mercoledì , 22 novembre 2017
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Età dell’uomo, età del cane

eta_canbimbdi VALERIA ROSSI –  Stranamente, su questo sito, non  avevamo mai parlato di questo argomento forse un po’ fatuo, ma che interessa/incuriosisce molte persone: come si può calcolare in modo accettabilmente realistico il rapporto tra l’età del cane e quella dell’uomo?
Insomma: ogni anno del cane, a quanti anni dell’uomo corrisponde?
La vox populi dice “sette”, ma appare evidente che se questo rapporto è abbastanza sensato dai due anni in su, non può andar bene per un soggetto più giovane: un cane di un anno è sessualmente maturo, pronto (o quasi) a svolgere qualsiasi attività sportiva o lavorativa con il massimo rendimento e così via. Un bambino di sette anni… decisamente no.
Si perde nuovamente la credibilità quando si parla di cani anziani: ormai sono davvero moltissimi quelli che raggiungono i 15 anni (per non parlare di quelli che li superano)… e sicuramente non sono così numerosi gli umani che arrivano a 105 anni. E quando parliamo di cani ventenni (anch’essi non rarissimi) si perde ogni legame con la realtà, visto che non mi risulta che nessun umano sia mai arrivato a 140.
Dunque: quale potrebbe essere un rapporto attendibile, che ci dia anche il senso della vera maturazione del cane alle varie età, aiutandoci così a comprendere meglio le sue reazioni e le sue possibilità di apprendimento?
Googlando tutto il googlabile su questo tema ho trovato, alla fine, una tabella che mi sembra piuttosto realistica. E la riporto qui sotto:

eta_tabella
Come vedete, si parla di “infanzia” fino ai 18 mesi, mentre un cane di 12-18 mesi sarebbe piuttosto un adolescente (e forse, dal punto di vista psichico, un cane di otto mesi è un po’ più “avanti” di un bambino di nove anni): ma per il resto questa tabella mi sembra quella più attendibile fra tutte quelle che fanno un calcolo generalizzato, prendendo in considerazione un cane “medio” e non considerano le differenze razziali.
In realtà, però, la razza (e soprattutto la taglia) conta moltissimo. Come tutti sanno, i mini-cani (purché non troppo mini, perché se si arriva a sfiorare il nanismo la longevità diminuisce parecchio… insieme alla salute in generale:  se ne ricordino le Sciuremarie che cercano disperatamente il microcane) sono più longevi delle taglie medie, mentre i giganti sono in assoluto quelli che vivono meno a lungo.
Ho quindi googlato ancora un po’, e alla fine sono riuscita a scovare anche una tabella che tiene in considerazione le differenze di stazza: giustamente parte dai cinque anni, perché prima di questa età non ci sono grandi variazioni da una taglia all’altra.

etaxtaglia
Come si può vedere, quindi, la prima tabella si può considerare valida soprattutto per i cani di taglia medio-grande (da 23 a 40 chili).
Ovviamente questi calcoli riguardano soprattutto la maturazione fisica, ma possono esserci di aiuto anche quando entra il ballo il discorso psichico: e dovremmo tenerli presenti specialmente quando pretendiamo troppo da cani di sei-sette mesi,  il cui aspetto magari è già “quasi adulto” e quindi ci spinge a pensare che il nostro amico ormai possa capire tutto e fare di tutto. Non farebbe male, ogni tanto, ricordarsi che stiamo lavorando con l’equivalente di un bambino di cinque-otto anni e che quindi non dovremmo aspettarci che possa risolvere l’equivalente cinofilo di un’equazione di secondo grado!
Per altre considerazioni sulle varie età in relazione al lavoro vi rimando a questo articolo.

eta1L’ultimo discorso è nuovamente di carattere fisico e riguarda la sfera sessuale: qui, per quanto riguarda i maschi, le tabelle non sono molto realistiche, perché un cane di sei-sette mesi spesso è già in grado di sentire lo stimolo sessuale e di effettuare una monta, e un bambino di cinque anni no.
Vi invito quindi a NON pensare mai che un maschietto sia “solo un bambino” e che quindi possa essere lasciato tranquillamente insieme a una femmina in calore: se commettete questo errore potreste avere brutte sorprese.
La cosa, però, cambia quando si tratta di femmine: in questo caso lo sviluppo sessuale è abbastanza vicino a quello indicato nella prima tabella. Il primo calore solitamente arriva verso i sette-otto mesi, quindi siamo abbastanza vicini all’età (9-10 anni) in cui  le bambine umane hanno il menarca: forse parliamo di bambine leggermente precoci, ma insomma… siamo lì.
Poiché solo i pazzi (e i veri Cagnari con la C maiuscola) fanno accoppiare una femmina al primo calore, però, questo  mi preoccupa relativamente: vorrei invece porre l’accento sul fatto che una cagna di 12 mesi (età media del secondo calore, e anche età alla quale frequentemente le cagne vengono fatte accoppiare) corrisponde all’incirca a una bambina di 12 anni per quanto riguarda lo sviluppo fisico…e qui vale la pena di riflettere, perché se è vero che ci sono anche ragazzine di 12 anni che portano a termine una gravidanza, è anche vero che sicuramente questa non è la cosa più consigliabile del mondo.
Anche in questo caso, però,  è corretto tenere in considerazione il tipo di cane: quelli più piccoli si sviluppano più precocemente e quindi, dal punto di vista sessuale, una cagna di un anno può essere rapportata a una ragazza di 15-16 anni, che può sopportare egregiamente una gravidanza (almeno dal punto di vista fisico: sul lato “psiche” stenderei un velo pietoso, ma c’è da dire che qui intervengono fattori sociali e culturali inesistenti nel cane). Le cose cambiano radicalmente quando si parla di taglie grandi e giganti: in questo caso una cagna di un anno va considerata come una bambina di 10-12 anni, anche dal punto di vista dello sviluppo fisico. Per questo è caldamente consigliabile aspettare il terzo calore per l’accoppiamento e la successiva gravidanza.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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