenere da un husky è che eviti di rincorrere gatti e galline se voi siete presenti: ma appena girate l’occhio, lui parte per il safari.

divanoAltra cosa che l’husky non è: non è un cane-soprammobile, né un cane da divano.
Può vivere bene anche in appartamento (ma non da solo: sembrerebbe molto indipendente, ma essendo molto lupino – e quindi molto sociale – ha bisogno di stare il più possibile “in branco”), ma è un cane nato per lo sport, per l’attività, per l’azione.
Se non avete il tempo di portarlo a correre almeno due-tre volte al giorno ingrasserà, impigrirà e diventerà l’esatto contrario di un “vero” nordico.
Infine, l’husky non è un cane-automa, disposto a scattare agli ordini solo perché vengono dal suo umano: può essere addestrato, certo, ma per far questo occorrono grandi doti di “capobranco” (inteso in senso molto letterale, perché questa è una razza estremamente gerarchica) che pochissimi possiedono.
In mano a un molliccione o a un inesperto, l’husky diventa un emerito furbastro che prende gli umani per il naso dal mattino alla sera. In mano a un “macho man” sempre pronto a tirare urlacci o peggio, l’husky diventa praticamente sordo e cieco. Non obbedirà MAI a un capobranco nevrotico, isterico e tantomeno manesco.

coccole_umanoE adesso che abbiamo visto tutto ciò che NON E’ un husky, chiudiamo dicendo che cos’è: è un cane eccezionale, ancora tanto lupo da affascinare chi desidera un vero contatto con la natura (e senza bisogno di avere sangue di lupo vero…), ma anche tanto cane da mandare in brodo di giuggiole chiunque sia oggetto delle sue moine e delle sue richieste/offerte di coccole, che spesso esterna “parlando” (non tutti i soggetti sono chiacchieroni, ma quelli che lo sono fanno dei veri e propri discorsi, anche di notevole lunghezza e complessità).
E’ un cane sostanzialmente sano, con pochi problemi ereditari.
E’ un cane imprevedibile, che vi farà dimenticare il significato della parola “noia”;  è un perfetto compagno d’avventura capace, sì, di grandi dialoghi, ma anche di grandi silenzi. E’ un cane che capirà al volo ogni minima sfumatura del vostro carattere (soprattutto le debolezze), ma è anche un cane che va capito: non sarà certo lui a mettervi la sua anima su un piatto d’argento, dovrete riuscire a conquistarla.  E’ un amico dall’intelligenza brillante (pure troppo, a volte…), che dà molto ma che chiede anche qualcosa in cambio: chiede di essere apprezzato per quello che è, senza cercare in lui prestazioni forse normali nei cani… normali, ma lontanissime dal suo mondo.
E’, insomma, un grande cane, che va amato per il suo particolarissimo temperamento: chi lo sceglie solo per gli occhi azzurri è un po’ come il tizio che è andato a visitare il Louvre, e a chi gli chiede cosa ha provato davanti alla Gioconda risponde che gli è piaciuta molto la cornice.

FAQ

kiawah1
Almeno un cane mio ce lo dovevo mettere: Gianerin’s Kiawah, mio stallone di punta e soprattutto mio grandissimo amico.

1) IL SIBERIAN HUSKY DEVE VIVERE PER FORZA IN ZONE FREDDE?
Non necessariamente. L’husky può resistere a temperature davvero polari (tipo 40 sotto zero), ma non bisogna credere che ci si diverta: un clima temperato lo soddisfa assai di più. Il caldo torrido, ovviamente, non lo entusiasma: ma bisogna tener presente che il suo spesso strato di sottopelo, vero e proprio “cappotto” che lo difende dal freddo intenso, d’estate se ne va, lasciando il cane con il semplice pelo di copertura medio-corto. Questo permette all’husky di adattarsi a qualsiasi clima, e in particolare in Italia può vivere in tutte le regioni, anche in quelle del Sud.

