Papillon_Dogdi VALERIA ROSSI – E’ vero, verissimo. C’aveteraggione.
Chiedo venia a tutti coloro che mi accusano più o meno velatamente di parlare molto più di cani da lavoro che non di cani da compagnia… perché  confesso di aver controllato e di essermi resa conto che è proprio così. I “piccoletti” li ho un po’ trascurati ed è giunta l’ora di rimediare.
Comincio a farlo, però, trovandomi un paio di scusanti (no, non “scuse pietose”: scusanti reali): la prima è che sui cani da compagnia si può scrivere meno che su altre razze, perché manca tutta la parte relativa proprio al lavoro, o allo sport… visto che loro fanno tutti lo stesso “mestiere”, che è appunto quello di rendere un po’ meno stupida e inutile la vita di molti umani.
La seconda scusante è il fatto che, facendo l’addestratrice, ho molto più spesso a che fare con cani da lavoro e quindi li conosco decisamente meglio: quindi mi riesce più facile parlarne.

papillon_1Però, una volta espressi questi miei limiti (che sono miei, e non dei cani), vorrei anche fare due precisazioni.
La prima è che il “mestiere” del cane da compagnia non va sottovalutato, anzi va considerato tra i più nobili del mondo, visto che stare costantemente vicini ad un umano è impegnativo,  a volte stressante (pensate solo ai poveri sciagurati tenuti costantemente in braccio, senza mai poter mettere le zampe per terra) e sempre un po’ arido di soddisfazioni realmente “canine” (annusare, tuffarsi nelle pozzanghere, cacciare…).
La seconda precisazione è in realtà un invito alla riflessione, visto che è vero che io addestro prevalentemente cani da lavoro, ma è anche vero che mi occupo spesso di recuperi comportamentali… e guarda caso, in questo settore mi ritrovo tra le mani svariati cani di piccola taglia, ma pochissimi veri e propri “cani da compagnia”,  ovvero razze selezionate per questo scopo. Forse un motivo ci sarà!
Dopo questa lunga premessa, veniamo finalmente a parlare dell’Epagneul nano continentale… perché questo è il vero nome della razza, a sua volta divisa in due varietà: quella ad orecchie erette, detta “Papillon”, e quella a orecchie pendenti, chiamata “Phalene”.
L’Epagneul nano è chiamato anche, in inglese, “butterfly dog”: insomma, sempre di farfalle si parla, visto che “papillon” significa “farfalla” in francese, e che anche la falena è un tipo di farfalla notturna.

ORIGINI E STORIA

venere_tizianoL’Epagneul nano è sicuramente un cane dalle origini antiche: “spaniel” significa “cane di origine spagnola” ed è molto probabile che in realtà la razza sia nata proprio in Spagna, anche se la paternità è stata assegnata a Francia e Belgio.
Siamo certi che fin dal XIII secolo questi cani fossero ben conosciuti in Italia, visto che sono ritratti in una marea di dipinti  che arrivano fino al Rinascimento.
Lo dipinse Giotto nella basilica di Assisi, lo dipinse spessissimo Tiziano (tanto che la razza viene ancora oggi indicata come “Titian spaniel”) e lo dipinse forse ancora più spesso il Veronese (Paolo Caliari).
Proprio durante il Rinascimento la razza diventò diffusissima tra nobili e regnanti: il più noto tra gli estimatori fu sicuramente Luigi XIV, anche se la notizia più curiosa riguarda Maria Antoinetta, della quale si racconta che portasse con sé il suo piccolo spaniel fino alla ghigliottina. Avete forse l’impressione di aver già sentito questa storia? Ebbene, avete ragione: la stessa identica leggenda riguarda Maria Stuarda, ma stavolta col Cavalier King Charles spaniel come protagonista. Sempre del Cavalier si dice che due cani avessero deciso di mettere le proprie teste sul cappo quando venne tagliata la testa di Carlo I, e che le tre teste fossero cadute insieme. Non resta che sperare che si tratti davvero soltanto di leggende: altrimenti farebbero pensare tutti questi potenti che, amando e adorando i propri cagnolini, poi avrebbero pensato bene di portarseli dietro quando andavano al patibolo!

