cuccioloarrivo4di VALERIA ROSSI – “Domani vado a prendere il mio cucciolo: cosa mi serve, come mi devo comportare?
Questa domanda me la rivolgono spessissimo, di solito verso le dieci di sera: così, quando dico “un kennel ce l’avete?”, mando tutti in paranoia perché no, non ce l’hanno e non sanno dove andarlo a prendere da un giorno all’altro.
Visto che ieri, per una volta, mi è stato chiesto “cosa serve e cosa si deve fare” con ampio anticipo sul ritiro del cucciolo (che arriverà a febbraio-marzo), ho pensato che forse un articoletto su questo tema potrebbe essere interessante.
E allora vediamo…

CHE COSA DOVETE PORTARE DA CASA

cuccioloarrivo5Se siete da soli, assolutamente un kennel (trasportino), per mettere il cane in sicurezza ed evitare che venga sbalottato di qua e di là (nonché che venga a infilarsi tra i vostri piedi o che vi salti in braccio mentre guidate).
Se siete in due (o più) potreste teoricamente fare a meno del kennel e tenere il cucciolo in braccio (sul sedile posteriore, please: in caso di incidente, fatte tutte le corna del caso, il cucciolo tenuto in braccio sul sedile davanti rischierebbe traumi più gravi, esattamente come i bambini). Però ci sono buone possibilità che il cucciolo sbavi, vomiti o vi faccia la pipì addosso.
Certo,  ci si può proteggere in vari modi… ma ne vale la pena?
Molte persone pensano che sia urgentissimissimo far sentire al cucciolo il proprio odore, coccolarlo, fargli capire che non ha nulla da temere e che gli umani che stanno in macchina con lui sono la sua nuova famiglia: il che mi sta anche bene, se il cucciolo non soffre la macchina. Se invece la patisce (come avviene più o meno al 50% dei cuccioli) lui abbinerà il vostro odore, la vostra voce e le vostre coccole alla nausea che sta provando: e non mi pare proprio il miglior modo per fare conoscenza e instaurare un bel legame!
Siccome in realtà non muore nessuno se la reciproca conoscenza inizia due o tre ore dopo il ritiro del cucciolo: in due mesi non vi ha mai visto in faccia, qualche ora in più non gli cambierà di certo la vita!

cuccioloarrivo3Il kennel (che vi consiglio di prendere di buona qualità e direttamente di misura adatta al cane quando sarà adulto, perchè è una spesa abbastanza rilevante) deve stare chiuso: i cuccioli nati in un buon allevamento sono quasi sempre già abituati a starci dentro, quindi non sarà una tragedia.
Ma anche se fosse la sua “prima volta” in gabbia, meglio qualche pianto piuttosto che la porta aperta, che annullerebbe la sicurezza. Se il cucciolo è libero di gironzolare rischia di finirvi addosso (cosa che, oltre ad essere  pericolosa, potrebbe anche farvi prendere una multa), o peggio ancora di dare clamorose facciate alla prima frenata, facendosi anche male: molti casi di fobie verso l’automobile hanno origine proprio da un primo viaggio male organizzato.
Se il viaggio verso casa è molto lungo, il cucciolo dovrebbe scendere a sgranchirsi un po’ le zampe: ma solo se tollera bene collare e guinzaglio, perché altrimenti potremmo essere da capo, ovvero lui abbinerebbe la vostra immagine ad un’esperienza sgradevole (a nessun cane piace essere messo al guinzaglio per la prima volta!).
Se non è stato abituato dall’allevatore, meglio fare tutta una tirata: non muore se non mangia e non beve fino a  4-5 ore… e la pipì la farà nel kennel, che in questo caso avrete “pavimentato” con qualche traversina assorbente. Tanto non è affatto detto che fuori la farebbe! Il cucciolo è ovviamente spaventato e non sa bene dove  e con chi si trova, quindi è probabile che “chiuda i rubinetti” finché non si sentirà al sicuro.

