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Cinofilia al Sud: sorprese sempre più piacevoli

1656224_681957898541542_1343261531_ndi VALERIA ROSSI – Lo scorso week end ho tenuto il seminario di apertura del corso per educatori cinofili organizzato dall’associazione “Lacodagira” di Conversano, provincia di Bari.
Puglia, Sud. Molto Sud. Non proprio sul tacco dello Stivale, ma sul tallone sì.
Ecco: ogni volta che dico a qualcuno “vado a tenere un seminario al Sud”, posso contare sul fatto che il “qualcuno” storca il naso. Quando va bene. Quando va male, invece, fanno proprio le battutine: “Ah! E cosa gli vai a insegnare? Come addestrare i piZZbull ai combattimenti?”
Solitamente, di fronte a queste uscite, io ringhio: un po’ perché sono fieramente terrona per un quarto e non mi va che l’idea di “Sud” venga sempre  e solo abbinata a concetti come “cani da combattimento”, “addestratori truzzi” o “randagismo a tutto spiano”, ma soprattutto perché non è proprio pensabile che qualcuno si creda tanto “superiore” a qualcun altro solo perché vive in ambiti leggerissimamente più acculturati dal punto di vista cinofilo. Perché, alla fin fine, i combattimenti si fanno pure al Nord; i cani maltrattati ci sono – abbondantemente – anche al Nord; le Sciuremarie sono universali e gli addestratori macellai, ahimé, pure.

1512461_681957305208268_710317196_nForse c’è un pochino più di cultura, percentualmente:  di sicuro c’è meno randagismo… ma non perché non si abbandonino cani, visto che i canili sono pieni zeppi anche qua.
Forse ci sono solo un po’ più soldi e quindi c’è più possibilità di metterceli, nei canili, anziché mollarli per strada; forse ci sono un po’ meno mafie e interessi al limite (o ben oltre il limite) della legalità. Ma si tratta sempre di “percentualine”: siamo un po’ più avanti,  siamo messi un po’ meglio. Ma non è che possiamo tirarcela più di tanto, perché non siamo certo “campioni mondiali” di cinofilia: anzi, tutta l’Italia è più terzomondista che Paese all’avanguardia.
Detto questo… è evidente che certi pregiudizi, a furia di sentirli, un po’ toccano anche me: e che, quando vado al Sud, spesso mi chiedo “chissà che tipo di cinofili troverò?”.

1922174_681968525207146_727777743_nBene: per l’ennesima volta posso spernacchiare i razzisti, perché anche in questo seminario ho incontrato persone splendide ed ottimi cani… per di più con una percentuale di provenienze da buoni allevamenti mediamente superiore a quella che trovo al Nord. Chi mi prospettava classi fatte tutte di pitbull, rott, dogo, sappia che c’erano tanti dobermann (gli organizzatori sono dobermanisti), molti dei quali integri (e non solo integri, ma con ottime code/orecchie), due pastori tedeschi… e poi barboncini, pinscher nani, border, golden, whippet e alcuni simpaticissimi meticci.

1888617_681968591873806_1539719981_nSì, certo, chi partecipa a seminari e/o chi si iscrive a un corso per educatore cinofilo è sempre una spanna sopra alla media: ma lo stesso vale, ovviamente, per tutta Italia.
Io posso solo dire che essendo il seminario aperto a tutti, Sciuremarie e Sciurmari compresi… a Conversano ho riscontrato un livello di cultura cinofila assolutamente vicino (se non addirittura superiore) a quello che trovo al Nord.

1620681_681959988541333_2067715302_nDomande intelligenti, grande attenzione al benessere del cane, notevole apertura verso metodi educativi/addestrativi (i miei) che, pur non essendo “buonisti”, sono sicuramente rispettosi della dignità del cane: tutti i corsisti hanno provato entusiasticamente ad utilizzare marker vocali, luring ed altre tecniche che sicuramente mal si accordano con l’idea comune di “cinofili del Sud=duri e violenti”.