veroneseSta di fatto che tutti i cani raffigurati nelle opere rinascimentali sembrano essere dei Phalene, con orecchie pendenti: fu solo nell’Ottocento che il Papillon conquistò le simpatie del grande pubblico con le sue orecchie “svolazzanti”: simpatie che, nel corso degli anni, si sono però “spostate” verso altre razze (alcune da compagnia, altre sicuramente meno, come per esempio i terrier).
E dire che il piccolo epagneul, dai tempi di Tiziano, è cambiato solo in meglio: oggi è un cagnolino più elegante e più “peloso” di quelli rinascimentali (ma a cui basta comunque una spazzolata, senza bisogno di toelettature  complicate); c’è una maggiore varietà di colori e anche la testa è diventata più caratteristica.
Eppure l’ultima statistica disponibile dell’ENCI (2012) ci parla di soli 54 soggetti iscritti in un anno (tanto per fare un paragone con un altro spaniel, i Cavalier  sono stati 1320): davvero troppo pochi per una razza che meriterebbe di tornare alla popolarità di un tempo… anche se c’è da dire che l’essere “cane di nicchia” lo protegge, fortunatamente, dai rischi del “cagnaresimo”, perché i cani meno richiesti e diffusi non attirano commercianti e allevatori improvvisati.
Personalmente, però, non posso non chiedermi perché ci siano 5618 iscrizioni annue di Jack Russell Terrier (almeno 5000 dei quali presi proprio come cani da compagnia… e non so quanti finiti in mano a persone che danno dodici testate nel muro al giorno a causa dei casini che gli combina il cane!) e solo 54 di Papillon e Phalene. Forse sarò strana io… o forse la gente continua a scegliere i cani in base a film e spot pubblicitari, anziché in base alle proprie esigenze e alle doti caratteriali delle diverse razze. Chissà.

CARATTERE ED ATTITUDINI

phalene2Come ho già detto, non conosco moltissimi cani da compagnia e ovviamente conosco ben pochi epagneul nani, vista la poca diffusione: ma quelli che ho conosciuto mi hanno sempre fatto un’ottima impressione, soprattutto perché nessuno di essi si è mai dimostrato il classico “cagnolino schizzato”.
E non posso certo dire che fossero tutti in mano a cinofili DOC: anzi, diciamo che le Sciuremarie abbondavano. Nonostante questo, i cagnolini che ho incontrato si sono sempre dimostrati allegri, amichevoli con umani e cani, non esageratamente abbaioni (un pochino sì: non credo esista, al di fuori del Basenji, un cane di piccola taglia che non abbai).
Un’altra caratteristica che ho potuto notare è stato il mantenimento delle stesse doti caratteriali sia nei giovani che nei cani anziani: uno dei Papillon che ho conosciuto aveva 14 anni e si comportava come se avesse 14 mesi.

treAltra cosa che a me piace moltissimo: sono buoni e tranquilli in casa, ma sono capaci di trasformarsi in veri atleti, capaci di “reggere” lunghe passeggiate e anche escursioni in montagna.
Laddove la razza è più diffusa si vedono molti epagneul in agility, obedience (dove sono bravissimi, perchè molto collaborativi e hanno un’ottima docilità) e anche come cani da assistenza o da ricerca.
Insomma, sono dei veri “tuttofare”, limitati nelle performance sportive solo dalle piccole dimensioni: un Papillon da Mondioring forse non lo vedremo mai… ma in tutto ciò che gli consente la taglia, questi cani sono bravissimi! E poi sono davvero adorabili e carinissimi. Se aggiungiamo il fatto che la gestione del pelo è davvero comoda e semplice… be’, non posso che ripetermi e chiedermi perché le case italiane non siano piene di Papillon e Phalene!

SALUTE
Un altro punto a favore della razza: non esistono problemi particolari, se non le “solite” patologie oculari  (presenti in quasi tutte le razze: ma basta controllare i riproduttori…) e la lussazione della rotula, tipica di tutti i cani di piccola e piccolissima taglia, ma comunque non certo pericolosa per la vita del cane.
L’unica nota davvero dolente, che alcuni proprietari lamentano, è il fatto che tendano a fare un po’ i furbetti col cibo: ma come sempre accade, i cani sottoposti a “linea dura” recuperano rapidamente l’appetito, mentre quelli viziati (come in: “ma poveriiiino, è così piccccinoooo non può mica stare un giorno intero senza mangiareeee!“) talora diventano davvero inappetenti e pretendono di vedere ogni giorno il menu prima di decidere se degnarsi di assaggiare oppure no.

