lunedì , 20 novembre 2017
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Cuccioli e guinzaglio: come abituarli

guinzaglio4di VALERIA ROSSI – Argomento che (stranamente) non avevamo ancora trattato: e che in realtà spesso non avrebbe neppure bisogno di essere trattato, perché c’è una marea di cuccioli a cui metti collare e guinzaglio per la prima volta… e loro ti seguono come se non avessero mai fatto altro nella vita.
Però è anche vero che ci sono soggetti meno “facili”, che magari si abituano al collarino in un nanosecondo ma non ne vogliono sapere del guinzaglio. E ci sono perfino quelli che non vorrebbero saperne neppure del collare, che si mettono a strisciare il collo per terra o che si grattano come se fossero stati invasi da un esercito di pulci assassine.
Vediamo quindi di dare qualche consiglio spicciolo:

1) A che età
Subito. Subitissimo. A due mesi. Più si aspetta e più diventa difficile per il cucciolo adattarsi agli strumenti (o “vestiti” che dir si voglia).
Per iniziare a lavorare al guinzaglio è però importante che il cucciolo conosca già il significato delle parole “vieni” e “no!” (che si imparano in due-tre giorni).

2) Quali collari, quali guinzagli
Che si parli di un microcane o di un molosso, il primo impatto deve sempre avvenire con un collarino leggero, sempre e solo fisso, di cuoio, stoffa o nylon: o – se la preferite – con una pettorina altrettanto leggera e rigorosamente di un tipo che NON passi subito dietro ai gomiti.
Le pettorine che sfregano sui linfonodi ascellari sono pericolose anche per gli adulti, ma con i cuccioli presentano un problema in più: insegnano al cane a “sgomitare”, ovvero ad allargare i gomiti quando cammina. Il problema diventa ancora più serio per i cani da expo, il cui movimento può risultare fortemente alterato (e quindi verrà penalizzato).

moschettoniLa scelta del guinzaglio, tutto sommato,  è più libera: può essere di mille tipi diversi, per il cane cambia poco.
Però bisogna stare attenti alla pesantezza del moschettone: solo pochi giorni fa mi è arrivata al campo una cucciola di border collie che si portava al collo un peso tale da farla camminare a testa bassa.
Il guinzaglio era un normalissimo guinzaglio di nylon, ma il moschettone era una roba decisamente esagerata: e il suo umano non ci aveva assolutamente pensato.
E’ vero che la sicurezza è importante e che bisogna stare attenti a non comprare moschettoni da quattro soldi, pronti a spaccarsi al primo strattoncino che potesse dare il cane… ma non si può neppure appendere al collo di un cucciolo un chilo di ferraglia.

3) Come abituarlo al collare o alla pettorina
Il collare o la pettorina devono essere semplicemente indossati e “lasciati digerire” dal cucciolo, senza dar troppo peso alle sue eventuali reazioni: quasi tutti si grattano un po’, qualcuno si stra-gratta (specie con la pettorina, che è indubbiamente più fastidiosa al primo impatto), qualcuno fa le facce da cane ENPA e qualcuno arriva addirittura a rifiutare il cibo, in quanto mortalmente offeso dal fatto di dover indossare quella che gli sembra un’inutile robaccia.
E’ fondamentale ignorare qualsiasi reazione, da quelle appena accennate a quelle più eclatanti. Non c’è alcun bisogno di fare “preparazioni” particolari al collare o alla pettorina: non serve convincere il cucciolo attraverso abituazioni graduali, premi, coccole eccetera.
Dare troppa attenzione al cucciolo quando lo si “veste” per la prima volta significa fargli pensare che si tratti di chissà quale evento: invece portare un collarino o una pettorina dev’essere semplicemente una cosa normale, che come tale dev’essere vissuta dal cane.
Ergo: gli si mette addosso lo strumento che abbiamo deciso di usare e si lascia che il cucciolo si arrangi. Che si scrolli, si gratti, faccia l’offeso… non deve suscitare nessunissima reazione da parte nostra. Tempo due giorni (nei casi più “disperati”: di solito bastano due ore) il cucciolo si abituerà a portare collare o pettorina senza più farci caso.
Soltanto allora potremo cominciare a usare il guinzaglio.

