defilipp2di VALERIA ROSSI – Si sa che i cani fanno audience, purtroppo. Piazza un cane simpatico in una qualsiasi trasmissione che va avanti da un po’ troppi anni e che magari vede calare un po’ lo share, e stai pur certo che gli ascolti risaliranno.
Non so se sia stato questo il motivo per cui hanno infilato due cani in “C’è posta per te” (fosse stato per me, lo share di questo programma sarebbe rimasto immobile dalla terza puntata della prima stagione, perché ho guardato giusto le prime due puntate e poi mai più: ma sembra che abbia un successone e quindi io non faccio testo): sta di fatto che i cani scelti per fare la loro apparizione subito prima dei titoli di coda sono una femmina di Weimaraner e uno Staffordshire bull terrier maschio, entrambi blu (colore normalissimo per il Weim, decisamente più insolito per lo staffy).

defilipp3Che fanno, ‘sti due cani? Portano messaggi a Maria De Filippi, che (nomen omen…) si muove come una perfetta Sciuramaria cercando di ottenere qualche esercizio di obbedienza e premiando i cani in modo da far vedere al suo pubblico come si può riuscire a farsi mordere una mano o la faccia. Porgere il premio al cane e poi tirarlo indietro è il modo perfetto per creare un incidente involontario: forse ci salva il fatto che “C’è posta per te” finisca piuttosto tardi, altrimenti sarei in grandissima apprensione pensando a tutti i bambini che potrebbero provare a porgere al cane il biscottino tenuto nella propria bocca. Ci vorrebbe il disclaimer “Dont’ try this at home”…
Comunque, il video lo trovate qui: www.video.mediaset.it/video/cepostaperte/puntata/434836/una-fidanzata-per-saki.html, quindi non c’è bisogno che continui a fare le pulci alla Sciuramariadefilippi per come si muove e per tutto quello che riesce a sbagliare in tre minuti netti. D’altronde non si sta parlando di addestramento e nemmeno di educazione: è solo un siparietto allegro, che sicuramente non sarebbe altrettanto divertente se la De Filippi (e i cani stessi) si comportassero in modo impeccabile.
Purtroppo le pulci devo invece farle agli autori: a) per la scelta delle razze; b) per la clamorosa VACCATA contenuta nell’ultimo messaggio di Saki, che a sua volta voleva essere una spiritosaggine (era: “P.S.: mi trovi una fidanzata?“), ma che mi ha fatto venire la pelle d’oca perché penso a tutte le Sciuremarie d’Italia che traggono le loro aberranti conclusioni.
Me le vedo che strillocchiano nelle orecchie del marito: “Eccoooo!!! Lo vediii? Anche Saki cerca una fidanzata! Perché i maschietti hanno bisogno di accoppiarsi! E tu che invece non vuoi che cerchi una bella cagnetta per Ulisse!”
E mi viene da piangere.

defilipp4Ma torniamo alle razze. La scelta dello Staffy, da un lato, mi fa piacere, perché vedere un terrier di tipo bull che va a sbaciucchiarsi tutto lo studio e che alla fine esce in braccio a Maria può aiutare a cambiare l’immagine negativa che, come ben sappiamo, queste razze hanno agli occhi del grande pubblico.
Magari sarebbe stato anche il caso di spiegare qualcosa su questa razza (se non altro perché una Sciuramaria, dal fruttivendolo, ha già detto alla Bisturi: “Ahhhh! Tu sei un prizzbull nano come quello di “C’è Posta per te!”), mentre pare che i cani siano apparsi in trasmissione senza che nessuno si prendesse neppure la briga di dire che cos’erano. Ma va bene, dài: lo staffy lo passiamo per buono. Se diventa di moda, ci saranno i soliti danni cinofili (allevatori improvvisati, cani dell’Est a gogò, controlli sanitari sottozero eccetera eccetera), ma i cani saranno cani felici anche in mano alle Sciuremarie, perché il loro scopo primario nella vita è quello di prender coccole, giocare, mangiare e riprender coccole.

Ma il Weimaraner… il Weimaraner mi fa salire spontanea dal cuore una singola domanda:

PERCHE’???

defilipp1Voglio dire… questo è un bracco.
E’ un cane da caccia. E’ un cane che ha bisogno di fare millemila chilometri al giorno, che se è costretto a stare in casa schizza peggio di un border collie, che vuole assolutamente lavorare, che ha una capacità di stare buono e rilassato pari a quella di un candelotto di dinamite.
E’ tutto quello di cui ho parlato nel “vero standard” di questa razza… e contrariamente al solito, quando l’ho descritto, sono stata fin troppo buona.
Come si fa a rischiare di far diventare di moda un cane così?
Che oltretutto piace moltissimo anche esteticamente, e quindi potrebbe davvero invadere le case degli italiani, e dopo un paio d’anni riempire invece i canili?

willyUna sola volta sono stata davvero felice di vedere un cane in TV: quando Enzo Iachetti ha portato il suo cane Willy a “Striscia la notizia”. Almeno quello era un simpatico meticcione preso al canile, e l’unico desiderio che avrebbe potuto ispirare agli italiani sarebbe stato quello di andarsene ad adottare uno anche loro.Gli autori televisivi (e pure chi fa cinema, o spot pubblicitari) dovrebbero sapere perfettamente quale po’ po’ di responsabilità si assumono mandando una razza canina sotto i riflettori: è assolutamente la regola che quei cani diventino popolari… e quando si tratta di razze per pochi eletti, di cani non facilissimi da gestire, il rischio di vederne finire un gran numero in canile è elevatissimo.
Ma allora, perché non utilizzare cani che in canile ci stanno già?
Non serve chissà quale selezione per addestrare un allegro meticciotto a fare quelle quattro cavolate che si vedono in  “C’è posta per te”: qualsiasi cane può impararle nel giro di una settimana (e anche meno, se l’addestratore è bravo).
La cultura cinofila potrebbe (dovrebbe…) passare anche attraverso la grande comunicazione di massa, se solo chi se ne occupa pensasse per qualche secondo ai danni che può fare. E non mi si dica che in canile non si trovano cani belli come Ether e Saki: in canile ci sono cani di una bellezza strepitosa e dalle doti caratteriali altrettanto elevate. A volte ci sono cani molto più “scenografici” di qualsiasi cane di razza.
Dunque, che ci vorrebbe ad evitare di far danni e a passare, invece, un messaggio positivo come quello di adottare cani abbandonati?
Basterebbe pensarci: ma a giudicare da ciò che ci propinano ogni sera, forse “pensiero” e “autore televisivo” faticano a stare nella stessa frase.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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