giovedì , 23 novembre 2017
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Il megaesofago…. for dummies

megaesofagodi DANIELA ARTIOLI – L’esofago è, in parole semplici, un “tubo” che porta il cibo dalla bocca allo stomaco: ma è innervato, non è un “tubo passivo”. Ovvero, tramite movimenti peristalsici spinge il cibo verso lo stomaco. A volte questo “tubo” non funziona, e quindi si parla di megaesofago.
Lo 0,3% dei cani, e purtroppo il 3% dei pastori tedeschi ne sono affetti (e sì, proprio dieci volte di più nei pastori tedeschi… fra cui troviamo anche i pastori svizzeri bianchi, ovviamente).
Il megaesofago può essere di due tipi: il caso più diffuso (70% dei casi) è quello “idiopatico”, che in medicina significa “non so perchè succeda”.
In questo caso, semplicemente, l’esofago “non funziona” e quindi, non avendo la motilità corretta, non spinge il cibo nello stomaco. Il risultato è che il cibo vi permane, si accumula e fermenta, dilatandolo: ecco perché si parla di “mega-esofago” , ovvero di esofago ingrossato.
Il rischio maggiore in questo caso è la morte per polmonite ab ingestis, ovvero, a furia di rigurgitare può capitare che una parte del cibo sia aspirato e finisca nei pomoni.
La gestione di questo tipo di megaesofago può essere da semplice (nei casi meno gravi), fino a ingestibile, con soggetti che necessitano di un sondino gastrico perché non riescono ad alimentarsi.

Megaesofago2Se la cosa non è grave non ha senso operare il cane, anche perchè le vecchie tecniche, simili a quelle usate in umana, non erano molto efficenti: infatti in umana le cose funzionano in modo differente, anche per via del fatto che noi mangiamo in posizione verticale, non orizzontale, e il cibo è comunque avvantaggiato nella discesa verso lo stomaco. Tra le tecniche più recenti, la CEA (cardioplastica esofago-diaframmatica) sembra la più promettente: purtroppo però è davvero molto recente e quindi non si ha molta documentazione sulla riuscita a lungo termine. Per questo non tutti i chirurghi ancora la adottano.
Se il problema è lieve e il danno è limitato, ovvero se ce ne siamo accorti per tempo e abbiamo cominciato a gestire i pasti in modo corretto, il cane può fare una vita normalissima con il solo accorgimento di mangiare non a terra e neanche con la ciotola altezza muso, ma con la ciotola sollevata di modo che il cane sia inclinato durante l’assunzione del cibo. Esiste anche uno speciale attrezzo, chiamato “sedia di Bailey”, che permette di far mangiare il cane in posizione eretta e di tenerlo eretto anche per qualche minuto dopo il pasto, agevolando così il transito del cibo nello stomaco.

Ogni soggetto è caso a sé: bisogna trovare la formula migliore di gestione, ma poi può vivere normalmente come un altro cane.
Se la cosa fosse grave, allora si può operarlo della suddetta CEA, una operazione, in parole povere, in cui l’esofago viene ancorato con punti non riassorbibili al diaframma, di modo che ogni volta che il cane respira l’esofago passivamente si apre e chiude spingendo il cibo nello stomaco. Cliccando qui troverete un articolo scientifico che ne parla in modo più approfondito.
La CEA non va fatta su soggetti troppo giovani.
Se invece siamo nel caso di pervietà dell’arco aortico, ovvero l’altro motivo, non “idiopatico” ma cardiaco, per cui si può avere il megaesofago, allora si è costretti ad operare il cane. Per approfondimenti sulle tecniche operatorie potete cliccare qui.
Anche in questo caso, vediamo in parole povere di che si parla. Quando il cucciolo è nella pancia della mamma è immerso nel liquido amniotico, non respira e quindi i polmoni sono collassati. C’è un “tubicino” in più che fa bypassare i polmoni dal sangue. Quando il cucciolo nasce e comincia a respirare, questo tubicino si atrofizza diventando un legamento, che poi si spezza. Se però questo non avviene, o nel caso in cui tale tubicino abbia un percorso errato, avremo una strozzatura nell’esofago all’altezza del cuore (per via del percorso che compie l’esofago e del fatto che tale tratto arterioso-bypass lo avvolge):  quindi si formerà un imbuto. Il cibo non passa e a monte l’esofago si dilata: ma soprattutto, se il dotto resta attivo, si ha un reflusso dannoso di sangue con conseguenti problemi cardiaci. In questi casi il cane, nella maggior parte dei casi, non arriva all’anno di vita se non lo si opera: e l’intervento, come è facilmente intuibile, deve essere il più precoce possibile.
E’ una operazione delicata, ovviamente, perché le vene sono piccole e fragili e si lavora vicino al cuore: ma il cane, se tutto va bene, può tornare ad essere un cane normale in tutti i sensi, sia come situazione cardiaca che come situazione alimentare. Condizione fondamentale (da cui l’urgenza) è che l’esofago non abbia subito troppi danni dilatandosi, con conseguenti danni cardiaci.

