domenica , 19 novembre 2017
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Il Vero Standard del… Levriero Afgano

12534941_sdi VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE: Strafigo. Senza “se” e senza “ma”. E’ uno dei cani più appariscenti e indubbiamente più belli, in senso estetico, del mondo… almeno finché lo vedi in fotografia, o piazzato sul ring di un’esposizione. Nella vita di tutti i giorni diventa uno dei cani più buffi del mondo, tra le pose che riesce ad assumere e le facce che riesce a fare: però nessuno lo fotografa mai quando le fa, anche perché è impossibile scattare una foto a fuoco mentre si sussulta dal ridere.
Quindi bisogna viverlo per credere.

d15ace37118c6046b1b6843a021454d3Ah… meglio sapere subito che tutta ‘sta strafigaggine arriva solo quando il cane è adulto. Da cucciolo nun se po’ guarda’. Sembra un bastardino infelicissimo alla disperata ricerca di una famiglia che lo adotti, perché è così bruttino che nessuno pagherebbe mai per averlo.
Da cucciolone sembra ancora un cane in cerca di famiglia, ma con un carciofo in testa: solo verso i due-tre anni, quando gli sono cresciuti tutti i capelli, assume quell’aspetto che fa gridare “OHHHH!” agli astanti.

cucciolone2VARIETA’ ALTERNATIVE – Se gli astanti di cui sopra sono Sciuremarie, si può sentire gridare “Ohhhhh… un levriero africano!”, oppure “Ohhh… un levriero arcano!”, e addirittura “Ohhhh! Un levriero Alfano”, frase che ho sentito in tempi politicamente non sospetti, quando l’Angelino probabilmente stava ancora sui banchi di scuola.
Adesso temo che questa varietà alternativa sia diventata assai più diffusa di allora.

cane-levriero-afganoCOMPORTAMENTO – CARATTERE: è il tipico cane che “fa da scemo per non pagare dazio”, come recitava un vecchio modo di dire. Infatti sentirete dire molto spesso che questo è un cane “stupido” (cosa che purtroppo si sente dire anche di altri levrieri).  L’afgano, a questo punto, fa la faccia offesa (perché è tanto stupido capisce tutto quello che dicono gli umani), e subito dopo va ad aprirsi il frigo e a sbafarsi quello che ci trova dentro, se è di suo gradimento. A volte non lo è (perché, diciamolo, l’aria snob non ce l’ha solo per caso) e allora si limita a lasciarti il frigo aperto e ad andarsi a svaccare sl divano: non perché non lo sappia richiudere, ma perché vuol farti notare la pochezza del suo contenuto. Neanche un po’ di caviale, tzè.
Un altro motivo per cui i levrieri vengono definiti “stupidi” è la loro scarsa docilità: non sono certo cani disposti ad accorrere al primo richiamo, e tantomeno ad esibirsi in trucchetti da quattro soldi tipo “dailazampa”, “rotola”, “siediti”.
Ma chiamali scemi, eh! Questi son cani nobili inside, che prima di fare una cosa devono essere profondamente convinti: a) che serva a qualcosa; b) che a chiedergli di farla sia stata persona degna della loro  stima e fiducia.

gruppoSe un estraneo prova a “comandarli” col tono da “io Tarzan, tu cane”, loro rispondono o con un ringhio (e il fumetto che dice: “io cane con 42 possenti zanne, tu uomo che faresti meglio a fare poco il furbo, perché se litighiamo le buschi”), o voltandogli sdegnosamente le spalle.
Tutto ciò viene correttamente tradotto dallo Standard con la seguente descrizione del carattere: “L’espressione da orientale è tipica della razza. L’Afgano “vi trapassa” con lo sguardo. Dignitoso e riservato, con una certa intensa aggressività”.
Ma “dignitoso e riservato” non basta ancora a descrivere l’aria di puro schifo con cui un afgano guarda l’estraneo. Aria che diventa, invece, un’espressione dolcissima e di Puro Amore quando lui guarda il suo umano: non che questo significhi che è disposto ad obbedirgli più di quanto non obbedisca all’estraneo. Però ti prende per il culo con una faccia tutta diversa.
Afghan-Hound-Cute-Puppy-pictureNato per la caccia, anche se oggi è quasi esclusivamente un cane da show, l’Afgano non convive troppo facilmente con altri animali domestici: convincerlo che il gatto di casa non si mangia può essere un’impresa improba (anche se non impossibile). Convincerlo che non si mangino i gatti estranei è decisamente impossibile. Anche con gli altri cani non è che nascano facilmente amicizie: di solito l’afgano li ignora, se rompono le palle può litigarci, prima di arrivare a giocarci deve conoscerli a fondo. Quando poi lui decide che l’altro cane è simpatico e che ci si può giocare, di solito è l’altro a gettare la spugna nel giro di dieci minuti: perché “giocare a rincorrersi” con un leviero è un casino. Se scappi tu, ti prende in un nanosecondo; se scappa lui, ti fa mangiare la polvere.

SONY DSCE’ vero che l’afgano non è certo il più veloce tra i levrieri (vederlo impegnato nel coursing è più comico che sportivamente appassionante: più buffo di lui c’è solo l’Irish wolfhound), ma un cane “normale” non può nemmeno sognarsi di tenere il passo. Quindi, di solito, si stufa. Ma intanto di cani “normali” che riescano a conquistarsi l’amicizia di un afgano ce ne sono pochini, perché i cani – tutti – sono piuttosto razzisti, ma i levrieri di più.
Se non volete che il vostro afgano diventi rissoso con i suoi simili, socializzatelo il più possibile da cucciolo; ma una volta adulto, se potete, fategli frequentare altri afgani. Altrimenti non si divertirà mai sul serio.

200674133541_bubu_9TESTA – Bellissima, fiera, nobile, con lo sguardo aristocratico eccetera eccetera. Dà proprio l’impressione di un cane che se la tira… e non è solo un’impressione.
Il suo sguardo è vero che “ti trapassa”, ma soprattutto ti chiede “‘…zzo vuoi?”
Per questo è un cane che non risulta simpatico al primo impatto (d’altronde la cosa è ampiamente reciproca) e che spesso viene scelto solo da persone quasi snob quanto lui (“altrettanto snob” è impossibile): così si formano abbinate cane-umano che proprio stanno sulle palle a prima vista. Quando però qualche umano particolarmente intelligente ed ironico e  si accorge che in questa razza può trovare un suo equivalente, allora si formano binomi davvero simpaticissimi; perché anche  l’afgano possiede un senso dell’umorismo – e direi proprio dell’ironia – unico al mondo. Però è una dote che riescono a scoprire solo gli esploratori più abili.

article-2113454-03C1333A000005DC-256_634x385Certo, chi compra il cane solo perché ha i capelli dello stesso colore dei suoi… embe’, sarà difficile che scopra tutte le piccole, preziosissime perle racchiuse sotto il mantello. Però ce ne sono tante. Sono da ricercare minuziosamente, perché lui non le concede certo al primo venuto: ma ci sono, e portarle alla luce dà una soddisfazione indescrivibile.

OCCHI: per lo Standard sono “preferibilmente scuri, ma il colore dorato non è proibito. Di forma quasi triangolare, risalgono un poco e obliquamente dall’angolo interno a quello esterno”.
In pratica, sono occhi da orientale saggio e misterioso (tranne quando ti chiedono “‘…zzo vuoi?”, perché lì non sono misteriosi per niente).

8412149-lebrel-afganoORECCHIE: “attaccate bassi e ben all’indietro, portate appiattite contro la testa, ricoperte d’un pelo lungo e serico“, recita lo Standard. Dimenticandosi di aggiungere che il “lungo pelo serico” è così lungo da finire in bocca al cane quando mangia, il che impone di fargli indossare le classiche cuffiette che tanto anno storcere il naso agli amanti del cane “duro e puro”, più tamarro possibile.
Una volta, in expo, ho sentito un bambino dire, di fronte a un afgano che indossava una cuffietta lavorata all’uncinetto: “Guarda, mamma: un cane-nonna!”.
E’ inutile: le Sciuremarie, quando inventano razze canine, forse fanno più ridere… ma i bambini sono dei veri poeti.

levriero_afganoCORPO: Ha ragione lo Standard, quando dice che “dà l’impressione di forza e dignità, combinando velocità e potenza”.
Almeno finché lo si vede piazzato, o in movimento (laddove i capelli al vento fanno sempre la loro porca figura, anche quando il cane magari non ha proprio una costruzione perfetta: l’afgano è uno dei pochissimi cani che riescono a sembrare belli anche quando sono zootecnicamente brutti).

