sabato , 18 novembre 2017
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Clamoroso OT equino… ma quando ce vo’ ce vo’

ihp_cavallomesedi VALERIA ROSSI – Cavalli, ebbene sì. Oggi dedichiamo due righe ai cavalli… che tutto sommato così tanto OT forse non sono, visto che moltissima “gente di cani” (compresa la sottoscritta) ha avuto anche a che fare con questi animali non precisamente “da grembo”, ma sicuramente molto “da compagnia”.  E ve lo dice una che, per motivi che non starò a spiegare, si è tenuta per alcuni mesi mamma e puledro nel giardino di casa.
Nel mio libriccino “Donne & Bestie” ho cercato di spiegare la mia scoperta del “cavallo come persona”: qui, però, non voglio parlare di me, ma di un’associazione che si chiama IHP, Italian Horse Protection, e che si occupa di salvare, riabilitare e riaffidare cavalli reduci da storie bruttissime. La più recente e forse più nota è quella di Colleferro (qui trovate uno degli articoli che la riguardano), ma non è certo l’unica (purtroppo) e non sarà l’ultima.
Queste due righe fuori tema, dunque, le scrivo per ringraziare l’IHP e per ricordare a tutti che gli animali domestici non sono soltanto cani e gatti: né sono solo cani e gatti, purtroppo, quelli maltrattati.
Da ex “cavallara” (“ex” non per mia volontà, ma per varie situazioni contingenti che di sicuro non mi hanno impedito di continuare ad amare follemente i cavalli, esattamente come amo i cani) mi sento in dovere di appoggiare le iniziative dell’IHP, anche se forse trovo un po’ troppo estrema la loro posizione “contraria al commercio di equidi a qualunque fine, all’utilizzo degli stessi in competizioni e, più in generale, a qualunque tipo di utilizzo che non rispetti le loro caratteristiche etologiche e la loro dignità“.
Un po’ come accade per i cani (vedete che in fondo non siamo poi così OT…), non ritengo che ci siano “cose” giuste o sbagliate da fare con i cavalli, ma “modi” giusti o sbagliati di farle.

ihp_cavallo2Io ho montato a cavallo per oltre vent’anni e ho fatto competizioni per quindici, ma non mi sono mai sentita una “maltrattatrice” per questo, così come non mi sentivo una maltrattatrice quando allenavo i miei husky al traino: soprattutto perché, a giudicare dalla palese contentezza degli uni e degli altri quando vedevano apparire le imbragature o la sella (o il van per andare in corcorso), ho sempre pensato – e lo penso ancora – che i miei animali fossero felici come lo ero io di “fare cose insieme”.  La  cavalla che ho amato di più nella mia vita (perché non raccontiamoci storie: un “preferito” c’è sempre, anche se li ami tutti) non soltanto arrivava da qualsiasi parte del prato quando sentiva il mio fischio, ma dopo un annetto passato insieme si precipitava all’ingresso, quando era libera, se solo sentiva arrivare la mia macchina. Cose “da cani”, si pensa sempre. E invece i cavalli sono capaci di dare altrettanto… solo che non tutti lo sanno. Molti, troppi credono ancora che il cavallo sia più “oggetto” di un cane: sono pronti a saltar su infuriati se sentono parlare di un collare a strangolo, ma restano indifferenti o quasi quando si parla di cavalli sfruttati, mal tenuti, lasciati morire di fame.
La differenza sta forse nel fatto che i cavalli sono considerati, tra le altre cose, anche animali da macello e da alimentazione umana? Sinceramente no, non lo credo.
Personalmente non mangerei carne di cavallo con maggiore entusiasmo di quello che dedicherei ad un piatto di carne di cane… ma non mi dispero all’idea che dei cavalli possano essere macellati, così come non dispero all’idea che vengano macellati bovini e suini (che invece mangio).
Quello che mi fa star male – come ho già scritto altre volte – non è il fatto che degli animali muoiano per essere mangiati da noi, visto che noi siamo animali onnivori: è il fatto che debbano vivere in modo indegno, privati della loro dignità e delle loro caratteristiche etologiche, prima di essere destinati all’alimentazione umana. Ma anche senza esserci mai destinati, come avviene a cavalli utilizzati per competizioni clandestine (frequentissime in alcune località italiane: l’anno scorso, in Sicilia, ci siamo fatti un bel pezzo dietro a un sulky che viaggiava tranquillamente in mezzo alla strada…) e talora, purtroppo, anche in competizioni ufficiali.

ihp-cavallo3Non mi stupisce, ovviamente, che persone che i cavalli li amano e li considerano amici tendano – proprio come accade agli animalisti che difendono i cani… – a fare di tutta l’erba un fascio e a pensare “meglio nessun utilizzo che un utilizzo barbaro”.
Però qui c’è davvero una differenza tra cane e cavallo, e sta nel fatto che il “cane come amico e basta” potrebbe avere – e in parte già ha – una sua collocazione nella società umana, mentre il cavallo potrebbe avere senso solo per pochissimi eletti (e fortunati, aggiungo): ma, diciamolo, il cavallo da grembo è un po’ difficile da immaginare.
Dunque, io spero che associazioni come l’IHP riescano  davvero a diffondere un’informazione sempre più tesa a far capire che gli animali, qualsiasi cosa facciano e a qualsiasi scopo vengano adibiti (perfino quando si arriva a casi estremi come quelli destinati all’alimentazione umana), hanno bisogno soprattutto di rispetto quando sono in vita.
Animali come cani, cavalli, delfini e molti altri possono vivere al nostro fianco, lavorare e collaborare con noi ed essere molto felici con noi: non è sbagliato “utilizzare”, è sbagliato “sfruttare”, uomini e animali.
E’ sbagliato, appunto, mancare di rispetto.
Ed è anche molto sbagliato, nonché profondamente ingiusto, che le prime a disinteressarsi di chi invece si occupa proprio di aiutare e salvare animali a cui questo rispetto è mancato siano le istituzioni.
Perché chi aiuta e salva è sempre lasciato solo: si tratta sempre di iniziative private che immancabilmente finiscono per trovarsi in difficoltà economiche… mentre in compenso si spendono miliardi di euro  in cacciabombardieri (qui, in Italia, Paese la cui Costituzione sostiene di “ripudiare la guerra”): o almeno ci si prova, visto che pare pure che i tanto discussi F35 non funzionino.
E’ uno schifo, è una vergogna… solite parole, soliti pensieri (sacrosanti, direi), ma solito nulla di fatto: aiutare gli animali resta un problema personale e la possibilità di farlo resta legata alla sensibilità dei singoli.
Ecco, oggi volevo solo ricordarvi che tra gli animali da aiutare ci sono anche i cavalli: meno “domestici” nel senso che non ce li possiamo tenere dentro casa, ma NON meno dolci, meno capaci d’amore, meno pieni di fiducia nell’uomo… che troppo spesso – proprio come fa con i cani – questa fiducia la tradisce.
Se qualche cinofilo vorrà ricordarsi anche di questi amici non propriamente tascabili, ma ugualmente bisognosi di aiuto, sappia che l’IHP è un’associazione seria, che fa davvero moltissimo: e che dandole una mano non si rischia di buttar via i propri soldi.
Se volete saperne di più, questo è il loro sito: www.horseprotection.it
E questo è il loro più recente video promozionale, che vi invito a divulgare ovunque possiate:

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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