150459_10200899934961744_1868334883_ndi DAVIDE CARDIA –  Queste poche righe non hanno la pretesa di dare indicazioni “monolitiche”. Tantomeno sono una critica verso chi lavora diversamente. Semplicemente vogliono essere un momento di condivisione: a Debù infatti siamo convinti che la crescita implichi un rapporto dialettico, di confronto. Speriamo quindi che quanto segue sia utile a chi legge, ma aspettiamo anche indicazioni dai lettori, così da migliorare il più possibile il nostro lavoro.
Parleremo, come si evince dal titolo, di addestramento e premi.
La maggior parte delle cose che chiediamo al cane sono, per lui,  o neutre (e poco comprensibili):
•    Umano: mettiti seduto che c’è il semaforo rosso!
•    Cane: ?!?!?!
… o insensate/innaturali:
•    Umano: Terra e Resta che sta passando un gatto
•    Cane: ma sei fuori?! C’è un gatto! Presto, prendiamolo!

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246429_10200899919561359_406640930_nSiamo quindi noi a dover fare in modo che quanto chiediamo acquisti significato agli occhi del cane e questo possiamo farlo, mostrandogli che, obbedendo, i vantaggi saranno maggiori.
Il premio darà significato al loro sforzo.
Anche il dolore e la punizione sono una forma di apprendimento, ma riteniamo che far male al cane per insegnargli degli esercizi di addestramento sia eticamente sbagliato e, proprio dal punto di vista addestrativo, meno efficace.
Inoltre, a Debù, non correggiamo mai un comportamento naturale del cane: non puniamo un cane perché insegue un ciclista o un bambino, perché vuole attaccare un altro cane o perché abbaia. Insegniamo invece l’obbedienza (tramite i vantaggi che da essa gli derivano) e, se il caso, correggiamo il cane che non obbedisce.
Vogliamo che il cane capisca che lo sto sgridando perché non sta fermo dopo che gli ho detto “Resta” e non che associ la punizione ad un suo impulso, col rischio di creare comportamenti superstiziosi.

DSC_0114Generalmente si intendono tre tipologie di premi:
1.    Premio alimentare
2.    Gioco
3.    Gratificazione Sociale
In fase addestrativa, quando il cane sta imparando un nuovo esercizio, la gratificazione sociale non credo dia abbastanza motivazione.
Ci restano quindi il premio alimentare e il gioco.
In realtà quello che cerchiamo di fare nel nostro Club è di trasformare il premio da oggetto ad evento interattivo tra umano e cane: non siamo dei dispenser di cibo o di palline, bensì cibo e palline vengono dati stimolando la caccia, l’inseguimento, la voglia di afferrare.
Il premio non è l’oggetto che diamo al cane, ma un’attività che facciamo con lui.

dav_capBocconcino vs Salamotto/Pallina
Nella prima fase del lavoro utilizziamo moltissimo i bocconcini (o meglio, creiamo il premio – l’evento interattivo – usando il cibo).
Contemporaneamente creiamo lo stesso evento interattivo usando il salamotto o la pallina con la corda, per insegnare quello che secondo noi è un gioco altamente educativo ed interattivo nella sua essenza: il Tira e Molla.
Prima ancora di applicare il premio, lo facciamo conoscere.  Il cane impara il premio, comprende questo evento interattivo e lo desidera.
La differenza tra l’evento creato col cibo e quello creato con un oggetto da mordere, solitamente, sta nel fatto che il secondo, almeno nei cani da lavoro, alza l’arousal, rendendo il cane molto più eccitato.
Per questo motivo (e anche per il fatto che prima di poter utilizzare il tira e molla il cane deve aver imparato a riportare e a lasciare), nella primissima fase del lavoro, preferiamo il bocconcino.
Infatti il premio alimentare:
•    È desiderato dalla maggior parte dei cani
•    Permette  tante ripetizioni senza che il cane si stanchi
•    Con l’arousal sotto controllo, la precisione è maggiore
•   Con il cibo possiamo controllare il muso del cane e di conseguenza il suo corpo, preparando quella memoria muscolare necessaria per diversi esercizi

Quando il cane ha imparato la precisione, utilizziamo il tira e molla per aumentare la velocità di esecuzione.

