selezione1di VALERIA ROSSI – I cani, da che mondo e mondo, sono stati selezionati in base alla funzione: piaccia o meno alla cinofilia new age, non esiste razza canina che non sia nata per uno scopo preciso e in cui gli accoppiamenti non siano stati studiati e mirati per ottenere il massimo in qualche campo di interesse umano.
Gli allevatori che per millenni hanno lavorato in quest’ottica, però, non hanno mai dimenticato la base da cui partivano: ovvero il discendente del lupo, animale con caratteristiche e doti naturali ben precise. Queste caratteristiche e queste doti sono state quindi “adattate”, ma non snaturate, nel cane.
Il lupo è un predatore? Benissimo: sfruttiamo la sua capacità di aggirare la preda e di spingerla nella direzione da lui voluta… ma selezioniamo (e poi addestriamo) in modo da eliminare la fase conclusiva della caccia (e cioè l’uccisione): così otterremo cani che, anziché spingere la preda verso i cacciatori del branco, guidano un gregge o una madria nella direzione voluta dall’uomo. Oppure cani che segnalano all’uomo la presenza di selvaggina che poi sarà lui ad uccidere.
Il lupo difende a spada tratta il proprio territorioe i membri del proprio branco? Benissimo: utilizziamo questa dote per ottenere cani da guardia e/o da difesa.
E così via: la selezione di tutte le razze canine è partita, sempre e comunque, dallo sfruttamento (sicuramente antropocentrico, ma anche rispettoso del cane) di doti naturali presenti nel lupo.
Ora… se osserviamo un lupo che, durante una corsa, incontra un ostacolo, vedremo che immancabilmente lo aggira: non lo salta mai, a meno che non sia una scelta obbligata.
Ed è ovviamente superfluo dire che non vedremo mai nessun lupo occuparsi di suo simile malato tenendogli compagnia o facendosi lanciare palline da lui. E neppure eseguire “tricks”, fare piroette o danzare a suon di musica.
Sto dunque sostenendo che agility, pet therapy, obedience e dog dance siano attività innaturali, e come tali da eliminare dalla faccia della terra?
Assolutamente NO! Per carità, lungi da me trarre simili conclusioni.
Quello che intendo dire è solo che non ha senso – ma proprio nessun senso – selezionare cani con l’intento di renderli adatti a queste discipline: perché questa è, sì, una visione antropocentrica esattamente come quella dei tempi andati, ma è anche una visione falsata e non più rispettosa dell’animale.

selezione2Non c’è nulla di male, insomma, nell’insegnare ad un cane a saltare ostacoli o a fare piroette: ma tutto questo “sfrutta” (perdonatemi il termine poco gentile, ma di questo si tratta) un’unica e sola dote naturale, e cioè la docilità. E, guarda caso, la docilità è sempre stata ricercata in tutte le razze canine, visto che senza di essa il cane rifiuterebbe di collaborare con l’uomo: quindi basterebbe proseguire con la selezione già avviata da secoli (o da millenni, a seconda delle razze), senza pretendere di fare nulla di nuovo. Perché, quando ci si mette “altro”, si rischia di andare contro – e non più soltanto di “plasmare” a nostro uso e consumo – le caratteristiche e le doti naturali del cane: il che, a mio avviso, è l’esatto contrario del rispetto.
Esempi pratici? I cani da sleddog, per esempio. I siberian husky sono stati selezionati in base al connubio tra velocità, agilità e resistenza tipico del lupo: gli alaskan husky (incroci selezionati esclusivamente per le gare) sono soltanto veloci, anzi velocissimi… ma non hanno più la stessa resistenza e in molti casi non sono neppure più “vestiti” in modo d poter affrontare le temperature artiche. Se dovessero rimanere da soli in mezzo ai ghiacci, senza l’aiuto dell’uomo, morirebbero di freddo.

