domenica , 19 novembre 2017
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Home >> Vita col cane >> I perché cinofili >> I perché cinofili: perché i cani ululano?

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I perché cinofili: perché i cani ululano?

ulula1di VALERIA ROSSI – Rispondo volentieri a questa domanda che mi è arrivata in email, perché ogni volta che penso all’ululato mi tornano in mente i “concerti” dei miei husky, che ululavano per sapere dove fossi io. Quando gli rispondevo ululando a mia volta dalla finestra, il concerto finiva perché erano tutti tranquilli: il “branco”  era tutto presente, sia la parte canina che quella umana.
Lo scopo dell’ululato, infatti, è principalmente questo: un richiamo sociale.
Lo scopo è quello di far sapere ai propri simili dove ci si trova, e di scoprire dove stanno loro: a volte può essere semplicemente un modo per “fare musica tutti insieme”, ovvero un semplice momento di aggregazione.

ulula3I lupi hanno diversi tipi di ululato: oltre a quello “di richiamo” c’è anche quello territoriale, che segnala la presenza di un branco in un determinato areale, invitando gli altri branchi a tenersi alla larga. E’ molto interessante l’esperimento condotto da Shaun Ellis (l’uomo che è vissuto a lungo in un branco di lupi come “membro effettivo” e che, anche se lo scopo era soprattutto televisivo, ne ha tratto informazioni importanti da riportare nella vita reale): contattato da un allevatore il cui bestiame veniva attaccato regolarmente da un branco di lupi, ha risolto il problema in modo del tutto incruento registrando l’ululato territoriale di un altro branco e diffondendolo tramite altoparlanti. I lupi che predavano il bestiame, convinti che quell’areale fosse stato “conquistato” da un altro branco, hanno smesso di avvicinarsi.
Non è certo che i cani utilizzino questo tipo di ululato, ma a giudicare da certi atteggiamenti dei miei husky non me la sento di escluderlo (una volta si sono messi ad ululare tutti insieme in presenza di cani da caccia che girovagavano nei pressi dell’allevamento: siccome i miei cani erano piuttosto restii ad accogliere nuovi elementi, non credo che volessero “invitarli”, ma piuttosto avvisarli che quello era il loro territorio).
C’è poi l’ululato giovanile: i cuccioli di lupo ululano abbastanza “ad capocchiam”, senza apparente motivo. E’ probabile che si stiano solo “esercitando” ad ululare e ad identificare gli ululati altrui.
Infine, c’è un ululato che significa “la zuppa l’è cotta!”: lo emettono i cacciatori quando tornano con una preda, per richiamare gli altri.

ulula2E i cani? I cani sembrano aver perso alcuni dei significati “lupini” dell’ululato: e in realtà ululano mediamente poco, ad eccezione appunto delle razze ancora molto vicine al lupo (cani nordici) o direttamente incrociate col lupo (CLC e altri).
Tutti i cani, però, sono perfettamente in grado di ululare, quando vogliono: e di solito vogliono farlo o quando si sentono soli e tristi (ululato di richiamo sociale nei cani con ansia da separazione, che normalmente fa venire i brividi ai vicini perché è particolarmente tetro e inquietante), o quando sentono qualche frequenza sonora che richiama alla loro mente quelle dell’ululato.
Alcuni suoni sono effettivamente simili a un ululato (per esempio le sirene), mentre in altri casi noi umani ci chiediamo per quale caspita di motivo il cane risponda ululando a suoni che, almeno alle nostre orecchie “non c’azzeccano” proprio (per esempio il suono del telefono o delle campane).

In realtà è solo una questione di frequenze, alcune delle quali non possono essere percepite dall’orecchio umano (ultrasuoni): evidentemente, per loro, questi suoni sono abbastanza vicini all’ululato da indurre il cane a rispondere. Tutti, cani e lupi, sono portati a rispondere quando sentono ululare: rispondono anche agli umani, come avviene nel “wolf howling” solitamente usato dagli scienziati per rilevare la presenza di lupi in zone nelle quali ci sono stati avvistamenti non del tutto certi.
E’ un ululato sociale anche quello che il cane talora emette quando suoniamo o cantiamo: il significato, in questo caso, è proprio quello che noi crediamo di usare scherzosamente: il cane “canta insieme a noi”  (impegnandosi pure con tutta l’anima: e a volte i risultati non sono niente male! A Sanremo ho sentito di peggio).

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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