venerdì , 17 novembre 2017
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Perché ho scelto proprio… un Rottweiler (e poi un altro, e un altro…)

20130910_113902di FABIANA BUONCUORE – Diamine, non lo so.
Non ho idea di cosa mi sia passato per la testa, quella sera. Lo avevo già scartato, il rottweiler. Dopo lunghe riflessioni, mi ero resa conto che tanto il rott che piace a me non esisteva più. Stavo valutando il cane corso, o il mastino napoletano. Persino il dogo argentino o l’amstaff. Insomma, volevo allevare, questo era certo, e mi piacevano i molossoidi, anche questo era un dato di fatto. Ma il rott, no, dai. Ormai sono dei cani insipidi. Piccoli. Nervosi. Naah, non facevano per me, anche se erano proprio carini eh, sembravano dei labrador neri, ma con le focature.
Toh, un allevatore aveva proprio coperto la fattrice che piaceva a me con lo stallone che guardavo da un pezzo. Eh, ma no dai, il rottweiler no. Poi è troppo di moda, è sempre pericoloso allevare cani di moda, non si sa mai in che mani vadano a finire.
E allora perché stavo prendendo il cellulare? Perché stavo parlando con un uomo sconosciuto dicendogli che era un po’ che seguivo il suo allevamento e che intendevo versare l’acconto per la prima scelta di una femmina? Qualcuno mi fermasse, dannazione!
Ero impazzita? Avevo a malapena i soldi per comprarla! Il mio contratto di lavoro stava per scadere, come l’avrei mantenuta?! Il progetto doveva partire più avanti, era troppo presto!
Macché. La frittata era fatta. Prenotata.

IMG_2918Ancora oggi mi chiedo se non fossi ubriaca, quella sera.
Perché bisogna essere sbronzi o completamente pazzi, per portarsi in casa uno di questi cani.
Perché il rottweiler fa tutto, e lo fa di più.
Un cane normale ti ruba una scarpa? Il rottweiler ti ruba una scarpa e te la porta lontaaano, lontaaano.
“Cattivo cane! Non si fa!”, vai a recuperarla, torni alla scarpiera, e la trovi per terra, incorniciata da uno strato di quelli che ti sembrano fiocchi di neve, finché non ti accorgi che sono i brandelli delle tue scarpe. Di tutte le tue scarpe.
E ti rendi conto che tutto quello che fa un rottweiler è decisamente troppo.

zampinaIl rottweiler non esce dal box. Lui sfonda la porta. Si catapulta fuori, scorticando il prato con le sue sgommanti falcate, si lancia sulla catasta della legna da ardere, ne sfila un tronco dal fondo, facendo crollare tutto, torna indietro al galoppo e ti pianta due zampe fangose sulle spalle, buttandoti per terra e trasferendo il tronco dalla propria bocca alla tua, coadiuvando l’operazione con una buona lubrificata di bava.
‘Buongiorno’.

IMG_2934Il rottweiler non lo porti a passeggio. Lo fai uscire di casa. Poi, la passeggiata diventa affar suo. Tu reggi solo il guinzaglio. Hai fretta? Devi marciare con un certo brio per raggiungere in tempo l’ufficio postale? Eh, no. Scordatelo. Perché quel palo della luce è stato marcato da un cane sconosciuto.
E allora è il momento, per il rott, di ‘andare su facebook’. Così pianta il naso sulla traccia, socchiude gli occhi, solleva la coda, ed entra nel profilo dell’intruso. Età, sesso, professione, studi effettuati. Non si perde una sola molecola odorosa. Talvolta, i piccanti segreti carpiti gli fanno spuntare dalle labbra un centimetro di lingua libidinosa. E tu guardi l’orologio, sconsolata. Perché non puoi fare altro che aspettare e (di)sperare. Perché il rott non lo schiodi. Se si ferma, sei perduta. E’ un’incudine travestita da essere vivente.

Piccolo_babbionePoi arriva l’ora della pappa. Quando prepari la ciotola, il rott è sul punto di morire di fame. Sempre. Anche se sono passati cinque minuti dall’ultimo pasto. La posa in cui si piazza non riuscirai mai a replicarla in esposizione.
Gli arti sono dritti, la muscolatura tesa, la testa alta, le orecchie rivolte in avanti, sul cranio si formano delle leggere rughe, come da standard. Poi ne osservi l’espressione, e ti rendi conto che forse è un bene che in esposizione il cane non si piazzi in quel modo. Gli occhi si protendono verso la ciotola, quasi volessero aiutarti a riempire il misurino più in fretta. Lo sguardo perverso ed allucinato è quello di un serial killer. Dalle labbra cominciano a sgorgare candidi fiumi di schiuma. Pigola come un cucciolo, senza ritegno.
Infine la ciotola arriva, ed il cane, che ha imparato perfettamente il “resta” e sta aspettando il via libera, rischia davvero che gli occhi gli saltino via con un ‘pop’, se fate trascorrere troppo tempo.
Ed ecco che, al “vai”, il rott (forse l’avrete intuito) no, non fa la pappa. Lui eclissa la pappa. Un attimo c’è, l’attimo dopo non c’è più.
Magia? Non ci è dato saperlo.
Fatto sta che un istante dopo il tuo adorabile cagnolino sta fissando la ciotola vuota, poi te, poi di nuovo la ciotola. Piange, sconsolato. Tanto che finisci per chiederti se non ti sia dimenticata davvero di dargli da mangiare.