733776_10200899949762114_1762027732_nFasi di utilizzo del Premio
1. Costruiamo la promessa: prima di utilizzare il premio per un comportamento richiesto (seduto, terra ecc.) glielo facciamo conoscere. Il cane impara subito in che cosa consiste l’evento interattivo, l’attività che facciamo insieme;
2. Utilizziamo il bocconcino per insegnare al cane a fare meccanicamente delle cose.
Se il muso del cane va verso l’alto, perché attirato dal bocconcino, il suo sedere andrà verso il basso. Se il cane è seduto e portiamo il muso verso il suo petto, il sedere si alzerà ecc.
Tutto questo è “meccanica” e possiamo insegnarla senza manipolare il cane o costringerlo. La parte meccanica è momentanea e va rimossa non appena possibile, per passare al comando esclusivamente verbale;
3. Manteniamo la promessa: diamo i comandi al cane che li esegue non perché in presenza del premio ma perché speranzoso della sua apparizione.

dogoneQuantità del premio:
Come regola generale, premiamo il cane, in fase di apprendimento, con premi continuativi: tutte le volte che fa la cosa giusta. Quando il cane ha imparato l’esercizio, i premi diventano variabili e casuali.
Non sono d’accordo con chi premia poco un “seduto” fatto lentamente, premiando invece molto un “seduto” fatto in velocità. È mia opinione che il cane non riesca a isolare la differenza tra “veloce” e “lento” nell’esercizio.
Quello che facciamo, piuttosto, è far conoscere il premio in anticipo, così che il cane lavori velocemente e con entusiasmo per ottenerlo. Quindi, se un cane risponde al “seduto” lentamente, io comunque lo premio moltissimo. Il “seduto” successivo sarà fatto alla velocità della luce.

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38 Commenti

  1. Mi piace questo articolo. Sono una neofita e da poco più di un anno ho un cane meticcio ( dal canile), 14enne. Non ho mai pensato al suo addestramento, seppur l abbia educato alla convivenza , ai percorsi cittadini, alle persone; ma proprio con queste ultime è imprevedibile (morde, quando un attimo prima si è fatto accarezzare beatamente).. È un pó malaticcio (cuore) e non sempre è un piena forma… La mia domanda è: c è un limite di età per addestrare un cane? Sarebbe utile?

  2. Io ho una meticcia di dalmata di quasi un anno e mezzo e quando vede un gatto parte come un razzo al suo inseguimento e non servono ne i bocconcini, ne i giochi, ne i miei richiami a fermarla.. secondo lei cosa sbaglio?

  3. non e’ la teoria che mi e’ostica, e’ l’ “evento interattivo” che mi distrugge. si resta sempre fuori tempo, e, cosa grave, ci si inciampa volentieri. l’ altro giorno sono caduta sul cane che ha fatto platz sulla mia panza leccandomi le orecchie.

  4. Ottimo articolo, spero arrivi in seguito anche la seconda parte, ovvero “cosa fare quando il cane conosce al 100% un comando ma non esegue”. Esempio classico: cane che esegue il “resta” perfettamente, ma che in presenza di distrazione maggiore – cibo trovato per terra, altro cane… – se ne impippa allegramente…

    • ciao Andrea, in quel caso correggo il cane. Durante l’addestramento però prepariamo il cane anche alla correzione, così che non debba essere cruenta, ma soprattutto che sia comprensibile. Spero di scrivere presto la “seconda parte”.

      • Ciao Davide, che la correzione non debba essere cruenta è, per me, pacifico. Ma definirla in positivo (ovvero non “ciò che NON deve essere”, ma “ciò che DEVE essere”) mi risulta più difficile, nel concreto. Esempio: il cane, libero a qualche metro da te, prende qualcosa da terra e inizia a sgranocchiare. Gli urli immediatamente “LASCIA!”… niente, allora provi con un “RESTA!” dicendoti “ok vado io e gli levo la cosa di bocca”… ti avvicini e il cane parte col bottino in bocca (perché non è mica stupido, sa perfettamente che stai andando per toglierglielo)… Alla fine, prima o poi, arrivi da lui, che nel frattempo si è ingollato tutto. Ok, è il momento della correzione, che non deve essere cruenta e deve essere comprensibile dal cane… ovvero?
        So che le variabili in gioco sono millemila e non si può rispondere al volo, però ecco, queste sono le situazioni concrete in cui si imbattono persone che, come me, pensano di aver fatto “più o meno giusto” col proprio cane: fatti corsi socializzazione, fatti corsi obbedienza, cane vive in casa e non è mai solo, tutti i giorni almeno 1,5 ore di sgambata libera nel bosco, coccole sì ma nel rispetto di un minimo di gerarchia (non mi disturbi quando mangio, non sali sul letto), tutti i comandi-base perfetti tranne nei casi di cui all’esempio precedente. Ecco, quando succedono cose come quella descritta sopra ti cascano le braccia, e soprattutto – oltre a chiederti dove hai sbagliato – emerge il problema della famosa “correzione”: che je faccio mò a sto screanzato??? 🙂