Megaesofago3Ma veniamo a come e quando ci si accorge del problema… perchè qui sta il bello, visto che mi sono giunte voci che io avrei “cani col megaesofago che si ammalano a 3-4 mesi poi muoiono”!
Normalmente un buon veterinario, mentre fa il primo vaccino e mette il chip al cucciolo, fa una visita generale, controlla i testicoli ai maschi, guarda le orecchie,  insomma esegue un check up completo in cui ascolta anche il cuore. E le anomalie, nel caso di permanenza dell’arco aortico, sono già udibili.
Se questo non bastasse potete fare un ecocardio: da lì si capisce di certo se il cuore è a posto o se qualcosa non va, e un buon cardioecografista capisce se c’è la famosa deviazione.
Inoltre, per capire se l’esofago funziona, è possibile fare un “pasto opaco”, ovvero dare un composto appetibile al bario al cane e fare una o più lastre toraciche durante la discesa del pasto per vedere la situazione dell’esofago e capire se funziona bene o se è dilatato. Addirittura si potrebbe vedere la strozzatura a livello del cuore, nel caso si parli di permanenza dell’arco aortico.
Chiaramente, se si notano problemi, ci sono esami più approfonditi da fare: ma i più immediati (e più utilizzati) sono questi: ecocardio e pasto opaco.
Comunque sia, un cucciolo affetto da megaesofago comincia a star male ben prima che il nuovo proprietario lo porti a casa, per cui l’allevatore non può non accorgersene. Il cucciolo rigurgita spesso, a volte sta male, cresce meno dei fratelli… e nei casi più gravi muore già in allevamento.
Chiaro se l’allevatore è disonesto non dirà nulla e ve lo venderà lo stesso. Se poi l’allevamento è in realtà un “canificio”, e chi lo gestisce ha i cani sempre in box/gabbia e ha pochi contatti con loro, magari non lo noterà: ma sarebbe decisamente meglio non prendere cuccioli da persone che hanno queste politiche di allevamento!
I casi più gravi si notano già quando i cuccioli poppano, nei primi 15 gg di vita, perchè al cucciolo affetto esce latte dal naso: se sono gravi già non sopravvivono, ma di sicuro, quando cominciano a mangiare da soli cibo solido, cominciano a rigurgutare.
In genere questo avviene attorno ai 40-45 giorni, quindi a due mesi l’allevatore lo sa se uno dei suoi cuccioli ha questo problema.

