venerdì , 24 novembre 2017
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Alice la segugia, un anno dopo

Alice è stata già protagonista di alcuni articoli su “Ti presento il cane”: chi non li avesse letti o non li ricordasse può seguire la sua storia leggendo le prime tre “puntate”: prima, seconda, terza.
Per chi non avesse voglia di rileggersi tutto, riassunto brevissimo: Alice è una segugia italiana adottata a sei-sette anni, probabilmente maltrattata, sicuramente deprivata.
Non conosceva praticamente l’uomo e per lunghi mesi Serena, la sua adottante, non è stata neppure in grado di avvicinarla. Ma dopo un paziente lavoro di recupero…

foto1di SERENA CASTIGLIONI – E’ passato ormai un anno e mezzo dall’adozione di Alice e considerata la mia inettitudine al recupero comportamentale di cani deprivati, devo dire che i passi avanti fatti sono davvero strabilianti.
Ok, lo ammetto, sto frequentando un corso da educatore… ma la strada è appena cominciata e i primi risultati si vedranno tra anni.
Tornando alla nostra beniamina, è dovere di cronaca riportare che negli ultimi tempi ha assunto forma cubica perchè quest’inverno piove molto e noi con la pioggia mica usciamo, che ci si bagna e fa freddo.
Poi però appena smette e si va sull’argine, anche con menoquindici, ci inzuppiamo&inzaccheriamo come se non ci fosse un domani…
Ma allora come li smaltiamo i manicaretti di mamma? Dormendo e facendo le facce da mortadinoia, ovvio!

foto2E vabbè, mi tocca ammetterlo: essa è diventata una cana moderna, che viene con me al corso (con graaaandi soddisfazioni, perchè seppur libera dal guinzaglio non mi si scolla di dosso e il secondo giorno invita al gioco ogni essere vivente che le passa davanti), che fa gli aperitivi con papà, mamma & gli amici comodamente seduta in poltrona facendosi pastrugnare da avventori vari, va a dormire a casa delle amichette, va al mare, in montagna…  fa addirittura gli aperitivi in montagna!
E poi fa l’occhio languido a cotanto braccone davvero niente male!
Capito, la signorina…
Non nego che andare in giro in centro col Segugio Italiano al guinzaglio faccia figo (ebbene sì, me la tiro): la gente spesso ci guarda chiedendosi che razza sia mai questa (eggià, tutti sappiamo dove stanno il 99,9% dei segugi di solito…)

alicemix

Ogni rosa, ovviamente, ha le sue spine: un cane fobico come lei in mano a un’ignorante in materia come me non potrà mai tornare completamente sulla retta via. Il suo approccio verso gli altri cani inizialmente, ehm, “irruento” in presenza di fratello (leggasi: abbaiosissimo&all’apparenza aggressivissimo) spaventa gli aspiranti amichetti ma, passati i canonici 10 secondi, l’allarme rientra e si ritorna alle attività che si erano lasciate, che nel suo caso è sempre e solo… indovinate un po’!
Sì sì, proprio quello…20 ore su 24…  ANNUSARE!

foto7
Confermo ogni singola parola scritta da Valeria ne “il vero standard del Segugio”, dalla cieco/sordità/tordaggine temporanea quando sta sniffando allegramente per prati e boschi (a proposito, portate con voi un defibrillatore in caso decidiate di fare una passeggiata dove son passati caprioli, cinghiali e compagnia. Nel mio caso l’assenza più lunga è stata di un’ora netta: perso 15 anni di vita e una corda vocale… ma col tempo ci si fa l’abitudine), alla totale, disarmante dolcezza e completa mancanza di aggressività, al fatto che non patisce caldo, freddo nè cannonate quando sta facendo ciò per cui è stato selezionato (ma poi, se non ha intenzione di uscire a far pipì perchè fuori piove, inizia a tremare come una foglia…).
Alice ha recuperato la sua segugiosità giusto in tempo per passare una vecchiaia “Serena” (eh eh… scusatemi il gioco di parole): il musetto le sta diventando bianco, ma la sue energia è quella di una cucciolona!
Mi renderebbe molto felice che questa mia testimonianza della nuova vita di Alice, e di conseguenza di tutta la nostra grande famiglia, incrementasse il numero di adozioni di segugi al canile.
Il mito del “lo devo portare a correre ogni giorno” è vero solo in parte: lui starà benone anche in cuccia (o divano, o, ehm… letto) e vi farà la faccia da canesullorlodelsuicidio quando gli chiederete di uscire se sta dormendo (e di conseguenza russando pesantemente): ma appena avrete l’opportunità di portarlo dove possa correre libero e odorare, beh… capirete il significato di felicità. Ed il sorriso del segugio è talmente contagioso che alla fine da “dovere”, uscire con lui diventerà un sommo piacere! Non ci credete?

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Vi ritroverete così con armadi pieni di stivali di gomma, abbigliamento tecnico da montagna & scarponi da trekking high tech, zaini e marsupi, ciotole portatili e millanta pettorine (perchè ogni volta che si esce la medesima si imputridisce a tal punto che la dovrete buttare. Poi non dite che non vi avevo avvertito!).
Concludo condividendo con voi una foto del mio album personale che personalmente adoro. Manca papino (che era dietro la reflex per far la foto), ma ci siamo io, il mio super ometto Giulio e Alice che guarda caso… cosa sta facendo?
Ebbene sì: MI ANNUSA!

foto9

 

 

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