venerdì , 24 novembre 2017
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Doggy bag: eticamente corretta, ma… per il cane va bene?

doggybag2di VALERIA ROSSI –  Oggi argomento un po’ più leggerino, tanto per rilassarci un po’.
Mi segnalano un articolo sul Corriere che parla della “doggy bag”, ovvero il contenitore con gli avanzi che i ristoranti di molte nazioni offrono con naturalezza ai clienti, come cibo da portare al cane.
Nell’articolo ci si chiede perché in Italia questa usanza sia poco diffusa e perché “ci si vergogni” di chiedere la doggy bag, facendo poi un’interessante e sicuramente corretta disquisizione sugli sprechi alimentari, che andrebbero sempre evitati.
Nè l’articolista, né i numerosi commenti (con poche eccezioni) si soffermano a chiedersi quante persone destinino effettivamente al cane il contenuto del pacchettino: che ovviamente è l’unica cosa che interessa a noi.
E’ evidente che il termine di “doggy bag” – letteralmente, “sacchetto per il cane” – è stato coniato proprio perché era un po’ più elegante di  “sacchetto degli avanzi da portarsi a casa e mangiarsi il giorno dopo”: ma lo scopo reale è esattamente questo. Il cibo umano non consumato al ristorante se lo dovrebbero rimangiare gli umani a casa loro.

doggybagIl fatto che si chiami “doggy bag”, purtroppo, potrebbe invece far pensare a qualcuno che proprio questo sia l’uso più normale degli avanzi: il che mi induce a ricordare che il cibo destinato agli umani non è sempre adatto al cane.
Potrebbe sembrare strano, detto da una che sta per pubblicare un libro dedicato alla “cucina a sei zampe”: ma in questo libro, scritto con l’amica Katya Cervio (una vera cultrice della cucina “da cani”, sempre supervisionata dal marito veterinario), abbiamo fatto l’operazione contraria. Ovvero, siamo partite dallo studio di tutto ciò che fa bene al cane e da lì ci siamo divertite a creare ricette che soddisfacessero anche il palato umano, mantenendole identiche o con piccole variazioni (per esempio, la quantità di sale).
Il risultato, a mio avviso, è divertente e soprattutto appetitoso: ma lo scoprirete quando il libro uscirà, e qui chiudo l’autospammata preventiva perché non era di questo che intendevo parlare oggi. Quello che invece tengo a dire è che normalmente, in un ristorante, nessuno pensa di stare cucinando per un cane e che quindi non si preoccupa di inserire nei piatti solo alimenti ben tollerati dall’animale.
I cibi umani, in genere, sono troppo salati, troppo speziati e potrebbero anche contenere elementi addirittura tossici per il cane (tipo il cioccolato, l’uva e l’uvetta sultanina, la noce moscata…): quindi, se intendete davvero destinare la “doggy bag” al quattrozampe di casa, vi consiglio di esaminare per benino il cibo che vi è contenuto, prima di darglielo con troppa leggerezza.
Se invece avete l’abitudine di farvi impacchettare ciò che avanzate e di portarlo a casa per vostro consumo personale, posso solo dire che per conto mio la trovo un’ottima abitudine, eticamente correttissima e di cui non bisogna certo “vergognarsi” (semmai ci si dovrebbe vergognare di tutti gli sprechi tipici della civiltà occidentale). Però questo non è un argomento cinofilo e quindi mi fermo qui.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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