  5. La chiave dell addestramento e’ motivare abbastanza il cane in modo voglia svolgere il lavoro, il lavoro svolto gli dara’ gratificazione sotto forma di premio e divertimento e complicita’ con il suo conduttore. Una corretta motivazione rende la lezione significativa e il cane apprendera’ meglio. … Sono stati fatti studi che hanno dimostrato che il rilascio di ormoni durante il consumo di cibo aumenta la capacita’ mnemonica dell esercizio appena compiuto….. Se si usa come premio il cobo, va’ usato propriamente, sicuramente non come un ricatto, ma un premio per un lavoro ben fatto. Il premio in cibo non e’ il pasto del cane o il suo abituale cibo. E’ qualcosa che il cane mangera’ solo durante il training. A lezione imparata il cibo comincera’ ad essere rimosso…. Da Ready di Susan Bulanda… con mia traduzione da perfetta sciura che non rende molto. Il libro mi e’ arrivato ieri e l’ ho appena iniziato a leggere, scusate ma non ho resistito, questo interessante articolo pareva caduto a fagiuolo, soprattuto interessante l uso di diversi metodi per premiare. nel libro dicono anche di non ‘affamare’ il cane (se si usa il cibo come premio) prima del training, cosa che nel campo in cui andavo raccomandavano, concordate?

    • Sì e no. Il cane non va sicuramente “affamato”, ma non deve mangiare per qualche ora prima dell’addestramento: non solo per rendere più appetibile il premio il cibo, ma anche perché, quando l’addestramento richiede un forte esercizio fisico, avere il cane non troppo appesantito di stomaco è una precauzione contro la dilatazione/torsione.

  6. “…il rischio di creare comportamenti superstiziosi.”
    Cioè? E perché è un rischio? Se il mio cane invece che cercare di aggredire altri cani in quello che entrambi considerano il loro territorio, pensasse che questo “porta male”, a me non dispiacerebbe poi molto.

    Io poi alle volte ho l’impressione che mangi il bocconcino perché completa il rito, non perché gli importi poi molto: se glieli do “gratis” (per distrarlo da qualcosa, per esempio) li lascia lì o li sputa.

    Ultima cosa: io trovo difficile usare il gioco come premio, perché interrompe la concentrazione. Il bocconcino è un attimo e poi continui, il gioco non può essere un attimo. Magari può essere usato alla fine di un esercizio lungo o di una sessione, ma per insegnargli le cose puntualmente mi viene male…
    È che io gli insegno un sacco di stupidaggini abbastanza inutili (passare sotto le gambe, girarci attorno, etc) semplicemente perché si diverte lui ,mi diverto io ed è un’attività che si può fare in casa quando la passeggiata non è stata soddisfacente (per la pioggia per esempio)

    • Ahahahahah!!! Bellissimo il cane che pensa che rincorrere i caprioli “porti male”! No, non si intende questo con “comportamento superstizioso”: in cinofilia si intende il ragionamento del cane che ha frainteso una risposta dell’ambiente al suo comportamento (è il caso del classico comando “bruciato” per errore del conduttore o anche per circostanze casuali).

      • Esiste gia’ qualche articolo su questo argomento (“comportamento superstizioso”), altrimenti perche’ non lo scrivete?
        Ritengo anche molto interessante il concetto, e mi piacerebbe approfondirlo, “non puniamo un cane perché insegue un ciclista o un bambino, perché vuole attaccare un altro cane o perché abbaia. Insegniamo invece l’obbedienza (tramite i vantaggi che da essa gli derivano) e, se il caso, correggiamo il cane che non obbedisce.”

  7. Il mio problema è che non riesco a passare dalla parte “meccanica” a quella solo vocale… per esempio se gli do il resta senza stendere il braccio con il palmo verso di lui col cavolo che si ferma! Mentre sono abbastanza sicura che se facessi il gesto dicendo una parola a casaccio (“pomodoro!”) resterebbe fermo. Ho sbagliato tutto? Come faccio il passaggio?
    Premetto che è con noi solo da settembre scorso (quindi sono pochi mesi che ci dedichiamo ai comandi) ed ha circa due anni.

    • noi facciamo così:
      1)solo gesto, lento, in modo che il cane capisca.
      2)comando e subito dopo gesto, questa volta più veloce (il can esente il comando – che non capisce- ma è aiutato subito dopo dal gesto che già conosce. Il gesto però è più veloce così che sia più semplice eliminarlo)
      3)solo comando

    • è un premio perché interagisci direttamente con il cane. sei tu che fai succedere qualcosa e il salamotto/pallina è solo uno strumento. insegniamo al cane che quello è il mezzo per fare qualcosa con noi. per il cane diventa più interessante portarcelo per giocare piuttosto che tenerlo e andarsene via.

  8. Il tira e molla serve per insegnare al cane a mollare la presa a comando ti faccio un esempio banale il cane prende una scarpa e al tuo comando la molla,proprio come la corda e allora va premiato!

  9. Ritengo gli articoli del Sig. Cardia i più “alti” di questo sito.
    Anche se questo è dedicato principalmente ai neofiti, tra le righe è ricco di spunti decisamente interessanti.

    Mi piacerebbe molto conoscere, per quanto cambi da soggetto a soggetto, le punizioni da lei applicate in particolare con cani molto molto spinti.

    • grazie. lusingato, ma non credo che sia così 🙂
      non appena possibile, scriverò qualcosa sulle punizioni, o meglio, su quello che facciamo noi

  10. Posso fare una domanda? Magari è stupida, ma mi sfugge una parte, credo..
    E’ relativa all’ultimissima parte dell’articolo. Quella in cui si utilizza come esempio il premio dato al cane, nel caso faccia seduto velocemente o lentamente.

    Intendo..Ho capito che il premio, man mano che il cane impara il comando, viene dato sempre più saltuariamente fin quando il cane non impara ad eseguire l’ordine anche senza bocconi ecc..(Poi non so quanto sia vero. Io ho sentito dire che il cane andrebbe premiato sempre e comunque ogni volta che ubbidisce. Io personalmente premio sempre il mio cane quando risponde al vieni.)

    Ma in un caso del genere, cioè facendo sapere al cane che uno ha effettivamente i bocconcini con sè, non si rischia poi di avere il cane che si siede non perchè voglia effettiavamente collaborare con me, ma perchè sa che poi riceverà il cibo?
    Cioè: Se non vede o sente che hai i bocconcini, se ne sbatte del tuo ordine, che tanto non hai nulla da mangiare?

    • beh… ma anche un “bravo” sorridente o una carezza sono un premio…
      Mica si può vivere con le tasche perennemente piene di wurstel (o di pesce secco, nel mio caso).
      E poi, anche in assenza di premio alimentare, magari il cane ti ubbidisce solo perché non ha niente di meglio da fare… se si profila qualcosa di più interessante (stile “adesso vado a dirgliene quattro a quel cane lì, sporco boxer che non è altro”) la voglia di collaborare potrebbe dileguarsi.

      Insomma: è complicato…

      • Eh, il pesce secco sarebbe un’arma potenzialmente mortale per me..(allergia)..Quindi non l’ho mai provato. XD
        No, io di solito -non sempre- mi porto dietro un sacchettino con dei biscotti per cani. (Che regolarmente vanno a finire in bocca agli “amici” del mio cane che li fiutano in tasca.)
        Anche io quando non sono biscotto-munita mi limito ad un “bravo” o a fare tutto un teatrino di feste, ma io leggevo proprio la parte finale dell’articolo che dice:

        “Quello che facciamo, piuttosto, è far conoscere il premio in anticipo, così che il cane lavori velocemente e con entusiasmo per ottenerlo. Quindi, se un cane risponde al “seduto” lentamente, io comunque lo premio moltissimo”

