educato1di VALERIA ROSSI – L’articolo “Ma danno così fastidio, i cani?” è stato commentato da diversi lettori, molti dei quali appoggiavano lo sfogo in esso contenuto, mentre altri concordavano piuttosto con le megere sempre appollaiate alla finestra e pronte ad inveire contro gli umani cane-muniti. Qualcuno è arrivato addirittura a dire che “la maggioranza dei proprietari di cani è incivile”, frase che ovviamente è piaciuta poco e che ritengo anche molto ingiusta nei confronti dei nostri lettori… ma non sono altrettanto sicura che non contenga un fondo di verità quando si pensa che “la maggioranza dei proprietari di cani”, ahimé, non è certo composta dai frequentatori di questo sito.
Attenzione: non me la sto tirando, illudendomi che “Ti presento il cane” abbia insegnato l’educazione ai suoi lettori. E’ esattamente il contrario: sono le persone già civili, già educate e che già pensano all’importanza di educare anche il cane, che si avvicinano a un sito di cultura cinofila.
Ma quante sono, in proporzione?
Difficile, molto difficile fare stime minimamente attendibili: ma è certo che, quando si gira per le strade, non è che si abbia proprio l’impressione di vederle traboccare di impegno per una serena convivenza tra amanti e non amanti dei cani (ai quali mi scappa sempre di abbinare l’aggettivo “poverini”… ma che vanno ugualmente rispettati).

pestacaccaInsomma, le megere appollaiate stile avvoltoio sono la manifestazione più eclatante (decisamente troppo eclatante) di un malessere comunque diffuso, che a volte – confesso – contagia anche me, perché neppure ai cinofili piace pestare cacche, e tantomeno trovarsi alle prese con cani liberi (in assoluto disprezzo di una legge che tanto nessuno fa rispettare, e quindi può essere allegramente ignorata perché in Italia ragioniamo così…) che possono rappresentare un pericolo per il mio cane… e a volte per se stessi.
Detto questo… nell’articolo di cui sopra io avevo proposto alcune soluzioni che però ho definito più utopistiche che possibili: cultura cinofila nelle scuole, maggiori controlli, patentino cinofilo e così via. Tutto ciò, insomma, che già esiste in molti Paesi civili: ma è ormai parecchio tempo che il nostro, di Paese, non riesco proprio più a definirlo tale.
Sono rimasta piacevolmente sorpresa, dunque, ricevendo su Facebook il messaggio di Tatiana, che mi ha suggerito alcune “regolette” di comportamento cinofilo (e civile) sicuramente più fattibili delle mie, e che condivido volentieri con voi.
Ecco  il messaggio di Tatiana:

1) E’ banale e fastidioso anche per me, ma mi è capitato di farlo: di fronte a escrementi di cani altrui, essendo in possesso di sacchettini ed essendo gli escrementi proprio in mezzo al passaggio, li ho raccolti (ammetto che per quanto possa sembrare assurdo mi faceva schifo, mentre quelli della mia cagna li guardo e li tasto senza problemi per verificare che non abbia problemi intestinali);
2) quando vediamo altri proprietari di cani nell’atto di non raccogliere escrementi o di lasciar fare pipì su un portone, porta di bar o negozio o ruota della macchina, facciamogli notare nel miglior modo possibile  – in modo da non metterceli contro – che questo fa vedere in modo negativo la presenza di tutti i cani e rischia anche di incrementare ulteriormente gli squilibrati che lasciano bocconi avvelenati (non che gli escrementi in strada li giustifichino, eh… sia chiaro!).
Credo che questo non smuova chi li lascia perché se ne frega, ma magari può far riflettere chi lo fa ignorantemente o per pigrizia;
3) sulla divulgazione nelle scuole, si potrebbe trovare un modo di promuovere una sorta di volontariato da parte di cinofili che vadano a fare lezione gratuitamente con una data frequenza. Credo che per parlare di educazione di base, sensibilizzazione ed educazione civica non sia necessaria la presenza dei cosiddetti guru o comunque di persone iper-esperte, che sicuramente non ne avrebbero il tempo, ma che lo possa fare anche chi, come me, ha sicuramente ancora tanto da imparare soprattutto sul campo, ma ha una buona base di cultura cinofila… almeno per dare una base.