cuccioloarrivo6Se siete proprio lontanissimi da casa, e il viaggio durerà più di cinque ore, allora dovrete per forza farlo scendere almeno una volta. In questo caso dovrete mettergli collare e guinzaglio (MAI fidarsi del fatto che un cucciolo “non si allontani mai troppo”: non vi conosce ancora, non si fida di voi e potrebbe tentare un fugone cercando di tornare  a casa sua… il che non è proprio simpatico, se siete in autostrada): cercate di non rendere troppo sgradevole l’esperienza, quindi non obbligatelo a seguirvi, ma andate dove vuole lui. Collare e guinzaglio dovrete portarveli da casa.
Portatevi anche un bel rotolone di carta assorbente da cucina. Anche due, che male non fanno. Così, se il cucciolo vomita o sporca, non verrete colti impreparati.

cuccioloarrivo1L’ultima cosa che vi consiglio di portare da casa è… un peluche.
L’idea mi è venuta quando volevo abituare i miei cuccioli al distacco dalla famiglia d’origine, portandoli uno per uno in casa e facendo passare loro una notte “con soli umani”.
Spesso si consiglia ai nuovi proprietari di mettere nella cuccia una sveglia, il cui “tic tac” dovrebbe ricordare al piccolo il battito cardiaco della mamma: ho provato, ma con i miei cani non mi pare che abbia mai funzionato troppo bene.
Ho ottenuto invece dei buoni risultati mettendo nella cuccia un peluche, appunto: e dopo il primo esperimento (fatto con un giocattolo fregato dalla cameretta del figlio) ho perfezionato l’idea programmando la cosa in anticipo e mettendo il peluche per qualche minuto in sala parto, con mamma e fratellini, prima di infilarlo nella cuccia.
Con il giocattolo così “trattato”, moltissimi cuccioli (non tutti: non illudetevi troppo!) hanno dormito serenamente e senza lamentarsi. L’unico problema è riuscire ad impregnare il peluche di “odore di famiglia” prima che i fratellini lo facciano entusiasticamente a pezzi: ma ci si può riuscire (basta non lasciarglielo a disposizione per troppo tempo).

COSA DOVETE FARVI DARE DALL’ALLEVATORE

Fatevi consegnare un sacchetto del cibo che il cane ha mangiato fino a quel momento: anche se voi pensaste di utilizza un mangine diverso, il cambiamento dovrà sempre essere progressivo e non troppo drastico. Quindi un po’ del suo cibo abituale vi servirà.
Se non intendete usare il peluche di cui sopra, potrete farvi consegnare una copertina o uno straccetto con l’odore della mamma e dei fratellini.
Per quanto riguarda i documenti, l’allevatore dovrebbe consegnarvi:

a) fotocopia dell’iscrizione di cucciolata all’ENCI (modello A). Siccome il mondo è pieno di gente onesta, e qualcuno ha utilizzato tali fotocopie per “contrabbandare” cucciolate senza pedigree, alcuni allevatori non si fidano più e non consegnano nulla: però devono almeno mostrarvi l’iscrizione della cucciolata;
b) documento che certifichi la registrazione del cucciolo all’anagrafe canina, con attestato dell’impianto del microchip;
c) libretto sanitario, dal quale devono risultare sverminazioni e vaccinazioni effettuate fino al momento della consegna.
L’allevatore dovrà anche mostrarvi:
1 – i risultati dei test a cui sono stati sottoposti i genitori per il controllo delle malattie genetiche (displasia dell’anca e  del gomito, spondilosi, malattie cardiache, problemi oculistici eccetera: ogni razza ha i suoi). Dovreste sempre essere VOI ad informarvi sulle patologie più diffuse nella razza, prima di prendere il cucciolo: in teoria non dovreste proprio prendere nessun cucciolo se i genitori non sono stati testati (per le malattie testabili, ovviamente: non tutte lo sono), ma qui si entra in un campo minato visto che pochissimi Club di razza impongono i test. A volte si limitano a “consigliarli”…e altre volte non se ne interessano proprio. Siccome quasi tutti i test sono piuttosto costosi, non meraviglia il fatto che pochi allevatori li facciano (ma quei pochi sono Allevatori con la A maiuscola).
2 – i pedigree di entrambi i genitori (in originale quello della madre, anche solo in fotocopia quello del padre, se è stata presa una monta esterna).

Infine, i migliori allevamenti consegnano un libriccino, un CD o delle dispense con le “istruzioni per l’uso” del cucciolo, ovvero con consigli pratici sulla cura, l’igiene, la prima educazione del cucciolo. Non è certo obbligatorio, ma… se c’è, fa piacere.