svaccatoSe lo vedi a casa sua, indecorosamente svaccato sul tappeto, o zampe all’aria e palle al vento sul divano, l’effetto strafigo viene leggerissimamente offuscato.
In compenso aumenta esponenzialmente la simpatia. Peccato che prima di vederlo così tu debba aver conquistato la sua fiducia e la sua amicizia, perché altrimenti si metterà sempre a “bella statuina” in pose nobilissime: il che significa che il lato oscuro (e divertente, e simpatico, e buffissimo) dell’afgano lo vede, in pratica, solo la sua famiglia. Personalmente sono stata tre giorni di fila in casa di un allevatore, quando abbiamo girato il video sulla razza, e tutti i suoi cani sono stati belle statuine per tutto il tempo.
Solo alla fine dell’ultimo giorno UN singolo soggetto ha deciso che poteva dare un minimo di confidenza a me e all’operatore: allora si è messo a fare lo scemo, a cercare coccole che manco la Bisturi e ad assumere appunto quelle pose ultracomiche che in fotografia (o su di un ring) non vedrete mai.

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MANTELLO: qui lascio parlare lo Standard, perché io potrei solo ripetermi e dire “strafigo”. Invece lo Standard precisa che il pelo dev’essere “lungo, di tessitura molto fine sulle costole, l’anteriore, il posteriore e i fianchi. Nei cani adulti, a partire dalla spalla verso il posteriore, e seguendo il dorso e il rene (sella), il pelo è corto e fitto. Il pelo è lungo a partire dalla fronte e andando all’indietro e forma un netto ciuffo serico.
Sul muso il pelo è corto. Orecchi e arti sono ben ricoperti di pelo. I metacarpi possono esserne sprovvisti. Il pelo si deve sviluppare naturalmente. Qualsiasi segno che dimostri l’uso della tosatrice o delle forbici deve essere penalizzato. Tutti i colori sono ammessi“.

12110La storia del pelo “che deve svilupparsi naturalmente” è da prendere con le pinze: questi cani hanno bisogno di toelettature superprofessionali e vanno lavati spesso (il loro pelo è proprio uguale ai capelli umani: per questo non lo perdono e non fanno mute… però si annoda e si sporca che è un piacere).
Il pelo da cucciolo/cucciolone è corto e non dà problemi, se non quello di apparire, a volte, una roba inguardabile, perché il mantello non “matura” tutto insieme, ma a sprazzi. Sì, proprio “sprazzi”: a volte vedrete una schiena con mezzo pelo da cucciolo e mezzo da adulto, oppure le zampe col pelo da adulto e la testa col “carciofo” da cucciolo. Basta non farci caso e aspettare che la maturazione finisca, anche se a volte il proprietario vorrebbe suicidarsi.

puppy_of_afghan_hounds_walking_together_wallpaperCODA: sottilissima, quasi striminzita, col ricciolino finale. Per fortuna, nell’adulto, mette su un po’ di frange e non si nota quasi più. Nei cuccioli e cuccioloni, invece, si vede benissimo ed è proprio buffa. A mio avviso i levrieri (tutti, afgano compreso) tendono a tenere la coda bassa non tanto perché siano timidi e riservati, quanto perché si vergognano un po’ della parte meno scenografica del loro corpo.
Quando corrono o giocano, però, se ne dimenticano e la sfoderano alta e (si fa per dire) fiera.

TAGLIA: l’afgano è, se non proprio un cagnone, quantomeno un cane di taglia rispettabile: da 68 a 74 cm i maschi, da 63 a 69 cm. le femmine.  Insomma, è tanta roba: che quando prende possesso del divano diventa tantissima. Infatti non riesce a salirci nessun altro. Però, diciamolo: a che serve sedersi sul divano, quando si può restare in piedi ad ammirare a bocca aperta il proprio, meraviglioso cane?
E intanto lui si mette in pose sempre più eleganti e raffinate, allunga le zampe, distende il collo, fa le facce da “devi assolutamente fotografarmi in questa posizione”: e mentre voi correte a prendere la macchina fotografica per immortalarlo nella 18271817esima foto della sua vita, lasciandogli a disposizione l’intero divano (o letto, o poltrona, o qualsiasi cosa),  lui pensa sogghignando: “E meno male che quello stupido ero io!”

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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