cestinoDico subito che in diverse occasioni ho fatto anch’io come Tatiana: ho raccolto le povere cacche abbandonate e le ho portate al primo cestino disponibile (e aggiungo che per fortuna ho sempre abitato in città/paesi che li prevedono: perché anche sotto questo punto di vista l’Italia è un caos. In alcune zone ci sono addirittura i contenitori “dedicati”, in altre non trovi un cestino per chilometri).
Confesso che anche a me fa un po’ schifo, mentre anch’io raccolgo le deiezioni della Bisturi con la massima nonchalance… il che è pure strano, perché la cacca fresca è anche più “profumata” (scusate l’argomento letteralmente di merda, ma mi incuriosisco da sola per la mia reazione). Però così è. D’altronde ho sempre pulito senza troppi drammi  (per quanto non possa dire “con entusiasmo”) pure le cacche del figlio neonato, ma non so se riuscirei a farlo con neonati altrui senza provare una sacrosanta nausea. Certo, in caso di necessità non mi tirerei indietro: ma così spontaneamente, col cavolo che lo farei. Quindi presumo che l’affetto abbia un’influsso decisamente importante sullo schifo.
Sta di fatto che raccogliere le cacche altrui sarebbe davvero un gesto di grandissima civiltà… ma io devo anche confessare che di solito lo faccio quando nessuno mi vede. Perché? Perché sono convinta che alla megera media (ma anche alla media degli italiani, temo…) non passi neppure per l’anticamera del cervello che io sia una persona così civile. Credo che pensi che io stia raccogliendo la cacca del mio cane, che avevo dimenticato o trascurato di tirar su al momento giusto. Per questo penso che gesti simili andrebbero spiegati ed enfatizzati, per esempio – che so – girando con una bella pettorina (noi, eh: non il cane!) con su scritto: “Per evitare che si pensi male di tutti proprietari di cani, oltre a quelle del mio sto raccogliendo anche le cacche altrui”.
Magari sarebbe carino organizzare una sorta di “spedizione” di gruppo, unendosi tra cinofili, per un’azione dimostrativa di questo tipo… ma forse, a questo punto, bisognerebbe aggiungere sotto la pettorina un’altra scritta: “…ma non illudetevi che lo faccia tutti i giorni”. Perché altrimenti qualcuno smetterebbe immediatamente di raccogliere, “tanto poi passano quegli scemi che si divertono a tirar su cacche”.  Sempre in Italia siamo, non dimentichiamolo…

raccolta_manifestoIl punto 2 mi trova pienamente d’accordo: e anche qui posso dire di aver già sposato l’idea, ma non così spesso come avrei voluto (e purtroppo potuto). Non posso neanche trovarmi la scusa dell’aver ricevuto rispostacce, perché in realtà non mi è mai successo: anche perché di solito io non mi metto a tener lezioni di educazione civica (e forse sbaglio). Io mi limito a dire: “Scusi, signora, ho visto che non ha raccolto la cacca: se ha finito i sacchettini, gliene presto uno dei miei!” e a porgergliene uno con un bel sorriso.
Quindi, fino ad oggi, nessuno mi ha mai mandato a quel paese ad alta voce: sicuramente mi ci hanno mandato – e caldamente – nei loro pensieri, ma hanno fatto tutti buon viso a cattivo gioco, fingendo di aver davvero finito i sacchetti, hanno ringraziato (a volte a denti molto stretti) e hanno raccolto.
Però, confesso: il fatto che il mio piccolo show l’abbia fatto relativamente poche volte è proprio legato alla pessima abitudine di non aver voglia di discutere, di farsi i fatti propri, di sentire – in fondo – come una sgradevole intromissione nella vita altrui l’esigere un comportamento civile da gente che, in fondo, sta calpestando anche il mio diritto di camminare su strade esenti da cacche.
Fatto questo esamino di coscienza, prometto solennemente che d’ora in poi porgerò sacchetti a tutti i non-raccoglitori che becco. E magari aggiungerò anche la frase suggerita da Tatiana.

scuolacaneQuella al punto 3 è sicuramente un’ottima idea, però temo che la realizzazione non sia così facile: ho idea che persone volonterose e magari anche capacissime di trasmettere messaggi validi, ma non fornite di tutta la serie di “attestati” del caso, non vengano accettate troppo serenamente nelle scuole (a volte è già complicato entrarci per gente che ha curricula capaci di far impallidire qualsiasi Guru della cinofilia).
Purtroppo esperienze precedenti (poche le mie, molte quelle altrui) mi hanno fatto capire che la scuola non è esattamente apertissima alle iniziative private (neppure se a titolo di puro volontariato, che è poi l’unico praticabile perché per le lezioni a pagamento non c’è un centesimo e possiamo scordarcele subito): però le maggiori ritrosie si incontrano quando si parla di portare anche uno o più cani.
Se si trattasse solo di qualche chiacchierata, senza la presenza di animali che vengono normalmente tacciati di causare problemi igienici, sanitari e magari pure accusati di essere potenzialmente pericolosi (giusto per far capire quanto sia cinofila – e bene informata – la media degli insegnanti e dei dirigenti scolastici…), forse sarebbe più facile diffondere un po’ di cultura (e di educazione) tra i ragazzi. E magari potrebbero proporla gli stessi genitori, quando sono educatori o addestratori, visto che in qualche modo fanno già parte del sistema scolastico e che forse sarebbero più facilmente bene accetti.
Certo, è vero che non ci si guadagna nulla: ma è anche vero che, se veri cinofili siamo, una delle nostre priorità dovrebbe essere proprio quella di dare ai giovani un po’ di informazioni che possano almeno limitare il tragico succedersi di generazioni di Sciuremarie e di Cuggini.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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46 Commenti

  1. Valeria la nostra associazione, l’anno scorso, con la partecipazione delle volontarie è andata nelle scuole elementari di Avola(Sr) a parlare ai bambini, sono stati fatti disegni, si è parlato di sterilizzazione ed abbiamo parlato di cani da un punto di vista affettivo; il punto 3 si può realizzare!!!

    Forse il punto 3 è l’unico vincente, punta sulle nuove generazioni…quelle attuali a parte le persone più “illuminate” come quelli che leggono TPC e pochi altri, bhe di speranze ce ne sono poche.

  2. A Siena il Comune ha creato alcune areee di sguinzagliamento per i cani che nel tempo sono diventate un merdaio, nel senso che i proprietari non raccolgono le cacche dei propri cani. La situazione è diventata igienicamnete incompatibile, dunque il comune ha fatto un accordo con le guardie zoofile per controllare le aree ed eventualmente multare i proprietari che non puliscono.

  3. Io son stata tremendamente fortunata, alle elementari ho avuto una maestra vecchiostampo che, tra un’urlata e l’altra :p , promuoveva il fatto che ogni tanto portassimo il nostro animale. Così il sabato, giorno che era dedicato alle attività “altre” (canto, disegno, disegno su musica, cose creative varie etc) poteva anche succedere che uno di noi portasse il proprio animale.
    Ci furono nel corso degli anni vari gatti, compreso il mio, un coniglio, una paperella… ok forse non erano proprio felicissimi ma per due ore son sopravvissuti tutti e a noi bambini è stato insegnato anche in questo modo il rispetto per gli animali.

      • Sappi che mi son venuti i lacrimoni per il complimento! Grazie!
        Comunque si di certo ha giocato un gran ruolo, insieme all’avere alle spalle una famiglia che mi ha educata bene verso gli animali.
        Altri non sono così fortunati e da un ambiente famigliare sciuramarieggiante, forse, non possono che uscire sciuremarie.
        La scuola moderna poi non aiuta, prima le insegnanti avevano una certa libertà d’azione, ora appena osi metterti i calzini blu ti arriva il genitore incazzato e magari parte pure la denuncia. Io lavoro con le scolaresche, di bambini e insegnanti me ne passan per le mani parecchi, e molti maestri son delusi da questo sistema che li castra nelle iniziative didattiche.

        Aneddoto fresco fresco a proposito di famiglie sciuramarieggianti: ieri ero in passeggiata e incontro signora con figlio con cucciolo di 3-4 mesi al guinzaglio. I due cani fan conoscenza, la signora attacca bottone, io con un occhio osservo invece il figlio, 8 anni circa, che pare decisamente a disagio davanti a Nala e quando questa lo guardava, senza nemmeno accennare ad andare da lui, lui si ritirava dietro la madre.
        La sciuramaria intanto mi si lamenta “eh il cucciolo mi morde, guarda qua che buchi (mi mostra la mano con due segni), non la capisce che non deve farlo, ma quando gliele suono allora si che capisce”
        Mi è presa una tristezza… ma dato che ero in vena buona le ho buttato li in modo molto casual il consiglio di non picchiarlo ma di guaire dicendole che deve parlare canese.
        “Ma daveeeeerooo?” mi dice, folgorata dalla rivelazione. Si signò davvero.
        Chissà se son riuscita a gettare un piccolo semino… comunque ho deciso che devo girare con dei biglietti col link a TPIC.

  4. Inutile che ci nascondiamo dietro a un dito. Purtroppo che troppi proprietari di cani siano incivili è un dato di fatto e da proprietaria di cani, ma soprattutto da educatrice impegnata da anni in campagne di sensibilizzazione questa cosa mi da un fastidio tremendo. Vedere che in Italia ci sono ancora così tante limitazioni per i cani è davvero spiacevole ma vedere il comportamento di troppi proprietari è la spiegazione. Vale per i cani come per tutto. Le regole in Italia per troppe persone sono fatte per essere violate. Divieto di accesso ai cani? C’è sempre chi ci entra e se ne frega. Obbligo di raccolta delle deiezioni? Una volta su 20 se tutto va bene. Purtroppo siamo il paese della gente che getta cartacce dal finestrino per poi lamentarci della sporcizia per strada. Una dura lotta.

    • Io direi meglio “purtroppo molti incivili hanno anche un cane”….. e questo fa “qualche” danno…
      E chi ci rimette, su tutto, sono le persone che si comportano rispettando sè stessi e gli altri, che siano proprietari di cani o meno….

  5. ok siamo d’accordo ,la cacca VA RACCOLTA!..ma la Pipì? ho subito rimproveri anche per la pipì del mio cane!..e sono costretta a camminare al centro strada rischiando spesso di strattonare la mia cagnolina per evitare di esser investita,perché a ste Bacchettone che stanno dietro le finestre da fastidio che il mio cane faccia la pipì sul marciapiede!..

  6. Già è capitato anche a me di essere rimproverata per la pipì del cane da una condomina, ma una sera ho sorpreso il marito della stessa che, ubriaco urinava nel parcheggio, una bella foto e l’ho appesa alla porta dell’ascensore e una copia all’amministratore

  7. Mi sa che io, allora, dovrò tappezzare il centro paese con le foto di quel vecchiaccio che fa “liberare” il cane di 50 kg dove caspita gli pare. Magari smettono di rompere le scatole alla sottoscritta, che sclera ogni die davanti a sto esercito di rimbambiti. Poi si chiedono perchè alcuni animalisti diventino estremisti: altrimenti le cose, le persone normali, non le capiscono. Sei educato? bene. Sei maleducato? meglio: ti lasciano stare,perchè tanto sei una testa calda e non vale la pena dirti le cose. Dal canto mio, mi srudierò dei volantini da appendere qua e la per far rendere conto a queste menti che è inutile lamentarsi di un cane/gatto se poi lasciano le aiuole o i prati pieni di sacchetti della spazzatura. Quando mi chiedono se tengo di più al cane o all’uomo, rispondo che preferisco mille volte avere a che fare con i cani che con le persone (ma nonostante ciò, senza dire niente a nessuno e senza andare a messa tutti i giorni, mi rendo d’aiuto a chi ne ha bisogno. anche se non lo merita.)

  8. Io ho visto a Finale Ligure un cartello bellissimo per scoraggiare i proprietari che non raccolgono senza criminalizzare il cane : una vignetta con un cane che fa la cacca, il padrone che dice al cane “dai andiamo via, così non la raccolgo”, mentre il cane disgustato guarda il padrone e con una nuvoletta dice “che padrone di merda!”

  9. sono rimasta scioccata a metà gennaio alla nostra prima uscita in expo, a Milano. Domenica erano presenti più di 2500 cani e quando siamo usciti dai padiglioni per far fare due passi alla piccola ho visto montagne di merda nei prati e nei parcheggi … strani proprietari, stanno li tanto a fare i ricamini ai loro cani, a insegnar loro a stare in posa, a fare gli educati … e poi loro sono l’esatto contrario … :-/

    • Stessa cosa è successa a me in expo a Forli. Ma quanto sono ZOZZI gli allevatori che vanno agli expo. Non ce ne fosse stato uno che ha raccolto !!!! Seppure gli abbia provato.adire qlc. Che schifo!!!!

  10. anche a me fa schifo raccogliere quella degli altri cani e non quella dei miei…sarà che “quella dei nostri bimbi è pupu santa”…
    altra cosa che mi da fastidio, quando è già fredda… no so perchè…

  11. Io abito a Genova e i miei figli frequentano la scuola elementare, nella loro scuola quest’anno hanno organizzato degli incontri con dei volontari cinofili, solo per le classi le cui maestre hanno aderito. Hanno mostrato loro le varie razze, gli sport che possono fare i cani, è spiegato un po’ di psicologia canina. Hanno portato anche i cani a scuola e fatto dimostrazioni pratiche nel giardino. Sono rimasta molto piacevolmente colpita da questa iniziativa che ovviamente cozza con il regolamento scolastico che vieta di portare cani nel cortile davanti alla scuola. Per questioni igieniche e di sicurezza, ma io per terra ho sempre visto cartacce e mai cacche…

  12. la prima regola ogni tanto la seguo, specie se mi trattengo a lungo, per evitare che mi si attribuiscano le cacche altrui. Mi fa un po’ schifo, ma se consideriamo che per la sicurezza del mio cane ho raccolto anche topi morti, lamette, vetri vari, alla fine non e’ un grande sacrificio.
    Ottima idea la divulgazione nelle scuole, anche se secondo me dovrebbe essere effettuata in presenza dei genitori.
    Ho infatti notato che i giovani genitori, almeno dalle mie parti, sono i piu’ cinofobi, forse perche’ e’ abitudine, al giorno d’oggi, supercurare e superproteggere i figli.

  13. Anche io sono stata redarguita per la pipì anche se la mia è femmina e anche io cammino centro strada per evitare che si fermi davanti a negozi,bar,ristoranti. Detto ciò ho visto e cercato di imitare ,persone che portano bottiglie piene d’acqua con cui diluiscono le urine ma , a parte l’estrema scomodità ( 2 lt. sono tanti e con meno non si risolve) mi sembra solo di spargere ulteriormente ! Cosa ne pensate ? C’è qualcuno di voi che lo fa ? Aggiungo che ,forse, con le temperature estive potrebbe aiutare

  14. Sinceramente non fa piacere a nessuno fare lo slalom fra le cacche. Nemmeno a chi come me ha un cane. E’ per colpa degli incivili se ci rimettono i buoni “padroni”. Obbligherei per legge tutti a portare sacchetti e multerei chi va a passeggio senza. Prevenire è meglio che curare. Poi ci sarebbe da aprire un capitolo a parte su come i comuni trattano i cani. Nella zona dove abito io c’è una villa con un enorme parco. Ai cani è stata destinata una zona sgambatura di 10 mq recintata. Sai che belle corse ci fanno i cani 🙁 . E siamo dei fortunati, almeno li lasciano vivere.

  15. Tutto altamente condivisibile! ^_^
    Per quanto riguarda il discorso “le cacche del mio cane sono le più belle”…credo che sia una cosa dovuta all’istinto materno e al fatto che i cuccioli non avrebbero nessuna speranza di vita, se le loro mamme trovassero ripugnante ogni loro cacca, moccio, rigurgito, vomito o sbavazzata sulla spalla.
    Premetto che io ho un livello di tolleranza alla cacca molto alto (ho fatto tirocinio in terapia intensiva neonatale per sei mesi, dove sostanzialmente si cambiavano pannolini diverse volte a turno e su diversi neonati. In seguito ho fatto tirocinio in altri reparti, dove sostanzialmente si cambiavano pannoloni diverse volte a turno e su diversi adulti), ma anche io avverto una differenza tra le cacche dei miei gatti e le cacche del resto dell’universo. Ammetto tra l’altro che riguardo il mio gatto (che ho allevato dalla nascita con la siringa di latte) se ha le classiche crosticine agli occhi, gliele pulisco direttamente con le mani, cosa che su un altro gatto non farei mai perché mi farebbe impressione. E pulire il suo vomito occasionale non mi fa particolare impressione. Penso che se non fossimo predisposti geneticamente a sopportare le puzze, le cacche, i raffreddori e quant’altro delle persone/animali che amiamo, ogni convivenza di qualunque tipo sarebbe impossibile.
    :-p

  16. io esco sempre con palettina e bustina,ma la gente nonostante ciò rimprovera.Io credo che queste persone hanno la testa fresca e nn hanno a che pensare x spiare noi che portiamo i nostri cuccioli a passeggio x i loro bisogni fisiologici…vorrei vedere loro se fossero capaci di aspettare cosi tanto tempo x potersi liberare….