2) CHE DIFFERENZA C’E’ TRA SIBERIAN HUSKY ED ALASKAN HUSKY?
L’Alaskan Husky è il frutto di una selezione compiuta esclusivamente sul lavoro, e in particolar modo sulla velocità: non si tratta però di una vera razza, bensì di incroci tra cani nordici e cani velocissimi come levrieri o cani da caccia. Gli alaskani non sono quindi molto omogenei, non hanno uno standard e l’unica cosa che conta è che filino come il vento quando sono attaccati a una slitta: hanno perciò quasi sempre zampe lunghissime, sono molto sottili e magri e in definitiva proprio bruttini, anche se svolgono bene il loro mestiere di “sprinters” (che non è lo stesso mestiere del siberian, selezionato per mantenere una velocità costante su lunghe distanze, e non per correre a perdifiato su brevi tragitti);

3) E’ VERO CHE I CANI CON GLI OCCHI AZZURRI SONO PIU’ SOGGETTI A MALATTIE DELL’OCCHIO?
Assolutamente no. Il siberian husky, come altre razze, è soggetto ad alcune malattie ereditarie dell’occhio come l’atrofia progressiva della retina o la cataratta bilaterale, ma queste colpiscono con uguale incidenza gli occhi azzurri, quelli marroni e quelli eterocromi.

4) E’ VERO CHE IL SIBERIAN HUSKY SCAVA BUCHE?
Ahimè, sì: e di notevole profondità. Potrete provare a dissuaderlo, ma non garantisco sui risultati (anzi, garantisco che… continuerà esattamente come prima). Se ci tenete ad avere un giardino perfettamente in ordine, meglio dirottare su un’altra razza.

5) E’ VERO CHE TUTTI GLI HUSKY SCAPPANO?
Non proprio. Loro non “scappano”:  esplorano. Poi, vabbe’… l’esplorazione può durare anche un paio di giorni, se ci sono cose interessanti nei dintorni; e questi “dintorni” possono arrivare ad una decina di chilometri… però il concetto non cambia: questi sono cani estremamente curiosi, grandissimi cacciatori, pochissimo territoriali. Quindi, se hanno modo di andare, vanno a farsi giri anche un filino ampi. Poi tornerebbero sempre a casa, eh? Se nessuno li ha rubati o stirati con la macchina o altro, tornano sempre: per questo dico che non è che vogliano proprio “scappare”, ma solo andare a vedere cosa c’è di bello da scoprire. Ovviamente non è proprio comodissimo avere un cane Indiana Jones, quindi bisogna lavorare molto bene sul richiamo (fin da cuccioli)… e fare un bel po’ di attenzione, perché l’istinto dell’esploratore si può anche contenere, ma quello del cacciatore quasi mai. Se andate per boschi e l’husky sente odore di preda, va in “one track mind” come il più accanito dei segugi e non sente proprio più i richiami. Non è che li ignori: non li sente proprio. Un addestramento molto approfondito può limitare il problema, ma mai eliminarlo del tutto: quando io andavo in giro con il mio branco, riuscivo a gestirlo perché la “capa” di quel branco era una cagnina docilissima e obbedientissima, che a fine passeggiata mi riportava indietro tutti… però, in più di un’occasione, non tornò neanche lei. O meglio, tornare tornava: a caccia finita. E i risultati della caccia me li portava pure, tutta orgogliosa. Una volta tornò con una gallina, una volta addirittura con un fagiano: col fumetto sulla testa che diceva “Scusa, scusa, lo so che avrei dovuto rispondere quando mi chiamavi… ma guarda qua cos’ho preso. Come facevo a resistere?”
Ovviamente l’avrei ammazzata (tra l’altro non mangio selvaggina…): ma mi complimentai lo stesso con lei (non si deve mai punire un cane quando torna), le misi il guinzaglio e ingoiai il rospo.
Un husky è un husky… se volevo un cane-robottino avrei dovuto continuare ad allevare pastori tedeschi.

6) E’ VERO CHE GLI HUSKY ULULANO PARECCHIO?
Ebbene sì. Non tutti e non sempre… ma molti sì. Ai miei io rispondevo dalla finestra e mi piaceva un sacco partecipare ai loro richiami sociali: però, se vivete in condominio e la cosa non è particolarmente gradita ai vicini, è possibilissimo insegnargli a non farlo.

STANDARD FCI

showFCI Standard N° 270 / 24.91.2000 – SIBERIAN HUSKY
ORIGINE: U.S.A.
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 02.02.1995
UTILIZZAZIONE: Cane da slitta
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 5 – Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo – Sezione 1: Cani nordici da slitta – Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE
Cane da lavoro di media taglia, svelto e leggero, sciolto e aggraziato nei movimenti. Il suo corpo moderatamente compatto e ricco di pelo, gli orecchi eretti e la coda a spazzola rivelano la sua origine nordica. Il suo passo caratteristico è regolare e senza sforzo evidente. Assolve al meglio la sua originaria funzione di cane da traino, portando carichi leggeri a moderata velocità su lunghe distanze. Le forme e le proporzioni del suo corpo riflettono questo basilare equilibrio di forza, velocità e resistenza. I maschi della razza Siberian Husky sono mascolini ma mai grossolani; le
femmine sono femminili ma senza debolezze di struttura. In buone condizioni, con muscoli fermi e ben sviluppati, il Siberian Husky non è mai eccessivamente pesante.

PROPORZIONI IMPORTANTI:
• Di profilo, la lunghezza del corpo, dalla punta della spalla alla punta posteriore della groppa, è leggermente maggiore dell’altezza del corpo, dal terreno alla punta del garrese.
• La distanza dalla punta del tartufo allo stop è uguale alla distanza fra lo stop e l’occipite.

COMPORTAMENTO – CARATTERE
Il caratteristico temperamento del Siberian Husky è amichevole e gentile, ma anche sveglio ed estroverso. Non ha l’atteggiamento possessivo del cane da guardia, né è troppo sospettoso verso gli estranei o aggressivo con gli altri cani. Ci si può aspettare un po’ di riserva e dignità nei cani adulti. La sua intelligenza, trattabilità, e appassionata disposizione, fanno di lui un gradevole compagno e volonteroso lavoratore.

TESTA
REGIONE DEL CRANIO
Cranio di medie dimensioni, e proporzionato al corpo; leggermente arrotondato sulla sommità e che va diminuendo dal punto più ampio fino agli occhi
Stop ben definito
REGIONE DEL MUSO
Tartufo nero, nei cani grigi fulvi o neri, fegato nei cani color rame; può essere color carne nei cani interamente bianchi. Accettato il tartufo striato di rosa “tartufo da neve”
Muso di media lunghezza e larghezza, si assottiglia gradatamente verso il tartufo, con l’estremità né appuntita né quadrata. La canna nasale è diritta dallo stop alla punta del tartufo
Labbra ben pigmentate e molto aderenti
Mascelle/Denti: chiusura a forbice
Occhi:
a mandorla, moderatamente distanziati e posizionati un po’ obliqui. Gli occhi possono essere marroni o blu; ammessa l’eterocromia.
Espressione: penetrante ma amichevole, interessata e mai cattiva.
Orecchi:
di media dimensione, a forma triangolare, ravvicinati e posizionati alti sulla testa. Sono spessi, ben forniti di pelo, leggermente arcuati nella parte posteriore e ben eretti con le estremità leggermente arrotondate che puntano verso l’alto.

COLLO
di media lunghezza, arcuato e portato fieramente eretto in stazione. In movimento, al trotto, il collo è esteso in modo che la testa sia portata leggermente in avanti

CORPO
Dorso diritto e forte, con linea superiore orizzontale dal garrese alla groppa. Di media lunghezza, né “cobby” né rilassato perché eccessivamente lungo.
Rene teso e asciutto, più stretto del torace, e leggermente retratto.
Groppa inclinata rispetto alla spina dorsale, ma mai tanto avvallata da limitare la spinta dei posteriori
Torace profondo e forte ma non troppo ampio, col punto più basso al livello del gomito. Le costole sono ben cerchiate vicino alla spina dorsale ma appiattite sui fianchi per permettere un movimento sciolto.

CODA
ricca, a spazzola come la coda di volpe, è inserita proprio sotto il livello della linea dorsale e portata sul dorso in una aggraziata curva a falce quando il cane è in attenzione. Quando è portata alta non si arrotola sui fianchi né si appiattisce sul dorso. Per il cane a riposo è normale una coda bassa. Il pelo della coda è di media lunghezza, e circa della stessa lunghezza sopra, sui lati e sotto, con l’aspetto di una spazzola rotonda.

ARTI
ANTERIORI
in stazione, e visti dal davanti, gli arti sono moderatamente distanziati, paralleli e diritti. L’ossatura è di sostanza ma mai pesante. La lunghezza degli arti dal gomito al suolo è leggermente superiore della distanza fra il gomito e la punta del garrese. Gli speroni dell’anteriore possono essere tolti.
Spalla e braccio: la scapola è ben obliqua. Braccio leggermente obliquo all’indietro dalla punta della spalla al gomito, e non è mai perpendicolare al suolo. I muscoli e legamenti tra la spalla e la cassa toracica sono fermi e ben sviluppati
Gomiti aderenti al corpo e non deviati in fuori né in dentro
Carpo forte, ma elastico
Metacarpi: visti di lato sono leggermente inclinati
POSTERIORI
in stazione, se visti dal dietro, i posteriori sono moderatamente distanziati e paralleli. Gli speroni, se ve ne sono, vanno rimossi.
Coscia molto muscolosa e potente. Ginocchio ben angolato.
Garretto ben definito e disceso
PIEDI
ovali ma non lunghi. Sono di media misura, compatti e con molto pelo fra le dita e i cuscinetti che sono duri e spessi. In stazione i piedi non devono essere deviati in fuori né in dentro

