lunedì , 20 novembre 2017
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Rottweiler impazzito 2… l’amarezza

canelefantedi VALERIA ROSSI – Eh, sì. Non la vendetta, classico sottotitolo delle “seconde parti” di film: ma proprio l’amarezza.
Detto col tono preciso di Antonello Fassari quando interpreta Cesare Cesaroni.
Che amarezza, leggere certi commenti: compresi quelli che si/mi chiedono – seriamente – come si possa incrociare un cane con un elefante.
Parafrasando Dostoevskij, giuro che NON sono riuscita a passare i trenta secondi successivi a non pensare a un cane incrociato con un elefante. Mi sono passate per la testa immagini raccapriccianti, ma anche una simpatica: quella che vedete nella foto, e che ricordavo di aver visto in una galleria fotografica di costumi per Halloween dedicati ai cani.
Ma santiddio… che la frase fosse ironica, a ‘sta gente, non gli è neppure passato per la testa?
Che amarezza, che su FB diverse persone abbiano chiesto a ME di non criminalizzare le razze (leggere l’articolo, oltre al titolo, forse era troppa fatica…)
Che amarezza, sentire il figlio che mi dice sogghignando (sì, sogghignando, perché è bastard inside): “Ma tu gli articoli cosa li scrivi a fare, visto che intanto leggono solo il titolo?”, e pensare che abbia pure ragione.
Che amarezza, che una tipa di cui taccio il nome per pietà, che invece l’articolo l’ha letto davvero e quindi ha capito quello che volevo dire, mi abbia mandato in privato, sempre su Facebook, un commento degno del più classico troll (ma i troll non scrivono in privato, altrimenti che gusto ci sarebbe? Quindi temo che la sciura parlasse sul serio).
Mi ha scritto testualmente così:

Mi spiace cara signora ma non sono affatto d’accordo con lei! Questi cani, insieme ai pittbull sono degli ASSASSINI, andrebbero ammazzati alla nascita e i loro padroni sono solo dei deficienti in quanto prendono questi animali solo per sfoggiare la forza davanti agli altri. La sua affermazione “dove erano i genitori” non vuol dire nulla: cosa significa, mette in dubbio che il bambino fosse solo? Ma per favore, smettiamo una volta per tutte di voler proteggere per forza questi bastardi che tengono cani che sono un pericolo per le persone. Chi tiene una razza che è pericolosa per gli altri, deve legare i cani al guinzaglio così che non possano fare danni. I genitori del bambino dovranno essere risarciti per il danno fisico e psicologico inflitto ad un bambino che non aveva nessuna colpa. I proprietari dovrebbero pagare una multa altissima per la loro incapacità di gestire un animale che andrebbe subito abbattuto per quello che ha fatto. Io amo i cani tranne quelle razze come i rotweiller e i pittbull perché non sono cani normali, sono razze schifose per gente come loro.
Ho replicato, forse un filino bruscamente, con questa sola riga: “Posso solo risponderle che lei non capisce un accidenti di cani e quindi non dovrebbe parlarne”.
Pensavo che si offendesse e lasciasse perdere (“me”, non certo le sue convinzioni), ma la sciura ha nuovamente risposto, piccata, con questo piccolo capolavoro di umorismo involontario:
Mi spiace deluderla, ma io ho avuto un cane e quindi so di cosa parlo. Solo che il mio era un dolcissimo e buonissimo cocker spaniel, un cane docile, adatto ai bambini e che non si è mai sentito che questa razza abbia mai azzannato qualcuno. Inoltre ho amiche che hanno dei cani, ma che sono razze che non si sognerebbero mai di fare quello che ha fatto questo cane perché sono un bassotto, un barboncino, un alano e un meraviglioso siberian hascky (questo è stato da me regalato per il loro matrimonio come regalo di nozze. Quindi prima di dire delle cazzate si risciacqui la bocca

E lo so che se davvero la signora era un troll  le darò soddisfazione: ma se davvero è stata una trollina così geniale da intuire che avrei pubblicato questa sua replica… allora tanto di cappello, la soddisfazione se la merita.
Se invece non trattavasi di troll, ma esiste davvero gente convinta che la mordacità (e NON la pericolosità dell’eventuale morso, sulla quale mi pare evidente che non ci sia troppo da discutere: che il morso di un cane di 80 chili faccia più danni di quello di uno di cinque è un dato di fatto inoppugnabile) si differenzi per razza… allora devo dir loro che qui sono stati fatti almeno tre esempi decisamente sballati.
Il bassotto: è storia arcinota (proprio perché inaudita) che due bassotti, in Francia, anni fa abbiano ucciso un neonato.
Il cocker spaniel: forse è un po’ meno noto (anche perché non fa piacere agli allevatori, e li capisco: ma la storia è storia), ma è comunque certo che sia stata proprio questa la razza in cui, intorno agli anni ’70-’80, ci fu il picco più alto di aggressività/mordacità. Di gente all’ospedale ce ne finì una pletora, altro che “non avere mai azzannato nessuno”: e purtroppo molti bambini furono feriti seriamente, perché i bambini sono piccoli e delicati e non serve chissà che mostro per conciarli male.
Il siberian husky (o “hascky”, se la sciura preferisce): purtroppo questa razza, selezionata per avere la minima aggressività interspecifica possibile (esattamente come il pitbull, e per un semplice motivo: quando un tipo di cane è fatto per essere maneggiato senza troppi complimenti – se devi svegliarlo di colpo per attaccarlo a una slitta, nel caso nell’husky; se devi staccarlo da un altro cane mentre ci sta combattendo, nel caso del pitbull – non puoi assolutamente rischiare che ti si rivolti contro), è diventata “di moda” e quindi, per utilizzare una tipica frase calcistica, “sono saltati tutti gli schemi”.
Gli allevatori improvvisati si sono moltiplicati, i cani dell’Est sono saltati fuori come i funghi un po’ in tutta Italia… e il risultato lo si può chiedere a Giulio Landolfi, bravo ed esperto addestratore che dovette rimanere fermo per mesi dopo che un husky che aveva semplicemente preso al guinzaglio per metterlo in un box della sua pensione gli tritò letteralmente entrambe le mani. E non pesava 75 chili. Non ne pesava neppure 30: ma i danni li ho visti con i miei occhi e posso assicurarvi che erano impressionanti.