Adorable Sable SheltieE dei border o degli shetland “selezionati per l’agility”, ne vogliamo parlare?
Sempre più agili, magri, scattanti, spesso pallinodipendenti già a pochi mesi di età… quanti di loro, messi di fronte a un gregge, avrebbero una vaga idea di quello che devono fare?
Vi rispondo per aver vissuto alcune esperienze dirette: forse ben pochi. Qualcuno, messo di fronte a un gregge, scappa addirittura a zampe levate. Però sanno saltare benissimo (cosa che nessun cane – proprio come nessun lupo – fa spontaneamente).
Infine, nella pet therapy non c’è ovviamente nulla di naturale: ovviamente serve un cane amichevole, docile (di nuovo…) e non aggressivo… ma al di là di questo, c’è ben poco da selezionare e quindi trovo davvero allucinante il fatto che esistano allevatori che si definiscono “selezionatori di cani da pet therapy”, specie quando si tratta poi di razze nate per scopi totalmente diverse (solitamente cani da caccia).
Ripeto – e sottolineo – che non ho assolutamente NULLA contro le discipline citate: il fatto è che, guarda caso, queste discipline sono quelle più in auge presso gentilisti e buonisti vari… ma allora, a monte di tutto il resto, ci dovrebbe essere il rispetto per il cane! E invece, quando sento parlare di “selezione da agility”, a me vengono i brividi blu come se si stesse parlando di maltrattamento fisico.
Perché questo è maltrattamento genetico bello e buono, addirittura peggiore di quello mirato solo a fare “cani belli” per gli show: a meno che, ovviamente, non si tratti solo di slogan commerciali (ovvero, seleziono normalissimi golden da riporto, o normalissimi border da pastore, ma poi racconto che tiro fuori cani perfetti per l’agility, la pet therapy eccetera.  In quel caso sarebbe una truffa, ma mille volte meglio questa – che almeno frega solo gli umani  – piuttosto che una vera e propria selezione anti-zootecnica).
C’è di peggio? Ma certo che sì: noi umani siamo specialisti nello scavare più a fondo che possiamo!
Il peggio consiste in una notizia che mi è appena arrivata via Facebook, e cioè nel fatto che esistano allevatori che addirittura non ti vendono il cane se non fai la disciplina X o Y.
Nella fattispecie si parlava di Shetland: un cagnino adorabile, tanto bello quanto bravo, nato come pastore ma diventato eccellente in molte discipline cinofile (ce ne sono in classe 3 di obedience, per esempio), nonché ottimo cane da compagnia: perché si dovrebbe dare un cane così soltanto a chi fa agility? Che senso avrebbe, sia dal punto di vista cinofilo che da quello cinotecnico?
Qualcuno, quando gli ho fatto questa domanda, mi ha risposto che la cinofilia è cambiata, che il “cane utile” non è più quello di una volta perché a nessuno servono più cani pastori o difensori e quindi è giusto selezionare in base all’ottica moderna.
Io obietto che il cane, però, rimane un cane. E che le sue doti naturali di cane non possono essere sostituite da altre che, non esistendo proprio nel suo DNA, non ci possiamo inventare perché (purtroppo o per fortuna) non ne siamo capaci. Dal punto di vista zootecnico, la “selezione da agility” non può esistere perché si dovrebbero andare a preferire, in riproduzione, doti di fatto inesistenti nel cane, come il desiderio di saltare ostacoli: una cosa che possiamo inculcargli con l’addestramento, ma che non sarà mai riproducibile geneticamente.
Io chiederei agli allevatori di selezionare cani completi, degni rappresentanti della propria razza a 360° e soprattutto ben aderenti al proprio standard caratteriale: retriever che sappiano riportare, border e shetland che abbiano buona attitudine alla guida del gregge, setter e pointer che sappiano cercare e fermare. Se poi i loro proprietari vorranno dedicarli a tutt’altra attività, non ci vedo grossi problemi (con qualche eccezione, di cui prima o poi parlerò): ma soprattutto sono convinta che il miglior border da agility sarà quello selezionato per essere un perfetto cane da pastore, così come il miglior cane da pet therapy sarà quello selezionato per essere un docile e collaborativo retriever.
La cinofilia potrà anche cambiare, ma i cani non devono farlo: altrimenti non saranno neppure più cani.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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40 Commenti

  1. a grandi linee sono d’accordo con te, maaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa ………..
    dal momento che pastorizia caccia o altre attività sono praticamente precluse ai più, per millemilamotivi che nn sto qui ad elencare, questi cani un’attività – o anche più d’una – devono farla per evitare le conseguenze spiacevoli che tutti sappiamo: distruzioni, ansie, iperattivismo, sino ad arrivare a mordacità, rifiuto del cane da parte dell’umano, abbandoni etc..
    preferisco sapere che un mio cucciolo FA qualcosa, meglio se un’attività per la quale so essere portata la razza, seppure non prevista da chi ha selezionato la razza nei secoli, piuttosto che a fare la muffa tra divano e giardinetti.
    è l’unico modo che .- ad oggi – mi consente di avere una certa sicurezza sul futuro di quel cane: un’attività sportiva o di servizio significa un percorso: una educazione di base, una socialità, un’obbedienza, una integrazione nella vita del proprietario, e mille altri motivi positivi che nn sto ad elencare per non annoiare.
    se poi questa attività sarà un semplice passatempo o se il cane diventerà ermejo in quella disciplina dipenderà da tanti fattori, ma intanto quel cane sarà un cane felice, appagato, ben inserito nella società umana e vivrà insieme alla sua famiglia umana con soddisfazione per tutti !
    e questa è l’UNICA cosa che mi interessa x un mio cucciolo

    • Ma infatti l’autrice ha affrontato il tema della selezione esclusivamente mirata all’attività di agility/per therapy, non ha certo detto che i cani debbano fare la “muffa tra divani e giardinetti” piuttosto che fare tali attività..