ANDATURA
il caratteristico movimento del Siberian Husky è regolare e senza sforzo evidente. È veloce e leggero, e nel ring dovrebbe essere condotto col guinzaglio allentato ad un trotto moderatamente veloce, mostrando buon allungo degli anteriori e buona spinta dei posteriori. Se visto dal davanti, al passo, il Siberian Husky non procede sul single-track, ma come la velocità aumenta, gli arti gradualmente s’inclinano fino a che le impronte cadono sulla linea dell’asse longitudinale del corpo. Quando le impronte convergono, gli arti anteriori e posteriori si portano diritti in avanti, senza che gomiti o ginocchia vengano deviati in fuori né in dentro. Ognuno degli arti posteriori si muove sull’orma dell’arto anteriore dello stesso lato. Quando il cane si muove, la linea dorsale rimane ferma e orizzontale.

MANTELLO
PELO
il pelo del Siberian Husky è doppio e di media lunghezza, e dà un aspetto di un ricco mantello, ma non è mai tanto lungo da mascherare il netto profilo del cane. Il sottopelo è soffice e denso e di sufficiente lunghezza da sostenere il pelo di copertura. Il pelo di guardia del mantello di copertura è diritto e piuttosto appoggiato sul corpo, mai ruvido o drizzato. Bisogna notare che l’assenza di sottopelo durante il periodo della muta è normale. È permesso regolare i baffi e il pelo fra le dita e
attorno ai piedi per permettere un aspetto più ordinato; toelettare il pelo su qualsiasi altra parte del corpo non è permesso e deve essere severamente penalizzato.
COLORE
tutti i colori dal nero al bianco totale sono permessi. Si riscontra una varietà di macchie sulla testa di tipo diverso, inclusi vari disegni che non si trovano in altre razze.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese –  Maschi: da 53,5 a 60 cm – Femmine da 50,5 a 56 cm.
Peso: M. 20,5 a 28 kg – F. 15,5 a 23 kg
Il peso è proporzionato all’altezza. Le misura indicate sopra rappresentano le altezze
estreme e i pesi limite, senza alcuna preferenza per uno dei due estremi.

DIFETTI:
qualsiasi deviazione da quanto detto sopra deve essere considerato difetto
e la severità con cui verrà considerato è esattamente proporzionale alla sua gravità.
• Cranio: testa rozza o pesante, testa cesellata troppo finemente
• Stop:insufficiente.
• Muso: troppo appuntito o troppo rozzo, troppo corto o troppo lungo
• Denti: ogni altra chiusura che non sia la forbice
• Occhi:inseriti troppo obliquamente o troppo vicini
•Orecchi: troppo grandi in proporzione alla testa; troppo distanziati; non decisamente eretti
• Collo: troppo corto e spesso; troppo lungo
•Dorso: debole o cedevole; dorso di carpa; linea dorsale discendente
•Torace: troppo largo; “ a botte “; costole troppo piatte o deboli
•Coda: appoggiata sul dorso o arrotolata; molto frangiata; inserita troppo alta o troppo bassa
• Spalle: diritte; fluttuanti.
• Arti anteriori: metacarpi deboli; ossatura troppo pesante; anteriori troppo chiusi o troppo aperti; gomiti in fuori
• Arti posteriori: ginocchio diritto, garretti vaccini, cane col posteriore troppo chiuso o troppo aperto
•Piedi:cedevoli o con dita aperte; troppo grandi o di brutta forma; troppo piccoli o delicati; rivolti all’esterno o all’interno
• Movimento: corto, saltellante; arti che si muovono a scatti verso l’esterno, andatura pesante o che rolla; passo che incrocia o andatura a granchio
• Mantello: pelo lungo, ruvido o ispido; tessitura troppo dura o troppo serica; pelo regolato, ad eccezione di dove è permesso

DIFETTI ELIMINATORI
• Maschi alti più di 60 cm. e femmine alte più di 56 cm

N.B.
I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali, completamente discesi nello scroto

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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