giovedì , 23 novembre 2017
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E basta con questi incroci ad capocchiam!

dingolupodi VALERIA ROSSI –  Sì, lo so, ho già trattato questo argomento in altri articoli (per esempio, questo). Però non posso fare a meno di tornarci sopra, dopo che in una sola giornata mi sono ritrovata a parlare di:
a) cuccioli di dingo x CLC, pubblicizzati in un annuncio su Subito.it (cliccare sul link per credere);
b) pomsky, ovvero l’ennesimo “designer dog” (per chi non lo sapesse, creare teoriche “nuove razze” incrociandone altre due è l’ultima moda americana: gli incroci, che sono ovviamente bastardini DOC, vengono venduti a cifre elevatissime): un’amica me ne chiede notizie su FB, e non posso che rispondere tristemente “lassamo perdere”;
c) incrocio pastore maremmano-abruzzese x border collie, per di più ceduto a un solo mese di vita, ora adulto e ovviamente mordace e difficilmente gestibile: di questo mi parla l’educatore che se ne sta (faticosamente) occupando.

Tutti casi in cui qualche bello spirito, non avendo di meglio da fare e infischiandosene del fatto che esistano già più di trecentocinquanta razze canine riconosciute (ovvero ben selezionate e con caratteristiche ben fissate), vede bene di svegliarsi una mattina e di inventarne una nuova. Oppure, più semplicemente, prende due cani a caso e li fa accoppiare “per vedere l’effetto che fa”, come avrebbe detto la buonanima di Jannacci.
Queste operazioni, detto proprio papale papale, sono assolutamente sciagurate: perché un conto è l’accoppiamento spontaneo tra cani non di razza, nei quali nessuna caratteristica, né fisica né caratteriale, è fortemente fissata e quindi i geni si mescolano un po’ come pare a loro, ma senza che nessuno di essi emerga con particolare prepotenza, e un altro è prendere, per esempio, un cane in cui è molto spiccata la mordacità, come il maremmano-abruzzese (caratteristica volutamente fissata, trattandosi di cani da guardia che devono essere in grado di discutere anche con i lupi) e accoppiarlo con un altro in cui la caratteristica principale è la sensibilità, come il border collie. Il risultato non può che essere un cane che, appena lo sfiori, salta per aria (essendo ipersensibile)… ed essendo anche mordace, appunto, ti morde. Una vera figata, no? In pratica si mettono al mondo – non so se volutamente o per pura ignoranza DOC – cani che nascono già con la spada di Damocle dell’eutanasia sulla testa.
Il tutto, per cosa? A quale scopo? Non è dato di saperlo.
E’ dato, invece, di sapere cosa muove i “creatori” dei cosiddetti design dog:  i soldi, punto e basta.
Gli americani si sono pure fatti il club: DDKC (Designer Dogs Kennel Club) che “riconosce” uno sproposito di ibridi, il cui elenco (comprensivo di molte foto) potete trovare cliccando qui (sempre che abbiate voglia di farvi venire il mal di pancia).
Ma perché tutto ‘sto mal di pancia? Semplice: perché per fissare una razza canina ci vuole tanto lavoro, tanto studio e soprattutto tante generazioni. Accoppiare Pinco x Pallino non produce una “nuova razza”, ma produce una cucciolata meticcia, che come tale dovrebbe essere regalata e non certo fatta strapagare.
Ma fosse solo un problema di soldi, me ne fregherebbe pochino: se c’è gente tanto scema da strapagare un meticcio, è anche giusto che ci sia chi li produce e li vende. E’ la ferrea legge del mercato.
Il problema vero sta nel fatto che accoppiando due razze ben selezionate e ben fissate non si fa soltanto un miscuglio di geni random: quando ad essere state fissate son caratteristiche come aggressività, mordacità, reattività eccetera eccetera, esse sono SEMPRE state accompagnate dall’altrettanto costante fissazione di caratteri che tendono a mitigare gli effetti negativi di queste doti caratteriali. Per esempio, restando al caso del maremmano-abruzzese, la mordacità viene bilanciata da una buona tempra e dalla capacità di riflettere prima di agire. Accoppiando questo cane con un border collie (di scarsa tempra, iper-reattivo e iper-sensibile), si ottiene un mix esplosivo e pericolosissimo.
Ma lo stesso può valere per il “Pomsky” (volpino di Pomerania per Siberian husky), dove lo scopo è quello di creare una sorta di husky delle dimensioni di un peluche. Peccato che entrambe le razze siano attivissime, quasi ipercinteniche… e che il risultato, quindi, possa essere una sorta di versione pelosa di Chucky (la bambola assassina del film): piccolo ma distruttivo. Difficilmente questi saranno cani mordaci verso l’uomo, visto che nessuna delle due razze d’origine lo è: ma non oso pensare a come possano ridurre un tappeto o un divano, se la Sciuramaria di turno – convinta di essersi presa un peluche anche dal punto di vista caratteriale – si dimenticherà di portare uno di questi cani a correre e sfogarsi.
Ah… inutile (spero) aggiungere che non sempre le ciambelle riescono col buco. Per esempio, lo scopo dei “designer” di Pomsky è quello di creare husky bonsai, ma non è che il Pomerania stia lì a pettinare i geni: quindi possono saltare fuori cani in cui effettivamente predomina l’aspetto fisico dell’husky (con le dimensioni di un volpino)… ma può succedere anche il contrario, come si può vedere nella foto sotto:

pomsky_2
Insomma, non si ha alcuna garanzia né sull’aspetto fisico, né sul carattere: ma se l’aspetto fisico può anche essere ininfluente (sempre che non vi importi aver pagato 3 o 5000 dollari per un cane che avreste potuto tranquillamente trovare in qualsiasi canile…), quello psichico è davvero da tenere in grandissima considerazione, specie quando gli incroci ad capocchiam si fanno utilizzando uno o più cani dotati, appunto, di forte reattività e aggressività.
Ovviamente truzzi & tamarri in questo campo ci sguazzano, e gli incroci pit bull x dogo argentino, dogo x mastini vari, pit bull x ambull eccetera si sprecano. Inutile dire che si sprecano anche le persone che finiscono all’ospedale grazie a questi colpi di genio: dopodiché i cani vengono abbattuti o sbattuti in canile (pronti per fare altre vittime).
Della teorica cucciolata dingo x CLC preferisco non parlare proprio: farla davvero sarebbe demenza allo stato puro. Per fortuna, a giudicare dalla foto, la mamma può essere tanto un dingo quanto uno dei millemila randagi del Sud che ho visto, per esempio, ad Avola: e che a forza di incrociarsi in libertà per generazioni sono tornati ad un aspetto davvero molto, ma molto simile a quello di un canide selvatico. Insomma, spero davvero che sia una bella bufalazza, anche se il CLC è un altro cane che andrebbe assolutamente allevato in purezza, visto che il suo equilibrio psichico è già sufficientemente delicato: se metterci sopra un canide selvatico è da galera, anche metterci sopra un cane “normale”, ma non selezionato, è quantomeno da TSO.

trudi_huskySo benissimo che le mie parole non fermeranno mai né i produttori di incroci ad capocchiam, né i Sciurmari e le Sciuremarie che vogliono il “cane strano” (e non si capisce perché vogliano anche strapagarlo, visto che in canile potrebbero trovarne a quintalate: forse per tirarsela… come se ci fosse motivo di tirarsela per aver strapagato un bastardino), né le Sciuremarie che, vedendo la foto del Pomsky, avranno pensato subito “checcarrrinoooooooooooooo!”.
Perché carini, spesso, lo sono, ‘sti “designer dog”. Peccato che siano anche bombe innescate che non si sa mai quando e quanto possano esplodere e fare danni di vario tipo.
La conclusione è sempre la stessa: “carini”, anzi carinissimi, lo sono pure i trudini. E quelli, di danni, non ne fanno: è garantito. D’accordo, forse non scodinzolano e non fanno le feste: d’altro canto non mangiano, non sporcano, non rosicchiano, non perdono neppure il pelo.
Mi pare che i vantaggi superino di gran lunga il fatto di non essere cani veri: d’altronde, se voleste realmente un cane vero, non dovreste neppure essere così pirla da badare soltanto all’aspetto fisico.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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