        • ti sei spiegata benissimo 🙂 tranqui, tant’è che ti ho scritto che sono d’accordo a grandi linee; ho solo espresso la mia opinione circa il fatto che, per i miei cuccioli, scelgo una famiglia attiva, che si impegnerà a fare una disciplina sportiva, meglio se tra quelle per le quali la razza è maggiormente portata.

    • Ma su questo siamo tutti d’accordissimo: quello che non mi piace – anzi, che proprio non mi va giù – è che si parli di selezione “DA agility, o di selezione “DA pet therapy”. Questa per me è cinofollia, non certo che un cane da pastore “faccia” agility o pet therapy. E doppia cinofollia mi sembra quella di dire “ti vendo il cane SOLO se ci farai agility”!

  2. prove di lavoro e/o comportamentali per tutti i riproduttori di tutte le razze…i jack che facciano vedere di saper correre dietro a un topo idem i westy, per i barboni io rimetterei il riporto idem per i kavalier…non so cosa di puo far mettere come prova ai chiwi e ai maltesi…ma almeno il buon carattere si…

  3. Quando, ancora cucciolo, portai il mio schnauzer gigante in in centro cinofilo per vedere se riuscivo a fargli fare qualcosa che convogliasse le sue energie e, in un’unica giornata, vollero fargli fare tutto un percorso di agility, impiccandolo, tirandolo, spingendolo, con me sdraiata dentro al “tubo” per farcelo passare, non considerando che uno schnauzer non è un cane da agility, perchè non è agile, pesa 50 kg tutti compressi in muscoli, denti e testa, perchè il soggetto in questione non può essere sottoposto a pressioni psicologiche perchè ansioso, ecc. ecc., HO CAPITO CHE L’AGILITY NON E’ ALTRO CHE UN MODO PER FAR SOLDI, PER FAR DIVENTARE IL CANE UN CANE DA CIRCO. Stressato.

    • Rossana, non direi proprio. Se hai portato il cane in un centro dove l’approccio è stato di quel genere… hai semplicemente trovato un PESSIMO centro cinofilo. Personalmente non ho mai sentito parlare di approcci simili all’agility!

      • Purtroppo Rossana non è stata l’unica ad avere un’esperienza simile. E’ successo anche a me. Dopo 2 lezioni,sconvolta, ho mollato tutto e ho cambiato centro e sono felicissima in quanto ci divertiamo in 2 e con l’agility rafforziamo il nostro rapporto. Per fortuna che ho deciso di provare da un’altra parte altrimenti avrei pensato il peggio del peggio di questo sport mentre invece è bellissimo

  4. Sono assoltamente d’ accordo! Io sono un appassionato di razze canine sarde da lavoro e possiedo un intero branco di Cani Fonnesi… la razza è stata appena riconosciuta dall’ ENCI e già c’è chi delira inventando possibili utilizzi del Fonnese che mal si sposano con la sua natura… io sono abituato a vederli lavorare nelle campagne e a osservarne comportamenti tipici frutto di millenni di selezione prettamente attitudinale. Ho partecipato lla prima esposizione ENCI dedicata alla razza con 2 esemplari… entrambi sono stati iscritti al libro aperto e oggi possono definirsi soggetti “tipici e di razza”… ma, durante la mostra mi sono reso contodi quanto inutili siano quei pezzi di carta (lo pensavo anche prima, ma certe cose richiedono conferme al fine di consolidare le proprie convinzioni)… queste furono le mie impressioni: https://www.facebook.com/notes/alberto-paolo-chisu/il-guerriero-e-la-montagna-personalissime-impressioni-sulla-1-mostra-ufficiale-d/10151725963271258

  5. Ti smentisco!

    La Layla (meticcia multiscema), entrata in un campo ancora montato da agility, ha affrontato gli strani oggetti con gioia ed amore correndo dentro ai tubi e saltando gli ostacoli…per cani grandi oltretutto :P.

    Ho una miniera d’ oro tra le mani per i futuri allevatori XD!

    • Aggiungo perché non ho scritto bene, ovviamente lo stupore è stato perché non era entrata per fare agility ma era uno dei primi incontri con l’ educatrice per vedere come si muoveva libera con mia sorella (l’ effettiva padrona) che la chiamava, senza richiesta.