1898185_681963305207668_824869588_nQuanto alle Sciuremarie (sono loro che si definiscono così, eh!) del Sud, hanno gli stessi identici problemi di quelle del Nord: un po’ di paura che i loro “bambini” si facciano male, un po’ troppa tendenza a prenderli in braccio e così via. Il barbone e il pinscher che vedete nella foto a destra, entrambi maschi adulti, hanno passato due giorni a decidere chi doveva dominare sull’altro a forza di grandi monte reciproche, grandi ringhi, grandi sceneggiate da “sono più figo io – no, io”, con le facce delle rispettive umane (specialmente una!) che viravano dal giallino al rosso porpora, temendo il peggio.

1622125_681963631874302_1822390015_nInvece i cani hanno comunicato egregiamente e, una volta assodato che le “mammine” NON li avrebbero presi in braccio e protetti, hanno trovato il loro equilibrio e sono riusciti perfino ad interagire pacificamente con un terzo maschio adulto, un Parson (quindi non propriamente un cane disposto a fare amicizia in tre secondi).
Insomma, non ho trovato proprio nessuna differenza tra ciò che vedo ogni giorno a Torino e ciò che ho visto tra umani e cani pugliesi: può darsi che “fuori” dall’ambito più strettamente cinofilo ci siano differenze più eclatanti, ma il corso mi è sembrato in tutto e per tutto uguale ai corsi “nordici”.

1653399_681958261874839_1661838296_nAnzi, no: una differenza sostanziale c’è stata. In Puglia si mangia immensamente meglio! Mi sono indegnamente strafogata di cose una più buona dell’altra e perdutamente innamorata di un piatto tipico regionale che si chiama “riso, patate e cozze” e che, non appena riuscirò a farmi mandare la ricetta, credo che cucinerò almeno dodici volte alla settimana (almeno finché il figlio non me lo tirerà in testa), perché è una roba paradisiaca. Ma è buono praticamente tutto, tanto che il problema principale del seminario è stato quello di riuscire a ricominciare a parlare dopo ogni coffee break (che uno pensa: “Vabbe’, pausa caffè”. NO! Pausa colazione con immense scelte di dolci, dolcini, dolcetti uno più buono dell’altro!) e ogni pausa pranzo. Dopo le cene, invece, per fortuna non c’era bisogno di riprendere il controllo, perché sarebbe stato letteralmente impossibile.

1780767_681961191874546_1158601656_nVa bene, va bene, la smetto: tutto ciò non c’entra molto con la cinofilia, lo so… ma vi sfido a passare da Conversano senza poi tessere lodi alla cucina locale.
Tornando ai cani, invece… che altro dire? Che non sono riuscita a terminare il programma (forse un po’  troppo pieno) che avevamo proposto: ma non (vabbe’: non solo) perché si passava più tempo a tavola che sul campo, bensì per la quantità e la qualità delle domande dei corsisti, che si sono dimostrati già decisamente “avanti”, pur essendo, il mio, il seminario di apertura del corso.
Concludendo: non sono felice di essere stata in Puglia solo per le bellissime giornate, i bellissimi luoghi e le strepitose mangiate, ma anche (anzi, soprattutto) per l’ottima qualità cinofila che ho incontrato.
Non posso quindi che ringraziare di cuore Antonella (veterinaria), Salvatore (pasticcere di professione, con una passione veramente eccezionale per la cinofilia, che l’ha portato a partecipare più volte ai mondiali e a vincerne pure uno) e tutti i ragazzi che spero di incontrare nuovamente a maggio, quando si terrà la “seconda puntata” del mio seminario. E grazie anche a tutti i cani che si sono dimostrati collaborativi, amichevoli e simpaticissimi… e che non si fanno mai problemi su chi sia più “terrone” e chi meno.
Imparassimo da loro pure un po’ di rispetto per gli altri.

Dimostrazione di come si possa usare un guinzaglio da retriever (ergo, collare a strangolo) insieme al linguaggio del corpo, con il "nonnetto" del corso: Arturo, quasi 14 anni e ancora tantissima voglia di collaborare.
Dimostrazione di come si possa usare un guinzaglio da retriever (ergo, collare a strangolo) insieme al linguaggio del corpo, con il “nonnetto” del corso: Arturo, quasi 14 anni e ancora tantissima voglia di collaborare.
Un po' di luring per insegnare la memoria muscolare
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Whippetteria
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Lilith: bull terrier casinara ma adorabile amica di tutti, cani e umani
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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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