LO STANDARD

FCI Standard n° 77/06.04.1998 – EPAGNEUL NANO CONTINENTALE
ORIGINE: Francia, Belgio
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 17.09.1990 UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 9 – Cani da compagnia – Sezione 9: Spaniel nani continentali Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE
Piccolo Spaniel da compagnia, di costruzione normale e armoniosa, con lungo pelo, muso moderatamente lungo, più corto del cranio, d’aspetto vivace, grazioso ma robusto, dal portamento fiero e dal passo sciolto ed elegante. Il suo corpo è un po’ più lungo che alto.
TESTA
normalmente proporzionata al corpo e proporzionatamente più leggera e più corta di quella di uno Spaniel di taglia media o grande.
REGIONE DEL CRANIO: Cranio non troppo arrotondato, né di lato né di fronte; talvolta mostra una leggera traccia di sutura metopica. Stop: depressione abbastanza accentuata. Nei cani più pesanti, questa depressione è meno evidente ma definita; nei cani molto piccoli è chiaramente marcata senza però mostrare uno stop brusco.
REGIONE DEL MUSO: Tartufo piccolo, nero e rotondo, ma leggermente appiattito nella parte superiore. Muso più corto del cranio, fine, appuntito e non troppo scavato ai lati; non deve essere rivolto all’insù. Canna nasale diritta. Labbra molto pigmentate, sottili e tese.
Denti e mascelle denti abbastanza forti, con buona chiusura normale.
La lingua non deve essere visibile; il fatto che sia costantemente visibile o non rientri quando viene toccata con un dito, è un difetto.
Occhi piuttosto larghi, bene aperti, a forma di mandorla molto larga, non sporgenti, posizionati piuttosto bassi nella testa con l’angolo interno all’inserzione fra cranio e muso. Di colore scuro e molto espressivi; palpebre molto pigmentate.
Orecchi piuttosto fini ma fermi. Siano gli orecchi obliqui o pendenti, se esaminata con la mano, la cartilagine non deve finire in una punta troppo aguzza. Gli orecchi sono inseriti piuttosto indietro sulla testa, sufficientemente distanziati l’uno dall’altro, così da mostrare la forma leggermente arrotondata del cranio.
• Varietà con orecchi pendenti, chiamata PHALENE:
L’orecchio a riposo è inserito alto, molto più in alto della linea dell’occhio; portato pendente e tuttavia piuttosto mobile. Fornito di pelo ondulato che può raggiungere una lunghezza tale da dare al cane un bell’aspetto.
Varietà con orecchi eretti, chiamata PAPILLON:
L’orecchio è inserito alto. Il padiglione auricolare è ben aperto e girato di lato; il suo bordo interno forma un angolo di circa 45° sull’orizzontale. In nessun caso l’orecchio deve puntare verso l’alto, (sarebbe simile all’orecchio di tipo Spitz e deve assolutamente essere rifiutato). L’interno del padiglione è ricoperto di pelo fine, pure ondulato. I peli più lunghi si estendono leggermente al di là dell’orlo dell’orecchio: la parte esterna, al contrario, è ricoperta di lungo pelo che forma frange pendenti, che si estendono ben al di là degli orli degli orecchi. Incroci fra le due varietà producono spesso orecchi semi-eretti, con punte pendenti; questo portamento di orecchi “misto” è un difetto grave.
COLLO: di moderata lunghezza, un po’ arcuato alla nuca
CORPO: Linea superiore né troppo corta o arcuata, né insellata, senza tuttavia essere piatta Rene solido e leggermente arcuato. Torace ampio, ben disceso. La circonferenza del torace presa tra le ultime due costole deve essere circa equivalente all’altezza al garrese.
Costole ben cerchiate. Ventre leggermente retratto.
CODA: inserita piuttosto alta, piuttosto lunga, con abbondante frangia che forma un grazioso pennacchio. Quando il cane è in azione, è portata rialzata rispetto alla linea dorsale e ricurva: la punta estrema può sfiorare il dorso; ma non deve mai arrotolarsi o appoggiarsi piatta sul dorso. ARTI: diritti, fermi, abbastanza fini. Il cane non deve sembrare alto sugli arti. Visti dal davanti o di lato, gli arti sono paralleli.
ANTERIORI