  6. Innanzitutto buongiorno,
    sono la fortunata compagna di vita di una splendida cagnona fantasia (come alcuni dicono), incrocio tra una briquet griffon vendeen e un maschio non si sa.. Risultato: super segugio di 45 kg, gioiosa, dolce, zuccona, dinamica ma anche pigra, coccolona, paziente.. Insomma, un gran bel cane, nonostante la selezione umana, qui, proprio non si sia vista.. È un gran segugio, in tutti i sensi.. Per me che non sono (e neanche ci penso di diventarlo), cacciatore..
    Che fare con lei? Vai dall’educatore cinofilo.. Saprà pure cosa far fare alla mia tirannosaura per svagarla, insegnarmi ad addestrarla e varie attività da fare insieme..
    Relly obidience.. Un cane che passa 2/3 del suo tempo all’aperto col naso per terra, questa mi propone il rally obidience..
    Costernata, mi accingo comunque con Olly ad intraprendere questo percorso pensato per lei.. Dieci minuti.. Dieci minuti con una quantità smodata di wuster e varie leccornie per far muovere l’imponente culone della mia cagnona.. Ad un certo punto mi ha guardata dritto negli occhi e ho letto la nuvoletta che si era disegnata sulla sua testa.. Diceva così: ma mamma, se vuoi io sta cosa la faccio pure, ma perché continui a darmi la pappa per farmi sedere, poi in piedi, poi ancora seduta.. Dai mamma deciditi!!
    Io l’ho guardata e le ho detto: libera (la puppy class fatta con gente competente serve a molto).. Lei mi ha guardata con gratitudine, si è diretta verso il suo papà tutta gioiosa e scodinzolante, poi si è messa a seguire una pista che chissà dove è come, ha agganciato..
    I cani sono esseri splendidi, intelligenti e molto gentili con noi.. La gentilezza più grande che possiamo far loro è di cercare di non snaturarli..
    Ho letto Trumler, per cercare di capirli un po’ di più ma tanta strada devo fare ancora..
    Ora con Olly andiamo a fare un sacco di passeggiate in mezzo ai boschi, dove può sentire e seguire gli odori più belli del mondo… Per un segugio di 45 kg..
    Altro che rally obidience!

  7. Se il punto è il benessere del cane allora si dovrebbe discutere della eticità stessa delle selezione per qualcosa, il fine della selezione di razza è avere un cane utile a fini esclusivamente umani, la pastorizia, la guardia, la caccia…
    Non credo che possano però esistere selezioni etiche ed altre selezioni antietiche, mi pare solo un discorso soggettivo, di gusto personale… mi piace ( a mio personale giudizio) che il cane faccia questo o che il cane faccia ques’altro. ma è come dire che preferisco le more alle bionde.
    Estendendo il discorso tutte le selezioni morfologiche che senso avrebbero, a cosa serve la cresta nel rhodesian ridgeback ?
    Ma sta nel nome, i primi cani ce l’avevano e tutti ce la devono avere.
    Ma è una scelta soggettiva e solo umana.
    Allora la selezione, antichissima, sei cani del gruppo 9 sarebbe antietica ? I lupi si tengono compagnia fra di loro ? Smettiamo di selezionare maltesi, carlini ecc .

  8. Mi lascio l’opportunità di riflettere sull’argomento ,anche perché sono al cell e non posso scrivere più di tanto. Però non credo che chi selezioni cani da agility selezioni partendo da cani capaci di saltare più degli altri, perché per l’appunto quella non è una dote innata dell’animale. L’Alta addestrabilita’ però si può selezionare eccome. Così come nei cani da pet therapy non è che si selezioni un cane xhe sopporti le mille carezze ecc,ma si selezionerà più degli altri esemplari della atesaa razza le caratteristiche innate che lo aiuteranno nell addestramento. Così come per i cani guida ecc

  9. Rossana Gonnelli. Anche io ho avuto uno riesenschnauzer e adesso ho un medio che racchiude in se tutte le caratteristiche della razza, e condivido in pieno ciò che scrivi, Rossana. Aggiungo che lo schnauzer non è un cane che puoi forzare a fare nulla che lui non desideri fare. Ma è un cane la cui intelligenza unita alla sua instancabile dedizione al padrone fa di lui un cane con il quale è possibile tutto. Ma noi abbiamo il dovere di capire la sua natura e rispettarla. Lo dico a quanti prendono uno schnauzer come prendessero un cocker e a quanti lo lasciano solo ore e ore, anche in giardino, cosa che per lui, che semmai ha l’istinto della difesa e non della guardia, è uno stress enorme. E lo stress è il suo peggior nemico.