MonelliniIl rottweiler non gioca. Distrugge. I giocattoli educativi per cani dalla presa forte spariscono in pochi minuti (per ricomparire due giorni dopo, permettendovi di esibire al parchetto il vostro specialissimo cane che produce pregiata cacca gialla, o blu). Il salamotto dura tre giorni, ma giusto perché lo morde solo sotto la supervisione del padrone. Hai finito la scorta di giocattoli? No problem. Il rott distrugge, il rott crea. Il tuo giubbino steso ad asciugare servirà allo scopo. Ma anche il tuo orologio, il tuo cellulare nuovo, i tuoi nunchaku originali importati direttamente dal Giappone.
Salvo poi preservare per mesi, e a volte anni, la zampa di Simba del Re Leone della Disney, il giocattolo di gomma sonoro acquistato al supermercato quando il rott era piccolo e sembrava così carino. Il giocattolo è andato distrutto appena l’etichetta è stata staccata, MA la zampa posteriore destra di Simba non si tocca. E te la ritrovi ovunque, di un colore ormai indefinibile, un odore che è meglio non descrivere su un blog pubblico, e un aspetto un po’ inquietante, ma è sempre lì. Imperturbabile nella sua gommosa zamposità.

20130618_103330L’addestramento del rottweiler è molto particolare. Il rott non esegue i comandi: li interpreta. “Seduto” composto lo sanno fare tutti. Ma “seduto” su una coscia, mentre l’altra zampa posteriore si solleva da terra agitandosi nel vuoto, e con il muso strappa un fresco ciuffetto d’erbetta novella, tanto per gradire, quanti cani sanno farlo? Il rottweiler impara tutto, e non confonde i comandi. Fa quello che ritiene essi significhino. “Terra” lo si fa all’ombra o dentro al fango. Per questo talvolta i padroni inesperti vedendolo partire al galoppo credono che il cane sia disobbediente. Tutt’altro. Sta semplicemente cercando in fretta e furia un sito idoneo alla prestazione. “Resta” significa che non può raggiungerti. Ha imparato che se prova a venirti appresso viene allontanato ancor più di prima. Per questo, se gli dai il “resta” sotto il sole, il rott prende e parte. No, non viene da te: va ad aspettare all’ombra, in attesa che tu gli dia di nuovo il permesso di raggiungerti. “Salta” si fa in presenza di un ostacolo. Quando si comincia, ovviamente insegni al tuo rott a saltare trenta centimetri, giusto perché capisca il comando. Peccato che da quel momento il tuo rottweiler salterà sempre e solo trenta centimetri, sfondando di petto ogni sbarra che si trovi ad un’altezza superiore. E’ questo che gli hai insegnato. Colpa tua, che non hai differenziato in “salta” e “salta di più”.

20130629_174118Per uscire in automobile con un rottweiler bisogna essere quantomeno psicologicamente preparati. Il rott dà la sensazione di non rompere nulla in macchina. E tu ci caschi. Povera illusa. Finché non scopri che il tappetino del posto del passeggero non c’è più. Gli ci sono voluti mesi, ma con pazienza e minuzia ha sfilato UN singolo cordoncino per volta, giorno dopo giorno. Roba che evadere dal carcere scavando col cucchiaino sono bubbole.
Il rottweiler ha una passione che manifesta solo quando si trova in macchina. Allora, le condizioni sono perfette. Abitualmente non permette ai propri gas intestinali di fuoriuscire: si disperderebbero. Quale tragica perdita, nessuno potrebbe godere dei pregiati effluvi. E così lui aspetta. La fermentazione a lungo termine non fa che migliorare le qualità organolettiche del prodotto. Quando, infine, viaggiando con dieci gradi sotto zero e una bufera di neve, l’automobile è perfettamente sigillata, il rott finalmente si esprime(/spreme), liberando la propria essenza interiore. Arte allo stato puro. Almeno, secondo lui.

Rebecca_sgranocchiaIl rottweiler deve viverti addosso. Non sempre, eh. Solo quando leggi, o scrivi un articolo per Ti Presento il Cane, o bevi, o digiti un sms al tuo datore di lavoro, o fai qualunque cosa per cui le tue braccia non dovrebbero essere spintonate.
Non che il rott venga a spintonarti, sia chiaro. Lui vuole solo piantare il culone contro i tuoi stinchi. E se poi, per un buon 60-70 cm sopra al suddetto culone, ci sta tanto altro cane, non è colpa sua. Lui si posiziona, il resto del corpo segue.
E poi ti viene, da mandarlo via in malo modo. Perché stai lavorando, perché viene sempre a romperti le ovaie proprio nei momenti peggiori, perché se ne infischia che hai da fare. E allora lo afferri ai lati del collo con l’intento di scaraventarlo via, ma lui crede che tu stia abbozzando un abbraccio, allora ti lecca una guancia, ti poggia il torace sul petto e pone il testone sulla tua spalla, sospirandoti tanto amore.
Diamine, forse lo so, perché ho scelto proprio il rottweiler.

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Informazioni su Fabiana Buoncuore

Fabiana Buoncuore è la sciurallevatrice per eccellenza. Nasce a Carmagnola da suo padre e sua madre (ma più da sua madre) il 17/09/1987, da allora il 17 settembre è anche noto come "San Morbidino". Appassionata di tutte le razze canine e indicativamente di tutti gli animali esistenti sul pianeta, ha una particolare predilezione per il rottweiler, che ha le sue stesse esigenze primarie: mangiare, dormire, muovere poco le chiappe. Collabora ormai da alcuni anni con "Ti presento il cane" con le sue storie di vita vissuta tra allevamento e morbidinosità.




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