megaesofago5Ma come si fa a capire se è vomito o rigurgito?
Be’, la differenza è sostanziale: ed è giusto saperlo dato che il cane (mangiatore di carogne) e il cucciolo (mangiatore di qualsiasi cosa attiri la sua attenzione), spesso ingurgitano porcherie. Se queste non passano nell’intestino, o non si digeriscono, il cane  le vomita. I cani vomitano molto più spesso di noi, e senza troppo fastidio: la differenza è che, quando il cane vomita, prima si china in avanti con la testa quasi a terra e poi fa degli sforzi inequivocabili, con un rumore sordo che viene dal ventre. A volte sbava anche, e alla fine butta fuori quel che ha recuperato dallo stomaco.
Il cucciolo con megaesofago rigurgita direttamente, senza alcun preavviso: magari sta camminando o giocando, o lo prendete in braccio, e lui “blup” butta fuori un mucchietto di cibo senza tutto il teatrino appena descritto per il vomito e senza il minimo scompiglio.
Quindi se il vostro cucciolo vomita, potete capire se è vomito o rigurgito (indice in quest’ultimo caso che nell’esofago potrebbe esserci qualcosa che non va) ma soprattutto, non capita certo a 3-4 mesi per la prima volta, ma ben prima. Bisogna essere davvero distratti per non vederlo prima, e non lo sarà certo solo l’allevatore.
Ora, in considerazione del fatto che nel pastore tedesco l’incidenza è del 3%, un cucciolo ogni 33 insomma, mi viene da sorridere pensando alla fastidiosa pratica di chi accusa gli altri di avere cani “col megaesofago”, specie se ha prodotto svariate cucciolate di pastori tedeschi/svizzeri o affini: perchè pure chi alleva altre razze quasi sicuramente ne ha avuti di casi. Chi alleva da anni prima o poi “se ne cucca uno” c’è poco da fare… io stessa documentandomi ho letto di tante razze in cui si era verificato almeno un caso: doberman, boxer, jack russell, labrador e via discorrendo.
C’è anche l’abitudine di non dirlo quando capita, anche perchè ad essere onesti e a dire le cose come stanno si è additati come untori… ma solo perchè chi addita, se anche ha avuto casi, se lo tiene per sé. Di certo l’omertà non è il modo migliore per scongiurare problemi di salute nei nostri cani.
Tra l’altro non ho ancora sentito veterinari che dicano di fermare i riproduttori da cui è uscito un cucciolo con megaesofago:  al più suggeriscono di evitare di rifare lo stesso accoppiamento, anche se non è detto che uscirebbe per forza un altro caso. Questo l’ha confermato anche un illustre genetista a cui sta a molto a cuore la salute dei cani.
Del resto, ci sono tante di quelle patologie che non è possibile avere tutto sotto controllo, e comunque alla fine la natura fa un po’ come vuole. Anche se un allevatore decidesse di  dare via i cani e di ricominciare ad allevare con altri, potrebbe capitare benissimo di nuovo… anzi, purtroppo capiterà di nuovo di sicuro, prima o poi.
Di certo è peggio vendere un cane vivace, allegro e che non ha il megaesofago… ma che a 6 mesi si scopre gravemente displasico e ci vogliono 6000 euro di protesi per rimetterlo in piedi; o che diventa cieco, o che si paralizza per la mielopatia… insomma, tutte le patologie di insorgenza più tardiva.
Purtroppo allevare è un compromesso: si devono sempre valutare pro e contro di un accoppiamento e di un riproduttore, perchè la vita non prevede la perfezione e neppure l’esenzione totale da malattie o  tare ereditarie.
Nel caso del megaesofago, fortunatamente per l’acquirente (se l’allevatore è onesto e non vende lo stesso il cucciolo stando zitto, perchè purtroppo succede anche questo… ma non ci vogliono due mesi al cliente per capirlo, bastano due giorni e qualche pasto), il problema se lo deve risolvere lui. Anche questo è allevare, purtroppo: i cuccioli non nascono tutti perfetti. Non capita neanche ai bambini…
Molti veterinari “vecchio stampo” suggeriranno di sopprimere il cucciolo affetto da megaesofago: e molti allevatori lo fanno anche. In effetti “non conviene” tenerlo in vita, economicamente parlando, perchè non può essere venduto a prezzo pieno; ma soprattutto, se si sparge la voce che questo cucciolo è nato nell’allevamento X, quell’allevamento viene immediatamente “bollato”. La concorrenza, che magari ha avuto casi a sua volta ma se ne  è ben guardata dal dirlo, non vede l’ora. Io non sono per l’accanimento terapeutico, ma se è possibile fare qualcosa per curare il cucciolo affetto, e se comunque può fare una vita soddisfacente senza particolari accorgimenti, non vedo perchè non possa avere diritto anche lui di vivere la vita che, in quanto allevatori, abbiamo deciso di dargli.

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