  10. non sono daccordo per nulla. perchè un tempo serviva solo spostare le pecore o segnalare un fagiano… quello va bene, l’agility no?
    se c’è uan morfologia che paga di più, un tipo di “mente” che paga di più, trovo giusto che si aggisuti il tirop in certe linee di sangue per far si che il cane esca più “adatto a”

    • perché le discipline tradizionali sfruttano le doti naturali e caratterizzanti del cane, legate quindi alla attività di ricerca e predazione, di difesa del territorio/branco, spostamento e controllo dell’ambiente circostante.
      Le discipline come agility, obedience ecc. sfruttano qualità intrinseche nel cane ( agilità, velocità ecc. ) ma sono discipline di ADDESTRAMENTO: servono a sviluppare un contatto tra cane e uomo, a far sfogare il cane, impegnarlo in un’attività, ecc.

      Non ha senso allevare cani “da agility” perché il massimo che puoi fare è selezionare cani molto docili, o veloci, o agili; mentre se selezioni, non so, cani da pastore, puoi selezionare l’istinto ad accerchiare, seguire, guidare le pecore. Tant’è che qualunque cane abbastanza docile e agile può fare agility anche ad altissimi livelli, se viene addestrato bene; mentre un cane docile, scattante, sveglio, veloce e addestrato benissimo ma non selezionato per la pastorizia non potrà mai guidare un gregge a livelli impegnativi ( come quelli di chi vive di pastorizia e per cui il cane da pastore è indispensabile )

      • secondo te quindi il fatto che nell’agilità sia pieno di border collie è un caso?
        guarda che io ho portato Tre cani in terzona brevetto … due erano vestiti 1 un border collie. il Border Collie è la Formula 1 dell’agility. non è facile guidarlo ma sicuramente ad alti livelli e quello che rende di più… tra un po’ difficile vincere un mondiale di agility con il mio meticcione anche se compete a livelli discreti.
        credimi caratteristiche morfologiche e caratteriali sono invece fondamentali. se è per questo non ha neanche senso che un maremmano difende quello che in natura dovrebbe essere una preda e non un compagno … eppure sono millenni che si usano i guardiani degli armenti… si seleziona quello che ci fa comodo e quello che ci serve.fine.

        • Scusa Lupi ma il paragone non ci stà proprio. Il maremmano difende le “sue” pecore, quindi il suo branco o la proprietà del padrone se preferisci, non difende delle prede.
          Cmq non sono contraria ad una selezione in tal senso se non si arriva ad estremi come certe linee di malin da lavoro che diventano ingestibili se non in mano a persone più che esperte.
          In fondo non si selezionano anche cavalli per il salto a ostacoli, innaturale anch’esso, considerando anche che un cavallo porta anche il peso del fantino oltre che il suo (non indifferente).
          Insomma, piuttosto che un border inutile da esposizione, preferisco un border da agility, che deve cmq rimanere un modo per migliorare il rapporto con il proprio cane e non puro agonismo allo scopo di vincere a tutti i costi

          • gli stimoli chiave a cui una specie risponde sono fortemente genetici. non è affatto normale che un cane consideri non prenda quello che natura è preda…questa è selezione. prova a chiedere a un luipo di fare la guardia delle pecore vediamo cosa fa?
            tutti i cani da lavoro sono problematici da tenere da compagnia…
            anche lo stesso maremmano quando e’ stato molto diffuso faceva parecchi danni. per fare compagnia ci sono i cani da compagnia. lo stesso borde da pecore se non sei esperto fatichi a gestirlo in famiglia. e poi basta con questa storia che l’agonismo non va bene. l’agonismo c’e in tutto dall’Expo come nelle prove di lavoro diciamo naturali… e l’uomo non ha selezionato delle razze così specializzate per l’ammmmoooore…ma per mera comodita e porci comodi propri. però prima invocate romanticismo delle razze …piangere che le ragazze che vanno perdendosi… poi rinnegatole il modo in cui si sono create … ossia pera i nostro comodi. che sia vincere una gara di agility che sia mangiare pecore.
            se uno vuole un cane da compagnia sono cazzi sua se non sa gestire il border spinto. non prende il Border… si prende un chihuahua e non rompe le palle.
            la gente la deve smettere di prendere i cani solo per la scocca esterna… e grazie anche all Expo assistiamo un appiattimento dei caratteri e delle attitudini di tutti i cani…così …si rovinano le razze.