UNA VOLTA ARRIVATI A CASA…

… c’è un solo imperativo: non-rompetegli-le-scatole!
Lasciatelo girare, annusare, esplorare: se fa pipì, amen. Non fate peso alla cosa e pulite senza farvi vedere da lui.
Non corcatelo di coccole, carezze, cibo: non è neppure detto che mangi, appena entrato in casa, perché è preoccupatissimo e deve prima capire cosa sta succedendo.
Dategli i suoi tempi e non imponetegli i vostri: ma di tutto questo ho già parlato in un altro articolo, al quale vi rimando.
Anche su ciò che dovrete aver già preparato casa esiste già un articolo, tratto da un mio libro.
Resta soltanto da trattare il “dramma della prima notte”, fonte di mille angosce, dubbi e domande: in casa o fuori? Con noi o lontano da noi? Se piange devo ignorarlo o coccolarlo?… e così via.
Siccome le domande sono davvero tante, penso che meritino un articolo a parte: lo troverete online domani.

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28 Commenti

  1. Quando in sardegna 2 anni fa ho preso Feba, la mia breton.
    Viaggio di ritorno in nave..
    Poca cultura cinofila (quasi nulla), ma per fortuna il buonsenso non mi è mancato.
    Gli ho evitato grossi traumi e cercato di pastrugnarla il meno possibile.
    è arrivata a casa con 2 occhi del tipo ” Ma ho veramente fatto tutto quel viaggio o è stato un incubo?”
    Per fortuna oggi è una cagnetta quasi bene educata, estremamente sfacciata, ma sopportabile.

    Domanda: Come si fa ad abituare un cucciolo di 2 mesi alla macchina? Capisco un cane un po’ più grandicello, ma per un cucciolino non è difficoltoso salire di sua sponte? Il fatto di metterlo dentro ” forzatamente” non può creare problemi? Cari Saluti!!

  2. Non è solo un gradevolissimo articolo (come tutti gli altri del resto), quanto un vademecum utilissimo e prezioso da seguire sia a livello pratico che burocratico.

  3. Ho riletto gli articoli e….mi son tornati in mente i primi momenti con il mio cane -.-‘
    Eh già, perché se su alcune cose sono stata quasi “lungimirante”, essendo il mio primo cane, su altre….lasciam perdere!
    L’unica cosa su cui non sono d’accordissimo è sul guinzaglio da addestramento, che più che farti tenere il cucciolo vicino, ti permette, proprio laddove ancora non hai un buon rapporto e non puoi slegarlo tranquillamente, di allungare il guinzaglio fino a tre metri, mantenendo un “controllo”, ma lasciandolo libero di esplorare e, magari, di esercitarti a richiamarlo anche all’esterno, dove le distrazioni sono tante.
    Detto questo, non so se lo hai già trattato, ma mi piacerebbe scrivessi un articolo sull’arrivo in casa di un cucciolo laddove in casa esiste già un altro cane. Grazie!

    • Si, basta “aprire il cuore”… e della técnica ci se ne puo pure dimenticare… Scegliere il collare corretto, sapere quando iniziare ad usarlo, scegliere la giusta alimentazione, sapere come insegnargli i primi comandi e le basi della socializzazione, insegnargli a relazionarsi con la nuova realta, scegliere il posto corretto dove farlo dormiré, insegnargli a sporcare fuori… tutto inutile; basta “aprire il cuore”…
      Bisognerebbe farla finita con il “buonismo” e piuttosto cercare di capire le reali esigenze di un cane.

  4. Praticamente è l’articolo per me, è quello che stavo facendo! Fortunatamente una santa donna mi ha suggerito un po’ di buonsenso… così attendendo un po’ posso preparare le cosette per bene 😉

  5. Molti miei amici, che mi considerano “quella fissata per i cani” mi chiedono di accompagnarli a prendere il cane “così lo tieni mentre guido”. Ho un’apposita tuta che il mio ragazzo chiama “la tuta da vomito” e quando mi presento con quella specie di sacco sformato e con un rotolo di carta da cucina sotto braccio rimangono tutti sconcertati “cosa potrà mai fare un cucciolino!”
    Attenzione anche alle spese nei pet-shop: alcune commesse cercano di convincerti a comprare interi set di ciotole e collari (man mano che cresce!) e accessori assurdi.

