domenica , 19 novembre 2017
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Ma danno così fastidio, i cani?

peppiadi VALERIA ROSSI – Mi scrive una lettrice che non chiede consigli o suggerimenti, ma ha solo bisogno di sfogarsi: succede spesso, ahimé, ma trovo particolarmente triste questo sfogo rivolto all’intolleranza e – come se non bastasse – al menefreghismo verso i diritti (sì: diritti) di chi ha cani educati e civili.
Passo la parola alla nostra amica, che conclude dicendo di aver scritto “per potersi confrontare con altre esperienze e perché no, imparare qualcosa che ancora non sa“.

Mi chiamo Barbara,  vivo in una cittadina della “civile ” pianura padana. Un paesotto, alcune cascine, molti prati fuori dal paese, dove una volta al giorno mi reco con il cane. Per il resto, magari lo porto nei pressi del paese, o in centro.
Ecco un sunto delle mie avventure cittadine.
Ore 8.30 di mattina, circa. Esco con Gino, per il nostro giretto mattutino della serie “va’ dove ti porta il cane” cioè senza alcuna meta.
Il quadrupede decide che vuole fare un giro in centro (a 50 metri da casa) e quindi via verso la direzione scelta. Fin qui, nulla di strano direte voi: vero.
Ma nell’ombra, nelle ombre delle persiane, ci sono loro, le moderne vedette lombarde: una pletora di donne soprattutto, età media 70 anni, che aspetta i possessori di cani per sfogare la repressione di non so cosa  e romperti le p***e.
Il cane fa pipì, il cane fa la cacca. Il cane mi sporca il muro, mi sporca la strada. Il cane piscia sul pilastro a 10 metri da casa mia. Il cane non deve passare davanti al mio cancello perchè poi fa i suoi bisogni e li schiaccio con le gomme dell’auto.
Ok, lo so che hanno ragione, perchè non è a) educato b) piacevole trovarsi escrementi davanti a casa; tuttavia, mi chiedo se tutta questa rabbia che buttano fuori, serva davvero.
Stamattina ne sento una nuova: hanno lasciato, in diversi paesi vicino al mio, esche/bocconi/polverine avvelenate nei pressi di alcune strade. Poi leggo di vicini di casa che avvelenano il cane della persona che scrive. Leggo di persone che a momenti vanno a botte, perchè il cane (ahimè) ha fatto pipì vicino alla macchina di non so chi.
CHE TRISTEZZA INFINITA.
Sì, perchè io – pur essendo animalista convinta – non rompo le scatole a nessuno per il fatto che abbia una pelliccia addosso, perchè mangia carne o quant’altro.
Scelte loro.
Io sono educata, gentile, rispettosa. Il mio cane anche.
Ho cercato di educarlo il più possibile, insegnandogli di non fermarsi mai a fare bisogni davanti a porte, portoni, garage etc.
Ma ogni giorno, sono nelle condizioni di avere timore a passare da qualche parte, davanti a qualche casa, per la cattiveria della gente.
Una mattina sono stata persino aggredita verbalmente, perchè una signora non voleva che il cane passasse di lì (perchè la sera prima diceva di averlo visto a fare i bisogni nella strada – comunale- davanti alla propria abitazione).
La signora non si è presentata, non mi ha detto nulla se non che mi denunciava. Io sono rimasta lì come un’ebete, perchè dopo 5 minuti ancora non avevo capito cosa fosse successo.
MORALE: MA DANNO COSI’ FASTIDIO I CANI? DANNO COSI’ FASTIDIO I PADRONI?
Voi ditemi se è normale che una persona debba essere costretta a cambiare strada perchè due rimbambite (e non per l’età) insultano e rompono da mattina a sera.
Risposta: MA ANCHE NO!
Non è nè normale, nè giusto; io sono libera di andare dove mi pare, così anche il cane che c’è con me. Eppure, nessuno tutela fatti simili.
Poi ci sono quelli che, con cagnolone di 50 kg al guinzaglio, ti lasciano delle belle torte davanti a casa ma nessuno dice niente a loro, perchè sono a) anziani – i padroni, non i cani; b) si conoscono, magari è lo zio del cugino del fratello…
Sinceramente, dopo averli mandati a quel paese mille volte, adesso avrei anche finito gli improperi sottovoce. E sono anche stanca di uscire già esaurita da casa, perchè so che sicuramente, se passo di lì, la sciuragina di turno mi insulterà in mezzo alla strada e quell’altra mi minaccerà.
Ditemi voi cosa c’è da fare: la cultura cinofila, qui è lontana mille miglia davvero. Le leggi, nessuno le comprende: inutile fermarmi a spiegarle.