          • Ma hai letto il mio commento o solo la prima frase e sei partita in quarta?
            Certo che rendere un border un inutile cane cotonato da esposizione è rovinare la razza! Ma da qui a renderli esagitati cani da lavoro che non riescono a stare fermi ce ne passa. Io non ho mai visto cani da pastore (veri, con pecore) correre in continuazione. Stanno fermi e osservano. Intervengono solo al comando del padrone o se qualche pecora si allontana (raro perché le pecore tendono a stare in gruppo)

        • Vedi sopra. Si seleziona quello che nel cane ESISTE. Che poi si possa plasmare a nostro piacimento, è un dato di fatto: ma deve già esistere. Se il maremmano non avesse nel DNA l’istinto a difendere, non glielo potresti mettere: e infatti l’istinto di saltare, che non ce l’ha, non glielo metti. O magari lo metti a quel cane lì, al singolo soggetto: ma non ai suoi figli. E “selezionare” significa scegliere doti trasmissibili.
          In agility è pieno di border perché i border sono i cani più docili e collaborativi in assoluto (e perché sono di moda): non certo perchè abbiano lo zompo nel DNA. E comunque ci sono svariati meticci che potrebbero far vedere i sorci verdi ai border… se solo potessero competere insieme.

          • e tu a una che fa agility da 11 anni e ha portato in 3 due meticci e un border, e che fa gare mensilmente vieni a “insegnare” che ci sono meticci che possono far vedere sorci verdi ai border? ma certo che ci sono, ma sono pochi, uno , due ogni tot anni che dicono veramente la loro perchè, sono davvero pochi e guarda caso sono, nei large, quasi sempre meticci di border o altri pastori simili…caso strano,
            ci sono le doti più utili all’agiltiy che sono, docilità certo ma non solo, desiderio di muoversi, che è una delle cose che, fatte fine a se stessi, “da paicere” al cane (il premio non è la palla ma rincorrerla, non è il boccone ma l’azione di mangiarlo, è quello che da piacere)
            molti dei miei cani si mettono a volte a correre e sgroppare “così” perchè gli va,
            un maremmano è necessariamente pigro, sia mai che molli le pecore e vada a zonzo e lasci il gregge in bailia dei lupi
            il cane conduttore ha un buon predatorio il amremmano no, sia mai che insegua una lepre invece di badare al gregge e via discorrendo
            ci sono doti che anche se non sono direttamente “da agility” facilitano il cane nel successo in agility.
            il border è un cane “a 1000” facciamo facciamo facciamo, molto più di tante altre razze che ti mandano aff… prima. “e non è poco”…
            non eccelle solo in agility infatti… perchè sta li a fare fare fare con entusiasmo tutto quel che gli si chiede, facendolo semrpe a 1000….
            quello che ci vuole in una gara in cui molto la fa la velocità…
            e oltre a la voglia di correre e fare ha anche il fisico, grande ma non troppo, compatto, scattante, con le proporzioni gisute per avere la risucita migliore in quel tipo di percorso.
            chiaro se li mollo, border e lupi, dietro una lepre, poche decine di metri di corsa dopo la lupa è davanti a tutti… falcata più lunga…e sulla “fondo” si stanca meno, per lo stesso motivo, ma sullo scatto e sullo stretto il border non ha rivali…
            dai, sembra che parli con un imbecille, ok che hai dato una sentenza e non puoi ritrattare, ma… si può, è fattibile, seleionare una sotto linea di cani che è ancora più portata a vincere gli ostacoli, e non a caso, queste linee ci sono già e sono molto usate, fattelo dire da chi alle gare ci va e li vede.

  11. Ciao a tutti. Premetto che non ho ancora una posizione circa l’argomento in questione e vorrei capire alcune cose.
    E’ vero che i lupi non fanno pet-therapy, ma è vero anche che per avere cani che lavorano in modo eccellente in attività assistite bisogna “scegliere” soggetti con determinate caratteristiche e…doti naturali! Un cane che dovrà fare pet-therapy (che non è SOLO farsi lanciare la pallina da qualcuno…questo fa parte di un approccio superato), dovrà avere un’alta docilità – che per quanto ricercata in tutti i cani, sappiamo bene che non è presente allo stesso modo in tutte le razze -, un’alta socialità, una scarsissima aggressività e una bassa possessività. Scegliere delle razze che si avvicinano maggiormente a questo profilo e poi lavorare ancora sulla selezione in questa direzione è contro natura? La mia non è una domanda retorica (a Valeria, soprattutto), davvero aspetto una risposta che mi faccia capire meglio. Però non mi si parli di antropocentrismo…perchè questa BRUTTIISSIMA parola: 1) è quella che ha portato ad avere una specie di nome CANE e ci consente oggi di poter fare gli educatori/istruttori/addestratori; 2) si cela, a volte mooooolto subdolamente, anche dietro ai più spinti cognitivisti, cognitivo-zooantropologisti, cognitivo-relazionalisti, ecc…(ma ho coniato dei termini nuovi??? 😀 ).