guinzaglio34) Come abituarlo al guinzaglio
Imparare a seguire un umano al guinzaglio è un po’ più complicato che abituarsi a indossare un collarino: infatti il guinzaglio comporta una piccola coercizione, impedendo al cane di andare dove vorrebbe  lui, e alcuni cuccioli non la prendono esattamente con filosofia.
C’è chi si impunta e rifiuta di proseguire, chi sgroppa come un cavallo, chi “capotta” a pancia all’aria: l’unica cosa importante è non mettersi mai a fare il “tiro alla fune”, ingaggiando lotte con il cuccioletto recalcitrante, perché in questo modo potremmo innescare conflitti e far pensare al cucciolo che siamo dei prepotenti, il che non è certo il modo migliore per iniziare a costruire un rapporto.
Se il cucciolo l’ha presa proprio male, la cosa migliore da fare è agganciargli un guinzaglietto corto (trenta-quaranta centimetri: va bene anche un pezzo di corda), molto leggero, lasciando circolare liberamente il cane con quello che penzola dal collare: siccome il cucciolo è comunque libero di andare dove vuole, si abituerà intanto senza traumi all’idea di avere un guinzaglio attaccato.
Poi potremo prendere in mano il guinzaglio e seguire il cucciolo nei suoi spostamenti (dentro casa, o in giardino: insomma, in luoghi sicuri e senza distrazioni).

DOG TRAINING 6Terzo step, sostituiremo il guinzaglio corto con uno di lunghezza normale e cominceremo a “guidare noi”, invogliando il cucciolo a seguirci con l’uso di bocconcini o semplicemente con il linguaggio del corpo (dipende dalle reazioni del cane). Ricordiamo che il movimento ingaggia il cane: se stiamo fermi e tiriamo, il cucciolo probabilmente si ribellerà, mentre se camminiamo sarà spontaneamente portato a seguirci.
Meglio ancora se arretriamo a piccoli passi, invitandolo a seguirci con voce e gesti e premiandolo quando lo fa.
Se il cucciolo ogni tanto si mette a sgroppare o a tirare all’indietro, diciamogli semplicemente “No!” in tono calmo e pacato, e rimaniamo immobili: non appena si calmerà riprenderemo a camminare. Se si “pianta”, invitiamolo con un bocconcino: se il cibo non gli interessa sospendiamo le lezione, facciamogli saltare un pasto (non muore!) e riproviamo quando sarà affamato. ATTENZIONE: quello che si vede nella foto a destra è sbagliato. Se mostriamo un bocconcino al cane ma facciamo anche trazione sul guinzaglio, lui si sentirà forzato e tenderà a fare resistenza. Il guinzaglio deve sempre rimanere molle.
In alternativa, se il cucciolo ha un buon predatorio, potremo invitarlo a camminare facendo strisciare per terra uno straccetto o una treccia, simulando i movimenti della preda.

guinzaglio2E’ importante che i primi incontri con il guinzaglio non siano mai motivo di nervosismo o stress: andare al guinzaglio dev’essere un momento di collaborazione, qualcosa che facciamo insieme e che il cucciolo deve trovare piacevole e divertente.
Moltissimi cuccioli provano a mordere il guinzaglio: è del tutto logico che tentino di liberarsene distruggendolo, quindi questo va considerato innanzitutto un segno di intelligenza. Però non bisogna permetterglielo, quindi diciamogli “No!” appena ci prova e togliamogli il guinzaglio dalla bocca, dandogli in cambio un bocconcino.
Non accettiamo neppure che il cucciolo “giochi”  a mordere il guinzaglio, anche se contemporaneamente ci segue: il guinzaglio non è un giocattolo. Il cane deve considerarlo come un prolungamento del nostro braccio, quindi dovremo comportarci proprio come se masticasse noi... ovviamente impedendoglielo!
Se non sbagliamo proprio tutto (e purtroppo succede, a volte…), di solito non ci vogliono più di due-tre lezioni perché il cucciolo cominci a capire che col guinzaglio “si va a spasso”, o comunque si fanno cose divertenti, e quindi lo accetti serenamente.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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