  6. bellino proprio 🙂 maaaaaaaaaaaa … nn sono d’accordo con i tuoi consigli ‘primoviaggioinauto’ . Personalmente suggerisco – al contrario – di tenere in braccio il cucciolo x farlo sentire protetto, ‘addobando’ l’auto in modo adatto in caso di vomiti (ma se il cucciolo nn ha mangiato da poco questo nn avviene) . Il primo incontro con l’auto è spesso traumatico e la vicinanza umana aiuta il piccino a sentirsi protetto. Il kennel, per quanto piccolo, è sempre troppo grande e il cucciolo non si sente protetto, per quanto conosca.

  7. Eh, averle sapute due anni fa, queste cose..Ricordo ancora..
    Mezz’ora di viaggio in auto. (Il nostro cane lo abbiamo preso in una città davvero vicino alla nostra.) Ci siam detti “Eh, dai..Mezzo’ra che sarà mai..Sarà anche un cucciolo, ma per mezz’oretta di viaggio non si traumatizzerà mica..”.
    In effetti no. Non si è traumatizzato.
    Noi scemi lo avevamo piazzato nel bagagliaio (aperto sopra naturalmente e spazioso, con una coperta distesa.)..Ha passato il tempo guardando fuori dai vetri, per capire dove stessimo andando.
    Non ha vomitato o fatto pipì…In compenso ha fatto una cacca enorme che guarda…mi sembra ancora di sentirla..XD
    Poi il cuccioletto si è allegramente arrampicato fino ai sedili davanti (toccando e leccando tutto ciò che gli passava a tiro) e poi si è addormentato tra i miei piedi nel sedile davanti.

  8. Dopo-domani vado a prendere il cucciolo…
    Riguardo quello che si dovrebbe ricevere dall’allevatore, considerando che il documento del pedigree portrebbe non essere ancora stato rilasciato dall’ENCI, esiste il modo di verificare che il “Mod B” sia stato effettivemente presentato o comunque tutelarsi che questo venga fatto al più presto da parte dell’allevatore, prima di effettuare il passaggio di proprietà presso la ASL? Grazie!

    • L’allevatore ha tempo 90 giorni dalla nascita per presentare il mod.B, ma puoi sempre richiedere la copia del mod.A (denuncia di monta e nascita) che deve essere presentato entro 25 giorni dalla nascita. Quindi è vero, è altamente probabile che se il tuo cucciolo ha 2 mesi o poco più, non sia ancora stato registrato all’Enci. L’importante è che al momento dell’adozione abbia già il microchip con relativa dichiarazione veterinaria di avvenuta inoculazione o iscrizione all’anagrafe canina. Molti veterinari intestano l’intera cucciolata all’allevatore non appena inseriscono il chip proprio perchè magari non si conoscono ancora i nuovi proprietari.
      Generalmente l’allevatore dà il corrispondente modulo del passaggio di proprietà da consegnare alla propria ASL.
      Le ASL e l’Enci non sono allineati (anche perchè le ASL si occupano di TUTTI i cani, con o senza pedigree – mentre l’Enci si occupa solo dei cani iscritti al Libro Genealogico), quindi in pratica alla ASL puoi andarci anche il giorno seguente (basta avere il modulo summenzionato e il cucciolo per la verifica e corrispondenza del chip).
      Dopo i 90 giorni puoi sempre dare un’occhiata sul Libro genealogico on-line sul sito http://www.enci.it – inserisci il numero di microchip – avvia ricerca- e appare appena sotto il nome del cane e il suo numero di ROI o RSR.
      Spero di aver risposto alle tue domande con chiarezza. Ciao.

    • Purtroppo no, perché il modello B potrebbe non essere ancora stato presentato: però, se siamo andati da un allevatore serio, non si vede per quale motivo non dovrebbe presentarlo. E se non è serio… il modello B sarà l’ultimo dei problemi 🙁

    • Estrema chiarezza in entrambe le risposte, grazie.
      In effetti la presentazione sia del modello A che del modello B può essere verificata attraverso il sito ENCI, il problema è come essere sicuri che la registrazione del cucciolo avvenga effettivamentemte, visto il disallineamento dei termini, dopo la consegna (e quando il cane potrebbe non essere più intestato all’allevatore).
      Ma per questo aspetto la risposta di Valeria – come sempre – coglie nel segno. 🙂

      Comunque, incrocio le dita e attendo con impazienza!