  12. Proposta: e una sana via di mezzo?
    Sono d’accordo che selzionare cani che vadano forti in discipline puramente “di addestramento” sia demenziale e dannoso. Però trovo che sia anche vero, come dicono molti, che anche mantenere razze allevate per certi compiti che ora hanno perso popolarità, sia un problema: si allevano cani che hanno bisogno di fare il loro lavoro originario ( quindi non vanno bene per sola compagnia ) che però non è più utile ( quindi non ce da sperare in una richiesta da parte di chi fa quel lavoro ), restano solo i pochi veri appassionati: e la razza diventa sempre più rara.

    Invece trovo sarebbe interessante pensare, anziché di mandare all’aria secoli di selezione specifica, di “riciclarla”. Sfruttare quindi non solo le doti “accessorie” delle razze ( come la dolcezza nel golden e la docilità nel border ) ma proprio quelle principali e caratterizzanti ( con l’esempio di prima, riporto e lavoro in acqua per il golden, pastorizia per il border ), adattandole alle necessità del mondo attuale.

    Per esempio: in friuli, era partitio tempo fa un progetto per monitorare la presenza degli orsi sul territorio; per farlo si sono usati dei Lajka, una razza russa allevata principalmente per la caccia grossa, nello specifico per seguire una traccia e segnalare il selvatico. In questo caso quindi si sono sfruttate le doti della razza, semplicemente adattandole leggermente alla situazione ( perché le finalità erano ovviamente diverse ), ad esempio si insegnava al cucciolo a seguire solo le tracce di orsi, non di altri selvatici ecc.

  13. Seguo da poco ma con grande interesse questo spazio di cultura cinofila. Il messaggio di questo articolo è forte e chiaro ” I cani, da che mondo e mondo, sono stati selezionati in base alla funzione/utilità”. Vorrei sapere se la redazione considera funzione/utilità la compagnia e cosa ne pensa degli allevatori seri e professionali di RUSSIAN TOY, PECHINESE, CHIHUAHUA etc…Perchè se da una parte è molto chiaro il concetto di selezione per utilità – caccia, difesa, riporto, pista etc…quella della selezione per compagnia personalmente mi è poco chiara, non è anche quello un modo di snaturare il cane? Euppure è un “gruppo” riconosciuto a livello nazionale ed internazionale. Grazie e buon lavoro

    • Marco, la selezione “da compagnia”, quando è fatta bene, è una cosa seria: si devono cercare cani di temperamento medio, tempra abbastanza dura, docilità altissima, aggressività e mordacità bassissime… non è la cosa più semplice del mondo, ci si deve lavorare bene in selezione. Snaturare il cane? No, perché il cane “è” un animale da compagnia, sempre e comunque: nelle razze che fanno solo questo bisogna selezionare le doti giuste, seguendo semplicemente ciò che si è fatto per secoli in passato (i cani “da grembo” sono sempre esistiti). A me non preoccupa chi seleziona pechinesi e chihuahua da compagnia: sono nati per quello, hanno sempre fatto quello. Mi preoccupa di più chi cerca di far diventare “solo da compagnia” (e qui sì, snaturandole) razze come il jack russell o il bassotto…

      • ma spiegami …secondo te esistono le caratteristiche per fare il cane adatto da compagnia …ma non ti sta bene che qualcuno lo faccio per l’agility o per la pet therapy? e non ti sembra un controsenso?
        siamo d’accordo che non è esattamente una dote naturale saltare gli ostacoli oppure sopportare dei disabili… ma ci saranno alcune caratteristiche più indicate? del resto gli stessi labrador che diventano Guida per ciechi sono linee si di labrador…ma selezionate apposta

        • Lupi, le doti caratteriali del cane sono quelle che l’uomo seleziona da secoli: docilità, aggressività, combattività, sociabilità eccetera eccetera. Come ho detto nell’altro commento, se vai a selezionare altissima docilità, forte tempra (per sopportare i bambini…!), bassa aggressività, alta sociabilità eccetera, “fai” un cane da compagnia. Nel senso che ti basta quello, non ti serve altro.
          Per fare un cane “da agility”, chemminchia selezioni? Docilità, okay… mettici pure sociabilità e tempra. E che cos’hai? Hai di nuovo un cane da compagnia. Basta questo, perché sia uno specialista in agility? Ovviamente no.
          E allora, cos’è che vai a selezionare? Salterellità? Desire to zomp? Incuneabilità nei tunnel?
          Ma queste doti non esistono nel corredo genetico del cane! E non possiamo inventarcele noi. Quindi dire che “si selezionano cani da agility” (dal punto di vista caratteriale, ovvio: non morfologico) è una cazzata bella e buona, così come lo è parlare di selezione da pet therapy, o da disc dog, o da qualsiasi altra cosa che richieda caratteristiche NON trasmissibili geneticamente, perché, semplicemente, non esistono. O meglio, esistono perché le puoi costruire tu con l’addestramento nel singolo soggetto: ma non potrai mai renderle trasmissibili.
          Se dici che lo fai, sta truffando la gente.

