sabato , 18 novembre 2017
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Belle e Sebastian: in arrivo una nuova (e pericolosa) moda cinofila ?

belle_locandinadi VALERIA ROSSI – C’è già stato un battage pubblicitario di tutto rispetto; ci sono state pure le polemiche, quindi gli ingredienti per il successo ci sono tutti. Arriva la trasposizione cinematografica di “Belle e Sebastian”, che fino ad oggi è stato un cartoon e quindi non ha avuto grandi influssi sulla cinofilia (fino ad oggi l’unico cartone capace di scatenare una moda è stata la Carica dei 101), ma che diventando un film con attori (umani e canini) in carne ed ossa fa prevedere il consueto, dannatissimo boom della razza in questione.
Che NON è il “pastore dei Pirenei” come stanno scrivendo a tutto spiano i giornali (ultimo in ordine di tempo,  ieri mattina, il Corriere, che giusto per gradire ci parla anche di “Lessie (sic), il border collie che voleva solo tornare a casa), ma il cane da montagna dei Pirenei. Tutt’altra razza e soprattutto tutt’altre dimensioni.
Chi è che qualche giorno fa, in uno dei commenti alla storia del rott che ha aggredito il bimbo, ha scritto che sicuramente i giornalisti “si informano” e non scrivono mai nomi di cani a caso?
Velo pietoso, va’…

pastore_pireneiComunque: il pastore dei Pirenei è quello che vedete nella foto a destra. Ce ne sono due “versioni” diverse: questo, detto “a pelo lungo”, e quello detto “a faccia rasa”.
Nessuna delle due, decisamente, somiglia a Belle.
Il brutto è che invece Belle somiglia, e non poco, ad altre razze come il pastore di Tatra (che quasi nessuno conosce) e il nostro pastore maremmano-abruzzese, che invece conoscono quasi tutti e che molti allevano.
Nonostante il fatto che uno dei cani utilizzati per il film sia proprio di allevamento italiano (si chiama Fripon ed è dell’allevamento “della Rocca dei Patous”), nel nostro Paese il Montagna dei Pirenei è poco diffuso e non è facile trovare un cucciolo: quindi non ho il minimo dubbio sul fatto che, se scoppierà la moda, le Sciuremarie si fionderanno a comprare maremmani-abruzzesi.

belle2In realtà, che si fiondino sulla razza giusta o su quella sbagliata, cambierà poco: i danni saranno comunque eclatanti, perché questi non sono cani da Sciuremarie.
Sono (entrambe) razze indipendenti, difficili da gestire, che necessitano assolutamente di un tipo di vita adatto a loro (ovvero, DEVONO vivere in campagna ed è super-iper-ultrasconsigliato tenerli in città). Sono cani abituati a decidere in proprio, molto diffidenti con gli estranei (e facilmente aggressivi con quelli che entrano in casa loro), tendenzialmente dominanti con gli altri cani. Nessuna delle due razze è docile, facile e “tenerona” come potrebbe far pensare il loro aspetto (e come ci farà credere il film).
Io resto convinta che, essendo il maremmano-abruzzese più facile da trovare, se scoppierà la moda sarà di questi che si riempiranno i “cagnari modaioli” (ovvero quelli che si mettono ad allevare di punto in bianco i cani resi famosi da film, spot & affini, senza ovviamente alcuna cognizione di causa), magari facendoli passare proprio per Montagna dei Pirenei (tanto, chi se ne accorge?). Io me li vedo già in massa su Subito.it & affini… e dopo qualche mese, ovviamente, me li vedo tutti schierati in canile, quando le Sciuremarie si beccheranno il primo morso o quando daranno semplicemente la prima facciata per terra portando al guinzaglio quello che da tenero peluchone bianco di due mesi si è trasformato in un carro armato peloso alto 70 cm (se sarà un PMA) o anche 80 (se sarà davvero un Montagna, che è un po’ più grosso del cane italiano).

Belle & SebastienL’unica speranza è che la moda non esploda eccessivamente a causa delle dimensioni di questi cani, che non sono precisamente “tascabili” e quindi potrebbero trattenere qualcuno dall’acquisto: ma il timore resta, perché l’effetto-film è quasi immancabilmente devastante.
Ovviamente ho fiducia negli allevatori seri, e mi auguro che siano i primi a saper selezionare i clienti e a sconsigliare vivamente le Sciuremarie e i Sciurmari. Quelli che mi terrorizzano, come al solito, sono proprio i cagnari, che sicuramente non si faranno il minimo scrupolo nel far credere a chiunque che gestire uno di questi cagnoni sia una passeggiata.
Bene, io vi avverto: non è così. Anche se so benissimo di parlare al vento, perché probabilmente la moda arriverà puntualissima.
In realtà potrei anche esserne contenta, perché è probabile che tra un annetto il mio campo (così come tutti gli altri campi di addestramento) possa riempirsi di Sciure disperate che chiedono aiuto per recuperare il proprio cane: e noi educatori/addestratori ci guadagneremmo, quindi potremmo anche evitare di mettere in guardia il grande pubblico.

belle_cartonePerò, santapupazza… io non ci riesco proprio, a sentirmi contenta quando qualcuno si trova in difficoltà con il suo cane. E non c’è solo il pensiero che molti non provino neppure ad avvicinarsi al campo, ma vadano dritti in canile (o, peggio, dal veterinario per l’eutanasia): è anche il fatto che non può far piacere che qualcuno arrivi al campo dopo essere passato dall’ospedale, come avviene fin troppo spesso.
A me (e spero anche a molti altri che fanno il mio stesso lavoro) renderebbe felice veder arrivare cuccioli di qualsiasi razza, affiancati da umani che ti chiedono aiuto non per risolvere un problema già bello incancrenito, ma per evitare che il problema insorga.
Solo che questo succede assai raramente. Di solito le Sciuremarie e i Sciurmari provano prima a far da sè, e chiedono aiuto solo quando scoprono di aver combinato un casino.
Il fatto è che, con cani di questa mole e di questo carattere, questi “casini” possono davvero spedire al pronto soccorso: quindi io preferirei di gran lunga che le “Belle” venissero scelte solo da proprietari consapevoli, in grado di gestirli come dio comanda e di tenerli in modo adeguato alle loro necessità. Vorrei che cani come questi NON diventassero mai di moda.
Ma temo che le mie resteranno pie illusioni.

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