  9. Mi ricordo ancora quando ho portato a casa la Bibi, sono passati quasi 15 anni, ma sembra ieri.
    Non volevo una Pinscher, conoscevo un Pinscher maschio e sembrava uno psicopatico, scoprii poi che era uno di quei cani dell’Est, mia mamma non voleva una femmina, ma un maschietto.
    Mi fu fatto il nome di questa allevatrice che aveva una cucciolona di sei mesi, già educata e ben socializzata, l’ideale per me perché, secondo mia zia, ero piccola, al primo cane, con mamma cinofoba al quale avevo strappato il permesso di prendere un cane dopo anni di suppliche.
    In totale vado a vederla per educazione, con l’idea di non prenderla, perché Pinscher, perché femmina e perché “vecchia”;
    siamo io, mia zia, l’allevatrice e il marito, la Bibi è nell’altra stanza, la sig.ra Giovanna va ad aprire la porta e corre fuori la più bella cagnolina che avessi mai visto, mi abbasso e allungo le braccia verso di lei e mi salta in braccio e comincia a leccarmi la faccia! Non capisco più nulla e dico, sì sì, la prendo!
    La porto tenendola sulle mie gambe, solo con una spugna, lei è spaventata ma non tenta di scappare, non aveva capito che volevo portarmela via, forse pensava solo che fossi andata a giocare con lei…
    Il viaggio dura un oretta abbondante, viaggio perfetto, nessun incidente di pipì, né di mal d’auto, né altro, ma ricordo di averla guardata estasiata per tutto il tempo! Osservavo con meraviglia e scoprivo che le venivano le rughette sulla fronte perché guardava perplessa dove la stavamo portando.
    Mi emoziono ancora adesso ripensandoci!

  10. Domani, proprio domani, tocca a noi e nonostante tutte le letture sono molto agitata. Mi chiedo soprattutto la gestione notturna: devo puntare la sveglia un tot di volte a notte per i bisogni? Chiamerà lei dal Kennedy o dal recinto (sperando ci stia..).?ci vorrebbe una sfera magica per sapere come sarà e come andrà , ma..le notti bianche son da mettere parecchio in previsione? Grazie..

  11. A sapere prima dell’esistenza del Kennel, io non ho mai comprato i classici cuscini o cuccette, i cani che ho avuto hanno sempre scelto il sottoletto come luogo riparatore e io ho sempre messo lì delle coperte e dei maglioni vecchi di tutta la famiglia. Il motivo principale sono i gatti, che diventerebbero padroni anche del Kennel e vai ad insegnargli “quella non è posticino tuo”…. I gatti hanno sempre battezzato con i loro ronf ronf il posto caldo creato per il nuovo arrivato, e sia Rex che Cingi la prima cosa che hanno fatto fin da subito è buttarsi sui gatti a giocare. Di notte io dormo con un gatto sopra le coperte e un gatto sotto che sta proprio sul giaciglio del cane e i cani si sono rapportati fin dai primi passi nella casa con i gatti tra violenza del gioco e sonnecchiate insieme. All’inizio dormono insieme, io lasciavo la porta aperta e lasciavo scegliere al cane, mi veniva a dormire nella stanza e sempre sotto al letto fuori dal giaciglio occupato sempre dal gatto. Questo mi ha portato a mettere un tappeto grosso sotto al letto per lo meno non sta sulle mattonelle. Ogni tanto cucciolo e felino si attaccavano, ma solo nei primi giorni, poi piano piano ognuno per sé. Ho sempre pensato che anche il fatto che si siano abituati subito a stare da soli a casa sia sempre dovuto alla presenza dei gatti, non sono mai realmente soli. Spero di non aver scritto una cosa da Sciuramaria, la mia conoscenza cinofica si è costruita giorno per giorno ed è partita da adolescente che non aveva nessuna voglia di leggere e documentarsi ad adesso che ho una pechinese e un po’ più di esperienza.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.