          • guarda, il border cane da compagnia proprio no… il border è un cane da lavoro, bassa tempra alto temperamento e docilità, e instrancabile voglia di fare, il contrario di quel che deve avere un cane capace a necessità di chiappare una palla, ogni tanto magari, ma… di ropersi le palle sul divano tutto il giorno se non fa nulla, senza sfasciare casa…

            se si seleziona per una disciplina, si selezionano quei tratti genetici sia del comprotamento che morfologici che possono facilitare un soggetto rispetto agli altri, anche se non è uina dote naturale “il percorso di agilty”, lo sono le doti che rendono più vincente un soggetto che non un altro quali voglia di fare di correre agilità docilità e un buon predatorio perchè l’agilty lavora perlopiù in predatorio…

      • Grazie, anche se personalmente non considero la compagnia strettamente un utilita’, probabilmente anche in questo segmento puo’ avere senso la selezione. Continuero’ sicuramente a seguire i suoi articoli. Saluti

  14. Questa volta non sono d’accordo… tutte le razze si sono evolute anche sotto la spinta di una selezione che ha privato gli animali più “utili” e adatti alle esigenze del momento. I lupi non saltano un ostacolo se possono aggirarlo ma… se non possono, i soggetti che riescono a saltare quando non possono fare altrimenti, sono quelli che sopravvivono. E quelli che da cuccioli lo fanno giocando, per scaricare le energie, sono quelli che imparano meglio… Il gioco dei cuccioli non bada al risparmio di energie. Quelli che si infilano in un pertugio e passano da un buco piccolo.. possono trovare situazioni in cui questa abilità li mette in salvo. Sono cose che i cani in natura “fanno” e selezionare chi lo sa fare meglio e chi lo fa divertendosi non è cosi’ “innaturale” se non si arriva all’esasperazione. Molte razze di utilità oggi sono sempre più spesso selezionate per “sport”. Le prove di caccia non sono caccia naturale… richiedono diverse abilità. Ma del resto non ha senso selezionare i più bravi per la caccia naturale se non si va più a caccia. Quindi ben venga la selezione tradizionale per cani da pastore. da guardia, da riporto…se si è davvero dei pastori, se si ha una proprietà da difendere o se si va a caccia… Altrimenti a che pro selezionare caratteristiche che nella vita possono essere addirittura controproducenti. Io sono più che favorevole alla selezione del labradoodle da pet terapy, dell’alaskan husky da gara… non vedrei male il riconoscimento di una razza espressamente da agility. O da dogdance (che poi è obedience).Magari… appunto, creando una razza vera e propria da selezionare a parte senza “rovinare” le razze già esistenti…. lasciando cioè che chi apprezza il border collie per il lavoro col gregge continui a selezionarlo e utilizzarlo per questo scopo, che i mastini possano continuare a minacciare gli intrusi e i labrador a riportare le anatre. Le nuove razze potrebbero partire anche da razze riconosciute… mixate insieme “tipo boder collie x pastore belga per agility” o “labrador x barbone (come si è già fatto) per pet therapy…. poi comunque andrebbero avanti separate. Quindi nessun pregiudizio arriverebbe dalla nuova razza alle vecchie. Se ci sono esigenze… i cani hanno dimostrato di adattarsi. Se dovessero fare solo “i cani” non avremmo nemmeno i border collie, i labrador e i pastori tedeschi e nessun altra razza.

  15. La cinofilia potrà anche cambiare, ma i cani non devono farlo: altrimenti non saranno neppure più cani.

    E’ un concetto essenziale, per alcuni anche banale, ma per me di straordinaria portata. Che tristezza un cane che non fa più il cane. E che tristezza i cinofili che non sanno quello che dicono e quello che fanno e se ne escono con assurdità senza pensare alle conseguenze che deriverebbero sul cane. Più i concetti sono semplici e pare che più difficili siano da comprendere. Col buonismo applicato al cane, gli si fa solo del male. Ma vogliamo guardare il cane per quello che è? il gentilismo duro e puro sta facendo dei danni inimmaginabili. Se è vero quello che ho sentito, nella mia città non si può portare il cane a fare una corsa in bicicletta in un parco chiuso. Secondo i ns politici rappresentanti, è meglio che poltrisca sul divano e diventi obeso come un tricheco.

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