        E’ vero che non parla necessariamente di cibo -lo dò per scontato io, principalmente perchè il mio cane dei giocattoli se ne strafrega. XD- ma comunque quel che dico io è:
        Così facendo, cioè mostrando al cane il biscotto/pallina/wurstel/quel che è in anticipo, il cane poi non va a finire che esegue il comando datogli SOLO perhè sa che così otterrà il premio? E di collaborare con me non gliene importa molto?
        E’ solo un dubbio mio da neofita. Tutto qui. XD

        Poi ovviamente se c’è un odore buonissimo, una cagna in estro, un cane da annusare, chiaro che anche il mio se ne frega dei miei comandi e di collaborare con me. Ti guarda pure con quella faccia tipo: “COSA? Ho da fare io..Mica come te.”. XD

  11. Domanda…………forse mi sono persa qualcosa………………il mio pelosetto è con me da ottobre dell’anno scorso, già sa parecchi comandi ed è “bravino” 🙂 ma alla mattina quando scendo le scale, lui mi viene incontro con in bocca una mia pantofola che lascio sempre la sera precedente davanti alla porta, gli dico , lascia …..ma lui non lascia perché vede che in mano non ho nulla ( è moooolto furbo), sono in pigiama e non ho premi appresso!!!!………anche se gli dico mielosamente ….daiiiiiiii sei bellllo………………….braaaaaavo……….non lascia la “preda” fino a che non do il PREMIO/CIBO…….e non c’è verso…….sbaglio in qualcosa allora 🙁

  12. Non serve solo per il “lascia”. Serve anche perchè è un gioco che i cani fanno naturalmente tra loro se ne hanno la possibilità, anche con un rametto fin da cuccioli; hanno bisogno di mordere, questo permette loro di farlo (magari evita usino il divano). Tutto va preso con le pinze, dipende dai cani e dalle razze. Ovviamente va fatto con senno per non disintegrare le vertebre o i denti al cane, si, ma come tutte le cose 😉

  13. Il mio pelosetto è uno shiutzu, di 2 anni, la pantofola non la usa come giocattolo, anzi, la tiene solo in bocca, e come vede che prendo un “dolcetto” la molla, a volte se la porta sul divano e la usa come cuscino , perché l’ho sorpreso a dormirci sopra beatamente :-)…..lui ha una taverna di 220mq a disposizione con vari suoi posti letto/cucce ( divani-poltrone- cuscinoni- trapunte sparse di qua e di la..) ed è molto bravo perché rimane parecchie ore da solo, senza distruggere nulla……….anzi…….ha i suoi giochini……e quando torno alla sera ,
    è più felice che mai….per nulla stressato per essere rimasto solo……….poi comincia la nostra corsa serale e chi più ne ha , più ne metta…….un divertimento reciproco, che io dopo premio!!

  14. Specialmente nelle fasi iniziali dell’addestramento, o per esercizi in “shaping”, si richiede che il cane mantenga la concentrazione (tanto che in genere si suggerisce l’utilizzo di bocconcini che il cane non debba “perdere tempo” a masticare). Come e’ possibile usare il gioco come premio in questi casi? non sarebbe in effetti da riservare soltanto al momento finale della sessione per “liberare” il cane o comunque gratificarlo del lavoro svolto insieme? Inoltre, puo’ bastare in questi casi una carezza per premiare sufficientemente il cane, dopo il marker? o e’ comunque da preferire il bocconcino (soprattutto per evitare che il cane si concentri piu’ sull’attesa del bocconcino che sull’esercizio)?

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Nato a Moncalieri(TO) il 23/10/69, ha frequentato il liceo classico e poi filosofia a Torino. Una decina di anni fa ha cominciato a seguire Moguez per imparare il mondioring. Ha passato alcuni anni a cercare di recuperare cani problematici (morsicatori soprattutto) presso il canile di Piossasco (TO), che ancora aiuta in caso di necessità. Fa parte del direttivo della Onlus Canisciolti (www.icanisciolti.com) che segue i cani del canile di Avola. E' addestratore ENCI e Tecnico preparatore per il C4Z (cittadino a 4 zampe). Nel 2011, con due colleghi, ha aperto il Gruppo Cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) dove si occupa di educazione, addestramento, sport . Ha partecipato ad alcune puntate della trasmissione radiofonica Uno all’Una su Prima Radio e alla trasmissione televisiva Aria Pulita di Telecity7Gold.