pisciaruoteQuello della lettrice è stato solo uno sfogo, l’ho premesso: ma potremmo provare a discuterne perché le cose, dopotutto, non succedono mai per caso.
Barbara dice che forse, parlandone con noi, potrebbe imparare “qualcosa che non sa”.
A me sembra che a “non sapere” siano queste sciuregine: non sanno tollerare, non sanno capire, forse non sanno neppure amare… però, a monte, probabilmente c’è anche qualche problema di educazione anche da parte dei proprietari dei cani. Anche molti di noi “non sanno” bene come si vive in una società civile.
Quante cacche si trovano ancora sui marciapiedi, in città? Tante. Inutile negarlo.
Quanta gente non si preoccupa minimamente di dove alzino la zampa i loro cani, perché “sono cani” e quindi, secondo loro, autorizzati a pisciare automaticamente dove gli pare, quando a volte basterebbe un minimo invito col guinzaglio per far sì che lo zampillo colpisca bersagli non “a rischio di mugugno”?
Preferendo di gran lunga le femmine, io non ho avuto molti cani maschi: ma quando li ho avuti ho sempre cercato di fare un po’ di attenzione. La pisciata sulla ruota della macchina magari si può evitare. Quella sul portone di un’abitazione è proprio una brutta cosa: a nessuno fa piacere trovarsi il portone di casa spisciazzato, quando c’è pieno – ovunque – di pali, alberi e affini che non fanno inalberare nessuno.
Ma immagino già i lettori di “Ti presento il cane” che pensano: “Eh, ma certo, anch’io faccio così! Raccolgo le cacche, evito le pisciate su “bersagli sensibili”, sto attento a non causare né danni né fastidi”.
Perché  il problema, purtroppo, è che ce la cantiamo e ce la suoniamo tra di noi, proprietari educati di cani civili. Ma le sciuregine non fanno distinzioni, purtroppo: come al solito, la gente tende a fare di tutta l’erba un fascio, e un proprietario ineducato fa odiare tutti i proprietari di cani. Che a loro volta si indignano – a ragione – perché accusati ingiustamente (quando non addirittura fatti oggetto di atti criminali).

raccoglicaccaIl fatto è che ai proprietari incivili non possiamo arrivare con un articolo su “Ti presento il cane”: chi se ne infischia di dove sporca, di quanto abbaia, di quali danni possa fare il proprio cane, ovviamente è la persona meno interessata del mondo a un sito di cultura cinofila.
Probabile che il solo termine lo faccia sogghignare: il cane è un cane, che c’entra la cultura?
Ma allora, quali potrebbero essere le soluzioni?
A me viene in mente sempre la stessa: il famoso “patentino”, di cui tanto spesso si parla riferendosi  alla gestione dei cosiddetti “cani pericolosi”, ma che in realtà potrebbe essere ancor più utile alla diffusione di proprietari di cani bene educati, che almeno imparebbero a tirar su le cacche.
E poi le leggi: quelle che già ci sono ma non vengono rispettate, perché non ci sono i soldi neppure per pagare la benzina alle Forze dell’Ordine… e figuriamoci se possiamo permetterci, in Italia, di “sprecare” vigili o poliziotti per verificare che la gente raccolga le cacche o che non molli cani senza guinzaglio praticamente ovunque.
E sempre, ultima ma non ultima (anzi, primissima, secondo me), l’informazione scolastica. Un’ora alla settimana dedicata agli animali e all’ambiente, che ovviamente non ci sarà mai perché bisognerebbe pagare nuovi docenti, mentre la scuola versa già in condizioni disastrate.
Già i cani “vengono dopo” tutto in condizioni normali: figuriamoci in tempi di crisi. Figuriamoci quando questa nostra politica del menga non riesce neppure ad affrontare temi come quelli del lavoro, dell’immigrazione, della povertà. Andarle a chiedere di occuparsi di cani? Ahah, che ridere.
E intanto i cani fanno sempre più parte della vita degli italiani, nel bene e nel male: ma nessuno, tranne noi quattro gatti di cinofili, si rende conto di quanto stiano diventando importanti. Nell’immaginario collettivo (e politico) restano “solo cani” (a meno che non ammazzino qualcuno, ovviamente: allora ci si pensa, promulgando in quattro e quattr’otto leggi che ci fanno ridere dietro da mezzo mondo, come è successo con l’ordinanza Sirchia) e nessuno fa assolutamente nulla.
Così a noi quattro gatti che ci rendiamo conto dell’importanza del problema non resta che scambiarsi solidarietà e inutili pacche sulle spalle. E ogni tanto ci fa bene anche solo sfogarci, per quanto amari (e non risolutivi) restino questi sfoghi.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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