  17. Io lo faccio. il punto 1, dico: pulisco sempre le cacche degli altri cani, tanto sono lì, munita di sacchettini, sto gironzolando per il parco, i miei cani annusano e io… tiro su. Pure io ho avuto la sensazione di essere guardata male da gente che probabilmente pensava i mei cani ne facessero tanta, ma tanta, ma tanta…
    Ma devo dire che secondo me l’intolleranza non è motivata solo da questo. L’intolleranza è spesso patologica e la gente SI ASPETTA letteralmente che il proprietario non pulisca anche quando ha la massima intenzione di pulire. Più di una volta mi è successo di trovarmi a dover ravanare nella borsetta in cerca dei sacchettini regolamentari (che a volte davvero non avevo, ma se non li ho tiro su con tutto quello che ho a disposizione, di solito fazzoletti di carta, che ho sempre, e loro contenitori in plastica) e sono stata redarguita in malo modo da gente che aveva deciso che io non volessi raccogliere. Ecco, questa situazione mi manda in bestia perché è un processo alle intenzioni. Pulizia sì, pulizia lampo non è detto. Per cui, quanto al punto 2… sì… ma aspettate un momento, accertatevi che il canemunito stia davvero cercando di fare il furbo. Ottima idea poi, quella di rivolgersi in ogni caso gentilmente a chiunque, evitare la rissa verbale è sempre cosa buona e giusta.
    Un po’ meno gentile sarei se uno lascia libero un cane, ma anche in quel caso è bene distinguere chi ha lasciato libero il cane volontariamente da chi, invece, lo ha perso e magari sta cercando disperatamente di recuperarlo prima che si metta nei guai, nel qual caso, potendo, non sarebbe una cattiva idea cercare di dare una mano, o almeno non intralciare le operazioni di recupero.
    Le scuole. Qui purtroppo devo fare una premessa: io sono insegnate e so che davvero la scuola ha altre priorità. Non è che la cultura cinofila non vada impartita, è che proprio ci sono 1000 progetti su tutto, ma non si ha più tempo di imparare italiano e matematica. Che fare? Benissimo qualche progetto ah hoc sostenuto da associazioni, ma meglio ancora parlare anche di cultura cinofila inserendola in contesti che non possono essere rifiutati da famiglie non interessate (ce ne sono, purtroppo, tante). Si fa educazione stradale? Bene, i vigili facciano sapere anche quali sono le regole per portare a spasso i cani. La maestra fa capire ai bambini che si raccolgono i rifiuti e che si defferenziano? Bene, dica anche che chi a cani deve raccogliere le deiezioni.
    Ma soprattutto… Io mi auguro che si riesca ad insegnare alle nuove generazioni ad avere meno diffidenza e un po’ più di tolleranza verso il prossimo, umano o cane che sia. Perché davvero, a volte ho la senzazione che le persone siano poco disposte ad accettare l’esistenza degli altri, che danno fastidio, a volte per il solo fatto di esistere, il che è molto triste. (Scusate l’epilogo un po’ prolisso e non strettamente cinofilo.)

  18. La mia prof di matematica delle medie si portava il cane a scuola.
    Era una Beagle e si chiamava “Plum-Cake”, se ne stava buona a dormicchiare accanto alla cattedra, durò per i primi due anni, poi, apparentemente qualche bambino (non so se della mia classe o di un’altra) si lamentò e le fu vietato di portarla..non date totale fiducia alle nuove generazioni..ce n’è che nascono già marci…

  19. Ciao a tutti dalle mie parti capitava che una signora (le femmine di solito sono piu brave e solerti con queste cose ) immancabilmente lasciava le cacche della sua Alana (percio neanche tanto piccole) sempre in mezzo alla strada ,scocciato perche oltre allo schifo rovinava la categoria di noi cinofili,ho provato a dirglielo un paio di volte,e la signora no mi ha c…… mezzo anzi! una volta mi ha pure mandato a quel paese(veramente era un fanculo) allora incazzato nero l’ho seguita fino a casa e senza che se ne accorgesse,e copiato il suo indirizzo poi ho raccolto un paio di caccone giganti della sua Alana e fatto un bel pacco postale l’ho spedito a casa sua, con la dicitura sul pacco che diceva la cittadinanza rispedisce al mittente tutta la merce che ha seminato per il paese e siccome è indesiderata se la deve riprendere e tenere ,…….ha funzionato la femmina ha recepito il messaggio e forse vergonandosi perche era stata scoperta dove abitava ha smesso di smerdare la strada publica, e ha incominciato a raccogliere le caccone della sua bellissima Alana,con certa gente funziona solo cosi, a volte noi cinofili dobbiamo metterci nei panni degli altri che non posseggono cani ,saluti dal Rapace notturno

    • Bella storia, ottima iniziativa (non originalissima: l’hanno già fatto in molti. Però ottima lo stesso!)… ma quel “la femmina ha recepito il messaggio” mi ha rovinato tutto il piacere dell’aneddoto. LA FEMMINA? Ecchecazzo, mi vengono in mente pochi modi più offensivi di descrivere una donna.

      • Ma come, il Rapace notturno è tanto virtuoso e cotanta virtù vuole trasmetterla ad altri!
        Vedi come funziona? Tappi una falla e ti affonda la nave…

      • Ma sempre femmina era, mica potevo chiamarla maschio, femmina e stronzetta e non si tratta di essere virtuosi,ma di pestare cacche enormi in paese e permettete la cosa mi scoccia,voi sareste contenti se ve la vengono a fare in casa vostra davanti al portone? io nei boschi dove bazzico è un problema che non mi pongo,ma nei paesi è d’obligo un po autocosienza,se no siamo sempre d’accapo ed è come un cane che si morde la coda da soloe non si trova la soluzione,nel senso che è inutile parlare parlare e poi quando passegiamo iin paese con il nostro cane e nessuno ci guarda le cacche le lasciamo sul posto,se si è cinofili come si deve lo si deve fare, portare via le cacche e rispettare gli altri,e quella femmina!! non lo faceva ,mentre adesso la signora!! lo fà chiaro il concetto? ciao saluti Aquila della notte PSe non è neanche tanto malvagia fosse un pochino più simpatica sarebbe una bella passerotta

      • Io la vedo così: “femmina” per non offendere la categoria “donne” 😉
        D’altronde alcuni esemplari umani di sesso maschile, molto più vicini per modi, intelligenza e cultura a un neanderthaliano che un sapiens sapiens, ho una certa riluttanza a definirli “uomini”.

        • Aggiungo che poi possono pure essere bonazzi, ma se appartengono al sottogenere truzzo&tamarro su di me esercitano la stessa fascinazione di un eunuco 😀

        • Perfettamente d’accordo Anna e la soggetta che ho descritto con il suo comportamento merita l’appellativo di femmina nominato in quel modo,infatti ora che si sta comportando più civilmente(è stata costretta ma rispedirre le cacche al mittente funziona sempre) la chiamo signora e quando la incontro la saluto con simpatia mentre la sua cagnolona è sempre stata di una simpatia tremenda anche prima del fatto ciao Aquila della notte

  20. Ciao SempreMiu………..sono una delle tante che si porta appresso la bottiglietta dell’acqua, mia e la boraccetta/ciotola per il pelosetto vado anche bene ora che è stagione di indumenti con tasche….e la uso solo se fa la pipì sulle ruote delle macchine, ma è scomoda!!!!in estate cosa faccio..mi metto lo zaino in spalla!!…io vado anche bene perchè ho uno shihtzu, ma quelli che superano i 30 kg ??…..ci vorrebbe una tanica da 5 kg al seguito 🙂

  21. Una domanda: quando andate per sentieri di montagna o in campagna, come vi comportate con le cacche? Io quando giro in città sono sempre sacchetto munita, e in realtà me li porto anche in campagna e in montagna, cosicché se ci scappa il bisognino quando siamo ancora in area cestino raccolgo e butto, ma quando siete lontani dalla civiltà e se raccoglieste la cacca sareste costretti a portarvi appresso il sacchetto per ore, magari sotto il sole, allora cosa fate? Io ammetto che in questi casi non raccolgo. Certo, se il cane la fa proprio sul sentiero la tolgo da li, ma per buttarla in mezzo al campo o al prato. Alla fine in campagna e’ concime, e i prati di montagna son sempre pieni di cacche di mucche. Ripeto, non la lascio sul sentiero, ma non me la porto nemmeno appresso per ore. E’ vero che raccogliere la cacca del proprio cane non fa schifo (io l’ho raccolta anche una volta che gli è venuto un attacco di diarrea, per fortuna vicino a casa, cosicché quello che non sono riuscita a raccogliere subito l’ho pulito nel giro di pochi minuti con acqua abbondante), però non è che sia proprio simpatico, ne’ soprattutto comodo, portarsi in giro per ore un sacchettino pieno di escrementi. Qualcuno che si trova spesso nella stessa situazione ha trovato un modo più adatto per risolvere il problema?

