rottlabdi FABIANA BUONCUORE – A passeggio con Piccolo Principe, il mio rottweiler, per chi ancora non lo conoscesse.
Vedo una sciuramaria con cucciolo giallo e mi avvicino, perché Piccolo va letteralmente matto per tutti i cuccioli, umani o animali che siano. E infatti comincia a scodinzolare ad elica, piagnucolare e spostare lo sguardo da me al piccolino, tutto emozionato.
“Iiiiih! Lo tenga! Lo tengaaa!” – la Sciuramaria prende il cucciolo in braccio, terrorizzata.
“Signora, si calmi! Niente paura! Lui è abituato ai cuccioli, eh! Abbiamo appena avuto una cucciolata e non ne ha mangiato neanche uno!”
Lei continua a guardarmi storto.
“Via, lo metta giù, non abbia paura. Il cucciolo ha bisogno di conoscere tanti cani per diventare un adulto equilibrato!”
Fissa il mio kanekiller, poi domanda: “Ma di che razza è?”, che, voglio dire, non è che ce ne siano tante con cui confondersi. Comunque penso a una risposta. Non posso dire che è un rottweiler, la spaventerei. Ma non voglio neanche mentire. Così, tiro fuori la mia arma segreta: “È un bovaro tedesco.”
Soddisfatta del compromesso, aspetto una reazione della sciura.
“Ah, ecco! Già solo che è tedesco non mi fido!!!”
Devo dire che è stata fantasiosa.
Anche lei, non sentendo “pinzbull” o “rotwafer”, ha dovuto industriarsi per buttar lì una frase ad effetto. Uno pari.
“Ma sì che non gli fa niente, non si preoccupi!”
Lei, ancora titubante, finalmente poggia a terra il cucciolo, che subito si avvicina a Piccolo festante, ricevendo sbaciucchiamenti di ogni tipo in cambio. Piccolo lo sberlicca ovunque e poi mi guarda tutto contento, scodinzolante.
Un po’ più tranquilla, la Sciuramaria mi chiede: “Come si chiama?”
“Piccolo.”
“Ahahah!! Alla faccia del “Piccolo”! Non gli si addice per niente!”
“E il suo cucciolo come si chiama?”
“Attila”.
Guardo il nanerottolo alto una spanna.
“E’ un labrador.”
Guardo le zampettine magroline, il nasino a punta e le orecchiette da shar pei.
“A-ha.”
“Ha tre mesi.”
“Ehm…”
Meglio non commentare.
“Sa, non volevo nemmeno prenderlo dopo che mi è morta la Lilli, ma poi mi hanno regalato questo cucciolo di razza pura, e mica potevo dire di no. La Lilli mi è durata sedici anni, era una bassottina. E questi cani quanto durano?”, mi chiede, indicando Piccolo (evidentemente ha già dimenticato la dicitura “bovaro tedesco”).
“Eh, non vivono tanto come i cani piccoli. Un rot… ehm, un bovaro tedesco vive circa dieci anni. Non sono molto longevi.”
“Ah ecco! E io prima della Lilli avevo uno rocksciai! Quello mi è durato vent’anni! Era piccolo anche quello, non so se sa cos’è uno rocksciai …”
“Eh, sì, lo so eccome…” (= cane di provenienza cagnara)
La Sciuramaria riprende il cagnolino in braccio, forse temendo che Piccolo sia assetato di sangue dopo averlo assaggiato.
“Beh, noi andiamo allora”.
“Guardi, le consiglierei di farlo camminare da solo e di fargli incontrare tanti cani: maschi, femmine, grandi, piccoli… di tutti i tipi. Vedrà che non se ne pentirà.”
Mi guarda accennando un sorriso ebete.
Parole al vento.

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Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.

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