Spalle ben sviluppate, bene attaccate al corpo Braccio di lunghezza uguale alla scapola, con la quale forma un angolo normale e ben attaccato alla scapola e al corpo. Metacarpo di profilo lo si intravede POSTERIORI
Garretto normalmente angolato
PIEDI: piuttosto lunghi, detti “di lepre”, appoggiati equamente sui loro cuscinetti. Unghie forti, preferibilmente nere, più chiare nei cani con mantelli marroni o bianchi (le unghie bianche in cani bianchi o in cani con arti bianchi non costituiscono difetto se il cane è peraltro ben pigmentato). Le dita sono forti con cuscinetti duri, ben forniti fra di loro con pelo fine che si estende al di là dei piedi formando una punta.
PASSO: fiero, libero, sciolto ed elegante.
MANTELLO:
PELO:
il pelo, senza sottopelo, è abbondante, lucido, ondulato (da non confondere con arricciato), non morbido ma leggermente resistente al tatto, con riflessi serici. I peli sono inseriti piatti; sono piuttosto fini, leggermente incurvati dall’ondulazione.
L’aspetto del mantello è simile a quello dei piccoli Spaniel Inglesi, ma si differenzia definitivamente da quello del Pechinese; allo stesso tempo non dovrebbe avere alcuna somiglianza con il pelo dello Spitz. Il pelo è più corto sulla parte facciale, sul muso, la parte anteriore degli arti e sotto il garretto. Di media lunghezza sul corpo, diventa più lungo sul collo fino a formare un collare e uno jabot che discende in onde sul petto; forma frange agli orecchi e sul posteriore degli arti anteriori; al dietro delle cosce, un’ampia culotte di soffice pelo. Ci possono essere piccoli ciuffi di pelo fra le dita e possono estendersi leggermente al di là del piede senza però dare a quest’ultimo un’apparenza pesante, ma piuttosto dandogli un aspetto più fine, allungandolo. A titolo indicativo, alcuni cani col mantello in buona condizione hanno un pelo di 7,5 cm di lunghezza al garrese e frange di 15 cm alla coda.
COLORE:
tutti i colori sono ammessi su di un mantello con il fondo bianco. Sul corpo e arti, il bianco deve essere dominante rispetto al colore. Il bianco sulla testa preferibilmente formato da una striscia più o meno ampia. Una macchia bianca è ammessa nella parte inferiore della testa, ma il bianco dominante sulla testa è un difetto. In tutti i casi, le labbra, le palpebre e soprattutto il tartufo devono essere pigmentati.
TAGLIA E PESO: Altezza al garrese circa 28 cm Peso: due categorie
1. meno di 2,5 kg per maschi e femmine
2. da 2,5 a 4,5 kg per maschi e da 2,5 a 5 kg per le femmine.
Peso minimo 1,5 kg
DIFETTI: qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità.
• Cranio piatto, a forma di mela e bombato come nei Piccoli Spaniel Inglesi
• Stop troppo o insufficientemente accentuato
• Tartufo non nero
• Canna nasale arcuata o concava
• Labbra depigmentate
• Enognatismo e soprattutto prognatismo
• Occhio piccolo, troppo rotondo, sporgente; di colore chiaro; che lascia vedere il bianco quando il cane guarda diritto avanti
• Depigmentazione dei bordi delle palpebre
• Dorso cifotico o insellato
• Coda arrotolata, che poggia sul dorso; che cade di lato (questo per le vertebre della coda, non le frange che, per la loro lunghezza, cadono a ciocche.
• Arti anteriori arcuati
• Carpi nodosi
• Posteriori deboli
• Posteriori che, visti da dietro, sono fuori dalla verticale che dal ginocchio, tocca i garretti e i piedi.
• Singoli o doppi speroni sui posteriori sono indesiderabili e sono antiestetici. È perciò consigliabile toglierli.
• Piedi deviati in dentro o in fuori
• Unghie che non toccano il terreno
• Mantello scarso molle o gonfio; pelo attaccato diritto o che resta diritto; pelo lanoso; sottopelo che indica incrocio con lo Spitz.
DIFETTI ELIMINATORI:
• Tartufo rosa o macchiato di rosa
• Enognatismo o prognatismo eccessivo al punto tale che gli incisivi non si toccano.
• Lingua paralizzata o costantemente visibile.

N.B . I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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