    • Noi siamo costantemente in giro per boschi senza guinzaglio, io non raccolgo niente anche perché il più delle volte si apparta in mezzo ai rovi… Se fa sul sentiero prendo un legno e spingo nella boscaglia. Boschi e pascoli sono comunque pieni di cacche di capre/mucche/cavalli. Andrebbe considerato che la cacca dei cani alimentati con cibo industriale con conservanti ecc è in effetti un pelino inquinante, inoltre se il cane ha i vermi viene contaminato l’ambiente.
      Io mi pulisco parzialmente la coscienza perché alimento a crudo…

  22. Volevo aggiungere, poiché mi sembra non sia stato scritto, che alcune di quelle cacche che incontriamo nel ns. cammino e che alimentano estremismi di intolleranza nei confronti anche di responsabili proprietari e/o verso gli animali in genere, innescando atti di violenza nei loro confronti perpetrati da ignobili e luridi personaggi deviati mentalmente, sono anche causati dalle deiezioni di cani vaganti, che forse non hanno proprietari o ancor peggio, se ci sono questi non hanno nè voglia nè tempo di accompagnarli nei giretti igienici ……….

    • Certo e oltre a innescare intolleranza verso noi cinofili si alimentano comportamentri crudeli verso gli animali,come ultimamente dalle mie parti che alcuni scellerati soggetti hanno incominciato a seminare i viali di campagna vicini al paese con esche avvelenate,ora questi atti sono da considerarsi da criminali e punibili per legge , ma intanto alcuni cagnolini sono morti! e una persona che si comporta in questo modo oltre che gran vigliacco è un malato mentale(non si avvelena un povero cane innocente)ma il problema esiste e comportandosi educatamente con le cacche si evita di alimentare queste cose ciao Aquila

  23. Io esco sempre con una bottiglia piena di acqua e disinfettante per coprire le pipì della mia cagnolina. In quartiere mi chiamano “la signora con la bottiglia”, ma molti mi fermano per congratularsi con me e la mia piccina è molto amata e rispettata. Qualcuno (che tra l’altro ha un cane!) mi ha detto che non serve a niente…Può darsi, ma se tutti lo facessero, forse e soprattutto in estate, ci sarebbe meno odore per le strade!

  24. Io vivo in città, per fortuna in un quartiere con molti cani… quindi non siamo proprio mal visti da tutti.
    Abbiamo un parco, molto piccolo a dire il vero, sotto casa e siamo sprovvisti di un’area cani vicina al quartiere quindi tutti ci troviamo al parco, munito invece di pista di pattinaggio ben chiusa e protetta.
    Alcuni di noi hanno preso l’abitudine, la sera quando la pista non è frequentata da nessuno, di liberare i cani lì per farli giocare in sicurezza. Sopratutto i cuccioli o i cani non educati a tornare al richiamo del padrone. Sbagliato o meno, questa è diventata la consuetudine ed un paio di volte, soprattutto all’inizio che avevo la cucciola e ancora non rispondeva al richiamo, ne ho approfittato io stessa per farla socializzare con i cani del quartiere.
    Un pomeriggio passo dal parco per far fare 2 passi al cane e un tizio che faceva jogging dentro la pista di pattinaggio mi inveisce contro perché all’interno ci sono cacche di cane -.-
    Premetto che me ne ero già accorta e mi sono anche adoperata a raccogliere quelle che non erano del mio cane… E quando l’ho fatto, una delle abitué della pista mi ha guardata schifata dicendomi: “Ma mica è del tuo cane!” E son d’accordo… ma se sfruttiamo un suolo che a maggior ragione non ci compete e in cui non dovremmo stare e in cui bambini e ragazzi dovrebbero poter imparare a pattinare con conseguenti cadute… non dico di renderlo sterile, ma almeno teniamo pulito! Al che mi vien da pensare che le stesse che mi hanno additato dallo schifo siano coloro che quando il cane la fa, non la puliscono… Peccato perché il mio è davvero un bel quartiere e tollerante… Diventrà un altro posto in cui si verrà additati per colpa di 2-3 proprietari maleducati… e alcuni condomini (cane-muniti anch’essi) mi hanno già messa in guardia sul rischio bocconi avvelenati (cosa di cui ho il terrore!). E devo dire che i più tolleranti sono gli adulti con bambini che evidentemente capiscono la necessità di un luogo protetto anche per chi ha i cani! (Molti genitori si chiudono nella pista a far giocare i figli in modo che non rischino di andare in strada…).

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