domenica , 19 novembre 2017
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Cani e homeless: vero amore o sfruttamento?

di VALERIA ROSSI – Una lettrice mi racconta una storia, chiedendomi di pubblicarla perché vorrebbe confrontare le sue sensazioni con quelle di altri lettori. Eccola accontentata:

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Oggi pomeriggio tornavo a casa dal lavoro e ho notato, seduta su un marciapiede, una barbona insieme ai suoi due cani. Uno dei due sinceramente non saprei proprio descriverlo, forse era grigio. L’altro… l’altro era stupendo!
Era piccolino, un cucciolo di probabilmente due, tre, massimo quattro mesi. Tutto bianco con delle macchie sull’arancione. Un musino tenerissimo e buffissimo. Era seduto e si guardava in giro, come se stesse scoprendo il mondo in quel momento.
Ho subito pensato che non è giusto che un cane cosi bello e tenero possa vivere sulla strada, giorno e notte, con il freddo del mese di gennaio a Milano, senza un tetto per ripararsi quando piove e senza cibo. Quel cane mi ha talmente colpito che ho cambiato strada. Sono tornata indietro per vederlo un’altra volta. Questa volta era in piedi perché la sua padrona lo stava portando da qualche altra parte, probabilmente in un posto per passare la notte visto che stava diventando buio.
Faceva fatica a stare dietro alla sua padrona e all’altro cane; non stavano camminando veloci, ma lui è un cucciolo e quasi faceva fatica a stare in piedi! Nonostante ciò, mentre camminava, scodinzolava. E allora mi sono detta “probabilmente è felice, se scodinzola!”.
Mentre tornavo a casa ho iniziato a pensare che sono una persona molto ingiusta e che si ferma alle apparenze: ho guardato e ho provato tanta tenerezza solo per uno dei due cani, quello più bello. L’altro un po’ più bruttino e già grande non l’ho nemmeno guardato, tanto da non saperlo nemmeno descrivere.
Poi sono arrivata a casa e ho raccontato la vicenda a mia mamma. Lei mi ha detto di aver capito di quale barbona parlavo, perché la vede sempre fuori dal supermercato dove va a fare la spesa. Mi ha raccontato che quella signora ha sempre uno o più cani con sé, ma che i cani cambiano spesso.
Mi ha detto che quest’estate un giorno l’ha vista con un cucciolo molto bello, allegro e giocherellone, che non stava fermo un attimo. Poi piano piano il cagnolino è diventato sempre più triste e dall’aria malinconica. Non si alzava, stava sempre sdraiato e non voleva più giocare. Fino a che è sparito. Deve essere morto. Probabilmente è morto di fame, visto che era estate e non faceva cosi freddo nemmeno di notte.
Il cagnolino è stato prontamente sostituito con un altro. In poche parole, il cucciolo stupendo e il cane grigio che erano con la barbona oggi sono solo dei cani “di passaggio”.
Forse lei prende i cani perché le facciano compagnia, per non sentirsi sola. Ma non potendo prendersi cura di loro, questi muoiono molto presto. Cercando su internet, ho letto un post che avete pubblicato poco più di un anno fa sui cani dei senza tetto. Si diceva che questi cani, per quanto mangino poco e soffrano il freddo, sono molto fortunati perché hanno accanto una persona che li ama veramente.
Ora, io non metto in dubbio che questa barbona ami i suoi numerosi cani “di passaggio”, ma mi chiedo…. se sai di non poter prenderti cura di loro, di ripararli dal freddo e di dare loro da mangiare, perché li prendi? Può capitare che ne trovi uno o due, ma lei ha sempre un cane nuovo! Perché? E chi glieli procura? Dove li trova? E in questo caso, è vero che questi cagnolini sono cosi fortunati perché hanno una padrona che li ama veramente? E cosa si può fare per aiutare questi cagnolini? Per non fargli fare la fine dei precedenti?
La cosa che mi fa stare male più di tutte è che quel cagnolino sembrava felice, riconoscente alla sua padrona… sarà veramente cosi? E questa signora si merita la riconoscenza di un cagnolino di pochi mesi che magari tra non molto morirà?
E mentre mi faccio e scrivo queste domande, alle quali proprio non so trovare una risposta, mi chiedo anche se sia giusto pensare prima al cane che alla signora.
Cosi, oltre a pensare che sono ingiusta perché ho provato molta più tenerezza per il cucciolo più bello, ora penso anche che sono ingiusta perché proprio non riesco a pensare che quella signora possa avere anche minimamente ragione a volere un cane e a cercarne sempre uno nuovo quando conosce il loro destino fin dall’inizio. Vi chiedo di scrivere questa storia. Non voglio trovare delle risposte, ma voglio poter sentire altre opinioni. Chissà, magari qualcuno conosce un modo per aiutare questi cani, sia il cucciolo che quello più grande: e perché no, magari un modo per aiutare anche la signora…

homelessbis3Di questo argomento avevamo già parlato in un altro articolo: in quell’occasione erano arrivati moltissimi commenti, perchè evidentemente l’immagine del barbone con un cane al fianco colpisce (e turba) la sensibilità di molti.
A me turba sicuramente il fatto che quasi tutti noi (compresa la sottoscritta) pensiamo prima ai cani e poi alle persone: ma mi turba anche un po’ il fatto che ci mettiamo a discutere su un sito dell’opportunità o meno di aiutare cani e (a volte) persone e di come poterli aiutare, ma che a nessuno, quasi mai, venga in mente di chiederlo direttamente all’interessato. Quasi come se i barboni non fossero più vere persone in grado di sostenere una conversazione.
E’ vero che, in alcuni casi, non lo sono: molti di essi sono alcolisti o tossicodipendenti e potrebbero anche non essere del tutto lucidi. Altri, però, hanno la testa perfettamente a posto: quindi, forse, se ci fosse nei dintorni di casa mia una persona – perché di persone comunque si tratta – che si accompagna ad uno o più cani, proverei a chiedergli spiegazioni.
E’ indubbiamente vero che ci sono homeless (ed altri disadattati di vario tipo) che sfruttano i cani solo per chiedere l’elemosina, infischiandosene sostanzialmente di loro; così come è vero che ci sono homeless per i quali il cane è l’unico amico, l’unico compagno e forse l’unica ragione di vita.
Che quelli siano cani più o meno sfigati, è difficile dirlo: certamente vivono con i loro umani un legame molto più stretto di quello che possono sognarsi molti dei nostri cani “superfortunati”, ma se abbiano almeno il necessario per vivere una vita dignitosa… questo nessuno può saperlo, se non i loro proprietari.
Per questo la mia personale opinione è che a questa donna, se sta davvero sempre davanti a un supermercato e quindi è facile reincontrarla, si dovrebbe rivolgere la parola e cercare di capire qual è la verità. Certo, il fatto che i suoi cani “cambino spesso” non fa pensare troppo bene: ma perchè trarre conclusioni senza aver chiesto prima a lei?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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