giovedì , 23 novembre 2017
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La Sciuraigienista e il mito del “cane che sporca”

artupiccdi VALERIA ROSSI – Ho già detto, vero, che gli argomenti spesso mi vengono proposti in coppia o in gruppo? Anche stavolta è andata così. Due messaggi su FB, uno di un educatore che pone la domanda in senso più tecnico e l’altro che racconta un aneddoto, ma stesso tema: la mania dell’igiene e il mito del cane “sporco”, o “che sporca”, o che “porta malattie”.
Cominciamo con l’aneddoto raccontato da Salvatore (le foto che illustrano questo articolo sono tutte del suo Artù, dal giorno del ritrovamento a oggi) :

Ho da poco adottato un cucciolo (un lupoide), l’unico rimasto di una “dinastia” di 5, abbandonata in uno scatolone nella spazzatura…  oggi mi ritrovo un furbetto di 4 mesi e mezzo, a cui ho deciso si dare un nome importante, Artù, proprio come il Re.
Ci facciamo dalle 3 alle 5 passeggiate (di almeno mezz’ora) al giorno…complice anche il fatto che pur vivendo in una grande città come Roma, abbiamo un parco vicino casa.

artu2Capita a volte però, specie nelle ore mattutine, che per non allontanarci troppo finiamo a giocare in una zona destinata ai bimbi (ovviamente mentre loro dormono ancora, oppure sono a scuola)… in alcune occasioni, mentre qualche mamma si accingeva ad entrare, noi con educazione abbiamo tolto il disturbo.
Il parco è sempre aperto, a qualunque ora del giorno e della notte: e quando lo attraversiamo magari all’ora di cena, in quella stessa area si trova qualche “avvinazzato” sbragato sulle panchine… Stamattina, mentre giocavamo li, una signora si avvicina a noi e inizia a chiedere con aria di sfida: “lei trova giusto che il suo cane stia dove devono stare i bambini?”
Non nascondo che in questi due mesi ho aspettato questa domanda ogni giorno: anzi, mi meravigliavo che non fosse ancora arrivata. Così sfodero la mia risposta: “Le assicuro che se passa dopo il tramonto capirà che un cucciolo è la cosa più sana e pulita che entra qui dopo i bimbi”.
Lei ribatte che ovviamente non posso capire perché è evidente che non ho figli (il che è vero, ma non la autorizza a trarre conclusioni), gira i tacchi e se ne va…
Io riprendo il mio cucciolo e ce ne torniamo a casa, non prima di aver fatto, come ogni mattina, sosta al bar dove andiamo a prendere io un caffè e lui un po’ di coccole…

artu3L’educatore, Alessandro, mi parla invece di un articolo sui bisogni sociali del cane, in cui si leggeva la seguente frase: “averlo in casa sarà di certo poco igienico, ma è una gioia costante e impagabile”.
“Sarà di certo poco igienico”?!?
Bel modo per invitare la gente a tenere i cani dentro casa per soddisfare il loro bisogno di socialità, che doveva essere – a quanto ho capito – lo scopo dell’articolo!
Purtroppo sia la Sciuramaria del primo caso che il/la giornalista che ha redatto questo articolo sono vittime di un pregiudizio tanto diffuso quanto stupido, ovvero quello del “cane che sporca”.
Per carità, se la vediamo con gli occhi da Mastrolindo, allora possiamo anche dar loro ragione: io tolgo ogni giorno dai miei pavimenti un quantitativo di peli, polvere, erba, fango eccetera che, se non avessi animali, raccatterei probabilmente in un mese. Però ci sono un paio di cosette da sottolineare: primo, che appunto li tolgo. E che per questo trovo abbastanza offensivo chi, siccome ho un cane e due gatti, sembra pensare che io viva automaticamente in una specie di stalla (in realtà ogni tanto ci vivo pure, ma lo facevo anche quando non avevo animali. E’ che io il complesso della Mastrolinda proprio non ce l’ho).
Secondo: peli, polvere, erba e fango non hanno mai ammazzato nessuno. E neppure fatto ammalare nessuno (esclusi gli allergici, che però si ammalano anche se vanno a fare un picnic in un prato: non è certo colpa degli animali, sono loro ad avere un problema).
Ne abbiamo un po’ fin qui, diciamolo, di essere guardati come esseri immondi e putridi solo perché amiamo i cani… specie se a guardarci così è gente che, magari, non si fa il minimo scrupolo a sputare per terra chewing gum appena masticati (o peggio), o a pisciare sui muri, o a gettare allegramente ovunque i residui delle loro personali depravazioni, droga in testa.
E sarebbero i cani, a “sporcare” e a portare malattie?

artu1Queste persone dovrebbero informarsi un minimo e scoprire che le zoonosi (malattie capaci di passare dal cane all’uomo) si contano sulle dita di una mano, mentre le malattie specie-specifiche (ovvero che passano da umano a umano) riempiono enciclopedie. E allora, perché non ci occupiamo di più degli avvinazzati di cui parla Salvatore, o dei tossicodipendenti, o dei semplici maleducati che spisciazzano ovunque come se fossero nel cesso di casa loro? Questi sono i veri pericoli per la nostra salute e per quella dei nostri figli!
Una volta assodato questo, forse qualche pregiudizio potrà cadere: ma di certo, finché si leggeranno frasi come “di certo poco igienico” perfino in articoli che vorrebbero porre l’accento sul bisogno di socialità del cane, grandi passi avanti non se ne faranno.
Ah, dimenticavo: si informino, cortesemente, giornalisti e Sciureigieniste, sul fatto che la scienza ha ormai riconosciuto ufficialmente la capacità degli animali domestici di aumentare le difese immunitarie di bambini e adulti, oltre a quella di far abbassare la pressione agli ipertesi, di migliorare le capacità di recupero dopo un infarto e ai molti altri aspetti positivi che la presenza di un cane ha sulla salute umana. Il numero di possibili zoonosi, al confronto, fa ridere i polli.
Alla Sciura del primo aneddoto, Salvatore ha dato una risposta corretta e quasi poetica… ma forse bisognerebbe aggiungere “Sì, signora, trovo giustissimo che il mio cane stia in un posto frequentato dai bambini, perché lui può essere di aiuto alla loro salute: lei, invece, se solo avesse un accenno di raffreddore, sarebbe un untore capace di scatenare un’epidemia. Quindi, perché non se ne va?”.
Tanto, con gente così ignorante ed ottusa, la poesia va sprecata.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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