di VALERIA ROSSI – Ho già dedicato, in passato, un articolo ai comportamenti ossessivi-compulsivi del cane e non intendo tediarvi ripetendo le stesse cose: ma il comportamento del cane che si “fissa” con le ombre merita un piccolo approfondimento.
Perché? Per un motivo molto semplice: viene, troppo spesso, sottovalutato. Addirittura ci si diverte nel vedere il cane rincorrere, come nel video sottostante, l’ombra di una pallina: e non ci si rende conto che questo gioco potrebbe innescare proprio un comportamento ossessivo/compulsivo che poi diventa difficilissimo da sradicare.

Su un forum ho trovato la richiesta di aiuto di una persona il cui cucciolo manifestava questo comportamento, seguito dalla risposta: “Non hai alcun motivo di preoccuparti… è un cucciolo e come tale è incuriosito da qualsiasi cosa: vedrai che in poco tempo si stancherà di questo nuovo gioco e non lo farà più con ossessione”.
Pia illusione.
I cani tendono a fissare i comportamenti che causano gratificazione, e questa “caccia alle ombre”, per loro,  è in tutto e per tutto una caccia: che, come tale, è autogratificante.
Forse ricorderete, perché ne abbiamo già parlato in passato, che la caccia per i canidi selvatici deve essere piacevole “in se stessa”, indipendentemente dal risultato ottenuto: infatti, se la gratificazione arrivasse solo con l’effettiva conquista di una preda, il gioco non varrebbe più la candela.
I canidi riescono realmente a catturare ed uccidere le loro prede in una percentuale troppo bassa di casi: quindi smetterebbero di cacciare (e finirebbero per estinguersi!) se non si divertissero come pazzi a farlo, anche quando “non prendono nulla”.
Per questo Madre Natura, che non vuol mai vedere estinguersi nessuno, ha fatto in modo che la caccia fosse piacevole a prescindere dal risultato: e i nostri cani domestici la pensano ancora nello stesso identico modo.
Purtroppo passare dal divertimento (primo video) al comportamento ossessivo visto nel video che avevo già inserito nell’altro articolo, ma che riporto anche qui sotto, è questione di poco.

Questo è il motivo per cui il cane va immediatamente dissuaso dalla “caccia alle ombre” (o alle luci: il concetto è lo stesso); e ovviamente NON lo si deve stimolare a questo tipo di giochi come fa l’umano nel video e come fanno coloro che fanno giocare i cani con lucine laser e affini.
Qualora il cane manifestasse già un comportamento di questo genere, la cosa migliore da fare (oltre ad aumentare l’esercizio fisico e a farlo lavorare, che è sempre un ottimo rimedio) è mettere subito in atto un controcondizionamento: ovvero, al primo apparire dello stimolo bisogna condizionare il cane a rispondere con un comportamento diverso (che deve essere, ovviamente, altrettanto gratificante: per esempio lo si può far giocare con un salamotto, o chiedergli di eseguire qualche trick divertente e poi premiarlo). Bisogna fare molta attenzione a non sostituire un’ossessione con un’altra (vedi “pallinodipendenza”) e quindi dosare molto accuratamente gli interventi, cosicché il cane dimentichi la sua “fissazione” e torni ad esibire comportamenti normali (e cioè neutri) di fronte allo stimolo che scatenava la reazione compulsiva.
Se non ve la sentite di fare da soli, rivolgetevi con fiducia ad uno specialista: tenendo presente, però, che i disturbi ossessivo/compulsivi si risolvono, nel 99% dei casi, SENZA l’uso di farmaci. Ovviamente servono competenza e pazienza, e sappiamo tutti che la “pilloletta miracolosa” è più comoda del duro lavoro: ma come credo che i miei lettori ormai sappiano benissimo, personalmente sono molto contraria alle “scorciatoie”, specie quando diventano sinonimo di psicofarmaci.
I farmaci si usano per curare le malattie, non i comportamenti viziosi… tanto più quando siamo stati noi stessi ad innescarli e quindi è nostra responsabilità impegnarci nel recupero.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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