venerdì , 17 novembre 2017
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Epilessia nel Border Collie: i conti non tornano!

epil_borderdi CARLO COLAFRANCESCHI – Torniamo a scrivere sul Border Collie, razza a noi vicina, più che mai popolare, più che mai apprezzata, che nonostante  gli sforzi fatti da alcuni allevatori e amanti della razza continua a soffrire della quasi totale indifferenza da parte di chi dovrebbe  preoccuparsi  di tutelarne la salute. Qualche mese fa è stato pubblicato on line un database, nel quale onesti e coraggiosi  allevatori hanno pubblicato i nome di cani affetti da epilessia  e così facendo mettendo in guardia altri allevatori o futuri acquirenti  sui rischi conseguenti all’utilizzo di alcune linee  nella razza.
Una azione degna di merito che segue la strada già segnata in altri paesi tra i quali ricordiamo Inghilterra, Svezia, Olanda e  Cecoslovacchia.
Il database  attualmente riporta un elenco di venti cani  con tanto  di allevamento di provenienza e proprietario.
Andando a spulciare in giro ho trovato una  serie di documenti dai quali si può evincere che l’epilessia  idiopatica, nel Border Collie e in altre razze, rappresenta tra lo 0.5% ed il 5% della popolazione ufficiale e come  l’insorgere di questa patologia sia statisticamente  circoscritta ai primi cinque anni di età (anche se  ultimamente questo periodo sembrerebbe estendersi al  settimo anno). Forte di queste indicazioni ho pensato di raccogliere dei dati statistici ufficiali per fare un semplice calcolo matematico di quanti cani epilettici avessero visto luce in un periodo di cinque anni. Attraverso dati ufficiali ENCI ho rilevato la nascita di  9756 cuccioli tra l’anno 2005 e 2010. Naturalmente vi sarebbero da aggiungere anche tutti quei cani iscritti ad altri registri  e quelli venduti senza pedigree, ma come sappiamo non si può avere sempre tutto.
Ho quindi ritenuto, in base alle medie provenienti da vari paesi, di calcolare conservativamente al 2.5% la percentuale di cuccioli  affetti da epilessia  nati in quel periodo e il risultato non è stato certo  “venti”,  come i cani nel database!
Infatti 9756×2.5/100 non fa 20, ma 243.9!

epil_borde_tabAnche se volessimo  abbassare la percentuale, per arrivare a 20 cani  dovremmo ipotizzare  una percentuale dello 0.2% , ben al di sotto del dato minimo dell’1%.
I cani mancanti all’appello riflettono la difficoltà a  livello mondiale nella compilazione di pedigree che permetterebbero a ricercatori e allevatori di lavorare con più accuratezza.
Infatti,  se è vero che la modalità  di trasmissione  della malattia è ad oggi sconosciuta, è altrettanto vero che  potendo disporre di una mappatura più completa dei cani affetti, forse la ricerca andrebbe avanti più velocemente e certamente si potrebbe decidere se usare un cane o meno  con più oculatezza.
Allo stato delle cose questo clima  di mistero, questo negare l’innegabile, costringe i più  coscienziosi o i meno spregiudicati (fate voi)  ad eliminare  cani che magari hanno generato un cane epilettico su 30 prodotti, una strategia che alla luce di quanto riportato nel precedente articolo “Allarme Rosso per il Border Collie”  la razza non può permettersi.
Il clima di mistero dà luogo, paradossalmente, ad una caccia alle streghe nei confronti  di chi ha candidamente e onestamente pubblicato i cani  affetti da epilessia… e proprio da parte di chi ha prodotto i 223.9 cani  che mancano all’appello nel data base.
E’ nell’interesse di tutti collaborare alla compilazione del database; é nell’interesse della razza, per contrastare efficacemente la diffusione di questa patologia così grave.
Nessuno può sottrarsi a questa lotta, nessuno  che nei fatti voglia agire per il bene della razza.

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