Killer_chihuahua_by_AIRtMa c’è davvero bisogno di specificare che qualsiasi cane può mordere, che passati i tre-quattro chili i morsi fanno sempre male, che un bambino può essere ridotto in fin di vita anche da un cane di taglia medio-piccola e così via?
Io davvero non riesco a crederci.
Così come non riesco a credere (ancora amarezza) che certo giornalismo nocivo possa ancora far presa su un numero così cospicuo di persone, mettendo all’indice le razze anziché i proprietari e credendo a qualsiasi panzana venga scritta in tema di cani (e non solo di cani, purtroppo… ma vabbe’, noi di quelli ci occupiamo).
Ulteriore amarezza: se ci sono state così tante reazioni cinofobe sulle MIE pagine di Facebook, ovvero su quelle di una persona che notoriamente ama i cani, che si occupa di cani, che tiene un sito che parla di cani eccetera… cosa mai si sarà potuto dire sulle pagine di chi cinofilo non è?
Ho dato un’occhiata qua e là (sì, lo so, sono masochista…) ai commenti su alcuni giornali. Sono finita pure a leggere un articolo che parla dell’altro mostro frequentemente sbattuto in prima pagina, il lupo: in quest’altro capolavoro di umorismo involontario un allevatore (di pecore) stabiliva senza ombra di dubbio, basandosi su un’impronta, che ci fosse in giro un lupo di OTTANTA chili (giuro) che attaccava i cani di proprietà, forse “perché era stato catturato e alimentato con carne di cane” (domanda che sorge spontanea: PERCHE’?!? Ci mancava solo l’insinuazione che l’avessero rapito i cinesi e che gli avessero dato la carne di San Bernardo che usano nei loro ristoranti, altra leggenda metropolitana che si sono bevuti in molti…).

canelefante2Basta, mi fermo: se dovessi parlare di tutto il giornalismo fetente che ho scovato solo in questi due giorni, manderei di nuovo in tilt il sito: stavolta non per sovraccarico di lettori, come è successo ieri (e ce ne scusiamo, anche se è colpa di Pisapi… pardon, di Aruba), ma per overdose di cazzate scritte in un solo articolo.
Quindi basta, la chiudo qui: chiudo immaginando la romantica scena del primo incontro tra il cane e l’elefante che in seguito si sarebbero sposati dando alla luce il sempre più presunto rottweiler protagonista del fattaccio di cronaca.
Anzi, chiudo con un’ultima amara (n’atra vota…) considerazione sul fatto che, come al solito, i giornali si siano contraddetti l’un l’altro (per alcuni il bambino era da solo, per altri con la madre… e così via) e che quindi diventi, come al solito, impossibile dare una corretta e realistica interpretazione dei fatti.
Amaro anche il più classico dei commenti da parte del proprietario del cane: “Non aveva mai fatto male a nessuno”. Maddài? Certo, sarebbe stato ben strano che un cane già noto come aggressivo e pericoloso fosse lasciato libero di scorazzare in assenza dei suoi umani.
I cani che mordono, quasi immancabilmente,  non l’avevano mai fatto prima: ma la domanda giusta da fare non sarebbe stata “ha già morso?”, bensì: “Come è stato allevato, cresciuto, gestito? E’ mai stato socializzato? Conosceva i bambini?” eccetera eccetera.
Ma a nessun giornalista, a quanto pare, è passato per la testa di fare domande simili. Tanto, a chi vuoi che interessi? Che importa se sta proprio qui la chiave di tutto, e soprattutto la speranza di evitare che episodi come questi si ripetano?
La gente vuole vedere il sangue, mica capire perché è stato versato. Ai giornalisti metropolitani il sangue fa vendere più copie (anche a me, purtroppo, anche se io non “vendo” nulla: ieri il server è caduto per l’overdose di visite contemporanee), quindi se ne sarà versato altro, tanto meglio. Perché mai si dovrebbero dare informazioni importanti per evitare che se ne versi ancora? Sarebbe come darsi la zappa sui piedi, non vi pare?
La verità è che la  nostra cosiddetta “civiltà” vuole i mostri. Vuole i capri espiatori su cui riversare la propria rabbia.
Hai perso il lavoro? Non sai come arrivare alla fine del mese? Sei incazzato come una bestia (anzi, come un umano)?
Prenditela con una razza di cani. O magari con i lupi da ottanta chili. Sfogati scrivendo stronzate contro di loro… così magari non avrai la lucidità di prendertela con i veri responsabili di tutto questo, e alle prossime elezioni sarai pronto a votarli di nuovo: magari con maggior entusiasmo se ti proporranno la prossima “lista nera” di razze pericolose.
Che dà sempre tanta soddisfazione.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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