venerdì , 24 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Varie >> Curiosità >> E’ vero che i cani sono attratti da chi li teme?

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


E’ vero che i cani sono attratti da chi li teme?

cinofobicadi VALERIA ROSSI – Aneddoto personale (ma penso che molti di voi possano raccontarne altri simili): quando avevo una ventina d’anni e vivevo a Ferrania, in Valbormida, frequentavo la classica “compagnia” di miei coetanei con i quali, molto spesso si organizzavano gitarelle in campagna. Eravamo una quindicina di ragazzi, soltanto uno dei quali aveva il Sacro Terrore dei cani (era stato morsicato da piccolo e gli era venuta una fobia incontrollabile).
Un giorno partiamo in comitiva, tutti in motorino, e decidiamo di andare a fare un pic nic in un prato decisamente fuori mano, raggiungibile solo per stradine di campagna in cui una macchina non sarebbe mai passata, ma le moto sì. Gli unici segni di civiltà, lungo il nostro cammino, sono un paio di cascine piazzate proprio in mezzo al nulla. La prima di queste cascine è apparentemente deserta: davanti alla seconda c’è un cane, il classico “cagnotto da pagliaio” che evidentemente non ha neppure grandi attitudini come guardiano (d’altronde, contro “chi” avrebbe dovuto fare la guardia? Davanti a una cascina così isolata presumo che passassero forse tre persone all’anno), tant’è che se ne sta seduto placidamente davanti al cancello e osserva incuriosito la trafila di motorini che gli passa davanti, senza dire “ba”.
Essendo la strada piuttosto dissestata, per paura di investirci reciprocamente qualora qualcuno fosse caduto, noi ci tenevamo ad un decina di metri l’uno dall’altro: quindi il cane sembrava lo spettatore di una partita di tennis. Seguiva il passaggio della prima moto, poi si voltava verso la seconda, la seguiva, poi si girava a guardare la terza e così via… senza muovere nient’altro che la testa e senza manifestare la minima ostilità: anzi, sembrava allegramente interessato, forse perché l’insolito spettacolo era una gradita alternativa alla sua noiosa routine quotidiana.
La scena, quindi, fu la seguente: il cane guarda passare la prima moto, poi la seconda, poi la terza, restando seduto e tranquillissimo. Sulla quarta o quinta (più o meno: non mi ricordo, sono passati i secoli!) ci sono io, che ovviamente lo saluto: “Ciao cane!”.  E lui accenna pure uno scodinzolio, restando comunque seduto e immobile al suo posto. Passano anche il sesto, settimo, ottavo motorino… e quando tocca a Roberto (quello cinofobo), il cane schizza come una molla e parte al suo inseguimento, abbaiando furiosamente e tentando di azzannargli le gomme.
Roberto, ovviamente, dimentica ogni prudenza e sorpassa sobbalzando le due o tre moto che lo precedono, sempre col cane alle calcagna… ma quando ha fatto una trentina di metri il cane si volta, torna al suo posto, si risiede e si rimette a guardare gli altri, seduto come prima e con lo stesso identico atteggiamento da spettatore interessato ma assolutamente non ostile.

cinofobicoInsomma: si possono dare moltissime spiegazioni al fatto (secondo me inconfutabile) che i cani vengano attratti come calamite da chi ha paura di loro (e che di solito facciano pure il possibile per avvalorare questa paura).
Si può dire che i cinofobi si muovono in modo diverso dalle persone amichevoli; che si irrigidiscono (“segnale di guerra”, nel linguaggio canino); che si muovono a scatti, che sbagliano tutta la mimica: il che, sicuramente, è anche vero. Però ho raccontato l’aneddoto di cui sopra proprio per sottolineare il fatto che uno, quando sta guidando un motorino, non è che possa mandare chissà quali segnali corporei (e comunque non dovrebbe mandarli diversi da quelli di altre quattordici persone che guidano altrettanti motorini).
E con il casco in testa, penso che anche la mimica facciale non possa entrarci più di tanto.
Cosa rimane?
Ho idea che rimanga proprio il leggendario “odore di paura”, di cui molti autori negano l’esistenza.
Eppure… eppure è stato fatto un esperimento utilizzando nasi umani (che notoriamente non sono neppure lontanamente paragonabili a quelli canini), dai cui risultati sembra saltar fuori che i nasi femminili sono in grado di captare la paura nel sudore maschile (qui trovate l’articolo che spiega dettagliatamente l’esperimento). E se ce la può fare il nostro handicappatissimo olfatto umano, figuriamoci se non ci riesce quello canino!
E se ci riesce, è probabile che l’odore di paura venga percepito come minaccioso, spingendo il cane ad affrontare chi lo emette.
Chissà: forse i cinofobi dovrebbero provare a mascherare le loro emissioni odorose utilizzando essenze capaci di confondere l’olfatto canino.
Come in: “Tesoro, che buon profumo! L’hai messo per me?”
“No, l’ho messo perché ho paura dei cani!”.
Magari qualche appuntamento galante finirebbe a schifìo… ma chissà che i cani non comincino a lasciarli in pace!

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico